Tag Titolo Abstract Articolo

Trasporto Pubblico
Atac: azienda che a differenza della prima gestisce circa il 60% dell'intero trasporto pubblico regionale
immagine

Redazione

Lazio - "Apprendiamo da agenzie stampa dell'approvazione nel cda di Cotral del bilancio 2013, che per la prima volta, come riportato nella nota, chiuderebbe in utile. Da quanto si evince sempre dal comunicato, tutto ciò sarebbe 'il frutto di una azione di risanamento che ha visto mettere in campo cospicui investimenti da parte della regione Lazio'. Se ciò corrispondesse a verità, sarebbe un fatto gravissimo utilizzare due pesi due misure, e per la precisione dare cospicui finanziamenti a Cotral e tagliarne altrettanti ad Atac: azienda che a differenza della prima gestisce circa il 60% dell'intero trasporto pubblico regionale". Lo dichiara il consigliere di Forza Italia della Regione Lazio Antonello Aurigemma.

"Quindi, se per Cotral possiamo essere soddisfatti, seppur solo in parte, visti i numerosi tagli alle linee e ai depositi, dall'altro siamo molto preoccupati della situazione finanziaria di Atac - continua - Azienda, questa, che effettua il servizio di trasporto pubblico non solo per i cittadini della capitale, ma anche per tutti i cittadini della Regione che ogni mattina vengono a lavorare a Roma. Non riusciamo a capire perché il presidente Zingaretti si comporti in modo incoerente, finanziando con cospicue risorse una azienda (Cotral) a discapito di una azienda altrettanto importante come Atac, che ad oggi è a rischio fallimento. Basti pensare che sui 575 milioni che la regione Lazio ha destinato al trasporto pubblico regionale, neanche il 20% viene destinato ad Atac che è una azienda, ripetiamo, che effettua il 60% dell' intero trasporto regionale".

LEGGI ANCHE:

 16/05/2014 COTRAL APRIAMO IL VASO DI PANDORA – SETTIMA PARTE - DEPOSITO DI VIA MIRRI: DOVE SONO LE APPARECCHIATURE PAGATE OLTRE 10 MILIONI DI EURO?

Amministrazione & Cittadini
Palozzi (FI): "Il bando di concorso, che segue una scia impressionante di dirigenze esterne, come al solito peserà sulle tasche delle famiglie"
immagine

Redazione


Lazio - “Mentre, a meno di una settimana dal voto europeo e amministrativo, il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti annuncia in pompa magna il tetto limite alle retribuzioni per gli amministratori delle società regionali, facendo passare per straordinario un step di spending review assolutamente atteso e doveroso, la sua giunta regionale con un avviso informativo, pubblicato sul Bollettino Ufficiale proprio in data odierna, conferma per l’ennesima volta la grande smania di consulenze esterne. Con atto di organizzazione n. G07289 la Regione ricerca professionalità per l’affidamento dell’incarico di dirigente dell’Area “Ciclo Integrato dei Rifiuti” della Direzione regionale “Territorio, Urbanistica, Mobilità e Rifiuti” a soggetto esterno all’amministrazione regionale. Il bando di concorso, che segue una scia impressionante di dirigenze esterne, come al solito peserà sulle tasche delle famiglie del nostro territorio, ledendo al contempo la già calpestata dignità del nostro efficiente personale. Si tratta di un ulteriore, fastidioso smacco per i tartassati cittadini del Lazio, costretti a sopportare una tassazione elevatissima e servizi regionali deficitari, in primis quelli sanitari. Lo abbiamo affermato in tutte le salse e lo ribadiamo anche adesso: Zingaretti la smetta di fare l'arrogante, comprenda che le casse regionali non navigano nell’oro e la finisca di ricorrere a incarichi esterni inutili ed esosi”. Così il consigliere regionale di Forza Italia, Adriano Palozzi.

L'inchiesta
Lui accentra e sceglie, ordina e affida.
immagine

 

E' emerso come su 22.531 fatture registrate ben 9.381 fatture presentavano importi ricorrenti, parliamo di quasi il 50 percento di fatture con stessi importi.

 

di Chiara Rai

Cotral / L'inchiesta - Nel mirino la gestione degli acquisti di servizi di manutenzione esterna di Cotral S.p.A. Torniamo a parlarne con ancora più dettagli e più precisione. Le immagini che immortalano l’officina Arma piena di mezzi Cotral è una ennesima dimostrazione di come gran parte del

le manutenzioni esterne siano affidate a discrezione del Cda Cotral, senza gara di appalto.

Arma ha un volume di affari con Cotral di circa 1 mlione e 600 mila euro l’anno. In questa sesta puntata della nostra inchiesta ci soffermeremo in particolare, sugli aspetti di gestione di chi autorizza. Insomma, la lingua batte dove il dente duole.

E’ utile ricordare che la nostra inchiesta è partita con foto e video di mezzi Cotral in officine private. Ci siamo chiesti se ci fosse stata qualche gara di affidamento della manutenzione esterna ed i pezzi di carta ci hanno confermato che quelle autofficine, così come altre, non hanno vinto appalti di manutenzione e quei mezzi entrano ed escono da alcuni siti privati, ma ripetiamo ce ne sono anche altri, perché qualcuno a sua totale discrezione e senza gara di appalto ha deciso che finissero lì.

Dunque gran parte dei servizi e le attività di manutenzione esterna avvengono sulla base di “proroghe tacite” o altri accordi. E’ il caso di dire che l’amministratore delegato Vincenzo Surace insieme al Cda decidono il bello e il cattivo tempo in Cotral, addirittura accentrando mansioni che dovrebbero essere “controllate” da terzi, come la divisione ingegneria ad esempio, che invece vedono un solo uomo artefice di tutto il processo di affidamento: lui accentra e sceglie, ordina e affida.

Questo modo di operare rende labile il sistema e porta ad un rischio frode molto alto.

C’è dunque anche discrezionalità nell’affidamento all’esterno dei servizi di manutenzione. Ricordiamo che la manutenzione è divisa tra circa 20 ditte delle quali soltanto tre o quattro hanno vinto, di recente, l’appalto per la esternalizzazione della manutenzione, tra cui Ceriv, Palleschi, Officina Pontina.

Ma ci si domanda, queste ditte hanno i requisiti che Cotral sembra richiedere?

Poi ci sono le altre: Pennesi, Amati, Arma, Effedi e Amiata Motori che non hanno partecipato a gara pubblica ma rispettivamente hanno migliaia e migliaia di euro di manutenzioni effettuate per Cotral nel 2013:

Pennesi ha manutenzioni per circa 2 milioni di euro, Amati (tra Officina 2000 e Drive Line Service) circa 5 milioni di euro, Arma circa 1 milione e 600 mila euro, Effedi circa 1 milione e 700 mila euro, Amiata Motori circa 1 milione e 200 mila euro.

Chi ha vinto l’appalto, ha manutenzioni per costi decisamente inferiori rispetto a chi non ha neppure partecipato alla gara. Palleschi ad esempio si aggira intorno 95 mila euro mentre Ceriv ai 63 mila euro.

Qual è la prassi che Cotral utilizza per la gestione degli affidamenti della manutenzione esterna dei bus? La manutenzione esterna, saltata la gara non aggiudicata proprio dalla solita commissione nominata dall’AD, viene affidata sulla base di contratti quadro formalmente scaduti e, in certi casi, assenti ovvero a discrezione.

