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Il punto
Una legge appena nata e già criticatissima
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di Donato Robilotta* 

Il Consiglio dei Ministri, presieduto dal Presidente Renzi, ha impugnato davanti la Corte Costituzionale la legge regionale n. 5/2014 su “Tutela, governo e gestione pubblica delle acque”, in quanto numerose disposizioni, riguardanti l’organizzazione e la gestione del servizio idrico integrato, contrastano con le regole riservate alla legislazione statale in materia di tutela della concorrenza, dell’ambiente e dell’ordinamento civile, in violazione dell’articolo 117, secondo comma, lettere e), l) e s) della costituzione.

Il Consiglio Regionale con la legge sull’acqua pubblica ha approvato un vero e proprio manifesto ideologico, intriso di populismo e demagogia, che oggi viene per fortuna impugnato dal Governo Renzi per invasione di competenze in particolare sul versante del mercato e della concorrenza.

Leggeremo nei prossimi giorni il testo integrale dell’impugnativa, ma essendo stato uno dei pochi a criticare quel manifesto mi auguro che la Regione metta da parte la demagogia e affronti seriamente il tema non solo della governance dell’acqua ma anche di quella dei rifiuti.

Anche perché la Regione è in forte ritardo nella individuazione delle autorità di gestione dell’acqua, perché quelle vecchie sono scadute ma non ci sono le regole per le nuove, mentre le autorità di ambito di gestione dei rifiuti non sono mai state istituite.

*Coordinatore dei Socialisti Riformisti

Amministrazione & Ambiente
Prima si organizzano incontri su queste preziose terre e poi giù con il mega cimitero da 120 mila loculi proprio lì a due passi dalla via Franchigena
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Il Comune di Gallicano nel Lazio in collaborazione con la Regione Lazio e l’Università la Sapienza, invita il 30 maggio al Castello di Passerano, presso Il Granaio del castello che ospiterà le conferenze e gli incontri, per una giornata dedicata alla scoperta della via Francigena del Sud, la strada percorsa dai pellegrini e dai crociati per andare o tornare dalla terra santa, mentre il 30 aprile 2014 la giunta comunale approvava la delibera per la realizzazione nella splendida tenuta di Passerano un megacimitero da 120 mila loculi…. Stiamo su “Scherzi a Parte”?

di Cinzia Marcjegiani

Gallicano nel Lazio (RM)- Con una lunga lista di parterre di relatori il Comune di Gallicano nel Lazio ha organizzato un evento bellissimo e forse alquanto singolare. In collaborazione con la Regione Lazio e l’Università la Sapienza da appuntamento per domani, venerdi 30 maggio 2014, al Castello di Passerano, presso Il Granaio del castello che ospiterà le conferenze e gli incontri, per una giornata dedicata alla scoperta della via “Francigena del Sud”, la strada percorsa dai pellegrini e dai crociati per andare o tornare dalla terra santa. Nella locandina che pubblicizza l’evento si legge: “Le Vie Francigene uniscono l’Occidente all’Oriente, il cristianesimo al paganesimo, sono una sorta di porta magica che racconta come questo paese sia cresciuto culturalmente. Le vie di connessione con gli altri, che siano il mare o la terra hanno arricchito la nostra civiltà portando ed esportando idee, cultura, abitudini, sapori e colori. Sono state una sorta di corridoio delle idee.
Oggi possiamo scoprire questa ricchezza grazie ad esperti del settore, provenienti dal mondo universitario e dalle istituzioni di tutela dei tesori archeologici del Lazio, che ci guideranno in un percorso nel tempo, fino a condurci ai nostri giorni per riflettere sulle modalità di una fruizione in chiave moderna della strada battuta per decenni dai nostri avi.” Il programma si annuncia ricco di contributi autorevoli. Gli interventi iniziano alla 9:30 con la presentazione della Dott.ssa Fabiola Salvati Assessore alla Cultura del Comune di Gallicano nel Lazio, seguiranno i saluti istituzionali del Prof. Marcello Accordino, Sindaco del Comune Gallicano nel Lazio, e il Direttore Miriam Cipriani, Direzione Regionale Cultura e Politiche Giovanili. Gli interventi accademici prenderanno il via con il Prof. Francesco Gui, docente di Storia moderna–Sapienza Università di Roma che illustrerà “Valorizzare la storia e i beni culturali del Lazio” e termina la prima parte, prima del Coffe Break, l’intervento del Prof. Stefano Pifferi, docente di Letteratura Italiana–Università della Tuscia con “Scritture odeporiche e Francigena. Qualche appunto per una riscoperta.” L’evento che permetterà anche di visitare questi posti magici quasi incontaminati dall’impatto antropologico, la seconda parte prosegue con la relazione della Prof.ssa Ester Capuzzo, docente Storia Contemporanea–Sapienza Università di Roma dal titolo “Una viaggiatrice inglese nella Campagna romana”. Altri due interventi preziosi arricchiranno il programma, il Prof. Alessandro Saggioro docente di Storia delle Religioni – Sapienza Università di Roma che parlerà di “Divinità del territorio sulle vie dei pellegrini”, e il Dott. Zaccaria Mari Funzionario Archeologo della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio, con “Interventi di scavo e valorizzazione lungo la Via Prenestina antica (Comuni di Gallicano e Zagarolo) nell’ambito del programma di riscoperta della “Via Francigena del Sud”.
L’Osservatore d’Italia sarà presente all’evento, dove il luogo di storia, cultura e patrimonio ambientale suscita sicuramente un interesse curioso a queste bellezze disincantate, ma soprattutto valutare con gli esperti accademici e illustri che interverranno, come possono esistere due linee che si fronteggiano antagoniste, che stanno esacerbando soprattutto le stesse associazioni che si sono impegnate finora a lottare affinché questi luoghi siano ancora patrimoni intoccabili, mentre l’organizzatore dell’evento sta mettendo basi per lo sfruttamento di posti che richiamano la tutela ambientale. Il comune di Gallicano nel Lazio, criticato per il progetto industriale con cui voleva depredare queste terra con la Centrale a Biogas, ora con una delibera di giunta datata 30 aprile 2014, approvava una delibera con la quale si conferma la “meritevolezza” dell’interesse pubblico circa la realizzazione di un megacimitero da circa 120mila loculi che dovrebbe sorgere nella splendida tenuta di Passerano, in località Pian dei Quadri, dove sia i cittadini che i comitati, si sono sentiti traditi in questa scelta che viene etichettata irresponsabile. Tra di loro anche Urbano Barberini, Presidente del comitato “Salviamo Villa Adriana e consigliere di Italia Nostra. Il Comitato di Gallicano pubblicizza questo evento che se da un lato darà l’opportunità di visitare questi luoghi, lascia imbarazzo e sconcerto per la dualità in forte contrapposizione dello stesso, dove enfatizza i luoghi di elevato valore ambientale e storico, mentre dall’altro lo stesso Sindaco Accordino, diventa lo spadaccino che proietta in queste terre, progetti industriali di forte impatto altamente ambientale. Claudio Auriemma traccia la propria riflessione:” Il programma è ricco di eventi e di relatori autorevoli. Chi vive in questi luoghi è abituato a vedere l’antica Via Prenestina con i suoi lastroni in basalto, Ponte Amato con la sua arcata superba, i percorsi delle acque accompagnate nel loro corso dall’opera dei maestri scalpellini di epoca Romana. L’abitudine però distrae. Di conseguenza è importantissimo creare occasioni di approfondimento che possano riportare l’attenzione sui tesori dell’agro romano. Il Gallo Parlante però dà sempre una lettura critica di quello che viene proposto, è la sua caratteristica, una criticità innata che speriamo sia da stimolo e consiglio. Viene narrato, descritto e suggerito un territorio che nello stesso tempo si vuole fare oggetto di progetti di cementificazione. La giornata del 30 maggio è un occasione per vedere, annusare, vivere e capire l’importanza di una parte dell’ agro romano che va protetta e non sfruttata. Vi invitiamo a visitarla proprio per stimolarvi a difenderla.”

