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Il Caso
Leodori restituisce il "maltolto" dopo 14 mesi .Non si era accorto di avere 24 mila euro in più? Alla faccia del bicarbonato di sodio!
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[LA TELEFONATA TRA IL PORTAVOCE DI DANIELE LEODORI E IL DIRETTORE DE L'OSSERVATORE D'ITALIA CHIARA RAI]

[ IL DOCUMENTO CHE PROVA QUANDO SONO ARRIVATI I SOLDI IN REGIONE: IL 21/07/2014]

 

di Cinzia Marchegiani / Chiara Rai

Regione Lazio - Ha percepito esattamente 24 mila euro in 14 mesi senza alcuna restituzione come al contrario era stato affermato dal suo portavoce sulle colonne del Fatto Quotidiano. La condotta del presidente del Consiglio Regionale del Lazio Daniele Leodori è stata pienamente tanata dai Cinque Stelle e poi giustamente pubblicato il tutto sul nostro quotidiano d'informazione L'osservatore d'Italia. La notizia clamorosa è che, soltanto ieri 21 luglio 2014, la somma indebitamente percepita è fisicamente arrivata nelle casse regionali come restituzione. Possibile che Daniele Leodori abbia agito soltanto dopo 14 mesi e solo dopo l'interrogazione dei pentastellati?

Pessima la figura che ha fatto il portavoce del consigliere regionale Daniele Leodori al telefono con il direttore de L'osservatore d'Italia Chiara Rai e con la giornalista Cinzia Marchegiani. Con atteggiamento a dir poco di presa in giro sostanzialmente il portavoce ha detto che tutto il contenuto dell'articolo era diffamatorio nonché non attendibile e affatto rispettoso delle regole scritte. Ma di quali regole parlava? Ha anche dato qualche lezione di giornalismo dicendo che ci saremmo dovute informare prima di scrivere.

Ebbene egregio presidente Daniele Leodori, non solo eravamo informati prima ma adesso pubblichiamo persino il documento e la telefonata che sicuramente non è degna di un portavoce di un presidente di consiglio regionale il quale dovrebbe dare il buon esempio.

Ma l'arroganza ha prevalso in questa persona, tant'è che non ha voluto neppure dire il proprio nome e cognome e ha continuato a rivolgersi a dei giornalisti con spirito sarcastico. Pubblichiamo, come promesso la telefonata e intanto aspettiamo una rettifica che non arriverà mai. Per quanto riguarda l'appuntamento in Tribunale, ci spiace molto ma si troverà solo.

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Politica
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di Cinzia Marchegiani

Regione Lazio - E’ virale la notizia, Daniele Leodori, "Mr preferenze" diventato Presidente del Consiglio della Regione Lazio nel 2013, “A sua insaputa ha percepito per ben 15 mesi il doppio stipendio”. Direte, se ne è accorto e ha giustamente rimediato all’imbarazzante scoperta!! No, è stato tanato dall’opposizione regionale del gruppo M5S. Infatti a sua insaputa si è visto arrivare il 15 luglio 2014 un’interrogazione urgente a risposta scritta dai Consiglieri Regionali Denicolò, Barillari, Corrado, Perilli e Porrello del M5S Lazio sulla corresponsione di stipendi da parte della Regione Lazio all’attuale Presidente del Consiglio Regionale, durante la sua aspettativa, praticamente fino a oggi ha percepito lo stipendio da Presidente del Consiglio Regionale del Lazio e quello da dipendente della regione Lazio dove dovrebbe essere in aspettativa per intercorsa elezione a consigliere regionale.

Tuona il gruppo M5S:" Leodori è un dipendente regionale in stato di aspettativa a seguito della sua elezione come consigliere regionale e in base alla legge il dipendente pubblico in aspettativa non può percepire stipendio o altra retribuzione inerente al rapporti di lavoro oggetto dell’aspettativa."

