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Amministrazione & sicurezza
Priorità alla segnaletica e alle prime opere per garantire la sicurezza stradale
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Redazione

Sora (FR) - Prenderanno il via lunedì 30 giugno 2014 gli interventi di ridefinizione degli ambiti stradali di Piazza Risorgimento e Largo San Lorenzo. I lavori, per un importo di 130 mila euro  comprensivi delle somme a disposizione della Stazione Appaltante, sono stati consegnati il 23 giugno alla Ditta Ecostrade con sede ad Alvito.

L’intervento prenderà il via lunedì 30 su richiesta degli organizzatori del “Campionato Italiano under 23 La Ciociarissima” i quali hanno chiesto un differimento dei lavori per consentire un agevole svolgimento della competizione ciclistica che avrà luogo il 29 giugno. Per la stessa ragione è stato stati rinviato anche il rifacimento dei marciapiedi che vanno da Ponte di Napoli a Ponte Tazio Nuvolari.

Nell’imminente saranno approntate le attività di preparazione al cantiere come la relativa segnaletica e le prime opere per garantire la sicurezza stradale.

I lavori prevedono la realizzazione di due rotatorie con la rivisitazione dei parcheggi laterali e centrali, nell’ambito di Piazza Risorgimento e Piazza San Lorenzo. Gli interventi saranno caratterizzate da elementi di arredo urbano quali la definizione delle stesse rotatorie, le “gocce” spartitraffico, gli attraversamenti pedonali con questi ultimi già sperimentati nei pressi del Palazzo degli Studi Simoncelli. L’intervento sarà inoltre caratterizzato da una ricca presenza di verde da posizionare all’interno delle rotatorie, nelle “gocce” spartitraffico di Largo San Lorenzo e lungo l’asse congiungente le due rotatorie.

L’illuminazione sarà particolarmente curata con il potenziamento di quella esistente a mezzo di idonei pali e corpi illuminanti previsti all’interno delle rotatorie.

“Questo importante intervento è ricompreso nell’ambito del “Piano Nazionale della Sicurezza Stradale” che prevede interventi infrastrutturali per circa 350mila euro ed è cofinanziato dal Ministero per i Lavori Pubblici – dichiara il Sindaco Ernesto Tersigni – Ricordo che oltre a questo intervento abbiamo quello non meno importante di Via Costantinopoli, intersezione Via Ferri e Via Cellaro, il cui appalto è stato definito e seguirà a breve la consegna del cantiere”.

Cronaca
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La 45enne, madre del 24enne, approcciava le sue vittime (si concedeva sessualmente dietro compenso di danaro) e una volta entrata nell’abitazione del malcapitato, metteva in atto una rapina con la complicità non solo di suo figlio, ma anche di altro 22enne del luogo, assumendo poi le vesti di testimone dei fatti.

 

Redazione

Ferentino (FR) - Nella mattinata odierna, a conclusione    di    una  complessa  attività   d'indagine (denominata “BAD BOYS”), i Carabinieri del Comando Compagnia di Anagni,  hanno dato esecuzione a 3 (tre)  ordinanze di custodia cautelare (nr.2 in carcere e nr. 1 in regime degli arresti domiciliari) emesse dal G.I.P. Dott.ssa Annalisa MARZANO su richiesta del P.M. Dott. Adolfo COLETTA,  nei confronti di altrettanti soggetti accusati a vario titolo di “rapina aggravata in concorso, lesioni personali, furto aggravato, ricettazione e evasione dagli arresti domiciliari”.

Sulla base dei dati raccolti il G.I.P. ha emesso O.C.C. nei confronti dei sottonotati soggetti:
1.    D.B., 45enne di Ferentino;
2.    P.S., 24enne di Ferentino;
3.    S.C., 22enne di Ferentino.   

Le attività investigative poste in essere dai militari della Stazione di Ferentino  hanno permesso di appurare il modus operandi del sodalizio criminale. La 45enne, madre del 24enne, approcciava le sue vittime (si concedeva sessualmente dietro compenso di danaro) e una volta entrata nell’abitazione del malcapitato, metteva in atto una rapina con la complicità non solo di suo figlio, ma anche di altro 22enne del luogo, assumendo poi le vesti di testimone dei fatti.
Le attività sono iniziate a seguito di una rapina in abitazione commessa lo scorso 17 gennaio 2014
impossessandosi di monili in oro e altro. In  questo caso la donna figurava come testimone. L’anziano malcapitato veniva ricoverato per trauma cranico e varie ferite e giudicato guaribile in giorni 30.

