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DISTANZIATORE
Orrore a Roma
La confessione shock: la donna strangolata e poi fatta a pezzi con una sega
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Redazione

 

ROMA - E' stata strangolata con una cintura e fatta a pezzi con un sega e poi con un coltello Nicoletta Diotallevi, i cui resti sono stati trovati ieri in due cassonetti a Roma. E' quanto emergerebbe dai primi accertamenti autoptici eseguiti sul corpo della vittima. Per l'omicidio gli investigatori della Squadra Mobile hanno arrestato il fratello con cui conviveva.

"Erano due mesi che stavo pensando di ucciderla ma il mio è stato un raptus, mi umiliava in continuazione". E' quanto avrebbe affermato nel corso dell'interrogatorio davanti agli inquirenti Maurizio Diotallevi, accusato dell'omicidio della sorella da lui poi fatta a pezzi e gettata in due cassonetti dell'immondizia nella zona di via Flaminia, a Roma. Nel corso del confronto di ieri con polizia e magistrati, l'uomo ha fornito una versione "lucida" di quanto avvenuta nella casa di via Guido Reni il 14 agosto scorso.

Intanto sono stati posti i sigilli alla casa di via Guido Reni, in cui Nicoletta Diotallevi è stata uccisa e fatta a pezzi. L'appartamento al pian terreno, in cui la donna viveva con il fratello, è stato sequestrato quando l'uomo è stato rintracciato dalla polizia per non inquinare le prove. Secondo quanto si è appreso, a giorni ci tornerà la polizia scientifica per un nuovo sopralluogo e verranno effettuati degli esami irripetibili.

Nomade: 'Pensavo fosse addormentata' - "All'inizio ho visto i piedi ed ho pensato che fosse una donna che si era addormentata dentro il cassonetto". E' il racconto di Maria (nome di fantasia), la nomade romena di 39 anni che il giorno di Ferragosto ha trovato in un cassonetto di viale Maresciallo Pilsudski, ai Parioli, le gambe mozzate di Nicoletta Diotallevi, uccisa e fatta a pezzi dal fratello Maurizio. "Per me le gambe - dice ancora agitata - erano state congelate perché nelle buste non c'era per niente sangue, ma non sono certa perché ho avuto paura a toccarle".

Prima l'ha strangolata, poi l'ha fatta a pezzi e gettata in due cassonetti. Il suo unico, flebile, alibi era una denuncia per scomparsa che lui stesso aveva presentato il giorno dell'omicidio, il 14 agosto. Pensava di averla fatta franca Maurizio Diotallevi, il 62enne che ha brutalmente ucciso la sorella, Nicoletta di 59 anni, la notte di Ferragosto. Ad incastrarlo sono state le immagini delle telecamere, che lo hanno immortalato mentre usciva di casa con un grosso sacco nero e poi, nel cuore della notte, mentre gettava qualcosa di voluminoso in un cassonetto del quartiere Parioli a Roma. Dopo dieci ore di interrogatorio è crollato in Questura. "Sì, sono stato io", ha ammesso davanti agli investigatori, che lo hanno arrestato e portato nel carcere di Rebibbia con le accuse di omicidio e occultamento di cadavere. A scatenare la furia dell'uomo, secondo quanto ricostruito, sarebbe stata l'ennesima lite per motivi economici. Le indagini della squadra Mobile hanno preso il via quando una nomade che rovistava nei secchioni ha rinvenuto intorno alle 20 di ieri due gambe di donna tenute insieme da un nastro adesivo all'interno di un cassonetto vicino al galoppatoio di Villa Glori, in viale Pilsudski. Nonostante abbia avuto un piccolo malore, è riuscita comunque a lanciare l'allarme al vicino commissariato. Dalla visione delle immagini delle telecamere di sicurezza di un negozio, gli investigatori sono riusciti a risalire a Diotallevi, ripreso nei video mentre si avvicinava in auto al cassonetto e gettava un sacco. L'uomo è stato così fermato e portato in Questura, dove è stato interrogato. Sarebbe stato lui, secondo quanto si apprende, ad indirizzare i poliziotti ai cassonetti che aveva utilizzato dopo l'omicidio, a due passi dall'appartamento in cui viveva con la sorella. Oltre alle gambe gettate nel cassonetto a viale Pilsudski, l'uomo si è disfatto del resto del corpo in un cassonetto a via Guido Reni, e infine di alcuni abiti ed effetti personali della donna in un terzo bidone in via Pannini. Maurizio e Nicoletta vivevano insieme proprio in via Guido Reni, in un piccolo appartamento al pian terreno, tra una caserma dell'esercito ed una sede della Questura. La sorella era tornata in quella casa, ereditata dal padre ufficiale dell'esercito, nel 2005, in seguito alla morte della madre. Spesso, stando a quanto ricostruito dagli investigatori, i due avevano liti per questioni economiche: a lavorare era solo la sorella e Maurizio le faceva spesso richieste di denaro. L'ennesima discussione il giorno prima di Ferragosto sarebbe stata la causa del delitto. L'omicida avrebbe prima strangolato la sorella e poi utilizzato un'ascia o una sega per sezionare il cadavere e inserirlo in alcuni sacchi della spazzatura. "Mi sento di escludere che dietro questa vicenda possano esserci motivazioni di tipo economiche", il parere dell'avvocato del reo confesso, Gaetano Scalise. Il quartiere è sotto shock. I vicini non riescono ancora a credere a quanto accaduto.