L’eccessivo accentramento di poteri e l’assenza di adeguate deleghe operative provoca l’ingessamento del rilascio e dell’invio degli ordini di acquisto: gli ordini di acquisto di manutenzione esterna sono firmati all’Amministratore Delegato. Di conseguenza le officine esterne non inseriscono in fattura i riferimenti all’ordine di acquisto, necessari per la corretta contabilizzazione dei documenti, con inevitabili ritardi nello smaltimento di tali autorizzazioni e difficoltà di riscontro tra prestazioni fatturate e prestazioni ordinate.

Fatto ancora più grave è che aumenta notevolmente il rischio di doppia fatturazione della stessa prestazione di manutenzione dovuta a una prima registrazione manuale della fattura senza riferimento all’ordine e, a distanza di tempo, all’invio di una nuova fattura contenente il riferimento all’ordine.

Non ci risulta che ci sia un monitoraggio di massimali annui sul valore complessivo delle forniture per singola officina che garantisca un esatto controllo del numero delle manutenzioni affidate. Dopo la scadenza degli ultimi contratti quadro in essere (risalenti al periodo 2008-2009) sono andate a buon fine procedure di gara per l’affidamento dei servizi e le attività di manutenzione esterna? Non dovremmo essere noi a dover rispondere a queste domande, ma in mancanza di interlocuzione, in attesa di smentita ben argomentata, a noi risulta ancora di no.

Altre criticità in questo opinabile sistema di gestione, che appare fuori controllo, risiedono proprio nella fase di definizione e approvazione dei preventivi di manutenzione.

Vediamo nel dettaglio cosa succede:

Il responsabile locale di manutenzione del deposito predispone l’ordine di manutenzione a sistema, rendendolo così visibile all’officina esterna. Sulla base di tale ordine l’officina predispone un preventivo che diviene visibile al responsabile locale di manutenzione, il quale, in completa autonomia, lo approva.

Questo comporta sempre la cosiddetta adozione del criterio di “discrezionalità”: le differenze tra gli ordini di manutenzione e i preventivi predisposti dalle officine esterne vengono di fatto approvate dalla stessa persona che emette l’ordine di manutenzione e non da un terza funzione (che per ipotesi dovrebbe essere la divisione di ingegneria DIVING e il Magazzino come era in procedura ). Ciò determina il rischio che il valore delle lavorazioni preventivate possano essere differenti dal valore equo delle manutenzioni necessarie. Nel predisporre il preventivo, il sistema informatico Cotral, teoricamente, obbliga l’officina ad utilizzare l’anagrafica dei materiali, delle prestazioni e dei tempi standard per l’esecuzione delle manutenzioni che di fatto sono già codificati in SAP e stabiliti sulla base di riferimenti interni a Cotral.

Il SAP non è altro che un sistema informatico automatico interno a Cotral creato appositamente per garantire trasparenza e per seguire dalla A alla Z tutta la procedura di affidamento della manutenzione.

Succede però frequentemente che nel SAP ci sono perlopiù le richieste di affidamento però poi, fato vuole, che spesso e volentieri si proceda manualmente.

E inoltre, le officine esterne hanno la possibilità di inserire nei preventivi prestazioni di tipo generico in cui, discrezionalmente, possono determinare tempi e tariffe orarie differenti da quelle standard e che non rientrano quindi nel protocollo stabilito da Cotral e quindi codificati nel sistema informatico SAP.

Poi che succede?

Il responsabile locale di manutenzione mezzi, alla riconsegna del veicolo riparato, compila a sistema il verbale d’ispezione finale (VIF), richiamando il numero dell’ordine di acquisto nel frattempo creato. Tale controllo viene eseguito perlopiù analizzando la documentazione dell’officina esterna (verbale di collaudo e scheda di lavorazione), senza effettuare, in diversi casi, una verifica fisica sul mezzo o prove funzionali.

A seguire, il verbale d’ispezione finale (VIF) diviene visibile al responsabile di manutenzione che procede al suo rilascio dopo aver verificato, manualmente, la coerenza rispetto all’ordine di acquisto. Il responsabile della divisione ingegneria/manutenzione rilascia il verbale d’ispezione finale, creando in questo modo l’entrata in servizio nel sistema informatico SAP e contestualmente la cosidetta entrata merce che costituisce il benestare al pagamento della prestazione.

Questa dinamica non consente una corretta e completa valutazione della lavorazione dell’officina esterna e, di conseguenza, la possibilità di verificare eventuali comportamenti delle officine non conformi agli ordinativi emessi.

Si capisce bene che in questo modo c’è un forte rischio di frode.

Dunque ci soffermiamo su questa modalità gestionale che di fatto produce un alto rischio di doppia fatturazione della stessa prestazione di manutenzione dovuto a una “prima registrazione manuale” della fattura senza riferimento all’ordine e, a distanza di tempo, all’invio di una nuova fattura contenente il riferimento all’ordine inserita a sistema. Può accadere quindi che l'Ente pubblico paghi, con soldi pubblici, due volte lo stesso servizio!

Questa procedura è stata ufficialmente analizzata nel periodo 1 gennaio 2011 / 28 maggio 2012, studiando proprio i costi di manutenzione registrati sul sistema SAP e considerando ben 51 fornitori.

Ebbene, occorre prestare molta attenzione a questo prossimo dato perché è emerso come su 22.531 fatture registrate ben 9.381 fatture presentavano importi ricorrenti, parliamo di quasi il 50 percento di fatture con stessi importi.

Inoltre, esiste la coesistenza di attività incompatibili in capo ad uno stesso utente. Sono state identificate 6.466 situazioni di incompatibilità distribuite tra 3.371 coppie di transazioni tra loro incompatibili. Ciò significa in soldoni che l’inserimento manuale non corrisponde a quanto effettivamente caricato sul sistema informatico.

Cosa produce nel concreto questo modo di operare?

La possibilità di modificare arbitrariamente le condizioni previste per la fornitura di materiali all'officina esterna in termini di prezzo di acquisto dell'articolo codificato a sistema. Le officine possono effettuare modifiche su preventivi già approvati. Presenza di fatture registrate manualmente. Ma sono in effetti registrate?

In assenza di ordine di acquisto creato a sistema e teoricamente emesse dal fornitore prima della creazione a sistema dell’ordine. Presenza di ordini di acquisto aperti per cui sono già state registrate fatture. Rischio di mancata chiusura di un ordine di acquisto e quindi di doppia fatturazione. Presenza di doppia fattura a causa ad esempio della registrazione manuale della fattura e della contemporanea presenza di entrata merci.

Alla luce di tutto quanto narrato è naturale che la nostra attenzione si sia soffermata su dei documenti che chiaramente dimostrano come chi è preposto a dare indirizzi politici subentri in realtà in decisioni gestionali di stretta competenza delle divisioni preposte all’interno di Cotral e indirizzi in merito a cifre molto alte. Cifre che addirittura non ritornano al gestore del contratto (DIVING - Divisione Ingegneria dell’azienda Cotral) e conseguentemente non ritenute attestabili al pagamento.

Sono stati leciti i nostri dubbi precedentemente sollevati nelle scorse puntate?