Gli altri episodi per i quali gli arrestati sono coinvolti sono :
1.    un furto in un bar di Ferentino ove dette persone si erano impossessate dei soldi contenuti nelle slot machine;
2.    una rapina a mano armata in danno di un minore di Ferentino, a cui sottraevano euro 100,00;
3.    un tentativo di rapina in abitazione in altra località di questa Provincia, laddove il malcapitato nonostante i calci e pugni ricevuti (per cui veniva poi trasportato in ospedale per trauma cranico commotivo con escoriazioni del cuoio capelluto), riusciva a reagire mettendo in fuga i malfattori (stesso modus operandi);
4.    un furto di un telefono cellulare;
5.    un caso di ricettazione, in quanto rivendevano i monili in oro frutto delle rapine in un negozio di compro oro dietro il compenso in denaro.

Il 12 febbraio 2014 i militari di Ferentino, nel corso dell’attività investigativa, riuscivano ad arrestare il 24enne mentre perpetrava  una rapina  in danno del discount MD sito sulla via Casilina di  Ferentino. Lo stesso aveva commesso tale azione delittuosa nonostante fosse sottoposto al regime degli arresti domiciliari. 
 

La nota storica
Giuseppe Mazzini, il grande patriota italiano per molti anni in esilio a Londra, che unico e solo e per primo si occupò fattivamente di questa infelice umanità abbandonata
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di Michele Santulli

Frosinone - In un precedente articolo [ EMIGRATI DIMENTICATI del 18 maggio 2014 Cliccare qui per leggere ] abbiamo parlato della scuola che Giuseppe Mazzini, il patriota italiano, aveva fondato a Londra a favore dei bimbi italiani soprattutto ciociari che un cattivo destino aveva portato al di là delle Alpi già a partire dalle prime decadi del 1800. E della vera e propria autentica epopea della emigrazione dalla Valcomino in Alta Terra di Lavoro, iniziata  già dalla fine  del 1700, vogliamo rammentare un episodio di quella che ne fu una componente, la più terribile, cioè la vera e propria ‘tratta dei bambini’: i genitori che, in cambio di un po’ di soldi, affittavano, o vendevano, i loro figli normalmente per un periodo di tre anni, a dei personaggi, i cosiddetti ‘padroni’, che si industriavano poi per condurli  nelle grandi città e maggiormente in Francia ed Inghilterra dove li obbligavano ai mestieri più umili e duri: lustrascarpe, venditori per le strade di statuette di gesso e di santini o di altre immagini o di fiammiferi, sguatteri, facchini, mendicanti, suonatori di organetto, spazzacamini, in certe fabbriche, senza cure, senza pulizia, alloggiati in tuguri infimi, nella promiscuità e abbiezione più ripugnanti. Un diplomatico italiano, del quale abbiamo parlato in un passato contributo, calcolò che di cento di questi infelici bambini, che verso la metà dell’Ottocento nella sola Inghilterra ammontavano a circa tremila, un cinquanta per cento moriva per le privazioni e gli stenti.

E questi bimbi malfamati sporchi e laceri per le vie di Londra rappresentavano un motivo di continua umiliazione e cruccio per quelli che volevano notarli. E uno fu Giuseppe Mazzini, il grande patriota italiano per molti anni in esilio a Londra, che unico e solo e per primo si occupò fattivamente di questa infelice umanità abbandonata, preda dello sfruttamento e della disperazione, con le sue parole: “in uno stato di assoluta barbarie”. Non pochi dei cosiddetti ‘padroni’ portò davanti al Giudice ma capì che l’unica arma possibile per un riscatto autentico e per l’affrancamento erano l’istruzione, la cultura, con le sue parole: “assecondare e innalzare quelle rozze menti, intorpidite dalla miseria e dalla abbietta soggezione ad altri uomini”. E quindi a costo di ulteriori rinunce personali  e  con il sostegno di personaggi inglesi della cultura e dell’arte  fondò una scuola per questi bambini ma anche per gli adulti, che venne aperta il 10 novembre1841, data    memorabile nella storia della emigrazione italiana soprattutto e principalmente ciociara.