Una lettura condivisa che chiede trasparenza su queste illogiche e paradossali visioni di un territorio che si vuole tutelare a parole, ma nella pratica si cercano affannosamente progetti industriali che ne depauperano il valore…se non stiamo su Scherzi a Parte presto lo scopriremo. Sarà interessante consultare i docenti come lo stesso Dr Zaccaria, Funzionario Archeologo della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio che interverranno all’evento, in merito a questi 120 mila loculi su cui il Comune di Gallicano ci tiene a costruire. Questa è la domanda che un cittadino rivolge al comune di Gallicano nel Lazio: "Come si fa a fare una manifestazione del genere, se gran parte della bellezza di quella zona verrà distrutta irrimediabilmente? La faccia tosta non vi manca?”

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L'inchiesta
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Giorgio Da Ros l’amministratore unico di Cotral Patrimonio ha personalmente firmato una nota di richiesta ai responsabili dei sistemi informativi di oscurare la ricezione delle email che provengono dal nostro giornale “L’osservatore d’Italia”, specificando che in futuro non dovrà essere più consentito che sulle caselle di posta dei dipendenti aziendali vengano inoltrate comunicazioni che abbiano come fonte la nostra testata giornalistica. Capite bene cari lettori? L’amministratore unico di Cotral Patrimonio chiede di oscurarci ed impedire che i dipendenti abbiano la libertà o meno di leggere di fatti che interessano l’azienda. Pensavamo che ciò succedesse soltanto in Cina. Nessuno quindi deve essere messo in condizioni di sapere quello che si fa all’interno. Il documento aziendale in nostro possesso, a firma di Da Ros, nel quale viene appunto chiesto che vengano considerati “spam” i nostri articoli è indirizzato per conoscenza all’Ad Vincenzo Surace, al presidente Domenico De Vincenzi candidato sindaco a Guidonia, all’ufficio stampa Cotral ed ai sistemi informativi.

 

di Chiara Rai

Cotral - L'inchiesta - Mentre ci avviciniamo a consegnare i nostri articoli inchiesta raccolti in un dossier alla Procura della Repubblica, supportati ovviamente da tutta la documentazione necessaria, sulla gestione a nostro dire fuori controllo di Cotral Spa, attendiamo di visionare il bilancio ufficiale del 2013, che dal Cda Cotral fanno sapere con enfasi che chiude in attivo ma già siamo in possesso di dati che sembrano far emergere alcune contraddizioni.

Del resto non sarebbe il primo caso che un ente a partecipazione pubblica ha di questi problemi. I conti vanno fatti quadrare e a volte le magagne non sono neppure così nascoste. Ma questo è un argomento su cui torneremo nello specifico nelle prossime puntate. Mentre continua il conto alla rovescia per l’assemblea dei soci di Cotral spa a metà giugno in occasione della quale decadrà l’attuale Cda Cotral, nella speranza che le istituzioni si rivolgano a dirigenti giovani, con titoli e curricula meritevoli e non riciclino i soliti noti come avvenuto ad esempio con il pensionato di 72 anni, tale Giorgio Da Ros, messo come amministratore unico a Cotral Patrimonio e con un contratto triennale nonostante Cotral Patrimonio debba confluire nell’agenzia della mobilità regionale entro pochi mesi, torniamo a parlare di dirigenti e fortuite e casuali manovre che li riguardano.

Alla luce di tutto quanto emerso (stipendi d’oro, accordi milionari, manutenzioni esterne a rischio frode, elevato rischio di doppie fatturazioni, depositi Cotral occupati, apparecchiature pagate oltre 10 milioni di euro che non si sà dove sono finite, dirigenti super pagati, liquidazioni non dovute ma date ugualmente, affidamenti diretti senza gara d’appalto) senza smentite ma solo con minacce di querele a nostro carico, ci chiediamo come sia stato possibile che nessuno si sia accorto di questo modus operandi ai limiti dell’illecito di gestire l’azienda e come sia potuto risultare “tollerabile” che taluni signori abbiano potuto agire impunemente, facendo spesso e volentieri i propri interessi a spese e discapito dell’azienda e arrecando così un evidente danno di immagine alla stessa, non solo sotto il profilo della legalità, ma anche un grave danno economico e non ultimo un riverbero impressionate sul servizio ridotto ai minimi storici.