E Silvana Denicolò, capogruppo del M5S Lazio, in merito ha dichiarato che “se Leodori ha continuato a percepire lo stipendio da dipendente mentre era consigliere lo ha fatto in maniera indebita, violando la legge e con il concorso di tutto il vertice dell’Amministrazione del Consiglio Regionale. Con l’interrogazione chiediamo maggiori informazioni e, qualora la circostanza fosse confermata, vorremmo sapere da Zingaretti quali azioni intende intraprendere. Non è possibile che in una regione che non ha fondi per aiutare i cittadini ci sia chi accumula doppi stipendi pubblici.”

Mica tanto sprovveduti e incapaci i consiglieri del M5S che hanno messo sull’attenti il Presidente del Consiglio Regionale, gli stessi hanno richiesto l’accesso agli atti. L’ignaro fortunato doppiamente stipendiato ha ammesso che vi è stato un errore amministrativo e che ha iniziato la pratica della resituzione del tesoro indebitamente intascato.

Una domanda lecità è d’obbligo, se il M5S non avesse vigilato, quante persone indirettamente avrebbero pagato sulla proprie necessità questa enorme svista?
 

Politica
"Già circa un mese fa, ho chiesto a Ciocchetti di contribuire con l'indicazione di uomini di sua fiducia, in grado di dare un apporto concreto"
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Redazione
“Ho letto con attenzione il 'cinguettio' di Luciano Ciocchetti che, nel testimoniare volontà di democrazia e di partecipazione, si rivela in linea con l'opera di rilancio di Forza Italia che sta impegnando sia il coordinamento regionale che quello provinciale del partito. Voglio rassicurare l'amico Ciocchetti sul fatto che Forza Italia, ormai da diversi mesi, ha intrapreso sul territorio un percorso virtuoso fatto di dialogo e confronto con tutte gli esponenti locali, anche e soprattutto in vista del rinnovo del coordinamento provinciale, per cui, già circa un mese fa, ho chiesto a Ciocchetti di contribuire con l'indicazione di uomini di sua fiducia, in grado di dare un apporto concreto nell'ottica del dialogo e della coesione di intenti e di azioni che il coordinamento regionale, in sintonia con quello provinciale, sta portando avanti. Invito, dunque, Ciocchetti a evitare inutili polemiche e a partecipare sin da subito e concretamente al rilancio di Forza Italia sul territorio, così come il coordinamento regionale e provinciale stanno facendo, nella convinzione che il coinvolgimento, il dialogo, il confronto e il contributo di tutte le componenti siano la base indispensabile per dare quella svolta che l'elettorato e i tempi ci richiedono". Cosi il coordinatore FI per la Provincia di Roma, Adriano Palozzi
 

L'inchiesta
All'impianto di Collegiove di recente, addirittura non e' stata effettuata nessun tipo di prestazione di pulizie per una intera settimana
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di Chiara Rai

Cotral / L'inchiesta - La fumata nera riguardo la nomina del nuovo Cda lascia tutti molto perplessi. Si vorrebbe che la musica cambiasse ma le speranze sono ridotte all'osso. L'unica rimasta è quella nella Magistratura affinché metta fine allo scandaloso modo di gestire i soldi pubblici da parte di quest'azienda. Intanto, strane dinamiche continuano  ad essere all'ordine del giorno. Questa volta vorremo far emergere il mistero della squadra di ispezione e controllo della qualità e rispetto del capitolato d'appalto su autobus Cotral e impianti. Una squadra sciolta oramai da vario tempo e che era composta da Francesco Romanazzi, Giovanni Cesaroni, Luciano Quintiliani, Tiziano Caroli, Gianni Reali, Antonino Cacciaglia.

Questa squadra, rea di aver fatto spostare a fatica qualche "fannullone" di troppo, rispondeva al dirigente Arcangeli direzione operativa (DIROP) dal 3 settembre del 2012 e successivamente a Ricevuto direzione tecnica (DIRTEC), dal 1agosto del 2013.

In base alle denunce dei pendolari Cotral o anche mediante controlli pianificati territorialmente, la squadra ispettiva si muoveva in lungo e in largo per il Lazio, relazionando puntualmente sui 55 impianti presenti che, tranne quelli di Tivoli e Subiaco che sono tra i più puliti, si presentavano pericolosi, sporchi e in stato precario. Perlopiù erano sporchi Manziana, Civita Castellana, Laurentina, Anagnina, Cerveteri, Rieti e Borgorose.

