[ CLICCARE QUI PER SCARICARE LA FOTO CRONOSTORIA IN FORMATO GRANDE ]
Chiara Rai
Nemi (RM) - Sembrerebbe che l'unica scuola di Nemi sia a rischio chiusura. Le medie, che negli ultimi anni hanno subito accorpamenti, non avrebbero raggiunto il numero minimo per poter formare classi. Il rischio c'è anche per le elementari.
Da sempre la scuola di Nemi si presenta come un cantiere incompleto e negli anni gli amministratori che si sono occupati della scuola non hanno fatto abbastanza per evitare questo lento decesso. Oltre a qualche corso collaterale, sport in odore di elezioni, gli interventi per la sicurezza e incolumità dei bambini non sono stati incisivi.
Basti pensare alle condizioni della palestra: non in sicurezza, umida e all'esterno incastonata in un cantiere oltretutto pieno d'immondizia. Solo dopo i controlli dei carabinieri e della Asl, è stato fatto qualche intervento. Il servizio di mensa scolastica ha suscitato polemiche su polemiche. Ma veramente ciò che ha contribuito maggiormente all'impoverimento del paese di una simile ricchezza è stata la strumentalizzazione politica. Ci spieghiamo meglio, ovvero è stato pensare che la scuola fosse un bacino di voti da cui attingere e quindi tutte le parti politiche o gli aspiranti politici vi hanno fatto campagna elettorale, tanto che la stessa moglie dell'attuale primo cittadino Alberto Bertucci non ha avuto il buon gusto di non candidarsi puntualmente ogni anno a genitore rappresentante d'Istituto, creando diversi malcontenti, talmente evidenti che c'è chi ha fatto fagotto e portato via i propri figli da Nemi a Genzano e molti altri lo faranno quest'anno.
Ogni anno, alle elezioni che hanno visto candidata Celestina Corcione, la scena era quella di vere e proprie elezioni amministrative: il marito che sulla rampa che porta alla scuola, bacia e saluta tutti e accompagna i suoi amici fino sull'uscio.
Sappiamo bene che qualche malpensante mette in giro le voci che il nostro giornale ha contribuito ad affondare l'istituzione scolastica grazie ad "articoli verità", ma è ben chiaro che ad affondarla è stata la sete di potere e di fare campagna elettorale dalla mensa, alla caldaia, agli infissi installati dagli amici del sindaco, ai gatti e ratti, alla scuola cantiere e ad elezioni degne di un celebre film tra i cui attori ricordiamo Robert De Niro e Al Pacino.
Chi è stato assessore alla Scuola è la stessa persona che indossa la fascia da Sindaco: parliamo di Alberto Bertucci che ha mosso i suoi primi passi di campagna elettorale proprio su quella rampa, dicendo che il malgoverno Cocchi stava facendo morire la Scuola e che solo lui sarebbe stato in grado di risollevare il Paese. Al nostro giornale sono arrivate denunce di genitori e di persone che non hanno voluto tacere rispetto a condizioni per nulla fantascientifiche.
Questo voler fare campagna elettorale nella scuola, si ricordi la spregevole missiva firmata da presunti genitori che affermavano che addirittura una docente facesse campagna elettorale in classe, ha distrutto la stessa Istituzione scolastica e adesso si cercano i colpevoli da mettere alla gogna mentre i responsabili sono coloro che siedono e si sono seduti in Comune che avevano la responsabilità così grande di far vivere un polmone fondamentale quale la cultura in un paese che invece pian piano diventa carente di servizi. La cultura è la linfa di ciascuna comunità, tagliata questa risorsa si tornerà al medioevo.
LEGGI ANCHE:
25/01/2014 IL VIDEOBLOB DI GENNAIO 2014
21/01/2014 NEMI: RICHIESTO UN CONSIGLIO STRAORDINARIO APERTO ED URGENTE SUL CASO SCUOLA E MENSA SCOLASTICA
20/01/2014 NEMI: SUL CASO GATTI E MENSA SCOLASTICA INTERVIENE AZZURRA MARINELLI, ALTRO GENITORE INDIGNATO
19/01/2014 NEMI: DOPO I GATTI, I RATTI E LA CALDAIA MALFUNZIONANTE ARRIVA LA LETTERA DI UNA MAMMA INDIGNATA
07/01/2014 NEMI: RIENTRO A SCUOLA IN ODORE DI GATTO
04/01/2014 NEMI: RITORNO AL FUTURO Redazione
Nemi (RM) - Successo per il corso di Fileteado Porteno tenuto dal Maestro Alfredo Genovese a Nemi, sala dei piccoli comuni, il 18 e 19 giugno a Nemi nella Sala dei piccoli Comuni. In due giornate circa 13 allievi hanno imparato un po' di storia con la teoria ed un po' ti tecnica con la pittura su una tavoletta di 25cm per 35cm. Il fileteado è un'antichissima tecnica decorativa Argentina, si tratta di decorazioni pittoriche nate dall'ingegno di 3" fileteadores ",Salvador Venturo, Vincente Brunetti e Cecilio Pascarella insieme hanno pensato di colorare i loro carri o furgoncini della frutta e verdura con decorazioni molto vistose e allegre come anche frasi di buon auspicio, di buona fortuna. Con il passare degli anni questa tecnica verrà sempre più usata , anche sugli autobus pubblici, insegne commerciali e altro ancora. Soddisfatta Silvia d'Onorio, ha voluto ringraziare tutti coloro che hanno contribuito all'ottima riuscita dell'evento: "Ringraziamo il Sindaco Alberto Bertucci, l'assessore Edy Palazzi, per averci ospitato due giornate, per i manifesti affissi sia a genzano che a Nemi, il Bayron Bar per aver offerto uno splendido aperitivo con vista lago a tutti i partecipanti del corso, Zega Legnami per aver concesso il materiale da utilizzare al corso di pittura, L'associzione Centro Storico Genzano, l'Avvocato Alessandro Biaggi, Cinzia Cocchi, ed infine grazie l'assessore Patrizia Mancini. Ringrazio ancora Cardis Pubblicità per aver curato la grafica dei manifesti e locandine, e altri sponsor come: bar giotto genzano, Elvidia piante e fiori".
