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DISTANZIATORE
Il caso
Fondamentale al via libera al Piano Integrato, secondo i relatori dell’incontro, è stato il ruolo che ha avuto il Comune di Nemi
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di Ivan Galea

 

NEMI (RM) - L’idea è quella di lanciare una raccolta firme nel più breve tempo possibile dove tutti i cittadini di Nemi possano esprimersi per tentare di fornire un “no” morale in Consiglio Comunale alla realizzazione del Piano Integrato i Corsi.

Questa l’idea, lanciata sabato scorso da Vairo Canterani che ha promosso con Nemi per Sempre e Italia Nostra l’incontro per informare i cittadini di Nemi che la lottizzazione ai Corsi è passata grazie ad una recente sentenza del Tar che ha fatto anche da perno al successivo “ribaltone” di parere da parte del Parco Regionale dei Castelli Romani. Infatti l'Ente Parco dei Castelli Romani, inizialmente era contrario ed ha fatto da apripista anche al “no” della Regione Lazio, per poi dare parere favorevole.
Quello organizzato è stato un dibattito partecipato e anche acceso dato il clima di campagna elettorale che ha iniziato ad instaurarsi nella cittadina delle fragole.


Nascono nuove realtà, i cui membri ancora non si palesano apertamente come “Ricomincio da Nemi”, che sembrano destare molta attenzione. Simpatico l’intervento, al proposito, di Luca Bellini che quando Carlo Galzignato ha chiesto se in platea sedesse qualche candidato sindaco, si è girato verso Carlo Cortuso dicendogli di avergli fatto tana: il dominio “ricominciodanemi.com" è stato proprio acquistato dal marito del segretario Pd Azzurra Marinelli. Una domanda e volutamente una provocazione alla quale non ha risposto nessuno. Ma come dice Galzignato, tanto c’è la registrazione che testimonia tutto.
 
Ma l’intervento di Vairo Canterani è stato pressoché illuminante. Prima l’idea della raccolta firme poi ha illustrato un passaggio importantissimo:
“Su alcuni terreni interessati dal Piano Integrato i Corsi grava una ordinanza di rimessa in pristino per costruzioni abusive emessa dal Comune di Nemi verso la quale i privati hanno fatto ricorso al Tar che vede fissata al prossimo 14 marzo la data per il prosieguo della fase cautelare - dice Vairo - ma l’avvocato del Comune non si è presentato a difendere gli interessi dell’Ente nonostante sia stato deliberato a suo favore un impegno di spesa di 4.500 euro. Questi abusi sono stati trasmessi alla Procura della Repubblica la quale ravviserà eventuali reati penali. La domanda è questa: si può dare esecuzione al Piano Integrato ai Corsi quando pende una ordinanza di rimessa in pristino per opere abusive e c’è di mezzo la Procura della Repubblica?".
 
Fondamentale al via libera al Piano Integrato, secondo i relatori dell’incontro, è stato il ruolo che ha avuto il Comune di Nemi il 22 dicembre 2015 quando ha prodotto una memoria con cui ha rappresentato fondamentalmente che il parere negativo che aveva espresso il Parco regionale dei Castelli Romani si basava su una motivazione erronea “perché investe (solo) profili di natura urbanistica che esulano” dalla sua competenza; - e che in ogni caso, non era dato comprendere le ragioni per le quali il Parco aveva ritenuto la zona priva delle “caratteristiche richieste per le zone territoriali omogenee del D.M. 1444/68”.

Dunque l’Ente Parco ha dato per buone queste motivazioni e ha espresso così parere favorevole. Un comportamento psichedelico perché sotto l’epoca di Peduto fu detto no, con Orciuoli fu detto sì, con Caracci è tornato il no e poi dopo il Tar è tornato il sì.

