Redazione
Valmontone (RM) - Al termine di un lungo Consiglio comunale, ed un ampio confronto tra maggioranza e minoranza, il Comune di Valmontone ha approvato il bilancio di previsione per l'anno 2014, il bilancio pluriennale 2014/2016 e la relazione previsionale programmatica. Un bilancio che, come ha spiegato approfonditamente il sindaco Alberto Latini in aula, pur vincolato ai pesanti tagli dei trasferimento dello Stato (che scendono da circa un milione di euro a 90 mila euro in un anno!), presenta tagli radicali alle spese di gestione (dalla pubblica illuminazione all'acqua, dalla cancelleria alle fotocopie, dalle telefonate alle spese postali) pur di mantenere inalterati i servizi, soprattutto per la scuola e per il sociale.
“Da oggi – afferma il sindaco Latini – basta guardare al passato. Questo è il primo bilancio della Giunta Latini ed è un bilancio di cui andiamo orgogliosi per i tagli che siamo riusciti a fare, per l'equità sociale che abbiamo cercato di inserire nelle diverse tassazioni, per le opere pubbliche che abbiamo messo in programma e quelle che sono già partite. Un modo per segnare un passo nell'Amministrazione della nostra città che vogliamo far tornare a crescere come merita”.
Nella sua relazione Latini ha elencato anche una serie di opere che, dal centro cottura per le mense di Valmontone all'isola ecologica, dalla messa in sicurezza delle scuole ai fontanili, da fogne e strade su diversi Colli all'asfaltatura di tratti importanti della viabilità, dal rifacimento di via Ariana e via Genazzano al completamento del canile comunale, dal restauro e recupero dell'ex Teatro Valle ai lavori al Palazzo Doria Pamphilj, daranno risposte importanti ai problemi della città.
“L’introduzione della Tasi e la contestuale abolizione dell’Imu sull’abitazione principale – commenta il vice sindaco e assessore ai servizi sociali, Eleonora Mattia - ci hanno portato ad approvare il bilancio in un quadro di grande difficoltà e incertezza. La proposta approvata dal Consiglio rappresenta un atto di forte assunzione di responsabilità da parte dell’Amministrazione. Abbiamo voluto dare il nostro contributo anticrisi, cercando di essere vicini a chi è più in difficoltà, tanto che è aumentata la spesa per i servizi sociali e sono state introdotte sostanziali agevolazioni per le famiglie a basso reddito. Basti pensare che grazie a questo bilancio ben 1000 nuclei familiari avranno azzerata l’aliquota comunale Irpef. Ci sono poi le addizionali dell’Imu, che vengono diminuite di quasi due punti per chi affitta a canone concordato, oltre a forme di riduzione e sgravi per anziani soli, per famiglie a basso reddito, per chi è fuori per lavoro o militare e anche per chi ha perso il lavoro (vedi il dettaglio in fondo n.d.r)”. “Grazie ad un finanziamento della Regione Lazio – conclude l'assessore ai servizi sociali - si abbasseranno inoltre le rette al nido comunale di 70 euro al mese per ciascuna bambina o bambino. Insomma, è un bilancio basato sull’equità sociale che cerca di fronteggiare la difficile crisi economica e le gravi ripercussioni sociali che ne derivano. L’obiettivo ultimo è creare, direttamente o indirettamente, le condizioni affinché si possa migliorare il benessere della nostra comunità”.
Il Consiglio ha invece respinto la proposta avanzata dal gruppo Per Valmontone, di concedere lo sgravio totale della Tari a chiunque adotti un cane, custodito nel canile convenzionato con il Comune, perché forte è il rischio di non tutelare adeguatamente gli animali come pure la probabilità che l'adozione, viste le incombenze che spettano al Comune, non ridurrebbe le spese comunali ma potrebbe aumentarle.
Nella sintesi seguente, i dettagli definiti dal Consiglio comunale per ciascuna tipologia al fine di consentire ai cittadini di usufruire delle numerose agevolazioni e benefici introdotti per rendere meno pesanti le nuove tassazioni comunali stabilite dagli ultimi governi. Per la prima volta in tanti anni l'Amministrazione Comunale ha adottato un’ampia gamma di agevolazioni che consentono alle fasce più deboli di vedersi alleviata la pressione fiscale e puntano con decisione al riequilibrio della tassazione locale, con l’obiettivo di riportare tutti ad uno stato di legalità e di giustizia sociale. Eccole riassunte per ciascuna tipologia di tributo.
