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DISTANZIATORE
Amministrative 2017
Le motivazioni della scelta nella nota del comitato direttivo del Pd di Nemi
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NEMI (RM) - In una nota il Pd di Nemi esprime il suo sostegno al candidato Carlo Cortuso. "Il comitato direttivo del Pd di Nemi - si legge all'unanimità ha votato il sostegno al candidato Carlo Cortuso e al gruppo di Ricomincio da Nemi per le prossime elezioni amministrative. Riteniamo che visto il vuoto di programmi seri a concreti, vista la totale mancanza di programmazione e visione ad ampio spettro del sindaco uscente e della sua giunta, vista la voglia di cambiamento che manifestano tanti e tanti cittadini, Carlo Cortuso e il suo gruppo di lavoro, il loro originale, pragmatico e serio programma, rappresentano l'unica possibilità di rinascita per Nemi. Siamo certi che Carlo Cortuso sia per il centro sinistra di Nemi, una figura di grande spessore e serietà in grado di garantire le diverse anime che compongono il vario panorama dell'elettorato di centro sinistra di Nemi, una persona di indiscussa integrità morale e di alta professionalità . Con grande soddisfazione per come si sono svolte le trattative anche con altre forze progressiste presenti a Nemi - conclude la nota del comitato direttivo del Pd di Nemi -  siamo pronti per una campagna elettorale con l'obiettivo deciso di arrivare ad amministrare il paese.

 

Amministrative 2017
Cinzia Cocchi lascia il testimone a un nuovo gruppo di persone per dare impulso alla nascita di una nuova classe dirigente
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NEMI (RM)
- Cinzia Cocchi consigliere di opposizione in carica, già Sindaco di Nemi, con poche righe ricche di speranza e passione, lascia il testimone a un nuovo gruppo di persone per dare impulso alla nascita di una nuova classe dirigente, con la consapevolezza di aver seminato bene, senza mai perdere di vista quei valori indiscutibili e imprescindibili ereditati da chi l’ha preceduta.

Ho detto di no a chi mi ha esortato a riproporre la mia candidatura - scrive Cocchi in una nota- . Ho detto di no a chi pensa che avrei meritato una rivincita. Ho detto sempre di no a chi ritiene che la politica sia un mestiere. In questo momento storico, dove non c’è più molta fiducia nella politica e dove tutto è legato all’incessante frenesia del potere, ciò che ho più a cuore è lanciare un segnale forte ai miei concittadini, esortandoli ad avere il coraggio di cambiare per essere loro i veri protagonisti. Si può cambiare. E’ possibile cambiare. Si deve cambiare. Lo si può fare anche senza uno sfrenato bisogno di protagonismo o di visibilità. Si può fare tanto anche se non in prima fila. Per tale ragione, ritengo positivo, anzi necessario, che un nuovo gruppo di persone animate di buona volontà e di sani principi riceva il testimone mettendosi in gioco per il futuro di Nemi. Non posso che ringraziare tutte quelle persone che hanno condiviso con me un lungo ed intenso cammino, lottando insieme a me sempre al solo fine della legalità e dell’onestà. In particolar modo, un ringraziamento va ad Alessandro Biaggi, che, a suo tempo, mi passò il testimone. Insieme a lui auguro un buon lavoro a tutti, con l’auspicio di un nuovo futuro.”


di seguito riceviamo e pubblichiamo la nota di "Insieme per Nemi"

“INSIEME PER NEMI” ha innervato la storia politico-amministrativa di Nemi per quasi 20 anni. È stato opposizione e forza di Governo cittadino, ispirando, però, sempre la propria azione ai valori assoluti e non negoziabili dell’onestà, della competenza e dello spirito di servizio. Questo gruppo dirigente ha sempre pensato che la passione politica non può e non deve trasformarsi in una sorta di professione della politica, dietro cui può nascondersi di tutto, anche la cupidigia ed il malaffare.
In piena coerenza con il giusto spirito dell’alternanza, questo gruppo dirigente dimostra il proprio coraggio di cambiare, passando il testimone in mani sicure e capaci di continuare ad operare nell’interesse di Nemi con la forza di questi valori. Una lista di persone per bene e di buona volontà sosterrà un candidato sindaco, giovane e competente, condividendo con lui le responsabilità del Governo cittadino. L’auspicio, infatti, è quello che anche i nostri concittadini dimostrino il coraggio di cambiare radicalmente le sorti di Nemi, abbattuta ed umiliata da cinque anni del peggior governo che sia mai stato ospite del Municipio.
Tutti auspicano che la cittadinanza abbia il coraggio di dare fiducia ad un gruppo dirigente nuovo e determinato che avvierà un percorso virtuoso che, senza ricatti ed azzerando ogni forma di arroganza, affrancherà Nemi dalle pastoie dell’inefficienza e dalle troppo furbizie che hanno preso il posto della passione disinteressata per il buono e per il bello della Città. Buon lavoro ragazzi, sarete l’aria nuova e pulita che farà rinascere Nemi dalle sue ceneri.
 