Per spiegare questo, oggi, ci soffermiamo su alcuni nodali accadimenti che a nostro dire si sono rivelati strategici per lasciare terreno fertile a quella maniera di agire di cui si è appena parlato e che è sostanzialmente il contenuto cruciale delle nostre inchieste che ogni volta vi riproponiamo alla fine di ciascuna puntata con la speranza che a qualcuno venga l’idea di voler fare chiarezza in quest’oceano profondo e per certi aspetti torbido.

La precondizione per poter agire indisturbati era la cacciata dei tre dirigenti, gli unici che avrebbero potuto contrastare questa maniera di gestire l’azienda. Non lo diciamo noi soltanto ma lo testimoniano le stesse intercettazioni ambientali dell’attuale Amministratore Delegato Vincenzo Surace quando non sapendo di essere registrato, sostanzialmente si confida con l’allora dirigente d’ingegneria (che stava per essere cacciato anch’egli) Giuseppe Cherubini. In queste confessioni è chiarissimo come funziona il criterio di licenziamento.

A tal fine ne riporteremo soltanto uno stralcio da cui si capisce benissimo l’intento: “Ci hanno detto per un orecchio ‘licenziateli quando potete – dice Surace - perché ci stanno creando troppi problemi’ io ho capito che non dovevo farlo, perché sono loro che volevano mandarli via, ma si ricompattavano, quindi come vedi uno può pensare ‘forte Maccauro, ma forte un par de palle!’ Allora, io ho accettato questa situazione perché nel frattempo era partita quest’altra,per cui vabbè… dopodiché anziché andare via e magari qualcosa poteva essere trattata andranno via malamente, forse, ma non perché questo lo deciderò io, difatti oggi hanno deciso proprio questo”.

Oltre alle intercettazioni ambientali ci sono dei pezzi di carta che chiaramente fanno capire come le indicazioni dei dirigenti remino contro le decisioni e indirizzi del Consiglio di Amministrazione, come nel caso che vede Vincenzo Surace e il consigliere di amministrazione Giovanni Libanori firmare un verbale d’incontro il 22 dicembre 2011 che sostanzialmente avvalora un riconoscimento economico di circa 1 milione e 700 mila euro iva inclusa alla società Cometa srl. Questo riconoscimento economico viene messo in discussione, per quanto di competenza, dalla Divisione Ingegneria DIVING (ovvero dal dirigente poi licenziato Giuseppe Cherubini, l’interlocutore di Vincenzo Surace nelle intercettazioni ambientali per intenderci) essendo, di fatto, il Diving gestore del contratto con Cometa srl. Il responsabile DIVING in questione che di fatto non ha dato il benestare per l’intera cifra alla data del 21 febbraio 2012, fato vuole, è stato licenziato a marzo del 2012 e la Cometa successivamente è stata pagata.

La seconda precondizione che ha fatto proliferare questa maniera di gestire l’azienda di trasporto pubblico del Lazio su gomma è quella di avere come “controllore” un assessorato da cui finora è non è emersa alcuna posizione ufficiale, alcun richiamo ma anzi sembrerebbe quasi ci fosse una tacita accettazione rispetto alle spiegazioni del suo referente aziendale istituzionale, Ha chiesto Michele Civita gli atti a supporto delle tesi che gli sono state argomentate? Appare quindi sconcertante che l’assessore ai Trasporti della Regione Lazio Michele Civita, dopo tutto quanto emerso fin’ora e dopo le sollecitazioni avanzate da questo stesso quotidiano ad assumere una posizione o lasciare quanto meno una dichiarazione in merito, invece, sia rimasto nel più totale silenzio. Ma cosa c’è sotto? Perché l’assessore rimane non risponde alle nostre domande e fa muro con il Cda Cotral che si trincea dietro il fatto che mi hanno querelato (ad oggi di notifiche di querele non vi è neppure l’ombra) e per questo motivo non possono rispondere? A tal proposito riproponiamo l’audio della telefonata alla segreteria dell’assessorato di Michele Civita in Regione - [ CLICCARE QUI PER ASCOLTARE LA TELEFONATA CON LA SEGRETERIA DELL'ASSESSORE REGIONALE AI TRASPORTI MICHE CIVITA ] 

D’altronde Cotral è il grande spettatore rispetto la nostra inchiesta. Resta il fatto che toccherà agli organi competenti intervenire in questa ingarbugliata questione. Noi abbiamo semplicemente aperto il vaso di pandora (così come fatto con altre diverse inchieste giornalistiche) perché dall’interno dell’Azienda sono arrivate segnalazioni e documentazioni che mai nessuno dei vertici avrebbe pensato potessero “uscire” per essere messe a conoscenza della collettività che paga gli interessi della politica a proprie spese e in cambio riceve anche dei gravosi disservizi.

A proposito di non difendersi, è notizia molto recente, parliamo di poco più di dieci giorni fa, che proprio il dirigente Giorgio Da Ros che abbiamo poc’anzi menzionato, e cioè l’amministratore unico di Cotral Patrimonio, abbia personalmente firmato una nota di richiesta ai responsabili dei sistemi informativi di oscurare la ricezione delle email che provengono dal nostro giornale “L’osservatore d’Italia”, specificando che in futuro non dovrà essere più consentito che sulle caselle di posta dei dipendenti aziendali vengano inoltrate comunicazioni che abbiano come fonte la nostra testata giornalistica. Capite bene cari lettori? L’amministratore unico di Cotral Patrimonio chiede di oscurarci ed impedire che i dipendenti abbiano la libertà o meno di leggere di fatti che interessano l’azienda. Pensavamo che ciò succedesse soltanto in Cina. Nessuno quindi deve essere messo in grado di sapere quello che si fa all’interno. Il documento aziendale in nostro possesso, a firma di Da Ros, nel quale viene appunto chiesto che vengano considerati “spam” i nostri articoli è indirizzato per conoscenza all’Ad Vincenzo Surace, al presidente Domenico De Vincenzi candidato sindaco a Guidonia, all’ufficio stampa Cotral ed ai sistemi informativi.

