Redazione
Ardea (RM) - Si inaugurano, Lunedì 7 Luglio 2014, alle ore 10.30, ad Ardea (Via Imola, n° 2 e n° 6), due Case Famiglia per persone con problematiche psichiche nell’ambito del Progetto “Sostegno all’abitare, in autonomia” inserito nei Piani di Zona, alla presenza del Direttore Generale e del Direttore Sanitario della ASL ROMA H e dei Sindaci di Ardea e Pomezia.
Negli ultimi decenni, a partire dalla Legge 180 del 1978 che porta il nome di Franco Basaglia, la cura e la riabilitazione del disagio mentale si sono evolute sempre più in termini “territoriali”, cercando cioè di riportare la persona con disagio psichico all’interno del territorio e della comunità cui appartiene.
Il superamento delle istituzioni totali ha comportato la necessità di sviluppare una rete di soluzioni abitative sul territorio che rispondesse nel modo più efficace possibile ai bisogni di assistenza, cura e riabilitazione delle persone con disagio psichico.
La riabilitazione psichiatrica non può non passare che attraverso il reinserimento della persona all’interno del territorio e della comunità di appartenenza, in tal senso la nascita di “Case Famiglia” sul territorio rappresenta la risposta più idonea a tali bisogni.
Il progetto “Sostegno all’Abitare In Autonomia” realizzato dal Dipartimento di Salute Mentale di Pomezia insieme all’Associazione dei Familiari “Insieme oggi per il futuro” e ai Comuni di Ardea e Pomezia, rappresenta una novità nel campo dell’assistenza psichiatrica prevedendo progetti individualizzati di reinserimento sociale per persone affette da disagio psichico che non hanno la possibilità di avere un sostegno familiare adeguato.
L’intervento terapeutico-riabilitativo del disagio psichico non può ridursi a terapie psichiatriche e psicologiche che non comprendano anche interventi risocializzanti e riabilitativi che coinvolgano, oltre al Dipartimento di Salute Mentale, anche i familiari con le loro associazioni, le istituzioni e la comunità in senso ampio. I bisogni assistenziali, in termini di abitazione e sostegno economico, sono ancora per la maggior parte espletati dalle famiglie delle persone con disagio finendo spesso con il creare situazioni di stigma ed emarginazione che vanno a coinvolgere non solo il singolo paziente, ma il suo intero nucleo familiare. Le iniziative di “sostegno all’abitare” si propongono di favorire lo svincolo del paziente dalla famiglia al fine di progettare un proprio futuro, anche quando la famiglia non ci sarà più, pur mantenendo con loro un rapporto affettivo.
Il Progetto “IN AUTONOMIA” è stato presentato già da alcuni anni dal Dipartimento di Salute Mentale di Pomezia nel Piano di Zona che i Comuni di Pomezia e Ardea presentarono con la ASL alla Regione.
Il Progetto della CASA FAMIGLIA si pone l’obiettivo di realizzare piani individuali di sostegno abitativo all’interno di 2 appartamenti indipendenti per 3 uomini e 3 donne con disagio psichico, con il fine di consentire loro sia di sperimentarsi in un contesto abitativo non istituzionale sia di far raggiungere loro un buon grado di autonomia.
Tale progetto si poggia su tre pilastri fondamentali: il Comune, il Dipartimento di Salute Mentale di Pomezia e l’Associazione dei familiari Onlus “INSIEME OGGI PER IL FUTURO”, costituitasi nel 2010 a Pomezia.
Il Comune, d’intesa con il Dipartimento di Salute Mentale, fornisce e finanzia l’assistenza domiciliare e una parte della quota di partecipazione alla spesa dell’affitto e delle utenze dei due appartamenti.
Il Dipartimento di Salute Mentale, in collaborazione all’équipe di riferimento (medici, psicologo e assistente sociale), effettuerà costantemente un costante monitoraggio delle persone inserite per garantire una assistenza clinica e la partecipazione alle attività riabilitative del Centro Diurno del Dipartimento di Salute Mentale.
L’Associazione ONLUS “INSIEME OGGI PER IL FUTURO”, infine, ha tra le proprie finalità statutarie la promozione della salute mentale e la tutela delle persone con sofferenza psichica. Essa, infatti, si pone come interlocutore attivo dei servizi e come promotore e mediazione di iniziative, in collaborazione con gli altri soggetti promotori del Progetto.