Noi pensiamo di sì perché si tratta di dubbi circa i limiti di discrezionalità messi alla prova dall’AD Vincenzo Surace e dal consigliere di amministrazione Giovanni Libanori nel firmare un verbale d’incontro il 22 dicembre 2011 che sostanzialmente avvalora un riconoscimento economico di circa 1 milione e 700 mila euro iva inclusa alla società Cometa srl che si occupa della pulizia in Cotral. Questa somma, addirittura emerge da conteggi presenti in una presunta perizia stilata dal dottor Salvidio, incaricato di redigere la stessa proprio dall’amministratore delegato Vincenzo Surace, della quale però non vi è traccia come allegato al verbale stesso.

Il dato eclatante è che questo riconoscimento economico viene messo in discussione, per quanto di competenza, dalla Divisione Ingegneria DIVING essendo, di fatto, il gestore del contratto con Cometa srl.

Ma la divisione ingegneria non solo non ha potuto verificare il contenuto della famosa perizia tecnica perché “non in possesso” e non allegata al famoso verbale firmato da Vincenzo Surace e Giovanni Libanori, ma addirittura nel parlare delle “effettive prestazioni rese” conferma che l’importo corrispondente che Cotral deve a Cometa Srl è di circa 535 mila euro iva inclusa anziché 1 milione e 700 mila euro iva inclusa e che per quanto riguarda altra fattura, di importo pari a 988 mila euro e rotti per la manodopera dal 1 marzo 2009 al 28 febbraio 2011, deve essere verificata.

Dunque, tutto in mano a pochi soggetti che fanno il brutto e il bel tempo? Sembrerebbe proprio di sì ma non è così che dovrebbe funzionare un’azienda pubblica che viene gestita con i soldi dei cittadini.

Nella prossima puntata altri particolari su come vengono gestiti i soldi pubblici.

LEGGI ANCHE:


 

Tagli
Risparmiati oltre 700 mila euro con il bando per il facchinaggio
immagine

Redazione

Lazio
- La Giunta Zingaretti continua a tagliare gli sprechi. Grazie al nuovo bando pubblico per l’affidamento dei servizi di facchinaggio e trasloco la Regione Lazio riuscirà a risparmiare in un anno circa 700mila euro.

Infatti la base d’asta del nuovo bando pubblico è pari a 311.618 euro. Fino al 2013 il valore della base d’asta era invece di quasi un milione di euro, quindi tre volte quello attuale stabilito dalla Giunta Zingaretti.

“Nella lotta agli sprechi non ci fermiamo più - spiega il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti – e i 700mila euro che, rispetto alla precedente gara saranno risparmiati, sono l’ennesima dimostrazione del modus operandi di questa amministrazione. Va sottolineato, inoltre, che il risparmio potrebbe essere maggiore qualora il vincitore del bando presentasse un’offerta minore rispetto al valore d’asta stabilito. Tutto questo senza che venga meno la qualità del servizio offerto. Da quando siamo alla guida della Regione Lazio con la Centrale Unica degli Acquisti abbiamo prodotto risparmi per oltre 41 milioni di euro in diversi settori: dalla sanità alla fornitura dei servizi. Sono diversi i casi in cui – conclude Zingaretti - abbiamo individuato voci di spesa che abbiamo palesemente e significativamente ridimensionato, elidendo sprechi e producendo risparmi evidenti come in questa nuova gara”.

Il bando, che scade il 27 maggio prossimo, prevede una durata del contratto di 12 mesi, con la possibilità di ripetere servizi analoghi per ulteriori 12 mesi in base al D.lgs 163/2006; in quest’ultimo caso il valore complessivo ammonterà a 623.236 euro per 24 mesi totali. In considerazione dell’importanza attribuita alla componente logistica della gara, è prevista una divisione in sei lotti, uno per ciascun territorio provinciale, più un lotto separato per le sedi di Roma Capitale. Si è scelto di aggiudicare la gara secondo il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, privilegiando la componente prezzo e rispettando nello stesso tempo gli standard di qualità assicurati dai requisiti descritti nella gara.

L'indagine
Ben 39 le acque non adibite alla balneazione nella provincia di Roma e 17 a Latina
immagine

di Chiara Rai

Con un decreto il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti ha pubblicato su bollettino ufficiale la classificazione delle acque destinate alla balneazione e dei punti di monitoraggio per la stagione balneare 2014. Quattro i punti non balneabili per la provincia di Viterbo, ben 39 le acque non adibite alla balneazione nella provincia di Roma e 17 a Latina. Quattro sono invece le aree sove la balneazione è ritenuta scarsa secondo i prelievi dell’Arpa. Infatti, vediamo che nel Comune di Fiumicino 250 metri a sinistra del fiume Arrone la balneabilità è scarsa. Nel Comune di Ardea 250 metri a destra del Fiume Rio Torto la balneazione è scarsa per il 2014. Nel Comune di Latina al punto di prelievo Rio Martino la balneabilità è scarsa. Nel Comune di Formia a Castello Miramare è scarsa. Sono stati inoltre individuati i bacini nei quali non sono state rilevate specie di cianobatteri potenzialmente tossici, ma che potrebbero sostenerne le fioriture  (trasparenza inferiore a 1 m, fosforo totale > di 0,02 mg/L) e tra questi spiccano il lao di Bolsena, Martignano, Bracciano e Nemi. Mentre tra i bacini con fioriture per i quali è necessario procedere ad una pianificazione delle attività di monitoraggio figura il Lago di Vico e il lago Albano di Castel Gandolfo. Le amministrazioni comunali interessate da questi dati “neri” rispetto alla balneazione della stagione 2014 dovrebbero non solo pubblicare tempestivamente le ultimi analisi dell’Arpa ma emettere, laddove necessario, l’ordinanza di di divieto di balneazione. Ma ora tutti i dati più critici evidenziati nell’indagine de L’Osservatore d’Italia.

 

Acque non balneabili: Lista delle acque non adibite alla balneazione

 

PROVINCIA DI VITERBO

 

  1. Viterbo Montalto di Castro Tenuta Marchese Guglielmi
  2. Viterbo Montalto di Castro Foce Fiume Fiora
  3. Viterbo Tarquinia Poligono militare
  4. Viterbo Tarquinia Foce Fiume Marta

 

PROVINCIA DI ROMA

 

  1. Roma Civitavecchia Torre Valdalica
  2. Roma Civitavecchia Porto di Civitavecchia
  3. Roma Civitavecchia Foci Fossi Infernaccio e Scarpatosta
  4. Roma Civitavecchia Porto di Traiano
  5. Roma Santa Marinella Foce Fosso delle Guardiole
  6. Roma Santa Marinella Porticciolo di Santa Marinella
  7. Roma Santa Marinella Foce Fosso Santa Maria Morgana
  8. Roma Santa Marinella Foce Fosso Castelsecco delle Buche 
  9. Roma Santa Marinella Foce Fosso Quartaccio
  10. Roma Santa Marinella Poligono militare di Santa Marinella
  11. Roma Santa Marinella Foce Fosso Turbino
  12. Roma Cerveteri Foce Fosso Zambra
  13. Roma Ladispoli Foce Fosso Vaccina e Fosso Sanguinara
  14. Roma Fiumicino Foce Fosso Cupino
  15. Roma Fiumicino Foce Fosso delle Cadute
  16. Roma Fiumicino Foce Fosso Tre Denari
  17. Roma Fiumicino Foce Fiume Arrone
  18. Roma Fiumicino Foce Fiume Tevere - canale navigabile
  19. Roma Fiumicino Foce Fiume Tevere
  20. Roma Roma Tenuta Presidenziale
  21. Roma Bracciano Foce Fosso del Diavolo (Lago di Bracciano)
  22. Bracciano Foce Fosso Quadri (Lago di Bracciano)

