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Roma
Salute & Sanità
Il ricorso contro i decreti di attuazione dei Programmi operativi regionali
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LEGGI ANCHE: BRACCIANO, OSPEDALE PADRE PIO: GIULIANO SALA CONTRO NICOLA ZINGARETTI / BRACCIANO, OSPEDALE PADRE PIO: SINDACO SALA, "CI BATTEREMO PER DIFENDERLO CONTRO TUTTO E TUTTI"

 

Redazione

Bracciano (RM) - La battaglia dei Comuni del lago contro la “riconversione” dell’ospedale padre Pio di Bracciano non si ferma. Formalizzato il 2 febbraio scorso il deposito del ricorso al Tar del Lazio con il quale i Comuni di Bracciano, Manziana e Trevignano, (che vede comunque aderenti anche i Comuni di Anguillara Sabazia e Canale Monterano, che hanno deliberato in merito, ma che non è stato possibile richiamare nel ricorso per i tempi strettissimi della presentazione dell’atto), chiedono la sospensione in via cautelativa di vari provvedimenti adottati dal Commissario ad acta per la sanità della Regione Lazio che si riferiscono nel loro complesso alla “attuazione dei Programmi Operativi” 2013-2015. Lungo l’elenco delle violazioni di legge evidenziate dal legale Michele Damiani, incaricato dal Comune di Bracciano.
In apertura il provvedimento fa riferimento alla sentenza del Consiglio di Stato che aveva stralciato dal decreto 80 del 2010 il Padre Pio di Bracciano sostanzialmente per il mancato rispetto della cosiddetta “golden hour” atta a garantire i necessari tempi di accesso a strutture di emergenza salva vita.
 
Il ricorso, oltre a sottolineare una vistosa riduzione dei posti letto che calano dagli 80 attuali ai 30 posti letto ordinari più 10 di day surgery, fa leva su numerose violazioni di legge riguardanti il pronto soccorso.
“Il modulo emergenziale previsto – si legge – è caratterizzato dall’assenza di medici anestesisti, di medici rianimatori o altri specialisti. Eventuali analisi di laboratorio non potranno essere effettuate da medici specialisti (assenti nella struttura) ma soltanto da tecnici di laboratorio i quali dovranno -  mediante il cosiddetto teleconsulto (che verrà istituito, invero, nella Regione Lazio, soltanto a decorrere dal 31 dicembre 2015) – chiedere la diagnosi ai medici dell’ospedale di Civitavecchia. Non è neanche prevista – prosegue il ricorso – la presenza di un medico che possa effettuare una TAC, nonostante un nuovo apparecchio per la Tomografia Computerizzata Assistita sia stato acquistato da più di un anno. Dunque – si sottolinea ancora – la tutela della salute dell’intero comprensorio di Bracciano, viene affidata, in tutte le situazioni di emergenza ad un solo mezzo di soccorso sanitarizzato”.
 
Si evidenziano inoltre la sottovalutazione del numero degli abitanti del comprensorio di Bracciano e  la sperequazione nel rapporto tra abitanti e posti letto che si attesterebbe a 0,9 ogni mille abitanti rispetto agli standard previsti dalla legge di 3 ogni mille abitanti.
Il ricorso verrà illustrato nel dettaglio ai cittadini e alla stampa nel corso di un incontro pubblico fissato per il 17 febbraio alle 17 presso l’aula consiliare del Comune di Bracciano alla quale prenderanno parte i sindaci del territorio.
 

Roma
Sicurezza & Cittadini
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LEGGI ANCHE: NEMI: OTTO FAMIGLIE EVACUATE A CAUSA DI INFILTRAZIONI NEL PALAZZO DI PIAZZA ROMA 28 / NEMI, PALAZZO EVACUATO: ANCHE PER QUESTA VICENDA IL COLPEVOLE E' SEMPRE LO STESSO / NEMI, PALAZZO EVACUATO: CONDOMINI DISPERATI PRONTI AD UN GESTO ECLATANTE

 

di Ivan Galea

Nemi (RM) - Era il 2013, per l'esattezza novembre 2013, quando alcuni cittadini di Nemi segnalavano al sindaco Alberto Bertucci una possibile situazione di pericolo di frana a causa di copiose infiltrazioni di acqua nel muro di contenimento e di confine tra le proprietà delle suore Mercedarie e il cortile comunale interno in via Salita della Chiesa ai civici 2,4,6,8,10,12 e 14.

