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Pausa caffè con...
Domenico Gramazio in esclusiva per l'osservatore laziale
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Chiara Rai

Terzo atteso appuntamento con “Pausa Caffè con….Domenico Gramazio” Senatore Pdl, Vicepresidente Vicario della Commissione Igiene e Sanità e membro della Commissione Parlamentare di Inchiesta sull’efficienza del Servizio Sanitario Nazionale.

Una intervista piena di colpi di scena, di argomenti sottoposti, questioni sollevate.

Dal caso di Cava Perina dove fin dal 1980 furono interrati, in momenti successivi, circa 20.000 fusti contenti rifiuti tossici di vario genere, una situazione che Gramazio sta seguendo passo dopo passo. Poi il tasto dolente della Sanità: dall’Ospedale dei Castelli ribattezzato “fantasma” allo smantellamento dello Spolverini di Ariccia fino a toccare il delicato tasto dell’ospedale di Marino rispetto al quale Gramazio minaccia incatenamenti e richieste dirette di dimissioni. E poi ancora il punto di vista di Gramazio sul caso Lusi e un breve accenno allo striscione esposto in Senato rivolto a Rutelli: “Prima Lusi e poi li getti!”.

Non è potuta mancare una breve analisi politica, un commento sulla posizione di donna Assunta Almirante rispetto alla scelta che ha fatto di sostenere Zingaretti alla candidatura di sindaco di Roma. E poi un breve accenno ad Angelo Manca, un tuffo negli anni ’80, Angelo un amico di Gramazio, un ragazzone sportivo che mamma e papà, titolari di un negozio di alimentari avrebbero voluto a lavorare con loro, faceva il fattorino de “Il Secolo d’Italia”, portando le copie del giornale in giro per Roma col il suo motorino Garelli. La “Pausa Caffè con…” si chiude con una stretta di mano e tanti temi snocciolati.

Ambiente & Territorio
Riqualificazione del territorio e questione fusti tossici di Piana Perina le priorità
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Dopo gli articoli de L'osservatore laziale che hanno riportato alle cronache la questione dei rifiuti tossici sotterrati a Cava Perina. Dopo l'esposto alle Procure di Roma e Tivoli da parte di un cittadino, sempre a seguito di un articolo de L'osservatore laziale sulla questione rifiuti tossici: il Senatore Domenico Gramazio il 19 giugno ha presentato un'interrogazione urgente al Ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Corrado Clini   

Nessun documento ufficiale da parte del Prefetto Sottile ha messo la parola fine a questo incubo che per i cittadini di Riano dura ormai da un anno.

 

[INTERROGAZIONE URGENTE DEL SENATORE DOMENICO GRAMAZIO AL MINISTRO CORRADO CLINI]

 

Gabriella Resse

Nasce il Comitato Cittadino di Riano, un soggetto apolitico e senza fini di lucro che della riqualificazione del territorio e della questione dei fusti tossici di Piana Perina, farà il suo Cavallo di battaglia. L’associazione, presieduta dal dott. Adolfo Mancini, si propone di favorire, promuovere e tutelare gli elementi caratterizzanti del territorio, dell’ambiente, della cultura, dell’economia, nonché il generale interesse dei cittadini della città di Riano. A tal fine l’associazione concorre allo sviluppo dei principi democratici e dei valori umani attraverso la diffusione: della cultura e della legalità, intesa come piena consapevolezza dei diritti e doveri di ognuno; della partecipazione attiva dei cittadini alla vita delle istituzioni pubbliche e degli organismi rappresentativi; del senso di responsabilità; dell’impegno civico in ogni sua forma (civile, politica, sociale ecc.). Per raggiungere tale scopo darà esecuzione a specifiche attività, curando di rappresentare le istanze dei cittadini presso tutte le istituzioni, politiche, religiose, culturali e, se del caso, attraverso le più opportune azioni in tutte le sedi amministrative e giurisdizionali.

