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DISTANZIATORE
Caos trasporti
Due convogli fermi a Crocicchie e a Civita Castellana, decine di corse cancellate
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di Silvio Rossi

Un servizio che definire pubblico è un’offesa ai cittadini che ne usufruiscono. Classificata più volte come una delle peggiori linee di Trenitalia, la Roma-Cesano-Viterbo, ieri sera, ha fatto vivere ai pendolari che ne usufruiscono giornalmente l’ennesimo girone dantesco.
Treni cancellati, ritardi nel tratto urbano di due ore, a fronte di un percorso stimato di cinquanta minuti, la mancanza totale di informazioni alle stazioni circa eventuali soluzioni alternative, che non vengono messe a disposizione dell’utenza, perlomeno nel tratto urbano, hanno determinato il caos nel settore nordoccidentale della capitale, e la rabbia dei pendolari, costretti a lunghi e tortuosi percorsi per raggiungere le destinazioni desiderate.
Da quanto si legge nei gruppi dei pendolari, sembra che alcuni treni siano stati bloccati per oltre un’ora, lontani dalle stazioni, con i passeggeri all’oscuro di quanto stesse succedendo, ostaggi di macchine infernali che si sono trasformate da mezzi di servizio a strumenti di tortura. Un treno è stato bloccato nei pressi del passaggio a livello su Via di Santo Stefano, tra le stazioni Anguillara e Vigna di Valle, un altro dalle parti di Capranica. Disservizi che sono andati a influire sull’intera tratta, compreso il tratto urbano, determinando il blocco anche dei convogli che terminano la loro corsa a Cesano.
Una situazione paradossale. Una tratta che, perlomeno nel tratto Roma-Cesano, è stata completamente rinnovata nel 2000, in occasione del Giubileo, e che oggi, neanche un ventennio dopo, vede quotidianamente alcune corse soppresse, quasi tutte le settimane una giornata campale, e in alcune occasioni la paralisi più totale. Un servizio del tutto inadeguato a una capitale di una nazione occidentale, nonostante a ogni occasioni si leggono proclami da parte di Trenitalia o della Regione che sono stati acquistati nuovi treni.
Il forte disservizio della serata, già grave per conto suo, segue una settimana realmente difficile per i trasporti romani. Dopo una settimana di scioperi dei taxi, con le esagerazioni che sono sulle pagine di cronaca, lo sciopero dei servizi della mattina, i treni bloccati sono stati la goccia che ha fatto traboccare il vaso della pazienza di quanti, stoicamente, provano a raggiungere i luoghi di lavoro quotidianamente con i mezzi pubblici.

Commercio
Qualche linea guida da seguire per sperimentare il servizio senza avere problemi.
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Redazione

 

ROMA - Vendere la propria auto oggi è molto più facile rispetto a qualche anno fa quando erano sostanzialmente due le possibilità: 1. lasciare il veicolo in permuta ad una concessionaria; 2. Cercare un compratore tra amici e conoscenti. Grazie alla diffusione di internet le opportunità di vendita sono aumentate notevolmente per tutti quei privati  che avevano la necessità di disfarsi della propria auto usata. Sono nati, infatti, con la rete delle dei siti che offrivano, ed offrono tutt’ora, la possibilità di inserire annunci di vendita che ovviamente possono raggiungere migliaia di potenziali acquirenti in tutta Italia. Oltre a tutto quanto detto, il vero boom nella vendita delle automobili si è avuto con l'avvento dei compro auto usate, società specializzate che si occupano esclusivamente di valutare ed acquistare automobili da privati in tempi brevissimi.