Lettere al direttore
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Sembra che il Consigliere IBBA non sia più nelle grazie del Sindaco e del Vice – Sindaco. Sembra che gli siano stati addebitati una serie di eventi negativi, accaduti nei giorni della “TRIONFALISSIMA ed INDIMENTICABILE” recente Sagra delle Fragole.

 

Redazione

Riceviamo e pubblichiamo da Insieme per Nemi 

"Caro Direttore,
vi è un sentire comune e pubblico nella umana vicenda allorquando capitano fatti che interessano la Collettività. Dicevamo, recentemente, che il trionfalismo che ebbe ad incoronare Bertucci Sindaco è già stantio e che l’entusiasmo parossistico di tanti fiancheggiatori (soprattutto di quelli in buona fede) già scema.
Ma vi è qualcosa di più! Sembra che il Consigliere IBBA non sia più nelle grazie del Sindaco e del Vice – Sindaco. Sembra che gli siano stati addebitati una serie di eventi negativi, accaduti nei giorni della “TRIONFALISSIMA ed INDIMENTICABILE” recente Sagra delle Fragole. Ma ancora non basta! Sembrerebbe, infatti, che il Consigliere IBBA, delegato dal Sindaco ad interessarsi di una serie di problematiche  importanti, tra cui quella del Personale dipendente, abbia cagionato forti malcontenti. Ma non si sa bene se per il fatto di aver impedito la consumazione di parzialità di trattamento, o se, invece, per averle causate. Sta di fatto che al Consigliere IBBA sono state ritirate le deleghe, segno evidente che qualcosa non ha funzionato nella sua condotta di amministratore, oppure che qualcosa  ha contrastato con le direttive impartitegli dal Sindaco e dalla Giunta. Ovviamente, tutti i cittadini aspettano di conoscere di quali gravi errori si sia reso responsabile il Consigliere IBBA per essere stato così maltrattato appena 30 giorni dopo aver ricevuto l'incarico. Se poi tutto ciò non dovesse corrispondere a verità, gli stessi cittadini si aspettano una squillante smentita.
Grazie dell’ospitalità.
INSIEME PER NEMI"
 

Lettere al direttore
Biaggi: "Una impressione, caro direttore? Il trionfalismo, GIA’ VECCHIO di trenta giorni, GIA’ SCEMA."
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Redazione

