L. P.
Castel Gandolfo (RM) - Alle ore 11.45 di questa mattina, il Santo Padre Francesco ha lasciato la Domus Sanctae Marthae e si è recato all’eliporto vaticano da dove è partito poco dopo mezzogiorno per recarsi in visita al Papa emerito Benedetto XVI a Castel Gandolfo. Dopo un volo di 20 minuti, il Santo Padre Francesco è atterrato nell’eliporto delle Ville pontificie di Castel Gandolfo, accolto dal Papa emerito Benedetto XVI. Erano presenti S.E. Mons. Marcello Semeraro, Vescovo di Albano, e il Dott. Saverio Petrillo, Direttore delle Ville pontificie. Il Santo Padre Francesco e Benedetto XVI si sono trasferiti insieme in auto al Palazzo Apostolico per l’incontro privato in Biblioteca e, di seguito, il pranzo. Nel pomeriggio, dopo il pranzo, Papa Francesco raggiunge in auto l’eliporto delle Ville pontificie di Castel Gandolfo e fa rientro in Vaticano.
LEGGI ANCHE:
13/03/2013 ELETTO IL "PAPA NERO"
28/02/2013 CASTEL GANDOLFO, ARRIVA BENEDETTO XVI
Luca Pagni
Roma - In questi giorni di meraviglia per le dimissioni di un Papa e per l'elezione di un Papa Gesuita che sceglie di chiamarsi come il Patrono d'Italia, non sono mancati i rimandi a premonizioni e profezie, più o meno azzeccate. Nella ricerca delle coincidenze, ci piace segnalare due pubblicazioni che nel 1978 e nel 2012 pare abbiano previsto tutto quanto...
Nel marzo del 1978 "Le antologie" Urania, vendute in edicola dalla Mondadori, proponevano un racconto breve di James Herbie Brennan intitolato "Il dilemma di Benedetto XVI" prevedendo il nome di un Papa che ancora non c'era.
Nel racconto Papa Benedetto XVI, dopo aver avuto una visione mistica che gli imponeva di attaccare e detronizzare il feroce dittatore Victor Ling, ha degli scrupoli di coscienza circa la propria salute mentale
che si fa analizzare da uno dei più grandi e rinomati psichiatri dell’epoca, per evitare l’invasione di Anderstraad, qualora fosse stato ritenuto matto.
Nel 1978 ci furono ben tre papi: Paolo VI, Giovanni Paolo I e Giovanni Paolo II
Quello che allora era classificato come racconto di fantascienza classica è oggi, in parte, una realtà. Cosa avrà ispirato Nanni Moretti per il film Habemus Papam del 2011, dove narra di un Papa che non ritenendosi idoneo all'incarico, si fà analizzare da un psichiatra, giungendo poi a presentare le proprie dimissioni, con l'argomento della forza, proprio come Benedetto XVI.
“Il curatore segreto del vaticano” è il titolo del romanzo di Umberto Vitiello pubblicato il 31 dicembre 2012 per i tipi della Lupo Editore. Il libro narra l'elezione a Papa di un convinto “giovanneo” sudamericano, che si dà il nome di Francesco, che riconduce la Chiesa di Roma alle sue origini, per attuare la riconciliazione dei cristiani del mondo intero in un’unica Chiesa, degna per la sua rinnovata natura di accogliere Cristo... grazie ad una semplificazione teologica che la rende universalmente accetta.
Lo scrittore osserva criticamente le tante contraddizioni presenti e passate, di una Chiesa Cattolica proiettata nel futuro che è alla sua svolta storica più significativa e radicale.
Non mancano un groviglio di intrighi e connivenze stroncato a fatica dall’ULTIMO PAPA e dai pochi che credono con lui di riuscire a riportarla ai genuini valori evangelici dei primi secoli.
Grande è infatti l’avversione della maggior parte dei curiali che, difensori della tradizione e dei propri privilegi,non disdegnano di ricorrere a raggiri e complotti pur di evitare che, con l’ecumenismo realizzato, la Chiesa Cattolica rinunci alla propria ricchezza e al plurisecolare patrimonio teologico che la rende del tutto diversa dalle altre comunità cristiane.
Sembra di tornare all'epoca di San Francesco d'Assisi, con la Sua Regola e con la Sua esortazione alla Curia di tornare ad essere povera tra i poveri, ed a vedere il Cristo negli ultimi degli ultimi, senza sfarzi e senza orpelli, dimostrando amore verso tutto il creato.