 

  1. Roma Bracciano Foce Fosso Della Mola ( Lago di Bracciano)
  2. Roma Bracciano Foce Fosso Grotta Renara (Lago di Bracciano)
  3. Roma Bracciano Foce Fosso della Fiora (Lago di Bracciano)
  4. Roma Bracciano Foce Fosso Vicarello (Lago di Bracciano)
  5. Roma Bracciano Foce Fosso Conca (Lago di Bracciano)
  6. Roma Foce Fosso Casacci (Lago di Bracciano)
  7. Roma Pomezia Foce Fosso Pratica
  8. Roma Pomezia Foce Fosso della Crocetta
  9. Roma Pomezia Foce Fosso Orfeo
  10. Roma Ardea Foce Rio Torto
  11. Roma Ardea Foce Canale Biffi
  12. Roma Ardea Foce Fosso del Diavolo
  1. Roma Ardea Foce Fosso Caffarella 
  2. Roma Anzio Foce Fosso Cavallo Morto
  3. Roma Anzio Porto di Anzio 
  4. Roma Nettuno Porto di Nettuno
  5. Roma Nettuno Poligono militare di Nettuno

 

PROVINCIA DI LATINA

1.      Latina Poligono militare di Latina *

2.      Latina Foce Acque Alte

3.      Latina San Felice Porto di San Felice Circeo

4.      Latina Terracina Foce Fiume Portatore – Porto Badino

5.      Latina

6.      Terracina Dal confine sinistro del Porto di Terracina al depuratore di Terracina

7.      Latina Sperlonga Porto di Sperlonga

8.      Latina Gaeta da Punta Stendardo al Porto di Gaeta

9.      Latina Gaeta Porto di Gaeta

10.  Latina Gaeta Lungomare Caboto

11.  Latina Formia Foce Fosso Tuoro

12.  Latina Formia Porto di Formia

13.  Latina Formia Foce Rio Santa Croce

14.  Latina Minturno Porticciolo - Foce Rio Capo d'Acqua 

15.  Latina Minturno Foce Fiume Garigliano

16.  Latina Ponza Porto di Ponza

17.  Latina Ventotene Porto di Ventotene

 * L’area del Poligono Militare di Valmontorio è oggetto di convenzione stipulata tra il Comune di Latina e l’Amministrazione della Difesa, di concerto con l’Agenzia del Demanio-Filiale Lazio, per l’apertura alla balneazione dell’arenile di Valmontorio nei mesi di luglio e agosto.

 

Monitoraggio per la sorveglianza dei cianobatteri

Sulla base dell’osservazione dei corpi idrici di interesse regionale, attraverso la valutazione dei dati storici,  l’analisi dei nutrienti e la valutazione della trasparenza, sono stati individuati le seguenti tipologie di bacini: Bacini nei quali non sono state rilevate specie di cianobatteri potenzialmente tossici, ma che potrebbero sostenerne le fioriture  (trasparenza inferiore a 1 m, fosforo totale > di 0,02 mg/L).

Per questi bacini è consigliato almeno 1 controllo stagionale (durante la stagione estiva preferibilmente nel mese di agosto), attraverso ispezione visiva, valutazione della trasparenza e analisi del fitoplancton.

 

Lago di Bolsena San Lorenzo Nuovo Fosso il Fiume

 Lago di Bolsena Montefiascone Fosso del Bronzino

 Lago di Bolsena Capodimonte Fosso del Tavolino

 Lago di Bracciano Anguillara Sabazia Loc. Madonna delle Grazie

 Lago di Martignano Anguillara Sabazia strada comunale

 Lago di Nemi Nemi 1200 m dx museo delle Navi

 Latina Lago di San Puoto Sperlonga Il Laghetto 

 

Rieti

Rieti Lago del Salto Varco Sabino Spiaggia Rocca Villiana

Rieti Lago del Salto Petrella Salto Spiaggetta Altobelli

 Rieti Lago del Turano Castel di Tora Spiaggia di fronte trattoria del Tasso

 Rieti Lago di Scandarello Amatrice diga sotto ristorante

 Rieti Lago di Ventina Colli sul Velino Spiaggetta

 

 

Bacini con fioriture per i quali è necessario procedere ad una pianificazione delle attività di monitoraggio:

Viterbo Lago di Vico Caprarola Ristorante La bella Venere

Viterbo Lago di Vico Ronciglione Riva Fiorita

Roma Lago Albano Castel Gandolfo 1750 m dx emissario

 

Il programma di monitoraggio deve essere avviato nel mese precedente l’inizio della stagione balneare (con frequenza mensile) e si deve concludere al termine della stessa, con l’esecuzione di due controlli e sopralluoghi durante i mesi autunnali e invernali.

La sequenza logica del monitoraggio deve essere la seguente:

-effettuare il controllo ordinario con osservazioni circa la presenza/assenza di fioriture algali,  schiume, variazione di colore e controllo della trasparenza, fosforo totale e clorofilla; in assenza di fioritura algali (e valori di trasparenza > 1 m, fosforo totale < 20 μg/L e clorofilla < 20 μg/L) procedere al successivo controllo ordinario mensile; in presenza di concentrazioni di cianobatteri < a 20.000 cell/ml: - seguire l’evoluzione del fenomeno con osservazione bisettimanale e conta settimanale; A seguito di tre conte settimanali successive con valori di cianobatteri inferiori a 20.000 cell/ml, ispezione visiva negativa , valori di trasparenza > 1m, fosforo totale < 20 μg/L eclorofilla < 20 μg/L è previsto il ritorno al controllo ordinario mensile; in presenza di concentrazioni massive di cianobatteri comprese tra 20.000 cell/ml e 100.000 cell/ml: -seguire l’evoluzione del fenomeno con osservazione bisettimanale  e conte almeno settimanali; -avviare l’informazione al pubblico; -effettuare l’analisi delle microcistine con l’applicazione del divieto di balneazione per concentrazioni di microcistine > 25 μg/L; in presenza di concentrazioni massive di cianobatteri > di 100.000 cell/ml:

-disporre il DIVIETO di BALNEAZIONE ed effettuare l’analisi delle microcistine; mantenere il divieto di balneazione per concentrazioni di microcistine > 25 μg/L -fare informazione al pubblico;

-seguire l’evoluzione del fenomeno con conte settimanali;

 

 

Monitoraggio per la sorveglianza delle alghe potenzialmente tossiche

Sorveglianza delle proliferazioni di fitoplancton e fitobenthos potenzialmente tossico con particolare riferimento ad Ostreopsis ovata

 

Ecco l’elenco delle acque di balneazione dove effettuare il monitoraggio per la sorveglianza delle alghe potenzialmente tossiche.