I residenti , nella lettera del 2013 segnalavano al primo cittadino Alberto Bertucci che le infiltrazioni di acqua si manifestavano già da oltre un anno anche quando non pioveva e che avevano provveduto a informarne verbalmente anche le suore Mercedarie, ma che non era stata fatta ancora nessuna operazione per arginare il fenomeno. Invitavano quindi il sindaco, quale primo responsabile della sicurezza della cittadinanza a prendere provvedimenti al fine di accertare e risolvere la situazione di presunto pericolo. In quanto se dovesse crollare il muro a causa delle infiltrazioni le conseguenze potrebbero essere catastrofiche.

I cittadini, a ottobre 2014, dopo ben un anno dalla segnalazione fatta al sindaco Alberto Bertucci del pericolo di frana e constatando il persistere delle infiltrazioni di acqua sul muro di contenimento delle suore Mercedarie di Nemi, sollecitavano, questa volta scrivendo oltre che al primo cittadino anche all'Ufficio Tecnico del Comune di Nemi, ai Vigili del Fuoco e alle suore Mercedarie, un intervento per risolvere il problema considerando il notevole peggioramento della situazione "constatabile facendo un semplice sopralluogo sul posto".

La nostra redazione, dopo aver constatato le copiose perdite d'acqua, testimoniate dalle foto che alleghiamo all'articolo, ha contatto i Vigili del Fuoco chiedendo se c'era stato un riscontro rispetto alla segnalazione fatta dai cittadini di Nemi.

Il responsabile dei Vigili del Fuoco ha fatto presente che è stato effettuato un sopralluogo ad ottobre 2014 dal quale è emerso che ci sono evidenti fuoriuscite di acqua dalla parete rocciosa sovrastante un muro alto circa 7 metri a ridosso della stessa parete rocciosa e che è stato trasmesso un fonogramma al Comune di Nemi. Durante il sopralluogo la suora Superore comunicava ai Vigili del Fuoco che aveva constatato da diverso tempo le copiose fuoriuscite di acqua e che le stesse sarebbero state risolte in quanto dipese dal serbatoio comunale in gestione all'Acea Ato 2.

Ebbene siamo nel 2015 e ad oggi la parete ricorda le cascate delle Marmore e il problema appare non risolto come non risultano ordinanze sindacali attue a mettere in sicurezza i cittadini.

Eppure per un altro caso simile a marzo 2014 il sindaco di Nemi Alberto Bertucci ha emesso un'ordinanza con la quale venivano evacuate otto famiglie dal palazzo di piazza Roma 28 (il condominio “I Gradoni”) a causa di copiose infiltrazioni d’acqua. Anche questa situazione era stata preventivamente segnalata al primo cittadino ma si è dovuti arrivare ad un'ordinanza di sgombero che si sarebbe potuto certamente evitare se si fosse ottemperato prontamente alla richiesta di intervento contenuta nella relazione scritta rimessa al Comandante della Polizia Locale di Nemi a febbraio 2014.

Dopo tre anni dal manifestarsi del fenomeno, anche per le "cascate delle Marmore" di Nemi l'amministrazione di Alberto Bertucci sembrerebbe avvolta nel silenzio su situazioni che di fatto interessano la sicurezza dei cittadini e che avrebbero bisogno di pronti interventi.

In molti ormai si chiedono che fine abbiano fatto le opposizioni a Nemi, che sembrano latitare su argomenti di primario interesse come quello della sicurezza. Sarebbe forse ora di presentare qualche interrogazione in più per sollecitare una maggioranza che oltre a fare facili proclami lascia ben poco spazio a fatti concreti.

Regione Lazio
L'inchiesta
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Garze di sangue e rifiuti in mezzo ai malati doloranti. LEGGI ANCHE: ROMA: L’INCHIESTA SHOCK SULLA SANITA’ (1 PUNTATA)

 

di Matteo La Stella

Roma - Il pronto soccorso all'interno del Policlinico Umberto I , DEA (Diagnosi Emergenza Accettazione) di secondo livello dovrebbe, data la macroarea che serve, essere il fiore all'occhiello dei pronto soccorso romani, offrendo il massimo.

La struttura è risultata invece inavvicinabile e il trattamento riservato ai pazienti somiglia ad un forte pugno in faccia per chi ha bisogno invece di cure. I malati sono tutti stipati nella sala d'attesa, piccola e piena di barelle, che da' la sensazione, morale e fisica, di come tutte quelle persone con vite e problemi diversi siano costrette a farsi forza tra loro poichè imprigionate tra dolore ed attesa. Gran parte del personale è assente, urla e gemiti di anziani soli al mondo, che in molti casi “scaricano” le ambulanze, vengono ignorati e sostituiti da lunghe riunioni a base di chiacchiere e sigarette.