Le pulizie e la grave condizione di mancanza di sicurezza gridavano vendetta e la squadra scriveva le relazioni: quadri elettrici vicino perdite d'acqua, chiusini che sprofondano, gomme americane attaccate su sedili e finestrini, zecche, targhe illeggibili, scritte d'appertutto, posti guida sporchissimi, materiali utilizzati per le pulizie mancanti, personale di pulizia assente senza essere rimpiazzato o a  zonzo quando invece dovevano essere puliti gli autobus, insomma sono migliaia le segnalazioni pervenute dalla squadra a Cotral. Le cose hanno funzionato parzialmente, all'incirca fino ai primi mesi del 2012, poi tutto è andato lentamente a rotoli. Ora, l'azienda, sulla base di queste relazioni avrebbe potuto e dovuto prendere provvedimenti. Lo ha fatto? 

Ad esempio collaudi notturni, durante le l'ispezioni a tre impianti, tipo Manziana, Cerveteri, Civitavecchia, oppure Frosinone, Sora, Villa Santa Lucia, o ancora tra gli ultimi San Giuseppe e Ostia, dove  sono state conteggiate delle penalità: La Cometa Srl ha pagato per tutti questi disservizi segnalati? 

All'impianto di  Collegiove di recente, addirittura  non e' stata effettuata nessun tipo di prestazione di pulizie per una intera settimana: ne su autobus ne su stabili adibiti a officina e uffici. I conteggi dei danni sono elevati, la Cometa ha pagato le multe imposte?

Lo stato dei fatti ci porterebbe a pensare di no. Per tutta risposta ad un team che ha lavorato segnalando puntualmente le anomalie e il non rispetto delle pulizie, la Cotral ha sciolto la squadra ispettiva, da sempre in vigore nella società di trasporti su gomma al fine di garantire il rispetto dei contratti soprattutto di pulizia. Di sei persone è rimasto in piedi solo Luciano Quintiliani e adesso i controlli vengono pagati "alla carta", anche perché ora, incaricando gli Addetti all'Esercizio ad effettuare i controlli, nelle prime ore di mattina, cioè alle 04:30 - 5:00 non c'è ne luce ne  tempo necessario per effettuare controlli adeguati, per cui molti si astengono, o passano tutto per buono.

La frequenza dei collaudi notturni è diminuita del 95%,  da ottobre ad oggi ne è stato effettuato uno soltanto. Peraltro, senza collaudi, non si possono recuperare somme di danaro indebite.

Perché Cotral ha liquidato questa squadra d'ispezione nonostante ci siano migliaia di segnalazioni shock effettuate dalla stessa sugli impianti e mezzi Cotral? Dava troppo fastidio? Quante persone saranno rimosse ancora dai loro incarichi, pur facendo il proprio dovere?

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Salute & Sanità
Nicola Zingaretti: "Aumentano spazi dedicati ad assistenza"
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Redazione
 
Roma
- La Regione Lazio sblocca 30 milioni d’investimenti, fermi da anni, per potenziare gli spazi di didattica e ricerca della seconda facoltà di medicina della “Sapienza” e ampliare gli spazi assistenziali dell’ospedale S. Andrea. Dopo 8 anni di paralisi, il presidente Nicola Zingaretti  ha firmato con la “Sapienza” e l’Azienda  ospedaliera S. Andrea, un protocollo che permette di avviare e completare un percorso atteso da anni e di liberare le ingenti risorse – circa 12 milioni di euro - che derivano da uno stanziamento del Ministero delle Università (Miur) e di 17 milioni che derivano dal Ministero della Salute.
Con la firma di questo protocollo la Regione Lazio autorizza l’azienda universitaria S. Andrea a cedere alla ‘Sapienza’ per un importo stabilito dall’Agenzia del Demanio, un terreno adiacente all’ospedale dove l’Università realizzerà un edificio di oltre 6828 metri quadri per ospitarvi in modo adeguato tutte le attività di didattica e ricerca attualmente allocate in spazi inadeguati presso l’azienda ospedaliera. Il finanziamento disponibile per questo primo intervento è di 12 milioni. La realizzazione della palazzina produrrà dunque la disponibilità di grandi spazi all’interno del perimetro dell’ospedale attualmente occupati per le lezioni, e contestualmente la demolizione delle aule magne. Le superfici così ricavate saranno utilizzate per un ampliamento degli spazi ospedalieri dedicati all’assistenza. Questa fase del progetto di potenziamento complessivo del S. Andrea può contare su un fondo di 17 milioni di euro. L’operazione comporterà un risparmio sugli affitti passivi di circa 500mila euro.
“La firma di questa intesa è di estrema importanza – spiega il presidente Zingaretti -  perché porta importanti elementi di cambiamento e positività: sblocca risorse e permette di creare lavoro; produce un risparmio sugli affitti passivi; risponde alle esigenze degli studenti di avere spazi adeguati per lezioni e ricerca; crea più spazi per l’assistenza ai pazienti. Difficile capire ed accettare il motivo per cui tutte queste risorse e un progetto di tale portata siano rimasti bloccati per otto lunghissimi anni. Ora, però, anche in questo caos abbiamo voltato pagina”.
 

