Redazione
Lazio - Si è tenuto presso l’Arsial un incontro con la delegazione cinese composta di esponenti agricoli della regione di Guangxi, al fine di porre in essere una proficua collaborazione tra l’Agenzia e gli agricoltori cinesi. Il primo percorso individuato consiste nel dare loro un supporto in materia delle tecnologie per lo stoccaggio e la conservazione di cereali riso e frumento, prodotti principe dell’agricoltura cinese. Sarà compito dell’Arsial mostrare ai cinesi come agire per una loro buona conservazione e come effettuare la lotta agli agenti parassiti che si potrebbero insidiare, essendo Guangxi una regione umida. Si auspica che nei prossimi incontri si arrivi ad una convenzione e che questa segni il primo passo dell’ente verso un’attività di internazionalizzazione.
Redazione
No alla cagliata surgelata, sì ad un piano rigoroso di controlli e presto un marchio di identità della mozzarella di bufala laziale. Tutto questo in sintesi i temi della conferenza stampa svoltasi stamane presso l’Enoteca Regionale Palatium sulla “Valorizzazione dei prodotti bufalini ciociari” alla quale sono intervenuti il Presidente dell’Arsial Erder Mazzocchi, il Consigliere dell’Arsial Mauro Buschini, ed il sindaco di Amaseno Giannantonio Boni.
“La Regione Lazio deve opporsi in maniera ferma al tentativo di introdurre nel disciplinare della mozzarella di bufala campana DOP l’utilizzo della cagliata congelata” ha tuonato Giannantonio Boni, interpretando l’umore dei molti allevatori intervenuti alla conferenza.“E con la nuova legislatura dobbiamo riproporre in maniera forte il tema dell’identità della mozzarella di bufala della nostra regione”, gli ha fatto eco Mauro Buschini, che vuole ricostruire una propria identità legata ai territori di produzione.
Il tema della necessità di un piano rigoroso di verifica sanitaria è stato richiamato nel corso del dibattito come uno strumento che non solo tutela i consumatori, tanto più quando si è di fronte ad un prodotto tutelato a livello europeo, ma garantisce anche il reddito agli allevatori onesti che lavorano non solo nei piani di qualità, ma che controllano anche scrupolosamente la salute degli animali e quindi delle produzioni.
Richiamato da Mauro Buschini il forte valore “identitario” della mozzarella di bufala per il territorio ciociaro. La questione di una certificazione che identifichi e valorizzi la mozzarella di bufala laziale è stata ripresa dal Presidente dell’Arsial Erder Mazzocchi, che ha richiamato la positiva esperienza seguita dall’Arsial con la doppia cappatura del pecorino romano che oggi identifica la produzione laziale rispetto a quella sarda, sottolineando come “anche per la mozzarella di bufala deve essere ripreso, con la nuova consigliatura,un progetto concreto per arrivare ad identificare il prodotto della nostra Regione, perché, solo così, - ha proseguito Mazzocchi - le risorse e l’impegno nelle attività promozionali possono tornare utili e proficui ai nostri allevatori”. “Ma per arrivare a questo importante risultato - ha proseguito Mazzocchi - è indispensabile la capacità aggregativa degli allevatori ciociari e laziali che arrivino a supportare organismi unitari in grado di portare avanti anche progetti di autocontrollo capaci di rappresentare in maniera forte alla politica regionale l’istanza del comparto”.
E sul tema della cagliata artificiale Salvatore Rinna, Presidente del Cab, Consorzio Allevatori Bufalini della valle dell’Amaseno, ha lanciato una proposta alternativa al tema della cagliata congelata per aiutare a gestire meglio la produzione lattiera. “Con la destagionalizzazione dei parti - ha dichiarato Rinna - è possibile evitare i picchi produttivi di latte concentrati nei mesi invernali ed evitare così di avere una sovrapproduzione di latte nella stagione autunno-inverno quando il mercato della mozzarella cala le vendite. La destagionalizzazione dei parti permetterà di rispondere in maniera efficace alle esigenze dei consumatori e nel contempo garantire l’autenticità e genuinità della nostra mozzarella di bufala.” “Tre temi - ha concluso Buschini - l’opposizione alla cagliata congelata, la necessità di controlli rigorosi e la costruzione di un percorso d’identità della mozzarella di bufala su cui continueremo ad impegnarci in futuro lavorando anche per potenziare i compiti e le competenze di Arsial in questo settore.”