La Casa Famiglia, quindi, ha lo scopo di alleviare il disagio psichico degli utenti e delle loro famiglie, offrendo loro accoglienza, ascolto e supporto per un futuro reinserimento nel tessuto sociale di appartenenza.
Le perquisizioni domiciliari, effettuate presso le rispettive abitazioni entrambe nella frazione Tor San Lorenzo, hanno consentito ai Carabinieri di rinvenire da un lato un panetto di poco più di 80 grammi di hashish, altri tre grammi di cocaina e materiale vario, mentre dall’altro lato è stata sequestrata, celata sotto il materasso della camera da letto, una pistola semiautomatica
Redazione
Tor San Lorenzo (RM) - In poche ore, in due distinte operazioni, i Carabinieri di Ardea e Tor San Lorenzo hanno tratto in arresto tre persone per droga ed armi. In particolare nella serata di ieri i militari della Stazione di Tor San Lorenzo hanno tratto in arresto un cittadino marocchino, in Italia senza fissa dimora e con diversi precedenti penali, per detenzione di circa 100 grammi di hashish rinvenuti a seguito di perquisizione personale. I militari, avendo avuto il sentore delle attività illecite che l’uomo conduceva, lo hanno sorpreso all’interno di un Phone Center in Via del Parco dove, verificata anche la presenza di alcuni soggetti noti come assuntori di droga, hanno deciso di far scattare il blitz sequestrando lo stupefacente in questione. Il pusher, che inizialmente ha accennato una reazione tentando di fuggire, è stato braccato dai militari che lo hanno arrestato e trattenuto nelle camere di sicurezza in attesa di rito direttissimo.
In un’analoga attività di pg, finalizzata sempre al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti, i militari della locale Tenenza hanno fermato, anche in questo caso dopo diversi appostamenti, due giovani del luogo che, a seguito di perquisizione personale e veicolare, sono stati trovati in possesso di circa 15 grammi di cocaina, suddivisi in dosi e nascosti all’interno dei contenitori per rullini fotografici, nonché materiale vario per la pesatura ed il confezionamento e la somma di oltre 2.500 euro, provento dell’attività illecita. Le perquisizioni domiciliari, effettuate presso le rispettive abitazioni entrambe nella frazione Tor San Lorenzo, hanno consentito ai Carabinieri di rinvenire da un lato un panetto di poco più di 80 grammi di hashish, altri tre grammi di cocaina e materiale vario, mentre dall’altro lato è stata sequestrata, celata sotto il materasso della camera da letto, una pistola semiautomatica, originariamente a salve, modificata in arma comune da sparo cal. 9 mm., priva di numero di matricola e regolarmente funzionante, completa di serbatoio e n. 2 cartucce cal. 9 corto. Il più giovane dei due, il 26enne Z.P., di origine polacca, è stato tratto in arresto ed associato al Carcere di Velletri mentre il 27enne BM. È stato arrestato e trattenuto nelle camere di sicurezza in attesa di essere giudicato con rito direttissimo.
di Maria Lanciotti
Pomezia / Ardea (RM) - Tornassero gli antichi romani ci metterebbero in croce. Loro non ci andavano tanto per il sottile, e forti del Diritto applicavano ai tempi loro la legge del taglione. Nel caso nostro, potendo, ci condannerebbero con la seguente motivazione: tu m’hai distrutto l’Impero e io ti distruggo.
Pensieri ameni camminando su una delle spiagge più belle della costa laziale, e anche fra le più disastrate, nel tratto fra Torvajanica nel comune di Pomezia e il territorio nel comune di Ardea.
Anno dopo anno la spiaggia risente di un abbandono che non si può descrivere, si deve respirare quell’aria infetta per capire, calpestare rifiuti e carogne per credere, sfiorare l’acqua satura di veleni e vuota di vita per afferrare la portata del dramma.
I pescatori per hobby continuano a raschiare il fondo, mentre i pescatori per professione campano alla giornata, appassionati del loro lavoro talvolta ereditato, amanti del mare di cui più di ogni altro conoscono lo stato di sofferenza sempre più avanzato. Conferma, uno di essi, l’impoverimento del fondo marino e delle risorse ittiche.