IMU (imposta sugli immobili)
Si applica alle seconde abitazioni con aliquota del 10,6 per mille e le seguenti agevolazioni:
• aliquota ridotta al 9 per mille per chi concede in affitto l’immobile a canone concordato.
• esenzione totale per:
- unità immobiliari di proprietà di anziani o disabili che hanno residenza in cliniche o Rsa (purché non locate);
- case degli italiani residenti all’estero (purché non locate);
- abitazioni concesse in comodato gratuito a parenti entro il I grado (padre/figlio), anche se registrate nel corso del 2014 si potrà applicare già nel 2014;
- immobili delle imprese costruttrici invenduti e gli immobili rurali strumentali;
- le abitazioni dei militari comandati presso sedi estere o italiane.
TASI (tributo sui servizi indivisibili): 2,5 per mille con le seguenti riduzioni:
• riduzione del 50% per nuclei familiari con reddito Isee inferiore a 5 mila euro;
• riduzione del 50% per nuclei con soli anziani (sopra i 70 anni) con reddito non superiore al doppio della pensione minima;
• riduzione del 40% per nuclei con handicap grave o anziano purché percepisca indennità di accompagnamento e reddito Ise inferiore ai 35 mila euro;
• riduzione del 40% per quei nuclei che, nel corso dell’anno, hanno subito un grave cambiamento economico/lavorativo (e siano in cassa integrazione o mobilità) solo se reddito Isee corrente è inferiore ai 5 mila euro.
TARI (tassa sui rifiuti). Al pari della Tasi fruisce delle seguenti riduzioni:
• riduzione del 50% per nuclei familiari con reddito Isee inferiore a 5 mila euro;
• riduzione del 50% per nuclei con soli anziani (sopra i 70 anni) con reddito non superiore al doppio della pensione minima;
• riduzione del 40% per nuclei con handicap grave o anziano purché percepisca indennità di accompagnamento e reddito Ise inferiore ai 35 mila euro;
• riduzione del 40% per quei nuclei che, nel corso dell’anno, hanno subito un grave cambiamento economico/lavorativo (e siano in cassa integrazione o mobilità) solo se reddito Isee corrente è inferiore ai 5 mila euro;
• pur iscritti negli elenchi anagrafici non sono computati ai fini della determinazione del numero dei componenti:a) anziano dimorante in casa di riposo; b) soggetto che svolge attività di studio o di lavoro all’estero per un periodo superiore a sei mesi; c) militari comandati per lo svolgimento delle proprie mansioni presso sedi estere o italiane.
ADDIZIONALE IRPEF: esenzione totale sotto i 7.000 euro di reddito
Redazione
Viterbo - Periodo di crisi, disagi nelle famiglie, aumento del ricorso al sociale! Queste sono le “emergenze” di questi ultimi anni e con l’idea che “il sociale non si fa più da soli” si è pensato di costituire sulla provincia di Viterbo una rete di associazioni e di cittadini che, nel più completo spirito del volontariato, intendono contribuire in modo fattivo e costruttivo alla risoluzione dei problemi vissuti.
Nasce così l’idea di SALVAMAMME VITERBO E PROVINCIA che ha visto il suo atto ufficiale di nascita il 31 marzo presso i locali dei Centri Servizi per il Volontariato del Lazio CESV-SPES di Via Igino Garbini 29/g a Viterbo.
Da tempo infatti l’Associazione “I Diritti Civili nel 2000 – Salvabebè/Salvamamme” opera sulla provincia di Viterbo mediante un protocollo di intesa firmato con l’Associazione di Protezione Civile “Radio E Non Solo Monterosi” (APC RNS MONTEROSI) che è anche capofila della neonata rete, ma vista la crescente richiesta e il desiderio di coinvolgimento di altri soggetti attivi sul territorio provinciale, con il coordinamento della sede di Salvamamme di Roma (www.salvamamme.it – Via Ramazzini 15 Roma) e la supervisione della sua presidente Maria Grazia Passeri e del Direttore Generale Katia Pacelli, è stata ufficializzata la nascita delle rete associativa SALVAMAMME VITERBO.