Caso singolare è che non sempre, anzi a discrezione, la nostra testata viene messa in rassegna stampa dell’azienda. Un giorno c’è e due no. Insomma Da Ros mette a conoscenza Vincenzo Surace: come mai i due, che sono agli antipodi politicamente, hanno unità di intenti da loro reciprocamente condivise e questo irrefrenabile bisogno di oscurare le nostre inchieste? Che hanno da nascondere? Che c’è sotto?

Fatte queste doverose premesse cioè il licenziamento dei tre e il, a nostro dire, pressappochismo Istituzionale, il Cda si è attorniato di alcuni dirigenti aziendali che tornando apicali, hanno conseguentemente tenuto atteggiamenti astiosi nei confronti dei tre dirigenti messi alla porta e silenti hanno fatto il loro dovere impartitigli. Chi sono questi? Oltre a Surace e Blasucci (a proposito quest’ultimo rimane senza incarico e superstipendiato con 160 mila euro l’anno più premio di produzione) ce ne sono altri, che agiscono in ombra e che sono come i vestiti a cipolla, funzionali per ogni clima.

Spicca tra questi l’attuale capo del personale Carlo Arcangeli, da sempre capo dell’esercizio e della manutenzione eppur, sembrerebbe senza laurea (pare che sia diplomato in quel di Viterbo 43 anni fa), assunto come bigliettaio in Cotral, ha avuto una carriera folgorante tanto che viene nominato direttore industriale perché, nell’immaginario dei vertici aziendali, essendo solo diplomato non avrebbe potuto ricoprire la carica di direttore di esercizio. Ma in realtà avrebbe potuto farlo perché ne avrebbe avuti i requisiti.

Questa presunta errata convinzione ha permesso che l’azienda Cotral restasse diversi anni senza la figura obbligatoria per legge del direttore di esercizio. E perciò, resta il fatto che ad Arcangeli gli è stata cucita addosso questa nuova qualifica di direttore industriale cioè di fatto a capo della manutenzione e dell’esercizio.

La moglie di Arcangeli, lì in Cotral, ha partecipato e vinto ad un concorso interno per un livello superiore per un posto a via Alimena. Al concorso non avrebbero potuto partecipare concorrenti non residenti a Roma. Fato vuole che grazie probabilmente ai suoi forti affetti invece, vi ha partecipato, l’ha vinto, ma a Roma non vi ha quasi mai messo piede ma risulta essere in sovrannumero all’impianto di Viterbo. Troppo strapazzo provare a fare la vita del pendolare, magari dando proprio il buon esempio e utilizzando i mezzi di tarsporto pubblico Cotral per recarsi a lavoro. Il figlio di Arcangeli, sempre in Cotral, ha vinto un concorso interno per livello superiore: quando ha partecipato, caso ha voluto, sono stati modificati i criteri di partecipazione vigenti da sempre (come l’anzianità di azienda per esempio). Arcangeli, già parente del proprietario della società privata che prende concessioni regionali del trasposto nel viterbese, in concorrenza con Cotral, ha ricoperto in Cotral un ruolo eticamente incompatibile e comunque ai limiti della liceità. Tra l’altro in qualità di capo della manutenzione (capo anche dell’ingegnere licenziato) risulta essere colui che ha stabilito il fabbisogno organico necessario e perciò il numero di operai da assumere.

Ma Vincenzo Surace che parlava di quantità enorme di operai, non sembra averlo neppure sfiorato. Il dirigente Arcangeli, quando viene sostituito da Domenico De Vincenzi e dall’allora Ad Cervi, inserendo una nuova ingegnera con tutti i requisiti (da lui mai posseduti) e fuori dai giochi, improvvisamente si ammala per un problema agli occhi e conseguentemente può recarsi al lavoro solo per qualche ora al giorno. La dirigente appena nominata viene ricostituita solo dopo un anno da Vincenzo Surace che poi la licenzia e ripristina Arcangeli. Da quel momento Arcangeli sembra guarire dal problema agli occhi che lo attanagliava e, riacquistata la vista ottimale, risulta presente in azienda dalla mattina alla sera perché, tra l’altro Vincenzo Surace lo nomina anche capo del proprio piano industriale.

Piano industriale aleatorio, delle cui linee guida, Surace e Arcangeli ripetono all’unisono che ci sono circa 300 autisti di troppo, dichiarazioni che si ribaltano non appena s’insedia l’assessore regionale ai Trasporti Michele Civita.

E allora, sempre fato vuole, che gli autisti diventino in realtà effettivamente “pochi”. Poi, per fare spazio a chi non ne ha abbastanza, Arcangeli viene nominato capo del personale e il dirigente Turriziani, amico di Surace con laurea breve in economia, viene nominato direttore di esercizio mentre in precedenza dirigeva una piccola azienda.

Il dirigente Turriziani cui si è fatto il dovuto “spazio” è tra i più pagati in Cotral (170 mila euro più 20 per cento di bonus annuo circa) e stranamente non risulta pubblicata la graduatoria dalla quale è stato scelto.

Egli è protagonista di un piccolo aneddoto che certamente non fa emergere la sua simpatia nei confronti degli autisti: qualche giorno fa una donna autista è stata aggredita e anziché chiedere più tutela e portare lei la solidarietà, uno dei vice di Turriziani, responsabile della direttrice Roma – Latina di nome Petrolini, e già tra l’altro braccio destro di Arcangeli quando era all’esercizio, scrive una mail nella quale esprime il timore che questa autista, ripetiamo aggredita, possa approfittarne per chiedere il trasferimento e avvicinarsi a casa. Eticamente deplorevole? Pensiamo di sì.

Se Petrolini che dirige la direttrice Roma – Latina è così eticamente opinabile, certo non si respira aria migliore dalle parti della direttrice Roma – Rieti dove il suo corrispettivo signor Petrucci è famoso per avere un proprio figlio a capo locale nel suo stesso impianto ed è famoso anche per essere legato nella gestione del servizio al suo sindacato.