Da quelle parti, nei pressi della foce del fiume Incastro, emissario del lago di Nemi* (un fosso nero puzzolente fra canneti fittissimi) si trova pure il sito archeologico Castrum Inui, una piccola Pompei che a saperla valorizzare potrebbe far vivere di rendita il Comune che la ospita e non solo. Ma il fatto è che gli scavi partiti con ottimi esiti nel 1998, sembrerebbero abbandonati da almeno dieci anni, mentre tutto ciò che era venuto alla luce – il porto e la fortezza romana, una vasta area sacra – sta lì recintato e inaccessibile e mai un’anima che vi si avvicini, prossimo a tornare ad un secondo oblio, doloso e inqualificabile, anche se c’è – fra gli addetti ai lavori – chi afferma che quegli scavi procedono ininterrottamente sebbene molto a rilento. Una questione che andrebbe certamente approfondita, poiché quel sito – posto fra Ardea e Tor San Lorenzo – rappresenta la sola eccellenza del luogo, che ahimè sempre più si va confondendo con il degrado generale che impera nella terra dei Rutuli.
*Antonio Nibby, Analisi storico-topografico-antiquaria della carta de' dintorni di Roma, Roma 1848, tomo II pag. 155:
"[L'Incastro] È il fiume più considerabile che sbocchi nel mare dopo il Tevere andando da Roma fino all'Astura imperciocchè è formato in origine dallo scolo del lago nemorense e raccoglie tutte le acque, che scendono dalle pendici meridionali di Albano, Ariccia, e Genzano, e che si raccolgono insieme sotto
Ardea. [...]. Il suo nome suol derivarsi dall'incastro della rifolta [N.d.R.: la "rifolta" è un sistema di chiuse destinato a regolare il flusso di acque correnti per uso industriale, come nel caso delle mole] della mola di Fonte di Papa; ma [...] io sono di opinione, che [il suo nome] derivi da un fatto più antico; imperciocchè questo fiume scorre sotto le pendici dall'antica Terra di Castrum lnvi, la quale era situata non lungi dalla sua foce, cioè fra Ardea ed il mare: veggasi l'articolo CASTRVM INVI; onde si disse il fiume dell Invi-castro e poscia dell'Incastro."
Oggi, a causa dell'abbassamento del livello, non raccoglie più le acque del lago di Nemi (da almeno trenta anni), ma solamente quelle che si originano dalle pendici occidentali del vulcano laziale (Albano, Ariccia, Genzano)
Redazione
Roma - Giocava al tiro al bersaglio sparando ai passanti dalla finestra di casa.
Utilizzando una pistola a gas, aveva come obiettivo i passanti, in varie occasioni colpiti da pallini di plastica di piccolo calibro.
Diverse le segnalazioni di cittadini giunte negli uffici del Commissariato Tor Carbone nell’ultimo periodo; gli investigatori, diretti dal dr. Nicola Regna, avevano nei giorni scorsi anche recuperato e sequestrato alcuni di questi pallini
Poi l’epilogo con l’individuazione del responsabile.
I poliziotti si sono recati in via dei Lincei dove una donna aveva appena chiamato il “113” avendo udito dei colpi d’arma da fuoco; segnalazione questa volta molto precisa.
Infatti la donna ha indicato ai poliziotti una finestra “sospetta “ con una serranda che si era repentinamente chiusa; verificando nell’immediato l’appartamento in questione – in quel momento chiuso con nessuno all’interno – gli agenti hanno comunque rivolto la loro attenzione sull’intero stabile.
Infatti l’autore degli spari era velocemente uscito cercando di allontanarsi; avendo probabilmente capito di essere stato individuato, ha chiamato a sua volta il “113” dicendo di aver notato un uomo armato di pistola allontanarsi, cercando così di sviare l’attenzione degli agenti dalla sua casa.
Dopo alcuni appostamenti nei dintorni, lo hanno fermato mentre stava entrando proprio nell’abitazione indicata dalla testimone in precedenza.
Perquisendo la casa è stata trovata una pistola a gas rifornita con dei pallini calibro 4.5, identici a quelli ritrovati in strada, oltre ad uno sfollagente.
Il giovane, un 21enne italiano, è stato denunciato per la violazione della legge sulle armi e per le tentate lesioni.