Come e in che modo affidarsi ad un compro auto usate? Ecco qualche linea guida da seguire per sperimentare il servizio senza avere problemi. Innanzitutto è necessario trovare il compro auto che più ci ispira fiducia e soprattutto quello che magari si trova più vicino la nostra abitazione, visto che il web ce ne propone a bizzeffe: un compro auto a Roma sarebbe ovviamente l’ideale in quanto permetterebbe di raggiungere con facilità la sede e concludere la trattativa in tempi brevissimi. A questo punto chi decide di voler vendere la propria auto non deve fare altro che inserire sul sito web i propri dati e quelli del mezzo (marca, modello, allestimento, anno d'immatricolazione, chilometri e condizioni generali) per avere una quotazione indicativa gratuita della propria auto per poi recarsi successivamente presso la sede fisica dove, senza impegno, inizierà la trattativa vera e propria per definire l'accordo, previa un'analisi visiva dell'autovettura da parte dei tecnici specializzati del compro auto usate.

Dopo tutte le verifiche del caso arriverà l'offerta per l'acquisto dell'auto. Il venditore, ovviamente, può decidere se accettare o meno la proposta economica. Il vantaggio di accettare l’offerta sarebbe sicuramente quello di concludere la pratica in tempi brevissimi in quanto a questo punto si attiverebbe tutta la procedura per la definizione burocratica (passaggio di proprietà) e relativo pagamento della somma dovuta. Nel caso la valutazione fosse al di sopra dei 3000€ il pagamento avverrebbe solo ed esclusivamente con assegno circolare, mentre al di sotto potrà avvenire anche in contanti perché permesso dalla legge. L’unico svantaggio, se così possiamo definirlo, è che in alcuni casi la valutazione potrebbe essere leggermente più bassa rispetto a ciò che ci si aspetta. E’ il prezzo da dover “pagare” per chi vuole vendere subito senza attendere l’acquirente disposto a corrisponderci quanto da noi richiesto. Sempre se lo troviamo.
 

Il Caso
Il Comune delibera 4500 euro per l'avvocato e poi non si costituisce al Tar
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di Ivan Galea


 
NEMI (RM)
- A Nemi partita ufficialmente la raccolta firme relativa la petizione per chiedere al primo cittadino una forte presa di posizione finalizzata a bloccare il Piano Integrato nella località "I Corsi". Per aderire alla petizione CLICCARE QUI


Un Iter psichedelico, quello che ha visto approvare il Piano Integrato, dopo che l'Ente sovracomunale Parco dei Castelli Romani, organo regionale la cui funzione principale, si legge sul sito istituzionale,  dovrebbe essere quella di mantenere l’equilibrio ambientale del territorio cercando di aumentarne la biodiversità, non è ricorso al Consiglio di Stato per cercare di far valere le proprie ragioni e che dopo la sentenza del Tribunale amministrativo del Lazio ha concesso il parere positivo all'attuazione del Piano edificatorio in un territorio che ad oggi rappresenta un vero e proprio polmone verde nel cuore dei Castelli Romani. E così, dopo che fu detto no al cemento, nell'epoca in cui l'Ente regionale era guidato dal Commissario Gianluigi Peduto, dopo che il no divenne un si nel periodo del commissario Matteo Mauro Orciuoli, per poi ridiventare un no sotto il commissario Sandro Caracci e poi ancora e definitivamente, seppur con qualche prescrizione, tornare ad essere un si, la zona alta di Nemi è dunque avviata ad una lottizzazione che ridisegnerà il quartiere e che assisterà alla nascita di nuovi insediamenti residenziali e commerciali con relativo sovraccarico degli impianti esistenti e già al massimo della sopportazione per quello che riguarda la raccolta delle acque chiare e scure.

 

Ma se le scelte seguite dal Parco dei Castelli Romani si possono definire psichedeliche, quelle dell'amministrazione comunale di Nemi, guidata dal Sindaco Alberto Bertucci, si possono quantomeno definire come scelte particolari: prima il Comune propone un ricorso al Tar per contrastare i “no” degli Enti sovracomunali, poi lo ritira e al contempo avvalora un ricorso al presidente della Repubblica poi fa opposizione a seguito della quale i privati si costituiscono nuovamente al Tar riproponendo quanto già riportato nel precedente ricorso e in questa ultima sede sostiene le tesi dei privati.

