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DISTANZIATORE
La visita
Ha incontrato i 60 ospiti della comunità terapeutica San Carlo, aperta nel 1979 ai Castelli Romani da don Mario Picchi
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Redazione

Castelli Romani (RM) - Papa Francesco oggi pomeriggio ha visitato a sorpresa i tossicodipendenti del Centro Italiano di Solidarietà don Mario Picchi. Dopo il duro monito contro il narcotraffico espresso più volte durante il recente viaggio in Messico, Bergoglio ha voluto testimoniare la sua vicinanza alle persone che stanno lottando contro la dipendenza dalle droghe incontrando i 60 ospiti della comunità terapeutica San Carlo, aperta nel 1979 ai Castelli Romani da don Mario Picchi, da sempre considerato il laboratorio del Ceis. «Siamo rimasti senza parole - ha affermato Roberto Mineo, presidente del Centro Italiano di Solidarietà - quando abbiamo visto l'auto con il Papa entrare nella struttura dove i nostri ragazzi combattono ogni giorno la loro battaglia per tornare alla vita. Francesco era senza scorta accompagnato soltanto da monsignor Rino Fisichella. Il Papa sembrava a casa sia con gli operatori e i volontari del Centro sia con i tossicodipendenti. Si è intrattenuto a lungo con ciascuno di loro come un padre premuroso ascoltando le loro storie e abbracciandoli a uno a uno. Alcuni ragazzi gli hanno mostrato le foto delle loro famiglie, dei loro figli e il Papa ha avuto per tutti una parola di speranza e una benedizione»

«Abbiamo confidato a Francesco - ha raccontato ancora Mineo - che la nostra filosofia, la filosofia che ci ha lasciato don Mario pone al centro l'uomo e che la nostra battaglia quotidiana coincide esattamente con quanto il Papa ha detto più volte che 'la droga non si vince con la drogà, cioè che non è ammissibile la liberalizzazione delle droghe leggere. Qualche settimana fa - ha aggiunto il presidente del Ceis - avevamo scritto una lettera a Bergoglio raccontandogli il nostro lavoro con i ragazzi tossicodipendenti, ma anche con i profughi e con le donne vittime della violenza. Mai avremmo immaginato che il Papa, dopo aver letto la nostra lettera, ci avrebbe onorato con la sua presenza». La visita ai tossicodipendenti del Centro Italiano di Solidarietà rientra nei gesti di carità dei «venerdì della misericordia» che Francesco compie, una volta al mese, durante tutto l'arco dell'Anno Santo. Il primo segno fu compiuto dal Papa il 18 dicembre 2015 con l'apertura della porta santa alla Caritas di Roma. In oltre 45 anni di attività il Ceis ha accolto diverse volte il beato Paolo VI e san Giovanni Paolo II. Fondato da don Mario Picchi alla fine degli anni Sessanta, il Centro si è sviluppato notevolmente nel corso del tempo con numerose strutture sia a Roma che nella sua provincia: dalla comunità terapeutica per i tossicodipendenti alla cura dei giovani in doppia diagnosi (tossicodipendenza e problemi psichiatrici); dall'assistenza domiciliare ai malati di Aids e agli anziani, alle iniziative in favore di senza fissa dimora, immigrati, rifugiati e richiedenti asilo politico, fino alla prossima apertura della più recente comunità La Casa per pazienti psichiatrici dimessi dagli ospedali.

Santa Sede
Sermoneta, Maenza, Sonnino e Roccagorga, hanno portato in Vaticano le proprie eccellenze storiche, religiose, culturali e tradizionali.
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Red. Cronaca
Città del Vaticano
- Un inaspettato sole ha accompagnato la sfilata del 6 gennaio in via della Conciliazione e Piazza San Pietro a Roma degli oltre mille figuranti provenienti da Sermoneta, Maenza, Sonnino e Roccagorga, che hanno portato in Vaticano le proprie eccellenze storiche, religiose, culturali e tradizionali.