Redazione
Genzano (RM) - “Viaggio nella memoria storica del Feudo dei Cesarini”, questo il titolo di uno dei filoni di eventi culturali organizzati dall’assessorato allo sviluppo locale, beni culturali e turismo del Comune di Genzano che si aprirà sabato 5 aprile con una mostra incentrata sui possedimenti della famiglia Cesarini nel territorio dell’attuale Comune di Ardea. Si tratta in buona parte di materiale documentario che anche in questo caso, come già in occasione della precedente mostra di gennaio per la “giornata della memoria”, resterà patrimonio dell’archivio storico comunale di Genzano a disposizione degli studiosi.
“Proprio in questi giorni – ha detto l’Assessore Virginio Melaranci – stiamo ultimando la messa a punto di una programmazione culturale che ci accompagnerà fino alla fine dell’estate e che sarà caratterizzata da una serie di eventi inseriti coerentemente all’interno di macro-aree tematiche. Viaggio nella memoria storica del Feudo dei Cesarini è una di queste e comprenderà una serie di iniziative, per lo più mostre e conferenze, che si svolgeranno nei prossimi mesi all’interno del complesso monumentale di Genzano che comprende Parco e del Palazzo Sforza Cesarini. Ci saranno quindi – ha proseguito Melaranci – dei tematismi che affronteremo in maniera ricorrente e che ci permetteranno di iniziare un percorso di caratterizzazione dell’identità culturale della nostra città. È questa la Genzano che vogliamo e che stiamo costruendo, una città che sappia programmare, integrare, organizzare iniziative di alto livello per lo sviluppo e la valorizzazione dell’intero nostro territorio. Punti cardine dell’intera programmazione culturale saranno ovviamente Petali di Primavera (9-11 maggio), l’Infiorata dei Ragazzi (1-2 giugno) e, soprattutto, la Tradizionale Infiorata di Genzano, la nostra manifestazione più importante che si terrà quest’anno il 22 e il 23 giugno e che sarà accompagnata da numerosi eventi collaterali che si svolgeranno nelle settimane precedenti”.
Primo appuntamento, già calendarizzato, resta intanto quello di sabato 5 aprile con la mostra "Viaggio nella memoria storica del Feudo dei Cesarini: Ardea" che sarà visitabile sabato 5 e sabato 12 aprile dalle 16:30 alle 19:30, domenica 6 e domenica 13 aprile dalle 9:30 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 19:30. All’interno dello stesso filone di iniziative, giovedì 10 alle ore 17:30, sempre a Palazzo Sforza Cesarini, ci sarà invece la conferenza “Ardea: i resti archeologici e il mito dell’approdo di Enea nel Lazio”, tenuta dalla Dott.ssa Angela Arena.
Redazione
Roma - Secondo una prima ricostruzione della Polizia sarebbe un debito non pagato all’origine di una violenta lite tra due persone che si è conclusa con il ferimento di un uomo di 48 anni.
Il fatto è accaduto poco dopo le 22 di ieri sera in Via Giulio Aristide Sartorio, nel quartiere Ardeatino.
G.G. 35enne romano, ed un suo accompagnatore, F.S., 27enne, anch’egli romano, si sono incontrati con la vittima nei pressi dello stabile dove risiede il 35enne, per cercare di risolvere un problema relativo al mancato pagamento dell’affitto di una stanza di un bed & breakfast.
I toni della conversazione, evidentemente, devono avere da subito scaldato gli animi e la vittima armata di bastone ed i due aggressori armati di un grosso coltello da caccia hanno iniziato a “fronteggiarsi”.
Il 48 enne, di origini sarde, ha avuto la peggio, riportando delle profonde ferite in seguito ai fendenti che uno dei due aggressori gli ha inferto.
Quando gli agenti del Commissariato Tor Carbone e quelli del Reparto Volanti sono intervenuti in seguito alle segnalazioni di alcuni cittadini, hanno trovato il 48enne ferito a terra ed hanno immediatamente richiesto l’intervento del personale sanitario per prestargli i primi soccorsi.
La presenza di vistose macchie ematiche presenti sull’asfalto ha poi guidato i poliziotti proprio in corrispondenza del portone di uno stabile che affaccia di fronte al luogo della lite.
