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DISTANZIATORE
Spunta la lettera
Il vicesindaco parla di scelte sbagliate prese dall'attuale amministrazione Lorenzon che "probabilmente hanno già segnato in maniera definitiva il fallimento di questo mandato elettorale"
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Redazione

 

GENZANO DI ROMA (RM) - I Consiglieri Comunali del Pd di Genzano, dopo l'aspra nota su quello che definiscono caos dei pentastellati, pubblicano la lettera di dimissioni dell'ex vicesindaco di Genzano. "Dopo poco più di un anno - dicono i consiglieri Pd -  il fallimento del Sindaco e della Giunta a 5 stelle è ormai chiaro a tutti". La lettera del 3 agosto 2017 è a dir poco singolare che nulla ha a che fare con il messaggio dell'amministrazione comunale con il quale il sindaco Lorenzon ringraziava "personalmente" Bruno Facciolo per il lavoro svolto. Facciolo, nel corso della lettera scrive: "È il sindaco a chiedermi di dare le dimissioni. Il motivo? Semplicemente non ha più fiducia in me...Non posso negare di essere stato una figura storica, soprattutto negli ultimi mesi quando a mio avviso sono maturate delle scelte completamente sbagliate, che non ho condiviso, e che ho cercato, con la maggioranza dei consiglieri, di ostacolare in ogni modo e che molto probabilmente hanno già segnato in maniera definitiva il fallimento di questo mandato elettorale". Parole che hanno un peso perché provengono da una persona che ha operato a stretto contatto con il sindaco Lorenzon e che adesso parla di "scelte sbagliate". Molte ombre, in queste ore, sembrano offuscare i cieli stellati

"Grillini in confusione"
I consiglieri del Partito Democratico: "Non è più ammissibile che un sindaco, un assessore o un consigliere comunale ignorino le norme essenziali al funzionamento del Comune"
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GENZANO DI ROMA (RM) -  Sull'ultima notizia delle dimissioni del vicesindaco di Genzano interviene il Gruppo consigliare Pd con una nota dai toni molto fermi e decisi: "Dopo la doccia fredda del consiglio comunale del 31 luglio, finito con tagli ai servizi e programmi per 951.000 per riequilibrare un bilancio gonfiato nelle entrate e sottostimato nelle spese, nei 5 stelle esplodono le polemiche. Ad aprire le danze è stato il vicesindaco che ha presentato le dimissioni irrevocabili con un atto di accusa all’operato del sindaco. Contrasti fra i due trapelavano già da tempo, ma subito dopo l’ultimo consiglio comunale e dopo i pessimi risultati di un anno di governo cittadino, sono esplose le divisioni di un movimento non certo granitico. Molti sono critici per il basso profilo del sindaco e l’incapacità di guidare una città esigente: frustrazioni e malumori che stanno colpendo anche l’elettorato grillino, accerchiato dal malcontento generale dei cittadini stanchi di tante promesse non mantenute.

Genzano ha bisogno di amministratori capaci e apprezzati dai cittadini in grado di tirare fuori il Comune dalle secche dove è precipitato in questo ultimo anno. Non serve attaccare le precedenti amministrazioni per nascondere le proprie carenze e insufficienze se non si sa gestire un bilancio, risolvere i problemi quotidiani e prospettare una visione di crescita e sviluppo della città. Non è più ammissibile che un sindaco, un assessore o un consigliere comunale ignorino le norme essenziali al funzionamento del Comune.

Il tempo dell’apprendistato è scaduto e regnando ancora confusione nei 5 stelle la domanda che viene spontanea è: chi sarà la prossima vittima sacrificata per tentare di salvare una amministrazione totalmente incapace e incompetente e promettere il solito rilancio nell’anno che verrà?"

Amministrazione
Lorenzon: "Continuiamo a lavorare per Genzano". Il PD:"
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GENZANO (RM) - Si è dimesso dall'incarico di vice sindaco Bruno Facciolo. "Lo ringrazio personalmente per il lavoro svolto con professionalità in questi mesi e per il suo contributo nell'organizzazione degli eventi culturali - ha spiegato il sindaco Daniele Lorenzon -. Continuiamo a lavorare per Genzano attuando il programma di governo per cui ci hanno votato". Non è mancato il commento del Pd locale : “La Giunta del M5S di Genzano ha subito oggi un’altra defezione con le dimissioni del vicesindaco. Un abbandono che, a solo una settimana dalla maxi variazione e conseguenti tagli al bilancio, conferma le nostre preoccupazioni sull'incapacità di governo di un'amministrazione che ha saputo proporre solo infondate accuse rivolte al passato: finita questa stanca litania si fanno i conti con la realtà, quella di non avere alcuna idea per lo sviluppo e il futuro del paese.” Così in una nota il Circolo del Partito Democratico di Genzano di Roma.