Redazione
Lazio - Qualex 2004 srl, da diversi anni nel mercato dei prodotti ortofrutticoli, si fa promotrice del progetto “Tesori del Lazio” patrocinato dall’ARSIAL, l’Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l’Innovazione dell’Agricoltura del Lazio.
Un progetto che ha lo scopo di favorire la penetrazione dei prodotti del Lazio con denominazione Dop e Igp nella Gdo (Grande distribuzione organizzata), offrendo ai produttori che sono a monte della filiera ortofrutticola un marchio collettivo di garanzia di qualità, e garantendo nel contempo, al grande distributore, la continuità delle forniture per tutto l’arco dell’anno grazie alla vasta gamma dei prodotti a stagionalità differente, senza perdere di vista l’esigenza della filiera corta, fattore che va affermandosi sempre più come esigenza etica nel mercato alimentare anch’esso ormai globalizzato.
“L’espansione del mercato dei prodotti tipici - dichiara Filiberto Montano, Direttore Generale Qualex 2004 - rappresenta un fattore strategico di successo importante per lo sviluppo economico territoriale. Gli attori economici e le stesse istituzioni, sia a livello europeo che nazionale, ne riconoscono il ruolo determinante e ne incentivano e tutelano lo sviluppo. Ma valorizzare le produzioni tipiche - continua Montano - non è impresa facile. Il settore produttivo è spesso frammentato e discontinuo, le quantità sono modeste, e tali fattori ostacolano lo sviluppo di strategie di marketing da parte dei piccoli produttori utili per differenziare il prodotto e creare una forte identità di marca rispetto alla produzione agricola su larga scala e indifferenziata. D’altro canto la Gdo non può gestire con efficienza ed efficacia le politiche di approvvigionamento dovendo contrattare con tanti piccoli produttori. Infine il consumatore finale pur essendo particolarmente sensibile alla provenienza limitrofa dei prodotti agricoli di fronte ad un prodotto poco differenziato difficilmente ne giustifica la differenza di prezzo. Il progetto “Tesori del Lazio” nasce quindi – conclude Montano - per far fronte a questi tre ordini di criticità, offrendo: ai produttori l’opportunità di entrare nella GDO con un marchio altamente differenziato e ben visibile costantemente presente nel punto vendita; assistenza di marketing e tecnica per ciò che attiene gli standard di prodotto preventivamente definiti; supporto finanziario sui crediti al cliente attraverso protocolli di intesa con istituti bancari; supporto logistico e risparmi di costi di trasporto; e monitoraggio dei prezzi al consumo. Ai grandi distributori l’opportunità di selezionare i fornitori; aumentare la redditività delle categorie di prodotti tipici pur variando l’assortimento all’interno della categoria; di mantenere standard qualitativi costanti e dare continuità alle vendite avendo stabilizzato il rapporto con i fornitori; supporti logistici e disponibilità di consegna immediata sul punto vendita; promozioni e marketing. Ed infine ai consumatori garantisce un prodotto di qualità; il rispetto della stagionalità produttiva, che è un tema di crescente attrattiva; informazioni sull’uso del prodotto e sulle sue caratteristiche distintive”.
“Per coloro che ricercano la qualità nell’alimentazione – dichiara Erder Mazzocchi, Presidente Arsial – i marchi e le certificazioni dovrebbero rappresentare uno dei primi elementi di valutazione. Il Lazio possiede un vasto patrimonio agroalimentare di produzioni tipiche e di prodotti tradizionali. Non possiamo, quindi, che accogliere favorevolmente progetti come questi che cercano di favorire la diffusione dei prodotti di qualità laziali nella grande distribuzione”.
Mazzocchi: "I fondi per la realizzazione della manifestazione sono stati assegnati dall’Assessorato all’Agricoltura ad Arsial soltanto alla fine di marzo 2011 con la manifestazione che sarebbe iniziata il 5 aprile”.