La scuola si svolgeva solo la sera e vi si insegnavano le discipline indispensabili all’apprendimento basilare. Le lezioni avevano luogo anche la domenica e in questo giorno impartiva le sue lezioni di cultura italiana lo stesso Giuseppe Mazzini. La scuola ebbe una lunga vita, sempre frequentata e seguita sia dagli alunni in numero di centocinquanta-duecento, sia dai promotori, durò circa venti anni. La scuola fu osteggiata, Mazzini stesso parla di ‘guerra feroce’, da parte sia delle autorità diplomatiche piemontesi sia soprattutto dei preti cattolici. Una donna eccezionale, inglese, appassionata anche lei della indipendenza italiana, che ben conobbe e frequentò Giuseppe Mazzini, Jessie White Mario, ‘la Giovanna d’Arco della indipendenza italiana’,  redasse la sua biografia e vi parla anche della scuola da lui fondata e in merito pubblica una immagine  dove si vede Mazzini stesso che insegna: per terra si notano la sua chitarra di cui il patriota fu appassionato suonatore e cultore  per tutta la vita (oggi a Genova al museo a lui dedicato) e una zampogna. E si illustrano gli scolari davanti a lui o seduti al banco: sono tutti ciociarelli! E tale immagine assurge a livello di documento storico fondamentale, non solo a riprova della passione civile di Giuseppe Mazzini ma anche a riprova ulteriore e determinante  che la stragrande maggioranza di questi bimbi oggetti di tali loschi traffici erano quasi esclusivamente figli infelici della Valcomino, originari dei paesini sperduti sulle montagne che le fanno corona e in particolare da certe frazioni di Picinisco, di S.Biagio Saracinisco e di Villalatina o delle Mainarde oggi molisane. Queste creature grate e devote, lo chiamavano ‘Pippo’!

Siamo lieti far conoscere per la prima volta tale veramente eccezionale testimonianza, il cui affioramento debbo alla professionalità del sito web parigino ‘altritaliani.net’.
E dire che nella Ciociaria frusinate, a riprova ulteriore del degrado culturale e morale che l’attanaglia, non mi pare che vi sia un qualcosa, una via o una piazza, che ricordi gli emigranti ciociari e la loro lunga epopea per le vie del mondo.
                                                                                                              
 

La protesta
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Grande la commozione del Sindaco Ernesto Tersigni che, nonostante ieri sera fosse al suo 5° giorno di sciopero della fame, ha voluto guidare il corteo insieme ai 27 sindaci del Distretto Sanitario C.

Redazione

Sora (FR) - Un fiume di persone, composto e compatto, ha illuminato la notte sorana. Sono state più di 5000 le presenze alla fiaccolata in difesa dell’Ospedale SS. Trinità. Grande la commozione del Sindaco Ernesto Tersigni che, nonostante ieri sera fosse al suo 5° giorno di sciopero della fame, ha voluto guidare il corteo insieme ai 27 sindaci del Distretto Sanitario C. In prima linea anche i rappresentanti dell’A.D.O. (Associazione Dipendenti Ospedalieri), promotrice della manifestazione, e numerosissime associazioni culturali e di volontariato del territorio.
La fiaccolata ha preso il via da Piazza Santa Restituta, quindi, dopo avere percorso il lungoliri ha raggiunto l’Ospedale.
Il corteo è stata preceduto da una riunione tra i Primi Cittadini presenti che si è svolta alle 20.30 presso la Sala Consiliare del Palazzo Comunale.
Il Sindaco Tersigni ha annunciato di avere sentito telefonicamente il Ministro della Sanità Beatrice Lorenzin che si trovava in Lussemburgo che gli ha dichiarato che si interesserà personalmente della situazione del nosocomio sorano. Il Primo Cittadino ha ribadito l’importanza della coesione tra i 27 sindaci in vista dell’incontro con il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, fissato per lunedì 23 giugno alle 11.00.
“Dobbiamo essere uniti. Io da 5 giorni sono in sciopero della fame ma ho bisogno del sostegno di tutti voi per continuare in questa battaglia. Stiamo difendendo il diritto dei cittadini alla salute e questa lotta non ha certo colore politico. Mi dispiace per le strumentalizzazioni della situazione che si stanno verificando ma qui la politica non c’entra niente – ha dichiarato il Primo Cittadino di Sora – Con la lettera che ho inviato nei giorni scorsi al Governatore Zingaretti ho cercato proprio di stemperare gli animi, affinché lunedì la nostra delegazione sia accolta con una predisposizione migliore”.
Il Sindaco Tersigni ha spiegato, inoltre, che lunedì si recherà a Roma con dati alla mano, soprattutto per quel che riguarda le attività del Reparto Ortopedia a rischio chiusura: “Mi sono accorto che in Regione i dati numerici non coincidono con quelli reali in nostro possesso che, per quanto riguarda ortopedia, riportano 138 interventi effettuati nel periodo luglio agosto 2013, di cui 35 interventi per fratture di femore e 30 interventi di altro genere. Con questi numeri non esiste il rischio chiusura del reparto. Lunedì per prima cosa dovremo chiarire questa discrepanza. Purtroppo, però, a quanto sembra la nostra richiesta di istituzione del DEA di 1° livello è molto difficile che possa essere accolta”.
Sulla stessa lunghezza d’onda gli altri sindaci presenti che faranno quadrato in difesa del territorio e si recheranno uniti a Roma insieme al Sindaco Tersigni.