Il caso
Sfregio a un monumento capitolino
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Redazione

 

ROMA - Nuovo sfregio ad una fontana della Capitale. Questa volta ad esser presa di mira è stata la fontana dei Tritoni in piazza Bocca della Verità, in centro. Ignoti hanno versato nella vasca un notevole quantitativo di olio, contenuto in una tanica da 4 litri di liquido per motori, poi abbandonata sul posto. Sono stati alcuni passanti a segnalare l'episodio, su cui ora indagano i carabinieri del comando Roma Piazza Venezia. Ferma condanna dal Campidoglio, con il vicesindaco Luca Bergamo che ha puntato il dito contro il danno a "un monumento simbolo di Roma". Il personale della Soprintendenza Capitolina e del dipartimento Sviluppo Infrastrutture e Manutenzione Urbana del Campidoglio ha organizzato il pronto intervento in giornata: è stata svuotata e pulita la vasca. Così, già nel primo pomeriggio, è stato possibile riattivare il flusso idrico e restituire il monumento alla fruizione pubblica.

Parioli
Il fratello confessa: spesso litigavano
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ROMA - Si è appena concluso con il fermo da parte del P.M. del fratello della vittima, il mistero delle due gambe ritrovate ieri sera all’interno di un cassonetto in Via Maresciallo Pilsudsky.  Ieri, intorno alle 20, una ragazza che rovistava nei cassonetti, ha trovato due gambe apparentemente di donna legate con del nastro da pacchi.

La ragazza si è rivolta immediatamente alla Polizia di Stato. Gli investigatori della Squadra Mobile, coadiuvati dai colleghi del commissariato Villa Glori e della Polizia Scientifica, hanno subito acquisito alcune immagini di telecamere installate nei pressi del luogo ove sono stati rinvenuti gli arti, dalle quali emergeva che un uomo nella notte tra il 14 e il 15, gettava un oggetto voluminoso nel cassonetto.

Simultaneamente, sono state passate al setaccio le più recenti denunce di scomparsa, tra le quali emergeva quella di una donna di 59 anni di cui non si avevano notizie dal 14.
La donna, Nicoletta Diotallevi, abitava con un fratello poco più grande di lei, in un appartamento del quartiere Flaminio dove i poliziotti hanno rintracciato l’uomo, che fin da subito forniva dichiarazioni contrastanti.
L’uomo, Maurizio Diotallevi di 62 anni, è stato condotto in questura dove è stato sottoposto ad interrogatorio dal P.M. titolare dell’indagine. Dinanzi al magistrato, il Diotallevi ha ammesso di essere l’autore dell’omicidio e del tentativo di occultamento del cadavere, il delitto sarebbe avvenuto per motivi familiari.
Nella tarda mattinata, in un cassonetto di Via Guido Reni avvolti in un sacco è stato rinvenuto il resto del cadavere.
Al termine dell’interrogatorio, il P.M. ha emesso un decreto di fermo che è stato notificato all’indagato e che dovrà essere convalidato nei prossimi giorni da parte del G.I.P. del Tribunale di Roma.

L'incidente
Prima del ponte ferroviario, un cartello avverte che non è percorribile da mezzi oltre i due metri e 40 centimetri
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Red. Cronaca

ROMA
- Un pullman con a bordo turist francesi e inglesi è rimasto incastrato sotto a un ponte della linea ferroviaria Roma-Lido su via di Malafede, all'incrocio con via Ostiense, nel quadrante sud della Capitale. Diciotto persone, tra cui un bambino di 10 anni, sono state soccorse e trasportate in diversi ospedali della città dal 118 di Roma, intervenuto con 5 ambulanze e 2 automediche.

Il più grave, in codice rosso al Sant'Eugenio, è il bimbo che non sarebbe in pericolo di vita. Un altro ferito, in codice giallo, è stato trasportato nello stesso pronto soccorso, in 4 sono stati portati all'ospedale Grassi e gli altri al San Camillo. Sul posto per i rilievi la polizia locale. Alla guida del pullman c'era un autista straniero che e rimasto illeso ed è stato sottoposto ai test di droga e alcol.

Prima del ponte ferroviario, un cartello avverte che non è percorribile da mezzi oltre i due metri e 40 centimetri

Mostre & Esposizioni
Idea portante della mostra dell’artista finlandese Markku Piri è creare un dialogo fra le sculture in vetro tridimensionali e le opere d’arte bidimensionali.
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di Gianfranco Nitti


ROMA - Prosegue fino al 17 settembre a Roma la mostra dell’artista finlandese Markku Piri Vetro & Dipinti, Un finlandese all’Aranciera di Villa Borghese, inaugurata alla presenza dell’Ambasciatore della Finlandia Janne Taalas, dell’artista e della curatrice Ritva Röminger-Czako.
La mostra, che contribuisce alle celebrazioni italiane del Centenario dell’Indipendenza della Finlandia, trova, negli eleganti spazi del Museo Carlo Bilotti, dedicato all’arte contemporanea, la sua cornice ideale, come appare evidente sin dalle prime sale dove antichi elementi architettonici di questa struttura dialogano con le creazioni artistiche di Markku Piri, in una armoniosa fusione di forme e di colori secondo “ideali di bellezza senza tempo”. Promossa dal Comune di Roma, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, servizi museali di Zètema Progetto Cultura e con il patrocinio dell’Ambasciata di Finlandia a Roma.


Vetri, stoffe, serigrafie, dipinti, fotografie: il percorso della mostra si snoda sui due piani del Museo alla scoperta delle novanta opere presenti che comprendono, da un lato, molte creazioni artistiche in vetro, piccole sculture, come pure installazioni di grandi dimensioni, realizzate da Markku Piri con i più rinomati maestri artigiani di Murano, ma anche con gli artisti della cooperativa finlandese Lasismi. Idea portante della mostra è creare un dialogo fra le sculture in vetro tridimensionali e le opere d’arte bidimensionali.