Ma non solo perché di fatto il Parco non ricorrerà al Consiglio di Stato per opporsi alla sentenza del Tar: “Non ci sono i fondi” ma soprattutto appare chiaro che non c’è la volontà. E le parole spese per l’Ente Parco dei Castelli Romani da parte dei membri di Italia Nostra non sono state edificanti: si è realizzato che è venuta a mancare la funzione principale dell'Ente regionale che è quella di tutela del verde: “Ultimamente – ha detto Medici – è più forte la volontà espansionistica dei Comuni che la resistenza del Parco. Si dicono dei No che poi diventano sì non appena c’è un po’ di pressing”.

Ad intervenire anche Elisabetta Mannoni che ha spiegato, con parole semplici di una cittadina della piazza, cosa significa per il territorio la realizzazione del Piano Integrato i Corsi.

Il professore universitario Franco Medici, membro di Italia Nostra ha cercato di fornire le motivazioni per le quali il progetto dei Corsi, sebbene non venga realizzato in un'area ad alto rischio idrogeologico e di frane, sia pressoché “inutile” e devastante” dal punto di vista ambientale: “Si tratta di migliaia di metri cubi di cemento in una zona che non favorisce certamente lo sviluppo e rilancio del centro storico”.
 
Dello stesso avviso anche l’architetto Carlo Testana che ha spiegato nei dettagli l’iter che hanno seguito i privati, in accordo con il Comune, per l’approvazione del Piano ai Corsi: “Ora non c’è più nulla da fare, ai Corsi si costruirà nonostante le nostre lunghe battaglie per dire No”.

Renzo Cavaterra, vicino ai privati promotori del progetto, contattato telefonicamente dalla nostra redazione,
ha ribadito che il Piano Integrato porterà ricchezza al Comune di Nemi e ha rivolto alcune domande ai relatori dell’incontro di sabato: Come mai non è stata fatta nessuna petizione per le case abusive costruite nella valle del lago nel periodo in cui Vairo Canterani era sindaco? Come mai non è stata fatta nessuna petizione per tutte le piscine abusive presenti nel territorio? Come mai non è stata fatta nessuna petizione in merito all’espansione e relativo sbanco fatto a Villa delle Querce sempre autorizzato nel periodo in ci Vairo Canterani governava la città delle fragole? Cavaterra ha poi evidenziato l’ecomostro presente a Nemi rappresentato della scuola mai conclusa per la quale fu abbattuta la vecchia sede scolastica e soprattutto il fatto di aver autorizzato una caserma dei Vigili del Fuoco su uno strapiombo accanto ad un asilo comunale.
 

L'iniziativa
[VIDEO] Dal martedì al venerdì le famiglie italiane in difficoltà potranno pranzare e cenare con soli 3 euro a persona
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di Simone Carabella



ARICCIA (RM)
- Mentre in provincia di Roma, inclusa l'area dei Castelli Romani, sono in arrivo 8mila emigrati e mentre il Prefetto e le Istituzioni si danno da fare per trovare i soldi per ospitarli nei nostri alberghi, ci sono italiani che decidono di aiutare gli italiani in difficoltà. E così ad Ariccia, Mariano titolare della fraschetta "Dar Burino" ha deciso di proporre un menù a 3 euro esclusivamente per le famiglie italiane che si trovano in disagio. Quindi dal martedì al venerdì le famiglie italiane in difficoltà potranno pranzare nella fascia oraria che va dalle 11 alle 12.30 per soli 3 euro a persona. Il menù fisso, deciso esclusivamente dalla casa, comprende un primo un secondo e l'acqua. Ma l'iniziativa prevede anche la possibilità di cenare, sempre dal lunedì al venerdì e sempre a 3 euro per persona e sempre a menù fisso, primo, secondo e acqua, deciso dalla casa. Mariano, titolare della Fraschetta di Ariccia, invita quindi tutti gli italiani in difficoltà a contattarlo al numero 3331828584 per prenotare e per maggiori informazioni sull'iniziativa.   
 