Questo soggetto di aggregazione sociale , si pone, come primo obbiettivo, la proposta di progetti di riqualificazione ambientale delle cave o comunque di azioni sul territorio che, in futuro , mettano al riparo ( le cave di Quadro Alto e Pian dell’Olmo, riconosciute da diversi soggetti istituzionali, come inidonee ad ospitare una discarica) da eventuali nuovi scellerati tentativi di installazioni invasive, dannose ed inquinanti.


Obbiettivo senz’altro ambizioso, ma coraggioso ed ammirevole, tanto quanto quello di riportare in auge la questione dei fusti tossici sotterrati nella Valle di Piana Perina, argomento che L’osservatore laziale ha riportato alla ribalta delle cronache dopo due anni di assoluto silenzio da parte dei media (l’ultimo articolo di cui si ha conoscenza risale al 2010) e che comunque hanno riservato negli ultimi 10 anni, uno spazio estremamente esiguo a fronte dell’estrema gravità della vicenda che, ricordiamo, risale alla fine degli anni 70, inizio ‘80,quando un’ingente quantità di fusti tossici provenienti dagli scarti della lavorazione di prodotti farmaceutici, finì sversata e sotterrata nella Valle di Piana Perina.


Grazie ad una nutrita documentazione che abbiamo ritrovato nel labirintico mondo del web e all’apporto e all’attenzione che Mirta Paganelli, segretario Politico di una compagine di minoranza del Comune di Capena, ha dato a questa annosa vicenda, sono state presentate in Senato, dall’on. Gramazio, due interrogazioni che pongono l’accento sulla questione. E’ inoltre stato possibile consegnare nelle mani dei membri della Commissione Ecomafie, (on. Bratti e senatore Coronella), la documentazione relativa alla questione fusti tossici a Piana Perina, con allegata la denuncia di un concittadino e l’intervista di un possibile testimone dei fatti. In questo quadro, il Comitato Cittadino di Riano si attiverà al fine di stimolare ulteriormente le istituzioni affinché si adoperino per una profonda opera di bonifica dei luoghi contaminati, in caso vengano riscontrati ancora alti livelli di inquinamento ambientale della suddetta area.

Il Comitato infine si propone altresì di mantenere alta la guardia rispetto al problema dell’identificazione di Pian dell’Olmo, sito indicato dal Prefetto Sottile ,come località idonea allo stoccaggio di rifiuti solidi urbani. Perché se è vero che molti autorevoli pareri bocciano questa possibilità, è anche vero che nessun documento ufficiale da parte del Prefetto ha messo la parola fine a questo incubo che per i cittadini di Riano dura ormai da un anno.

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Ambiente & Territorio
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Bernaudo / De Romanis (Pdl): “Problemi di tipo idrogeologico caratterizzano la zona con rischio idraulico R3 e pericolo di esondazioni dell’asta fluviale del Tevere – proseguono i consiglieri -. Ci sono vincoli di tipo ambientale e siti d’interesse archeologico a brevissima distanza"

A.P.

“Abbiamo presentato in Consiglio regionale una mozione per riconsiderare ed escludere l’individuazione di Pian dell’Olmo quale sito per la collocazione di una discarica”. Così in una nota i consiglieri regionali Pdl Andrea Bernaudo e Carlo De Romanis, rispettivamente Vicepresidente Commissione Bilancio della Regione Lazio e Presidente Vicario Gruppo Pdl in Regione, che stamani hanno presentato la mozione per la seduta odierna del Consiglio. “Problemi di tipo idrogeologico caratterizzano la zona con rischio idraulico R3 e pericolo di esondazioni dell’asta fluviale del Tevere – proseguono i consiglieri -. Ci sono vincoli di tipo ambientale e siti d’interesse archeologico a brevissima distanza; vi è inoltre un oggettivo problema di viabilità della via Tiberina, vi è una scuola e molteplici abitazioni a meno di 500 metri dal sito e altre criticità che rendono la scelta di Riano/Pian dell’Olmo non idonea per la collocazione di una discarica. Con la nostra mozione – concludono i consiglieri del Pdl Bernaudo e De Romanis – e con l’approvazione del Consiglio regionale del Lazio chiediamo di riconsiderare ed escludere la scelta di Pian dell’Olmo.

