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DISTANZIATORE
Il caso
Equi diritti: non abbassiamo la guardia!"
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Redazione

 

ROCCA PRIORA (RM) - Ci risiamo, dopo oltre un ventennio di "affidamenti diretti" alla stessa identica societa', il Comune di Rocca Priora, riaffida il Trasporto Pubblico Locale alla medesima ditta. Una ditta gia' oggetto di dure critiche lo scorso anno, per aver aumentato del ben il 50% la tariffa dell'abbonamento Scuola-Bus, senza che tale maggiore esborso per i cittadini trovasse riscontro in una qualche delibera del Consiglio Comunale

Innanzi tutto un paio di precisazioni: E' la Regione Lazio a finanziare, ovviamente con denari pubblici, il costo del TPL Roccapriorese per oltre il 90% della relativa spesa. Inoltre, come da tabelle accluse al tempo da EQUI DIRITTI, il servizio Scuola-Bus del Comune di Rocca Priora, appare tra i piu' costosi (30 euro mensili a bambino ed impossibilita' di fruire di una riduzione per una sola corsa giornaliera), della maggior parte dei Comuni dei Castelli Romani. Lo stesso continuo, reiterato e pedissequo ricorso all'Istituto dell' "affidamento diretto" nel corso dell'ultimo ventennio, gia oggetto di Esposto c/o la Procura della Repubblica di Velletri e all'Autorita' Nazionale Anticorruzione, appare, nonostante le risibili giustificazioni contenute nel nuovo atto di affidamento, meritevole di ulteriori attente valutazioni.

Per l'ennesima volta, i cittadini vengono privati della possibilita' che un servizio di siffatta importanza, venga affidato secondo quei criteri di economicita' e qualita' dei servizi, che sarebbero certamente garantiti da una gara di evidenza pubblica, piu' conforme alle normative Nazionali ed Europee. Non vorremmo che, come acclarato in altri Comuni, dietro il beneficio dell'affidamento diretto reiterato negli anni in favore delle medesime ditte, non si celassero interessi clientelari e/o parentali di qualsivoglia amministratore pubblico. Un suggerimento ai probi amministratori del Comune di Rocca Priora: Oltre ad adeguarsi in materia di appalti, sarebbe forse il caso di installare delle pensiline presso le fermate dello Scuola-Bus, ove mamme e bambini possono riparasi dalle interperie nei mesi invernali, in attesa della corsa. E' vero che siamo in piena siccita' ed in emergenza idrica ma siamo in estate e presto il clima rigido del piu' alto dei Castelli Romani tornera' a farsi sentire. D'altronde si sa: A Rocca Priora, quando piove, piove!

Giustizia e politica
L'ombra della prescrizione ormai sembra più una certezza più che un'ipotesi
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Red. Cronaca

 

NEMI (RM) - Rinviata al 19 giugno del 2018 l’udienza del processo sull’acquisto dello scuolabus di Nemi, una storia che risale al 2010 e nella quale sono imputati Giampaolo Miglietta quale responsabile all’epoca del procedimento e dell’Ufficio Tecnico del Comune di Nemi, l’allora vicesindaco Alberto Bertucci, Mauro Cesaretti titolare della ditta Car Ind Srl e Riccardo Schiaffini, allora titolare della ditta appaltatrice dei trasporti presso il Comune di Nemi.

 

L'ombra della prescrizione ormai sembra più una certezza più che un'ipotesi. Questa storia è iniziata quando l'attuale sindaco di Nemi era candidato al primo mandato e continua ad essere pendente anche adesso, nel 2017 quando l'attuale primo cittadino si appresta ad affrontare le prossime amministrative di primavera. Dunque, di tempo ancora ne dovrà passare e poi ancora devono finire di essere ascoltati i test dell’accusa e dovranno essere ascoltati anche quelli della difesa. 