Questo purtroppo è solo un assaggio. Entrati nel cuore pulsante del DEA si ammirano le prime lettighe già nel grande corridoio. Gli androni più piccoli, che portano alle stanze di visita, sono invece costeggiati da una fila indiana di barelle dove regna la sporcizia. Garze piene di sangue e bottiglie vuote, giacciono in gran numero sul pavimento di locali che, per il loro utilizzo, dovrebbero splendere garantendo a chi è in osservazione, di vivere un luogo pulito, e non appestato.

La prima delle stanze, adatta a contenere 4 persone ne accoglie invece 15, ammassate una sopra l'altra, aggrovigliate in un tappeto di barelle, sdraio e sedie destinate agli gli ultimi arrivati, un tutti contro tutti che sa di favelas. Invece, la seconda stanza piena anch'essa, presenta le barelle schierate in formazione: ai lati, sono disposte orizzontalmente su due file, con lo spazio al centro della stanza, che dovrebbe garantire il passaggio nei casi in cui le condizioni di qualcuno peggiorino, stipato ugualmente di barelle.

Qualora in fondo alla stanza, le condizioni di un paziente precipitassero e fosse necessario l'immediato utilizzo di un defibrillatore, piuttosto che di un trasporto urgente, l'epilogo non potrebbe che essere a sfavore del ricoverato. Pazienti e addetti ai lavori, attori di un film che dovrebbe correre per la vita, e che non può svolgersi in una struttura simile ad un canile piuttosto che ad un pronto soccorso, dove il sovraffollamento produce sdegno e malcontento in chi vi transita per necessità, paziente ma anche contribuente della Sanità Regionale e di un Sistema Sanitario Nazionale che scappa nel momento del bisogno, con gli occhi tappati, dal profondo degrado della seconda struttura ospeda
liera pubblica più grande d'Italia.
 

Roma
Cronaca
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di Matteo La Stella
Roma
- La rissa è scoppiata questa mattina intorno alle 5 e 30, nel Bar di via Tor Cervara, in zona San Basilio. A darsele di santa ragione sono stati 4 uomini: 2 di nazionalità albanese di 32 e 33 anni, un romeno di 36 ed un romano di 19. I quattro, sebbene siano ancora in corso accertamenti per capire l'entità della goccia che ha fatto traboccare il vaso, hanno dato vita ad una violentissima rissa, sedata poi con molta difficoltà dagli agenti di Polizia del commissariato San Basilio supportati da colleghi intervenuti a bordo di altre volanti. A riportare danni fisici più gravi è stato il diciannovenne romano, che colpito all'altezza del sopracciglio con violenza, si è ritrovato al termine della faida con la chiave di accensione di un veicolo piantata poco sopra l'occhio. Il giovane, è stato portato in pronto soccorso a bordo di un'ambulanza, per ricevere  le medicazioni prima di essere arrestato. Stessa sorte per gli altri tre. Sono stati tutti denunciati per: rissa aggravata, lesioni e resistenza a Pubblico Ufficiale. Solo per l'albanese trentatreenne, a cui è attribuita la paternità del colpo di chiave, l'accusa si amplierebbe a tentato omicidio. Un'altra persona è coinvolta nella rissa ma sarebbe riuscita a scappare prima dell'intervento degli agenti. I quattro, tutti pregiudicati, durante la rissa hanno ferito lievemente due dei poliziotti accorsi che sono stati poi successivamente medicati.

Roma
Cronaca
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di Mat. LaS.

Roma - Nell'operazione diretta dalla Polizia di Stato, denominata “Sale d'Oriente” , volta a annientare lo spaccio di una sostanza stupefacente denominata Shaboo, che trova i suoi natali nei paesi asiatici, sono stati prodotti fino ad ora 10 arresti. Le ultime persone ad essere arrestate sono due uomini italiani di 35 e 37 anni. Altre due donne, una filippina ed una italiana, entrambe di 47 anni, sono state condannate all'obbligo di frequentazione presso la Polizia Giudiziaria. Al gruppo sono stati sequestrati 7 etti di sostanza stupefacente il cui valore, sul mercato della droga si aggira attorno ai 200.000.00 Euro. L'indagine retta principalmente dal Commissariato San Lorenzo, tutore della stessa, ha prodotto un' ennesima vittoria a discapito dell'illegalità.