Redazione
Nemi (RM) - Non è tardata ad arrivare la nota del consigliere comunale di opposizione di "Partecipazione Democratica" Stefania Osmari la quale, chiamata in causa nella nota di "Insieme per Nemi" riguardante la Protezione Civile, ha inteso esprimere una breve riflessione.
Ecco la nota di Stefania Osmari, consigliere comunale di opposizione di "Partecipazione Democratica" al Comune di Nemi:
Gentile Direttore, vorrei condividere una breve riflessione relativa alla nota di "Insieme per Nemi", pubblicata di recente.
Premesso che non è in discussione la libertà di opinione, ritengo quanto meno singolare l’affermazione “non è un attacco alla persona del consigliere Stefania Osmari” e nel contempo l’ insinuazione che la stessa persona manchi di autonomia di giudizio ovvero che sia fiancheggiatrice dell’attività dell’amministrazione. Fare opposizione significa esercitare funzione di controllo e di stimolo, e valutare di volta in volta, con giudizio critico e senso civico, quando un atto possa costituire un’opportunità per il paese.
Talvolta ci può essere condivisione nell’ottica del bene comune. Se, e quando, in sede di Consiglio Comunale è avvenuta una votazione favorevole, essa è stata frutto di un attento esame. A mio avviso questo è un modo di procedere dettato da senso di responsabilità e non da rancori personali e meno che mai da senso di colpa. E’ evidente che la denigrazione e lo svilimento della persona sono un esempio piuttosto discutibile di una modo di fare che non mi appartiene e che non trova alcuna legittimità tra le tante definizioni della politica, da quelle che si leggono sul “Devoto Oli” a quelle del senso comune: partecipazione, condivisione, tentativo di dare risposte ai problemi del mondo, cambiamento, emancipazione, presa di coscienza, lotta … e così via..
Francamente non so se essere più sorpresa o più indignata. In realtà
mi era già capitato di essere oggetto di becere insinuazioni. Proprio in campagna elettorale un gruppo di sedicenti genitori si erano premurati di far pervenire alle istituzioni di competenza una lettera anonima con la quale mettevano in discussione la mia onorabilità di persona e la mia professionalità. Considerato che ho sempre avuto il massimo rispetto per il ruolo che ricopro, ancora oggi ritengo che quell’inqualificabile atto fosse il risultato di una comunicazione degenerata e di una deriva desolante, dal punto di vista morale e politico di dibattito sulla cosa pubblica.
Non me ne voglia per questa “occhiata al passato”, ma si sa che il presente affonda le sue radici proprio nel passato. Il passato mi insegna a non sorprendermi troppo e nello stesso tempo mi ricorda che la politica non è protagonismo ma è sempre impegno e partecipazione.
LEGGI ANCHE:
13/06/2014 NEMI: C'ERA UNA VOLTA LA PROTEZIONE CIVILERedazione
Nemi (RM) - Terzo appuntamento con la luna e le stelle... verso le rive del Lago!
"lI giardino La Ripa di Caligola" vi invita alla passeggiata notturna dal borgo di Nemi fino alla Valle del Lago.
Illuminati dalla luce della luna e delle stelle, in un silenzio fiabesco interrotto soltanto dai suoni e dai rumori del bosco di notte, raggiungeremo le sponde del lago; qui un piccolo ristoro a base di panzanella e vino sarà il premio per i partecipanti, prima di far ritorno a casa... in auto! Si terrà venerdì 18 Luglio 2014, la prenotazione è obbligatoria, il costo è di 8 € comprensivo di ristoro
Ritrovo ore 21.30 - Belvedere Dante Alighieri (Portella)
Organizzazione: Il Giardino "La Ripa di Caligola"
Info e prenotazioni: Gigi: tel. 338 8178907 - Giampiero: tel. 339 1193202
Su richiesta si organizzano anche escursioni in Mountain Bike e giri in barca sul lago.
Quando Alberto Bertucci adotta il piano integrato dei Corsi sulle bacheche di "Insieme per Nemi" neanche un cenno, quando sonnecchia su sbancamenti o su manufatti abusivi nella conca del lago con le denunce dell’Osservatore d'Italia, dei cittadini, delle associazioni ambientaliste e della nostra lista che lo fanno svegliare ed intervenire, le bacheche di Insieme per Nemi continuano ad essere silenti.
Redazione
Nemi (RM) - Anche sulla Protezione Civile è botta e risposta tra "Partecipazione Democratica" che ha aperto la discussione e "Insieme per Nemi" che ha inteso replicare alle accuse degli avversari politici di aver sostanzialmente lasciato che la Protezione Civile a Nemi si esaurisse, morisse, insomma chiudesse. Alla contro nota di "Insieme per Nemi", "Partecipazione Democratica" risponde nuovamente.
Ecco la nota di Partecipazione Democratica:
Caro direttore,
ci permetta questa doverosa risposta alla nota del gruppo "Insieme per Nemi". Sulla Protezione Civile: nessuna nostra ricostruzione fantasiosa. Fino al 1999 Nemi poteva vantare un presidio di Protezione Civile considerato un'eccellenza della zona. Le risorse economiche per svolgere ogni giorno il servizio preventivo sul territorio, venivano assicurate dall’amministrazione comunale. Con l’era del centro destra i fondi sono andati progressivamente esaurendosi fino a costringere alla chiusura l’associazione.
Per completezza aggiungiamo che, con le amministrazioni di destra, hanno avuto gli stessi problemi l’associazione “U Rembombu” (per fortuna risolti in house) e la rassegna del teatro dialettale di piazza (purtroppo finita). Comunque il fatto incontrovertibile è che oggi Nemi è uno dei pochi paesi dei Castelli sprovvisto di un presidio preventivo di Protezione Civile.