Torniamo ai dirigenti. L’altro è l’ex Ad Ricevuto, ora nonostante sia indagato come i tre licenziati è stato promosso (senza laurea e diplomato forse alle serali ) a capo delle manutenzioni e degli ingegneri.

Sempre tra i dirigenti apicali c’è Fernando Tanzi, il dirigente di amministrazione e finanze. Super pagato e, secondo quanto riferito da persone a lui vicine, autoproclamatosi super professionista. I suoi bilanci sembrano essere come i famosi abiti a cipolla di cui parlavamo.

L’assurdo, e sono dati che consegneremo alla Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica, è che Tanzi è assistito da una società di controllo e gestione alla quale, in affidamento diretto e quindi senza gara ovviamente, vengono erogati circa 700 mila euro l’anno.

Perché tale dispendio di soldi? Neanche il bilancio degli Usa ha consulenti così costosi. Per completezza di informazione, questo dirigente è quello che ha fatto parte della commissione definita “illegale” dai tre licenziati presieduta da Blasucci per accusare i tre dirigenti: lui ha firmato con gli altri quel verbale di accusa dove si dice che la commissione d’esame stabiliva il numero degli assumendi. Falso ovviamente. Perché Tanzi sa bene che solo l’Ad con deliìbera del Cda avrebbe potuto impartire al suo servizio un aumento di spesa per le assunzioni.

Ma ci sono ancora anomalie nel suo servizio. Sotto di lui c’è il dirigente Di Vittorio, responsabile del controllo di gestione ovvero: il controllore dipende dal controllato. Assurdo! Ma anche a calare, non è che andiamo meglio: due nomi su tutti i quali in tema di guardaroba a cipolla ne avrebbero a iosa e sono Riccardo Rocchi e Alessandro Di Cori. Chi sono costoro? Il primo Cgil e Pd da sempre, rimane folgorato sulla strada di “Nanni”. Con l’avvento di Giovanni Libanori questo abbandona tutto e tutti. I due al seguito di Luciano Ciocchetti (quest'ultimo oggi fuori dai giochi anche in Europa dopo il salto repentino in Forza Italia che non solo lo ha imbarcato in estremis ma lo ha anche candidato alle europee), fondano il circolo locale dell’Udc di cui Rocchi diventa il segretario.

Rocchi riceve con il benestare di Giovanni Libanori, il ruolo di capo della disciplina da Vincenzo Surace mostrando tutto il proprio sentimento nei confronti degli autisti, che vanno comunque “disciplinati” per dimostrare sostanzialmente chi è che detta le regole in casa.

Ovviamente non riuscendo a diventare dirigente e rimanendo dunque presumibilmente deluso “assai” da qualche promessa troppo grande per essere esaudita, dopo essere stato utilizzato come i vestiti a cipolla buoni per ogni occasione, e ormai finita la folgorazione di Nanni e non esistendo più l’Udc, Rocchi cosa fa? Caso vuole, tornato il centrosinistra alla Regione Lazio, si iscrive di nuovo al Partito Democratico e torna alla vecchia fiamma.

L’altro, Di Cori, è il segretario del circolo Pd, nonché segretario della commissione d’esame degli operai. Una volta licenziati i tre, egli si ammala improvvisamente per tre mesi. Poi, una volta rientrato, si mette tranquillamente al servizio del Cda.

Si pensi che è da sempre un uomo diciamo fortunatissimo. Con uno scambio di azienda, da Metro approda a Cotral: egli agente di stazione alla metropolitana viene trasformato, con un tocco di bacchetta magica, in amministrativo al livello più alto per poter essere scambiato con pari livello di Cotral e andare a fare l’amministrativo a via Alimena, abbandonando turni pesanti ed amici che si guadagnano il pane senza, chiamiamoli così, colpi di fortuna. Pur non operando politicamente (nella documentazione non abbiamo alcuna presa di posizione del circolo contro l’azienda gestita così) egli rimane comunque segretario del circolo: forse per attenuare le voci di protesta degli autisti sulla loro condizione di vita e sul disservizio?

Addirittura la commissione di garanzia del Pd di Roma annulla per brogli il congresso di quel circolo. Lui fa finta di niente e, fortunatissimo, rimane sempre lì.

Oggi risulta distaccato presso una consigliera regionale non dei trasporti e si pensi, nota di redazione, è stato uno tra i pochissimi a fare richiesta di non ricevere più notizie dal nostro giornale: non vuole saperne delle nostre inchieste altrimenti dovrebbe prendere posizione ma evidentemente non può e non vuole e noi si rispetta il suo desiderio.

Di questi esempi ce ne sarebbero tanti. Sono molti gli uomini con abiti a cipolla e fortunatissimi e diciamo che via Alimena a tal proposito ne è punto nevralgico.

Cotral è un corpo sano invece che vive la propria vita negli impianti dove non ci sono amministrativi ma dove ci sono tutti coloro che lavorano all’esercizio e alle manutenzioni e che sono lontani da questo singolare e dispendioso meccanismo. Dove c’è una grande famiglia e si parla soprattutto di lavoro e non di carriera e dove ogni mattina ci si alza e si lavora sodo per portare “risultati” concreti.

Che esista ancora l’isola che non c’è?