Redazione
In relazione alle agenzie di stampa che riporterebbero Erder Mazzocchi quale indagato insieme all’Assessore all’Agricoltura della Regione Lazio Angela Birindelli e al Sindaco di Viterbo Giulio Marini in merito alla presunta turbativa d’asta tesa a favorire aziende viterbesi per la partecipazione al Vinitaly, Arsial viene a precisare che “il Vinitaly 2012 è stato realizzato direttamente dall’Assessorato all’Agricoltura della Regione Lazio”. Per quanto concerne poi il Vinitaly 2011 realizzato da Arsial, la stessa Agenzia ha affidato i servizi direttamente all’ente fiera di Verona, esclusivista degli spazi e della manifestazione. “Non ho mai avuto rapporti con aziende viterbesi, né personali né professionali e tutti gli affidamenti sono stati fatti direttamente dall’ente fiera di Verona” dichiara Mazzocchi il quale precisa che “ i fondi per la realizzazione della manifestazione sono stati assegnati dall’Assessorato all’Agricoltura ad Arsial soltanto alla fine di marzo 2011 con la manifestazione che sarebbe iniziata il 5 aprile”. Precisa Mazzocchi “la mia attività è consistita nel ricontrattare a favore dell’erario pubblico, un contratto biennale sottoscritto dal mio predecessore”. “Ho piena fiducia nell’operato della magistratura ma, sottolineo, che nessuna contestazione inerente i reati di turbativa d’asta mi è stata mai notificata anche perché Arsial non ha messo in atto nessuna procedura di gara”.
ARTICOLI DI INTERESSE:
07/03/2012 ARSIAL TRA INDISCREZIONI E ANTICIPAZIONI.
Battistoni / Cetrone: "Tali adeguamenti rivestono carattere di urgenza in relazione al fatto che la Regione ha individuato Arsial quale ente di controllo per la DOP di Roma nel comparto vitivinicolo, mentre le filiere produttive hanno già chiesto che l'Agenzia certifichi altre produzioni a denominazione (Pecorino di Piscinisco DOP, Patata dell'Alto Viterbese IGP eccetera)".
Angelo Parca
Via libera in commissione Agricoltura del Consiglio regionale del Lazio ad una proposta di legge firmata dal presidente Francesco Battistoni (Pdl) e dalla consigliere Gina Cetrone (Pdl) che permetterà all'Arsial di divenire concretamente organismo di certificazione e controllo delle produzioni di agroalimentari di qualità regolamentata. "Tali adeguamenti - hanno sostenuto Battistoni e Cetrone nella relazione introduttiva al provvedimento - rivestono carattere di urgenza in relazione al fatto che la Regione ha individuato Arsial quale ente di controllo per la DOP di Roma nel comparto vitivinicolo, mentre le filiere produttive hanno già chiesto che l'Agenzia certifichi altre produzioni a denominazione (Pecorino di Piscinisco DOP, Patata dell'Alto Viterbese IGP eccetera)". Tutto ciò però richiede preventivamente che - come richiesto dal Ministero per le politiche agricole (MiPAF) - vengano separate le funzioni di "certificazione" da quelle di "vigilanza" sugli organismi di controllo che Arsial si vede attribuire dalla vigente normativa. Per eliminare queste competenze - ed evitare che l'agenzia si trovasse a vigilare su se stessa - la proposta di legge, che ora passa all'attenzione dell'Aula con relatore di maggioranza la consigliere Cetrone, cancella una serie di disposizioni tanto nella legge regionale 21/1998 "Norme per l'agricoltura biologica" che nella legge regionale n. 2/1995 "Istituzione dell'Agenzia regionale per lo sviluppo e l'innovazione dell'Agricoltura del Lazio (Arsial)". Le funzioni di "vigilanza" sugli organismi di controllo spetteranno all'Assessorato, mentre Arsial avrà la strada spianata per esercitare le funzioni di "certificazione" e divenire organismo di controllo.Il voto favorevole alla proposta di legge da parte della commissione Agricoltura è stato preceduto, nel corso della seduta di ieri 10 luglio, dal parere favorevole espresso dal direttore dell'Assessorato alle politiche agricole, Roberto Ottaviani. Hanno partecipato al voto i consiglieri Nicola Illuzzi (Lista Polverini), Raffaele D'Ambrosio (Udc) e Fabio Nobile (FdS).