 Roma Civitavecchia Torre S.Agostino

Roma Civitavecchia Stab. Bagni Pirgo

Roma Santa Marinella Capo Linaro

Roma Anzio 350 m sx molo est Anzio

Latina San Felice Circeo Colonia marina

Latina San Felice Circeo 550 m sx Faro di Torre Cervia

Latina Terracina Fosso Acque Alte

Latina Sperlonga Loc.Bazzano

Latina Formia Porto Romano

 

Nei punti di campionamento riportati, si dovrà procedere mensilmente, nel periodo maggio/settembre, al prelievo della matrice acqua ed alla registrazione delle condizioni meteorologiche, della temperatura dell’aria, della direzione del vento e del moto ondoso ( 1° livello).

Nei punti in cui si rilevi la presenza della specie di interesse (fase di attenzione) si dovrà effettuare il monitoraggio con frequenza quindicinale e procedere al prelievo di campioni d’acqua sul fondo, in prossimità del substrato, di macroalghe e/o di organismi bentonici (2° e 3° livello).

Nei punti in cui si rilevi la presenza della specie con valori > 10.000/cell/L (fase di emergenza) si dovrà effettuare il monitoraggio con frequenza settimanale e procedere al prelievo di campioni d’acqua sul fondo, in prossimità del substrato, di macroalghe e/o di organismi bentonici (2° e 3° livello).

In tale situazione devono essere comunicate tutte le informazioni a Regione, Comuni interessati e Asl per l’eventuale convocazione del Gruppo di Coordinamento regionale.

A conclusione della stagione balneare, in caso di fioritura in corso, i campionamenti dovranno protrarsi per almeno un mese, con osservazioni quindicinali.

Il Sindaco territorialmente competente deve provvedere all’immediata emissione di ordinanza di revoca di divieto alla balneazione, entro 24 dalla comunicazione di ARPA Lazio dell’esito favorevole di un campione di controllo. L’ordinanza di revoca deve riportare anche il numero di giorni di divieto ed essere trasmessa via fax al Ministero della Salute e per conoscenza anche alla Regione Lazio. 

L'inchiesta
11 milioni di euro dalla Cotral SpA alla Cotral Patrimonio per la Claves, Ex Erg al centro della bufera in Atac, nell’inchiesta sulla bigliettazione per truffa ai danni dei cittadini e aziende
immagine

di Chiara Rai

Cotral - L'inchiesta - Senza voler entrare nel merito di precisazioni recenti che non aggiungono ne tolgono nulla alla nostra inchiesta, fondata su documenti scritti e prove documentali, continuiamo ad approfondire altri temi che come sempre focalizzano l’attenzione sullo sperpero di soldi pubblici.

All’interno di questa nostra inchiesta COTRAL, APRIAMO IL VASO DI PANDORA non si può tralasciare la bigliettazione e la verifica dei titoli di viaggio: due facce della stessa medaglia.

Nell’aprile del 2012 c’è una delibera, approvata dal Cda di Cotral all’unanimità, che destina quasi 11 milioni di euro a Cotral Patrimonio per la Claves, Ex Erg.

La nostra attenzione allora si concentra maggiormente su questa storia perché proprio la Erg è al centro della bufera in Atac, nell’inchiesta sulla bigliettazione per truffa ai danni dei cittadini e delle aziende. Questa delibera Cotral suscita una domanda più che legittima: quanto costa questo sistema? Sicuramente conosciamo con precisione il costo del trasferimento del Sistema di Bigliettazione Elettronica da Cotral Spa a Cotral Patrimonio Spa avvenuto di fatto nell’aprile del 2012. Ben 10 milioni 923 mila e 445 euro per validatori, localizzatori, server depositi, access point, palmari, POS e terminali di gestione Smart Card.

Il trasferimento è avvenuto su indicazione della direzione regionale Trasporti, ai tempi del centrodestra. Secondo gli accordi, a Cotral Patrimonio rimane in capo l’assegnazione del sistema di bigliettazione elettronica, dei beni che la compongono e della relativa manutenzione mentre a Cotral Spa la gestione della rete di vendita e dei ricavi da traffico. I terminali di vendita POS e i terminali di gestione Smart Cards rappresentano un ingente patrimonio acquisito con soldi pubblici che giace, perlopiù, inutilizzato.

Ma vogliamo essere più specifici. Dal 2010: 1 terminale POS è in esercizio test presso la biglietteria di Viterbo, Riello 2 terminali POS sono sempre in test nella sede di via Alimena Oltre mille terminali POS sono nella sede di via Mirri I terminali di gestione Smart Cards si trovano a via Alimena e nel deposito di via Mirri. Quali risultati ha prodotto questo passaggio milionario? Era necessario? Sono stati montati tutti i mille e passa POS?

Ma esploriamo l’altra faccia della medaglia. Parliamo infatti del servizio di verifica titoli di viaggio (si chiama Comov) cioè quello che per missione deve lottare e stanare l’evasione tariffaria, e che invece non ha mai colpevolmente funzionato come avrebbe dovuto e potuto.

La storia è questa. E’ dal almeno il 2006 che questo servizio è diretto dal dirigente Silvio Blasucci che, per inciso, è insieme ad altri due dirigenti il più pagato al Cotral. Il costo del dirigente è di circa 160 mila euro l’anno, cui si aggiunge un premio di risultato annuo che va dal 35 al 40 per cento dello stipendio (circa altri 40 mila euro netti). Questo servizio ha anche dei quadri. Sotto questi “capi”, dirigente e quadri appunto, ci sono circa quaranta verificatori, considerati da essi stessi insufficienti come numero.

Allora al dirigente Silvio Blasucci viene un’idea: si fa affiancare per farsi spiegare (a lui che è appunto fra i più pagati) come lottare meglio contro l’evasione tariffaria. Quindi in affidamento diretto sceglie (di gare di appalto non se ne parla), lui e l’amministratore delegato di allora, la società Sbc.

Questi della Sbc gli “insegnano” come combattere e stanare gli evasori e prevedono anche che questo nuovo metodo comporti un tot di aumento di entrate per il Cotral. Il paradosso del contratto, previsto tra le parti, è che in base alle nuove entrate presunte, la Sbc prende a monte, in soldi veri, la percentuale prevista. E così nel 2010 e nel 2011 la Sbc incassa 400 mila euro l’anno sui presunti risultati conseguiti. Mentre, ovviamente le entrate previste per il Cotral non sono quelle che avrebbero dovuto essere.

Quindi il servizio Comov più costoso d’Italia, ha prodotto risultati che lo vedono fanalino di coda nella classifica nazionale della lotta all’evasione tariffaria delle aziende di trasporto pubblico. Su segnalazione dei dirigenti interni che evidenziano il paradosso del contratto, il Collegio dei Sindaci denuncia il tutto alla Corte dei Conti e Cotral “straccia” il contratto. A quel punto la Sbc fa ricorso e nasce un contenzioso.

E allora che succede, vi chiederete? Il Cda, preoccupato, prendendo atto dell’operato di Silvio Blasucci affida a Paolo Toppi, consigliere d’amministrazione Cotral, di seguire quel servizio (anche qui ritorna questa ingerenza dei consiglieri politici di un Cda nella gestione quotidiana che è campo dei dirigenti, come per esempio ha fatto Giovanni Libanori nei confronti della Cometa Srl).