Amministrative 2017
Il candidato Sindaco di Insieme per Nemi: "Perché Bertucci non ha detto che il 'bidone' lo pagheremo noi con un aumento in bolletta?
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Riceviamo e pubblichiamo


NEMI (RM)
- "Durante l'inaugurazione elettorale del 'bidone' Acea perché il candidato Sindaco Bertucci non ha detto che tutti noi residenti lo pagheremo con un aumento della bolletta dell'acqua? Sul predetto 'bidone' c'è scritto '' l'acqua del Sindaco'' ma dovrebbe far aggiungere ''che pagate voi mentre io faccio la campagna elettorale''. Aggiungo che con i meravigliosi fontanili che abbiamo a Nemi non vedo di certo il bisogno di una cosa del genere. C'è anche da considerare che non essendo collegato ad una 'tessera residente' chiunque può venire a prendere qui da noi 'l'acqua del Sindaco' intasando maggiormente piazza Roma. Siamo alla follia! '' Lo dichiara in una nota Stefano Tersigni, candidato Sindaco di Nemi con la lista civica 'Insieme per Nemi'.

Politica
Nicola Marini: "E’ impensabile ipotizzare di scaricare i rifiuti di Roma sui territori dei Comuni limitrofi"
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ALBANO LAZIALE (RM)
- Dopo le dichiarazioni rilasciate dal Sindaco di Roma durante la trasmissione “Porta a Porta”, in cui Virginia Raggi ha riferito in merito al “progetto” di individuare, al di fuori dei confini comunali, aree dove trattare e stoccare i rifiuti della Capitale, è intervenuto anche il Sindaco di Albano Laziale, Nicola Marini.
“Trovo improprie e inopportune le dichiarazioni del Sindaco Virginia Raggi. E’ impensabile ipotizzare di scaricare i rifiuti di Roma sui territori dei Comuni limitrofi. Non è mia intenzione dare giudizi sulla gestione dei rifiuti della città di Roma, a partire dalla contingente situazione del mancato svuotamento dei cassonetti, ma è bene chiarire che la soluzione non potrà certamente essere quella dichiarata a Porta a Porta. Non è colpa dei Comuni limitrofi se Roma, a distanza di un anno dall’insediamento del nuovo Sindaco, non ha ancora una programmazione realistica della gestione dei rifiuti, né del fatto che tra pochi giorni scadrà la deroga dell’Unione Europea, non rinnovabile, che consente a Roma di inviare i rifiuti all’estero. Ha avuto un anno di tempo per trovare una soluzione. Di sicuro la soluzione, non potrà essere quella di far diventare i territori circostanti la “pattumiera” di Roma. Nel nostro caso, Albano Laziale ha già dato molto, anzi ha già dato troppo. E’ sufficiente ricordare le ordinanze che fummo costretti a subire dell’allora Commissario Straordinario per la Gestione dei Rifiuti, Goffredo Sottile, per non parlare delle conseguenze derivate dai due decreti del Ministro Clini. Disposizioni che obbligarono a trattare i rifiuti provenienti da Roma nel nostro territorio. La città di Albano Laziale da molti anni è sede di un impianto di trattamento meccanico biologico (TMB) e della discarica a servizio dell’impianto, che è prossima all’esaurimento e che ha già dato molti problemi ambientali. Proprio per questi motivi è oggetto di revisione dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA). Non intendiamo, quindi, in nessun modo contribuire, ancora una volta, a risolvere i problemi di Roma Capitale. Ci opporremo con ogni mezzo amministrativo, legale e politico a tutela del nostro territorio”.