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L'Iniziativa
Presentata l'idea al Ministero dello sviluppo economico in vista del prossimo 27 Giugno
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Redazione

Frosinone -  Parte da Fiamma Frùsino l'idea di dedicare un francobollo a Giorgio Almirante in occasione del centenario dalla sua nascita. Il presidente Sergio Arduini, spiega i motivi e l'iter intrapreso dal movimento politico che rappresenta affinché venga riconosciuto a questo personaggio storico non solo un francobollo ma anche una strada. 

Ecco la nota:

Sono tantissime le petizioni  presentate negli scorsi anni da Militanti e simpatizzanti, con numeri elevatissimi di sottoscrittori, per dedicare una Via oppure una Piazza a Giorgio Almirante, sia in questa Provincia di Frosinone, sia in tutte le Provincie Italiane.

 Ebbene , queste petizioni, tranne in alcuni rarissimi casi , non sono mai state prese in considerazione, esclusivamente per colpa del classico e becero opportunismo politico da sempre in auge nelle amministrazioni locali.  

Questa volta abbiamo deciso di superare queste finte scogliere identitarie e abbiamo puntato decisamente in alto e con successo. 

Pochi giorni fà , Esponenti dell' Ass. Fiamma Frùsino  insieme al Grafico Alfio Di Marco, Dirigente Naz. di Destra Sociale e ideatore dell' iniziativa , in occasione del centenario della nascita di Giorgio Almirante , il prossimo 27 giugno, hanno presentato al Ministero per lo Sviluppo Economico la proposta, con tanto di bozzetto, del francobollo commemorativo in ricordo di Giorgio. 

Afferma Sergio Arduini di Fiamma Frùsino e destra Sociale : La richiesta è stata accettata e regolarmente protocollata, adesso siamo in attesa di comunicazioni, ma francamente non abbiamo dubbi sull'esito perchè Giorgio è stato un uomo politico molto apprezzato anche dalla parte avversa degli schieramenti politici.

Un uomo di altissimi valori e di grandissima apertura al dialogo.

Qualcuno potra'  dire che questa nostra iniziativa sia una mossa spavalda, assolutamente no, mi preme ricordare che, da sempre la Filatelia nazionale  ( e chi scrive possiede oltre 30.000 mila francobolli ) , è da sempre in mano alla sinistra.

Innumerevoli sono i personaggi di quel ramo parlamentare ricordati con facilità con un francobollo.

Vogliamo vedere se questa volta, in occasione del centenario della nascita di Giorgio Almirante questo muro si infrange.

Se si, lo si dovrà anche ai Militanti di Frosinone di Fiamma Frùsino.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sanità & Territorio
Il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti li riceverà lunedì 23 giugno
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Redazione

Sora (FR) -  Lunedì 23, il governatore Nicola Zingaretti riceverà i sindaci del distretto sanitario di Sora presso la sede della Regione Lazio. Continuerà, nel frattempo, il presidio al nosocomio SS Trinità con lo sciopero della fame del Sindaco della città di Sora, iniziato ben quattro giorni fa e, da ieri sera, anche della sete del dottor Augusto Vinciguerra, presidente dell’associazione dipendenti ospedalieri. La coraggiosa iniziativa del primo cittadino e del dottore si protrarrà fino a lunedì mattina, quando, tutti i sindaci saranno ricevuti dal governatore della Regione Lazio. Obiettivo degli amministratori scongiurare un possibile ridimensionamento dell’ospedale di Sora ed ottenere la sua classificazione a DEA di primo livello. Ciò, infatti, garantirebbe la permanenza presso la struttura sorana di reparti fondamentali per garantire l’assistenza sanitaria al vasto bacino di utenza del SS Trinità. Qualora questo obiettivo non fosse raggiunto, i 27 Sindaci del distretto sanitario C riconsegneranno le loro fasce al prefetto di Frosinone, Emilia Zarrilli, rinunciando così ai loro mandati in segno di forte protesta. “Considerata la grande importanza del problema sanitario per tutta la Provincia, – dichiara il sindaco Tersigni – invito tutti i colleghi degli altri Comuni a seguire il nostro esempio”.