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Ambiente & Territorio
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Angelo Parca

“Anziché evocare, maldestramente, l’intervento delle forze dell’ordine contro pacifiche e legittime manifestazione di dissenso sulla scelta di Pian dell’Olmo come sito provvisorio post-Malagrotta, il Commissario Sottile venga immediatamente in commissione ambiente del Consiglio Regionale del Lazio a riferire le ragioni di una scelta che nessuno condivide. Ragioni di infrastrutture viarie, vincoli idrogeologici, rischi ambientali e il no dell’Autorità del bacino del Tevere confermano le ragioni del dissenso. Qui, inoltre, non c’è solo un “Comitato del no”, come con infelice sarcasmo ha detto Sottile, ma ben 17 Sindaci, il Presidente del Municipio XX e i vertici di tutti i partiti politici del Lazio che contestano questa scelta, che peraltro l’ex commissario Pecoraro aveva già escluso, dopo un’attenta analisi.” Così in una nota il consigliere regionale del Pdl Andrea Bernaudo, membro della Commissione Ambiente.

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Ambiente & territorio
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Redazione

'Pian dell'Olmo e' una scelta non dico obbligata ma e' quella che reputo giusta'', fatta ''sostanzialmente con l'accordo di tutti''. Questo quanto dichiarato dal commissario Sottile in merito alla scelta del nuovo sito. ''E' una discarica provvisoria - ha aggiunto -, ha una capacita' limitata rispetto ad altri siti e l'impegno sara', attraverso il potenziamento degli impianti di Tmb (Trattamento meccanico biologico) di non conferirvi i rifiuti tal quale''. ''Una discarica, se ben gestita, non arreca nocumento all'esterno'', ha concluso Sottile.

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Ambiente & territorio
Maruccio: "Tutto il mondo civile ha intrapreso da tempo altre strade per lo smaltimento dei rifiuti."
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Angelo Parca

“L'opera di tutoraggio da parte del governo sull'emergenza rifiuti, ai danni di Regione e Comune sta assumendo le sembianze di una vera e propria circonvenzione di incapaci. La scelta di Pian dell'Olmo non ci vede affatto d'accordo, come del resto riteniamo non percorribile ogni ipotesi di discarica presentata dalla regione Lazio. Siamo sicuri che la Giunta Polverini sarà al nostro fianco nella battaglia contro questa scelta, viste le dichiarazioni dell’assessore Cangemi.” Lo dichiara in una nota il capogruppo e segretario regionale dell’Italia dei Valori, Vincenzo Maruccio. “Ben altri argomenti dovrebbero essere al centro dell'attenzione del tavolo per l'emergenza rifiuti: incremento massiccio della differenziata, pieno funzionamento degli impianti di trattamento, se necessario la costruzione di altri impianti tmb, una vera campagna per il decremento della produzione di rifiuti. E' inconcepibile, invece, come una capitale moderna ed europea, quale dovrebbe essere Roma, pensi ancora di discariche nel 2012 – conclude Maruccio - mentre tutto il mondo civile ha intrapreso da tempo altre strade per lo smaltimento dei rifiuti.”

 

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Ambiente & territorio
Contro l’ipotesi discarica, i cittadini di Riano si incatenano al bivio della via Tiberina in prossimità della via d’accesso per la cava di Pian dell’Olmo. Oggi la decisione del prefetto Sottile
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Gabriella Resse