 

Ma le dinamiche diventano ancora più singolari dopo che il Comune di Nemi emette una ordinanza di ripristino dello stato dei luoghi per opere eseguite senza titolo abilitativo da parte di alcuni privati su alcuni terreni interessati dal Piano Integrato, circostanza questa che comprometterebbe l'attuazione dello stesso Piano. I privati fanno ricorso al Tar per l'annullamento dell'ordinanza e l'amministrazione comunale, a luglio 2016, delibera 4.500,00 euro per un avvocato (lo stesso che difende il sindaco per una vicenda penale che lo vede imputato) che dovrebbe sostenere e quindi difendere gli interessi del Comune di Nemi al Tar, ma il Comune non si costituisce in giudizio.

Il Tribunale amministrativo rilevando quindi la mancata costituzione in giudizio dell'amministrazione comunale,  dispone che i competenti uffici del Comune di Nemi provvedano a predisporre una accurata ed analitica relazione sui fatti di causa e fissa la data del 14 marzo 2017 per il proseguo della fase cautelare.

 

Riassumendo: Il Comune ordina ai privati il ripristino dello stato dei luoghi per opere abusive. I privati fanno ricorso al Tar contro l'ordinanza del Comune che delibera 4.500,00 euro per un legale che lo rappresenti al Tar, ma l'ente amministrativo non si costituisce in giudizio. Il 22 novembre 2016 il Tar ordina al Comune di provvedere a predisporre una accurata ed analitica relazione sui fatti e fissa una nuova udienza al 14 marzo 2017.


Intanto si è ricostituito il Comitato “No Piano Integrato i Corsi” di Nemi - acronimo No PIC - con l’obiettivo, questa volta, di promuovere la petizione finalizzata a chiedere al Sindaco un intervento decisivo per fermare quello che viene definito come "un grande insediamento abitativo e commerciale dall’impatto devastante sull’ecosistema locale".

 
La denuncia
Manca il servizio nel terzo polo pediatrico per la gastroenterologia
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ROMA - Al Policlinico Tor Vergata non si effettuano endoscopie a pazienti sotto i dodici anni, e così i bambini celiaci sono costretti a recarsi con i loro genitori negli altri ospedali della Capitale. E’ intollerabile che il sistema sanitario non sia in grado di offrire un servizio di questo genere in quello che rappresenta l’unico polo ospedaliero di un quadrante, quello Est della Capitale, che serve centinaia di migliaia di persone, anche della provincia di Roma fino alla Campania, costituendo il terzo polo pediatrico per la gastroenterologia nella nostra città. A causa di questa situazione, intere famiglie dovranno prendere l’automobile o i mezzi pubblici, con dispendio di tempo e giorni di ferie dal lavoro, per portare i loro figli in altre strutture dove poter sottoporre i bambini al di sotto dei 12 anni a esami endoscopici. Questi indagini sono fondamentali nella diagnosi e cura delle malattie dell’apparato digerente nel bambino, come ad esempio nei casi di celiachia, fibrosi cistica, allergie, malattie intestinali croniche, e possono evitare complicazioni gravi a chi è affetto da tali e altre patologie collegate all’apparato digerente. E’ intollerabile obbligare alcune famiglie di Roma e provincia a questa trafila, per giunta dopo essere state costrette a sopportare la chiusura per mesi dell'ambulatorio di gastroenterologia pediatrica, che ha riaperto da poco i battenti seppure con queste gravi mancanze. Una discriminazione territoriale e un disagio pesantissimi per la Capitale che nascono dai tagli alla Sanità, e rispetto a cui auspichiamo che il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, possa attivarsi al fine di risolvere questa situazione nei confronti di tutti quei bambini al di sotto dei dodici anni che devono sottoporsi a tali accertamenti. E’ quanto dichiara Fabrizio Santori, consigliere regionale del Lazio di Fratelli d’Italia