L'inchiesta
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Cotral è al capolinea come anche questa serie di inchieste in solitario che abbiamo portato avanti tra minacce di querele e stranezze. Il nostro obiettivo è quello di fare cronaca e critica senza padroni che ci dicano cosa scrivere e quando tacere. Informiamo perché è un dovere diritto sancito dalla Costituzione e i lettori non possono essere presi per i fondelli. Auspichiamo che il governatore del Lazio Nicola Zingaretti colga questo bisogno e che reintegri anche i tre dirigenti licenziati su due piedi perché andava fatto, perché così volevano, come si evince dalle intercettazioni ambientali tra Surace e Cherubini. Auspichiamo che il nuovo Cda, quindi compreso il nuovo AD, non scaturisca dalle pressioni delle correnti del PD o dalle pressioni dei gruppi di potere di sempre, figli di altre epoche, che magari già hanno esercitato in ATAC o FS , legati a stagioni sotto il vaglio della magistratura. Aria nuova: Professionisti con i titoli, giovani nuovi, anche donne che finora hanno scarseggiato, che avviino una nuova stagione. Un appello a Nicola Zingaretti: Cercare di abbattere questo obsoleto sistema, il pericolo è venirne assorbiti e perdere la fiducia degli elettori.
Lavoro & Sindacati
Sandro Bernardini nuovo Segretario Generale
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Redazione

Roma - Il Congresso della Uil Fpl di Roma e Lazio, 135 delegati in rappresentanza dei migliaia di iscritti, ha eletto Sandro Bernardini nuovo Segretario Generale, e una nuova segreteria composta da Massimo Mattei, Paolo Dominici, Nicoletta Calcagni, Francesco Croce, Domenico Frezza, Roberto Puma ed il Tesoriere Angelo Angretti. Bernardini, originario di Tivoli, 56 anni sposato con due figli, proveniente dal comparto Sanità, prende ora la guida della federazione regionale più importante d’Italia, e lancia subito la sfida “Ripartire dal lavoro per costruire il futuro”: tutela dei lavoratori e miglioramento dei servizi, questi alcuni temi messi al centro del programma della Uil Fpl di Roma e Lazio. “Giungiamo a questo appuntamento dopo aver svolto numerose assemblee con i nostri iscritti nei luoghi di lavoro e quattro congressi Provinciali. Assemblee e Congressi nel corso dei quali abbiamo analizzato e dibattuto le condizioni del contesto sociale ed economico, i temi del lavoro, le vicende contrattuali, il nostro modo di stare in campo, le nostre ragioni, le speranze che ci animano, la fiducia nel futuro con la consapevolezza che noi ci siamo e continueremo ad esservi”, ha detto il neoeletto segretario.