Rischio danno ambientale
Il deputato Dem è intervenuto alla diretta webtv Officina Stampa riproponendo l'appello a Raggi, Acea e sindaci del territorio
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di Ivan Galea


ANGUILLARA (RM) - Il deputato Pd Emiliano Minnucci torna a lanciare l'allarme sul gravissimo fenomeno che sta interessando il lago di Bracciano con l'abbassamento delle acque. "Siamo ormai a meno 120 centimetri rispetto lo zero idrografico" ha detto Minnucci durante la diretta web di Officina Stampa, trasmissione giornalistica condotta da Chiara Rai, andata in onda lo scorso 2 febbraio. Minnucci ha quindi ricordato quanto evidenziato dal CNR, ovvero che se l'abbassamento delle acque del lago dovesse raggiungere quota meno 150 centimetri si verrebbe a creare una condizione di non ritorno.

Dopo la riunione con Acea fatta presso il Consorzio di Navigazione del Lago il gestore idrico ha diffuso un comunicato stampa: "In questo comunicato è chiara la presa di posizione di Acea che è una via di mezzo tra la tragedia e la commedia, la tragedia dopo la farsa" Con queste parole il deputato Dem ha commentato le dichiarazioni del gestore idrico che pur riconoscendo le ragioni sollevate, durante la riunione, riguardo il rischio di disastro ambientale  ha affermato di non poter interrompere la captazione dell'acqua dal lago di Bracciano in quanto verrebbero lasciate a secco intere zone della Capitale e della provincia di Roma.


Minnucci ha quindi ribadito che Acea deve fare urgenti investimenti al fine di scongiurare quella che appare a tutti gli effetti come una situazione destinata a degenerare e che il gestore idrico oggi è una società quotata in borsa e non più la municipalizzata del Comune di Roma di 30/40 anni fa. "Io capisco che Acea debba perseguire il profitto - ha affermato Minnucci - ma non può farlo a danno di intere popolazioni che vivono sulle rive del lago da migliaia di anni".

 

Il deputato ha quindi fatto sapere di aver presentato delle interrogazioni ai Ministri delle Infrastrutture e dell'Ambiente preannunciando un azione, che sarà portata avanti insieme a molti cittadini, di rivolgersi all'Autorità Giudiziaria.

 

Un vero e proprio rischio di disastro ambientale, già vissuto durante un'estate caldissima di qualche anno fa, ha ricordato Minnucci, con la differenza che quello che si sta verificando oggi avviene in piena stagione invernale. "Siamo a febbraio e questo significa che di questo passo - ha proseguito - se si mantiene la siccità e se contestualmente il gestore del servizio idrico - ACEA - continua a prelevare in modo esagerato e senza tener conto - ha evidenziato il deputato - delle ricadute ambientali che questo può determinare, a luglio il lago potrebbe abbassarsi oltre i 30 centimetri che mancano a raggiungere il livello di non ritorno di meno 150 centimetri".


Il rischio di un vero e proprio disastro ambientale è dunque una realtà che potrebbe verificarsi molto presto qualora non si corra immediatamente ai ripari. Un ultimo appello, quello di Emiliano Minnucci rivolto al sindaco di Roma Virginia Raggi che è anche il legale rappresentante dell'Ambito Territoriale ATO2 in quanto presidente della Città Metropolitana, ad ACEA e ai sindaci di Anguillara, Bracciano e Trevignano.
 

Golosità
Spesso c’è Fausto che prepara queste delizie locali...
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Red. Eventi

 

NEMI (RM) - Nemi, fantastico angolo di paradiso a due passi da Roma ha prodotti tipici d’eccellenza come le rinomate ciambelline alle fragoline di bosco preparate dall’antico forno Fortuna che si trova in piazza Umberto. Un ambiente dove non tramonta mai la tradizione: i sapori genuini degli ingredienti semplici ed essenziali contribuiscono al successo di questo piccolo grande forno. Spesso c’è Fausto che prepara queste delizie locali: “Le ciambelle sono fatte con le fragoline di bosco, il vino bianco e lo zucchero”. Prodotti che si possono trovare solo nel Paese delle fragole.