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Trasporto Pubblico
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Redazione

Cotral - La Cotral Spa rende noto che la Segreteria Regionale dell'O.S. FAISA CISAL ha indetto, in adesione allo sciopero nazionale, per il giorno venerdì 30 maggio 2014, uno sciopero dalle ore 8:30 alle ore 12:30. Le vetture provenienti dai vari capolinea, una volta giunti a destinazione, qualora dovessero effettuare altre cose nell'orario di sciopero rientreranno fuori servizio nel deposito di appartenenza, compresi i turni a nastro con sosta libera nell'arco dell'orario di sciopero. Il personale di movimento, quindi, si asterrà dalle prestazioni lavorative dalle ore 8:30 alle ore 12:30 con rientrata delle autovetture nel deposito di appartenenza. I lavoratori dei servizi interni (operai e impiegati) sospenderanno il lavoro per 3 ore fine turno. Gli addetti alle manovre nel deposito entrerà in sciopero al rientro dell'ultima vettura scioperante. Per tutti i lavoratori degli uffici, degli impianti fissi, per il personale della trazione a turno fisso e per tutto il personale non indicato, lo sciopero avverrà per 3 ore fine turno. Sono esclusi dallo sciopero portieri, guardiani, addetti ai centralini telefonici. La presente comunicazione viene effettuata ai sensi e per gli effetti della Legge 146/90, così come modificata dalla Legge 83

Elezioni Europee
La presenza del senatore Bruno Astorre area PD davanti ai cancelli della scuola Tibullio che bacchetta al telefono l’assenza dei rappresentati locali registra una giornata caldissima
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di Cinzia Marchegiani

Zagarolo (RM) - Il comune di Zagarolo ha seguito il trend nazionale delle elezioni europee…vince il PD ma non è oro tutto quello che risplende. La presenza del senatore Bruno Astorre area PD davanti ai cancelli della scuola Tibullio che bacchetta al telefono l’assenza dei rappresentati locali registra una giornata caldissima… in tutti i sensi, e la dice lunga sull’aria che tira in questo comune.

A Zagarolo prima di tutto ha vinto l’astensionismo, solo il 53,56% dei cittadini ha ritenuto degno di partecipare alle votazioni europee che comunque vada, ipotecherà le politiche e l’economica nazionale dell’Italia per i prossimi cinque anni.

Il PD gabino ha preso il 38,38% contro il M5S che, anche se non ha asfaltato nessuno, ha tenuto benissimo con un 30,98%, seguono i partiti di centro destra che portano a casa oltre il 25% .

Questo dato, che in prima battuta fa pensare ad una vittoria del Pd, si raffronta con le analisi che lasciano poco alla certezza di questa forza gabina che perde vigore ogni anno che passa. Il malcontento non è solo un etera sensazione, lo dimostra una spaccatura profonda all’interno della giunta comunale, la formazione del nuovo gruppo Cambio Democratico contro cui hanno seminato attacchi al veleno e una epurazione chiacchierata del Presidente del Consiglio, Roberto Sesto. Se a parlare sono i dati, il trend delle ultime tornate elettorali di Zagarolo è indubbiamente la cartina al tornasole della politica Leodoriana che dopo aver governato questo paese per dieci anni, e tuttora presente nei banchi della maggioranza come consigliere, ora raccoglie frutti un po’ amari.

Il dato inconfutabile quel 38,38% contro il 30,98% del M5S è un tarlo silente già sotto lente di ingrandimento degli analisti post-elezioni interni al PD. I Gabini si sono allontanati dalla politica del territorio, esacerbati dai problemi economici, spremuta come un limone. E osservano l’amministrazione che la reputa responsabile dei problemi mai risolti sulle tematiche territoriali, tra servizi assenti e tutela ambientale inappropriata.

La dimostrazione è la vittoriosa battaglia dei cittadini e comitati oltre l’opposizione sulla costruzione appena scongiurata della centrale a biogas che doveva essere edificata a due passi delle abitazioni di Valle Martella. Un impianto industriale mai messo in agenda dai preposti istituzionali, nonché assessori all’Ambiente che hanno ritenuto non prioritario informare i cittadini sul progetto imposto da un altro comune. E sembra che proprio questa mozione presentata sulla centrale a biogas, abbia innescato delle reazioni a catena che stanno lacerando la maggioranza in lotte e faide interne ormai sotto gli occhi di tutti.

La lettura di questa gestione amministrativa sta restituendo solo ombre, mentre i riflettori sono già puntati sulle prossime amministrative, in agenda nel 2015. Già non si risparmiano colpi di scena, visto il consiglio comunale del 22 maggio 2014 appena consumato, chiuso senza poter dibattere i punti importanti all’ordine del giorno per mancanza del numero legale dovuto all’assenza di importanti pezzi della maggioranza. Episodio commentato a caldo da due consiglieri di minoranza Conti e Bonini: "Sembra un regolamento di conti" su questa "commedia all’italiana". I due consiglieri hanno preso atto della spaccatura ormai evidente che mostra una "giunta ormai agonizzante".

Così Leodori, presidente del Consigilo della Regione Lazio, alle Regionali del 2013, in queste elezioni europee doveva dimostrare e confermare il proprio peso elettorale e ora espone il PD sotto un’altra lettura, quella di una ricerca spasmodica di elettori sempre più distanti da quel bel tempo che fu.

Il prossimo anno ci saranno le comunali, e fatta eccezione per un quorum del 51% in prima battuta, i cittadini saranno costretti a scegliere il candidato sindaco con un bel ballottaggio… e a vedere le percentuali e i dissapori interni, la futura competizione sembra aperta su tutti i fronti. 

In merito sarà doveroso analizzare lo scenario amministrativo locale edito in tantissimi anni di gestione PD, valutandone tutto l’operato, perché dietro a tante buon intenzioni, sono i fatti che testimoniano la buona o cattiva gestione soprattutto perché per i gabini è arrivato il momento di tracciare le somme, dove i tecnicismi, le qualità da padre di famiglia non devono essere solo slogan elettorali, ma messi su un foglio nero su bianco! Non è mai oro quello che risplende.

Eventi
Ad accompagnare i tre talenti è stato il Presidente della sezione Aia di Viterbo Luigi Gasbarri
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Redazione

Viterbo / Nemi (RM) - Tre fischietti viterbesi, Ennio Mariani, Matteo Centi e Angelo Ricci, hanno partecipato, venerdì 23 e sabato 24 maggio 2014, a Nemi (RM), all’importante raduno per gli arbitri selezionabili ad accedere alle categorie nazionali, organizzato dal Comitato Regionale Arbitri del Lazio.