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Alessandro Biaggi

Proprio così, caro Direttore, diceva mio nonno per spiegare il comportamento di chi, con una mano “ti alliscia”, e con l’altra tenta di bastonarti.
Se poi interpreti di siffatta condotta sono amministratori “per ora in carica”, allora il fenomeno merita un briciolo di attenzione.
Prendiamo, ad esempio, un sedicente Presidente di Consiglio Comunale che, quotidianamente, tenta di imperversare su facebook: allude, ammicca, vorrebbe intimidire, punta l’indice, magnifica “grandi” personali risorse, tenta di allisciare, si “arruffiana”, ma poi, ricevuto l’ennesimo sganassone, si sbraca, sbrocca e, fuori dai gangheri,  mostrando l’intima indole, compie “falli di frustrazione”, in serie.
Questo curioso e singolare, ma anche scontato, comportamento, però, non è soltanto individuale ma appartiene ad un intero gruppo, come se ci fosse stato un passa parola o, peggio, una disposizione di quel genere, che, una volta, con espressione poco elegante, veniva definito come “ordine di caserma”.
Prendiamo in proposito la Sagra.  L’attesa indotta nella opinione pubblica delle iperboliche ed entusiastiche annunciazioni, condite da messi di aggettivi al grado superlativo (in quel gruppo gli “issimi” sono di casa e sempre all’ordine del giorno) è stata a dir poco spasmodica.
Qualche sprovveduto, o forse qualcuno non del tutto radicato nel tessuto tradizionale nemese, ha finito per pensare che gli amministratori di oggi avessero “inventato” la Sagra delle Fragole.
In realtà quella montagna di autoesaltazione e di autoconvincimento ha partorito un topolino che si è mostrato “molto ………molto ………… ridicolissimo”, se paragonato alle mirabolanti promesse, imprudentemente sbandierate.
Tutto sottotono, fatta eccezione della sempiterna ed onnipresente fascia del Sindaco,  dell’impegno profuso dai volontari e del bel tempo che, come è noto, non dipende dal colore politico dell’Amministrazione.
In sintesi, il programma di una giornata è stato diluito in due giorni.  E “manco a gratisse”, considerato che la spesa impegnata ammonta a ben € 28.000,00, che non sono affatto pochi e potevano essere spesi meglio.
In ogni caso, passata la festa, “qualcuno” dovrà pur prendersi cura dei problemi seri, atteso che, gli amministratori in carica, in privato, si curano di ricordare a tutti che la campagna elettorale è finita, mentre, in pubblico, la continuano senza remore, in modo, e te lo posso dire proprio per come si presenta?, …..bè, direi, sicuramente “SFACCIATO”.
Problemi seri, dunque.  Bilancio di previsione con la patata bollente IMU; assetto del personale dipendente tra i cui componenti è scoppiata la guerra civile; maretta all’interno della Polizia Locale; funzionamento dell’Ufficio Tecnico e dell’Anagrafe; responsabilità contabile per i finanziamenti perduti; “cambiali”, quelle a trenta giorni, già scadute e forse non pagate e forse già in protesto; mancato varo della zona a traffico limitato nel centro storico con conseguente permanenza del caos nella viabilità (e pensare che l’impianto è già collocato e che deve essere soltanto programmato sugli orari ed acceso); perdita della prima classe della Scuola Media per l’anno scolastico 2012-2013 per il mancato raggiungimento del numero minimo.   Mi fermo, per ora.  Anche se non posso non domandarmi se ci sono problemi più forti che bollono in pentola. Esempio ….perchè il Consiglio Comunale, indetto per il 13 giugno, è stato poi annullato?  E ciò nella piena e generalizzata consapevolezza che quell’ordine del giorno era strano, poco comprensibile.  E, infine, perché era stato convocato dal Sindaco e non dal Presidente del Consiglio Comunale, come da Statuto?
Vorremmo che qualcuno, dimenticando per un istante di continuare a contare la presenza dei visitatori a Nemi nel fatidico giorno della Sagra o affidando detto arduo compito all’Assessore di competenza, lo spieghi, ma più che a noi, a tutti i cittadini.
Una impressione, caro direttore? Il trionfalismo, GIA’ VECCHIO di trenta giorni, GIA’ SCEMA.
Grazie
                    Avv. Alessandro Biaggi

 

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Procura della Repubblica
Accertato il conflitto d’interessi, il giudice ha nominato curatore speciale il vicesindaco Edy Palazzi
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Richiesta di rinvio a giudizio per Alberto Bertucci

 

Chiara Rai
Ingarbugliato il caso di Nemi che vede il neo sindaco Alberto Bertucci parte offesa dall’imputato Alberto Bertucci. E’ stata rinviata al 4 luglio l’udienza davanti al Giudice per le Udienze Preliminari (Gup) che dovrà decidere, sulla base della richiesta di rinvio a giudizio avanzata dal Pubblico Ministero Travaglini, se rinviare o meno a giudizio l’imputato e neo sindaco di Nemi Alberto Bertucci assieme a Gianpaolo Miglietta (già responsabile dell’Ufficio Tecnico del Comune di Nemi), Mauro Cesaretti e Riccardo Schiaffini. Intanto nell’udienza di questa mattina 6 giugno il Giudice, considerato il conflitto d’interessi scaturito dal fatto che Alberto Bertucci di fatto imputato per turbativa d’asta e frode nelle pubbliche forniture nel frattempo è divenuto sindaco di Nemi, ha nominato curatore speciale il vicesindaco Edy Palazzi la quale dovrà sottoporre in giunta la facoltà che ha il Comune di costituirsi o meno parte civile nel processo penale che vede imputato Bertucci il quale attualmente ricopre la carica di primo cittadino.
Insomma, adesso, l’amministrazione comunale potrà decidere se il Comune di Nemi dovrà costituirsi parte civile in un processo penale contro il proprio sindaco.
Perché, ricordiamo, che nella richiesta di rinvio a giudizio viene chiaramente indicato tra le persone offese il Sindaco di Nemi.