La video intervista
[VIDEO INTERVISTA] Minnucci: “Sono convinto che gli amministratori abbiano operato in buona fede”
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di Silvio Rossi

 

ANGUILLARA (RM) - La recente sentenza emessa dalla Corte dei Conti che prevede un risarcimento della Bracciano Ambiente per circa tre milioni di euro e che ha condannato un numero notevole di amministratori e dirigenti di vari comuni, tra cui Anguillara e Bracciano, che conferivano i loro rifiuti nella discarica di Cupinoro ha lasciato uno strascico di polemiche.


Facendo un discorso a parte per quanto riguarda i ruoli degli amministratori e dirigenti del Comune di Bracciano, che hanno una responsabilità diversa (e condanne anche diverse in quanto a valore economico), sorprende la durezza con cui sono stati condannati i sindaci delle altre località.


Solo per quanto riguarda Anguillara Sabazia, che ha visto dal 2010 al 2014, anni in cui si sono svolti i fatti contestati dal tribunale amministrativo, si sono alternati alla guida della città tre persone, dal sindaco Antonio Pizzigallo, in carica fino al dicembre 2010, quando è stato dichiarato decaduto dal Tribunale di Civitavecchia, il vicesindaco facente funzioni, Stefano Paolessi, che lo ha sostituito fino alle elezioni del maggio 2011, e Francesco Pizzorno, eletto in quest’ultime consultazioni, e tutti indistintamente, assieme al dirigente comunale Matteo Rovelli, sono stati chiamati a risarcire la Bracciano Ambiente.


Esprime la propria solidarietà ai propri concittadini il deputato Pd Emiliano Minnucci,
in maniera indistinta, perché a suo avviso, non può essere condannato un amministratore che svolge il proprio operato senza che ci sia dolo o una colpa grave. Si rischia, secondo l’opinione dell’onorevole, che ha assunto in passato anch’egli la carica di sindaco di Anguillara, che non ci saranno in futuro persone valide che si assumono il rischio di impegnare il loro tempo e le loro competenze candidandosi al Comune.

Di seguito la video ’intervista completa visionabile nel video allegato all'articolo

Un giallo ancora tutto da chiarire
Pochi giorni prima del decesso, il brigadiere dei Carabinieri era stato ascoltato quale sommario informatore nell’ambito delle indagini sull’omicidio di Serena Mollicone
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di Ivan Galea 

 

SORA (FR) - Maria Tuzi, figlia del brigadiere Santino Tuzi, trovato cadavere l’11 aprile 2008 all’interno di una Fiat Marea parcheggiata vicino la diga di Arce in località Sant’Eleuterio, non crede al fatto che il padre si sia stato ucciso.

 

Ci sono molti conti che non tornano, soprattutto molti misteri come i due cellulari del padre che la figlia ha asserito essergli stati riconsegnati completamente “vergini”, puliti di qualsiasi dato o rubrica. Maria Tuzi cerca la verità ed è fiduciosa nel lavoro della magistratura e soprattutto nel lavoro meticoloso che sta facendo il sostituto procuratore Alfredo Mattei, titolare dell’indagine, il primo a voler far chiarezza sulla vicenda a seguito dell’istanza di riapertura del fascicolo presentata da Rosangela Coluzzi, l’avvocato di Maria Tuzi, la figlia del brigadiere.