Anche sulla rampa di scale gli agenti hanno rilevato la presenza di macchie di sangue e sono quindi risaliti ad un appartamento sul cui pianerottolo hanno trovato e sequestrato un coltello di grosse dimensioni.
Nell’abitazione hanno trovato G.G. e F.S. e subito hanno notato le numerose ferite alla mano destra di G.G. mentre entrambi presentavano delle tracce ematiche sugli indumenti indossati.
Nel corso del controllo i poliziotti hanno rilevato la presenza anche di altre macchie di sangue che erano presenti all’interno dei locali e su numerosi oggetti nell’appartamento.
Dopo aver raccolto le dichiarazioni di alcuni testimoni, G.G. e F.S. sono stati accompagnati presso gli Uffici di Polizia e a conclusione degli accertamenti sono stati arrestati.
L’accusa nei loro confronti è ora quella di tentato omicidio.
Redazione
Ardea (RM) - Il fenomeno delle infiltrazioni di stampo mafioso sul litorale laziale non si ferma: nei giorni scorsi si è verificato ad Ardea il terzo attentato intimidatorio ai danni del consigliere comunale Franco Marcucci.
Il senatore Massimo Cervellini di Sel, vicepresidente della Commissione Lavori pubblici, ha presentato un'interrogazione urgente al ministro dell'Interno, firmata anche dai senatori Moscardelli (Pd) e Nencini (Psi), per verificare quali iniziative intenda intraprendere per contrastare un fenomeno sempre più grave, valutando l'opportunità di rafforzare la presenza sul territorio degli organi di pubblica sicurezza. Nel testo si sollecita anche il prefetto di Roma ad insediare una commissione d'accesso nel Comune di Ardea per verificare la presenza di condizionamenti da parte della criminalità organizzata.
'Troppo frequenti e di inaudita gravità sono i fatti che si sono susseguiti - dichiara il sen. Cervellini. - Il 17 giugno del 2007 è stato assassinato il pregiudicato Michele Di Grazia e il 4 gennaio del 2008 stessa sorte toccò ad Alessandro Torni, già coinvolto nelle indagini per il delitto di Mario Guzzon. Molti episodi successivi sono chiaramente riconducibili ad intimidazioni di stampo mafioso, come quelli che hanno interessato il consigliere Nicola Tedesco, il giornalista Luigi Centore, la cui vettura per la seconda volta il 10 luglio del 2013 subì un incendio doloso, così come quelle del sindaco, Luca Fiori, e del presidente del consiglio comunale di Ardea, e dell’ex comandante della stazione dei carabinieri di Tor San Lorenzo, Giustini. Inchieste della procura e indagini giornalistiche denunciano da tempo la presenza sul territorio dei clan dei Gallace e dei Casalesi.
E' ormai improcrastinabile prendere coscienza della necessità di un'azione forte ed intransigente - che veda convergere tutte le forze politiche - di contrasto agli intollerabili fenomeni sempre più diffusi, anche a causa del graduale ma inesorabile indebolimento dello Stato rispetto all'economia sommersa, che sta proliferando sull'isolamento e sull'impoverimento dei cittadini prodotto dalla crisi. Le istituzioni democratiche devono tornare ad avere un ruolo attivo sui territori per far percepire una presenza di legalità e trasparenza che non tollera in alcun modo infiltrazioni malavitose e pone un incrollabile argine democratico al loro dilagare. Rispetto al tema della sicurezza tutti siamo chiamati ad una seria assunzione di responsabilità'.
Redazione
Anzio, Nettuno, Ardea, Castelli Romani (RM) - Nella decorsa notte, gli Agenti della Squadra Investigativa del Commissariato di Anzio-Nettuno, coadiuvati da personale della Squadra Mobile e da altro personale della Questura di Roma e di quella di Cagliari, hanno dato esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice dell’Indagine Preliminari del Tribunale di Velletri, dr.ssa De Angelis, su richiesta del Sostituto Procuratore della Repubblica, Dr. Taglialatela, Magistrato titolare dell’indagine, procedendo alla cattura di 12 persone nei confronti delle quali sono stati raccolti gravi e concordanti indizi di colpevolezza in ordine ai reati di concorso in detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, del tipo cocaina, hashish e marijuana, sulle piazze di Nettuno, Anzio, Ardea e una vasta area dei Castelli Romani.