Quindi al momento sono entrati a far parte di Salvamamme Viterbo le seguenti associazioni e cittadini:
• Associazione Protezione Civile RADIO E NON SOLO MONTEROSI (sede operativa in Monterosi (VT), Via Caduti di Tutte le Guerre n. 6; Presidente Mauro ELEFANTE)
• Associazione Volontari Protezione Civile FABRICA DI ROMA (sede operativa in Fabrica di Roma (VT), Via di Vignanello n. 2; Presidente Roberto PICCIONI)
• Centro Antiviolenza DONNE PER LA SICUREZZA (sede operativa in Viterbo, Via S. Pietro n. 72; Responsabile Giovanna DOMINIONI)
• Associazione Culturale I DIAMANTI ROSA (sede legale in Fabrica di Roma (VT), Via del Cerreto n. 42; Presidente Lorena CASTAGNETO)
• Associazione Interculturale SANS FRONTIERE (sede legale in Viterbo; Presidente Lukusa TSHIELA)
• Anna RENZI NATILI operante su Viterbo
• Maria Giuseppina BRESCIANI operante su Viterbo
• Gabriella LUZIATELLI RINALDUCCI operante su Viterbo
La rete Salvamamme Viterbo si prefigge di perseguire gli obiettivi dell’Associazione “I Diritti Civili nel 2000 – Salvabebè/Salvamamme”, ovvero di prevenire e combattere il disagio e le vecchie e nuove forme di emarginazione ed esclusione sociale anche attraverso lo studio della fenomenologia della maternità e dell’infanzia a rischio, e offrire soluzioni ed interventi pratici attivando un servizio di intervento socio-assistenziale a favore delle donne, anche mediante la distribuzione di supporti per la prima infanzia, come indumenti, carrozzine, passeggini, giocattoli, alimenti e beni indispensabili di prima necessità ad uso di famiglie che vivono una grave esclusione socio-economica.
Tra le campagne attive anche sulla provincia di Viterbo vi è “La Valigia di Salvataggio” che è un aiuto concreto a quelle donne fuggite dalla violenza del compagno, marito, partner o vittime di stalking. Le donne dunque vittime di vere aggressioni, che per scappare non hanno avuto nemmeno il tempo di prendere le loro cose personali, e che magari sono accampate fortunosamente da parenti o, degenti in ospedale, costrette poi a rientrare in casa per recuperare le proprie cose dove il peggio è in agguato o che comunque hanno trovato i propri effetti personali ridotti in pezzi o scomparsi.
Sara Galea
La sofferenza emotiva, ovvero lo stato di crisi, è la spinta che crea la giusta motivazione che porta l’essere umano a guardarsi dentro, per trovare desideri e obiettivi che lo conducano verso un radicale cambiamento.
La sofferenza è fondamentale affinchè l’essere umano finalmente inizi ad ascoltarsi, ad osservarsi, ed a cercare di comprendere quello che altrimenti continuerebbe ad ignorare… Ovviamente arriverà il giorno in cui non ci sarà più bisogno di uno stato di crisi per rimanere nel flusso, ovvero in uno stato di realizzazione, d’appagamento, e quel giorno sarà il giusto momento in cui inizieremo a camminare incessantemente di obiettivo in obiettivo, percorrendo la via per raggiungere gli obiettivi con la consapevolezza che è questa stessa l’ obiettivo primario per raggiungere la nostra realizzazione… Soltanto il singolo individuo può stabilire di vivere una vita in linea con le proprie aspettative, e questo si raggiunge vivendo in maniera coerente con ciò che siamo dentro di noi, dandoci strumenti e conoscenze che ci spingano verso l’autoefficacia ( capacità di essere efficienti e utili a noi stessi ) e l’ organizzazione di azioni mirate individuando le mosse giuste da fare per raggiungere i nostri sogni.
Redazione
Rieti - Il Sindaco di Rieti, Simone Petrangeli, ha formalizzato oggi, con la firma dei decreti, la composizione della Giunta comunale dopo la verifica interna alla maggioranza seguita all'azzeramento della squadra di governo.