Diverse le “stranezze” in un giallo dalle tinte forti tutto da chiarire. Basti pensare che dietro il sedile dell’auto di Tuzi sia stato rinvenuto il fodero della sua pistola di ordinanza mentre nel verbale riportato nell’istanza di archiviazione si fa presente che il fodero della pistola si trovava nell’armadietto del Brigadiere. O ancora ci si chiede come mai non sarebbe stata effettuata un’analisi dell’arma di ordinanza relativamente al proiettile rinvenuto nell’autovettura? Come si fa a dichiarare che quell’ogiva appartenga alla pistola rinvenuta sul sedile dell’auto di Tuzi? Per altro il brigadiere dopo essersi sparato al petto avrebbe avuto la calma e la lucidità di adagiare l’arma sul sedile. Inoltre sull’arma non vengono rinvenute impronte di Tuzi, se non una impronta parziale e latente della mano sinistra, quando Tuzi era destrorso.


Non dimentichiamo che pochi giorni prima del decesso, il brigadiere era stato ascoltato quale sommario informatore nell’ambito delle indagini sull’omicidio di Serena Mollicone
, la diciottenne di Arce scomparsa il primo giugno 2001 e ritrovata morta in un boschetto di Fonte Cupa ad Anitrella due giorni dopo legata, imbavagliata e con la testa infilata in un sacchetto di plastica.  I due casi sembrano voler convergere in uno solo nonostante questa pista, da sempre sostenuta dai media, possa essere stata in alcuni casi “smontata”. 

L'appuntamento
[VIDEO] Il locale ha fatto da sfondo a una mostra di quadri con il Cavallino Rampante griffati dal maestro delle Ferrari Fernando Masi
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GALLERY IN FONDO ALL'ARTICOLO [CLICCARE SOPRA LE FOTO PER INGRANDIRLE]

 

 

Ivan Galea


GROTTAFERRATA (RM) - Il Black Jack Cafè si è tinto di rosso oggi con l’ospitata della Scuderia Ferrari Club Roma Centro presieduta da Fausto Amendolagine. I ferraristi si sono dati appuntamento nell’esclusivo locale di Lino Ventriglia a Grottaferrata per scambiarsi gli auguri di Natale e tirare un positivo bilancio dell’anno che sta per chiudersi: “Siamo oltre il centinaio – ha detto il presidente Amendolagine – continuiamo a crescere e promuovere iniziative coinvolgenti come questa”.


Presente anche il direttore operativo dei club in rosso Mauro Apicella, soddisfatto per la coesione e supporto del club Ferrari capitolino. Nel locale ha fatto da sfondo una mostra di quadri con il Cavallino Rampante griffati dal maestro delle Ferrari Fernando Masi che ha fatto dono al club di una sua opera messa all’asta durante il pranzo natalizio. Soddisfatto Ventriglia per l’appuntamento di oggi: “Sarà il primo di lunga serie – ha detto – il marchio Ferrari è di casa qui al Black Jack!”. 

L'evento
È la prima volta che i presepi vengono esposti a Bracciano, dopo che per tre anni la stessa iniziativa è stata realizzata ad Anguillara Sabazia
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di Silvio Rossi


BRACCIANO (RM) - Un successo la mostra dei presepi di San Gregorio Armeno che si è svolta nel week end al centro storico di Bracciano. L’associazione Asso del Lago, assieme all’associazione Corpo di Napoli hanno animato le vie della cittadina. Dopo la paura dovuta alle forti piogge che tra le giornate di giovedì e venerdì hanno fatto temere un week end deserto, il sole novembrino che ha allietato il fine settimana ha contribuito a far giungere in visita numerose persone, di Bracciano, dei paesi limitrofi e moltissime presenze dalla capitale.

È la prima volta che i presepi vengono esposti a Bracciano, dopo che per tre anni la stessa iniziativa è stata realizzata ad Anguillara Sabazia. Uno spostamento di location che ha certamente portato bene all’iniziativa. Bracciano ha un centro storico più vivo, con locali, negozi, ha una naturale propensione al turismo, a differenza di quanto avviene nella vicina cittadina, che appare sia urbanisticamente che a livello di organizzazioni sul territorio più chiusa, legata, probabilmente, a divisioni di rioni che riescono a malapena a portare in strada chi abita a quattro passi dalle iniziative, e spesso non attira nessuno da altre località.