Contestualmente, sono state effettuate 25 perquisizioni personali e domiciliari a carico di persone a vario titolo coinvolte nell’inchiesta, tra cui quelle sottoposte alla misura cautelare.
L’indagine, denominata “ Big Tower “ con riferimento alla zona di Nettuno, dove risiede la maggior parte degli indagati e dove sono state individuate le principali centrali di spaccio, la zona Scacciapensieri appunto, è stata attivata a seguito di un importante sequestro di cocaina ( 433 grammi di cocaina per almeno 866 dosi medie giornaliere ) operato dagli investigatori di Anzio-Nettuno a fine giugno 2012 a carico di un spacciatore locale.
Stante la considerevole quantità di stupefacente sequestrato e conseguentemente l’elevato numero di assuntori da rifornire, appariva prioritario individuare chi fosse in grado di sostituire l’elemento di spicco caduto nella rete della Polizia.
L’attività investigativa, pertanto, effettuata mediante accertamenti tecnici di intercettazione telefonica ed ambientale, supportati da opportuni servizi di riscontro con appostamenti, pedinamenti e controllo, ha consentito di disegnare una mappa circostanziata dello spaccio sulle zone di Nettuno, Anzio, Ardea e parte dei Castelli, sia riguardo agli spacciatori al minuto che ai loro fornitori.
Al fine di corroborare ulteriormente i gravi indizi di colpevolezza emersi a carico degli indagati, sono stati eseguiti 11 sequestri di stupefacenti per un totale complessivo di 130 grammi di cocaina, 40 di hashish e 40 di marijuana. Nel corso di tale attività sono stati effettuati 5 arresti in flagranza di reato, che hanno riguardato anche alcuni degli indagati sottoposti alla misura cautelare.
Da sottolineare l’episodio verificatosi a dicembre dello scorso anno quando B.S., uno dei più attivi spacciatori, venne trovato in possesso di 83 grammi di cocaina. Nell’occasione, gli investigatori procedettero all’arresto dell’anziana madre, rea di aver concorso con il figlio almeno nella detenzione illecita dello stupefacente.
Sono state evidenziate le figure di S. B. e di P. S. come i più quotati fornitori di cocaina.
Nel corso delle perquisizioni è stata rinvenuta una modesta quantità di cocaina, due panetti di hashish, marijuana, sostanze da taglio e altri elementi utili alle indagini che verranno valutati dagli investigatori per essere sottoposti al successivo vaglio del Magistrato titolare dell’indagine.
Dopo le formalità di rito, 10 arrestati sono stati associati presso la Casa Circondariale di Velletri e 2 sono stati accompagnati presso le rispettive abitazioni dove sono stati posti agli arresti domiciliari.
Chiara Rai
Castel Gandolfo (RM) - Ci sono fiori freschi e una tomba con il suo nome e cognome di battesimo chiaramente leggibili: “Karl Hass” è sepolto in un fornetto del cimitero nuovo di Castel Gandolfo, non facilmente raggiungibile.
Si trova in cima a delle scale in un angoletto dove sono impilati altri defunti, di cui qualcuno trascurato da tempo. Quel 21 Aprile del 2004 e il giorno della sepoltura del maggiore SS Karl Hass, dirigente del reparto delle SS incaricato dello spionaggio all'estero e superiore del capitano SS Erich Priebke, non ci furono tumulti ai Castelli Romani.
Hass prese parte attiva all'Eccidio delle Fosse Ardeatine assieme a Priebke, finì i suoi anni a Castel Gandolfo dove prese la residenza e morì a 92 anni mentre scontava l'ergastolo ai domiciliari nella casa di riposo “Garden” sul lungolago. Quando il maggiore Hass morì era sindaco Maurizio Colacchi mentre il Vescovo della diocesi di Albano era l’attuale Cardinale Vicario di Roma Agostino Vallini: “Il monsignor Vallini fu categorico – racconta l’ex primo cittadino Colacchi – non concesse nessuna funzione religiosa per un criminale di guerra”.