Erder Mazzocchi: "Quando abbiamo ipotizzato, solo due anni fa, con Cinecittà Luce la realizzazione del portale non avevamo la percezione di poterlo realizzare in tempi così brevi."
Battistoni: "La riforma rappresenta un passato che non possiamo dimenticare. Ha, infatti, segnato l’inizio di un cambiamento profondo dell’agricoltura della nostra regione, portandola a quello che è oggi."
Redazione
Agristoria.it, un portale dedicato alla Riforma agraria, presentato ieri giovedì 5 luglio nel corso di una conferenza stampa nei locali dell’Enoteca regionale Palatium. E’ il frutto di una collaborazione tra Arsial, Agenzia regionale per lo sviluppo e l’innovazione dell’agricoltura del Lazio e Cinecittà Luce che ha permesso di mettere on-line, a disposizione degli utenti della rete, un patrimonio iconografico di enorme valore artistico e documentale composto di oltre 30 mila scatti, di cui oltre 22 mila appartenenti al fondo fotografico dell’Agenzia, e circa 20 ore di filmati. Si ricostruisce così, grazie alle immagini, una pagina importante ma poco conosciuta della nostra storia recente. Quella della riforma agraria degli anni ’50, che tanto profondamente ha inciso sull’assetto strutturale e paesaggistico di ampie porzioni del territorio rurale del nostro paese, modificando radicalmente le condizioni di vita e di lavoro di vasti strati di popolazione rurale.
Si parte dal Lazio, con l’ambizione di estendere progressivamente a tutta Italia, attraverso le immagini, la ricostruzione di questo intervento di portata epocale, quale fu in realtà l’opera di riforma fondiaria. Quando abbiamo ipotizzato, solo due anni fa, con Cinecittà Luce la realizzazione del portale – dichiara Erder Mazzocchi, presidente di Arsial, nel presentare l’iniziativa – non avevamo la percezione di poterlo realizzare in tempi così brevi. L’impegno delle strutture dedicate al progetto e le professionalità coinvolte ci hanno permesso di superare le aspettative. Oggi, il portale degli audiovisivi della riforma è un fatto compiuto, anche se è solo un embrione di quello che contiamo di sviluppare in futuro, con l’estensione a tutta Italia della rappresentazione iconografica di quel fenomeno così particolare e incisivo che fu, di fatto, la riforma degli anni ’50. Ma anche – continua Mazzocchi - per dare voce ad un’esperienza unica nella storia recente di questa regione e di questo paese, un esempio che deve servire da guida e da stimolo per le nuove generazioni, come solo la memoria, specie se efficacemente documentata, è in grado di fare”. “Uno strumento che si affianca e valorizza ulteriormente quanto già documentato da Arsial attraverso la mostra fotografica dell’anno passato, in occasione della celebrazione del 60° anniversario della Riforma Fondiaria.” E’ il commento di Francesco Battistoni, Presidente della Commissione agricoltura della Regione Lazio, intervenuto alla presentazione del portale. “La riforma – ha sottolineato Battistoni - rappresenta un passato che non possiamo dimenticare. Ha, infatti, segnato l’inizio di un cambiamento profondo dell’agricoltura della nostra regione, portandola a quello che è oggi”. “Grazie ad Erder Mazzocchi che, insieme alla struttura di Arsial e con la preziosa collaborazione di Cinecittà Luce e della Sopraintendenza archivista del Lazio, è riuscito a documentare le tappe più significative della nostra storia agricola, evidenziando quanto sia forte e radicato nel territorio il valore storico ed economico della campagna”. Ha detto Battistoni, aggiungendo: “L’agricoltura rappresenta un immenso patrimonio antico che insieme a noi ha attraversato secoli e cambiamenti, rinnovando la sua veste, e che grazie ad organismi come Arsial assume caratteri innovativi e rivolti al futuro del settore”. E, a conclusione, le dichiarazioni degli addetti ai lavori. Donato Tamblè, soprintendente per i beni archivistici del Lazio, oltre a lodare l’iniziativa unica nel suo genere, ha voluto richiamare l’attenzione sulla molteplicità e la ricchezza delle fonti archivistiche che documentano la storia agricola della nostra regione, auspicando per il futuro un lavoro di raccordo tra le istituzioni che detengono i “serbatoi” della memoria, per far sì che questo ingente patrimonio sia messo a disposizione della collettività, attraverso gli strumenti più efficaci che oggi è possibile utilizzare. Di una ricostruzione di particolare efficacia, tanto da “impressionare” – ha parlato invece, a proposito delle immagini contenute nel portale Patrizia Cacciani, direttore della mediateca Luce. “Mi ha impressionato il racconto sociale che ne scaturisce, l’espressione dei volti dei protagonisti, quasi a comporre un archivio familiare”. E ha concluso dicendo che un simile patrimonio deve essere necessariamente messo a disposizione della didattica, a documentare una pagina di storia, tuttora poco conosciuta.