Al netto degli attacchi personali al nostro consigliere Stefania Osmari e delle disquisizioni fantasiose su inciuci e macropolitica, il senso della nota di "Insieme per Nemi" la possiamo riassumere così: “oggi il nemico comune è Alberto Bertucci, , facimme squadra e scurdammece ‘o passato “. Una tesi singolare e, senza offesa per nessuno, politicamente infantile.
Veda direttore, nel 2012 ci siamo proposti a guidare il governo cittadino, con l’obiettivo di rimettere al centro dell’interesse della nostra comunità il bene comune in tutte le sue declinazioni.
Dopo anni di malgoverno del centro destra, giunte Biaggi e Cocchi, le macerie da rimuovere erano tante. I sentieri storici scomparsi , coperti da sterpaglie e rovi, la valle del lago preda dell’abusivismo, il palazzo Ruspoli in totale e pericoloso abbandono, P.zza Umberto I trasformata in parcheggio così come ogni angolo del centro storico, lo scheletro della nuova scuola, assurto a simbolo della loro incapacità amministrativa, diventato argomento per Brumotti, un servizio di trasporti inesistente o quasi, il cimitero preda di sterpaglie e sporcizia, le zone periferiche lasciate in completo abbandono, la raccolta differenziata a percentuali da prefisso telefonico, il centro canoa abbandonato, ecc..
Purtroppo è andata come e andata. In questi due anni quelle macerie sono rimaste tutte lì se non addirittura aumentate. E non poteva essere diversamente. Alberto Bertucci è figlio delle giunte precedenti. Da lì viene e lì si è fatto le ossa. E’ stato assessore e poi vice sindaco. Un sodale buono a rastrellare voti. Incarna lo stesso modus operandi , la stessa visione di sviluppo per Nemi, la stessa istintiva propensione ad anteporre l’interesse particolare a quello comune.
Quando Alberto Bertucci adotta il piano integrato dei Corsi sulle bacheche di "Insieme per Nemi" neanche un cenno, quando sonnecchia su sbancamenti o su manufatti abusivi nella conca del lago con le denunce dell’Osservatore d'Italia, dei cittadini, delle associazioni ambientaliste e della nostra lista che lo fanno svegliare ed intervenire, le bacheche di Insieme per Nemi continuano ad essere silenti.
Le giunte Biaggi,Cocchi e Bertucci non hanno prodotto uno straccio di programma per un piano di sviluppo credibile che tenga conto delle enormi potenzialità paesaggistiche, storiche e culturali del nostro paese. I soli programmi che riusciamo a ricordare sono quelli contenuti nelle brochure (pagate dalla collettività?) per eventi , feste, guinnes dei primati , fuochi artificiali ecc.
Nemi è fermo con le quattro frecce accese da 15 anni per colpa dell’insipienza del centro destra che, dal 1999, lo governa. Altro che scurdammece o‘ passato. Noi il passato remoto ed anche il trapassato remoto lo continuiamo ad avere ben presente. Il nostro è un agire politico che trae origine da un progetto generale di sviluppo della nostra comunità, che passa attraverso la massima tutela del territorio, in ogni suo aspetto, dei beni comuni, della solidarietà e della collaborazione.
Insieme per Nemi, invece, ci vorrebbe arruolati nella sua lotta ad personam. Un impegno, il nostro, che non può essere confuso con la loro “faida”. E’ poca cosa quello che riusciamo a fare? Il nostro è un nulla politico? Ognuno è libero di giudicarlo come meglio crede. Noi riteniamo la nostra azione, seppur tra tante difficoltà , puntuale nel denunciare le carenze e le macerie prodotte dall’amministrazione di Alberto Bertucci. Non ci sembra che qualcun altro, nel frattempo, possa vantare di meglio. Non riusciamo a ricordare azioni di piazza o istituzionali di portata o interventi e interrogazioni incisivi al consiglio comunale.
A meno che non si voglia far passare per opposizione incisiva la riedizione, in salsa nemese, della guerra dei Roses che va in onda ad ogni consiglio comunale tra la consigliera di opposizione Cinzia Cocchi e il consigliere di maggioranza Giovanni Libanori!! Comunque, alla fine, saranno i cittadini a decidere. Non certo "Insieme per Nemi".
Il capitolo legato agli ipotetici inciuci, sinceramente, sembra provenire da una mente in evidente stato confusionale.
Si ipotizza che Partecipazione Democratica non attacchi(?) la Giunta Bertucci per “mondarsi dal peccato originale di aver inciuciato nel 2011 con Alberto Bertucci per far cadere la Giunta di Ciznia Cocchi”. Confessiamo che questo passaggio lo abbiamo letto più volte. Non credevamo a quello che leggevamo. E’ noto, infatti, che Partecipazione Democratica nasce nelle elezioni del 2012. Come faceva ad inciuciare nel 2011? Forse, le confuse menti di "Insieme per Nemi" intendevano riferirsi agli allora esponenti della sinistra nemese che sedevano tra i banchi dell’opposizione. Evidentemente il loro orologio biologico è ancora fermo a quegli eventi, per loro traumatici. Comunque, è noto che la Giunta Cocchi implose al suo interno per motivi che, tutt’ora, si rinfacciano tra loro pubblicamente. Le dimissioni di alcuni consiglieri di maggioranza, seguite a quelle del “figliol ingrato” Alberto Bertucci, ne determinarono la prematura fine. Vicenda, sicuramente dolorosa per la destra, ma chiara e senza ombre. Dal tono rancoroso della nota, sembrerebbe invece che, gli “arguti” dirigenti di "Insieme per Nemi" si aspettassero che gli esponenti di minoranza di sinistra prendessero il posto dei consiglieri dimissionari di destra ed iniziassero a sostenere la “plebiscitaria” giunta Cocchi(destra). Siamo al delirio.