E allora Paolo Toppi che fa? Come prima cosa distoglie una verificatrice e la rende momentaneamente impiegata e amministrativa ( al momento fino a tutto luglio 2014). Poi resuscita la Sbc. Perché? Su suggerimento di chi? Paolo Toppi racconta che grazie a lui gli introiti sono aumentati di tre milioni di euro mentre il dirigente Arcangeli dice ufficialmente ai sindacati l’esatto contrario.

Sembra il solito balletto di dichiarazioni contraddittorie, ma il dramma è che la gestione Cotral appare critica e spesso ai limiti della liceità. Qualcuno si chiederà ma Silvio Blasucci? Non preoccupatevi, Silvio Blasucci continua a prendere non solo lo stesso stipendio ma addirittura fino all’anno scorso anche il premio di risultato. Il risultato è opinabile e a nostro avviso scarso ma lui guadagna lo stesso. Addirittura nasce una forte alleanza con l’Ad Vincenzo Surace nominato sotto il governo in Regione di Renata Polverini il quale addirittura encomia Silvio Blasucci per il lavoro svolto.

Tra l’altro, del Cda di cui faceva parte Vincenzo Surace era presente il segretario generale della Regione Lazio Ronghi, collega di sindacato dell'ex governatore Renata Polverini venuto appositamente dalla Regione Campania e che aveva come capo de suo staff la cosiddetta “Dama Bianca”, Federica Gagliardi, la signora accusata di traffico internazionale di stupefacenti e che solo quattro anni fa accompagnava Silvio Berlusconi al G8 di Toronto e poi a Panama e in Brasile.

Grazie ai suoi “ottimi risultati”, il dirigente Silvio Blasucci viene rimesso a capo del personale come ai tempi di Francesco Storace. E rimane lì il tempo necessario per presiedere una commissione interna che appare illegittima in quanto esiste l’Audit per statuto per giudicare il lavoro dei suoi colleghi, poi inopinatamente licenziati senza attendere il corso della Magistratura. E tra l’altro l’accusa principale, quella di falso sollevata da Silvio Blasucci e Vincenzo Surace, è stata archiviata.

Il tempo necessario per svolgere questo lavoro, illegittimo appunto, (si pensi che gli altri dirigenti si sono rifiutati a presiedere tale commissione) ed ecco che Silvio Blasucci viene non solo tolto da capo del personale ma il Cda decide di licenziarlo. Ma Silvio Blasucci, a questo punto, si ammala (sei mesi, caso vuole, è il limite del computo allo scadere del quale il dirigente scende ad un terzo dello stipendio). Torna dopo sei mesi di grave malattia. Blasucci deposita il ricorso contro Cotral per la sua “dequalificazione” e continua con dichiarazioni contro Domenico De Vincenzi e Vincenzo Surace, “due uomini contrapposti ma che trovano sempre la quadra sulle cose” (come dice negli interrogatori, dove attacca pesantemente Domenico De Vincenzi).

Da voci interne all’azienda, si racconta che lui si sarebbe aspettato almeno 500 mila euro, con la formula di accompagnamento alla pensione “per il lavoro che aveva svolto”. D’altronde se erano legittimi per Pasqualino Siggillino 200 mila euro a un mese dal compimento dei suoi 66 anni, perché non concedere 500 mila euro a lui che ne ha solo 63? Il Cda non lo licenzia più. Lo mettono a disposizione dell’Ad Vincenzo Surace: insomma pur rimanendo il più pagato rimane nei fatti pur senza compiti da svolgere. Questa è la storia della bigliettazione a Cotral, nelle prossime puntate andremo ancora più a fondo sui criteri gestionali adottati da Cotral e conseguenti rischi che ne conseguono.

LEGGI ANCHE:

Richiesta di rettifica ex art 8 Legge sulla stampa 47/48 e successive modifiche

Riceviamo e pubblichiamo nei tempi previsiti dalla legge la richiesta di rettifica da parte della Cometa Srl
 
In relazione all'articolo pubblicato, in data 22 aprile 2014, sul sito www.osservatoriolaziale.it, a firma di
Chiara Rai, titolato "Cotral apriamo il vaso di Pandora - Quarta parte accordo milionario tra Vincenzo Surace,
Giovanni Libanori e la Cometa Srl", la scrivente società COMETA SRL, riservandosi ogni azione civile e penale
derivanti dalle macroscopiche falsità  propalate attraverso detto articolo, allo stato si limita ad evidenziare
quanto segue.
Le argomentazioni riportate, riguardanti i rapporti economici tra la Cometa s.r.l. e la Cotral S.p.a, sono
gravemente ed arbitrariamente diffamanti poiché trattasi di affermazioni non vere e soprattutto insinuanti di
vantaggi e favoritismi nella realtà mai realizzatisi a favore della scrivente società. 
Principalmente, si sottolinea innanzitutto come le “chiacchiere prive di  fondamento” risultano
intenzionalmente lesive della reputazione della Cometa S.r.l. che smentisce integralmente l'articolo, nella
forma e nella sostanza, sulla base dell'ampia documentazione contrattuale e fiscale intercorsa con la Cotral
Spa.
Allo stato, la scrivente si limita a fornire le seguenti precisazioni:
1) in riferimento ai “... presunti documenti su cui l’Osservatorio Laziale si vuole soffermare e che
dimostrerebbero che chi è preposto a dare indirizzi politici, subentri in realtà in decisioni gestionali di stretta
competenza delle divisioni preposte all’interno di Cotral ed indirizzo in merito a cifre molto alte…” si
evidenzia che l’ex gestore Diving, l’ex C.D.A., l’ex A.D., nonché l’Avv. Pirrottina, consulente esterno Cotral,
con proprio parere, avevano approvato il pagamento di cifre nettamente superiori a quelle che di fatto, su
proposta dei nuovi C.D.A e dell’A.D. subentrante al 30.04.2011, sono state successivamente accettate dalla
Cometa per esigenze finanziarie e di liquidità, nonostante per la stessa si concretizzasse in tal modo una
perdita di circa € 800.000,00 iva inclusa, corrisposti peraltro con oltre un anno di ritardo rispetto a quanto
stabilito in precedenza; 
2) non risponde al vero l’assunto relativo all'importo di circa 8.999.641, + iva annuo che la Cometa S.r.l.
avrebbe ottenuto a seguito dell’aggiudicazione della gara di appalto, espletata in data 9 maggio 2013,
riguardante servizi di pulizia degli autobus, delle sedi, dei depositi e degli impianti della Cotral S.p.a. Si
precisa, infatti, che, diversamente, l’importo erogato è di € 5.999.761,21 +iva;
3) il riconoscimento economico ottenuto dalla Cometa S.r.l. dall’Amministratore Delegato, Ing. Vincenzo
Surace, e dal nuovo C.D.A., diversamente rispetto a quanto riportato, è nettamente inferiore a quello che
era stato definito sulla base del parere fornito, nell'aprile 2011, dagli organi preposti: in tale occasione,
questo adempimento non ebbe seguito poiché nella medesima giornata, il Consiglio si sciolse per mandato
urgente della Regione Lazio.
Si chiede, pertanto, al fine di ottenere una attitudine informativa equivalente alla notizia ritenuta diffamante
e di soddisfare l'esigenza legittima della scrivente società di riportare la propria verità in merito ai fatti
esposti, di volere pubblicare la presente rettifica integralmente, con il medesimo rilievo della stessa notizia e
secondo i tempi previsti dalla legge.
 