Dopo che ieri, domenica 3 giugno, il commissario straordinario per l'emergenza rifiuti, Sottile, ha convocato a sorpresa i vertici di Regione Lazio, Provincia di Roma, Comune e ministero dell’Ambiente, per cercare una soluzione condivisa  per il nuovo sito discarica della capitale, sui giornali e nel tg regionale della Rai si sono succedute freneticamente notizie che davano per certa la scelta di Pian dell’Olmo, nel XX° municipio, ma che è di fatto a ridosso del territorio di Riano. A questo punto c’è stato un gran fermento in paese e nel presidio permanente di Quadro Alto, a poche centinata di metri da quello che oggi probabilmente il prefetto Sottile indicherà  quale nuovo sito per la discarica. Una moltitudine di cittadini si è riversata in strada, incatenandosi per protesta. E da testimonianze dirette ,apprendiamo  che in nottata la dimostrazione, illuminata da decine di fiaccole al bordo della strada, abbia contato fino ad un gruppo di 200 persone. Naturalmente sono accorsi anche diversi giornalisti per raccogliere dalla viva voce dei cittadini ,le motivazioni di una così eclatante forma di protesta. Al momento ,il presidio straordinario al bivio con via Pian dell’Olmo sulla Tiberina è ancora custodito dai cittadini incatenati che si danno il cambio ogni tot ore  e non si sa per quanto tempo andrà avanti, anche perché oggi alle 15 e 30 è previsto l’incontro tra le istituzioni  locali romane, il prefetto Sottile e il Ministro Clini per formalizzare la decisione  sul sito da indicare come futura discarica di Roma. Dunque i cittadini di Riano sono ben determinati ,con l’appoggio dei comuni limitrofi a protestare con vigore a questa ipotesi che in molti considerano scellerata, per l’estrema vicinanza delle case da quel sito e per una serie di vincoli e criticità importanti che al momento sembrano non essere state considerate dal prefetto, non ultime ,quelle legate al rischio esondazione, già segnalato dall’Autorità di Bacino del Tevere ed il rischio di inquinamento della falda acquifera sottostante la cava  e che si getta direttamente nel fiume della capitale. Considerato che è giunto l’ennesimo ultimatum da parte della Commissione Europa per tentare di accelerare i tempi sulla chiusura di Malagrotta, forse oggi, è il giorno della verità.

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Ambiente & territorio
De Santis ha evidenziato i fatti legati all’annosa questione dei fusti tossici sotterrati e sversati nella cava di Piana Perina a Riano ,alla fine degli anni '80
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De Santis, Presidente della conferenza dei 18 sindaci della valle del Tevere, in visita ai presidi delle cave di Riano: “Siamo determinati a voler combattere uniti contro l’ipotesi discarica a Pian dell’Olmo o Quadro Alto“
Ambiente e salute
Dopo 30 anni i residenti del posto non possono contare su delle certezze riguardo lo stato effettivo della cava.
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Chiara Rai

E’ davvero vergognoso e scioccante che si faccia silenzio sui rifiuti tossici sotterrati a Riano negli anni ‘80. Nessuna istituzione ne parla, nonostante, negli anni la salute della popolazione di Piana Perina è stata gravemente compromessa. C’è silenzio, quando invece chi è responsabile di garantire salute e livelli ambientali di vivibilità dovrebbero essere in prima linea per garantire una bonifica seria e attesa da oltre 30 anni. I cittadini vivono preoccupati, con il terrore che sotto i loro piedi i fusti tossici continuino a mietere vittime. E’ vergognoso che dopo varie interrogazioni parlamentari e una Commissione d’inchiesta i residenti del posto non possano contare su delle certezze riguardo lo stato effettivo della cava.


I fatti:
Alla fine degli anni ’70 e per gran parte degli anni ’80 la cava venne utilizzata come discarica illegale di rifiuti tossici. Furono interrati fusti di metallo contenenti scarti ospedalieri e farmaceutici provenienti dalla Liguria e dalla Lombardia. Le scorie furono anche riversate nel terreno. Tutto questo con la complicità dell’allora sindaco di  Riano, successivamente arrestato nel 1989. E insieme all’ex sindaco finirono a giudizio i proprietari dell’area per aver omesso la messa in sicurezza e la bonifica dei luoghi. Dopo alcune interrogazioni parlamentari e una Commissione d’inchiesta il sito venne posto sotto sequestro fino ad una parziale bonifica. Nel 2004, la zona fu nuovamente posta sotto sequestro dalla Forestale di Castelnuovo a seguito del riscontro, dopo la parziale bonifica,  di materiale tossico nocivo. Nel 2005 i rilevamenti effettuati dall’lstituto Nazionale di Geofisica stabilirono che nel sottosuolo erano presenti materiali ferromagnetici. E nello stesso anno furono chiusi i pozzi artesiani dell’area adiacente, dopo le indagini sulle acque  ordinate dalla Procura di Tivoli. Nel 2010 l’area viene dissequestrata,senza che sia stata operata una bonifica definitiva del sito.