Cosa farà dello IOR il Santo Padre Francesco ? Nel suo romanzo “Il curatore segreto del vaticano” lo scrittore Umberto Vitiello narra anche delle dimissioni di un Papa e di un Concilio Vaticano III
che sarà l'ultimo concilio della Chiesa Cattolica ed il primo della Chiesa di Cristo, di tutti i cristiani del mondo.
Tutto questo seguendo nella narrazione i canoni del dissenso intellettuale, con un metodo che consente, senza incorrere in accuse di eterodossia, una visione critica del reale stato in cui versa la comunità dei cristiani detti cattolici.
In copertina si vede un Papa con le scarpette rosse... Nell'ultima pagina del libro invece, l'autore scrive che “La verità è nell’auspicio di una Chiesa e di un Mondo migliori”.
Fonte foto: Luca Pagni
LEGGI ANCHE:
Redazione
Roma - Venerdì 22, alle 19.30, l’architetto spagnolo sarà intervistato dalla giornalista Rai Barbara Carfagna. L’appuntamento rientra nel calendario dei “Frammenti di Bellezza”, la sezione Incontri della seconda stagione di “Una porta verso l’Infinito. L’uomo e l’Assoluto nell’arte”, progetto culturale ideato e curato dall’Ufficio comunicazioni sociali del Vicariato in collaborazione con il Pontificio Consiglio della Cultura
Sarà Santiago Calatrava il prossimo protagonista di “Frammenti di Bellezza”, la sezione Incontri di “Una porta verso l’Infinito. L’uomo e l’Assoluto nell’arte”, progetto ideato e curato dall’Ufficio comunicazioni sociali del Vicariato di Roma in collaborazione con il Pontificio Consiglio della Cultura. L’architetto spagnolo verrà intervistato dalla giornalista Rai Barbara Carfagna venerdì 22 marzo, alle 19.30, nella basilica di Santa Maria in Montesanto - Chiesa degli Artisti a piazza del Popolo. Durante l’incontro il celebre architetto realizzerà dal vivo dei disegni in acquerello.
Nato nel 1951 a Beninamet, vicino Valencia, Santiago Calatrava è consultore del Pontificio Consiglio della Cultura per volontà di Benedetto XVI. Vincitore di numerosi concorsi in Europa e in America, ha realizzato la maggior parte delle sue opere in Svizzera, Germania, Francia, Canada. Ma anche l’Italia ha beneficiato del suo genio visionario e raffinato con il nuovo asse di Reggio Emilia e il quarto ponte sul Canal Grande di Venezia.
«La vocazione all’interdisciplinarietà di Calatrava - spiega il direttore artistico di “Una porta verso l’Infinito”, Francesco d’Alfonso - nasce dalla sua grande passione per la scultura, la pittura e il disegno, poi perfezionata nello studio approfondito dell’architettura di tutte le epoche». E aggiunge: «Le sue sculture hanno forme e nomi che evocano il concetto di flusso, di movimento, partendo dalla vita umana e animale. Basti pensare a creazioni fantascientifiche come la Saint Exupéry Railway Station di Lione o il Turning Torse di Malme. Inoltre la sua creatività è resa geniale dal legame tra i materiali utilizzati, come l’acciaio, il vetro e il cemento, con le forme della natura: da qui le sue grandi ali in volo, le onde infrante, i rami che si flettono. Una particolarità: pur riconoscendo l’utilità della tecnologia, Calatrava ama spiegare i suoi progetti, i pensieri e le idee con l’acquerello».
Redazione
Di seguito il testo integrale del messaggio inviato questa mattina dal Cardinale Agostino Vallini, Vicario Generale del Santo Padre per la Diocesi di Roma: «Il nostro primo pensiero è di ringraziamento al Padre della misericordia che ha illuminato i Cardinali elettori nella scelta del nuovo Successore di Pietro. La Chiesa di Roma è lieta di aver ricevuto il suo Vescovo, che la guiderà nelle vie del Vangelo per gli anni a venire».
Carissimi fratelli e sorelle della Chiesa di Roma! Sapete tutti che mercoledì 13 marzo la nostra Chiesa di Roma e l’intero mondo cattolico hanno ricevuto dal Signore un nuovo Pastore. Il suo nome è Francesco. Le campane delle basiliche e delle chiese hanno suonato a festa per esprimere la gioia dell’avvenuta elezione. Ancora una volta Dio ha visitato il suo popolo!