Nell'ambito della manifestazione Viva la Befana, organizzata dall'associazione Europa Familia e che ha visto Maenza come Comune capofila, hanno sfilato i gonfaloni dei quattro Comuni ed i rispettivi Sindaci Claudio Damiano, Claudio Sperduti, Luciano De Angelis e Carla Amici. Con loro, anche i Re Magi sul dorso di cammello e quattro paggi che hanno portato i doni per Papa Francesco: una Madonna in ceramica per Sermoneta, ispirata alla Madonna della Vittoria che Sermoneta festeggia ogni seconda domenica di ottobre; una torcia per Sonnino, simbolo della manifestazione che si tiene nel paese a maggio; una stola papale in seta per Roccagorga e un dipinto della Madonna delle Ciliegie per Maenza, riproduzione di un affresco quattrocentesco maentino. Tutti i doni sono stati realizzati da artisti dei rispettivi Comuni.

In Piazza Pio XII la delegazione di Sindaci è stata accolta dalla Presidente del I Municipio di Roma Sabrina Alfonsi. Roma e migliaia di turisti e pellegrini hanno potuto ammirare le eccellenze dei Monti Lepini: dalla Rievocazione Storica della Battaglia di Lepanto di Sermoneta, con il corteo di figuranti in abiti cinquecenteschi, agli Sbandieratori Ducato Caetani di Sermoneta che si sono esibiti in via della Conciliazione; la sacra rappresentazione del venerdì santo di Maenza, con gli abiti del maestro Benito Trichei presente alla manifestazione, le bande musicali di Sermoneta, Maenza e Roccagorga, le Avis dei quattro Comuni con 60 donatori uniti simbolicamente da una lunga sciarpa rossa. E poi ancora i polentari di Sermoneta, che organizzeranno la Sagra della Polenta il 17 gennaio, l'associazione teatrale Dritto e Rovescio di Sermoneta, la corale dell'Associazione Nazionale Carabinieri di Sermoneta; l'associazione Brigante Gasbarrone di Sonnino, “Quelli di una volta” e la scuola di ricamo di Roccagorga, il gruppo etnico Karibu, il gruppo ippico dei Monti Lepini.

Ad aprire il corteo, la stella cometa della parrocchia di Sant'Erasmo di Roccagorga e le effigi dei Santi Erasmo ed Eleuterio portati a spalla dalle confraternite. Ad accompagnare i gruppi, anche le Protezioni Civili di Sermoneta, Roccagorga, Maenza e Sonnino. Nel corteo hanno sfilato anche i membri dell'Associazione Atleti Azzurri d'Italia con il campione olimpico di Pentathlon Moderno Daniele Masala e la fanfara dei Carabinieri a Cavallo, oltre a tre auto d'epoca con a bordo altrettante "befane".
Dopo l'arrivo dei figuranti in piazza San Pietro e la benedizione di Papa Francesco al termine dell'Angelus, i quattro Sindaci insieme ai Magi sono stati ricevuti all'interno del Palazzo Apostolico da Georg Gänswein, Prefetto della Casa Pontificia, che ha ritirato per conto del Papa i doni dei Comuni. Incontrando il Sindaco di Sermoneta Claudio Damiano, Mons. Gänswein ha detto di conoscere molto bene il paese e di esserci stato più volte, apprezzandone l'atmosfera e la cura.
 

Il caso
La filiera della produzione e commercio del singolare articolo, in un negozio vicino alla Basilica di San Pietro
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Redazione

Roma - Avevano pensato al souvenir perfetto per il pellegrino del Giubileo, una Benedizione apostolica personalizzata su pergamena pontificia con tanto di emblemi della Santa Sede e di fotografia di Papa Francesco benedicente: peccato che avessero 'dimenticato' di richiedere le necessarie autorizzazioni al Governatorato Pontificio. Sono stati i finanzieri del Comando Provinciale di Roma, in coordinamento con i colleghi della Gendarmeria vaticana, a stroncare sul nascere il business degli apocrifi e a sequestrare circa 3500 false pergamene, già effigiate con l'immagine del Santo Padre, recanti gli stemmi papali e dello Stato Vaticano contraffatti, e riportanti, in italiano, spagnolo, portoghese ed inglese, la dicitura "benedizione del pellegrino" e personalizzabili con qualsiasi nominativo fornito dall'acquirente.