Le deleghe sono stete così assegnate:
Emanuela Pariboni (Vice Sindaco e Assessore Opere pubbliche, Edilizia scolastica, Attività produttive, Artigianato, Commercio, Politiche del lavoro, Sviluppo locale);
Carlo Ubertini (Assessore Ambiente, Ecologia, Agricoltura, Aree rurali, Sostenibilità e nuovo modello di sviluppo, Viabilità e Trasporti);
Marcello Degni (Assessore Programmazione economica e finanziaria, Bilancio e tributi, Innovazione ed Efficienza);
Andrea Cecilia (Assessore Pianificazione urbanistica e Gestione del territorio);
Vincenzo Giuli (Assessore Attuazione del programma, Rapporti con il Consiglio comunale, Polizia Municipale, Partecipazione, Energia, Comunicazione e Associazionismo);
Paolo Bigliocchi (Assessore Personale, Patrimonio, Controllo di gestione);
Stefania Mariantoni (Assessore Politiche Socio-sanitarie, Solidarietà, Integrazione, Politiche della Casa e Coesione sociale);
Alessandro Mezzetti (Assessore Sport, Tempo libero, Manutenzioni, Decoro urbano, Protezione Civile, Frazioni e periferie);
Diego Di Paolo (Assessore Turismo, Culture, Promozione del territorio).
Il Sindaco ha conservato le deleghe ai Rifiuti, ai Rapporti con Enti, Società e Consorzi partecipati, Europa e Contenzioso.
"Questa pausa di riflessione, durante la quale l'attività amministrativa non si è mai fermata, - dichiara il Sindaco Petrangeli - è stata occasione di approfondimento e momento di condivisione all'interno della coalizione.
C'è bisogno del massimo dell'impegno e del senso di responsabilità se vogliamo che l'ambizioso programma politico e amministrativo si realizzi compiutamente. In questi 15 mesi abbiamo fatto tantissimo e abbiamo messo le basi affinché sia possibile dispiegare, fino in fondo, l'attività amministrativa in tutti gli ambiti di competenza del Comune.
L'esecutivo riconfermato avrà una impostazione dinamica e non escluderà, nel corso della legislatura, passaggi di competenze a fronte del raggiungimento degli obiettivi che abbiamo fissato.
Occorre accelerare il lavoro, innanzitutto per dare risposte ai tanti che hanno bisogno, programmare lo sviluppo e dare forma alla città nuova che vogliamo e possiamo realizzare.
La maggioranza, per questo, si è ritrovata condividendo la necessità di aggiornare il programma guardando alle priorità, ai tempi e ai modi di realizzazione dello stesso".
Sara Galea
La capacità intuitiva di osservare che c’è uno stato di crisi usualmente avvia una serie di dinamiche che determinano i cambiamenti della vita. I cambiamenti possono essere circoscritti a un ambito o totali e, a volte, diventano puramente illusori, perché stravolgere il senso della vita è, ovviamente percezione puramente mentale, un'azione talmente dura da fare scattare paure e blocchi nella persona che richiede delle modificazioni consistenti, o meno, nel suo vissuto. La ricerca della felicità è la molla che spinge l’essere umano a camminare verso la realizzazione di Se, e non si trova in situazioni esterne, è uno stato dell’essere, mentale, che si ottiene, quando si parla di vera felicità, manifestando le proprie capacità, valori, bisogni e potenzialità.
Il primo fondamentale passo che si fa per raggiungere la propria serenità d’animo, e quindi uno stato consolidato di felicità, è la conoscenza di se stessi, che si può ottenere soltanto attraverso un’attenta ed efficace comunicazione con se stessi. La sincerità di una vera trasmissione d’informazione tra ciò che l’essere umano è dentro di Se e quello che crede essere avviene attraverso un’intima osservazione, ascolto, e analisi di quelli che sono i propri bisogni, desideri, e quindi mancanze.