Il nostro primo pensiero è di ringraziamento al Padre della misericordia che ha illuminato i Cardinali elettori nella scelta del nuovo Successore di Pietro. La Chiesa di Roma è lieta di aver ricevuto il suo Vescovo, che la guiderà nelle vie del Vangelo per gli anni a venire.
Al Papa Francesco, all’atto dell’obbedienza dopo l’elezione nella Cappella Sistina, ho promesso fedeltà e affetto anche a nome di tutti voi: vescovi ausiliari, sacerdoti, diaconi, consacrati e laici. Gli ho assicurato che la Chiesa di Roma sarà a lui vicina, non gli farà mancare il calore filiale, accoglierà con fede e docilità la sua guida e lo sosterrà nel portare il formidabile peso che il Signore gli ha messo sulle spalle.
In queste ultime settimane molti avvenimenti ci hanno fatto percepire la vitalità della Chiesa. L’inaspettata rinuncia al pontificato di Benedetto XVI, che in un primo momento ci ha sorpreso tutti e addolorato, pian piano è diventata una forte esperienza di purificazione della fede ed un incoraggiamento ad amare di più Cristo e la Chiesa. Il Signore visitava il suo popolo con la luce di un’esemplare testimonianza!
Altrettanta vitalità e passione per il Vangelo ho potuto registrare nei giorni del Conclave. Il Collegio cardinalizio, in un clima cordiale e franco, di intensa comunione, senza nascondere limiti ed errori, ha esaminato la vita della Chiesa nei vari continenti e le sfide che l’attendono in questo complesso passaggio della storia. Ho apprezzato la fede indomita di tanti pastori, il coraggio nelle prove per Cristo, l’ansia per l’annuncio del Vangelo, la premura verso i sacerdoti e i fedeli, la fermezza nel condannare i peccati, i comportamenti indegni e le controtestimonianze, l’amore ai giovani, ai poveri, agli ultimi della terra. La Chiesa è viva e risplende per la santità di tanti sacerdoti, consacrati, laici, testimoni della fede fino al martirio!
La preghiera poi si è levata da Roma e da tutto il mondo per accompagnare il delicato compito di scegliere il successore di Benedetto XVI. Lo Spirito Santo si è manifestato in maniera sorprendente. Il nuovo Papa è un testimone gioioso del Signore Gesù, annunciatore instancabile, forte e mite del Vangelo per infondere fiducia e speranza. Egli continuerà a guidare la Chiesa, la sposa bella del Signore risorto, purificandola dalle macchie che talvolta ne oscurano lo splendore del volto; farà sentire la sua vicinanza a tutti gli uomini, perché la Chiesa sia la casa di tutti e nessuno senta l’imbarazzo di non starci bene: i poveri e gli ultimi si sentiranno capiti e amati. Il nome del Poverello d’Assisi è un forte messaggio e annuncia lo stile e l’impronta del nuovo pontificato.
Roma, che ha sempre amato il Papa, sarà la prima a seguire il suo Vescovo e a rispondere alla missione di far risplendere la fede e la carità, in maniera esemplare e con gioiosa vitalità.
In attesa di poterlo incontrare al più presto, lo accompagniamo con la costante preghiera e chiediamo per la nostra comunità diocesana la Sua benedizione apostolica.
LEGGI ANCHE:
13/03/2013 ELETTO IL "PAPA NERO"
28/02/2013 CASTEL GANDOLFO, ARRIVA BENEDETTO XVI
Angelo Parca
Stato Vaticano - “Il Papa e il popolo”. Francesco primo, il nuovo Santo Padre che si è affacciato dal balcone ha già conquistato il mondo. Ha pregato per Benedetto XVI, ha salutato tutti i suoi fedeli col sorriso sulla bocca. “Ci vediamo presto, domani vado a pregare la Madonna, buonanotte e buon riposo”.