Roma
Cronaca
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Redazione
Roma
- Era trascorsa da poco la mezzanotte quando è giunta al 113 la segnalazione di un uomo rapinato in via Satrico. In pochi minuti una pattuglia della Polizia di Stato del Commissariato S. Giovanni, diretto dal dott. Giancarlo Sant’Elia, è giunta sul posto ed ha appreso le descrizioni del rapinatore da poco dileguatosi.
Mentre era in corso una battuta nelle vie limitrofe per cercare di individuare il fuggitivo è giunta una seconda segnalazione di un giovane, con le medesime caratteristiche fisiche, che armato di coltello aveva da poco ferito un uomo in piazza Re di Roma.

Due pattuglie del Commissariato S. Giovanni si sono immediatamente dirette sul posto e, giungendo da due diverse direzioni, sono riuscite a sorprendere il giovane ancora sul posto. Alla vista della Polizia il ragazzo ha immediatamente lanciato lontano il coltello ma, nonostante il suo tentativo di fuga, è stato subito bloccato ed il coltello recuperato. In suo possesso è stato rinvenuto il portafoglio contenente i documenti della persona rapinata. Gli agenti hanno quindi preso contatti con il secondo giovane, che ha riferito di essere stato affrontato mentre era in compagnia di una ragazza e, dopo avergli offerto di comprare una dose di stupefacente, il ragazzo è tornato indietro e lo ha ferito ad una mano. Entrambe le persone aggredite hanno nell’immediatezza riconosciuto S.E., 19enne romano, quale responsabile dei due episodi. Al termine, pertanto, il giovane è stato arrestato per rapina aggravata e lesioni.

Roma
Cronaca
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Redazione

Castel Gandolfo (RM) - Un operaio e' morto ieri pomeriggio a Castel Gandolfo,ai Castelli Romani, dopo essere precipitato da un'impalcatura dall'altezza di due piani. E' successo in viale Bruno Buozzi e la vittima e' un romeno di 40 anni residente ad Albano Laziale. La vittima lascia moglie e due figli. L'uomo era impegnato nei lavori di ristrutturazione di una palazzina ed è morto sul colpo. Ancora da chiarire le cause dell'incidente mentre il cantiere e' stato sequestrato dai Carabinieri

Frosinone
Trasporto Pubblico
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Redazione

Frosinone - Raggiungere Roma in treno da Frosinone in 37 minuti (28 in meno rispetto all’orario attuale) e in 70 (31 minuti prima rispetto ad oggi) da Cassino, segnare un +35% di posti a sedere per gli utenti della provincia di Roma: il tutto senza realizzare nuove opere.

Sono questi alcuni dei risultati del progetto di integrazione tra la linea tradizionale e quella ad Alta Velocità formulato da “Roma Cassino Express”, associazione di pendolari attiva sulla linea ferroviaria Roma-Cassino. Risultati che riguardano, assieme all’Autostrada A1,  l’infrastruttura territoriale più importante della nostro territorio, e che sono stati presentati nel corso di una conferenza stampa tenutasi a Frosinone lo scorso Sabato 7 Febbraio.

L’idea di base è quella di utilizzare la linea AV Roma-Napoli anche per il traffico regionale: i treni da e per Cassino utilizzerebbero l’interconnessione tra AV e FL6 esistente a Sgurgola per bypassare la tratta finale della linea storica oggi particolarmente congestionata.
L’associazione Roma-Cassino Express, con la collaborazione di professionalità di tipo economico ed ingegneristico, ha analizzato il progetto definendo i livelli di servizio, individuando delle tabelle orarie di massima, valutando i tempi di percorrenza e l’offerta posti, offrendo sia una Stima del costo per l’acquisto/noleggio dei nuovi treni AV con segnalamento ERTMS che di quelli di esercizio (pedaggio per l’accesso alle infrastrutture, costi per manutenzione e personale).

La coesistenza di Treni Alta Velocità in regime di mercato libero con treni regionali già avviene in Italia sulle linee Arezzo Firenze e Roma-Orte, oltre che in Spagna, Gran Bretagna e Germania. L’associazione Roma-Cassino Express, nel proprio progetto, stima che lo stesso risultato si potrebbe raggiungere sulla Roma-Cassino ad un costo di 11,1 M€ l’anno in più di quanto speso oggi dalla Regione Lazio. A fronte di tale incremento di costo, circa il 3% dell’importo dell’intero Contratto di Servizio, si otterrebbe una vera e propria svolta per la vita delle 46.000 persone che giornalmente si muovono su questa infrastruttura, ma si avrebbe anche una opportunità straordinaria di rilancio per il basso Lazio che diverrebbe attrattivo per residenti e imprese nuove o relegate oggi nella periferia romana.