Nel Museo Carlo Bilotti, conosciuto come l’antica Aranciera di Villa Borghese e quindi immerso nel verde del più famoso parco della capitale, è esposta anche una collezione di tessuti e moderni arazzi che Markku Piri, artista noto anche nel campo del design tessile, ha ideato in onore del Centenario dell’Indipendenza della Finlandia, ispirandosi alla natura e al cambiamento delle stagioni, ma anche una serie di fotografie realizzate da Piri che rappresentano la sua visione e la sua passione per il suo Paese natale, ritratto nelle sue molteplici sfaccettature.


Un finlandese all’Aranciera di Villa Borghese è il secondo evento espositivo della mostra itinerante MARKKU PIRI – VETRO & DIPINTI, che dopo Firenze e Roma, in parte con opere diverse per adeguarsi alle caratteristiche dei luoghi espositivi che la ospitano, sarà a Venezia, al Museo del Vetro di Murano.
Markku Piri, designer, scenografo, pittore, poliedrico e prolifico artista finlandese ha realizzato, su invito, numerose mostre personali in gallerie e musei, sia in Finlandia che all’estero, e il tour espositivo The Spirit of Paradise nel 2011 – 2012, che ha interessato le città di Madrid, Barcellona, Lisbona, Berlino e Washington DC.
 
Catalogo Entusiasmo Oy, Polistampa
testi di Leonardo Ferragamo, Janne Taalas, Anita Valentini, Michele Cattadori, Chiara Squarcina, Ritva Röminger-Czako

Markku Piri: http://www.piri-piri.fi/?lang=en
http://www.museocarlobilotti.it/mostre_ed_eventi/mostre/markku_piri_vetro_dipinti

INFO
Info 060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 19.00) www.museocarlobilotti.it; www.museiincomune.it ; www.zetema.it
Orari:
ma – ve ore 13.00 – 19.00
sa – do ore 10.00 – 19.00
l'ingresso, gratuito, è consentito fino alle 18.30
Promossa dal Comune di Roma,Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali

 

Capitale criminale
Sequestrate centinaia di dosi tra hashish e marijuana, oltre ad un ingente somma di denaro frutto della loro illecita attività
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Redazione


ROMA – I Carabinieri di Roma, con il supporto di quelli della Compagnia Speciale, stanno portando avanti da tempo una pianificazione di servizi ad hoc nella zona di piazza Vittorio Emanuele II, cuore pulsante del popoloso e multietnico quartiere dell’Esquilino, finalizzati alla repressione dei fenomeni di illegalità diffusa e di degrado.

In sole 24 ore, i Carabinieri hanno arrestato 5 pusher sopresi in azione nei giardini “Nicola Calipari”, nel dedalo di stradine e di piazze laterali sequestrando centinaia di dosi tra hashish e marijuana, oltre ad un ingente somma di denaro frutto della loro illecita attività.

A finire in manette per mano dei militari della Compagnia Roma piazza Dante sono stati due cittadini del Gambia di 21 e 31 anni, uno della Guinea di 21 anni e uno della Nigeria di 41 anni – tutti nella Capitale senza fissa dimora e con precedenti - sorpresi mentre stavano cedendo dosi a potenziali clienti, a loro volta segnalati all’Ufficio Territoriale del Governo in qualità di assuntori di droghe.

Durante l’arresto del cittadino della Guinea, un Carabiniere della Compagnia Speciale è rimasto ferito all’avambraccio dopo essere stato morso dal pusher al momento dell’arresto. Portato in ospedale, il militare è stato giudicato guaribile in 7 giorni.

Nella stessa giornata, i Carabinieri della Compagnia Roma Centro hanno acciuffato uno spacciatore di marijuana 23enne del Gambia, nella Capitale senza fissa dimora e con precedenti, che aveva fatto base in piazza Manfredo Fanti. Oltre alle dosi pronte per lo spaccio trovate nelle sue tasche, i militari hanno trovato altre decine di grammi di “cannabis” nell’abbigliamento intimo durante la perquisizione.

Commercio
Il Campidoglio ha approvato il nuovo regolamento per l'esercizio delle attività commerciali e artigianali
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ROMA - Mai più 'negozi-suk' nel centro storico di Roma, con vetrine e ingressi utilizzati come magazzini per l'esposizione delle merci. Stop anche a insegne di cattivo gusto con schermi luminosi e led. Lo promette il Campidoglio che a tal fine ha approvato il nuovo regolamento per l'esercizio delle attività commerciali e artigianali nel territorio della città storica.
"Via libera a precisi criteri di qualità per le attività artigianali e di vendita al dettaglio di prodotti alimentari, con misure per frenare il proliferare dei minimarket - spiega una nota del Comune -.Il regolamento prevede importanti novità per tutelare il decoro e la qualità del commercio nell'area del sito Unesco, dichiarata patrimonio dell'umanità, e in particolare nei rioni del Centro Storico di Roma. A partire dall'entrata in vigore, il provvedimento porterà ad una semplificazione normativa articolata su tre ambiti geografici - città storica, ambito intermedio, sito Unesco"

Il caso
Tre persone scappano da una finestra e si salvano
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ROMA - Una persona è morta in un incendio divampato la scorsa notte in un villino in via Prato della Corte 1.915. A quanto riferito il rogo è divampato poco prima delle quattro per cause ancora in corso di accertamento. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco del comando di Roma con tre squadre, due autobotti, il carro autoprotettori, il funzionario di servizio, nonchè gli agenti della polizia di Stato del commissariato Flaminio Nuovo e delle volanti. Nell’abitazione, a quanto riferito, vie erano quattro persone (due uomini e due donne tutti italiani). Il personale dei pompieri dopo aver indossato le protezioni individuali, ha iniziato l’opera di spegnimento del villino. Delle quattro persone presenti solo tre si sono messe in salvo riuscendo a fuggire da una finestra, una quarta, un uomo nato il 27 ottobre 1946, è deceduto all’interno. A quanto si è appreso, l’uomo, compagno di una delle donne presenti e residente dell’abitazione, aveva problemi di deambulazione è rimasto all’interno ed è stato trovato privo di vita intorno alle 6 quando i vigili del fuoco sono riusciti a domare le fiamme. Indagini sono in corso per far luce sulla vicenda. Sul posto anche la Squadra Mobile e la Polizia Scientifica per i rilievi del caso.