All’interno della dura nota di "Insieme per Nemi" contro la nostra lista vengono supposti “scambi di cortesie” a sostegno di candidati del PD nelle ultime elezioni europee, come “gesto di doveroso ringraziamento” fatto da esponenti della maggioranza nemese ad esponenti del PD locale per aver sostenuto Alberto Bertucci due anni fa. “Ecchecciazzecca” Partecipazione democratica? Semmai queste pesanti insinuazioni del “gruppetto dei beni informati” andrebbero girate ai responsabili locali del PD di allora. “Partecipazione Democratica non è “cosa” del PD. Attualmente siamo un piccolo gruppo che organizza il lavoro della lista e, se si esclude Stefania Osmari che è una iscritta del PD , il resto non ha alcun rapporto con quel partito. Il PD locale, insieme a Rifondazione Comunista, all’Italia dei Valori e a "Nemi per Sempre" ha appoggiato la lista alle ultime elezioni comunali. Punto!” Questo scrivevamo il 6 giugno scorso nella nota da Lei pubblicata sull’Osservatore d'Italia. Un clamoroso abbaglio.
Semmai "Partecipazione Democratica", nel caso fossero veritiere le dritte di questi bene informati, sarebbe parte lesa dell’ignobile inciucio. Quei voti avrebbero potuto essere determinanti per farle vincere le elezioni.
Ma l’obiettivo del duro attacco di "Insieme per Nemi" è senza alcun dubbio Stefania Osmari.
Negli ultimi due anni la scuola è passata dall'essere area di consenso per i governi Biaggi e Cocchi, grazie al continuo lavoro mattutino del Bertucci, assessore e poi vice sindaco, a campo di battaglia in seguito all’esplosione della faida. Stefania Osmari, insegnante e consigliere comunale, negli ultimi 15 anni, con le diverse amministrazioni comunali, è stata sempre disponibile a collaborare nel trovare soluzioni alle tante problematiche dovute, quasi sempre, agli scellerati provvedimenti dei governi nazionali, avendo come obiettivo la conservazione di questa importante istituzione per la nostra comunità. Un atteggiamento coerente sia con Alessandro Biaggi, Cinzia Cocchi e ora con Alberto Bertucci. Con un modo di agire gentile, rispettoso di tutti e mai urlato, non si è fatta trascinare dentro la battaglia quotidiana sulla scuola cercando, quanto più possibile, di stemperare le polemiche attraverso un opera di mediazione con le mamme delle diverse fazioni.
Un atteggiamento non tollerato dalla “dura” opposizione di "Insieme per Nemi". E’ noto, poi, che l’ira turba la mente, acceca la ragione e, alla fine, offende la gente. E allora giù fango. Stefania Osmari diventa, addirittura, una fiancheggiatrice delle iniziative amministrative della maggioranza ! Ridicolo!!
Noi continuiamo a temere per la scuola di Nemi. Sarebbe compito di tutte le istituzioni e forze politiche cittadine avere un atteggiamento maturo e costruttivo di fronte ad un istituto che rischia la chiusura. E’ troppo importante per la nostra cittadina. Dobbiamo, tutti insieme, impegnarci affinché questo importante presidio continui ad rimanere nella disponibilità delle future generazioni. Oggi, con la scuola chiusa, le bacheche di "Insieme per Nemi" riposano. Per tutto l’anno sono state il megafono delle “Sturmtruppen” locali nella loro quotidiana battaglia nella scuola.
Speriamo che questo non abbia prodotto danni irreparabili.
LEGGI ANCHE:
13/06/2014 NEMI: C'ERA UNA VOLTA LA PROTEZIONE CIVILERedazione
Nemi (RM) - Ancora una nota in risposta ad una contro nota di Insieme per Nemi a seguito di due episodi che hanno acceso i riflettori, come già detto, su Palazzo Ruspoli. La settimana scorsa il consigliere regionale Pd Simone Lupi dirama alla stampa, tramite comunicato, l'avvenuta presentata mozione che sostanzialmente responsabilizza la Regione a prendere in mano la questione del Castello: deve essere messo in sicurezza perché pericolante e dovrebbe anche diventare un volano per il rilancio turistico del Paese, perciò è necessario istituire quanto prima un "tavolo" tra le parti.
Gli approfondimenti sulla questione sono arrivati con l'intervista al Segretario Pd Massimiliano Conte.
Non si è fatta attendere la replica di Insieme per Nemi, gruppo politico di centrodestra nemese, la quale ha ben evidenziato che fin'ora si parla di buone intenzioni e di "tavoli" tipico vocabolario "di sinistra" ma che sostanzialmente, almeno finora, sarebbe tutto un "bla, bla, bla".
Altrettanto puntuale arriva, dunque, la replica al gruppo Insieme per Nemi del Segretario Pd Massimiliano Conte che solletica anche il presunto "ghost writer", autore della nota del gruppo politico avverso.
Ecco la nota del Segretario Pd Massimiliano Conte Pd:
Cara Direttrice,
confesso di essere particolarmente sorpreso dalla nota pubblicata sul suo giornale dal gruppo “Insieme per Nemi”. Ne apprezzo l’ironia, un certo fair play, sicuramente l’intento di completare una narrazione ultradecennale sulla storia del recupero di Palazzo Ruspoli, nonchè l’impulso di cogliere l’attimo fuggente per avere visibilità in un paese, Nemi, purtroppo ancora condannato a vivere nella melmosità di un passato politico ingombrante e per molti imbarazzante.