Eppure il giorno della sepoltura di Hass un prete diede la benedizione al maggiore delle SS. A questo punto le ipotesi sono due: o a benedirlo fu un prete fuori dalla diocesi di Albano, amico degli Hass, oppure qualcuno disubbidì alle direttive dell’allora Monsignor Vallini. Colacchi, il quale esclude che qualche prete nostrano possa aver concesso esequie o benedizione al maggiore nazista, racconta di essersi opposto alla sepoltura di Hass in tutte le sedi, espresse la sua contrarietà persino ai famigliari e legali di Hass. “Non ci fu nulla da fare – continua l’ex sindaco – il Prefetto di allora mi contattò e mi disse che per legge Hass andava sepolto a Castel Gandolfo perché oltre ad essere morto qui, vi era anche residente”. L’ex sindaco dice non avere molti ricordi di quell’evento: Si fece tutto di corsa e blindati dalla sicurezza.
La notizia non ebbe il clamore che invece ha registrato la morte e relativo vagabondaggio del feretro di Priebke, respinto da Roma, la cui funzione religiosa è stata celebrata ad Albano Laziale da don Pierpaolo Petrucci, il superiore dei lefebvriani in Italia, il quale non gli ha negato le esequie in quanto cristiano battezzato. C’erano i parenti stretti al funerale di Karl Hass: molti poliziotti e carabinieri in borghese, la figlia Erika che ogni due mesi partiva dalla Svizzera per visitare il padre e qualche parente venuto dalla Germania.
A manifestare fuori dai cancelli dei lefebvriani lo scorso 15 ottobre c’era anche l’attuale sindaco di Castel Gandolfo Milvia Monachesi che all’epoca dei funerali di Hass era in giunta di centrosinistra a Castel Gandolfo come assessore ai Servizi Sociali: “Se fossi stata al posto dell’allora sindaco – dice – avrei manifestato sdegno per una decisione del genere.
Però – prosegue – ricordo che l’allora sindaco Colacchi manifestò la sua contrarietà ma non potette impedire la sepoltura di un residente morto a Castel Gandolfo, nonostante si trattasse di un criminale di guerra”. Comunque all’epoca non ci fu ne sdegno e neppure proteste. E Colacchi, sebbene l’altro giorno abbia espresso solidarietà al primo cittadino di Albano Nicola Marini, non era presente a manifestare ad Albano. “Con Priebke è andata diversamente – continua Monachesi – il sindaco Marini si è ritrovato improvvisamente nel suo territorio una salma di un criminale nazista respinta da Roma.
E’ gravissima la responsabilità di chi ha pensato di imporre le esequie di un boia nazista ad un territorio profondamente antifascista, senza preoccuparsi dell'offesa che avrebbe procurato, dei rischi di violenza che avrebbe prodotto, della mancanza di rispetto verso il Sindaco, il quale si è visto addirittura annullare una ordinanza dal Prefetto”.
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Passate le 23 stavano ancora tutti aspettando che arrivasse qualcuno. Si sentivano per telefono grida e invettive contro il Sindaco di Albano Laziale Nicola Marini, responsabile della condizione di salute della popolazione del suo territorio. Sindaco Marini, dove sei? Qualcuno proponeva di andare sotto la casa del sindaco. Chiedevano aiuto alle forze dell’ordine per ottenere la presenza del sindaco. “Siamo in attesa di notizie” l’ultima comunicazione della persona al telefono prima di chiudere.
Maria Lanciotti
Alle ore 23 di martedì 24 ci giunge notizia che gli abitanti di Villaggio Ardeatino e di Cecchina sono stati stanati dalle loro abitazioni da una puzza tremenda che da una decina di giorni ha invaso la zona ammorbando l’aria fino a renderla irrespirabile.
Tutti i giorni la gente del posto ha chiamato la polizia e la ASL senza ottenere risposta alcuna. Si è rivolta anche al N.O.E. (Nucleo Operativo Ecologico dei carabinieri, ndr) il quale così si è espresso, senza peraltro procedere ad alcun tipo di rilievo: “Di giorno la puzza si potrebbe giustificare con la lavorazione in corso, di notte non deve succedere”. Però succede. Come mai? E comunque la gente radunata di fronte alla discarica di Roncigliano stava provando a ricontattare il N.O.E.