San Cesareo, 28.04.2014
          Cometa S.r.l.

In allegato la richiesta pervenuta in pdf datata 28/04/2014
 

L'inchiesta
Il Sindaco, e il segretario del PD avrebbero spiegato che i cittadini di Gallicano del Lazio sono favorevoli, poiché il progetto faceva parte della loro campagna elettorale.
immagine

 

 

Il 29 aprile 2014 un Consiglio Comunale a Zagarolo dove il sindaco Giovanni Paniccia e l’assessore all’ambiente Giacomo Vernini sono stati chiamati a rispondere alla mozione, presentata dall’opposizione di centro destra (NCD e Forza Italia), che chiede un atto deliberativo dal quale si evinca l’impegno dell’amministrazione di Zagarolo a manifestare la propria contrarietà invocando il “principio di precauzione” in considerazione dei possibili danni che tale struttura potrebbe causare al patrimonio ambientale, archeologico, agricolo e idrogeologico nonché alla qualità della vita e soprattutto dei cittadini.

 

di Cinzia Marchegiani

Gallicano nel Lazio / Zagarolo (RM) - Parte l’inchiesta de L’Osservatore d’Italia, in merito alla proliferazione di centrali a biomassa che in tutt’Italia stanno allarmando non solo i cittadini ma anche i medici impegnati negli studi epidemiologici delle malattie legate ai problemi respiratori e quelli del tumore.
Il Comune di Gallicano nel Lazio, ha deciso di costruire, con l’avvallo della Provincia di Roma quando era guidata da Nicola Zingaretti e in seguito dallo stesso quale Presidente della Regione Lazio, una centrale a biogas che dovrebbe essere costruita nella Tenuta di Passerano. La zona è di competenza della Regione Campania, ma nella realtà è situata logisticamente a due passi, non metaforicamente parlando, dalle abitazioni e dalla scuola di Valle Martella, sotto amministrazione e tutela del Comune di Zagarolo in provincia di Roma.
Riguardo la realizzazione di quest’opera, poco o nulla hanno saputo i cittadini di Zagarolo dall’amministrazione. E le poche informazioni a riguardo sono arrivate grazie ai vari comitati a tutela dell’ambiente, agli articoli di giornale e alle attività di alcuni politici che hanno messo da parte i propri colori e hanno tutti insieme abbracciato questa battaglia a tutela non solo dell’ambiente ma della salute pubblica.
 
Il lungo silenzio è stato quindi interrotto da un consiglio Comunale, andato in onda nella serata del 29 aprile 2014 dove la mozione dei gruppi consiliari NCD e Forza Italia hanno espresso tutte le perplessità e i quesiti su questo impianto industriale, definito da altri amministratori come un impianto di compostaggio, chiedendo a gran voce un atto deliberativo dal quale si possa evincere l’impegno dell’amministrazione comunale di Zagarolo a manifestare la propria contrarietà alla realizzazione della centrale a biogas di Gallicano nel Lazio, invocando il “principio di precauzione” e “l’acquisizione di ulteriori e neutrali pareri scientifici e sanitari”, in considerazione dei possibili danni che tale struttura potrebbe causare al patrimonio ambientale, archeologico, agricolo e idrogeologico nonché alla qualità della vita e soprattutto dei cittadini.

Lo scorso 17 aprile il nostro quotidiano era presente al Consiglio Straordinario a partecipazione pubblica indetto dal Presidente del Consiglio del Comune di Gallicano nel Lazio. Non pubblicheremo i video dell’evento istituzionale poiché attendiamo di mettere a confronto le diverse valutazioni e posizioni riguardo le competenze di questo progetto che sembra non abbia suscitato alcun ripensamento nelle amministrazioni coinvolte.
A capirci qualcosa sembra che nessuno, in virtù della tutela ambientale e della salute pubblica, abbia invocato il principio etico di precauzione.
Basta riascoltare le affermazioni del Sindaco di Gallicano nel Lazio Marcello Accordino che nel dettaglio spiegava alla cittadinanza riunita al Consiglio comunale, le fasi dell’iter del progetto della centrale a biogas: ”Con la raccolta differenziata, rimangono solo due frazioni non riciclabili, l’indifferenziata e la frazione organica, per l’indifferenziata il problema è più che risolvibile, mentre per l’umido c’è la possibilità di fare alcuni trattamenti e l’alternativa, quella che è la nostra idea, che era di allora e che è anche di oggi di trattamento, è l’alternativa alle discariche e inceneritori/termovalorizzatori. non c’e’ altra possibilità sull’umido. Possiamo noi decidere come trattare, questa è la realtà dei fatti per chiudere il ciclo dei rifiuti.”

In effetti a sentir bene sembra che questa amministrazione non abbia assimilato il concetto di discarica, inceneritore, termovalorizzatore e che tipo di rifiuto va conferito in questi siti. L’iter con cui si è spianata la strada per questo impianto industriale era quello di sopperire alle capacità dei comuni che avviavano la raccolta differenziata, di poter gestire la Forsu e il vantaggio economico di sfruttamento per farci una centrale elettrica, che non ha frenato il progetto poiché lo stesso sindaco Marcello Accordino ricorda come quella zona è già violentata a livello di inquinamento, da altre situazioni.

Ma i cittadini proprio in questa assemblea pubblica hanno dovuto fare i conti con un’amara realtà, soprattutto gli abitanti di Valle Martella che hanno appreso, dopo una domanda specifica di Paolo Pacifici al Sindaco di Gallicano nel Lazio, che il progetto industriale (e non semplice impianto di compostaggio aerobico),  vicino alle scuole e alle loro abitazioni, non ha mai posto alcun problema agli amministratori attuali di Zagarolo.

E’ una barbarie inaccettabile guardare nei loro occhi lo smarrimento perché lasciati in balia di decisioni di altre amministrazioni che riguardano invece le loro zone, la loro salute e la loro pelle. Ma i cittadini di Valle Martella non sono gli unici a subire questo progetto industriale. Il Sindaco, e il segretario del PD  avrebbero spiegato che i cittadini di Gallicano del Lazio sono favorevoli, poiché il progetto faceva parte della loro campagna elettorale.
Cominceremo a verificare il grado di informazione che le amministrazioni mettono a disposizione dei cittadini, perché purtroppo questa conquista alla green economy, sembrano pagarla soprattutto gli abitanti che logisticamente sono in prossimità, ma non solo. Si cita, ad esempio, la realtà di un paese che sembra stia combattendo con queste innovazioni, che purtroppo di “BIO” sembrano avere solo parte del nome. A Rivarolo dove una centrale è stata costruita in mezzo ad una cittadina accade che l’Arpa, che esegue i controlli delle centrali, non riesce a dimostrare il rispetto non solo dei limiti di emissione citati nelle autorizzazioni degli impianti, ma nemmeno i limiti elevati per favorire l’energia pulita. La cosa bizzarra e sicuramente allarmante che sembra emergere è proprio la mancanza di trasparenza e onestà su queste biomasse e soprattutto, nel caso di Rivarolo, i dati relativi al suo funzionamento sembrano non vengano forniti, come se l’aria fosse davvero un fatto privato.

Il 29 aprile 2014 a Palazzo Rospigiosi a Zagarolo il tanto atteso Consiglio Comunale, dove i cittadini hanno finalmente capito i termini, finora sconosciuti, che l’amministrazione gabina ha posto sulle osservazioni a tutela di chi quell’impianto se lo troverà a due passi da casa… continua!