Trasporto pubblico
Il servizio venne soppresso a ottobre del 2015 dall'allora Commissario prefettizio
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Red. Cronaca

 

MARINO (RM) - A Marino il Comitato per il Servizio Scuolabus ha scritto una lettera aperta all’Amministrazione Comunale per il ripristino immediato del servizio Scuolabus di Marino. Il Comitato composto dai genitori di bambini e ragazzi in età scolare, si è costituito per chiedere il ripristino del servizio scuolabus sul territorio di Marino dopo che a ottobre del 2015 venne soppresso dall'allora Commissario prefettizio.

Nella lettera aperta i componenti del Comitato lamentano
che nonostante le richieste di chiarimento, gli incontri con i genitori e le proteste della cittadinanza, nonché dei membri del Consiglio Comunale, non ci sia stato nessun tipo di riscontro da parte dell'amministrazione comunale di ripristinare il servizio scuolabus.

Politica e Giustizia
Ancora devono finire di essere ascoltati i test dell’accusa e dovranno essere ascoltati anche quelli della difesa.
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di Ivan Galea

 

NEMI (RM) - Rinviata al prossimo 28 febbraio 2017 alle ore 12 l’udienza del processo sull’acquisto dello scuolabus di Nemi, una storia che risale al 2010 e nella quale sono imputati Giampaolo Miglietta quale responsabile all’epoca del procedimento e dell’Ufficio Tecnico del Comune di Nemi, l’allora vicesindaco Alberto Bertucci, Mauro Cesaretti titolare della ditta Car Ind Srl e Riccardo Schiaffini, allora titolare della ditta appaltatrice dei trasporti presso il Comune di Nemi.

 

Il rinvio è stato dovuto alla mancanza dei testi del Pm. Ad assistere Miglietta l’avvocato Fabrizio Aliotta, Bertucci Giada D’Eletto, Schiaffini Marco Fagiolo, Cesaretti Franco Di Boi. Lo scorso 5 luglio 2016, sono stati ascoltati i primi test del Pm: l’ex sindaco di Nemi Cinzia Cocchi e l’ex segretario comunale Vincenzo Galluccio oltre a tale Fabrizi responsabile commerciale della Romana Disel, una delle 4 ditte che hanno partecipato alla gara per l’acquisto del pulmino poi revocata in autotutela a seguito del sequestro del fascicolo da parte delle forze dell’ordine, sequestro che è avvenuto dopo l’esposto contro ignoti presentato dall’allora sindaco Cocchi che aveva rilevato delle anomalie e irregolarità, confermate dal segretario Galluccio, nell’espletamento della gara per lo scuolabus.


Il caso, come abbiamo già detto, è probabilmente destinato alla prescrizione se consideriamo che ancora devono finire di essere ascoltati i test dell’accusa e dovranno essere ascoltati anche quelli della difesa. È molto probabile che si arriverà alle prossime elezioni comunali di Nemi della prossima primavera con questa situazione ancora non conclusa.


I test che non si sono presentati lo scorso 5 luglio non erano presenti il 25 ottobre scorso:
  Per quanto riguarda l'ex comandante dei Carabinieri di Nemi Fabio Adinolfi. il Pm non aveva prova della notifica. Lo scorso luglio, è stata notificata la richiesta di comparizione in Aula in veste di testimoni ma nessuno di loro ha giustificato la non presenza. Per la Pacchia il Giudice aveva ordinato una sanzione di 300 euro per la mancata comparizione senza giustificazione mentre per il maresciallo Capo dell'Arma Fabio Adinolfi, Ilari aveva inteso ritenere che fosse occupato nella sua attività ma ha ordinato di notificargli la richiesta urgente di comparizione per la prossima udienza, quella dello scorso 25 ottobre. Adesso se ne riparla a febbraio. 