La gente non ne può più, ci è stato detto dalla persona che ci ha chiamati al telefono, la gente si sente male, è un susseguirsi di attacchi d’asma. Si presume – ci ha detto la persona che ci ha fornito i suoi dati – che non si faccia il TMB (Trattamento Meccanico Biologico, ndr), i rifiuti non vengono separati e restano tutti in discarica compreso l’umido. Altra cosa che è stata notata dagli abitanti del posto è che finché per un anno c’è stato il nasometro tutto sembrava andare perfettamente bene, e appena tolto lo strumento di monitoraggio si è scatenato questo orribile puzzo. Le persone radunate nei pressi della discarica ieri sera alle 23 erano una cinquantina, tutti abitanti della zona allargata Villaggio Ardeatino, Cecchina, Poggio Ameno nella parte alta di Cecchina. Tutta gente che da giorni chiama inutilmente polizia e ASL.
Intorno alle 21, 21:30 era arrivata una volante della polizia, e subito se ne stavano andando dicendo che loro non potevano far nulla, ma sono rimasti per l’insistenza della gente. Anche i Vigili del fuoco sono stati chiamati ma hanno detto che loro non c’entrano, non c’era un incendio. Mentre eravamo al telefono ci sono giunte voci concitate che dicevano “C’è puzza di gas!” e si sa che i gas da rifiuti sono venefici. Alle 22:45 era arrivata anche una volante dei carabinieri e la persona al telefono ci ha detto che la gente stava cercando di contattare qualche funzionario della ASL alla sede centrale di Albano o in qualche ufficio preposto alla dislocazione di Pomezia.
Passate le 23 stavano ancora tutti aspettando che arrivasse qualcuno. Si sentivano per telefono grida e invettive contro il Sindaco di Albano Laziale Nicola Marini, responsabile della condizione di salute della popolazione del suo territorio. Sindaco Marini, dove sei? Qualcuno proponeva di andare sotto la casa del sindaco. Chiedevano aiuto alle forze dell’ordine per ottenere la presenza del sindaco. “Siamo in attesa di notizie” l’ultima comunicazione della persona al telefono prima di chiudere.
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25/07/2012 ALBANO INCENERITORE, LA TECNOLOGIA E LA RICERCA FUORI DALLA “CASA” DI CERRONI
24/07/2012 ALBANO INCENERITORE: ALLARME ROSSO
19/07/2012 RONCIGLIANO DISCARICA, ISPEZIONE A SORPRESA DELLA ASL RMH
23/06/2012 ALBANO RICORSO INCENERITORE, SI PUO' RIPROVARE CON L'ITALIA.
21/06/2012 LAZIO RIFIUTI, DISCARICA RONCIGLIANO: LA ASL RMH PASSA AL SETACCIO L'ARIA
15/06/2012 ALBANO, NUOVA INIZIATIVA CIVICA CONTRO LA COSTRUZIONE DELL’INCENERITORE DEI CASTELLI ROMANI
01/06/2012 ALBANO TERMOVALORIZZATORE: LA PAROLA ALLA CORTE DI GIUSTIZIA DELL’UNIONE EUROPEA
17/05/2012 ALBANO GASSIFICATORE, INCENERITORE, TERMOVALORIZZATORE: NO INC TORNA IN PIAZZA A SUON DI MUSICA
03/05/2012 ALBANO TERMOVALORIZZATORE, DENUNCIATI 2 DIRIGENTI DELLA REGIONE LAZIO
29/04/2012 ALBANO INCENERITORE/GASSIFICATORE/TERMOVALORIZZATORE
22/03/2012 ALBANO, OK AL TERMOVALORIZZATORE. COMMENTI E PROSSIME INIZIATIVE
22/03/2012 ALBANO INCENERITORE, FDS REGIONE E FDS CAPOGRUPPO IN COMUNE DI ALBANO DENUNCIANO IL MINISTRO CLINI
15/03/2012 ALBANO, IL TERMOVALORIZZATORE SI FA. LO HA ANTICIPATO IL MINISTRO CLINI
15/03/2012 ALBANO INCENERITORE, NO INC DEPOSITA NUOVO ESPOSTO PENALE IN PROCURA SU NUOVE OPERE NON AUTORIZZATE
29/02/2012 INCENERITORE ALBANO, LA PAROLA AL CONSIGLIO DI STATO
08/02/2012 ALBANO, IL COMITATO CONTRO L'INCENERITORE CERCA 2 MILA EURO PER LE SPESE LEGALI