L'annuncio
Stiamo lavorando per progettare il territorio puntando alla qualità della vita delle persone, degli spazi pubblici, dei servizi, dell’ambiente
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Marino ha strumenti urbanistici disastrati nel concepimento e disastrosi negli effetti, per arrivare al punto in cui siamo e complicare una situazione urbana già complicata alla fine degli anni ‘90 ci sono voluti almeno 15 anni di atti tecnico-amministrativi. Le gru e i cantieri che negli ultimi cinque anni e ancora oggi connotano il paesaggio nel nostro territorio sono il risultato di anni pregressi di pianificazione concepita solo in base ad un aumento sconsiderato di edifici. L’amministrazione in carica ha il difficile compito di porre rimedio a questa annosa e grave situazione nel più breve tempo possibile. La sfida è difficile ma non impossibile, su questa difficoltà alcuni concittadini puntano affinché tutto torni come prima e si possa proseguire con il solito modo di fare affare sul territorio, facendo poi ricadere nella vita quotidiana di ognuno di noi i conseguenti disagi e disservizi. I cittadini di Marino devono essere coscienti di queste dinamiche e per questo chiediamo a tutti di partecipare attivamente ai radicali processi di risanamento che stiamo attuando con enormi sforzi. Al di là della valutazione degli attuali strumenti urbanistici che verranno profondamente rivisti con i necessari tempi tecnici, crediamo sia importante chiarire le finalità delle azioni che stiamo mettendo in campo viste anche il gran numero di richieste di orientamento che riceviamo giornalmente sui temi urbanistici.

Noi lo diciamo chiaramente così come lo dicevamo chiaramente prima delle elezioni, con noi finisce il metodo attraverso il quale si è gestito per anni il territorio, a Marino il mattone non è più un affare d’oro, almeno inteso come finora le attività edilizie hanno trasformato i luoghi. Stiamo lavorando quotidianamente per ripristinare il principio già sancito dalla legge fondamentale dell’urbanistica la Legge 1150/42 per la quale l’azione edificatoria non è consentita per fini speculativi ovvero in forza di una semplice domanda di mercato ma può essere esercitata e giustificata solo da un documentato e provato aumento demografico della popolazione e dunque su una necessità abitativa reale dei cittadini. Il suolo è una risorsa non rinnovabile, una volta compromesso non si recupera se non ad elevatissimi costi economici e sociali. La F.A.O. in diversi rapporti ufficiali negli anni ha sempre evidenziato come la conservazione del suolo sia fondamentale per la sicurezza alimentare e il nostro futuro sostenibile. La Comunità Europea in diversi studi riconosciuti ha messo in guardia contro un uso sconsiderato del territorio in relazione alla salute pubblica. Su questi livelli e con questa visione si sta concependo la nuova pianificazione di Marino. Oggi la nostra sfida è la sobrietà e la responsabilità sociale che, se per i mercati significa l’evoluzione dalla “economia lineare” (produco, consumo, butto), alla “economia circolare” (produco, consumo, recupero) per l’urbanistica significa passare dall’edificazione di palazzine residenziali senza preoccuparsi delle conseguenze del carico antropico al progetto equilibrato tra gli edifici e la tutela del territorio con un uso responsabile delle risorse naturali. Questo il criterio che applicheremo alla panificazione urbana che rappresenta lo strumento di disegno del territorio, di un territorio unico e finito che dobbiamo valorizzare e non consumare senza possibilità di ritorno. Il progetto urbano è sempre un progetto economico, il paesaggio è la rappresentazione sintetica dell’economia di un luogo, è la rappresentazione iconografica del modo di vivere e sostentarsi di una comunità.