Legalità
Terra: “Non esistono evidenze certe della riconducibilità di recenti episodi alle organizzazioni criminali, ma occorre vigilare”
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APRILIA (RM) - Il sindaco del comune di Aprilia Antonio Terra è stato ascoltato oggi in commissione consiliare speciale sulle infiltrazioni mafiose e sulla criminalità organizzata nel territorio regionale, presieduta da Baldassare Favara. Il tema dell’audizione era la situazione della sicurezza pubblica nel territorio comunale, con particolare riferimento all’eventuale presenza di organizzazioni criminali. A tale proposito, il sindaco, che ha riferito di essere già stato ascoltato in commissione al Senato, ha detto che ad oggi non gli risulta appurato che alcuno degli eventi intimidatori verificatisi ad Aprilia di recente (auto incendiate, colpi di pistola contro veicoli) sia riconducibile con certezza alla criminalità organizzata. Ciononostante, gli episodi destano preoccupazione e l’amministrazione comunale “ha messo a disposizione degli inquirenti ogni elemento utile a ricostruire l’accaduto” per individuare le responsabilità.
 
Un paio di sequestri di fabbricati nel territorio comunale, uno dei quali era di proprietà di uno storico esponente della banda della Magliana, potrebbero, secondo il sindaco, far pensare in effetti a infiltrazioni della criminalità organizzata ad Aprilia. Al riguardo, la richiesta dell’Amministrazione che i beni siano messi a sua disposizione per l’utilizzo nell’interesse della collettività non è stata soddisfatta: questo nonostante il comune si sia anche dotato di un ufficio per la gestione dei beni confiscati. Il sindaco non ha inteso negare che il territorio, punta avanzata della provincia di Latina in direzione di Roma, possa essere oggetto degli appetiti criminali, ma ha voluto dire che i sequestri di fabbricati, nonché le intimidazioni subite da egli stesso e da un altro funzionario comunale, non sono state almeno finora ricondotte con certezza a una matrice di criminalità organizzata. “Il comune di Aprilia bandisce regolarmente gare”, ha concluso il sindaco, e queste “vedono un’alta partecipazione di imprese, molte delle quali ubicate nella parte meridionale dell’Italia”: ma ciò non autorizza, secondo Terra, alcuna conclusione su presunti interessi criminali nel settore degli appalti. Il settore dei rifiuti, che potrebbe essere appetibile per il suo valore complessivo, di circa 12 milioni, è addirittura gestito in house.
 
Il presidente Favara, nel ricordare la cronologia degli episodi di cronaca criminale riguardanti Aprilia in tempi recenti, ha evidenziato soprattutto il fatto che il questore di Latina abbia sottolineato come la zona della provincia nord di Latina, su cui insiste Aprilia, denoti una presenza criminale riconducibile alla Ndrangheta. Improbabile un interesse della criminalità per il settore edilizio, per il sindaco. A proposito infatti di uno degli episodi ricordati da Favara, il primo cittadino ha precisato che il funzionario che ne è stato vittima non si occupa di edilizia ma di servizi tecnologici, e che il piano regolatore di Aprilia risale al 1973 e che il settore edilizio al momento è praticamente fermo a causa della crisi.
 
La consigliera Valentina Corrado (Movimento 5 stelle) ha detto poi di ritenere utile sollecitare la competente direzione regionale per l’assegnazione al comune degli immobili di cui ha parlato il sindaco. A quest’ultimo ha rivolto un preciso invito per sapere come la Regione possa rendersi utile con la sua attività al comune di Aprilia e ha sollecitato il presidente Favara a farsi interprete della preoccupazione per la chiusura dei commissariati, che mette a rischio la sicurezza dei comuni del sud laziale. In risposta alla consigliera, il sindaco ha citato in particolare un progetto per la videosorveglianza, che aveva beneficiato di fondi regionali, ma solo inizialmente. Anche le carenze di organico del comune, ha detto il sindaco, costituiscono un problema per Aprilia, che ha solo 145 dipendenti (di cui circa 40 vigili) per una città di 75 mila abitanti. Il presidente Favara ha annunciato in conclusione che esiste l’ipotesi di stanziare altri fondi per la videosorveglianza e anche quella di rinnovare il patto Lazio sicuro; al contrario, poco si può fare sul tema della ristrutturazione della pianta dei commissariati di polizia, ha detto, che “risponde a precise linee del ministero degli interni”.
Politica
Ormai siamo passati in pochi mesi dallo scandalo dei contributi elettorali 'inconsapevoli' per finire, con i rimborsi legali gonfiati ma 'inconsapevoli'
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Red. Politica


APRILIA (LT) - Emanuele Campilongo Coordinatore NcS di Aprilia interviene in merito alla questione dei rimborsi legali gonfiati, emersa di recente e che vede tra i protagonisti l'attuale Primo Cittadino.