Ha 76 anni ma la sua nomina prelude a un pontificato innovativo, giovane, rivoluzionario. Il suo sorriso e le sue parole ricordano Papa Wojtyla: “Sono venuti a prendermi da lontano, dalla fine del mondo”, addirittura da un altro continente. E ciò non è avvenuto a caso perché Jorge Mario Bergoglio farà senz’altro pulizia: “Questo cammino lo faremo insieme Vescovo e Popolo, vicino a voi”. Sarà davvero un Pontificato di grande apertura e lo si comprende dalle braccia del nuovo Papa, dalle sue parole semplici, gentili. Il Santo Padre è deciso ha intraprendere un cammino con il Popolo con la forza che ha invocato Benedetto XVI consapevole di dover passare il testimone per l’arduo compito. Forse, il nuovo Santo Padre, ascolterà gli appelli e farà qualcosa anche per la cittadina vaticana scomparsa Emanuela Orlandi.
Francesco Primo sarà Papa assieme ai Vescovi e Cardinali del mondo. Lui è il primo Papa sudamericano, lui è il primo Papa Gesuita, siamo di fronte a un cambiamento di rotta clamoroso. I Gesuiti sono i soldati del Papa, sono «religiosi», cioè persone consacrate con voti all’amore e al servizio di Dio, della Chiesa e degli uomini, i Gesuiti fanno di Gesù il centro e lo scopo della loro vita, vogliono essere «compagni di Gesù». Il modo di procedere dei Gesuiti produsse anche il rifiuto, l’aperta opposizione e l’inimicizia di coloro che, proprio a causa del lavoro dei gesuiti per produrre una società più giusta, videro in pericolo il loro potere e i loro interessi personali.
Guarda caso il proposito generale o superiore dei Gesuiti è detto anche “Papa nero”. I Gesuiti fanno un quarto voto speciale di obbedienza al Papa una volta eletto il nuovo proposito generale o superiore, dopo il suono della campana nella Curia generalizia di Borgo Santo Spirito in Roma, il Papa viene immediatamente informato. I Gesuiti sono una chiesa all’interno della chiesa.
Si avvera la famosa profezia del Papa nero preso “dalla fine del mondo” che nelle rivelazioni di Nostradamus sarebbe l’ultimo prima dell’apocalisse. Ma oracoli a parte, l’auspicio è che il Gesuita argentino proclamato Papa oggi 13 marzo 2013 possa rivoluzionare il mondo cattolico.
Jorge Mario Bergoglio: Argentino, arcivescovo di Buenos Aires, con genitori italiani, ha 76 anni. Cardinale dal 2001. Ha studiato da chimico prima di entrare nella compagnia di Gesù (gesuiti) a 33 anni. Nominato cardinale da Wojtyla, ha chiesto ai suoi compagni di non seguirlo a Roma, ma di dare i soldi ai poveri. Ordinario per i fedeli di rito orientale residenti in Argentina e sprovvisti di Ordinario del proprio rito, è nato a Buenos Aires il 17 dicembre 1936. Ha studiato e si è diplomato come tecnico chimico, ma poi ha scelto il sacerdozio
LEGGI ANCHE:
28/02/2013 CASTEL GANDOLFO, ARRIVA BENEDETTO XVI
Emanuel Galea
Città del Vaticano - Fumata bianca, piazza San Pietro in tilt, fermento per conoscere il nuovo Papa. Il secondo giorno di Conclave si era aperto con la seconda fumata nera dopo il doppio turno di di votazioni del mattino. Il comignolo si è acceso alle 11.37, leggermente in anticipo a quanto previsto. Cardinali ancora divisi, dunque, nello scrutinio numero due e tre, dopo quello dall'esito prevedibile di ieri sera.
L’11 febbraio di quest’anno, Papa Benedetto XVI ha decretato la fine del suo mandato quale Sommo Pontefice, annunciando in forma ufficiale e solenne le sue dimissioni. Ha scosso la maggior parte di quelli che gli erano accanto, ha scosso il mondo ed ha sconvolto le migliaia e migliaia di cristiani cattolici Sono trascorsi appena 28 giorni, eppure sembra un evento di chissà di quanti giorni orsono.