Ed ancora: “ I temi caldi all’ordine del giorno della Sanità del Lazio sono tanti, noti ed impegnativi: dalla situazione del sovraffollamento di tutti i Pronto Soccorso degli ospedali della Regione, ad un Piano Operativo 2013-2015 che lascia a dir poco perplessi, a partire dall’accorpamento dell’Asl Roma A con l’Asl Roma E e la riduzione dell’Ospedale San Filippo Neri a mero presidio Ospedaliero, all’ulteriore riconversione dell’Ospedale Nuovo Regina Margherita o l’accorpamento dei tre grandi Ircss Spallanzani ed IFO sino alle riconversioni degli Ospedali di Bracciano, Monterotondo e Subiaco che di fatto penalizza ulteriormente l’Asl Roma F e Asl Roma G.

Nella Sanità Privata i lavoratori impiegati in queste strutture ospedaliere fanno fatica ad arrivare alla fine del mese, perdendo in questi anni circa il 7,5% del potere di acquisto dei salari. Nel Terzo Settore in questi anni abbiamo assistito ad un peggioramento della situazione caratterizzata da bandi di gara al massimo ribasso (del solo costo lavoro) che di fatto hanno peggiorato la situazione economica dei lavoratori, o nei ritardi nei pagamenti della Pubblica Amministrazione che a distanza di mesi mette le cooperative nella condizione di non poter più erogare gli stipendi. Nelle Autonomie Locali sino ad oggi si è poco discusso del destino dei circa 2800 dipendenti della Provincia di Roma che dovranno ricollocarsi nella costituenda città metropolitana di Roma Capitale e negli altri capoluoghi della Regione o Comuni, alla nota questione degli salari accessori dei Dipendenti Capitolini, sino ai destini ancora incerti dei Corpi della Polizia Provinciale.
“Il nostro sforzo – conclude Bernardini - sarà concentrato sul posto di lavoro. Sarà una federazione snella e più veloce nell’organizzazione e nella capacità comunicativa. Ma soprattutto più vicina ai lavoratori”.

A concludere il Congresso il Segretario Generale della Uil Fpl Giovanni Torluccio, riportiamo alcuni stralci del suo intervento: “I Segretari Generali di Categoria della Uil, compreso il sottoscritto, hanno deciso di inviare una lettera al Presidente della Repubblica nella quale è stato espresso il proprio dissenso su alcuni contenuti del Decreto relativo alla P.A. Reagiremo con fermezza contro chiunque cercherà di affossare il Pubblico Impiego. La P.A. in alcune situazioni può commettere errori, ma definirla un costo del paese ci fa porre alcune domande: quanto vale il fatto che ci sia una università capace di formare i giovani, quanto vale salvare vite umane grazie ad una sanità efficiente e cosi via? La smettessero di demolire i lavoratori pubblici.

Non stanno facendo una riforma della PA, la stanno smantellando, ed un esempio su tutti è la chiusura delle Camere di Commercio che, a nostro avviso, è una assurdità, dal momento che rappresentano una delle poche strutture sane, senza deficit.
Questione contratti. Siamo l’unico settore nel quale il datore di lavoro decide se fare i contratti, come, quanto e quando farli, con ripercussioni ovviamente anche in quelli privati. La Uil Fpl dice basta, per questo lunedì quando ci incontreremo con Cgil e Cisl – conclude Torluccio -  proporrò di mettere in piedi una iniziativa che dovrà rendere conto al mondo che non siamo più disponibili a subire, come è avvenuto sino ad oggi per i contratti bloccati per troppi anni, di fatto abbiamo riconsegnato allo Stato circa 28 miliardi di euro (pari a 5 anni di contratto bloccato).
 

Cultura & Amministrazione
Non solo riduzione della spesa ma anche molti interventi sociali
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Redazione

Castelli Romani (RM) - Il Consigliere Regionale Simone Lupi (Pd), Vice Presidente della Commissione Bilancio e membro della Commissione Ambiente, esprime “grande soddisfazione per l’inserimento nel collegato alla finanziaria regionale, vera e propria seconda spending review realizzata dalla Giunta Zingaretti, del suo emendamento per riconoscere il valore culturale del consorzio del Sistema Bibliotecario dei Castelli Romani e per il suo sostegno nel triennio, garantendo così un nuovo impulso alla sua attività per rafforzare l’impegno nello sviluppo economico e culturale dei Castelli”.