Oggi vogliamo investire in progetti e attività coerenti con i nuovi principi dell’economia circolare un termine utilizzato per definire un sistema economico pensato per potersi rigenerare da solo. L'espressione fa riferimento sia a una concezione della produzione e del consumo di beni e servizi alternativa rispetto al modello lineare (ad esempio attraverso l'impiego di fonti energetiche rinnovabili in luogo dei combustibili fossili), sia al ruolo della diversità come caratteristica imprescindibile dei sistemi resilienti e produttivi. Questa amministrazione per quanto nelle sue possibilità, data la forte antropizzazione del territorio, punta a restituire identità ad un paesaggio che si confonde ogni giorno di più con le anonime periferie metropolitane delle nostre città contemporanee.
La costruzione di edifici seriali con pochissima qualità architettonica e con nessuna identità o relazione con l’ambiente è frutto di logiche puramente speculative, intendendo come speculazione l'attività di un operatore finanziario che entra sul mercato nel momento presente effettuando un qualche tipo di investimento e presumendo degli sviluppi ad alto rischio il cui esito, positivo o negativo, dipenderà dal verificarsi o meno di eventi su cui egli ha formulato le sue aspettative iniziali. Se l'evento aleatorio si manifesterà in linea con le aspettative, l'operazione speculativa avrà esito positivo, cioè produrrà un profitto, nel caso contrario si avrà una perdita. Il caso dell’urbanistica di Marino è l’esempio più palese di pianificazione avvenuta solo in base a questi principi economici che vedono protagonisti solo interessi privati senza la necessaria armonizzazione dell’interesse pubblico che urbanisticamente è stato del tutto dimenticato.

Trasformare il territorio solo in base a meccanismi puramente economici è aberrante e non è la visione dell’attuale amministrazione, il momento storico e culturale che attraversiamo ci ha già messo in guardia sui nefasti effetti di queste logiche. Finanche Papa Francesco parla di una "economia che uccide" come un'economia che genera scarti, che si estende alla vita delle persone che tanto introiettano questa condizione loro assegnata dal ciclo produttivo da sentirsi gettati direttamente nella spazzatura del nulla ed in questo stato non c'è speranza nella solitudine di ognuno, ma solo nella condivisione di una comunità. La comunità però necessita di spazi per esprimere le sue potenzialità e i suoi benefici effetti sulle vite delle persone e su questo metteremo tutto il nostro impegno. È nostra ferma intenzione far riferimento alla Direttiva Europea n° 2004/35/CE che afferma: «Il suolo è un bene d’interesse comune per la Comunità, anche se è principalmente di proprietà privata, e che, se non viene tutelato, indebolirà la sostenibilità e la competitività a lungo termine dell’Europa».

Il legame tra suolo e comunità è indissolubile e necessario alla vita, le persone e lo spazio formano un unicum identitario che vogliamo ricostruire e valorizzare. Per alcune culture come quella dei nativi americani era inconcepibile la vita privata delle terre in cui erano nati e consapevolmente si sono fatti annientare pur di non vivere questa privazione, facciamo tesoro degli errori del passato e mettiamo in atto le soluzioni per il futuro.

"Solo dopo che l’ultimo albero sarà abbattuto, solo dopo che l’ultimo lago sarà inquinato, solo dopo che l’ultimo pesce sarà pescato, Voi vi accorgerete che il denaro non può essere mangiato" (Toro Seduto, capo della tribù dei Sioux)

La protesta
I manifestanti: "Ancora paghiamo i mutui su delle licenze che il Governo ha messo a bando"
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di Simone Carabella 

 

ROMA - Migliaia di commercianti hanno partecipato alla caldissima protesta contro la Bolkestein, l’emendamento approvato in Commissione Affari Costituzionali al Senato. Con questo emendamento definito “vergogna” il settore del commercio ambulante è di nuovo precipitato nell’incertezza. Gli avviamenti aziendali, ad esempio, sono stati azzerati: un incubo per 196 mila imprese. Con questa politica sbagliata, il Governo ha fatto sì che l’Italia e la Spagna, solo in parte sia l’unico paese d’Europa ad aver incluso gli Operatori del Commercio su Aree Pubbliche nella Direttiva.
“Ricordiamo al Governo - hanno detto i manifestanti - e a tutta la politica che il testo approvato in commissione è in contrasto con il parere dell’Antitrust, con le richieste dell’Anci e delle venti sigle sindacali e associazioni nazionali che da mesi a gran voce chiedono il blocco dei bandi.