Redazione
Arsial (Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l’Innovazione dell’Agricoltura del Lazio) e Uliveti del Lazio, con la collaborazione di Amira (Associazione Maîtres Italiani Ristoranti ed Alberghi), danno il via a “L’Extravergine è servito”, un ciclo di tre appuntamenti riservati ai Maîtres degli alberghi e ristoranti della capitale e dedicati agli extravergine e alle olive da mensa della nostra regione, all’Enoteca Regionale Palatium: il 14 e il 28 maggio, ed il 25 giugno. Tre incontri-degustazione pomeridiani, dalle ore 16.00 alle 18.00, condotti da Giulio Scatolini, Capo-Panel di Unaprol, che guiderà i presenti in un singolare viaggio gustativo alla scoperta delle eccellenze dell’olivicoltura regionale, per promuoverne la conoscenza presso un pubblico esperto, composto interamente da addetti ai lavori. I primi due appuntamenti (14 e 28 maggio) saranno incentrati sugli extravergine laziali, rappresentati da una selezione di oli delle aziende aderenti ad Uliveti del Lazio, giovane associazione di olivicoltori che da tempo collabora con Arsial in un progetto di “valorizzazione e promozione dell’olio laziale di qualità”. Il terzo incontro (25 giugno) sarà invece improntato sulle olive da tavola. Sulle caratteristiche e le peculiarità di questo frutto magnifico, che nel Lazio offre varietà straordinarie come la cultivar Itrana, nota nella sua versione da mensa come “Oliva di Gaeta”. Un prodotto che nel tempo ha guadagnato la ribalta gastronomica, catalizzando l’attenzione dei consumatori.
“L’iniziativa - spiega il Presidente dell’Arsial, Erder Mazzocchi - si riallaccia alle numerose attività promozionali intraprese da Arsial in sostegno del settore olivicolo regionale sin dall’inizio dell’anno. Come il Lazio dell’Extravergine, che da marzo impegna l’agenzia in un ricco carnet di iniziative, avviato con l’intento di sensibilizzare i consumatori all’utilizzo dei nostri extravergine, accompagnandoli nella conoscenza dell’olio laziale di qualità”. Un programma caratterizzato da partnership importanti, alle quali per l’occasione si aggiunge Amira, che per il Presidente Mazzocchi: “È un interlocutore di notevole interesse. In quanto, quale associazione dei Maîtres Italiani di Ristoranti ed Alberghi, rappresenta operatori del settore specializzati nella valorizzazione dell’eccellenza”. Al termine degli incontri è prevista la consegna di un attestato di frequenza, da parte del Presidente dell’Arsial, Erder Mazzocchi, e del Presidente di Uliveti del Lazio, Loriana Abbruzzetti. Tra i partecipanti, il Presidente della delegazione laziale di Amira, Giovanni Amati.
A.P.
Domani 3 maggio all’Enoteca Regionale Palatium si brinda con le due nuove versioni de La Zia Ale, la prima birra 100% made in Lazio che ha inaugurato lo scorso febbraio la nascita dell’Associazione Birra del Lazio, promossa da Arsial, AssoBirra e Coldiretti Lazio. La Zia Ale sarà riproposta nel corso dell’anno in 8 diverse interpretazioni da ciascuno dei micro birrifici aderenti all’iniziativa. Questa volta saranno i fiori di alloro, il rosmarino e i carciofi gli ingredienti speciali utilizzati dai mastri birrai dei Free Lions e Birradamare, due birrifici che si trovano rispettivamente a Tuscania (Vt) e a Fiumicino (Rm). Oltre ai fiori d’alloro, per la birra creata da Free Lions, è stato utilizzato anche luppolo laziale proveniente dalla coltura sperimentale della facoltà di agraria dell’università della Tuscia, mentre per la bionda di Birradamare l’acqua di cottura è stata realizzata con i carciofi e la nota balsamica è data dagli aghi del rosmarino. Il brindisi è aperto al pubblico.