“Con il parere favorevole espresso ieri sera dalla Commissione Bilancio – si cui Lupi è Vice Presidente – abbiamo inviato al voto dell’aula consiliare un atto importantissimo, con cui continuiamo l’azione di riduzione degli sprechi e maggiore efficienza nell’Amministrazione Regionale – spiega Lupi - come ben dimostrato dai provvedimenti sulla riduzione dei Revisori dei Conti per Asl ed altri enti regionali, oppure le norme più stringenti sulle nomine nelle ASL o la soppressione dell’ABECOL, ormai un inutile doppione”.

“Con questa legge non abbiamo solo migliorato la spesa pubblica regionale, ma anche inserito importanti interventi sociali come l’innalzamento della fascia di reddito esclusa dall’aumento dell’addizionale IRPEF, oppure gli oltre 30 milioni di euro destinati ai comuni per il riequilibrio territoriale del Lazio – sottolinea Lupi, unico consigliere democratico espressione dei Castelli Romani – ed in questo quadro di sviluppo siamo riusciti ad ottenere un riconoscimento formale dell’importante azione di valorizzazione e tutela del patrimonio culturale dei Castelli Romani svolta dal Consorzio SBCR, per cui destineremo dei fondi ad hoc, continuando a sostenere questa importante leva di sviluppo economico per i nostri comuni.”  

Trasporto Pubblico
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Adesso quello che auspichiamo è che venga eletto un Cda scevro dalla politica accentratrice, delle persone giovani e in gamba, meritevoli e soprattutto "vergini" che possano veramente rivoluzionare il trasporto pubblico del Lazio su gomma.

 

di Chiara Rai

Regione Lazio (Cotral) - Fra circa una settimana l'intero Cda Cotral sarà sostituito. Diciamo che si chiude un capitolo con non poche polemiche e non pochi avvenimenti. L'effetto Polverini, oltre che sulla sanità, ha dato i suoi frutti anche nel trasporto pubblico, finito dal 2012, un giorni sì e l'altro pure sulle cronache dei giornali a causa di un servizio ridotto ai mini storici. Non si è attuata quella rivoluzione tanto annunciata dall'Ad Vincenzo Surace, dal presidente Domenico De Vincenzi, reduce tra l'altro di una sconfitta alle ultime amministrative di Guidonia in provincia di Roma per cui si era candidato sindaco e dai consiglieri Paolo Toppi e Giovanni Libanori, quest'ultimo anche presidente della controllata Cotral STL.

Molte manutenzioni dei mezzi sono state affidate senza gara d'appalto, l'impresa di pulizia La Cometa, strapagata, per quanto si lamentano i pendolari non ha fatto brillare i mezzi nonostante l'appalto milionario rinnovato. Adesso il passo di mandare a casa questi signori è veramente breve, a meno che non ci sia ancora qualche colpo di scena che li prolunghi fino alle soglie del Natale.

Nonostante sia stato rilevato sulla manutenzione esterna che come su 22.531 fatture registrate ben 9.381 fatture presentavano importi ricorrenti, parliamo di quasi il 50 percento di fatture con stessi importi. Tutto quello che dovevamo dire lo abbiamo ampiamente detto e denunciato.

Adesso quello che auspichiamo è che venga eletto un Cda scevro dalla politica accentratrice, delle persone giovani e in gamba, meritevoli e soprattutto "vergini" che possano veramente rivoluzionare il trasporto pubblico del Lazio su gomma.

E' il momento di dire basta di vedere poltrone assegnate dalla politica, come può essere stato l'incarico affidato a Giovanni Libanori in quota Udc quando Luciano Ciocchetti era vicepresidente della Regione Lazio, se si vogliono cambiare veramente le cose e guardare ad un futuro più trasparente.