A concedere una intervista a L'Osservatore d'Italia il Presidente del mercato di Testaccio: "Ancora paghiamo i mutui su delle licenze che il Governo ha messo a bando. Solo l’Italia ha lasciato i mercati all’interno di questa direttiva. Per la non continuità della concessione loro credono di creare posti di lavoro. È assurdo: non accetteremo passivamente che ci venga sottratta la nostra attività, avviata e fatta crescere con tanti sacrifici”.

Ma cos’è la Bolkestein? La direttiva Bolkestein prende nome dall'ex commissario per la Concorrenza e il mercato interno, l'olandese Frits Bolkestein, a Bruxelles quando a capo della Commissione europea c'era Romano Prodi. E' un atto approvato dalla Commissione europea nel 2006 e riguarda il libero mercato dei servizi. E' stata recepita dal Governo italiano nel 2010 (presidente del Consiglio Silvio Berlusconi). Entro maggio 2017 (ma un articolo del decreto Milleproproghe ha fissato il nuovo termine al 31 maggio 2018) gli Stati membri devono rimettere a bando le concessioni rilasciate negli anni dagli enti locali (come quella delle spaigge), dando la possibilitá di aprire un'attivitá commerciale su un'area pubblica a tutti i cittadini europei, senza limite di nazionalitá, in un qualunque Paese dell'area Ue. La direttiva Bolkestein ha l'obiettivo di facilitare la circolazione di servizi all'interno dell'Unione, perché i servizi rappresentano il 70% dell'occupazione in Europa e la loro liberalizzazione, a detta di numerosi economisti, aumenterebbe l'occupazione e il Pil dell'Unione europea.

Il caso
Taxi fermi a Roma e in attesa dell'incontro con il ministro dei Trasporti, Graziano Delrio. La sindaca di Roma Virginia Raggi va in piazza al loro fianco
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ROMA - Per il sesto giorno consecutivo il servizio taxi è fermo e a piazza Montecitorio, a Roma, sono arrivati da tutta Italia i tassisti. Uno degli slogan recita 'Il servizio pubblico taxi non è in vendita'. Taxi fermi a Roma, Milano e a Torino, mentre si sta svolgendo l'incontro con il ministro dei Trasporti, Graziano Delrio. Dopo un lancio di oggetti contro le forze dell'ordine, gli ambulanti e i tassisti che manifestavano davanti la sede del Pd sono stati caricate dalle forze dell'ordine. I manifestanti si sono dispersi nelle vie limitrofe verso via del Tritone. Alla carica hanno nuovamente reagito con un altro fitto lancio di oggetti, comprese bottiglie di vetro.

Due manifestanti sono stati portati dal 118 in ospedale, dopo i disordini davanti alla sede del Pd, valutati in codice giallo per trauma cranico. Un paio di persone sono state invece medicate sul posto.

I manifestanti disperdendosi hanno rovesciato vasi, tavolini e sedie di alcuni locali sotto lo sguardo impaurito dei turisti. Le forze dell'ordine hanno chiuso le vie di accesso che portano al Largo del Nazareno. Gli agenti, informa una nota della questura, "hanno dovuto reagire ad un attacco premeditato da parte di un gruppo di facinorosi e il tentativo è stato respinto da un calibrato intervento dei reparti impiegati".

"Noi siamo con voi - ha detto Virginia Raggi in piazza ad una delegazione di tassisti - per noi il servizio di trasporto pubblico non di linea è fondamentale. E' il biglietto da visita della città, deve essere regolamentato in maniera chiara, può essere sicuramente migliorato però le riforme dall'alto sicuramente non ci piacciono e sicuramente complicano tutto il sistema". "Siamo vicini ai tassisti - spiega Raggi in una nota - che da giorni stanno manifestando il loro malcontento. Oggi, sono arrivati a Roma da tutta Italia per dire 'no' ad una riforma che non vogliamo. Per questo siamo al loro fianco. "

In merito ai disordini, Virginia Raggi ha poi twittato: "Manifestare è un diritto, usare la forza è inaccettabile. Al fianco di chi protesta civilmente. Ferma condanna verso chi ricorre alla violenza".