Pubblichiamo di seguito la lettera inviata a L’osservatore laziale per porla all’attenzione delle istituzioni. Si capisce chiaramente lo stato d’animo dei cittadini nonché i fatti che si sono susseguiti in questi ultimi anni. Va letta con attenzione e soprattutto andrebbe data una risposta, perché il diritto alla salute è garantito dalla Costituzione. Le istituzioni si fermino un attimo a leggerla e ne traggano spunto per rinnovare una nuova interrogazione corredata da una urgente richiesta di bonifica. C’è di mezzo la salute dei cittadini.

Ecco la lettera:
 “Noi, cittadini di Riano, siamo molto stanchi e preoccupati, e mentre combattiamo l’ipotesi di installazione di una discarica che non si sa quanto potrà essere temporanea e quanto, i signori della “monnezza”, riusciranno ad allargarla, viviamo con l’angoscia e con il sospetto che i famosi fusti tossici sotterrati alla fine degli anni 80 sotto la cava di Piana Perina, in gran parte siano ancora lì, se non altro che ci sia ancora gran parte del loro contenuto. Siamo convinti che il terreno circostante e le falde d’acqua sottostanti siano ancora fortemente inquinati, perché a tutt’oggi, anche se i reati connessi alla vicenda sono andati in prescrizione e l’area è stata dissequestrata, non si trova da nessuna parte, almeno laddove un comune cittadino può cercare, un riferimento certo circa la totale bonifica dell’area. A suo tempo le falde d’acqua dalle quali si approvvigionava  una parte del paese, furono gravemente inquinate e molti paesani giurano che gli effetti nefasti di tale vicenda hanno pesato gravemente sulla salute della popolazione, tanto che si dice che fino a pochi anni fa diverse persone, che abitavano nell’area in questione, si siano ammalate di cancro e leucemia ed alcune sono morte. Ora Piana Perina  è disseminata da giganteschi capannoni industriali (voci di corridoio sostengono che ci finiranno le ecoballe, ma di questo non si hanno dati tangibili) e sembra che in prossimità di detto territorio ci sia, o in fase di ultimazione, addirittura una diramazione proveniente dal casello autostradale di Castelnuovo di Porto di recentissima realizzazione… Anche questi fatti sono assai misteriosi ed un comune cittadino non può far altro che pensare che forse si vorrebbe in qualche modo nascondere tutto il marcio che c’è sotto con una bella spalata di cemento. Chiediamo nuove verifiche da parte degli organi competenti, chiediamo sia effettuata una bonifica seria e che i risultati delle indagini sul suolo e sulle acque circostanti siano rese pubbliche, così come le operazioni di bonifica e soprattutto chiediamo che, essendo il nostro un territorio già gravemente compromesso dal punto di vista ambientale, a rischio Seveso, come si suol dire oggi, si applichi la legge e non si vada ad inquinare ambienti già inquinati e che invece ancora non sono stati bonificati del tutto. Riano Quadro Alto e la cava di Pian dell’Olmo, sono entrambi siti che distano non più di 1 km dalle cave di Piana Perina, forse meno…  e già questo fatto, oltre a tutti gli altri in discussione, li rendono totalmente  ed immediatamente inidonei ad ospitare qualsiasi tipo di discarica presente e futura. Bonificate..  non continuate ad inquinarci.”

ALLEGATA COMMISSIONE PARLAMENTARE D’INCHIESTA DEL 29 GENNAIO 1998
 

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