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Lavoro & Sindacati
Marcello Meroi: “Situazione devastante, è necessario intervenire ad ogni livello per salvaguardare posti di lavoro e prestazioni assistenziali”
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Redazione

Regione Lazio - Lo scorso 27 maggio le sigle sindacali Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl di Roma e del Lazio hanno ricevuto la comunicazione da parte del Gruppo San Raffaele SpA, dell’avvio delle procedure di licenziamento collettivo di 262 lavoratrici e lavoratori ai sensi della L. 223/91.
I licenziamenti vengono motivati da parte del Gruppo con il mancato riconoscimento di alcune attività nelle strutture di Cassino (30 PL medicina), Montecompatri (60 PL Psichiatria), IRCCS Pisana (Riabilitazione ex art. 26 in regime semiresidenziale e ambulatoriale), Villa Buon Respiro – Viterbo (mancata autorizzazione e accreditamento 95 posti residenziali, 35 semiresidenziali, 100 trattamenti ambulatoriali).

I sindacati hanno quindi avviato in data 10 giugno l’esame congiunto previsto dall’art. 4 comma 3 delle legge 223/91 richiedendo di acquisire altra documentazione relativa al personale eventualmente inquadrato con rapporti di lavoro atipici come le prestazioni libero professionali, tempi determinati, ecc.. I sindacati aldilà del merito delle motivazioni sostenute dal Gruppo San Raffaele, hanno rilevato come tutte le prestazioni attualmente non riconosciute derivano dalla riconversione attuata dal Gruppo in applicazione del DCA 62/2011, decreto attualmente vigente che non può essere in parte attuato ed in parte disatteso, a meno che non intervengano atti formali a chiarimento. E’ stato quindi richiesto un urgente incontro congiunto al fine di scongiurare gravi conseguenze assistenziali e occupazionali nei diversi territori sopra richiamati”.

“Situazione devastante, è necessario intervenire ad ogni livello per salvaguardare posti di lavoro e prestazioni assistenziali” – Dichiara il presidente della Provincia di Viterbo Marcello Meroi riguardo i licenziamenti a Villa Buon Respiro - Con profondo sconcerto sono venuto a conoscenza della lettera inviata dalle rappresentanze sindacali dei lavoratori del gruppo San Raffaele ai prefetti di Roma, Viterbo e Frosinone, al presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, - prosegue Meroi - al presidente e all’amministratore delegato del gruppo San Raffaele in merito al paventato licenziamento di 262 lavoratori e lavoratrici impiegate nella varie strutture del Lazio. Una notizia che francamente mi lascia esterrefatto, soprattutto perché non molte settimane fa dalla Regione erano giunte notizie rassicuranti in merito al riconoscimento e accreditamento di tutti i servizi erogati dalle strutture del gruppo”. Il presidente Meroi preoccupato per il futuro della casa di cura Villa Buon Respiro interessata dai tagli ha altresì dichiarato: “L’attuazione dei licenziamenti collettivi annunciati produrrebbe effetti devastanti dal punto di vista occupazionale e socio sanitario, aumentando drasticamente il numero dei disoccupati nella Tuscia e nel Lazio e penalizzando inevitabilmente la qualità dell’assistenza e dei servizi assicurati fino ad oggi con straordinaria professionalità su un’ampia fascia d’utenza e su soggetti affetti da particolari patologie. Non posso quindi che raccogliere il grido d’allarme dei sindacati e chiedere al prefetto di Viterbo Antonella Scolamiero, che fino ad oggi ha sempre dimostrato un’attenzione ed una sensibilità straordinarie sui problemi occupazionali della Tuscia, di attivarsi come richiesto dalle organizzazioni presso la Regione, affinché con il buon senso, il dialogo e la collaborazione istituzionale si possano appianare le divergenze e scongiurare i licenziamenti. Un invito che ovviamente non posso non rivolgere anche al presidente Zingaretti, che conosco essere persona seria e concreta, con l’auspicio che pur in un contesto finanziario difficile per tutti, possa in qualche maniera venire incontro alle esigenze e alle necessità evidenziate, tutelando i livelli occupazionali. La Tuscia e il Lazio non possono permettersi né la perdita di altri posti di lavoro, né tanto meno la riduzione o la sospensione di servizi sanitari essenziali al territorio. Per quanto riguarda la Provincia di Viterbo – conclude Meroi – torno a ribadire la disponibilità a collaborare nelle forme e nei modi che potranno rivelarsi utili a trovare le migliori soluzioni”.
 

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