E’ chiaro che non ho alcuna intenzione di fare l’avvocato d’ufficio delle persone che il proditorio ghost writer di questo aggregato politico ha richiamato nella citata missiva. Credo fermamente nel concetto di responsabilità individuale quale base etica di ogni azione personale, soprattutto se agita nel campo sociale e istituzionale. Per questo, sarei curioso di conoscere nome e cognome di chi, solo oggi, a seguito della Mozione del PD regionale e di quanto è stato detto sulla stampa, ha avuto l’imprudenza di scrivere un articolo che, seppur fornendo un tassello informativo come quello attinente ai “Patti Territoriali del Lazio” (chapeau!), sconfina nel puro autolesionismo, non accorgendosi delle macerie lasciate in eredità proprio da quel passato e da quei fatti che egli cita e del quale è stato protagonista indiscusso.
Il bla bla bla, mi si permetta di dirlo sommessamente, sta nel rievocare Congiure, Scissioni e Commissariamenti ormai collocati nell’immaginario collettivo come il frutto di un fare politica che si è rivelato fallimentare e che, personalmente, serve solo a ricordare, a me stesso e tutti, che da quella storia triste bisogna uscire con uno slancio politico diverso e su questioni davvero essenziali per il paese.
E tra queste, c’è Palazzo Ruspoli.
All’indubbiamente sagace e informato writer di “Insieme per Nemi”, non posso che rimarcargli che è una offesa alla sua intelligenza basare un argomento “destruens” dell’operato del PD locale e regionale sulla banale differenza semantica tra Mozione e Acquisizione (di un bene). Nella sostanza, la tanto vituperata Mozione regionale è stata necessitata dal vuoto pneumatico lasciato dalle Giunte di centrodestra che, dal punto di vista di una trattativa - venduta come una presunta buona prassi amministrativa (“…la trattativa fu portata avanti in modo serio, concreto, …etc etc” si noti: avrei potuto dire bla bla bla”) - non ha lasciato alcuna traccia utile al ben più sagace ex sodale Alberto Bertucci, che avrebbe potuto recuperare il business plan del progetto, capace com’è di trarre vantaggio dai suoi oppositori di destra e, ahimè, anche di sinistra (e qui ci vuole un altro meritatissimo chapeau, non c’è che dire).
Se tutto questo non è successo dal 1999 ad oggi, dovrebbe convenire con me l’esponente senza nome di “Insieme per Nemi”, che sia stato obbligatorio sterilizzare ogni traccia di una presunta e mai realmente pubblica operazione di recupero del Palazzo, ancor più se concepita da una compagine politica allora come oggi – mi scuso nel dirlo - poco credibile. Per questo motivo, si è ripartiti da zero, cioè da una Mozione che rappresenta un primo atto istitutivo di un percorso non certo immediato ma, vivaddio, limpido nella volontà reale di incidere concretamente nel nostro territorio.
Sarei davvero curioso di vedere l’istruttoria della pratica amministrativa, gli accordi contrattuali tra le parti interessate, il modello progettuale di recupero di un immobile di pregio che merita ben altro che una nostalgica rievocazione di quanto quelle Giunte siano state attente alle esigenze della comunità nemese ma sfortunate, guarda caso, per l’arrivo di un Commissario Prefettizio che ha dovuto gestire la disfatta senza appello di una Giunta implosa per la propria insufficienza.
Tutto ciò detto, un progetto per Nemi che vede il coinvolgimento di Enti sovracomunali, la Proprietà, forse altri Attori di rilievo, richiede di avere interlocutori credibili, affidabili, onesti sul versante locale. E qui mi associo alla garbata attestazione, indirizzatami dal mio gentilissimo interlocutore, di aver avuto almeno il merito di accendere “un faro di attenzione” sulla questione Ruspoli (come continueremo a fare, insieme ai cittadini di Nemi, su un altro oscuro capolavoro amministrativo qual è il Piano Integrato Corsi).
Per tutto questo, cara Direttrice, la prego di far giungere questo messaggio alle persone interessate: la storia del nostro piccolo paese evidenzia il limite di una politica nostalgica, familistica e autoreferenziale. Posso passare per ingenuo, ma non sono un’anima bella. Lo stato di declino di Nemi è stato accelerato dal centrodestra e non certo dal Partito che rappresento da pochi mesi. Palazzo Ruspoli ne è il simbolo indiscutibile!
I cittadini nemesi vogliono lasciarsi alle spalle una storia politica che ha portato questo paese in un vicolo cieco. La cosa più utile e concreta per Nemi non è se transennare o meno un Palazzo in stato di evidente degrado (e sia meno imprudente il versatile ghost a caricare sulle mie dichiarazioni la responsabilità di un eventuale “commissariamento” della struttura), ma fare una seria bonifica di un territorio politico ancora infestato da odi, rancori e personalismi. Questo dovrebbe essere l’interesse primario di ogni gruppo o partito presente a Nemi. Fortunatamente non siamo soli, almeno sul versante politico opposto a quello che provocatoriamente si è materializzato dal nulla in questi pochi giorni.
Ognuno si prenda quindi le proprie responsabilità, faccia la sua parte per il bene del paese, altrimenti è meglio che spenda le proprie energie in una seria e onesta autoanalisi dalla quale riemergere rigenerato e pronto a vivere nuove e legittime esperienze, non certo politiche, verso le quali – lo dico umilmente e sottovoce - ha dimostrato di possedere una visione asfittica e conservatrice.
LEGGI ANCHE:
di Angelo Parca
Nemi (RM) - Altre dinamiche strane interessano il comune di Nemi nell’ambito del naufragato, almeno per il momento, piano Integrato i Corsi: prima il Comune propone un ricorso al Tar per contrastare i “no” degli Enti sovracomunali e poi lo ritira ma al contempo avvalora un ricorso al presidente della Repubblica.
Quanti soldi vengono spesi per questi contenziosi? Ricordiamo ancora quando in una delle tante sedute di consiglio comunale il consigliere, ex aspirante presidente del consiglio Comunale Giovanni Libanori e a breve anche ex consigliere di amministrazione Cotral, diceva che a differenza delle precedenti amministrazioni, la Giunta di Alberto Bertucci avrebbe vietato i contenziosi: “perché noi cerchiamo di parlare e non di mettere avvocati e spendere i soldi dei cittadini” così disse, pressappoco.