Molto spesso avviene che nel corso stesso di un’attenta analisi, autoanalisi mi permetterei di sottolineare, si attua un’opera di sabotaggio delle informazioni che si hanno in possesso creando dei racconti ‘’nel vuoto’’, ovvero che hanno l’unica funzione di confondere, e mischiare, le carte che l’essere umano ha in dotazione per comprendere cosa fare per essere felice: ad esempio, uno stato di crisi all’interno di un rapporto di coppia può scatenare stati di dubbio che azionano paure tali da trascinare la persona scontenta a bloccare qualsiasi passaggio verso un cambiamento parziale o totale nella relazione, addossando le responsabilità del fallimento ai comportamenti dell’altro; condannando e giustificando contemporaneamente gli atteggiamenti di entrambi, che fanno invece parte ‘’dell’essere’’, e quindi non possono, e non si può pretendere, vengano cambiate. Due persone, ad esempio, che hanno una relazione di coppia e sono drasticamente diverse nella cultura, nel modo di vivere, nelle aspirazioni, negli obiettivi, ed in tutto ciò che fa parte del loro mondo individuale, probabilmente saranno incapaci di trovare un equilibrio e lo stato di felicità e, in alcuni casi, di assumersi la responsabilità di ammettere che c’è incoerenza tra quello che vogliono e ciò che possono, invece, ricevere realmente da quel rapporto, diventando manchevoli nei confronti dell’esistenza propria e altrui, e, in molti casi, cercando di fingere di volersi uguagliare al compagno/a semplicemente per portare avanti la relazione in questione per abitudine, paura, fragilità, superficialità e altro, magari mercificando, e mortificando, la propria e altrui vita.
Prendendo come scusante un sentimento, frainteso, che inizia a fungere soltanto da legante per non attuare il cambiamento che darebbe ad entrambi la possibilità di vivere una vera relazione fatta di Amore, condivisione e felicità, la persona, o le persone, si trovano a vivere una serie di conflitti interiori che si riversano, inevitabilmente, anche nel resto delle estensioni di vita, inclusa quella sociale e professionale.
La felicità, dunque, è il senso della vita, ed il modo in cui si decide di viverlo decreta la qualità della vita stessa che si crea.
Il singolo individuo è unico responsabile della propria felicità, insieme alle sue scelte e volontà, gli altri sono soltanto coadiutori consapevoli, o in-consapevoli, di ciò che ‘’ognuno’’ decide di creare per se stesso.
Questo deve fare riflettere sul fatto che tutto ciò che si realizza agisce anche sulla vita degli altri.
Quanto sono importanti le scelte?
Angelo Parca
Gaeta (LT) - Il cantiere navale Italcraft è occupato dai lavoratori senza busta paga ormai da mesi e con una sentenza di fallimento che pesa come un macigno sul futuro lavorativo di circa 50 famiglie. L'unica speranza, adesso, è che si trovi subito un compratore e che i lavoratori scongiurino la perdita definitiva della loro occupazione.
Intanto l’assessore regionale al Lavoro, Lucia Valente ha visitato il cantiere occupato: “Desidero esprimere la mia solidarietà e la mia vicinanza, e quella di tutta la Giunta Zingaretti, ai 46 lavoratori che da circa due settimane stanno occupando l’Italcraft di Gaeta per difendere il loro posto di lavoro. Sul cantiere navale il Tribunale di Latina ha emesso una sentenza di fallimento lo scorso 26 giugno”. Ho partecipato ad un’assemblea dei lavoratori non programmata – prosegue Valente - e mi sono fatta spiegare quali sono le loro richieste e le loro preoccupazioni. Credo che in questa fase vadano ascoltati i lavoratori che, con la protesta, chiedono di non essere lasciati soli e chiedono aiuto alle istituzioni nella difesa dei loro diritti. Noi come Regione Lazio – conclude l’assessore Lucia Valente - non li lasceremo soli e valuteremo tutte le strade possibili per far sì che il sito industriale sopravviva. Faremo di tutto per garantire il posto di lavoro ai 46 dipendenti e, con questo obiettivo, appoggeremo qualsiasi iniziativa industriale che preveda il mantenimento degli attuali livelli occupazionali“.
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Redazione
Viterbo - “Gli effetti prolungati della crisi aggrediscono come non mai la nostra economia. L’intero sistema locale, costituito prevalentemente da micro e piccole imprese, va verso il collasso coinvolgendo indistintamente imprenditori, lavoratori, professionisti, giovani. C’è urgente bisogno di misure concrete, fruibili istantaneamente dalle imprese, che blocchino il trend negativo e pongano le basi per una ripresa in tempi brevi”. Così Ferindo Palombella, presidente della Camera di Commercio di Viterbo ha commentato i dati relativi al primo trimestre 2013 diffusi da Unioncamere sulla base di Movimprese, la rilevazione trimestrale sulla natalità e mortalità delle imprese condotta da InfoCamere, la società di informatica delle Camere di Commercio italiane.