Dopo appena due anni nel ruolo di osservatore arbitrale, Ennio Mariani è riuscito ad entrare tra i migliori della categoria conquistando la convocazione per il raduno. Invece, Matteo Centi è stato convocato in qualità di arbitro di calcio a 11. Dopo una stagione ad altissimi livelli, questa è la giusta ricompensa per un ragazzo che ha dimostrato di avere talento, serietà e modestia. Molte partite di rilievo in Eccellenza sono state dirette da Matteo, ma sicuramente è da sottolineare la recente direzione della finale di Coppa Italia di Promozione.

Infine, Angelo Ricci è riuscito ad essere uno dei primi della classe per quanto riguarda i fischietti di calcio a 5. Anche lui ha percorso una stagione ottima dirigendo con successo diverse gare insidiose.

Ad accompagnare i tre talenti è stato il Presidente della sezione Aia di Viterbo Luigi Gasbarri, che ha voluto essere al fianco dei suoi ragazzi durante il raduno.
 

Amministrazione & Ambiente
Già ci sono diffide di varie associazioni
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La giunta comunale il 30 aprile 2014 ha approvato una delibera con la quale si conferma la meritevolezza dell’interesse pubblico circa la realizzazione di un megacimitero da circa 120mila loculi che dovrebbe sorgere nella splendida tenuta di Passerano, in località Pian dei Quadri, ma le associazioni e comitati si sentono traditi

di Cinzia Marchegiani

Gallicano nel Lazio (RM) – Un progetto ribattezzato l’”ecomostro” è stato approvato il 30 aprile 2014 dalla giunta comunale di Gallicano nel Lazio, un’opera maestosa che dovrebbe mettere in cantiere un cimitero con una location che sembra non abbia stimolato la fantasia dei proponenti. Il sito in questione è la Località Passerano, la stessa che è stata protagonista di un altro progetto faraonico come quello della "centrale a biogas". Il Comitato per Gallicano esprime il proprio disappunto e si fa carico anche delle proteste dei cittadini che hanno manifestato in passato, e delle diffide di svariate associazioni che al consiglio straordinario tenutosi proprio a Gallicano hanno espresso la loro contrarietà, concludendo che la giunta ha considerato secondarie, rispetto al "pubblico" interesse quelle rimostranze:” A questo consiglio Comunale hanno partecipato cittadini gallicanesi ma anche numerosi esponenti del mondo ell’associazionismo, dei sindacati e del mondo ambientalista in generale. Nel ribadire la propria contrarietà ad un progetto che mina la salvaguardia di un territorio di immenso valore storico, archeologico, ambientale ed agricolo come la Tenuta di Passerano."

Claudio Auriemma,portavoce del Comitato per Gallicano entra nel dettaglio in merito all’area dove questa colata di cemento minaccia un meraviglioso posto naturale alle porte di Roma: ”l'area prevista per la costruzione di questo mega-cimitero risulta essere quella della Tenuta Agricola di Passerano, che confina tra Corcolle, l'autostrada A1 e la Via Prenestina. Quasi 100 ettari di territorio Romano in gestione alla Società SAUIE, e proprietà della Regione Campania, soggetta in questo periodo a diversi attacchi che ne comprometterebbero la natura agricola e storico culturale. Questa è infatti un area ad indirizzo agricolo, paesaggistico e di interesse archeologico e storico culturale elevatissimo. Un ulteriore scempio a danno del patrimonio dei Castelli Romani e dei Monti Prenestini. L'eco-mostro in questione dovrebbe sorgere in un area di altissimo livello archeologico culturale. Il territorio è infatti confinante con quello al costituendo parco archeologico della Antica Gabii, una città di epoca pre-romana, sito definito dalla soprintendenza archeologica del Lazio come ‘...uno dei più significativi ed importanti siti archeologici del territorio del Comune di Roma.’ Per le sue caratteristiche rappresenta oggi un contesto di ricerca straordinario. Dagli scavi svolti in passato è possibile rilevare come, al di sotto del terreno di campagna, siano ancora in gran parte conservate le principali strutture e gli edifici della antica città. Tra l'altro l'area individuata è la naturale prosecuzione dell'Antica Gabii con la città di Prenestae (attuale Palestrina) e il sito Archeologico di Villa Adriana. Realizzare un opera del genere interromperebbe la continuità di fruizione del costituendo parco archeologico, tagliando fuori il comune di Gallicano dalle opportunità offerte da una trasformazione turistica di questa parte di territorio."

In vista delle elezioni europee, Claudio Auriemma ha voluto conoscere il punto di vista dei candidati alle elezioni europee per l’Italia Centrale (Lazio, Marche, Umbria, Toscana), in merito a questa opera approvata da poco con una delibera comunale, che di fatto ha disatteso le criticità esposte dai comitati e associazioni. In attesa che i candidati intercettati possano rispondere alla e-mail inviate ai rispettivi contatti stampa, Claudio Auriemma, ha fotografato l’impatto negativo che l’eco…progetto andrebbe a produrre su quella definisce una vera identità di un luogo prezioso.

In merito alle votazioni, Georges Bernanos le apostrofava così ne “I grandi cimiteri sotto la luna”: "Le elezioni favoriscono i chiacchieroni”.... chissà se questa volta qualcuno lo smentisca.

Trasporto Pubblico
"Abbiate almeno la decenza di non offendere la nostra intelligenza prendendoci per i fondelli rendendovi oltremodo orgogliosi di aver chiuso un bilancio in attivo dopo molti anni!"
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Redazione

Riceviamo e pubblichiamo dal Comitato Pendolari Reatini

Cotral - Domenico De Vincenzi - presidente Cotral e candidato sindaco a Guidonia (RM) -  in pompa magna, dichiara che Cotral chiude il bilancio di esercizio 2013 in attivo?  Facile fare cassa sulle spalle dei pendolari che pagano per un servizio che non c’è! Signori è qui lo sfascio!!!!!
Era il 7 settembre 2013 quando gli articoli dei giornali parlavano di una Regione Lazio che “investe” 32 milioni di euro per “salvare dai debiti” il Cotral. Ed era sempre settembre, ma il 27 settembre 2011, quando l’allora Assessore per la Mobilità ed il Trasporto Pubblico della Regione Lazio, annunciava una ricapitalizzazione di 27 milioni di euro, sempre per salvare la Cotral. 57 milioni di euro per ottenere e per avere oggi un’azienda che non è in grado di mantenere gli impegni presi con la stessa Regione Lazio, con un contratto di servizio disatteso e non onorato per le continue defezioni e soppressioni che non garantiscono il rispetto delle tabelle di esercizio.