Eppure dopo i soldi spesi per mettere come difensore l’avvocato Piccinni per difendersi dal ricorso del proprietario di Pentima Pizzuta Cavaterra, circa 3.800 euro, si dà un altro incarico di ricorrere al Tar e nel contempo qualche giorno dopo, insieme ai privati, l’Ente ricorre per poter realizzare il piano integrato ai Corsi persino a Giorgio Napolitano. Poi la prima rinuncia: lasciano perdere il Tar, lasciano in piedi il ricorso al Presidente della Repubblica e nel contempo danno mandato per un piano particolareggiato per le località Parco dei Lecci, Colombe e Corsi ma con riferimento, almeno per il momento, fato vuole, soltanto ai Corsi.
Che il piano B abbia fatto ritirare un dispendioso ricorso al Tar che avrebbe comunque, molto probabilmente, dato ragione ai vari dinieghi degli Enti sovracomunali tra cui Parco e Regione in prima fila? Di fatto, lo scorso 25 giugno 2014 il Tar Lazio ha ritenuto di non assumere nessuna decisione in merito al ricorso proposto dal Comune di Nemi nei confronti del Parco dei Castelli Romani, Ministero Per i Beni e Le Attivita' Culturali - Soprintendenza Beni Architett e Paesaggistici Provincie Roma Fr Ri e Vt, Asl 108 - Rm/H, Ministero Per i Beni e Le Attivita' Culturali - Soprintendenza Beni Culturali e Ambientali, Provincia di Roma, Autorità di Bacino dei Fiumi Liri Garigliano e Volturno, Regione Lazio per il diniego di rilascio del nulla osta al programma integrato di intervento di iniziativa privata in località Corsi nel comune di Nemi nei confronti di Federica Cavaterra, Francesca Cavaterra, Renata Cavaterra, Salvatore Pomente, Nicola Di Battista, Soc Agricola il Podere A Rl.
E sale il conto dei legali impegnati a difendere l’Ente in questioni in odore di interesse privato. Perché l’Ente Comune non fa più attenzione a non scialacquare soldi in contenziosi? Questi sono soldi vivi che escono dalle casse di un piccolo Comune.
Ma sembrerebbe che gli interessi nel Paese delle fragole siano altri: compriamo il Castello e lo salviamo dal degrado? Affidiamo ai privati il cimitero? Intanto i cittadini riceveranno la mazzata Tasi in autunno, non hanno ancora potuto “godere” della rivoluzione dei rifiuti con l’avvio del “porta a porta” su tutto il territorio (Nemi è forse l’ultimo Comune del Lazio), si hanno computer nuovi in una scuola cantiere, l’emergenza parcheggi ancora non è risolta , i soldi per i contenziosi crescono, il territorio è in preda ad attacchi espansionistici e di lottizzazioni, i servizi essenziali come l’anagrafe gridano vendetta.
Intanto si elargiscono i ringraziamenti per la riuscita di una ottima Sagra delle Fragole e Mostra dei Fiori? Ci si è sicuramente persi la parte più bella.
LEGGI ANCHE:
18/06/2014 NEMI, CORSI: SCATTA IL PIANO “B”
11/12/2013 NEMI, LOTTIZZAZIONE CORSI: PRONTO IL FRONTE
12/10/2013 NEMI: NON DICIAMOLO AI COMPAGNI NEMESI...
Redazione
Nemi (RM) - La vicenda del castello Ruspoli al centro dell'attenzione di una mozione presentata dal consigliere regionale Pd Simone Lupi è ancora al centro dell'attenzione. "Insieme per Nemi" ha inteso tornare sulla questione, commentando le presunte azioni del centrosinistra riferite al Castello.
Ecco la nota di Insieme per Nemi
Caro Direttore,
il pamphlet sul Castello Ruspoli, pubblicato recentemente dal suo giornale ha riportato le lodevoli iniziative del Consigliere Simone Lupi e le ottime intenzioni del Segretario del PD di Nemi, Massimiliano Conte.
Nel turbinio di tante ovvie considerazioni e nell’accorato modo di rappresentare l’argomento, occorre collocare qualche punto fermo.
Innanzitutto sgombriamo il campo dalla considerazione che per ottenere dei risultati bisogna “costruire un tavolo”. È un modo antico di esprimersi, ma tanto caro alla Sinistra di sempre.
Di regola, purtroppo, quando si inaugura un “tavolo” si finisce in un “bla - bla - bla” senza fine e con la produzione di qualche documento condiviso da tutti i “commensali”.
“Mozione” significa segnalare a qualcuno l’esistenza di un problema unito all’auspicio che chi di dovere decida di intervenire. Pertanto “mozione” non significa “acquisizione”. È doverosa questa precisazione poiché qualche furbetto tenta di confondere i due termini, vendendo così aria più che fritta all’opinione pubblica.
Nella fattispecie il Consigliere regionale Pd Simone Lupi ha segnalato alla Regione Lazio fatti e circostanze che all’Ente, impersonalmente inteso, sono noti da decenni, attese le segnalazioni, le richieste, le proposte che anche negli anni in cui Massimiliano Conte è restato fuori di Nemi, gli Amministratori del Comune non hanno mai dimenticato di avanzare.
Tra i tanti esempi possibili, ricordiamo i “Patti Territoriali della Regione Lazio” in forza dei quali pubblico e privato avevano divisato di interagire per un notevolissimo investimento che aveva inserito Nemi, con il suo Castello Ruspoli e con parte del territorio, in un contesto progettuale di virtuosa ed auspicata crescita in termini di utilizzazione, capace di coniugare cultura ed impresa.
La Regione approvò.