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Importante come ogni anno il supporto del A.R.S.I.A.L.
Mazzocchi: “Da molti anni il Cesanese del Piglio ha conquistato il suo meritato posto tra i vini eccellenti del Lazio, attraverso una vera e propria carriera iniziata nel 1973 con la nascita della Doc e proseguita con la Docg, la prima nella nostra regione, arrivata nel 2008”.
Redazione
La terza edizione di Rosso Cesanese apre con la giornata di sabato 28 aprile, riservata alla presentazione delle Anteprime Cesanese del Piglio DOCG e Cesanese di Affile DOC per la stampa specializzata a cura della Strada del Vino Cesanese, del Consorzio di Tutela Cesanese del Piglio e dell’ ASPIN- Agenzia speciale per l’internazionalizzazione delle imprese della camera di commercio di Frosinone, che a curato la partecipazione della stampa del settore straniera alla manifestazione. A sottolineare che anche la terza edizione di Rosso Cesanese assume una forte connotazione internazionale sono le parole del Presidente ASPIN, Stefano Venditti, “Il Cesanese è un vino che già da tempo varca i confini nazionali per affermarsi sulle migliori piazze mondiali dove il Made in Italy è ampiamente apprezzato. Quest’anno abbiamo voluto coinvolgere i maggiori mercati internazionali. Dopo aver ospitato i buyers e gli importatori dalla Germania e dal Canada nel 2009, dalla Russia nel 2010, dal Nord Europa nel 2011, quest’anno sarà la volta delle più eminenti firme dei giornalisti attenti al settore vitivinicolo di USA, Brasile, Giappone, India, Francia, Danimarca ed Europa dell’Est. Degustazioni, press tour e workshop terranno impegnata l’attenzione della stampa internazionale sulle nostre eccellenze vitivinicole. Negli ultimi anni i vigneron della nostra terra hanno compiuto notevoli ed apprezzatissimi sforzi nella ricerca, nella sperimentazione e nell’innovazione tecnologica, raggiungendo uno standard qualitativo eccezionale. Nel prossimo fine settimana il Cesanese avrà una nuova opportunità per confermare la propria identità: forte e riconosciuta”. Opportunità di conoscere e approfondire le maggiori eccellenze del nostro territorio sarà data al pubblico di appassionati e curiosi da domenica 29 aprile fino a martedì 1 maggio dalle ore 10 alle ore 20. Un’iniziativa quella di Rosso Cesanese che coinvolge i visitatori in tutti i “sensi” cominciando dalla vista cui non potrà sfuggire il Rosso di cui si vestirà il borgo di Anagni, con drappi, stendardi e festoni e un “red carpet” che condurrà alle porte del Palazzo Comunale di Anagni e da lì alla Sala della Ragione dove partirà il percorso rappresentativo delle aziende vitivinicole e delle cantine del Cesanese del Piglio che presenteranno le Anteprime DOCG 2010-2009 e delle cantine del Cesanese di Affile. L’occasione per conoscere e approfondire il vitigno Cesanese di Affile, nelle sue denominazioni d’origine, rappresentate dall’intero comparto produttivo. La novità di questa edizione è l’avvio del “Mercato della Terra” curato dalla Condotta Slow Food ‘Territori del Cesanese’ con il patrocinio del Comune di Anagni, che inaugurerà un appuntamento ricorrente per i sostenitori del “buono, giusto e pulito” nella Piazza Cavour di Anagni. Il Mercato della Terra, il primo nella provincia di Frosinone, sarà poi presente ogni ultima domenica del mese con produttori locali che coniugano la bontà all'attenzione per l'ambiente, per suggerire un modo diverso di fare la spesa, per fare semplicemente una passeggiata e curiosare tra i banchi o per partecipare ad uno dei 'Laboratori del Gusto' che verranno di volta in volta presentati: insomma per invitare tutti alla creazione di una nuova cultura alimentare in cui i produttori siano protagonisti e responsabili del nostro cibo quotidiano. L'offerta è ampia e varia, dall'ortofrutta al miele e all'olio, dai dolci tipici e la birra artigianale alle confetture e ai formaggi della campagna ciociara con la Marzolina, presidio Slow Food della procincia.