"Il Piano Mobilità del Lazio che la regione dopo oltre 30 anni sta elaborando dovrà tenere conto anche del progetto di utilizzo della linea TAV per la linea Cassino-Roma studiato dall'associazione di pendolari Roma-Cassino Express.- Queste le dichiarazioni di Daniela Bianchi, consigliera regionale del gruppo PD Lazio.
-Il progetto dell'associazione, presentato nei giorni scorsi,  prevede un aumento del 35% dei posti disponibili per i passeggeri delle provincia di Roma e la riduzione dei tempi di percorrenza che per la tratta Frosinone-Roma sarebbero di soli 37 minuti e per il tragitto
Cassino-Roma di soli 70 minuti. Una proposta molto dettagliata, per la quale l'associazione Roma-Cassino Express ha fatto richiesta di essere ascoltata dalla commissione competente. Insieme al collega Mauro Buschini,  come consiglieri del PD, raccogliamo questa loro sollecitazione e chiediamo al presidente della commissione Mobilità del Consiglio Regionale Enrico Panunzi di fissare al più presto un’audizione sul tema. Alla richiesta si è unito anche il consigliere regionale del gruppo PD Simone Lupi, lasciando intendere che il tema dei trasporti regionali sulla linea FR6 coinvolge non solo la provincia di Frosinone ma anche quella di Roma.-- La mobilità è un diritto che va garantito ad ogni cittadino del Lazio - riprende la Consigliera Bianchi - e per farlo dobbiamo lavorare ad un modello di trasporto che punti soprattutto su nuove infrastrutture e sull’uso migliore di quelle esistenti.  La Regione guidata da Zingaretti sta facendo molto per la mobilità, tornando ad investire in nuovi treni e riorganizzando orari e corse, raccogliendo anche i suggerimenti delle associazioni di pendolari. Con l’ordine del giorno a mia firma approvato lo scorso 30 dicembre abbiamo introdotto  proprio questo tema, inserendo la linea FR6 Cassino-Roma tra le infrastrutture strategiche per l’economia e lo sviluppo del Lazio. Ora è arrivato il momento di applicare questo indirizzo, iniziando a ragionare di progetti, con finanziamenti e tempi di realizzazione precisi". Conclude la consigliera.
 

Rieti
Cronaca
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Redazione

Cantalice
- Risposta ferma dei carabinieri della stazione di Cantalice nel settore del contrasto ai reati contro il patrimonio. La notte scorsa, infatti, i militari hanno braccato e tratto in arresto m.s. classe 1981, di Cantalice, reo di aver asportato il denaro contenuto in un distributore automatico di acqua. Il giovane dopo aver rubato un piccone dall’interno di un fuoristrada si recava nella piazza della repubblica di cantalice scagliandosi contro la porta di accesso del locale che custodiva il distributore automatico. Il malfattore dopo aver scardinato la porta ed il lucchetto di sicurezza asportava il denaro contante.
L’arrestato, espletate le formalita’ di rito e’ stato accompagnato presso la propria abitazione agli arresti domiciliari a disposizione della competente autorita’ giudiziaria di Rieti.

Roma
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di Matteo La Stella

Roma - Intorno alle 13:30 di questo pomeriggio, nella caotica Via dei Fori Imperiali, un venditore ambulante di 35 anni è stato accoltellato da un suo connazionale in seguito ad un diverbio.Le gravi condizioni dell'uomo, trasportato dai paramedici del 118 all'ospedale San Giovanni, dondolano attualmente tra la vita e la morte, come su una macabra altalena, poiché il colpo ricevuto ha sfiorato di poco la carotide causando la perdita di un'ingente quantitativo di sangue. L'aggressore, fuggito in fretta e furia, è ora latitante. Sulle sue tracce i Carabinieri della stazione Piazza Venezia, prima ad intervenire allertati dai presenti nel momento dell'aggressione. Intanto al San Giovanni, il cittadino di nazionalità bengalese viene operato nel tentativo di salvargli la vita. Si pensa che i due ambulanti del Bangladesh stessero litigando per assicurarsi la location più redditizia, nella affollatissima via dei Fori Imperiali, meta di turisti e romani.

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