Alla fine di marzo il numero complessivo di imprese iscritte alle Camere di Commercio di Viterbo risulta pari a 37.760, -0,72% rispetto al 31 dicembre 2012 (era -0,47 rispetto al 2011). Tasso di crescita negativo anche per Lazio pari a -0,07% e per l’Italia -0,51%.
Per la provincia di Viterbo nel 1° trimestre sono state 674 le imprese iscritte contro le 949 cessate, con un saldo di -275 imprese in termini assoluti al netto delle cancellazioni d’ufficio. Occorre rilevare che statisticamente i dati del primo trimestre presentano con una certa regolarità saldi negativi, in quanto a fine anno si concentrano le cessazioni di attività, il cui riflesso si registra negli archivi camerali nelle prime settimane del nuovo anno.
Tra i settori si rilevano delle riduzioni in quasi tutti i comparti produttivi della provincia di Viterbo. L’agricoltura rappresenta sempre il principale settore per numero di imprese iscritte pari a oltre il 32% nonostante la progressiva riduzione strutturale che ha subito negli ultimi anni. Lo stock di imprese agricole registrate tra la fine del 2012 e il primo trimestre 2013 ha segnato un -1,4%.
Le attività manifatturiere registrano una variazione del -1,77%, così come il commercio -0,56% mentre per le costruzioni il calo è ancora più consistente e pari al -2,29% a causa del perdurare della situazione di crisi.
In calo anche lo stock nelle imprese del comparto dei trasporti (-1,47%), le attività di noleggio e agenzie di viaggio (-1,86%), le attività professionali e tecniche (-2,03%) e le attività finanziarie ed assicurative il calo risulta più marcato –2,22%.
Tra i pochi settori che hanno chiuso il trimestre con un saldo positivo troviamo quello dei servizi di alloggio e ristorazione (+0,43%), il settore delle attività immobiliari (+0,54%) e le attività artistiche e sportive (+1,21%).
Analizzando variazioni del numero di imprese dal punto di vista giuridico si nota che le imprese individuali hanno registrato un -1,21%, riducendo la propria quota al 65,9% rispetto al numero complessivo di imprese. Segno negativo, ma più contenuto, per le società di persone con un -0,31% attestandosi al 16,9%. Continua invece la crescita percentuale delle società di capitale dello 0,93%, raggiungendo il 13,9% sul totale delle unità registrate, mentre risulta invariata la crescita delle altre forme di imprese e attestandosi al 3,3%.
Chiara Rai
Mentre la politica si scorna, s’incontra e scontra senza proporre nulla di concreto la mente viaggia verso l’Italia di cui si vorrebbe parlare nel futuro. Un’Italia risollevata dalla crisi grazie ad una semplice ricetta prodotta con investimenti mirati alla ricerca, alla formazione e allo sviluppo e alla salvaguardia dell’Ambiente. Sembrano parole aliene per noi, una dimensione extraterrestre eppure altri Paesi hanno già dato il buon esempio in tal senso.
Grazie ad una politica di investimenti nei settori di ricerca, formazione e istruzione arricchita da un programma per facilitare l’accesso al credito per le piccole e medie imprese, grazie alla riduzione dell’imposta del reddito e la rivisitazione, razionalizzazione e laddove necessario potenziamento dell’offerta sanitaria e grazie soprattutto ad una enorme offerta culturale, l’Italia volerebbe ai primi posti in Europa come produttori di benessere e di una politica economica mirata e brillante. Basterebbe drasticamente tagliare i costi della politica e tutti benefit che si sono talmente moltiplicati da soffocarci come sanguisughe. Togliendo la scorta e l’auto blu a Prodi, i festini a Fiorito, le case a Scajola e a Ceppalopoli, quanti posti di lavoro nella formazione, ricerca, cultura avremmo rimediato? Caserme dismesse, palazzi, beni dello Stato in abbandono con all’interno macchinari nuovi di zecca: quanti posti di lavoro riusciremmo a creare? Il problema è che si è rinunciato a ciò che misura la nostra civiltà. La cultura, a mio parere, misura la nostra civiltà e noi siamo riusciti quasi ad ucciderla.
