di Angelo Parca
Nemi (RM) - Altre dinamiche strane interessano il comune di Nemi nell’ambito del naufragato, almeno per il momento, piano Integrato i Corsi: prima il Comune propone un ricorso al Tar per contrastare i “no” degli Enti sovracomunali e poi lo ritira ma al contempo avvalora un ricorso al presidente della Repubblica.
Quanti soldi vengono spesi per questi contenziosi? Ricordiamo ancora quando in una delle tante sedute di consiglio comunale il consigliere, ex aspirante presidente del consiglio Comunale Giovanni Libanori e a breve anche ex consigliere di amministrazione Cotral, diceva che a differenza delle precedenti amministrazioni, la Giunta di Alberto Bertucci avrebbe vietato i contenziosi: “perché noi cerchiamo di parlare e non di mettere avvocati e spendere i soldi dei cittadini” così disse, pressappoco.
Eppure dopo i soldi spesi per mettere come difensore l’avvocato Piccinni per difendersi dal ricorso del proprietario di Pentima Pizzuta Cavaterra, circa 3.800 euro, si dà un altro incarico di ricorrere al Tar e nel contempo qualche giorno dopo, insieme ai privati, l’Ente ricorre per poter realizzare il piano integrato ai Corsi persino a Giorgio Napolitano. Poi la prima rinuncia: lasciano perdere il Tar, lasciano in piedi il ricorso al Presidente della Repubblica e nel contempo danno mandato per un piano particolareggiato per le località Parco dei Lecci, Colombe e Corsi ma con riferimento, almeno per il momento, fato vuole, soltanto ai Corsi.
Che il piano B abbia fatto ritirare un dispendioso ricorso al Tar che avrebbe comunque, molto probabilmente, dato ragione ai vari dinieghi degli Enti sovracomunali tra cui Parco e Regione in prima fila? Di fatto, lo scorso 25 giugno 2014 il Tar Lazio ha ritenuto di non assumere nessuna decisione in merito al ricorso proposto dal Comune di Nemi nei confronti del Parco dei Castelli Romani, Ministero Per i Beni e Le Attivita' Culturali - Soprintendenza Beni Architett e Paesaggistici Provincie Roma Fr Ri e Vt, Asl 108 - Rm/H, Ministero Per i Beni e Le Attivita' Culturali - Soprintendenza Beni Culturali e Ambientali, Provincia di Roma, Autorità di Bacino dei Fiumi Liri Garigliano e Volturno, Regione Lazio per il diniego di rilascio del nulla osta al programma integrato di intervento di iniziativa privata in località Corsi nel comune di Nemi nei confronti di Federica Cavaterra, Francesca Cavaterra, Renata Cavaterra, Salvatore Pomente, Nicola Di Battista, Soc Agricola il Podere A Rl.
E sale il conto dei legali impegnati a difendere l’Ente in questioni in odore di interesse privato. Perché l’Ente Comune non fa più attenzione a non scialacquare soldi in contenziosi? Questi sono soldi vivi che escono dalle casse di un piccolo Comune.
Ma sembrerebbe che gli interessi nel Paese delle fragole siano altri: compriamo il Castello e lo salviamo dal degrado? Affidiamo ai privati il cimitero? Intanto i cittadini riceveranno la mazzata Tasi in autunno, non hanno ancora potuto “godere” della rivoluzione dei rifiuti con l’avvio del “porta a porta” su tutto il territorio (Nemi è forse l’ultimo Comune del Lazio), si hanno computer nuovi in una scuola cantiere, l’emergenza parcheggi ancora non è risolta , i soldi per i contenziosi crescono, il territorio è in preda ad attacchi espansionistici e di lottizzazioni, i servizi essenziali come l’anagrafe gridano vendetta.
Intanto si elargiscono i ringraziamenti per la riuscita di una ottima Sagra delle Fragole e Mostra dei Fiori? Ci si è sicuramente persi la parte più bella.
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di Chiara Rai
Nemi (RM) - C'è una notizia fresca di Giunta (Alberto Bertucci, Edy Palazzi e Pietro Pazienza). Mediante deliberazione il sindaco più i due, conferiscono un incarico professionale per la redazione di un "piano particolareggiato" in zona Corsi.