Rapidamente ricostruita la filiera della produzione e commercio del singolare articolo, in un negozio vicino alla Basilica di San Pietro è stata individuata la stamperia abusiva delle Benedizioni Apostoliche offerte in frode agli inconsapevoli pellegrini. A questi ultimi, infatti, approfittando della somiglianza delle pergamene con quelle rilasciate dalla Santa Sede, veniva fatto compilare e sottoscrivere un modulo per la "richiesta di benedizione apostolica", correttamente indirizzato, ma mai recapitatogli, "A S.E. Rev.ma Mons. Elemosiniere di Sua Santità presso la Città del Vaticano", unica Autorità ufficialmente autorizzata ad emettere gli auspici papali. La perquisizione, effettuata dalle Fiamme gialle del I Gruppo Roma - impegnate nell'attuazione del piano d'azione "Jubilaeum", dedicato a contrastare tutte le forme di abusivismo e frode a danno dei pellegrini - ha permesso di rinvenire migliaia di moduli di richiesta e un consistente stock di false pergamene pronte per l'uso. Il negoziante stampatore, privo delle necessarie autorizzazioni della Santa Sede, è stato denunciato per produzione e commercio di oggetti contraffatti. Il valore delle pergamene sequestrate supera i 70mila euro ma e' in corso il calcolo delle somme gia' incassate con le vendite dei primi giorni.

La parola di Bergoglio
Egli ci fa regnare con Lui, perché, come dice il Libro dell'Apocalisse, 'ha fatto di noi un Regno, sacerdoti per il suo Dio e Padre'
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Redazione

Roma - "Di fronte alle tante lacerazioni nel mondo e alle troppe ferite nella carne degli uomini, chiediamo alla Vergine Maria di sostenerci nel nostro impegno di imitare Gesù, nostro Re, rendendo presente il suo Regno con gesti di tenerezza, di comprensione e di misericordia". Papa Francesco ha pregato cosi' all'Angelus, dopo aver espresso in mattinata i suoi sentimenti dopo l'attentato in Mali, dicendosi "costernato per questa violenza cieca" in un messaggio indirizzato all'arcivescovo di Bamako, monsignor Jean Zerbo, condannando "fermamente" il nuovo attacco e implorando da Dio "la conversione dei cuori e il dono della pace".
Nel breve discorso che ha preceduto la preghiera mariana, il Papa ha ricordato "la solennità di Cristo Re" commentando il Vangelo di oggi che, ha detto, "ci fa contemplare Gesù mentre si presenta a Pilato come Re di un Regno che non è di questo mondo", il che, ha precisato, "non significa che Cristo sia Re di un altro mondo, ma che in un altro modo è Re in questo mondo. Si tratta di una contrapposizione tra due logiche: quella mondana poggia sull'ambizione e sulla competizione, combatte con le armi della paura, del ricatto e della manipolazione delle coscienze" mentre "la logica del Vangelo, quella di Gesu', invece si esprime nell'umilta' e nella gratuita', si afferma silenziosamente ma efficacemente con la forza della verità. I regni di questo mondo a volte si reggono su prepotenze, rivalita', oppressioni; il Regno di Cristo e' un Regno di giustizia, di amore e di pace" . "Cristo - ha assicurato Bergoglio - e' un Re che non ci domina, non ci tratta come sudditi, ma ci eleva alla sua stessa dignita'. Egli ci fa regnare con Lui, perche', come dice il Libro dell'Apocalisse, 'ha fatto di noi un Regno, sacerdoti per il suo Dio e Padre'. Ma - ha poi concluso - regnare come Lui significa servire Dio e i fratelli; un servizio che scaturisce dall'amore. Servire per amore e' regnare: questa e' la regalita' di Gesu'"

Il caso
"Bisogna mettere un pò di ordine nella cassa", a dirlo è Bergoglio. Pm, per 40 anni Ior ha agito senza autorizzazioni
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Redazione

Roma - Il coraggio di fare pulizia di dire le cose come stanno non è da tutti ma Papa Francesco, quell'audacia ce l'ha. "La cassa non è in ordine, bisogna mettere un po' di ordine nella cassa". La denuncia di papa Francesco è contenuta nel libro di Gianluigi Nuzzi, 'Via Crucis' e proviene dalla diretta voce del pontefice che qualcuno ha registrato nella ormai famosa riunione del 3 luglio 2013. "Tutti siamo buoni - aggiunge il Papa quando annuncia la costituzione della Commissione che dovrà far luce sui "costi fuori controllo - ma anche il Signore ci chiede un' amministrazione responsabile per il bene della Chiesa".