Cronaca giudiziaria
Assenti ingiustificati la signora Pacchia Tiziana e il maresciallo Capo dei Carabinieri Fabio Adinolfi
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di Chiara Rai
Nemi (RM)
- Il prossimo 25 ottobre 2016 alle ore 12 verranno ascoltati i due test dell’accusa (che oggi non si sono presentati all’udienza) nel processo sull’acquisto dello scuolabus di Nemi, una storia che risale al 2010 e nella quale sono imputati Giampaolo Miglietta quale responsabile all’epoca del procedimento e dell’Ufficio Tecnico del Comune di Nemi, l’allora vicesindaco Alberto Bertucci, Mauro Cesaretti titolare della ditta Car Ind Srl e Riccardo Schiaffini, allora titolare della ditta appaltatrice dei trasporti presso il Comune di Nemi.

 

Un caso destinato probabilmente alla prescrizione. Oggi, 5 luglio 2016, sono stati ascoltati i test del Pm (l’accusa). Sul banco dei testimoni Cinzia Cocchi e Vincenzo Galluccio oltre a tale Fabrizi responsabile commerciale della Romana Disel, una delle 4 ditte che hanno partecipato alla gara per l’acquisto del pulmino poi revocata in autotutela a seguito del sequestro del fascicolo da parte delle forze dell’ordine, sequestro che è avvenuto dopo l’esposto contro ignoti presentato dall’allora sindaco Cocchi che aveva rilevato delle anomalie e irregolarità, confermate dal segretario Galluccio, nell’espletamento della gara per lo scuolabus.

 

Gli avvocati della difesa. Ad assistere Miglietta l’avvocato Fabrizio Aliotta, Bertucci Giada D’Eletto, Schiaffini Marco Fagiolo, Cesaretti Franco Di Boi.

 

La testimonianza di Cinzia Cocchi Il 10 febbraio scorso sono state ammesse le prove. Cinzia Cocchi ha giurato di dire tutta la verità di fronte al Giudice Alessandra Ilari. Ha premesso di essere stata sindaco dal 2009. Ha spiegato sommariamente come sono andati i fatti: a seguito dell’aggiudicazione di un finanziamento provinciale di circa 48 mila e rotti euro è stato dato mandato a Miglietta responsabile dell’ufficio Tecnico del Comune di Nemi di esperire la gara. “Periodicamente – ha detto Cocchi – chiedevo di essere informata sulla questione dello scuolabus e mi rapportavo sia con il mio vicesindaco Alberto Bertucci, in quanto essendo assessore alla Scuola seguiva da vicino la vicenda, sia con Miglietta ma ricevevo risposte fumose e mai le stesse. Ho continuato a domandare ma non ho ricevuto risposte chiare fino al punto di essere stata costretta ad inviare una lettera scritta con richiesta d’informazioni scritte che sono arrivate tardi anche se la mia stanza si trovava a pochi passi da quella di Miglietta. Sostanzialmente ebbi delle rassicurazioni scritte: la gara si era conclusa e da li a poco si sarebbe immatricolato il mezzo”. Cocchi ha poi spiegato che durante uno dei confronti avuti con Miglietta si rese conto che il bando di gara riportava come importo la cifra esatta del finanziamento mentre sull’aggiudicazione veniva riportato un importo maggiore rispetto la cifra finanziata dalla provincia: “Quando feci notare questa incongruenza – prosegue Cocchi -  mi fu risposto che non era un problema e che questa differenza si sarebbe sistemata al momento della firma del contratto. In un’altra riunione di giunta, chiesi a Bertucci e Miglietta dove fosse questo scuolabus e mi fu risposto che il mezzo era a Perugia, perché a vincere la gara era stata la Car Ind di Perugia. Ma io insistetti perché da voci, in piazza e nei bar mi veniva detto che lo scuolabus era già stato consegnato e che si trovava nel deposito di Schiaffini. Certamente non mi sono fermata alle voci ma ho continuato a chiedere spiegazioni a Miglietta e Bertucci e alla fine Bertucci disse ‘sì è vero, lo scuolabus si trova nel deposito di Schiaffini’, la ditta che già prestava servizio di scuolabus e locale.  Da quel momento – continua Cocchi – il nostro rapporto di fiducia si incrinò. Allora mi rivolsi al garante della legalità rappresentato dal segretario comunale e interpellai Galluccio pregandolo di farsi consegnare il fascicolo al fine di verificare se tutto fosse in ordine.