"In relazione alla triste vicenda che ha investito il Sindaco di Aprilia sulla questione dei rimborsi legali gonfiati, - dichiara Emanuele Campilongo attraverso una nota - non possiamo che esprimere - pur con le cautele del caso - tutta la nostra disapprovazione. Ormai siamo passati in pochi mesi dallo scandalo dei contributi elettorali "inconsapevoli", ricevuti da chi lavora nel business dei rifiuti, a quello delle "inconsapevoli" conseguenze economiche del pasticcio di via Gorgona per finire, con i rimborsi legali gonfiati ma "inconsapevoli". Tutto questo ci riporta alla mente l'opera di due eminenti psicologi americani,  Justin Krueger e David Dunning che hanno studiato il processo mentale dell'"incompetenza inconsapevole". Secondo i due eminenti studiosi "la mancanza di coscienza delle propria impreparazione è diffusissima e si mescola con altri lati della personalità individuale: l'ignoranza, la presunzione, la negligenza e tanto altro." Bene, anzi malissimo, ai fatti si sono sommate le assurde parole del Sindaco riguardo le sue dimissioni. Noi ovviamente, chiediamo che gli prenda atto non solo della gravità della vicenda ma anche dell'acclarato fallimento della sua gestione, e tolga il disturbo velocemente. Ma la differenza fondamentale tra la nostra visione della realtà e la sua, - prosegue il coordinatore NCS di Aprilia - sta proprio nella  percezione tra la gente dell'operato di Sindaco e Giunta. Basta andare nei mercati, nei bar, nelle piazze insomma tra la gente comune per respirare la disapprovazione e il malcontento che regna quindi, affermare che "solo la sua maggioranza può chiedergli di dimettersi", è il classico ragionamento di chi ha perso la percezione del reale e si aggrappa al "suo piccolo mondo" confidando che esso non crolli. Perchè la questione è proprio questa, Terra sin da subito non è stato il Sindaco del popolo ma il referente politico delle lobby e degli interessi economici della città, dimenticandosi della gente più umile e in buona fede che tanto lo ha sostenuto, nel periodo dove spargeva promesse di "Rinascimento" a profusione. Ora - conclude la nota di Campilongo - le sue dimissioni non è solo la politica a chiedergliele, ma la gente della strada, e piaccia o no ne deve prendere atto."

Medicina & Salute
il primo cittadino ha considerato di dover ripetere le rassicurazioni date dalla Asl Roma 6 e puntualmente riportate nei due articoli giornalistici di Chiara Rai
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Red. Cronaca


ALBANO LAZIALE (RM) - Il sindaco di Albano è intervenuto sulla notizia diffusa in mattinata da "Il Messaggero" e da "Il Mattino di Napoli" ambedue gli articoli a firma Chiara Rai, poi ripresa da tutti i quotidiani nazionali e interregionali sui due casi accertati di meningite ad Albano Laziale e ad Anzio, precisando che la forma di meningite in questione è pneumococcica e quindi non infettiva.  

Nicola Marini ha quindi riportato quanto puntualizzato dalla Asl Roma 6: "Non si è resa necessaria nessuna profilassi antibiotica per i contatti stretti del caso trattandosi di una forma batterica sostenuta dal Pneumococco Pneumioniae, così come previsto dai protocolli e le specifiche linee guida nazionali".

Le due persone colpite da meningite sono una ragazza di 21 anni residente ad Anzio che si trova ricoverata in rianimazione allo Spallanzani di Roma e un 51enne residente di Albano Laziale che ha iniziato a sentirsi male lo scorso sabato accusando febbre e mal d’orecchio. L'uomo si è presentato al pronto soccorso di Albano lunedì in stato confusionale perdendo anche coscienza. Dopo essere stato trasferito in sala intensiva, martedì è stato portato allo Spallanzani.

Nonostante le rassicurazioni dei sanitari sulla regolarità delle procedure, è scoppiata la psicosi da meningite, tanto che il primo cittadino ha considerato di dover ripetere le rassicurazioni date dalla Asl Roma 6 e puntualmente riportate nei due articoli giornalistici.
 