Indagato Nattino, rogatorie Svizzera e Italia Il promotore di giustizia vaticano, in seguito a un rapporto dell'Autorità di informazione finanziaria, ha indagato Gianpietro Nattino per operazioni di compravendita titoli e transazioni, e per questo ha chiesto la collaborazione a Italia e Svizzera, tramite rogatorie. Non ci sono altri indagati. Il nome di Nattino era emerso in un rapporto di "investigatori del Vaticano", pubblicato in esclusiva dal sito di Reuters, relativo ad "eventuale riciclaggio di denaro, insider trading e manipolazione del mercato" in cui sarebbe stata utilizzata l'Apsa, l'Amministrazione del patrimonio della Sede Apostolica che gestisce finanze ed immobili d'Oltretevere. Il rapporto, di 33 pagine, sospetta che l'Apsa sia stata utilizzata da persone estranee al Vaticano, con eventuale complicità di personale Apsa, in violazione dei propri regolamenti. In particolare, gli investigatori finanziari vaticani hanno evidenziato un "portfolio" che sarebbe stato relativo a Gianpietro Nattino, presidente di Banca Finnat Euramerica SpA, il cui contenuto "oltre 2 milioni di euro" sarebbe stato trasferito in Svizzera poco prima che in Vaticano fossero introdotte le nuove leggi contro il riciclaggio. Nattino si difende: "Ribadisco di aver sempre operato nel pieno rispetto delle normative in vigore, con la massima trasparenza e correttezza. Sono ovviamente a disposizione delle Autorità competenti per fornire ogni chiarimento".

Padre Lombardi ha voluto sottolineare che il Papa non è sconfortato dal'inchiesta giudiziaria che ha portato all'arresto di mons. Balda e di Francesca Chaouqui. 'Il Vaticano - ha aggiunto - non prende decisioni sulla base dei libri di Nuzzi e Fittipaldi. Il Vaticano conosce già molto bene la realtà e sa cosa deve fare"


Per 40 anni, cioè fino al 2011, lo Ior, banca vaticana, ha operato in Italia senza essere autorizzata. Lo ha accertato la procura di Roma che si appresta a notificare avvisi di chiusura indagine all'ex direttore generale Paolo Cipriani ed al suo vice Massimo Tulli. Entrambi rischiano ora di finire sotto processo. Abusiva attività di raccolta del risparmio, abusiva attività bancaria e abusiva attività finanziaria le violazioni contestate agli indagati dal pm Stefano Rocco Fava. Per i predecessori di Cipriani e Tulli i fatti sono prescritti. Dagli accertamenti è emerso che l'Istituto per le opere di religione ha svolto attività di banca, fino a quando Bankitalia ha imposto agli istituti di credito di considerarlo alla stregua di una banca extracomunitaria (2011), senza alcuna autorizzazione da parte di palazzo Koch. Lo Ior, secondo piazzale Clodio, avrebbe agito attraverso conti aperti in 11 istituti di credito. Dopo il diktat di Bankitalia, lo Ior trasferì gran parte delle proprie attività finanziere in Germania.

Il caso Marino
Il Sindaco di Roma dopo la gaffe stratosferica sul viaggio in Usa, ci ricasca e da il meglio di se alla trasmissione Uno Mattina
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di Cinzia Marchegiani

Roma – Della serie… a volte ritornano. Ignazio Marino è ricaduto nella sua stessa rete, quella delle personali esternazioni che ricordano il personaggio del celebre film di Antonio Albanese "Cetto La Qualunque": la gaffe stile fantozziano sul suo viaggio in Usa ed ora il secondo scivolone...  il tutto nel giro di pochissimi giorni.

Negli Usa. Ignazio Marino aveva dichiarato di essere andato all'Incontro mondiale delle famiglie di Philadelphia perché invitato dal Pontefice, ma il Papa, rispondendo ai giornalisti aveva messo a tacere ogni forma di strumentalizzazione. E sui vari social network, come un pellicola inceppata, Marino viene sbugiardato dallo stesso Papa Francesco che senza fugare alcun dubbio dichiara al mondo intero: “Non ho invitato io il sindaco di Roma Marino a Philadelphia. Chiaro?”