Il caso
Maltrattava la compagna. Un comportamento aggravato dal suo stato di alterazione
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ROMA - Maltrattamenti, violenza sessuale e lesioni nei confronti della compagna, e corruzione di minorenne nei confronti del figlio. Questi i reati ai quali dovrà rispondere, P.F., un medico chirurgo di 55 anni, arrestato dalla Polizia di Stato. Sono stati gli agenti della squadra mobile della Questura di Roma, nell’ambito di indagini coordinate dalla locale Procura, a notificare all’uomo la misura della custodia cautelare in carcere.
L’indagine trae origine dalla denuncia sporta dalla sua compagna che ha riferito agli investigatori una serie di abusi sessuali, lesioni e maltrattamenti, aggravati dall’uso di cocaina e crack, da parte del medico, di cui sarebbe stata vittima da diverso tempo.
Grazie alle indagini effettuate, sono stati raccolti una serie di elementi probatori che hanno confermato quanto riferito dalla parte offesa, ormai stremata dalle continue offese verbali del compagno, dai suoi gesti violenti e dalle sue insolite abitudini sessuali.
All’esecuzione della misura cautelare, ha partecipato anche personale del Compartimento di Polizia Postale Lazio, con il quale si è proceduto al sequestro di materiale informatico, al fine di verificare l’eventuale sussistenza anche dei reati di pornografia minorile e detenzione di materiale pedopornografico, al momento esclusi

Capitale criminale
I due con pistola in pugno, dopo aver calzato guanti e passamontagna, stavano per entrare nel negozio
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ROMA - Non c’è due senza tre. Questo devono aver pensato i due rapinatori che, con un’auto appena rubata, pistola in pugno e passamontagna calato sulla testa, erano pronti a rapinare un grande negozio per animali nel quartiere Portonaccio.
A seguirli però, c’erano gli agenti della Polizia di Stato che li hanno ammanettati appena scesi dall’auto.
La prima nota, giunta al 112 Nue nella tarda mattinata di sabato, che segnalava un movimento sospetto nei pressi di un esercizio commerciale dedito alla vendita di cibo per animali, è stata inviata agli agenti del commissariato Prenestino, diretto da Antonio Soluri, che stavano svolgendo un servizio anti-rapina. I poliziotti, hanno così localizzato il veicolo “sospetto” da dove, dopo pochi secondi, sono scesi due uomini che, con pistola in pugno, dopo aver calzato guanti e passamontagna, stavano per entrare nel negozio. Neanche il tempo di chiudere lo sportello dell’auto che, A.A. e M.E., queste le iniziali dei due romani di 41 e 54 anni, sono stati disarmati e arrestati.
La pistola era una fedele replica di un famoso revolver, i passamontagna erano stati ricavati artigianalmente da alcuni pezzi di stoffa e l’auto era stata rubata solo da pochi minuti.
L’arresto odierno, ha permesso di risolvere, almeno in parte, altre 2 rapine subite dallo stesso esercizio commerciale nel mese di giugno. Gli investigatori infatti, grazie ai filmati delle due precedenti rapine, hanno potuto riconoscere in A.A., uno degli autori.
Gli investigatori sono ora al lavoro per chiarire le dinamiche di queste e di altre rapine simili avvenute nella zona.
A.A. e M.E. già noti alle forze dell’ordine per fatti simili, dopo l’arresto sono stati accompagnati a Regina Coeli. 

L'indagine
Indagate 34 persone la maggior parte delle quali già conosciute alle forze dell’ordine
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Redazione


ROMA - Una maxi truffa ai danni di due società leader nel settore del car/scooter sharing della Capitale (Enjoy società controllata dal gruppo ENI e ZIG ZAG, appartenente al gruppo Smartventure srl) è stata scoperta dai Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Roma che, nella notte e fino alle prime ore della mattina, sono stati impegnati in 34 perquisizioni nei confronti di altrettante persone ritenute facenti parte di un’ associazione per delinquere finalizzata alle truffe,  alla sostituzione di persona, alla frode informatica e ai furti aggravati. All’operazione hanno preso parte anche i militari del Nucleo Investigativo di Roma – che hanno approfondito gli aspetti tecnico-informatici della complessa vicenda – e quelli del Gruppo di Roma che hanno fornito il supporto di personale e mezzi sul territorio.

L’indagine parte dall’intuizione di una pattuglia del Nucleo Radiomobile dei Carabinieri di Roma.
Ad ottobre scorso, fermano nottetempo una fiat 500 con il brand Enjoy a bordo della quale viaggiavano 4 giovanissimi tutti sprovvisti di patente. Approfondendo il controllo, emergeva che il conducente apparteneva a una nota famiglia criminale romana e che la vettura risultava da ricercare.

A far parte dell’associazione per delinquere finalizzata al raggiro “social” sono  34 persone – tutte ora indagate - la maggior parte dei quali già conosciute alle forze dell’ordine – che hanno messo a punto un arguto ed efficace sistema per la creazione di falsi profili sui siti delle aziende di car/scooter sharing: in particolare, i soggetti coinvolti nell’indagine carpivano le foto e i dati di patenti di guida - realmente esistenti - di ignare persone che, in buona fede ma incautamente, pubblicavano il loro documento sui profili personali di noti social network lasciati “aperti”, ovvero senza restrizioni della privacy e quindi visibili a tutti. Dati ghiottissimi ed indispensabili per le menti dell’organizzazione.