 

Le doppie fatture Guardando le carte rimasi basita perché c’erano delle doppie fatture che riportavano lo stesso numero di protocollo e la stessa data e inoltre Galluccio mi disse che a suo parere la procedura adottata non andava  bene. Inoltre ravvedevo delle discordanze perché invece di 30 posti il mezzo era di 18, ben 10 posti in meno e poi aveva delle caratteristiche diverse. A quel punto non potei fare altro che presentare un esposto perché il mio ruolo era di garante della legalità soprattutto perché in quel momento ero alla guida di un Comune e non ho potuto far altro che affidare tutto nelle mani degli inquirenti. E’ successo che il responsabile dell’Ufficio Tecnico Miglietta, dopo il sequestro del fascicolo ha annullato la gara in autotutela”.

 

Botta e risposta A questo punto si è creata una certa confusione perché l’avvocato Aliotta ha chiesto alla test Cocchi come mai nell’esposto non fossero elencati i vizi riscontrati come ad esempio le doppie fatture ma il Giudice a quel punto ha sottolineato che non era dovere della Cocchi indagare ma bensì degli organi preposti e che poi il dettaglio delle fatture doppie la Cocchi, secondo la testimonianza appena ascoltata, l’avrebbe riscontrato a posteriori, cioè dopo aver presentato l’esposto. E la Cocchi ha confermato l’asserzione del Giudice. Ma comunque quest’ultima ha detto che al riguardo verranno verificate le dichiarazioni verbalizzate in Aula nonché gli atti depositati. Parentesi sul Giudice Ilari che, nel corso dell’udienza, ha fatto emergere la sua volontà di capire bene come siano andati i fatti nonostante l’oggettiva difficoltà della impossibilità di poter visionare tutti gli atti, insomma un ruolo ben diverso da quello di Gip e Gup ricoperto fino a poco tempo fa dalla Giudice Ilari che in questa sede deve cercare di carpire al meglio le dichiarazioni rese e snocciolare perbene il vulnus della questione che poi è venuto fuori in un passaggio reso dalle dichiarazioni di Galluccio, che illustreremo a breve. Sempre Aliotta ha chiesto a Cocchi se quello di sindaco fosse il suo primo incarico in amministrazione ma Cocchi ha risposto: “Certo che no” facendo presente che dal 99 ha ricoperto la carica di consigliere comunale e poi dal 2004  al 2009 quella di assessore per poi essere eletta primo cittadino. Aliotta le ha chiesto se di solito era l’ufficio Tecnico ad occuparsi delle gare oppure se avrebbe dovuto occuparsene il segretario comunale. Ma poi il legale è stato interrotto dal Giudice che ha tagliato corto asserendo “Avvocato cosa intende colorare?”. Ciò a significare che le asserzioni del difensore di Miglietta non toglievano ne aggiungevano nulla alle dichiarazioni “chiare” rese da Cocchi.

 

La testimonianza di Vincenzo Galluccio Galluccio nella sua testimonianza ha sostanzialmente confermato delle irregolarità nella procedura della gara, esperita come gara aperta in un primo momento, facendo presente che la stessa non era stata pubblicata sull’albo pretorio e che mancava anche l’atto d’indirizzo della giunta ai fini dell’acquisizione della fornitura.

 