Ignazio La Qualunque ci riprova dicendo in sintesi che se fosse stato Papa Francesco non avrebbe risposto alla domanda che gli è stata fatta dal giornalista italiano durante la conferenza stampa in aereo di ritorno dagli Usa. Il Sindaco di Roma da noi simpaticamente ribattezzato “Ignazio La Qualunque” oggi ne ha combinata un'altra delle sue. Intervistato a Unomattina da Franco Di Mare e Francesca Fialdini, Marino cerca di dare l’ennesima spiegazione e come Cetto La Qualunque alla fine risponde: Il Santo Padre va negli Stati Uniti parla dei cambiamenti climatici, del petrolio, della pena di morte, del dramma delle armi, dello sfruttamento del pianeta e parla di casa lavoro e terra, fa discorsi epocali sul ruolo della donna anche nella chiesa e il giornalista italiano quando sale a bordo gli chiede l’ha invitato lei Marino? io non sono il santo Padre ma se lo avesse fatto a me dopo che ho preparato un viaggio che parla di temi epocali insomma un pochettino avrei detto non è questo lo scopo del viaggio e della conferenza stampa”.

Cetto La Qualunque in forma inedita. Insomma Ignazio Marino sembra rincarnare magistralmente Cetto La Qualunque personaggio al limite della fantasia interpretato da Antonio Albanese. Oggi Ignazio la Qualunque ad UnO Mattina ci ha fatto venire in mente la famosa scena del film di Antonio Albanese quando Cetto durante la messa liturgica, dovendo rispondere ad una chiamata sul cellurare, rimprovera il prete in chiesa perchè lo disturbava. E qui con ironia proponiamo ai nostri lettori.

La polemica dei conti e del viaggio di Ignazio e del  suo staff. Tanato dal Consigliere Onorato. Non si placano comunque le polemiche in merito al viaggio che il Sindaco Marino ha effettuato, poiché egli stesso aveva detto che non era a carico dei contribuenti romani. Ma secondo uno scoop svelato dall consigliere della Lista Marchini, Alessandro Onorato, questo viaggio sarebbe costato 15mila euro di soldi pubblici anticipati dal Campidoglio, per il sindaco in America con staff e cerimoniale. Il consigliere Onorato infatti ha presidiato tutto un giorno la porta dei dirigenti comunali che sovrintendono alle missioni esterne per conoscere i veri dati relativi alle spese del sindaco Marino nel suo viaggio a Philadelphia e ha chiesto chiarezza.

E ora dopo tante gaffe, i cittadini romani si chiedono: “come mai tante bugie mal messe e al limite del ridicolo?”. Onorato ricorda: “15mila euro: a tanto ammontano infatti le anticipazioni di cassa per le spese di viaggio dei due dirigenti di Roma Capitale che erano al seguito del Sindaco e il costo del pernottamento dello stesso Marino e della sua addetta stampa a New York”. Questa storia dimostra quanto siano fallaci le prove di insabbiamento messe ad arte dalla pratica dei comunicati stampa. Roma Capitale, nel terremoto giudiziario alle porte e un Giubileo della Misericordia in arrivi, merita ben altro.

Cronaca
L'ultima udienza generale con in Vaticano con l'Agesci si è tenuta nel 2004, quando nelle vesti di Pontefice era ancora Giovanni Paolo II.
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di M.L.S. 

Roma - Dalle prime ore di sabato mattina, quasi 100mila scout dell'Agesci hanno invaso il cuore della cristianetà romana. Tre maxi schermi sono stati allestiti su Via della Conciliazione, mentre Piazza San Pietro e Piazza Pio XII sono state prese d'assalto da coccinelle, lupetti, capi esploratori e capi scout provenienti da tutta Italia: in aereo, in pulman, in mountain bike o in treno, grazie all'accordo stipulato tra Agesci e Trenitalia, per cui tutti i treni da e per la Città Eterna sono stati scontati del 20%.

L'ultima udienza generale con in Vaticano con l'Agesci si è tenuta nel 2004, quando nelle vesti di Pontefice era ancora Giovanni Paolo II. In occasione della giornata verrà letta coralmente la preghiera “Per il Papa con il Papa”, una raccolta di 150 preghiere in arrivo da diversi reparti della penisola. Ogni gruppo presenterà il bastone del pellegrino, pitturato e decorato dai giovani per ricordare l'antica marcia dei viandanti sulla Via Francigena.

Inoltre, i ragazzi dai 12 ai 16 anni consegneranno la terra, simbolo dell'impegno verso l'ambiente, e saranno pellegrini del bene, mentre i più grandi, dai 16 ai 21, saranno pellegrini del dono e porteranno al Pontefice le bende, simbolo del sostegno verso il prossimo. 