L'evento
Personaggi illustri della politica si sono alternati per dire "No grazie" alla riforma Boschi - Renzi
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di Ivan Galea

 

ALBANO LAZIALE (RM)  - Gremita la Sala Vespignani ad Albano Laziale in occasione del convegno organizzato dal Comitato del “No Grazie” che ha visto, tra l’altro, la presenza di ospiti autorevoli. Un momento importante e utile di approfondimento delle ragioni per le quali votare “NO” all’appuntamento con il Referendum del 4 dicembre.

 

Ad aprire il convegno Angelo Cardullo del Comitato “No grazie di Albano Laziale” e Roberto Cuccioletta portavoce Fdi - An Albano Laziale, promotori dell’evento, moderato dalla giornalista Chiara Rai, che è riuscito a mettere insieme molteplici realtà del territorio e illustri relatori come l’il deputato di Fdi – An Edmondo Cirielli il quale ha parlato ampiamente dei punti focali di questa riforma per smascherarne l’”inadeguatezza”. Cirielli si è anche soffermato sul superamento del “bicameralismo perfetto” che la Riforma Renzi – boschi in realtà non “supera” ma paradossalmente complica anche l’iter legislativo anziché superarlo.

 

Molto diretto e schietto anche l’intervento di Marco Silvestroni, Capogruppo città metropolitana Roma Capitale per Fdi-An che sostanzialmente ha parlato del funzionamento delle elezioni di secondo livello e dell’attuale criticità che attraversa la Città Metropolitana governata dal sindaco di Roma Virginia Raggi: “Difficile se non impossibile– ha detto - fare il sindaco e presiedere ai Consigli metropolitani e allora ecco che l’attività si paralizza”.

 

Incisivo anche l’intervento di Francesco Lollobrigida dirigente nazionale di Fdi -An che concretamente ha parlato delle proposte di Fdi-An rispetto alla riforma Renzi-Boschi: “Una riforma inutile – ha ribadito Lollobrigida - nella quale non viene nemmeno abolito il Senato, il Parlamento ancora una volta rimane sordo rispetto alla richiesta di tutti gli italiani che è l’elezione diretta del capo dello Stato”.

 

Sugli effetti di cambiamento sul territorio è intervenuta Federica Nobilio, referente nazionale comitato Terra Nostra che ha parlato dell’importanza del ruolo di rappresentare i cittadini, ruolo che lei incarna in pieno in quanto consigliere comunale di Albano Laziale. Un accenno essenziale Nobilio lo ha fatto anche riferendosi al fatto che se passasse il si servirebbero più firmeper i disegni di legge di iniziativa popolare: all’ampliamento della partecipazione diretta dei cittadini comporterà l’obbligo di raggiungimento di 150mila firme mentre attualmente ne servono 50mila per i disegni di legge di iniziativa popolare.

 

Brillante anche l’intervento di Marica Roma, Referente Movimento Futuro Italia che ha illustrato del rischio concreto di modifica dei principi fondamentali della Costituzione italiana attraverso la riforma costituzionale. Una riforma “non legittima perché prodotta da un Parlamento eletto con una legge elettorale – Porcellum - dichiarata incostituzionale.

 

Un tributo alla questione è arrivato anche da Matteo Mauro Orciuoli capogruppo in consiglio comunale Area Democratica che non ha inteso trascurare la questione dei costi: “Se il problema era ridurre le poltrone e le spese e in considerazione del fatto che, stante il bicameralismo perfetto – ha detto Orciuoli - attualmente Camera e Senato svolgono le stesse identiche funzioni, perché non tagliare la camera con il doppio dei componenti e che costa il doppio circa 1 miliardo a bilancio contro i circa 500 del Senato? Senza contare che è stato dimostrato che il risparmio effettivamente conseguibile non è assolutamente quello sbandierato dai promotori del Si ma molto più esiguo”.