Il Caso
Chi non può avere al suo interno un ufficio stampa, non può affidare i compiti specifici al portavoce, che cura solamente l’informazione politica della figura apicale, in questo caso il sindaco
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di Silvio Rossi


ANGUILLARA (RM)
- Non è iscritta all'Ordine, assunta come portavoce del sindaco ma di fatto svolge le manzioni di un ufficio stampa: questo è un caso da chiarire subito se non si vuole rischiare di finire al centro di cicloni come quello avvenuto nella Regione Sicilia dove, su denuncia dell’Ordine regionale dei giornalisti e dall’Associazione siciliana della stampa, la Procura di Palermo nel 2014 ha aperto un’inchiesta sull’invio ripetuto e sistematico di comunicati stampa da parte del presidente Rosario Crocetta e degli assessori della sua giunta. Ma gli esempi sono tanti e purtroppo la poca esperienza degli amministratori sul tema della comunicazione porta a facili scivoloni. 


Il Comune di Anguillara Sabazia, lo scorso mese di ottobre, ha pubblicato un bando per l’assunzione di un “Portavoce”, per una durata di sei mesi, con la retribuzione complessiva di tremila euro. Un bando che ha lasciato perplesse molte persone, che avevano obiettato se fosse stato opportuno, laddove si invocavano ristrettezze economiche in tutti i campi, spendere la cifra, peraltro non elevata, per quest’attività. Il bando, apparentemente dichiarato ai sensi dell’articolo 7 della legge 150 del 2000 “Disciplina delle attività di informazione e di comunicazione delle pubbliche amministrazioni”, definiva però nel capitolo “attività richieste”, una serie di specifiche che sono proprie degli uffici stampa, come confermato, a precisa richiesta, dall’Ordine dei Giornalisti. Ciò che però nel bando era ben definito, con la trascrizione dell’articolo suddetto, che recita, tra l’altro: “Il portavoce, incaricato dal medesimo organo, non può per tutta la durata del relativo incarico, esercitare attività nei settori radiotelevisivo, del giornalismo, della stampa e delle relazioni pubbliche”. Questo significa che, se il portavoce fosse un giornalista, o comunque un collaboratore di una testata giornalistica, egli deve astenersi, per tutta la durata della collaborazione, dall’esercitare la sua attività presso il giornale. Dopo la chiusura del bando e le valutazioni “intuitu personae” da parte del Sindaco, il 7 novembre è stata nominata portavoce una ragazza del territorio, Federica D’Accolti, che collaborava con una testata storica dell’ambito sabatino, peraltro senza essere iscritta all’albo professionale.

Sfogliando gli ultimi numeri del giornale in questione, possiamo facilmente osservare come la portavoce, dopo la sua nomina, non ha interrotto la collaborazione precedente, avendo pubblicato, tra novembre e dicembre, ben undici articoli, di cui alcuni erano tesi a lodare l’efficienza della stessa amministrazione di cui lei è portavoce. Articoli che sembrano la parodia delle veline dell’Istituto Luce, intrisi di quella retorica asservita al potente di turno.

Sulle funzioni della portavoce, inoltre, vogliamo chiedere con quale specifica organizza, per conto del Comune, una conferenza stampa? È infatti di questi giorni la richiesta pervenuta a diverse testate giornalistiche direttamente dalla email del portavoce del Comune di Anguillara in cui sono state richieste le specifiche per accreditarsi alla conferenza stampa del prossimo 31 gennaio da inviare entro e non oltre le ore 12:00 del 31 gennaio su carta intestata della redazione tramite la email del Portavoce 


L’orientamento nel settore è concorde nell’attribuire la responsabilità dell’organizzazione di una conferenza stampa all’ufficio stampa, e non al portavoce. Lo chiarisce ad esempio la “Guida normativa per l'amministrazione locale 2015”, che spiega come, per i piccoli comuni, nella necessità di organizzare conferenze stampa, la legge 150 consente di avvalersi di uffici stampa anche in forma associata tra Enti. Stabilendo quindi che chi non può avere al suo interno un ufficio stampa, non può affidare i compiti specifici al portavoce, che cura solamente l’informazione politica della figura apicale, in questo caso il sindaco, ma deve avvalersi di un ufficio stampa esterno ad hoc.Chiarimento confermato dal Professor Mauro Miccio, che specifica come “l’evento per eccellenza che un ufficio stampa ha il compito di organizzare, gestire e regolamentare è la conferenza stampa”. Un evento, dunque, che prevede specifiche competenze, che solo l’iscrizione all’Albo garantisce.