Agricoltura
La Coldiretti è impegnata nella battaglia per la legalità
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Redazione

Frosinone / Latina -  "Questo è il nostro posto. Siamo qui perché la Coldiretti, da sempre, sta dalla parte della legalità ". È uno dei passaggi dell'intervento di Saverio Viola,  direttore Coldiretti di Frosinone e di Latina,  alla cerimonia di inaugurazione del Civico Sociale, il ristorante aperto a Cassino dall'associazione antimafia “Libera” in collaborazione con alcune coop sociali. "Ringrazio lo Stato e le Forze di Polizia. Con loro e con i consumatori la Coldiretti è impegnata nella battaglia per la legalità in agricoltura,  con loro abbiamo promosso l'Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare. Si tratta di una nuova Fondazione voluta e costituita da Coldiretti per diffondere la conoscenza e la consapevolezza del patrimonio agroalimentare italiano, con l’obiettivo di creare un sistema coordinato e capillare di controlli idonei a smascherare i comportamenti che si pongono in contrasto con la legalità. Giancarlo Caselli guida il Comitato Scientifico della Fondazione. Coldiretti fa la sua parte nella battaglia quotidiana - ha detto ancora Viola - contro le truffe che, in nome di un falso e contraffatto Made in Italy, vengono perpetrate ai danni dei cittadini, degli imprenditori seri e onesti e a danno dell'economia legale. E dato il contesto - ha aggiunto Viola - non posso esimermi dall'auspicio per cui il Mof di Fondi la smetta di essere una palla al piede per l'agricoltura regionale e diventi piuttosto il primo volano della rinascita del settore". "Siamo a vostra disposizione - ha concluso il direttore - perché al fianco dei prodotti provenienti dalle terre confiscate alla mafia trovino posto anche i prodotti di Campagna Amica e quelli a Chilometro Zero, fiori all'occhiello dell'impegno di Coldiretti per la qualità e la legalità anche nelle campagne del nostro Paese. La criminalità organizzata si combatte con la trasparenza soprattutto in un settore come quello agroalimentare dove è particolarmente rilevante il flusso commerciale, con circa un terzo (33 per cento) della produzione complessiva dei prodotti agroalimentari venduti in Italia ed esportati con il marchio Made in Italy che contiene materie prime straniere all’insaputa dei consumatori e a danno delle aziende agricole”

 

 

 

 

La protesta
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Redazione

"Leggo con piacere che il presidente della Regione, Zingaretti, incontrerà i sindaci del territorio sulla questione dell'ospedale di Sora. E' un'ottima notizia, spero possano arrivare ulteriori certezze e rassicurazioni per i cittadini".

A dichiararlo è il senatore del Partito Democratico, Francesco Scalia, commentando la notizia dell'incontro, fissato per il prossimo lunedì, tra il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti e i sindaci interessati alla questione legata all'Ospedale di Sora. "La notizia, ribadita dal presidente Zingaretti, che non c'è alcuna ipotesi di ridimensionamento dell'Ospedale e che, invece, si sta pensando ad un rilancio del polo oncologico ci fa ben sperare".
 