La E-mail Vincenzo Galluccio poi è venuto ad un punto che la stessa Giudice ha definito “rilevante” e che consta nel fatto che Galluccio ha asserito di aver trovato nel fascicolo “scuolabus” una mail indirizzata ad Alberto  Bertucci con mittente Schiaffini dove quest’ultimo indicava le ditte da invitare alla gara. In questa mail, acquisita agli atti, Schiaffini indica tre ditte che sono poi state invitate insieme a una quarta ditta che è la Romana Disel. A questo punto l’Avvocato Fagiolo ha fatto presente che la situazione è paradossale in quanto si trova a difendere il suo assistito Schiaffini unicamente per l’esistenza di questa mail che altro non è che una cortesia usata dal suo assistito nell’indicare altre ditte specializzate nel settore. Insomma l’intento di Schiaffini sarebbe stato solo quello di aver indicato colleghi specializzati nel settore fornitura scuolabus e basta. “Assurdo trovarci a discutere di questo” ha aggiunto Fagiolo. Subito dopo il Giudice ha sottolineato che in quel preciso momento non ha inteso entrare nel merito della regolarità o meno di questa mail che pur risulta importante, però ha rilevato il fatto che sia alquanto anomalo che lo Schiaffini della situazione si prenda l’impegno e il disturbo di segnalare altre ditte all’amministrazione impegnata ad esperire la gara.

 

Buona prassi? Insomma una singolarità che certamente non rende onore a buona amministrazione che seppur in economia potrebbe pubblicare una sorta di avviso sul sito del Comune per informare della gara affinché qualsiasi ditta, da tutta Italia, possa mostrare l’interesse a parteciparvi oppure dotarsi di un elenco di fornitori sul territorio. Poco rilevante la testimonianza di Fabrizi che ha soltanto confermato che la Romana Disel  ha partecipato alla gara e altri dettagli di poco conto ai fini del processo.

 

Assenti ingiustificati Dunque il prossimo 25 ottobre verranno ascoltati i test che oggi non si sono presentati: la signora Pacchia Tiziana e il maresciallo Capo dei Carabinier Fabio Adinolfi. Ai due è stata notificata la richiesta di comparizione in Aula in veste di testimoni ma nessuno di loro ha giustificato la non presenza. Per la Pacchia il Giudice ha ordinato una sanzione di 300 euro per la mancata comparizione senza giustificazione mentre per il maresciallo Capo Fabio Adinolfi, Ilari ha inteso ritenere che fosse occupato nella sua attività ma ha ordinato di notificargli la richiesta urgente di comparizione per la prossima udienza motivando l’assenza di oggi .

 

Le tasche dei cittadini Dopo questi due test dell’accusa verranno sentiti quelli della difesa. Una storia, questa dello scuolabus che sembra destinata a concludersi in una bolla di sapone sebbene ci siano dei punti e responsabilità  da chiarire. Intanto ci piace sottolineare il fatto che poi alla fine di tutto la gara è stata fatta ex novo dal commissario prefettizio Maurano che finalmente è riuscito nell’acquisto di un pulmino con il finanziamento della Provincia oltre a venticinquemila euro delle casse comunali per un totale di circa 70 mila euro. A questo ci si aggiungono i costi per un processo che si trascina da anni e che paga l’amministrazione di Nemi. Insomma alla fine chi ci ha rimesso in tutta questa storia sono, come sempre, le tasche dei cittadini. Perché sin dall’inizio non si sono fatte le cose perbene?

Cronaca
Denunciati dai Carabinieri autista ed assistente di bordo
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Redazione
Civitavecchia (RM) - I Carabinieri della Compagnia di Civitavecchia hanno denunciato in stato di libertà l’autista di uno scuolabus e un’assistente di bordo che dopo aver fatto scendere tutti i bambini davanti alla scuola, non si erano accorti che una bambina di tre anni era rimasta a bordo, scoperta  solo dopo circa due ore da un altro operatore nel deposito dove era stato parcheggiato il mezzo.

Intorno alle 8,30, come ogni mattina, i genitori avevano accompagnato la figlia per farla salire sullo scuolabus che l’avrebbe portata a scuola. Verso le ore 11.00 una telefonata della scuola che li notiziava che la bambina era giunta solo allora, ha mandato in ansia i poveri genitori che hanno voluto vederci chiaro denunciando l’accaduto ai Carabinieri  della Stazione di Civitavecchia Principale.

Dall’attività d’indagine condotta dai militari è emerso che sia l’autista che l’accompagnatrice, dopo aver fatto scendere i bambini dallo scuolabus, non si erano avveduti della presenza ancora a bordo della bimba.
Dopo circa due ore, nel luogo dove era stato parcheggiato lo scuolabus, un altro operatore ha notato la piccola che è stata immediatamente portata a scuola.