Ma vogliamo essere più specifici ancora facendo la premessa che la delibera prima menziona le tre zone di completamento di edilizia residenziale che sono Le Colombe, I Corsi e Parco dei Lecci che "sono da sottoporre a piano attuativo" e poi però si concentra solo sui Corsi rispetto alla cui zona si ritiene "necessario" procedere ad un piano particolareggiato soprattutto dal punto di vista infrastrutturale e cioè la rete viaria.
Dunque si parla di tre zone e poi si arriva alla zona Corsi, recente area d'interesse di un tentativo di lottizzazione da parte di un grande sostenitore del sindaco imputato, naufragato grazie ai pareri negativi del Parco Regionale dei Castelli Romani e della Regione Lazio occorsi nell'ambito della conferenza dei Servizi che ha visto "proponente" il Comune di Nemi.
Questo indirizzo politico amministrativo ha tutto il sapore di un "piano B" che permetterebbe lo sviluppo e l'edificazione in un'area polmone rimasta ancora verde e difesa da molti cittadini in questi ultimi tempi nonché tema affrontato anche dal nostro quotidiano. Si era addirittura formato il Comitato no Pic (piano integrato corsi) nato per contrastare proprio questi tentativi di edificare in zone protette ed alto rischio idrogeologico.
Ora, non bisogna prendere sotto gamba questo "piano particolareggiato" perché è sinonimo di grosse infrastrutture, espropri, edificazioni. Purtroppo di fronte ad una politica che si sta mostrando poco attenta all'ambiente, se pensiamo che anche la sbandierata raccolta differenziata non è mai decollata dappertutto, bisogna tenere la guardia alta affinché Nemi non divenga come alcuni paesi dei Castelli Romani che da Roma, guardando le colline, appaiono come blocchi di cemento incastonati nel fu verde.
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Angelo Parca
Nemi (RM) - Finalmente qualcosa inizia a smuoversi. I cittadini si interessano della lottizzazione Corsi perché si tratta di una operazione che andrà ad impattare l'ambiente in maniera evidente e confutabile nonché a nostro parere devastante per gli equilibri naturali all'interno del Parco Regionale dei Castelli.
Noi de L'osservatore d'Italia (redazione Lazio) che abbiamo iniziato a puntare l'attenzione sul caso dallo scorso ottobre abbiamo fatto una sorta di appello ad ambientalisti e cittadini di Nemi affinché s'interessino della vicenda che coinvolge la collettività.
Questo in quanto più numerosi si è e meglio si può portare avanti una certa difesa del territorio. Quindi riceviamo e volentieri pubblichiamo la notizia della nascita di un Comitato che monitori l'iter di realizzazione o meno del Piano Integrato Corsi. Il comitato si è costituito, al momento, come volontà di un gruppo trasversale di cittadini appartenente idealmente all'area di centro-sinistra e di Partecipazione Democratica e che aspira a divenire un vero movimento locale di autotutela senza colori di partito.
Il nostro giornale aderisce fin d'ora a questo Comitato, con uno spirito apartitico ma volto alla tutela dell'ambiente e del territorio. E fin d'ora mettiamo a disposizione la nostra testata (come già fatto per il territorio di Canale Monterano) qualora si voglia intentare una raccolta firme finalizzata al contrasto della realizzazione del Piano Integrato Corsi.
Ecco la nota:
Si è recentemente costituito il Comitato “No Piano Integrato i Corsi” di Nemi - acronimo No PIC - con l’obiettivo di promuovere azioni di sensibilizzazione e di presidio del territorio nemese sul quale incombe l’ipotesi di vedere realizzato un grande insediamento abitativo e commerciale dall’impatto devastante sull’ecosistema locale.
Tale Piano ha ricevuto pareri negativi, in particolare dai tecnici del Parco dei Castelli Romani, Ente verso il quale i cittadini di Nemi, fin dalla sua istituzione, hanno riposto la massima fiducia sull’operato qualificato dei suoi operatori che, quotidianamente, vigilano sul territorio castellano.
Il Comitato - che ha già convocato un’assemblea pubblica prevista martedì 10 dicembre ore 17 presso il ristorante “Specchio di Diana” di Nemi – è confidente che l’Ente Parco esprima un parere conforme a quanto già espresso dai suoi tecnici nel 2009, in previsione della prossima Conferenza dei Servizi convocata dal Comune di Nemi per l'adozione del suddetto Programma Integrato.
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