Una volta in possesso delle informazioni, è emerso che i truffatori – con un’abilità trasnazionale - attivavano presso banche estere carte di credito ed e-Wallet, fittiziamente intestati, collegandoli all’account  “farlocco” del portale dei servizi di noleggio. Non solo: in fase di registrazione, dovendo necessariamente utilizzare utenze telefoniche sempre diverse (a seguito di ogni truffa, infatti, tutti i dati vengono inseriti in una black list dalle società che forniscono il servizio e che hanno attivamente collaborato con gli uomini dell’Arma al buon esito delle indagini), i rei, dopo aver inserito i propri numeri di cellulare, hanno utilizzato anche quelli in uso a familiari e amici, creando per ogni noleggio anche un indirizzo di posta elettronica ad hoc, sul quale ricevere i codici PIN necessari all’utilizzo dei veicoli.

I noleggi, ovviamente, venivano fatturati dalle società erogatrici del servizio, ma mai pagati dagli effettivi utilizzatori: nel corso degli accertamenti, è emerso che dallo scorso mese di settembre ad oggi (tra car e scooter sharing) sono state documentate oltre 400 truffe con un danno complessivo che sfiora il milione di euro.

L’insidia delle truffe, secondo gli investigatori andava oltre l’ingiusto profitto economico prodotto; infatti come emerso con chiarezza dalle indagini dei Carabinieri, il totale anonimato in cui si sviluppava l’azione dei truffatori, permetteva di mettere a disposizione anche di molti malviventi capitolini, dediti alla commissione di furti in abitazione e attività di trasporto e spaccio di stupefacenti, autovetture apparentemente pulite, che potevano essere utilizzate senza limiti di accesso anche nelle zone a traffico limitato, peraltro risultando meno soggette a controlli da parte delle forze dell’ordine.

Quando la sala di controllo delle aziende di noleggio verificava la mancanza di fondi sui sistemi di pagamento indicati in fase di registrazione, le auto – in particolare – venivano bloccate da remoto. L’indagine - coordinata dalla Procura di Roma - ha permesso così, di scoprire un filone insidioso di furti di identità, al quale sono particolarmente esposti i giovani utenti dei tanti social network, vittime inconsapevoli di abusi commessi nella rete.

La protesta
Irma Vari: “In un città vittima di abusivismo di ogni genere, di assenza di regole si decide di accanirsi contro una struttura di solidarietà.”
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Redazione


ROMA
- “L’ambulatorio di via Aspertini a Tor Bella Monaca dell’associazione Medicina Solidale è chiuso ormai da una settimana. Nessuno, soprattutto dell’Amministrazione regionale, si è preoccupato delle tante famiglie che rappresento che sono rimaste tutto d’un colpo senza sostegno medico, farmacologico, psicologico e alimentare”. E’ quanto dichiara Irma Vari, portavoce delle famiglie di Tor Bella Monaca del neonato coordinamento famiglie di Tor Bella Monaca per denunciare la chiusura dell’ambulatorio di medicina solidale di via Aspertini dopo le recenti prese di posizione della Regione Lazio e del Policlinico di Tor Vergata.

“Siamo pronti – aggiunge Vari - a dimostrazioni davanti alla Regione Lazio sperando che non siano tutti in ferie per chiedere che il presidente ci metta la faccia su una vicenda che ha messo letteralmente in mezzo alla strada migliaia di persone della preferia EST di Roma”.
“In un città – conclude Vari - vittima di abusivismo di ogni genere, di assenza di regole si decide di accanirsi contro una struttura di solidarietà. Questo è inaccettabile. Intervengano Zingaretti e la Raggi per questa vicenda assurda”.
 

Lavori Pubblici
540 i giorni previsti per l’ultimazione dei lavori, per un importo complessivo dei lavori di €. 3.659.040,00
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Redazione


ROMA - Firmato oggi dal Direttore Generale della ASL Roma 1, Angelo Tanese, e il Legale Rappresentante dalla RTI Monacelli Franco Costruzioni Edili S.r.l., Cesare Tognoloni, il contratto per i lavori di restauro conservativo delle Corsie Sistine del Complesso Monumentale Santo Spirito in Sassia.

Le Corsie Sistine. 120 metri di lunghezza per 12 metri di larghezza, queste le dimensioni della monumentale corsia voluta da Sisto IV che costituisce il primo esempio di architettura civile rinascimentale a Roma. L’edificio si compone di due ambienti - la Corsia Lancisi e la Corsia Baglivi – separati da un tiburio ornato da finestre bifore e trifore attribuite all'architetto Giovanni Pietro Ghirlanducci, e dallo splendido altare del Palladio, che probabilmente costituisce l’unica opera romana dell’artista. Sulle pareti un ciclo pittorico di inestimabile valore, eseguito a fresco nel1478 da artisti della scuola Umbro-Romana e discepoli di Melozzo, del Ghirlandaio, del Pinturicchio e di Antoniazzo Romano e che raffigura, in più di cinquanta quadri illustrati, le origini dell'ospedale e gli episodi più importanti della vita di Sisto IV.

Il quadro degli interventi architettonici comprende il consolidamento della struttura, incluse le volte della adiacente Biblioteca Lancisiana, il trattamento dei paramenti murari e lapidei, il restauro degli intonaci interni ed esterni delle Corsie ma anche una preziosa opera di recupero di infissi e vetrate e del sottostante Antiquarium.

Interventi complessi quindi per questo patrimonio inestimabile ed unico al mondo, il cui progetto è stato già approvato dal Nucleo di Valutazione Regionale, dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per il Comune di Roma, dalla Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico per il Polo Museale della Città di Roma, dalla Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma e anche dai Vigili del Fuoco e dal Genio Civile di Roma.

Un’opera finalmente realizzabile.
I lavori si possono realizzare grazie al recupero di fondi della Regione Lazio, disponibili sin dal 2004 e impegnati con una gara aggiudicata nel 2009, ma che erano bloccati da anni a causa di un contenzioso e di complesse questioni amministrative.  540 i giorni previsti per l’ultimazione dei lavori, per un importo complessivo dei lavori di €.  3.659.040,00.