La vicenda, per fortuna, si è conclusa soltanto con un grande spavento della  piccola, ma l’autista e l’assistente dello scuolabus dovranno rispondere alla Procura della Repubblica di Civitavecchia del reato di abbandono di minore.
 

Scuola & Trasporto Pubblico
Studenti e genitori sul piede di guerra. Pronti a mettere in atto iniziative per sbloccare la situazione
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Redazione

Tarquinia (VT) - Un gruppo di genitori ed alunni della scuola Cardarelli di Tarquinia lanciano un appello al nostro quotidiano in merito alle "mancate risposte" da parte dell'amministrazione comunale e della preside della scuola sul problema degli studenti rimasti senza servizio di pubblico di trasporto. Queste famiglie minacciano iniziative di protesta per i prossimi giorni qualora il problema non venga risolto nell'immediatezza.

"Ci sono ragazzi che non hanno alternativa - dice una delle ragazze coinvolte nel problema - dovranno lasciare la scuola e questo non è giusto e non comprendiamo come può essere tollerato dalla preside che pur rappresenta la scuola pubblica". Dalla roccaccia a Montericcio dalla Farnesiana a Pantano, Forca di palma, Marina velka, Vaccareccia, Valfragida, Pian d’organi, Piantata, Taccone di mezzo, Acquetta, Bagnoli, Castagno, Spinicci, Piandi spille e San Giorgio la voce dei ragazzi è concorde, la scuola è un diritto e loro non si sentono studenti di serie B e sapranno dimostrare la forza delle loro determinazione.

"Se entro Lunedì non sarà data risposta al problema - si legge nella nota di queste famiglie - saremo disposti anche a fare lo sciopero della fame e a tutte quelle manifestazioni che serviranno per dare una soluzione al problema. Noi non siamo disposti a mollare - prosegue la nota -  e lo faremo anche per quei ragazzi che hanno già pensato di lasciare la scuola.

Le famiglie non possono sempre accompagnare e riprendere i propri figli ogni giorno utilizzando mezzi propri, infatti lasciano già, spesso, a casa i ragazzi, danneggiando l’andamento scolastico per via delle assenze.
Martedì se nessuno ci avrà dato risposte saremo fuori la scuola a ricordare a tutti che il nostro diritto allo studio va rispettato, il problema è risolvibile, anche con poca spesa e non accettiamo che nessuno se ne occupi.

Gli altri comuni hanno risolto il problema e dunque rimane da capire perché il comune di Tarquinia non si adopera per risolverlo prima che sia troppo tardi per i ragazzi che nel frattempo non riescono ad avere una frequenza regolare.
I nostri genitori sono con noi e non intendiamo fare un passo indietro sulle nostre richieste, un trasporto pubblico per i ragazzi che non possono utilizzare i sedili da bambino degli scuolabus è un problema risolvibile, dunque perchè non dotare i pulmini di 4/5 sedili per ogni corsa?"

Questo grido di aiuto da parte delle famiglie e degli studenti è stato raccolto dal nostro quotidiano che lo rilancia ai diretti interessati. Seguiremo questa vicenda auspicando in una rapida soluzione della gravosa problematica.
 

Cronaca
Per la donna c’è stato nulla da fare perché è morta poco dopo all’ospedale di Frascati
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di I.G.

Monte Porzio Catone (RM) - Un’anziana donna è stata investita da uno scuolabus a Monte Porzio Catone ed è morta successivamente in ospedale. La cittadina dei Castelli Romani è scossa per quanto accaduto alle 7:45 del mattino di Venerdì 18 Settembre 2015 quando lo scuolabus del Comune di Monte Porzio Catone nel fare manovra alla rotatoria di piazza Borghese ha investito accidentalmente la signora che si trovava nei pressi dei parcheggi per disabili e della polizia municipale.