 

A chiudere questo appuntamento per il No Giancarlo Righini Capogruppo Consiglio regionale Fdi – An il quale ha parlato a tutto tondo sia del rapporto tra Stato – Regione e del fatto che la confusione sulle competenze aumenterebbe grazie alla nuova Riforma. “Anziché superare il bicameralismo paritario, la riforma lo rende più confuso – ha ribadito Righini - creando conflitti di competenza tra Stato e Regioni e tra Camera e il nuovo Senato”. E ancora: “Nella storia – è stato ribadito - ci sono state rivoluzioni per ottenere la Carta costituzionale. Nel 1848 in Italia ci fu un cambiamento epocale con lo Statuto Albertino. I cittadini cominciavano ad avere diritti. Nel dopo guerra i Costituenti vollero riaffermare i principi di democrazia e di libertà compressi tra le due guerre in Italia come in molti altri paesi europei. Oggi arriviamo al grande evento. Ma leggendo il testo ci accorgiamo che va nella direzione opposta: anziché allargare la partecipazione e i diritti dei cittadini, questo testo li restringe inesorabilmente e rende più complicato e farraginoso il percorso legislativo. L’articolo 70 recitava in due righe: “La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere”. Oggi, la riforma di Renzi impegna due pagine con 7 tipologie di procedimenti legislativi.

La sentenza
Nel video con l'articolo parlano il fratello della vittima Roberto Maria Pennacchi, la fidanzata Pamela Leoni, un amico di famiglia Simone Carabella e la mamma Isabella
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Redazione

 

VELLETRI (RM) - 30 di anni di carcere per l'albanese che ha ucciso Francesco Maria Pennacchi. Questo l'esito del processo con rito abbreviato a carico di Prifti Lorenc di 43 anni, accusato di omicidio volontario aggravato dai futili motivi, tentato omicidio e porto abusivo di arma.

 

Parliamo dell’atroce omicidio di Francesco Maria Pennacchi il commercialista accoltellato a morte al torace con un fendente lungo 35 cm da un vicino di nazionalità albanese mentre usciva dal suo studio la notte tra il 26 ed il 27 Novembre del 2015 dal quarto piano di un palazzo in via dei Volsci 71 a Velletri. Prifti è stato arrestato la notte stessa dell’omicidio, adesso si trova nel carcere di Velletri dove gli sarà comunicato l0esito della sentenza di oggi.

 

Il processo con rito abbreviato era iniziato lo scorso 20 ottobre. Il Pubblico Ministero Giuseppina Corinaldesi nell'udienza che si è tenuta il 28 ottobre ha descritto minuziosamente il caso e chiesto l'ergastolo per l'assassino di Pennacchi senza le attenuanti generiche che nel caso del rito abbreviato corrisponde a 30 anni.

Lo scorso 11 Novembre ha parlato l'avvocato Giulia Bongiorno per la mamma di Francesco, e l'avvocato Alessandro Priori per Roberto Maria Pennacchi: i legali hanno chiesto anche l'aggravante della premeditazione, il dolo intenzionale volontario e che non gli vengano riconosciute le attenuanti generiche. “Francesco Maria è stato ucciso non durante un atto d’impeto – hanno ribadito i legali - ma intenzionalmente”. Oggi ha parlato davanti al Giudice Isabella De Angelis e l'avvocato di Prifti Marco Fagiolo.

 

Nel video parlano il fratello della vittima Roberto Maria Pennacchi, la fidanzata Pamela Leoni, un amico di famiglia Simone Carabella e la mamma Isabella. I familiari hanno voluto ripercorrere quella tragica notte in cui è stato barbaramente assassinato Francesco.

Una prima battaglia vinta, quindi, da tutti coloro che hanno voluto bene al giovane commercialista ucciso e che hanno auspicato il massimo della pena per l’assassino. 

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