Delitto a Roma
Foffo aveva chiesto tramite il difensore Michele Andreano di essere giudicato con rito abbreviato e per lui il pm Francesco Scavo aveva sollecitato 30 anni di reclusione
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ROMA - Manuel Foffo condannato a 30 anni di reclusione con il rito abbreviato e Marco Prato a giudizio il 10 aprile davanti alla I Corte d'Assise di Roma. E' la decisione del Gup Nicola Di Grazia alla conclusione dell'udienza preliminare che ha riguardato l'omicidio di Luca Varani, avvenuto il 4 marzo 2016.

Foffo aveva chiesto tramite il difensore Michele Andreano di essere giudicato con rito abbreviato e per lui il pm Francesco Scavo aveva sollecitato 30 anni di reclusione. Per quanto riguarda Marco Prato, consigliato dll'avvocato Pasquale Bartolo, aveva scelto il rito ordinario. I due sono imputati di omicidio volontario premeditato per motivi abietti e futili.

Il giudice Di Grazia è entrato in Camera di Consiglio poco dopo le 15. Prima di ritirarsi ha ascoltato i difensori dei due imputati: abbastanza breve l'intervento di Bartolo, che ha ribadito le ragioni per cui ha chiesto il giudizio ordinario, lungo più di tre ore l'intervento di Andreani per spiegare le ragioni della sua scelta di rito.

Circa un anno fa Foffo e Prato si resero responsabili di un delitto caratterizzato da particolare crudeltà, uccidendo Varani nell'appartamento di Foffo nel quartiere Collatino a Roma, colpendolo con oltre 100 tra martellate e coltellate. Nell'udienza preliminare, che si è svolta come di prassi a porte chiuse, contro gli imputati sono stati ammessi parti civili i familiari di Varani e anche la sua ex fidanzata.

Politica
Cortuso: "Sono aperto al confronto con tutte le forze politiche e di radicato impegno sociale che sono presenti sul territorio"
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Red. Politica

 

NEMI (RM) - Carlo Cortuso è il candidato sindaco di Nemi con "Ricomincio da Nemi" alle prossime amministrative che vedranno rinnovare il governo della cittadina delle fragole. "Abbiamo fatto un po' di rumore. - Dichiara il candidato sindaco di Ricomincio da Nemi - La nostra fiducia - prosegue - è di aver generato interesse, attenzione su di noi e sulla nostra proposta. Del resto era il nostro obiettivo. Lo abbiamo scritto: l’ambizione più grande che abbiamo è di dettare un metodo nuovo che ponga al centro della dialettica le proposte e le idee per accoglierle, discuterle, vivisezionarle per poi ricomporle in una nuova visione della nostra città e della nostra comunità. Abbiamo bisogno del contributo di tutti coloro che avvertono l’esigenza morale di partecipare, che diventa un dovere a cui non si deve sfuggire. A cui non sfuggo neanche io. Mi piacerebbe - dichiara ancora Cortuso - una comunità unita, ampia. Per questo io lavoro: non contro qualcuno ma per qualche cosa. Credo nel noi, non nell'io, e punto a ricostruire un 'campo aperto', all'interno del quale spero vi siano tutti coloro che amano la buona politica e la buona amministrazione. Ed è in quest’ottica che io avanzo la mia candidatura a Sindaco di Nemi alle prossime elezioni amministrative. Lo faccio col supporto ed il conforto del gruppo di lavoro di cui faccio parte e che si chiama: “RICOMINCIO DA NEMI” e dei tanti cittadini che ho incontrato e che mi si sono avvicinati. Gruppo che ogni giorno registra nuove adesioni e nuovi entusiasmi. Tutti insieme e tutti coscienti dell’enorme responsabilità di cui ci stiamo facendo carico, ma con la consapevolezza di essere protagonisti di un progetto importante. Mi candido a rappresentare l’impegno della tante cittadine e dei tanti cittadini che hanno a cuore il bene di Nemi. Norberto Bobbio sosteneva che bisogna essere «indipendenti» dalla politica, ma non «indifferenti» alla politica. Ed è per questo che sono aperto al confronto con tutte le forze politiche e di radicato impegno sociale che sono presenti sul territorio di Nemi e che sappiano cogliere l’enorme opportunità che potremmo darci tutti. Bisogna saper essere idealisti, non mollare e non rassegnarsi al cinismo. Credere nei valori comuni. Non abbandonarsi - conclude il candidato sindaco di "Ricomincio da Nemi" ad antiche divisioni, ma cogliere la grande occasione che il presente ci sta offrendo.