Martedì, 12 marzo 2013, alle ore 17.35 si è finito di proclamare il giuramento “Universi Dominici Gregis', l’ultimo cardinale. La cerimonia ha avuto il suo inizio nella Cappella Paolina ed espletate le preghiere ed altro cerimoniale, la processione, attraverso la Sala Regia, si è diretta alla Cappella Sistina. Ciascun Cardinale ha quindi occupato il sedile di legno di ciliegio con il rispettivo nome, disposto secondo l'ordine di precedenza: vescovi, presbiteri e diaconi. Tutti insieme hanno intonato il "Veni Creator". Al termine del canto il Cardinale Re ha invitato tutti a pronunciare il seguente giuramento: "Noi tutti e singoli Cardinali elettori presenti in questa elezione del Sommo Pontefice promettiamo, ci obblighiamo e giuriamo ( e qui coralmente hanno recitato le prescrizioni contenute nella Costituzione apostolica del Sommo Pontefice Giovanni Paolo II, 'Universi Dominici Gregis', emanata il 22 febbraio 1996. Poi singolarmente, ognuno dei 115 cardinali ha proclamato il seguente giuramento : "Ed io N. Cardinale N. prometto, mi obbligo e giuro, e, ponendo la mano sopra il Vangelo, aggiungevano: Così Dio mi aiuti e questi Santi Evangeli che tocco con la mia mano".
Pochi istanti dopo, nella Cappella Sistina si sono introdotti le “altra gentes” come il segretario del Collegio Cardinalizio, il Maestro delle Celebrazioni Liturgiche Pontificie, i Cerimonieri Pontifici, l'Ecclesiastico scelto dal Cardinale che presiede il conclave perché lo assista nel proprio ufficio, i Religiosi e le Religiose addetti alla Sagrestia Pontificia, i Religiosi di varie lingue per le confessioni; i Medici e gli infermieri, gli addetti agli ascensori del Palazzo Apostolico,il personale addetto ai servizi della mensa e delle pulizie, gli addetti al trasporto degli Elettori dalla "Domus Sanctae Marthae" al Palazzo Apostolico; il Colonnello ed un Maggiore del Corpo della Guardia Svizzera Pontificia, addetti alla sorveglianza vicino alla Cappella Sistina ed in fine il Direttore dei Servizi di Sicurezza e Protezione Civile con alcuni suoi collaboratori. Tutti questo personale avevano preventivamente sottoscritto la formula del giuramento “Universi Dominici Gregis', separatamente poco prima di entrare in Sala Paolina.
A questo punto, Il Maestro delle Celebrazioni Liturgiche Pontificie, Monsignor Guido Marini ha pronunciato la formula tradizionale "Extra omnes" e coloro che non partecipavano al Conclave hanno lasciato la Cappella Sistina le cui porte sono state chiuse alle 17,35.
Nel chiuso della Cappella Sistina, da questo momento in poi il Collegio degli Elettori procederà alle votazioni.
Il Collegio elettivo consiste in 115 cardinali.
Sono assenti e pertanto non partecipano al Conclave il Cardinale Arcivescovo di Giacarta (Indonesia) Julius Riyadi Darmaatmadja, che ha rinunciato per ragioni di salute ed il Cardinale Keith Michael O'Brien, ex Arcivescovo di Edinburgh (Regno Unito), per ragioni personali I Cardinali del Collegio degli Elettori sono ospitati entro le mura della Città del Vaticano. Ognuno occupa una stanza nella Casa Santa Marta. Nessuno ha scelto la stanza, ma a ciascuno, dopo un sorteggio, ne è stata assegnata una, decorosa ma austera. La stanza più grande è rimasta vuota. Servirà al nuovo Papa, il 266 Vicario di Cristo sulla terra, che abiterà e lavorerà qui in attesa che l'appartamento pontificio sia pronto ad accoglierlo.
Davanti a Piazza San Pietro, di fronte alla facciata della Basilica, si trova la grande piattaforma dove sono installate le principali televisioni del mondo. I corrispondenti abitualmente accreditati lavorano già alla loro postazione nella Sala Stampa della Santa Sede, in Via della Conciliazione. A pochi metri, un altro edificio utilizzato dai media giunti per l'occasione, il Media Center che occupa l'ampio atrio dell'Aula Paolo VI. I giornalisti sono oltre 5.600.
LEGGI ANCHE:
28/02/2013 CASTEL GANDOLFO, ARRIVA BENEDETTO XVI
14/02/2013 PAPA RATZINGER E BERNADETTE: NEL 1879 LA VEGGENTE SCRISSE A PAPA LEONE XII 5 MESSAGGI DELLA MADONNA
Redazione
Città del Vaticano - Il Collegio Cardinalizio ha deciso nell'Ottava Congregazione Generale che si è tenuta questo pomeriggio che il Conclave per l'elezione del nuovo Pontefice avrà inizio martedì 12. Al mattino sarà celebrata nella Basilica di San Pietro la Santa Messa "Pro eligendo Romano Pontifice". Nel pomeriggio dello stesso giorno avrà inizio il Conclave. (Fonte VIS)
Redazione
Città del Vaticano - Il Papa lascia il pontificato dal prossimo28 febbraio. Lo ha annunciato personalmente, in latino, durante il concistoro per la canonizzazione dei martiri di Otranto.