La polizia locale è intervenuta sul posto per rilievi. Per la donna c’è stato nulla da fare perché è morta poco dopo all’ospedale di Frascati. Sulla dinamica dell’incidente ci sarebbero pochi dubbi: l’anziana sarebbe stata investita a causa di un errore di distrazione del conducente durante la manovra di retromarcia. Gli inquirenti cercheranno comunque la verità anche attraverso i filmati ripresi dalle telecamere nella piazza.
 

Il Caso
I genitori chiedono che si tenga in considerazione le esigenze delle famiglie
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di Simonetta D'Onofrio

Anguillara (RM) - È partita ufficialmente il 3 novembre la riforma del servizio di trasporto scolastico del Comune di Anguillara Sabazia, che prevede i punti raccolta nelle zone dove è obbligatorio il servizio, come menzionato dal progetto di gestione della società vincitrice la gara d’appalto, consorzio Valcomino. Le aree previste all’adeguamento sono: Vigna di Valle, Campo Marinaro, Santo Spirito, Ponton dell’Elce, Lungolago Belloni, Poggio dei Pini, Residenza Claudia, Colle Biadaro.
Tante sono le perplessità espresse da parte dei genitori residenti nelle zone interessate, anche dopo aver verificato l’ubicazione delle paline, e le misure adottate, affinché le fermate possano rappresentare la corretta localizzazione e il posizionamento più efficace.
E’ proprio la dislocazione dei punti di raccolta che rappresenta per i ragazzi un sistema di trasporto che non tiene conto delle problematiche più volte segnalate agli organi preposti, anche seguendo la normativa vigente del “Nuovo Codice della Strada”, dove sono definiti con estrema chiarezza i punti salienti riguardanti il concetto di fermata.

Anche nell’ultima assemblea pubblica del 5 ottobre sono stati rivolti alcuni quesiti al consigliere alle aree periferiche Cutillo, e all’assessore ai servizi sociali Mochi, chiedendo come sia possibile istituire le fermate prive di segnaletica orizzontale, dei limiti di carreggiata, della posizione delle paline in corrispondenza delle intersezioni e accanto ai secchioni della nettezza urbana e dell’assenza di apposite piazzole con pensiline.
Abbiamo rivolto la domanda direttamente al consigliere Cutillo, chiedendo cosa sia stato fatto realmente. Ci ha detto che è stata fatta una verifica e che sono state solo due le fermate modificate fisicamente, mentre il resto non è stato toccato.
I genitori si chiedono come siano state ultimate le operazioni di risistemazione delle paline relative ai punti di raccolta, anche in base ai suggerimenti e alle segnalazioni pervenute da parte delle famiglie, come indicato nel sito web ufficiale dell’amministrazione comunale.
Il consigliere Cutillo, su richiesta di alcuni genitori, si è reso disponibile a incontrare nuovamente in un’assemblea pubblica la cittadinanza interessata, giovedì 13 alle ore 17,30 presso il centro sportivo di Ponton dell’Elce. Nei colloqui telefonici intercorsi tra il consigliere e i genitori che hanno cercato di giungere a una mediazione per il miglioramento del servizio, tutti hanno concordato come a volte un briciolo di buon senso riesca a risolvere le questioni irrisolte meglio di cento carte bollate, e purtroppo a volte questa dote non contraddistingue alcuni personaggi che operano nel settore.

Trasporto scolastico
L’assessore Mochi ha detto che il Sindaco Pizzorno sta studiando il “caso”, per trovare una soluzione soddisfacente.
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di Simonetta D'Onofrio

Anguillara / Ponton Dell'Elce - Al di là dalla lunga attesa (circa un’ora di ritardo rispetto all’orario prefissato, ore 17, affinché si sia potuta svolgere l’assemblea pubblica a Ponton dell’Elce per parlare di trasporto scolastico) possiamo citare Shakespeare per descrivere il contenuto delle informazioni che gli amministratori del Comune di Anguillara hanno prospettato, dopo che un nutrito gruppo di mamme ha rivolto loro molte domande: “Molto rumore per nulla”.

