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La ricerca ha avuto il suo massimo culmine durante la campagna elettorale delle appena trascorse amministrative
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Redazione


NEMI (RM) – Prime spese da parte del Comune di Nemi impiegate per la ricerca della terza nave di Caligola nel lago di Nemi. Finora i conti sono parziali e presunti: la cifra ammonta a 2.200,00 euro.

 

Nello specifico ci sono mille euro da pagare a Villa Artemis, 134,00 euro alla tipografia Punto a Capo e 975,00 alla Proloco di Nemi. Quest'ultima fa la sua comparsa nell’obbligatorio elenco regionale online delle proloco presentando come indirizzo piazza Risorgimento, 3, numero di iscrizione 354 ma non vine indicato l'anno e il numero del provvedimento regionale.

 
Nel frattempo nessuna notizia ancora trapela sugli esiti della ricerca da parte dell’Ente Regionale Calabrese ARPACAL. L’osservatore d’Italia ha infatti contattato telefonicamente l’ufficio comunicazione ARPACAL dal quale hanno riferito che ancora non ci sono novità a riguardo.

Sono passati 5 mesi ormai, ma ancora non si conosce nulla della faraonica “caccia” messa in piedi dall’amministrazione Bertucci su iniziativa dell’architetto di Genzano Giuliano Di Benedetti e che ha avuto il suo massimo culmine durante la campagna elettorale delle appena trascorse amministrative.
 

La teoria
Giuliano Di Benedetti, sostenitore dell'esistenza di questo incredibile reperto, sostiene anche l'esistenza della celebre 'Selva Oscura' riportata nelle Divina Commedia di Dante Alighieri
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di Ivan Galea
Nemi (RM)
- Dopo la clamorosa notizia, data in anteprima assoluta dal nostro quotidiano, che il Comune di Nemi si sta attivando per far partire le ricerche della terza nave dell'imperatore Caligola, che si troverebbe nei fondali del lago di Nemi e che qualora venisse trovata segnerebbe una svolta epocale per il piccolo paese delle fragole nonché per tutto l'hinterland dei Castelli Romani, l'architetto Giuliano Di Benedetti, sostenitore dell'esistenza di questo incredibile reperto, ritiene anche che in un certo qual modo esista la celebre 'Selva Oscura' riportata nelle Divina Commedia di Dante Alighieri. Secondo Di Benedetti la 'Selva Oscura' esiste veramente e si troverebbe nel Nemus, il bosco circolare che sorge sulla Valle del lago di Nemi, un tempo sacro a Diana.

Tra teoria e riscontri Quella che sembra essere una teoria fantascientifica troverebbe invece riscontro negli oltre vent'anni di studio durante i quali Di Benedetti  avrebbe individuato il luogo esatto che ispirò i versi dell'Alighieri. Dal Nemus, secondo i riscontri dell'architetto, circa 35 mila anni fa avrebbe trovato origine l'umanità, in un lembo di terra rimasto immune all'era glaciale. Il ghiaccio, infatti, avrebbe lasciato illesi i lecci e i castagni del bosco. Da qui la consacrazione alla dea della fertilità. La dimora di Diana, circolare come la testa del bimbo che nasce all'interno del cratere di un vulcano che per millenni ha custodito il mistero di due navi romane. Il calore emanato dal territorio vulcanico avrebbe fatto sopravvivere gli alberi. Una ricerca italiana dimostra che circa 35 mila anni fa non era presente polline di alberi ad alto fusto nel sud della penisola. Di Benedetti afferma che se si facessero dei carotaggi nel lago di Nemi fino ad arrivare al substrato che ci interessa si potrebbe avere la prova scientifica della presenza di polline. Questa teoria viene confortata dagli studi di Giuliano Di Benedetti pubblicati in due volumi nel 2008 e nel 2010 editi da Ventucci.

Dante Alighieri e il Nemus L'architetto ha abbinato quindi il Nemus con i versi dell'Alighieri spiegando anche il motivo per cui la dea Diana avrebbe dimorato a Nemi. "Dante, in una lettera al condottiero e signore di Verona Cangrande della Scala - rivela Di Benedetti - spiega di essersi ispirato a luoghi reali per la stesura della Divina Commedia. E non è un segreto che l'Alighieri abbia letto le autobiografie di Ottaviano Augusto, nelle quali lo stesso imperatore diceva di aver visitato l'ingresso del regno dei morti mostratogli proprio dal rex Nemorensis, cioè dal cosiddetto Re di Nemi, sacerdote della divinità di Diana di Ariccia, sulle coste del lago di Nemi". Negli scritti di Augusto, pubblicati dalla Newton nel 2000, l'imperatore descrive l'incontro con il Rex, custode dell'antro che conduce nell'Ade. Si spiegherebbe così il riferimento di Dante alla "selva oscura che la diritta via era smarrita". E la diritta via in questa affascinante ricostruzione sarebbe l'antica via Appia. "Da Roma a Terracina, un tratto rettilineo di oltre 90 chilometri che diventa sinuoso e quindi si smarrisce all'altezza della tomba degli Orazi e Curiazi, ad Albano, fino a Genzano ai confini con Nemi. Non è dunque Dante a smarrirsi, ma il rettilineo che quando attraversa la Selva-Nemus, curva.

Le navi di Nemi e le tre belve dell'Inferno Dantesco Non a caso Dante cita anche le tre belve nel canto I dell'Inferno e l'unica raffigurazione di tre belve si trova sulle navi romane ritrovate a Nemi". Dunque, qualora venisse trovata la terza nave dell'imperatore offrirebbe altre occasioni di studio per avvalorare questa tesi e per rilanciare definitivamente un territorio ricco di storia e di bellezze che potrebbe attirare, in futuro, milioni e milioni di turisti da tutto il mondo.
 

Beni storici & archeologici
Il Lago di Nemi ha conservato per ben 2000 anni i resti delle due famose navi romane che fece costruire l’Imperatore Caligola
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di Ivan Galea

Nemi (RM) - Al via le ricerche per trovare la terza nave di Caligola nei fondali del lago di Nemi. Questo quanto stabilito dall'amministrazione comunale di Nemi lo scorso 9 giugno, che ha deciso di far partire le ricerche della terza nave romana sulla base di alcuni riscontri che avrebbero fatto emergere la concreta possibilità che i fondali del lago di Nemi custodiscano questo vero e proprio gioiello storico, che qualora fosse trovato potrebbe segnare una svolta decisiva per il rilancio definitivo non solo del Museo della Navi di Nemi ma anche per l'intera valle del lago che rappresenta un vero e proprio museo storico archeologico a cielo aperto.  Il piccolo comune castellano si apre quindi a collaborazioni con enti, associazioni, società, storici, archeologi, protezione civile e qualsiasi altra forma di collaborazione venga dalla comunità civile o scientifica e in modo particolare della collaborazione dell’Arch.Giuliano Di Benedetti al fine di perseguire l'obiettivo.

Il ritrovamento delle due navi Il Lago di Nemi ha conservato per ben 2000 anni i resti delle due famose navi romane che l’Imperatore Caligola fece costruire sul lago di Nemi, poi rinvenute durante il ventennio fascista attraverso una imponente azione di ingegneria con il prosciugamento del lago di Nemi e con la costruzione del Museo sulle sponde del lago per conservare i resti delle due navi romane. Un’opera architettonica quasi unica nel suo genere che durante la seconda guerra mondiale venne incendiato mandando in fumo le due navi romane, facendo perdere così l'immenso patrimonio dell’umanità.

 

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