Al termine di questi lavori per cittadini, studiosi e visitatori il Complesso Monumentale di Santo Spirito in Sassia, sarà pienamente fruibile in tutta la sua ricchezza storica, artistica e culturale.

 
Il Complesso Monumentale di Santo Spirito. Fondato dai Sassoni nel VII secolo dopo Cristo per accogliere i pellegrini diretti alla Tomba di Pietro e trasformato nel primo ospedale per anziani, infermi e "proietti" da Papa Innocenzo III, il Santo Spirito ha una vocazione all’accoglienza. Nel Complesso, composto dalle corsie Sistine (sala Baglivi e Lancisi), dai Chiostri dei Frati, delle Monache e delle Zitelle (o “chiostro del Pozzo”) e infine dal Palazzo del Commendatore (che ne è un ampliamento cinquecentesco), sono conservate diverse importanti collezioni. Quasi 400 pezzi tra ceramiche e vetri farmaceutici, arazzi, sculture e rilievi; circa 300 tra opere pittoriche, disegni e stampe, numerosi affreschi, grottesche e altre decorazioni pittoriche parietali. 20.000 volumi a stampa di cui circa 60 incunaboli, 2.000 cinquecentine e 374 preziosi manoscritti di epoche diverse, 2 codici pergamenacei degli scritti di Avicenna e il più conosciuto Liber Fraternitatis Sancti Spiritus, due globi di Vincenzo Coronelli (un globo terrestre ed uno celeste del 1600), due sfere armillari in ottone, donate dal matematico Giordano Vitale e dal Barocci, ed una diottra utilizzata nel rilevamento topografico per determinare e tracciare le visuali, testimonianze uniche della cultura scientifica romana in età moderna che verranno restituite alla città. Ad arricchire ulteriormente il patrimonio, nel piano interrato sono presenti i resti della villa di Agrippina Major (moglie di Germanico e madre di Caligola) con muri ad opus reticulatum, pavimenti in mosaico, frammenti di marmi scolpiti e parti di affreschi.

Politica
L'assessore Mazzillo aveva rimesso, nei giorni scorsi, le deleghe alla casa
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Redazione


ROMA - "Preso atto, attraverso una chat, dell'intenzione della sindaca di nominare altri due assessori: uno con delega ai lavori pubblici e l'altro con delega al Patrimonio e politiche abitative, senza avermi neanche informato, ho ritenuto di rimettere formalmente a disposizione della sindaca le deleghe attinenti al Patrimonio già da stamattina". Lo annuncia in una nota l'assessore al Bilancio Andrea Mazzillo, depositario fino a questo momento della delega al Patrimonio.

"Ciò mi consentirà - ha aggiunto l'assessore al Bilancio - di concentrarmi, con ancor maggior impegno, per garantire la solidità dei conti di Roma Capitale in modo così da consentire alla sindaca di attuare il programma di rilancio della Capitale". L'assessore Mazzillo aveva rimesso, nei giorni scorsi, le deleghe alla casa. Da oggi si occuperà solo del Bilancio.

L'inchiesta
Tra gli imputati la 'Dama Nera' e l'ex sottosegretario Meduri
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ROMA - La procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio di 38 persone fisiche e di 14 società per il giro di tangenti da centinaia di migliaia di euro che ha coinvolto dirigenti e funzionari dell'Anas in carica fino al 2015. Associazione per delinquere, corruzione, turbativa d'asta, voto di scambio, truffa e abuso d'ufficio i reati contestati a seconda delle posizioni tra gli imputati Antonella Accroglianò, la "Dama Nera", ex capo coordinamento tecnico amministrativo Anas, e l'ex sottosegretario Giuseppe Meduri. Tra gli imputati anche gli ex dirigenti e funzionari Anas Oreste De Grossi, Antonino Ferrante, Sergio La Grotteria e Giovanni Parlato, tutti licenziati, come la Accroglianò.

Cronaca
Sulla vicenda indagano i carabinieri che stanno acquisendo le immagini del sistema di videosorveglianza e raccogliendo le testimonianze
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Redazione


ROMA - Branco di giovani teppisti fa irruzione alla stazione San Paolo della Roma Lido malmenando la guardia giurata e devastando i locali della stazione. Questo quanto accaduto verso le 5.30 di oggi quando alcuni ragazzi hanno provato ad accedere senza biglietto alla stazione San Paolo della Roma Lido. Allontanati da una guardia giurata, sono tornati poco dopo accompagnati da altre persone armate di bastoni e hanno aggredito la guardia giurata, ferendola a un braccio, per poi vandalizzare alcuni ambienti della stazione.

Sulla vicenda indagano i carabinieri che stanno acquisendo le immagini del sistema di videosorveglianza e raccogliendo le testimonianze. E da prime indiscrezioni sembra che alcuni componenti del branco siano già noti alle forze dell’ordine.

“L’utenza è esasperata e questa è anche la conseguenza del continuo stillicidio cui sono sottoposti i lavoratori da chi aizza contro gli utenti – ha dichiarato Micaela Quintavalle, Segretario del sindacato Cambia-Menti m410 esprimendo solidarietà alle vittime dell’episodio – Ce ne accorgiamo oggi – ha proseguito - che abbiamo un paziente obeso di 300 kg che sta esalando l’ ultimo respiro. Mentre ingrassava però tutti muti”.

Mezzi al collasso
L'azienda di trasporto di Roma è ormai allo sbando. L'ex direttore generale Rota: "La deadline è già superata"
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di Silvio Rossi

 

ROMA - L'ennesimo autobus andato a fuoco, stamattina su via Cassia, nei pressi della località La Giustiniana. La crisi nera di atac si può certificare da questi episodi. Non passa mese in cui un mezzo dell'azienda dei trasporti di Roma non venga avvolto dalle fiamme.