LEGGI ANCHE:

Ambiente & Territorio
Roma quadrante nord ovest, gestione rifiuti: La situazione è una vera “monnezza”
immagine

Nota a cura del Comitato Rifiuti Zero Fiumicino

Una rapida disamina sulla situazione della gestione dei rifiuti nel quadrante nord-ovest della provincia di Roma a circa 4 anni dalla dichiarata emergenza; ne esce un quadro desolante.

Raccolta differenziata:

A Roma che afferma di attestarsi al 38%, da quanto si vede e dalla puzza che tutti i giorni ammorba gli abitanti della Valle Galeria e delle zone limitrofe, sembra un numero impossibile.

A Fiumicino, dove il Sindaco Montino ha bloccato l’estensione del porta a porta dal 28/9/2013, nonostante i 2,6 mln di Euro finanziati dalla Provincia la differenziata non si schioda dal 12-14% e ad oggi ancora si ignora quando il servizio porta a porta verrà portato alle altre località del comune servite con raccolta stradale.

A Ladispoli, dove il bando per il porta a porta è stato aggiudicato da un anno, ma ancora oggi inspiegabilmente si continua la raccolta con i cassonetti.

A Cerveteri, che si attesta intorno al 10% di differenziata, dovrebbe partire a breve la gara europea per il nuovo servizio porta a porta e quindi, se tutto va liscio, ne riparleremo nel 2015.

Impianti di trattamento dei rifiuti:

A Roma, nonostante una sentenza del TAR dica che Malagrotta deve essere bonificata, si prospetta la requisizione dei due impianti TMB e forse del gassificatore di Cerroni (appunto a Malagrotta), per poter continuare ad utilizzarli rinviando così a data da definire l’avvio della bonifica; addirittura dalla lettura di alcuni atti emerge l’autorizzazione ad una variante “non sostanziale” per la costruzione di due nuove linee di incenerimento da 35 MW a Malagrotta accanto a quella esistente (di fatto “dimostrativa”, utile forse solo agli incentivi CIP6) da 10 MW circa.

A Fiumicino, scorrendo le pagine del bilancio per il 2015, è previsto un impianto di compostaggio con 10 mln reperibili in project financing e si immagina già comincino a ronzare gli avvoltoi del biogas.

Ad Anguillara e Bracciano si parla di due impianti biogas, eccedenti le necessità del bacino di conferimento di Cupinoro per l’organico.

A Cerveteri, Ladispoli e Santa Marinella fortunatamente si parla di un impianto di compostaggio aerobico per la cui realizzazione è stata inviata al Ministero della Difesa una lettera con la richiesta di messa a disposizione di un’area sull’asse Aurelia ricadente nel territorio del comune cerite dove poter costruire l’ impianto. Se questo progetto, come speriamo, andrà avanti e vedrà la luce bloccherebbe nei fatti la realizzazione dei due impianti biogas prospettati ad Anguillara e Bracciano considerato che oltre il 50% di rifiuto organico derivante dal bacino di conferimento di Cupinoro è prodotto nei tre comuni di Cerveteri, Ladispoli e Santa Marinella. I due biogas prospettati avrebbero necessità di accettare rifiuti provenienti da lontano, magari da Roma, in barba al principio di prossimità tanto sbandierato da Regione e dalla capitale ed ignorando completamente gli interessi del territorio e delle comunità che ci vivono.
Vedremo se la politica e la Regione Lazio, daranno spazio a questo progetto, se i Sindaci di questi territori saranno determinati a portarlo avanti ed avranno la schiena diritta nel fare una scelta di campo tanto coraggiosa quanto indispensabile per invertire la rotta delle emergenze rifiuti continue resistendo ai possibili richiami all’ordine di qualche partito e alle lusinghe economiche delle tariffe di conferimento dei biogas di Bracciano ed Anguillara. E poi Cupinoro e il rischio che vengano aggirati e superati i veti alla realizzazione del mega ampliamento, passando per la scorciatoia del Consiglio dei Ministri.

Un bel quadro di riferimento, e meno male che c’è contiguità politica ai vari livelli tra le giunte comunali, i funzionari provinciali (nominati dalla precedente gestione), e la giunta regionale; del piano rifiuti della ragione Lazio annunciato da Nicola Zingaretti e Michele Civita a fine 2013 se ne sono perse le tracce. Mica male…

 

L'inchiesta
Se si vendessero questi beni la Regione incasserebbe 38 milioni di euro. Continua l’inchiesta de L’Osservatore d’Italia.
immagine

di Maurizio Costa

Roma – Il patrimonio immobiliare della Regione Lazio e vastissimo; tra proprietà immobiliari, fabbricati, terreni e boschi l’Amministrazione regionale possiede un capitale enorme. Soprattutto per quel che riguarda il patrimonio disponibile delle unità immobiliari ad uso abitativo (cioè tutti quei beni che la Regione può amministrare in libertà) l’Amministrazione, di solito, cede in affitto questi beni a privati, così da percepire un compenso annuale.

La cosa che fa storcere un po’ il naso è il fatto che non tutti questi beni immobili vengono affittati; in molti casi queste case rimangono vuote e inutilizzate e la Regione non trae nessun guadagno dal possedimento di queste proprietà.

Parliamo di intere palazzine e centinaia di appartamenti che ogni anno vengono abbandonati. Spulciando nel registro dei beni immobili della Regione, ci si trova davanti ad un dato incredibile: se l’Amministrazione vendesse tutti gli immobili sfitti, avrebbe un guadagno di 38.698.369,16 euro, una cifra importantissima che potrebbe dare fiato alle casse regionali.

Questi stabili, tra l’altro, consistono in interi palazzi che spesso si trovano nelle zone più ricche di Roma: il caso più lampante è quello di Via Maria Adelaide, dal civico 11 al 14, dove la Regione possiede ben 6 appartamenti da 12 vani l’uno; il prezzo unitario di questi abitazioni oscilla tra i 2 milioni e i due milioni e mezzo di euro l’uno. Anche a Via di Parione 37, a pochi metri da Piazza Navona, ci sono due immobili del valore di 1.520.000 euro sfitti e invenduti. Questi due appartamenti si trovano all’interno di un palazzetto quattrocentesco, tutto di proprietà della Regione, che ha un valore totale di circa 16 milioni e mezzo di euro.

Non si può certamente chiamare uno spreco, ma tenere questo patrimonio inutilizzato è una cattiva gestione delle risorse regionali. Vendendo o affittando questi immobili si potrebbero guadagnare soldi per il completamento di opere pubbliche, come le famose Case della Salute, o per cercare di sanare il debito regionale che si aggira ancora attorno a cifre altissime.

LEGGI ANCHE:

 22/04/2014 REGIONE LAZIO SPESE PAZZE - L'INCHIESTA DE L'OSSERVATORE D'ITALIA SUGLI AFFITTI DEGLI UFFICI REGIONALI

Pubblicitá
osservatoreitaliaperchiamasfogliare L'osservatore d'Italia ultima edizione banner - 320 NEMI CORSI PIANO B
Seguici su
Rss
L'informazione indipendente del territorio Laziale
questo sito è stato realizzato con il CMS Journalist | About | Contact