Per una serie infinita di motivi, però, questo, come tanti altri progetti, non ebbe seguito. Segno evidente, purtroppo, che non bastano le buone intenzioni ed i sapidi auspici per ottenere ciò che si desidera. È opportuno segnalare in proposito che nel mancato raggiungimento del buon fine di questo ambizioso e virtuoso progetto non vi è stata alcuna responsabilità od omissione da parte dell’Amministrazione Comunale del tempo che vi lavorò con passione, attenzione e professionalità.
Questo viene riferito per onestà intellettuale ed anche per rappresentare sia al Consigliere Simone Lupi e sia al Segretario Massimiliano Conte che le Giunte di centro-destra, tra il 1999 ed il 2011, hanno lavorato ed agito anche sul versante del Castello Ruspoli.
Lo stesso onorevole Zingaretti, al tempo Presidente della Provincia, lo potrebbe facilmente attestare.
Ma non basta.
È necessario indicare un altro punto di riferimento alla bussola delle buone intenzioni. Quando il Consigliere Lupi auspica che la Regione possa intervenire sul Castello Ruspoli di Nemi come ebbe a fare sul Palazzo Cesarini di Genzano, dimentica, o non lo sa, che Palazzo Sforza Cesarini, essendo di proprietà comunale, ha potuto con maggiore facilità attrarre l’investimento pubblico della Regione sul bene comunale, altrettanto pubblico.
Ma non basta.
A questo punto, ed in linea con quanto sopra riferito, si deve per forza far sapere al Consigliere Simone Lupi ed al Segretario Massimiliano Conte che le Giunte di centro-destra Biaggi e Cocchi erano talmente consapevoli della centralità del Castello Ruspoli sulla realtà culturale, ambientale e storica del territorio nemorense, che hanno lavorato a lungo ed in modo proficuo per realizzare un sogno collettivo e porre una pietra, non solo miliare, ma assolutamente fondamentale, per il risanamento del maniero e per la sua conseguente utilizzazione: l’acquisto in proprietà del medesimo.
Qualsiasi cosa possano dire i presunti ben informati di turno o quelli che in modo occhiuto possono maliziosamente negarlo, la trattativa ci fu, fu portata avanti in modo serio, concreto e con l’utile supporto della oggettività del reperimento delle risorse, garantite dal favorevole interessamento di un Istituto di Credito e dalla dismissione di altri beni del patrimonio comunale.
Quando la congiura di Alberto Bertucci, Renzo Colazza, Vairo Canterani e Company ebbe a far cadere la Giunta Cocchi (giugno 2011), dette trattative erano ad ottimo punto. E certo non potevano essere continuate dal Commissario Prefettizio, né tanto meno dall’insipienza di chi è sopravvenuto.
Vedi, caro Direttore, le buone intenzioni del Segretario Conte, nobili, ma ben note come l’acqua calda, non è detto che siano utili agli interessi di Nemi.
Non vi è chi non veda che il riferire di problemi statici esistenti a carico delle strutture ed il confermare che alcune delle parti del Castello sono normalmente aperte al pubblico, potrebbe innescare un circuito disastroso per gli interessi di Nemi ed obbligare l’Amministrazione Comunale ad intervenire come per legge, od a chiudere gli occhi.
Ammesso, ovviamente, che quanto riferito dal Segretario Conte corrisponda al vero. Il Conte, comunque, ha acceso sapientemente un faro di attenzione.
Ci risiamo, caro Direttore, il facile trionfalismo, gli annunzi roboanti, addirittura la prematura preoccupazione espressa dal Consigliere Lupi che nessuno si azzardi a scippargli “l’idea”, e l’assemblamento di operosi, quanto potenzialmente inutili, tavoli di lavoro, rischiano di creare nell’opinione pubblica l’impressione che i problemi, nonostante la loro serietà, si possano facilmente risolvere. Andrebbe tutto bene se, alle affermazioni (anche con un pochino di sana umiltà), dovessero seguire fatti concreti.
Saremmo i primi ad accoglierli con una coloratissima “OLA”.
LEGGI ANCHE:
Quante famiglie residenti a Nemi porteranno i loro bambini a giocare al parco giochi del Grembo? Quante famiglie di Nemi avrebbero frequentato piazza De Sanctis per portare i loro figli al parco giochi? Quante famiglie fanno giocare i loro bambini al parco giochi di Vigna Grande?
Redazione
Nemi (RM) - Intendiamo riallacciarci alla lettera di una mamma che abbiamo ricevuto in merito ai parco giochi comunali per i bambini e comunque alle aree comunali attrezzate per i cittadini. [ CLICCARE QUI PER LEGGERE LA LETTERA ]
Premesso che non dovrebbero mai esserci disuguaglianze, appare evidente che a Vigna Grande c'è un parco giochi che cade a pezzi e avrebbe bisogno di un intervento mentre a Parco dei Lecci è stato realizzato un parco giochi nuovo, ancora chiuso e accessibile direttamente dai bambini del centro accoglienza Il Grembo.
Risulta che il Comune ha speso 25mila euro per attrezzare tre aere di proprietà comunale derivanti dalla cessione di un terzo del terreno da parte dei proprietari che hanno costruito in base al lotto intercluso: una a fianco al Grembo e due in via Calvarione. come appare chiaramente dalle foto, l'intervento in via Calvarione, se così si vuol chiamare assomiglia ad un ritocco di cipria sui brufoli. Si è cercato di riparare alla meglio i muretti esistenti, sono stati posati in opera degli alquanto miseri cigli stradali e per infiocchettare il tutto è stata messa una staccionata degna della casa di Barbie.
Saranno bastati 200 euro per questa toppa? Chissà, forse sono anche troppi. Perchè realizzare un parco giochi nel terreno a fianco al Grembo, che è già dotato di numerosi giochi e non pensare prima a sistemare il parco pubblico a Vigna Grande? E poi, anziché al Parco dei Lecci, come punto aggregativo, non sarebbe stato più opportuno realizzarlo in Piazza Pietro De Sanctis 14 dove esiste un'altro terreno di proprietà del Comune? L'intervento nella piazza non solo ne avrebbe permesso una sorta di riqualificazione e attrattiva in un posto dove comunque ci sono attività commerciali ed è molto popoloso. Si sarebbe potuto inoltre eliminare l'indegno spettacolo dei cassonetti.