E’ di questa mattina, la seconda consecutiva, in una fascia oraria delicata e ad alta frequentazione di utenti, l’ennesima segnalazione di servizio dimezzato!!!! Si garantisce il 50% del servizio indicato nelle tabelle di esercizio, in un orario e  lungo una direttrice, la Rieti-Roma, dove il reclamo, la denuncia e le lamentele sono praticamente all’ordine del giorno da un paio di anni a questa parte. Delle 4 corse previste, Express, Autostrada, via Salaria Borgo Quinzio delle ore 7.00 e Rieti-Passo Corese delle ore 7.05, ne sono partite soltanto 2 (Autostrada e Borgo Quinzio).

Ribadiamo trattasi della seconda mattina consecutiva e dell’ennesima criticità, nella stessa fascia oraria, di questi ultimi 7/8 mesi.

La Regione Lazio è immobile tra bilanci da far quadrare e coperture finanziarie, ma sempre pronta durante questa ultima campagna elettorale europea, a raccogliere consensi per quanto finora fatto. Impossibilitata a pianificare anche il minimo piano operativo, fatto di interventi radicali, di interventi strutturali e logistici, per ridare dignità ad un trasporto pubblico regionale che in provincia di Rieti, tra ferrovie mancate e trasporto su gomma improponibile, è qualitativamente ultimo tra gli ultimi.Il Comune di Rieti, sordo ad ogni appello, ad ogni intervento, è anch’esso immobile (volutamente!!), assolutamente incapace di chiedere a gran voce rispetto per i propri cittadini che ogni giorno si spostano dal centro reatino per andare a guadagnarsi la pagnotta, per studiare, addirittura per curarsi altrove. Una Provincia oramai cancellata che non può più avere voce in capitolo. Esponenti politici che una volta raggiunti gli scranni del potere a Roma, si sono dimenticati di chi li ha acclamati e lanciati verso quello scranno.

Altri che una volta fatto danni prima e durante il loro operato, proseguono anche dopo facendo orecchie da mercante verso articoli di stampa che un giorno si e l’altro pure, parlano di gente lasciata a piedi lungo la Salaria.

Abbiate almeno la decenza di non offendere la nostra intelligenza prendendoci per i fondelli rendendovi oltremodo orgogliosi di aver chiuso un bilancio in attivo dopo molti anni!

 

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Trasporto Pubblico
Atac: azienda che a differenza della prima gestisce circa il 60% dell'intero trasporto pubblico regionale
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Redazione

Lazio - "Apprendiamo da agenzie stampa dell'approvazione nel cda di Cotral del bilancio 2013, che per la prima volta, come riportato nella nota, chiuderebbe in utile. Da quanto si evince sempre dal comunicato, tutto ciò sarebbe 'il frutto di una azione di risanamento che ha visto mettere in campo cospicui investimenti da parte della regione Lazio'. Se ciò corrispondesse a verità, sarebbe un fatto gravissimo utilizzare due pesi due misure, e per la precisione dare cospicui finanziamenti a Cotral e tagliarne altrettanti ad Atac: azienda che a differenza della prima gestisce circa il 60% dell'intero trasporto pubblico regionale". Lo dichiara il consigliere di Forza Italia della Regione Lazio Antonello Aurigemma.

"Quindi, se per Cotral possiamo essere soddisfatti, seppur solo in parte, visti i numerosi tagli alle linee e ai depositi, dall'altro siamo molto preoccupati della situazione finanziaria di Atac - continua - Azienda, questa, che effettua il servizio di trasporto pubblico non solo per i cittadini della capitale, ma anche per tutti i cittadini della Regione che ogni mattina vengono a lavorare a Roma. Non riusciamo a capire perché il presidente Zingaretti si comporti in modo incoerente, finanziando con cospicue risorse una azienda (Cotral) a discapito di una azienda altrettanto importante come Atac, che ad oggi è a rischio fallimento. Basti pensare che sui 575 milioni che la regione Lazio ha destinato al trasporto pubblico regionale, neanche il 20% viene destinato ad Atac che è una azienda, ripetiamo, che effettua il 60% dell' intero trasporto regionale".

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Amministrazione & Cittadini
Palozzi (FI): "Il bando di concorso, che segue una scia impressionante di dirigenze esterne, come al solito peserà sulle tasche delle famiglie"
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Redazione


Lazio - “Mentre, a meno di una settimana dal voto europeo e amministrativo, il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti annuncia in pompa magna il tetto limite alle retribuzioni per gli amministratori delle società regionali, facendo passare per straordinario un step di spending review assolutamente atteso e doveroso, la sua giunta regionale con un avviso informativo, pubblicato sul Bollettino Ufficiale proprio in data odierna, conferma per l’ennesima volta la grande smania di consulenze esterne. Con atto di organizzazione n. G07289 la Regione ricerca professionalità per l’affidamento dell’incarico di dirigente dell’Area “Ciclo Integrato dei Rifiuti” della Direzione regionale “Territorio, Urbanistica, Mobilità e Rifiuti” a soggetto esterno all’amministrazione regionale. Il bando di concorso, che segue una scia impressionante di dirigenze esterne, come al solito peserà sulle tasche delle famiglie del nostro territorio, ledendo al contempo la già calpestata dignità del nostro efficiente personale. Si tratta di un ulteriore, fastidioso smacco per i tartassati cittadini del Lazio, costretti a sopportare una tassazione elevatissima e servizi regionali deficitari, in primis quelli sanitari. Lo abbiamo affermato in tutte le salse e lo ribadiamo anche adesso: Zingaretti la smetta di fare l'arrogante, comprenda che le casse regionali non navigano nell’oro e la finisca di ricorrere a incarichi esterni inutili ed esosi”. Così il consigliere regionale di Forza Italia, Adriano Palozzi.

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