Il rimpallo di attribuzioni tra presidente e Ad, le parole vuote dell'assessore non possono giustificare l'immobilismo di quanti hanno responsabilità davanti a certi episodi, che mettono a rischio non solo la mobilità urbana, ma la sicurezza di autisti e passeggeri, oltre a determinare un costo aggiuntivo che gravità sulle spalle dei romani.
Le farse di questo giorni su chi ha presentato prima le dimissioni, neanche fossero un brevetto da salvaguardare, non giustificano ciò che i romani sono costretti a subire

 

L'azienda ormai è insolvente "La deadline è già superata". Così Bruno Rota, ormai ex direttore generale di Atac, in un'intervista in apertura di prima pagina del Messaggero e su altri quotidiani in cui sottolinea che l'azienda "l'ultima volta è riuscita a pagare gli stipendi nell'ultimo quarto d'ora". Una "situazione che deve essere analizzata dal tribunale fallimentare". Per Atac, dice al quotidiano di via del Tritone, "parlano i numeri. C'è un debito di 325 milioni soltanto con i fornitori". "All'inizio non capivo bene di chi mi dovevo fidare, mi fidavo solo della Raggi. Poi mi è sembrato di aver capito di chi dovevo fidarmi. Però i fatti dimostrano che non ci avevo capito molto". Al Corriere della Sera, Rota afferma che era riuscito a convincere l'amministrazione Raggi a fare il concordato preventivo. "Non si trattava di fallimento, è il contrario, il concordato preventivo serve a scongiurarlo, a ottenere una moratoria almeno parziale dei debiti". Tuttavia, aggiunge, "vedo che sul concordato ci sono molte manovre in atto", "quello che mi hanno fatto lo considero un vero tradimento. Una roba che neanche all'asilo". "Non ho nulla a che fare con i 5 Stelle", aggiunge, "mai" sentito Casaleggio e Grillo "e mai conosciuti".

Il caso
Le dichiarazioni dell'ex DG avevano fatto andare su tutte le furie la sindaca Virginia Raggi
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Redazione

 

ROMA - L'amministratore unico di Atac, Manuel Fantasia, secondo quanto si apprende dall'ANSA ha ritirato le deleghe del direttore generale Bruno Rota. La decisione di Fantasia arriva a poco più di 24 ore dalle interviste rilasciate da Rota al Corriere della Sera e al Fatto Quotidiano, in cui il direttore generale descrive un’Atac «sull’orlo del crac», dove "si fatica persino a pagare gli stipendi", pesantemente "compromessa e minata, in ogni possibilità di rilancio organizzativo e industriale", ostaggio di dipendenti sfaticati e assenteisti. Indicando quale unica strada quella di depositare i libri in tribunale. Dichiarazioni non concordate, che hanno fatto andare su tutte le furie la sindaca Virginia Raggi.

Rota ha però dichiarato all'Ansa di aver rassegnato le sue dimissioni con una lettera presentata sette giorni fa. "Con la presente rassegno le mie dimissioni da dipendente di Atac e cesso da ogni incarico. Sono disponibile a concludere la mia prestazione il giorno 4 agosto, come previsto dalla lettere di assunzione che mi impone una lettera di preavviso. Resta inteso il mio fermo interesse a concludere, anche in una data  precedente, se ovviamente ciò non comporta oneri da parte mia", si legge in una lettera, datata 21 luglio 2017, (Protocollo n. 0117314), con la quale Rota ha detto all'Ansa di aver rassegnato le dimissioni.

"Ho mantenuto la notizia riservata, come mi era stato richiesto. Vedo però che questa correttezza viene ripagata con comportamenti non di pari correttezza e quindi sono costretto a precisare questa circostanza. Come si possa silurare un manager che ha dato le dimissioni da sette giorni resta un mistero dell'amministrazione
capitolina. O forse l'ennesimo tentativo di ingannare l'opinione pubblica senza rispettare dignità e lavoro", ha spiegato Rota.

"'Egregio dottor Rota, facendo seguito alla sua lettera, prendiamo atto delle sue dimissioni che accettiamo con decorrenza dal 2/8 o altra data antecedente lei riterrà opportuna. Protocollo 0120875'. Così Atac mi ha comunicato oggi di aver accettato le mie dimissioni", ha detto l'ex dg.

Cronaca
Il 49enne è stato portato al carcere di Regina Coeli
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Redazione
 

ROMA
– La scorsa notte, a seguito di una segnalazione giunta al 112, i Carabinieri della Stazione di Roma Tor Bella Monaca hanno arrestato un italiano di 49 anni, autotrasportatore, già conosciuto alle forze dell’ordine, che aveva minacciato un operaio romeno che si era seduto sulla sua auto. A chiamare il numero di pronto intervento è stato proprio il cittadino romeno, di 36 anni, che la scorsa notte fuori da un bar, in via di Torrenova, è stato minacciato da un uomo che aveva visto seduto sul cofano della sua auto e che gliel’aveva, a suo dire, anche danneggiata. La discussione è poi degenerata fino a che l’arrestato ha estratto una pistola e l’ha puntata contro lo straniero, per poi salire in macchina e fuggire.

All’arrivo dei militari lo straniero ha spiegato l’accaduto ed ha fornito il modello e il numero di targa dell’auto con cui l’aggressore si era allontanato poco prima , inoltre sono stati estrapolati anche i filmati delle telecamere del locale. In pochi minuti i militari sono risaliti al proprietario che è stato raggiunto a casa.