Sì, proprio così! Perché davanti alla domanda su com’è stato deciso di organizzare il servizio di trasporto scolastico, il consigliere delegato alle aree periferiche Marco Cutillo, e dell’assessore ai servizi sociali Pierluigi Mochi, non hanno fornito una risposta definitiva. Hanno invece confermato che “per ora” il servizio scuola bus non farà la raccolta alle fermate, ma continua a “ritirare” i bambini davanti alle singole case, e che effettivamente i problemi organizzativi ci sono stati.

Le tante mamme presenti hanno lamentato una continua e protratta disorganizzazione per il passaggio dello scuolabus fin dal primo giorno, informazioni non fornite e ambigue, anche per le incongruenze delle risposte dagli addetti al trasporto scolastico, non supportati all’origine da una serie di comunicazione specifica.

Nei confronti di genitori e delle famiglie che, di fatto, chiedono legittimamente, poiché utenti paganti di un servizio pubblico, solamente la sicurezza, l’incolumità dei propri figli durante il tragitto scuola-abitazione con l’utilizzo di pullman di ultima generazione, si sono presentate situazioni di disagio e pericolo, come l’installazione di fermate scuolabus agli incroci, sprovvisti di marciapiedi, di segnaletica orizzontate, di piazzole rialzate, di pensiline, accanto ai raccoglitori dell’immondizia. 

Fatti che sono stati confermati anche dal consigliere Cutillo, il quale ha affermato che diverse fermate dello scuolabus, installate da pochi giorni, circa dieci, sono state effettivamente impiantate in punti non idonei per la protezione dei ragazzi. Ha assicurato che a breve provvederà al riposizionamento corretto dei pali.
Un esempio di come l’ufficio preposto non sembra essere in sintonia con i propri cittadini è l’ostinazione con cui si nega ai genitori dei ragazzi frequentanti la scuola secondaria nel poter scendere autonomamente dal mezzo, senza la presenza di un genitore alla fermata.
A nulla sono valse le richieste dei genitori di firmare una liberatoria, procedura utilizzata nella quasi totalità dei comuni italiani. L’assurdità della questione è data dalla giustificazione fornita secondo la quale gli autisti non sarebbero assicurati per questa eventualità. Peccato però che, nel progetto di gestione della cooperativa Valcomino, che ha vinto la gara di aggiudicazione, proprio in virtù del migliore punteggio nel progetto, la possibilità di far scendere autonomamente i ragazzi è prevista, per cui l’eventuale mancanza di assicurazione degli autisti è da considerarsi un’inadempienza (VEDERE DOCUMENTO IN ALLEGATO - PROGETTO DI

GESTIONE CONTRATTO COOPERATIVA VALCOMINO PAG.6 -PUNTO 3).

Occorre ricordare che i ragazzi che frequentano la terza media, e che sono nati nei primi mesi dell’anno, compiranno quattordici anni durante la frequenza scolastica, età in cui, a seguito di un esame, possono guidare ciclomotori e minicar, ma che non possono percorrere pochi metri per arrivare a casa dalla fermata dello scuolabus.

Inoltre ci hanno detto alcuni genitori che i loro figli, non trovando loro a casa, vengono fatti scendere da parenti o amici con delega, e in genere poi tornano a casa a piedi, dovendo fare un tragitto più lungo di quello che avrebbero dovuto percorrere tra la fermata e casa. A tal proposito abbiamo chiesto spiegazioni all’assessore Mochi presente alla riunione e ha detto che il Sindaco Pizzorno sta studiando il “caso”, per trovare una soluzione soddisfacente.

Ancora una volta il buon senso e le best practive dell’Amministrazione Comunale sono stati accantonati, invece di risolvere situazioni segnalate dalla comunità e cercare le soluzioni più adatte, tenta in tutti i modi di minimizzare i fatti, dando quasi l’impressione di voler colpevolizzare i genitori e prendere le difese di coloro che queste beffe le hanno causate.

 

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