''Un fulmine a ciel sereno''. Con queste parole il decano del collegio cardinalizio, cardinal Angelo Sodano ha commentato la decisione di Benedetto XVI di lasciare il pontificato.
Il Papa ha spiegato di sentire il peso dell'incarico di pontefice, di aver a lungo meditato su questa decisione e di averla presa per il bene della Chiesa.
"Dopo aver ripetutamente esaminato la mia coscienza davanti a Dio, sono pervenuto alla certezza che le mie forze, per l'età avanzata, non sono piu' adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino". "Carissimi Fratelli - ha detto il Papa ai cardinali che non si aspettavano un tale annuncio - vi ho convocati a questo Concistoro non solo per le tre canonizzazioni, ma anche per comunicarvi una decisione di grande importanza per la vita della Chiesa. Dopo aver ripetutamente esaminato la mia coscienza davanti a Dio, sono pervenuto alla certezza che le mie forze, per l'età avanzata, non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino". "Sono ben consapevole - ha aggiunto - che questo ministero, per la sua essenza spirituale, deve essere compiuto non solo con le opere e con le parole, ma non meno soffrendo e pregando. Tuttavia, nel mondo di oggi, soggetto a rapidi mutamenti e agitato da questioni di grande rilevanza per la vita della fede, per governare la barca di san Pietro e annunciare il Vangelo, è necessario anche il vigore sia del corpo, sia dell'animo, vigore che, negli ultimi mesi, in me è diminuito in modo tale da dover riconoscere la mia incapacita' di amministrare bene il ministero a me affidato".
Carissimi Fratelli - ha detto ancora Benedetto XVI - vi ringrazio di vero cuore per tutto l'amore e il lavoro con cui avete portato con me il peso del mio ministero, e chiedo perdono per tutti i miei difetti. Ora, affidiamo la Santa Chiesa alla cura del suo Sommo Pastore, Nostro Signore Gesu' Cristo, e imploriamo la sua santa Madre Maria, affinche' assista con la sua bonta' materna i Padri Cardinali nell'eleggere il nuovo Sommo Pontefice".
Il Papa ha indicato il 28 febbraio per il termine del pontificato e chiesto che si indichi un conclave per l'elezione del successore. La ''sede vacante'' dopo le dimissioni di Benedetto XVI scatta dalle ore 20.00 del 28 febbraio. Lo ha detto il Papa annunciando ai cardinali la decisione di dimettersi. Dovra' quindi essere convocato un conclave per l'elezione del nuovo Papa.
"Ben consapevole della gravità di questo atto, con piena libertà, dichiaro di rinunciare al ministero di Vescovo di Roma, Successore di San Pietro, a me affidato per mano dei Cardinali il 19 aprile 2005, in modo che, dal 28 febbraio 2013, alle ore 20,00, la sede di Roma, la sede di San Pietro, sarà vacante e dovra' essere convocato, da coloro a cui compete, il Conclave per l'elezione del nuovo Sommo Pontefice". E' questa la formula pronunciata dall'85enne Papa Benedetto XVI questa mattina, in lingua latina. Il Conclave potra' dunque tenersi nel mese di marzo. (Fonte: Rainews24)
Se un Papa si rende conto che non è più in grado ''fisicamente, psicologicamente e spiritualmente, di assolvere ai doveri del suo ufficio, allora ha il diritto e, in alcune circostanze, anche l'obbligo, di dimettersi''. Benedetto XVI parlò con chiarezza dell' ipotesi-dimissioni, nel caso di sopravvenuta inabilita' fisica o psichica, nel libro-intervista del 2010 ''Luce del mondo'' del giornalista tedesco Peter Seewald.
da fonti mediche dello staff trapela che il Papa soffre per dolori articolari e reumatici ma e' anche il peso del suo ruolo a incidere sul suo stato generale. Il Pontefice e' anche sofferente di fibrillazione atriale cronica ma, si e' appreso, rifiuta i farmaci anticoagulanti prescritti.