La protesta
L'ospedale non sarà chiuso ma sarà potenziato.
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Redazione
Sora (FR)
- "In provincia di Frosinone, grazie agli interventi della Regione, ci sarà  la stessa qualità di cure sanitarie che nel resto del Lazio. Questo non vorrà dire assecondare esperienze fallimentari, strutture poco efficienti o piccoli orticelli politici che non hanno nulla a che fare con l'interesse dei malati - dichiara Daniela Bianchi, consigliera regionale del gruppo "Per il Lazio" -  Le difficoltà riscontrate in questo periodo stanno nella necessità di dover riequilibrare gli errori della passata gestione che hanno creato forti disparità tra i cittadini delle diverse province e nel blocco del turnover imposto dal Governo che impedisce l'assunzione di nuovi medici. I primi e concreti segnali sul cambiamento che stiamo portando nella sanità laziale li abbiamo avuti  con la soppressione delle macroaree, con l'apertura di 15 case della salute entro la fine del 2014 (una delle prime già attiva a Pontecorvo),  con la deroga al blocco del turnover salita al 15%  e con  la nascita della centrale unica degli acquisti. Il mio impegno - rilancia la consigliera Bianchi -  sarà quello di contribuire affinché il territorio frusinate possa beneficiare al meglio del modello di sanità della Regione guidata da Zingaretti, rimediando alle scellerate scelte del passato. Tutte le strutture sanitarie locali, infatti, saranno gestite secondo dei criteri ben precisi e legati ad un nuovo modo di concepire le cure mediche che risulteranno più efficienti, veloci e vicine ai malati. Bene ha fatto il presidente Zingaretti,  che oltre a dare rassicurazioni sul mantenimento del reparto di ortopedia, ha anche annunciato il potenziamento della struttura di Sora con un’area di oncologia. Le strutture locali, dunque, avranno maggiori servizi e non saranno più chiuse. Alla luce di questo e della disponibilità del presidente Zingaretti ad incontrare da subito i sindaci del comprensorio sorano,  le proteste prolungate e sopra le righe di questi giorni potrebbero apparire come dei tentativi di strumentalizzare un tema che non può prestarsi a giochi politici".

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La protesta
I Sindaci, prendono in considerazione l’invito pervenuto dal Governatore Zingaretti per un incontro presso la sede della Regione Lazio
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Redazione

Sora (FR) - I 27 Sindaci del Distretto C di Sora, rappresentanti circa 125 mila abitanti,  riuniti in Consiglio Comunale straordinario congiunto, hanno esaminato l’attuale situazione venutasi a creare presso il P.O. di Sora in seguito alla decisione unilaterale dell’ASL della chiusura estiva del Reparto di Ortopedia.
La nota del 17/6/2014 a firma congiunta del Direttore Sanitario dott. Testa e del Direttore Generale Dott.ssa Mastrobuono dispone che, dal 1 luglio l’EMERGENZA ORTOPEDICA del bacino Distretto C di Sora, venga d’ordine convogliata presso l’ Ospedale di Cassino e ciò con evidenti ripercussioni sulla precarietà della salute del paziente e un notevole aggravio di spesa sanitaria. Tale disposizione indurrà una naturale diminuzione di pazienti nel nostro nosocomio, non solo per la patologia specifica ortopedica, ma conseguentemente anche per altre patologie mediche e chirurgiche di cui il P.O. di Sora ha sempre vantato eccellenze sanitarie, così determinando una migrazione presso le strutture ospedaliere extraterritoriali (es. Pozzilli, Avezzano, L’Aquila).

I primi cittadini, con tale atto deliberativo, ribadiscono il loro convincimento, della non volontà da parte della dirigenza aziendale di ripristinare una corretta fruizione dei LEA (Livelli di Assistenza Essenziali) nell’interesse della salute pubblica del territorio. "Tutti i Sindaci sono fermamente consapevoli, - si legge nella nota diramata - supportati da dati certi ed incontrovertibili, che per ripristinare una qualità riconosciuta di assistenza sanitaria del nostro nosocomio, vadano riportate le normali attività mediche chirurgiche con il turnover regolare del personale sanitario. - la nota dei sindaci continua - Tutto ciò non deve farci perdere di vista l’obiettivo principale che dobbiamo raggiungere e cioè il riconoscimento di DEA di primo livello, equiparandolo ai nosocomi di Frosinone e Cassino e affiancandovi il già presente Polo oncologico, ulteriormente potenziato. Nel redigendo atto aziendale dovrà essere prevista questa definizione, che significherà per noi la garanzia di avere una struttura sanitaria completa in grado di assicurare una adeguata assistenza sanitaria agli utenti del distretto C e dell’intero comprensorio. - La nota conclude - Chiediamo pertanto al Presidente Zingaretti di assumere questo impegno e farsi garante che, nel prossimo atto Aziendale, il SS Trinità, con il riconoscimento di DEA di primo livello, riacquisti il ruolo che per decenni ha svolto nel nostro territorio. I Sindaci, prendono in considerazione l’invito pervenuto dal Governatore Zingaretti per un incontro presso la sede della Regione Lazio, continuano il presidio permanente in attesa di una urgente risoluzione del problema. Solo con una piena condivisione delle nostre istanze sarà posta fine alla protesta".

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