Poi il Salone dell’Olio extravergine d’oliva Ciociaro, già presente nella scorsa edizione si ripeterà a testimonianza di un comparto agricolo e produttivo che negli ultimi anni sta ottenendo significativi risultati qualitativi e un crescente successo anche a livello internazionale. Un programma in cui la storia, cultura e le bellezze del territorio ciociaro saranno “tangibili” anche nel Mercato dell’ Antiquariato, nella Mostra degli Antichi Mestieri, come nella possibilità di recarsi nelle aziende vitivinicole ed agricole con i tour dedicati del Tram del Gusto°°°TramVino, servizio enoturistico nato come dichiarato dal Presidente della Strada del Vino Cesanese, Pierluca Proietti “Rispondendo alla crescente domanda e al successo in Italia degli “Itinerari del Gusto”, come testimoniano i più recenti dati del CENSIS in merito, abbiamo supportato la creazione della prima linea bus enoturistica sul territorio ciociaro che rappresenta una possibilità reale di rendere fruibile la conoscenza e la penetrazione nei diversi luoghi d’interesse quali vigneti, cantine e laboratori artigianali, siti storico-artistici e naturali: un tipo di attività perfettamente in linea con la mission della Strada del Cesanese che valorizza le risorse presenti rendendole “attrazioni” per un visitatore motivato e consapevole.” Promotori e partner della manifestazione Rosso Cesanese sono il Comune di Anagni, l’Associazione per la Gestione della Strada del Vino Cesanese, il Consorizio di Tutela del Cesanese del Piglio DOCG, l’ ASPIN- Agenzia speciale per l’internazionalizzazione delle imprese della camera di commercio di Frosinone, la Condotta Slow Food “Territori del Cesanese” e la delegazione AIS di Frosinone, con il patrocinio del Consiglio Regionale Lazio, la Provincia di Frosinone e l’Assessorato all’agricoltura della Regione Lazio.
Importante come ogni anno il supporto del A.R.S.I.A.L.. “Da molti anni il Cesanese del Piglio ha conquistato il suo meritato posto tra i vini eccellenti del Lazio, attraverso una vera e propria carriera iniziata nel 1973 con la nascita della Doc e proseguita con la Docg, la prima nella nostra regione, arrivata nel 2008”. Lo ha dichiarato il presidente dell’Arsial, Erder Mazzocchi. “Nel frattempo, lo scorso anno, la doc di Affile ha subito un restyling finalizzato a massimizzare la qualità attraverso la riduzione delle rese e più alti livelli qualitativi chimico-fisici delle uve e del vino. Oggi, grazie a questa iniziativa, il Cesanese mette il suo prestigio al servizio del territorio proponendosi come ambasciatore di tutto il paniere agroalimentare di qualità. L’Arsial”, ha aggiunto, “da sempre impegnata sul fronte della promozione e della valorizzazione dei prodotti della nostra terra, non può che seguire con interesse e partecipazione le giornate di questa kermesse, che accenderà i riflettori su una delle più importanti realtà produttive del Lazio”.
Totalmente concordi con la dichiarazione del Presidente Erder Mazzocchi abbiamo scelto di presentare la manifestazione presso l’Enoteca regionale PALATIUM di Via Frattina a Roma per raccontare le novità dell’evento maggiormente rappresentativo delle eccellenze Laziali più importanti, il Cesanese del Piglio e il Cesanese di Affile, insieme a tutti i prodotti dell’artigiano alimentare regionale che saranno protagonisti del Mercato della Terra. “Il territorio che è ambasciatore di se stesso dando il massimo per questo Rosso Cesanese, come espresso dal Sindaco di Anagni Carlo Noto e dall’ Assessore Giuseppe Viti , che mira ad un ritorno importante d’immagine e di concreta sinergia con gli altri comuni. Iniziativa, al suo top in questa terza edizione, che sarà volano per un nuovo percorso di sviluppo socio-economico fondato sul Turismo enogastronomico e culturale di cui il nostro territorio è ricco e che merita tutto il nostro impegno”.