Giubileo 2015
Pope is Pop fa una colletta e aiuta una pensionata pagandole la bolletta della luce
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Redazione

Roma - Si chiama "Pope is Pop" il flash mob per Papa Francesco che sta spopolando a Roma. Ispirati dal suo carisma, nell'anno del Giubileo, migliaia di persone di ogni età divulgano il suo messaggio danzando dal Vaticano a piazza di Spagna, passando per la metro, ritrovandosi "on the road" per fare comunità 'face to face' anzichè 'face to facebook', diffondendo un'energia positiva 'laica' ed universale, al di là del proprio Credo e degli integralismi. E in pieno spirito solidale Francescano, dopo il flashmob realizzato all'ufficio postale di viale Beethoven, il gruppo Pope is Pop fa una colletta e aiuta una pensionata pagandole la bolletta della luce
 

Cronaca
Il nuovo look con barba incolta del sindaco di Roma, Ignazio Marino ha sorpreso il Santo Padre
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Redazione

Roma - La semplicità di Papa Francesco lascia ancora a bocca aperta. Stavolta il Santo Padre si sarebbe rivolto al sindaco di Roma Ignazio Marino chiedendogli se fosse diventato Francescano.  Il nuovo look con barba incolta del sindaco di Roma, Ignazio Marino, sfoggiato dal suo ritorno a Roma dopo le vacanze estive, non e' sfuggito neppure a Papa Francesco, che questa mattina ha scherzato con il primo cittadino della capitale. "Il Pontefice mi ha chiesto: 'Sei diventato francescano?'", ha riferito Marino, ricevuto dal Santo Padre insieme a una delegazione internazionale di suoi colleghi esperti di trapianto d'organi.

Eventi & Manifestazioni
Santa Teresa D’Avila nel V centenario della nascita interpretata dal M° Francesco Guadagnuolo
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Redazione
Castel Gandolfo (RM)
-  “Santa Teresa D’Avila” è il titolo del VII Evento Culturale in onore del Sommo Pontefice Sua Santità Papa Francesco del M° Francesco Guadagnuolo che si svolgerà nei suggestivi spazi della Cripta della Chiesa Pontificia San Tommaso da Villanova di Castel Gandolfo sabato 13 settembre 2014 alle ore 17,30 alla presenza del Cardinale Angelo Comastri, in occasione dei 500 anni dell’anniversario dalla nascita della Santa.

Le opere su “Santa Teresa D’Avila” del Maestro Guadagnuolo raggruppano un ampio arco della vita della Santa, la conversione, la mistica, l’estasi. É stata appositamente voluta anche per ricordare l'opera, l'eredità, la dottrina e il pensiero della fondatrice dell'Ordine dei Carmelitani Scalzi. É da qui che si sviluppa il progetto-mostra che ha tipologia itinerante e che, dopo l’Evento a Castel Gandolfo, si sposterà a Roma, in Spagna ed in altre Nazioni. Si inserisce nei territori in cui visse la Santa con la sua immagine creata da Guadagnuolo nella nuova veste iconografica capace di dialogare con l’arte del nostro tempo.

La Mostra quindi, per il suo particolare carattere, si presenta come un evento mondiale, con diversi codici di lettura, che permette di osservare Santa Teresa D’Avila attraverso l’espressione artistica del Maestro Guadagnuolo che porta avanti da molti anni la sua esperienza di ricerca all’interno dell’arte sacra contemporanea e al suo richiamo storico.
Arte e fede si fondono nell’opera di Guadagnuolo verso una sublime poliedrica estetica che caratterizza l’ingegno artistico. La mostra internazionale di Guadagnuolo avrà modo di far conoscere e vivere l’esperienza di questa grande mistica nel V centenario della nascita e avvicinare credenti e non credenti alla figura di Santa Teresa di Gesù.

L’Evento a Castel Gandolfo, è organizzato dall’Associazione dei Nuovi Castelli Romani in collaborazione con la Chiesa Pontificia San Tommaso da Villanova e con il Patrocinio dei Comuni dei Castelli Romani, degli Enti Sovracomunali e della Presidenza della Giunta della Regione Lazio, si presenta di particolare interesse, per la sua tipologia divulgativa e culturale, poiché consente di leggere in modo attuale Santa Teresa D’Avila.
 

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