Abbiamo un patrimonio culturale, archeologico e naturalistico che tutto il mondo ci invidia e non riusciamo a comprendere che basterebbe utilizzarlo come volano, basterebbe tornare all’opera, a teatro, valorizzare le scuole e restituire la dignità agli insegnanti. Sì perché oltre alla rumorosissima ed evidente crisi economica stiamo vivendo una silente e assassina crisi dell’istruzione. La democrazia per essere tale deve cibarsi d’istruzione e di cultura umanistica. E infine “last but not least”, bisognerebbe, almeno in questo frangente cogliere la crisi come l’opportunità di tornare alle radici per un “ritorno all’etica dei consumi”, così come scritto sullo studio del Cermes dell’università Bocconi il quale suggerisce una perfetta ricetta: mettersi nelle sapienti mani di una donna.
Ecco, forse una donna al Colle in questo momento sarebbe risolutiva come, nella Chiesa ad esempio, lo è stato Papa Francesco che ha portato quella giusta dose di umiltà, semplicità e reale comprensione della condizione di povertà che chiede il popolo sia esso credente o no. Sarebbe un passo avanti ad esempio iniziare dalle piccole cose, dai piccoli cambiamenti per arrivare ai grandi. Ci si può appassionare alla pratica del bookcrossing: si scambiano libri, si fa circolare la cultura. Negli Stati Uniti, migliaia di persone attraverso internet condividono, scambiano, rimettono in circolo beni e competenze. Si chiama Consumo collaborativo, a chiamarlo così sono stati Rachel Botsman e Roo Rogers nel loro libro. What’s mine is yours e, secondo il Times, è una delle dieci idee che cambierà il mondo. Questo poteva essere una modalità anticrisi che avrebbe potuto adottare il buon Grillo amante del web e dell’”estero”, la stampa estera. Così, proprio leggendo i giornali d’oltreoceano avrebbe potuto carpire, riprodurre e proporre agli italiani. La mente ha viaggiato verso un’Italia che può essere costruita solo se venissero messi da parte gli interessi personali in favore del vero, reale “bene del Paese”.
Redazione
Grottaferrata (RM) - Gabriele Mori non è più il sindaco di Grottaferrata. La maggioranza di centrosinistra è finita alla deriva. Tra i motivi scatenanti anche la crisi Aimeri e la sua gestione compreso l'affidamento dell'appalto dell'appalto temporaneo alla Servizi Industriali srl. Una manovra per la quale i consiglieri hanno chiesto conto a Mori. Il sindaco si è dimesso intorno alle 20 di questa sera, mercoledì 10 Aprile 2013.
Redazione
Frosinone - In tempi di crisi economica, anche Telecom taglia le proprio sedi, a rischio quella del Frusinate. “La priorità è la tutela dei livelli occupazionali e il mantenimento della sede nel capoluogo per evitare lo smantellamento dei servizi presenti sul territorio”.
Così il Senatore Francesco Scalia interviene a sostegno dei lavoratori del 187 di Frosinone dopo la presentazione del piano di riordino aziendale Telecom che prevede la chiusura di 40 sedi provinciali, tra cui quella di Frosinone.
“Non possiamo accettare – continua Scalia - questa logica di tagli indiscriminati che, con la chiusura della sede di via Valle Fioretta, provocherà la perdita di 40 posti di lavoro. A Frosinone le operatrici sono per la maggior parte donne e non si può proporre loro un trasferimento nella capitale o il telelavoro in quanto tale ipotesi non tiene conto delle loro esigenze di gestione familiare.
Trovo molto più condivisibile la proposta delle organizzazioni sindacali su un trasferimento del servizio in uno stabile diverso che comporterebbe una effettiva riduzione dei costi d’affitto”.
“E’ necessario – conclude Scalia - ricercare ogni possibile soluzione che possa evitare l’ennesima chiusura nel nostro territorio. Bene l’impegno del Prefetto ma è indispensabile che anche la Provincia e la Regione si attivino presso i vertici aziendali convocando con urgenza un tavolo di confronto con le organizzazioni sindacali per mediare in questa difficile vertenza”.
09/03/2012 