La perquisizione fatta a casa dell’uomo ha consentito il recupero di due pistole con relativo munizionamento: una Beretta calibro 7,65, completa di caricatore con 7 colpi; una pistola a salve, marca M.N.I., opportunamente modificata con l’inserimento di una canna e con la predisposizione di un silenziatore, completa di caricatore con 5 cartucce; ulteriori 24 cartucce di vari calibri. Dai successivi accertamenti è emerso che entrambe le pistole non risultano censite nel catalogo Nazionale delle armi comuni da sparo.

Dopo l’arresto il 49enne è stato condotto presso il carcere di Regina Coeli, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. per porto e detenzione di armi illegale e di arma clandestina nonché di minaccia aggravata dall’uso delle armi con l’aggravante di aver agito per futili motivi, nei confronti di un cittadino romeno, incensurato.

Il caso
"Un’azienda assai pesantemente compromessa e minata, in ogni possibilità di rilancio organizzativo e industriale"
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ROMA - Assenteismo, parco mezzi datato e una lunga storia di errori di gestioni: Atac sembra ormai condannata al fallimento. E' il direttore generale dell'azienda di trasporto urbano della Capitale, Bruno Rota, a lanciare un allarme che suona come l'anticipazione dell'inevitabile: l'azienda romana dei trasporti pubblici va dritta verso il crac. Manager dell’Iri sotto la presidenza di Romano Prodi e più di recente di risanatore dell’Azienda trasporti milanese, Rota è da marzo direttore generale dell’azienda municipalizzata di trasporto pubblico di Roma, dove ha trovato dieci anni consecutivi di perdite. E' urgente, ha detto in due interviste, al 'Corriere' e al 'Fatto' agire di fronte a una grande società pubblica in situazione di insolvenza per la quale bisogna anche ipotizzare una procedura fallimentare.


Ecco, in pillole, cosa pensa Rota di Atac


Un debito enorme "Un’azienda assai pesantemente compromessa e minata, in ogni possibilità di rilancio organizzativo e industriale, da 1.350 milioni di debito sedimentato nel tempo. Se non ha capacità di far fronte agli impegni finanziari, ha l’obbligo di legge di evidenziare questa situazione. I modi per affrontare questo debito spaventoso sono nell’ordinamento italiano, si tratta di percorrerli con trasparenza, coraggio e rapidità. Per adottarli restano un paio di settimane".


Impossibile rinnovare il parco mezzi, impossibile riparare i vecchi. "L’effetto combinato dell’anzianità del parco mezzi e l’impossibilità di fare interventi di manutenzione, dato che non si trovano fornitori disposti a darci credito, fa sì che non si riesca a far fronte alle esigenze di normale funzionamento. Questo mese abbiamo pagato gli stipendi ricorrendo a misure eccezionali e chiedendo un impegno straordinario al Comune di Roma, che però non è ripetibile all’infinito".
 

Cosa bisogna fare "Avere il coraggio di affrontare la drammatica dimensione del debito che si trascina da tempo. Occorrono misure serie e immediate. Bisogna ripristinare un sistema di controllo sulle regole che pur ci sono ma che da tempo nessuno rispetta, per cui ognuno fa ciò che gli pare. Il tema centrale oggi non è ridurre il numero dei dipendenti. Chi lo sostiene ora fa solo del terrorismo psicologico. Anzi i dipendenti in un certo senso mancano, visti i tassi di assenteismo consolidati nel tempo. Il tema è far lavorare di più e meglio quelli che ci sono. Oggi con questi tassi di assenteismo si fa fatica a coprire i turni".
 

Il difficile rapporto con i sindacati "All’Atm di Milano ho avuto rapporti anche ruvidi in certi momenti, ma sempre costruttivi. A Roma si presentano come rappresentanti delle posizioni del sindacato gente che ha trecento iscritti su undicimila dipendenti. Gente che va in tivù a spiegare come funzionano i sistemi di sicurezza dei mezzi senza saperne nulla. I sindacati più rappresentativi non hanno fino in fondo la percezione della gravità e della dimensione del problema".

Riccardo Magi, segretario di Radicali Italiani, e Alessandro Capriccioli, segretario di Radicali Roma: "Parole di Rota sono una pietra tombale sulle prospettive di rilancio di Atac"
"Le parole di Rota sono una pietra tombale sulle prospettive di rilancio di Atac, ventilate da chi si oppone alla messa a gara del tpl vorrebbe condannare i romani ad altri anni di calvario. Che Atac sia tecnicamente fallita noi Radicali lo denunciamo da anni, e oggi è ancora più chiaro che la sola via d'uscita dal pantano è rompere questo monopolio fallimentare mettendo a gara il servizio, come chiediamo con il referendum "Mobilitiamo Roma". C'è ancora chi si ostina a dire che vogliamo la privatizzazione: è falso. Una privatizzazione surrettizia è ciò che si rischia se si continuerà ad affidare il servizio in house ad Atac per poi svenderla a qualche privato. Col nostro referendum chiediamo invece di liberalizzare del servizio, che significa: spezzare il conflitto di interessi perverso tra Comune e ATAC, affidare il servizio di trasporto in modo trasparente a chi sappia gestirlo meglio e restituire al Comune il compito di controllare il gestore e programmare a regolare il servizio sulla base delle esigenze dei cittadini utenti. Il tutto nel rispetto dei lavoratori. La scelta quindi non è tra pubblico e privato, ma tra gli interessi corporativi e clientelari di chi vorrebbe che tutto a Roma rimanesse così, e il diritto dei romani - che pagano tasse tra le più alte d'Italia - a un trasporto efficiente. Grazie al nostro referendum le forze politiche e sociali possono scegliere da che parte stare. Noi Radicali stiamo come sempre dalla parte dei cittadini, che hanno capito il senso di questa iniziativa e a migliaia stanno firmando il referendum. La raccolta firme quindi va avanti, anche oggi siamo in città con oltre 30 punti di raccolta firme e nel weekend saranno ancora di più. Il traguardo è a portata di mano."

 

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