Quante famiglie residenti a Nemi porteranno i loro bambini a giocare al parco giochi del Grembo? Quante famiglie di Nemi avrebbero frequentato piazza De Sanctis per portare i loro figli al parco giochi?
Questo è uno dei tanti esempi di come una organizzazione approssimativa e all'acqua di rosa genera malcontento. E intanto a Vigna Grande le toppe aumentano. Olé.
Redazione
Nemi (RM) - Pubblichiamo volentieri, in quanto riteniamo che un sano "botta e risposta" politico sia interessante per i lettori, la nota di "Insieme per Nemi" che ha inteso rispondere a "Partecipazione Democratica" in relazione alla Protezione Cvile a Nemi [ Cfr. Articolo del 13/06/2014 - NEMI: C'ERA UNA VOLTA LA PROTEZIONE CIVILE ]
Ecco la nota di Insieme per Nemi:
Caro Direttore,
abbiamo letto con grande attenzione, ma non senza un “tantinello” di stupore, la nota recentemente inviata all’Osservatore d'Italia da parte dei responsabili di "Partecipazione Democratica" e riguardante la Protezione Civile di Nemi.
Ricordiamo a noi stessi che Partecipazione Democratica è la compagine civica con la quale il PD ed altre componenti di centro – sinistra hanno partecipato alla competizione elettorale del 2012 per l’elezione del Sindaco e per il rinnovo del Consiglio Comunale, dopo l’umiliante fase del Commissariamento e dopo le inenarrabili vicende che lo avevano determinato.
Stefania Osmari ne era il candidato a Sindaco ed ora ne rappresenta l’unico Consigliere Comunale, formalmente schierato alla opposizione.
Caro Direttore, vuoi sapere come è questa opposizione di Partecipazione Democratica?
Ad un osservatore esterno l’attività del suo consigliere comunale di opposizione appare per quello che sembra oggettivamente, e cioè non assolutamente brillante per interventi, energia profusa e quantità di atti prodotti. E senza che ciò possa essere considerato come un gratuito attacco alla persona del Consigliere Stefania Osmari, ad un altro osservatore, più smaliziato, non potrebbe non apparire, per lo più, come fiancheggiatrice delle iniziative amministrative della maggioranza e delle “inclite argomentazioni del suo inquietante leader”.
Questa ulteriore argomentazione non riguarda personalmente il Consigliere Stefania Osmari.
Tutti coloro che sicuramente sono più “inseriti” nelle “segrete cose” che si agitano nella palude della politica nemese narrano di “scambi di cortesie” nel sostegno dei candidati, come sembra sia accaduto nelle recenti elezioni europee, per le quali alcuni rappresentanti di primo piano dell’attuale maggioranza comunale hanno caldeggiato la preferenza per uno dei candidati del PD. Sempre lo stesso gruppetto di ben informati ritiene che probabilmente si è trattato di un gesto di doveroso ringraziamento per quegli esponenti di primo piano del PD, che durante la campagna elettorale delle Comunali del 2012 si sono spesi per il Sindaco Alberto Bertucci, pur essendo formalmente schierati con altri sodalizi politici.
In questo nebuloso contesto, riferito al presente ed al passato prossimo della politica nemese, che cosa fa Partecipazione Democratica?....
Va a rimasticare il trapassato remoto delle elezioni comunali del 1999, fornendo una ricostruzione dei fatti di quel tempo, relativamente alle vicende della protezione civile, assolutamente fantasiosa, anti-storica e non corrispondente ai fatti. Tutti i protagonisti di quelle vicende, per onestà intellettuale, non possono condividere questa occhiuta reminiscenza. E innanzitutto perché tutto ciò oggi sarebbe assolutamente inutile, anzi potrebbe essere utile solo a Partecipazione Democratica che tenta di creare bersagli ed obiettivi virtuali per tentare di coagulare attenzioni e consensi intorno all’attuale suo nulla politico.
Se Partecipazione Democratica è, o fosse, opposizione deve, o dovrebbe, attaccare la Giunta di Alberto Bertucci e non quelle precedenti, con uno dei quali condivide attualmente i seggi di opposizione.
Oppure il tentativo è quello di mondarsi dal peccato originale di aver “inciuciato” nel 2011 con Bertucci e C. per far cadere la Giunta Cocchi, eletta con consenso plebiscitario. Come dire …… la storia di ripete: la volontà popolare viene annullata dalle manovre del Palazzo e dei suoi sicari in una sorta di “colpo di Comune” cinicamente perpetrato in danno dei cittadini.
Oppure Partecipazione Democratica vive lo psicodramma del “frullatore renziano” che, come un ciclone si è appropriato del PD, ha rottamato il governo Letta, si è quasi auto-incoronato Presidente del Consiglio, mena fendenti poderosi sugli avversari politici e sugli oppositori interni, imponendo dinamismo e decisionismo che, di regola, sono stati sempre aborriti dalla Sinistra, globalmente intesa. Ma come la mettiamo con il 41% dei consensi?
Vuoi vedere, come dice qualcuno, che Renzi piace tanto proprio quando è più Berlusconiano di Berlusconi? Piace tanto quando parla male dei Sindacati e bacchetta gli impiegati pubblici. In questo bailamme che vede crollare i capisaldi dei baluardi dei valori della Sinistra, a Partecipazione Democratica viene il torcicollo e guarda indietro nel 1999, vale a dire nel secolo scorso, mostrandosi priva di realismo politico per l’attualità e senza una adeguata progettualità per il futuro.
LEGGI ANCHE:
13/06/2014 NEMI: C'ERA UNA VOLTA LA PROTEZIONE CIVILE