Servizi e cittadini
È in programma il 23.02.2017, alle ore 14:45 presso la Sala Consiliare del Comune di Fiano Romano, l’incontro aperto ai cittadini per la presentazione del nuovo portale online
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FIANO ROMANO (RM)
– Un nuovo servizio per chi lavora nel settore dell’edilizia e per tutti i cittadini. A Fiano Romano nasce lo Sportello Unico digitale per l’Edilizia che consentirà di gestire pratiche e interventi in modo completamente digitale, quindi con una maggiore velocità e comodità da parte di professionisti del settore e dei cittadini.

Progettato grazie alle più innovative tecnologie web, CPortal permette al professionista di inoltrare al Comune la documentazione edilizia in via digitale che sarà importata dal tecnico comunale grazie ad un software di gestione di ultima generazione.

Attraverso la rete, il Comune mette a disposizione la modulistica per la presentazione della pratica e la documentazione per l’accoglimento della domanda, oltre a garantire un iter di compilazione sicuro e completo.

Grazie a CPortal il Comune si attiene al rispetto delle normative relative all’amministrazione digitale, alla semplificazione e alla trasparenza amministrativa, così come indicato dalle ultime disposizioni del D.L. 90/2014, convertito con modificazioni dalla Legge 114/2014, tese ad accelerare sui servizi online e sul processo di digitalizzazione delle amministrazioni pubbliche. Secondo le nuove norme, i Comuni sono tenuti a elaborare un piano per la compilazione online di tutte le istanze da parte di cittadini, aziende e associazioni. In materia di trasparenza e semplificazione, le linee guida devono permettere il completamento della procedura, il tracciamento dell’istanza con individuazione del responsabile del procedimento e, ove applicabile, l’indicazione dei termini entro i quali il richiedente ha diritto a ottenere una risposta.

“Vogliamo garantire una gestione più snella e trasparente delle pratiche edilizie e, con l’introduzione dello Sportello Unico per l’Edilizia, riteniamo di aver fatto un passo importante anche verso l’informatizzazione delle pratiche amministrative e la progressiva eliminazione del materiale cartaceo, a tutela dell’ambiente e delle generazioni future” afferma il Sindaco Ottorino Ferilli.

CPortal è stato progettato e realizzato da STARCH, azienda specializzata nella produzione di software e soluzioni per l’automazione degli uffici tecnici della Pubblica Amministrazione. Ad oggi la società vanta una trentennale esperienza, con oltre 120.000 pratiche edilizie presentate in modalità digitale da parte di 20.000 professionisti sui front-office di oltre 200 comuni attivi. Per ogni pratica presentata online, CPortal fornisce informazioni relative alla prassi amministrativa, alla normativa di riferimento, ai costi, agli interventi edilizi ammessi e alla sua posizione sulla cartografia comunale.

www.starch.it

STARCH s.r.l. nasce nel 1985 con la finalità di rea­lizzare software, servizi e sistemi per l’automazione degli Uffici Tecnici della Pubblica Amministrazione. In particolare Starch è leader nella produzione di software per la gestione delle Pratiche Edilizie, dei Certificati di Destinazione Urbanistica e di Agibilità. Ad oggi oltre 500 Comuni distribuiti in tutta Italia utilizzano le soluzioni tecnologiche dell'azienda.

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