Ci chiediamo, a questo punto, se la sindaca, che certamente era al corrente del problema dell’incompatibilità, visto che lo stesso è stato esplicitato direttamente nel bando, abbia per caso letto i numeri di questi ultimi due mesi dove la sua portavoce ha esibito le sue capacità narrative. Ne era all’oscuro, o forse si è complimentata personalmente per i servigi indirettamente resi con articoli così compiacenti?


Rientra nella deontologia professionale una descrizione del tipo: “Finalmente l’Amministrazione Comunale, dopo un lungo e travagliato iter organizzativo e procedurale, è riuscita a sbloccare i lavori. […] L’Amministrazione si è mossa per fornire il supporto a tutti coloro che hanno inviato le loro segnalazioni…”, scritta direttamente dal portavoce del sindaco, e spacciata come se fosse stato un articolo di un giornalista distaccato?

 

La stessa domanda potremmo rivolgerla al Direttore responsabile della testata. È mai possibile che un giornale sempre così attento alle vicende del territorio non si sia accorto che in uno dei comuni più attenzionati dalle proprie pagine, sia stata assunta come portavoce una propria collaboratrice?

 

Cronaca
Lorenzon: "Per dare lustro a Genzano e alle sue ricchezze, stiamo cercando gli strumenti per attingere a fondi che possano permettere di dare forma al nostro progetto”.
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di Angelo Parca


GENZANO DI ROMA (RM) - A Roma c’è il “Parco della Musica” e a Genzano la “Casa della Cultura” a palazzo Sforza Cesarini. La missione è istituire uno specifico servizio permanente di apertura e sorveglianza e di visite guidate come accade nelle regie d’Italia più conosciute, ambite mete turistiche che ogni anno staccano migliaia di biglietti ai visitatori: si punta sul palazzo Sforza Cesarini per una maggiore ripresa delle attività economico-produttive nella splendida  cittadina dei Castelli Romani alle porte di Roma.

 

Sforza Cesarini è infatti anche tra le locations più in voga ai Castelli Romani per dirsi “sì” e celebrare i matrimoni. Al momento l’imponente struttura rappresenta il patrimonio storico sul quale scommette l’amministrazione comunale per un doppio rilancio della già celebre città dell’Infiorata. Ma non è tutto, perché il sindaco di Genzano Daniele Lorenzon ha anticipato che la progettualità a lungo termine prevede anche la fruibilità più costante del parco.  Questo splendido castello medioevale trasformato in palazzo nobiliare alla fine del ‘500 dalla famiglia Cesarini diventa così sempre più polo di richiamo storico-artistico paesaggistico per Genzano.

 

Oggi nel palazzo si tengono manifestazioni, eventi, mostre d’arte d’eccellenza e tanto altro. Lorenzon intende “restituire alla comunità” quello che definisce un “gioiello unico”: “Stiamo lavorando – ha detto il primo cittadino - affinché non sia un semplice contenitore di eventi sporadici, ma il centro nevralgico della cultura del territorio. Sono in corso incontri con cittadini, artisti di calibro nazionale e internazionale, associazioni del territorio per stilare un programma a lungo termine che veda il Palazzo cuore pulsante della città e attrattore di turisti. Per dare lustro a Genzano e alle sue ricchezze, stiamo cercando gli strumenti per attingere a fondi che possano permettere di dare forma al nostro progetto”.


Nell’ampia visione di valorizzazione del Palazzo rientrano, inoltre, le iniziative del recente passato: i concerti all'esterno durante la festa del pane e "Genzano in Musica" durante le festività natalizie. Il palazzo sarà visto, insomma, come “casa della cultura”. In questa direzione vanno gli incontri a sfondo psico-sociale che si svolgeranno nei primi mesi del 2017, promossi da cittadini e associazioni con il patrocinio del Comune: tra i primi quello del 14 gennaio che tratterà il tema della gestione dello stress e quello del 21 con tema alimentazione e nutrizione.

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