IN ALLEGATO IL PROGRAMMA DELLE 4 GIORNATE DI "ROSSO CESANESE"
Angelo Parca
Sta per partire la certificazione Igp della patata dell’Alto Viterbese: dopo l’approvazione all’unanimità del disciplinare di produzione avvenuta oggi durante una riunione alla presenza di due funzionari del Mipaaf, si è chiuso l’iter nazionale del nuovo marchio. Ora il disciplinare sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale e, anche se dovrà partire per Bruxelles in attesa dell’approvazione da parte dell’Europa, trascorsi i trenta giorni destinati a ricevere eventuali osservazioni, i nostri produttori potranno iniziare ad avvalersi del marchio in ambito nazionale. “Stiamo parlando di una produzione di oltre 40 mila tonnellate all’anno”, ha spiegato il presidente dell’Arsial, Erder Mazzocchi, “che riguarda circa 300 aziende sparse in nove comuni del viterbese, per un valore che supera gli 11 milioni di euro. La grande soddisfazione dimostrata oggi dai produttori, dai sindaci e dai rappresentanti delle associazioni di categoria”, ha aggiunto, “ci rende orgogliosi dell’egregio lavoro svolto dai nostri collaboratori, che hanno fornito l’assistenza tecnica per la stesura dell’intero dossier tecnico-scientifico-storico necessario alla presentazione della richiesta di riconoscimento al Mipaaf e alla Commissione europea”.
“L’iter nazionale per il riconoscimento della IGP è terminato”. È quanto dichiarato dal Presidente della Commissione regionale agricoltura, Francesco Battistoni, intervenuto stamattina alla riunione di pubblico accertamento per esaminare, in presenza di funzionari del MiPAAF ed alla luce del parere favorevole della Regione Lazio, la proposta di disciplinare di produzione del prodotto "Patata dell’Alto Viterbese" IGP. “Il marchio di ‘Indicazione geografica Protetta’ per un prodotto tipico del nostro territorio è un punto di forza per lo sviluppo enogastronomico viterbese – ha affermato Battistoni - e può diventare l’elemento traino per le molte altre produzioni agricole locali”. L’incontro, tenutosi presso il Teatro ‘Boni’ di Acquapendente, ha riscosso grande successo, con la partecipazione di molti agricoltori e soci del CO.P.A.VIT, il consorzio che raggruppa tutte le cooperative già attive nel territorio. “Si tratta di una realtà economica importante – ha proseguito il Presidente di Commissione – il cui areale di produzione coinvolge ben nove comuni della Tuscia (Acquapendente, Bolsena, Gradoli, Grotte di Castro, Latera, Onano, S. Lorenzo Nuovo, Valentano e Proceno) e il cui valore di produzione supera gli 11 milioni di euro”. Nell’areale di produzione della I.G.P. “Patata dell’Alto Viterbese”, la patata rappresenta il comparto agroalimentare più importante della zona, con una superficie media complessiva investita annualmente di circa 1.000 ettari, per un numero di aziende agricole coinvolte pari a 300 e con livelli medi annui produttivi di oltre 40.000 tonnellate. “I benefici attesi – sottolinea Battistoni – riguarderanno il settore agricolo ma anche quello commerciale e turistico, con particolare riferimento alla ristorazione con prodotti tipici. Per questo – ricorda – occorre ringraziare il presidente del CO.P.A.VIT, Egidio Canuzzi per aver creduto in questo progetto e la grande professionalità messa in campo da Arsial, in particolare nella persona di Giovanni Pica, che attraverso il progetto “Agricoltura Qualità” ha garantito l’assistenza tecnica nella stesura di tutta la documentazione necessaria per la presentazione della richiesta di riconoscimento al MiPAAF e alla commissione UE. Sono queste – ha concluso Battistoni – le buone pratiche per la crescita del settore”.