L’avvocato di Bertucci ha infatti depositato questa mattina il verbale del primo consiglio comunale e sollevata l’eccezione che la notifica non fosse pervenuta al sindaco che in questo caso è persona offesa e imputato e nel depositare il verbale, l’avvocato di Bertucci sindaco, ha richiesto il rinvio dell’udienza.
 
Il pubblico ministero Travaglini ha fatto presente, come accusa, che la notifica è pervenuta quando  Bertucci non era ancora sindaco di Nemi e il commissario prefettizio, che nel momento della notifica rappresentava l’amministrazione di Nemi ha ritenuto di non costituirsi parte civile.
Si è reso dunque evidente e palese il conflitto d’interessi a carico di Bertucci che ha portato, appunto il giudice, a nominare curatore speciale o commissario ad acta il vicesindaco Palazzi.

Ricordiamo i fatti:
In concorso tra loro, Miglietta quale responsabile del procedimento e dell’Ufficio Tecnico del Comune di Nemi e Bertucci quale vicesindaco del Comune di Nemi, mediante collusioni turbavano la gara bandita da Miglietta per il Comune di Nemi e avente ad oggetto l’acquisto di uno scuolabus al fine di far aggiudicare la fornitura alla ditta Car Ind srl di Mauro Cesaretti.

Dopo aver bandito una gara per la procedura aperta per la fornitura di uno scuolabus, Miglietta, modificando la gara, formulava quattro richieste di offerta per la fornitura di uno scuolabus indirizzandole alle quattro ditte che Riccardo Schiaffini, titolare della ditta appaltatrice dei trasporti presso il Comune di Nemi, aveva indicato a Bertucci. Tra queste offerte Miglietta aggiudicava la gara alla ditta di Cesaretti al prezzo di euro 49 mila 950 Iva esclusa, sebbene tale prezzo fosse superiore a quello posto a base d’asta (euro 48 mila 126 iva inclusa). Dopo l’aggiudicazione, Cesaretti riduceva l’offerta ad euro 40 mila 105 iva esclusa ma consegnava presso il deposito dello Schiaffini un veicolo diverso da quello oggetto della gara perché avente solo 19 posti anziché i 30 indicati nell’atto di aggiudicazione.

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Lettere al direttore
Biaggi: "con l’esordio della Consiliatura Bertucci, ho pensato che a Nemi è in atto una vera e propria “RIVOLUZIONE COLTURALE”.
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Redazione

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Alessandro Biaggi

Caro Direttore,
ho letto con interesse vivissimo la lettera inviata al Tuo giornale dalle due lettrici, Laura e Gemma, che, reduci da serrati confronti elettorali su FACEBOOK, hanno redatto una sintesi, corposa quanto illuminata, dei recenti fatti elettorali che hanno occupato Nemi e la sua popolazione.
Nel condividere sostanzialmente la loro acuta analisi, “mi punge” il desiderio di collegarmi ad essa per offrire ai lettori ed ai cittadini un mio contributo di riflessione aperto e sincero.
Mettendo idealmente in rete gli eventi pre-elettorali, la campagna svolta da qualcuno dei candidati, il contrasto tra il diverso personale stile dei contendenti ed i mezzi profusi in campo, con l’esordio della Consiliatura Bertucci, ho pensato che a Nemi è in atto una vera e propria “RIVOLUZIONE COLTURALE”.
Mi spiego meglio, prima che mi interroghi con aria accigliata!
Se subito prima o immediatamente dopo del sei e sette di maggio avessimo visto schiere di guardie rosse, inneggianti, sfilare sotto lo sfavillio del fatidico libretto, custode mediatico del MAOTSETUNGPENSIERO; se avessimo ammirato qualche impavido neo-eletto solcare a nuoto le acque tenebrose del lago, caro a Byron, tra schiere di sostenitori, non avremmo avuto dubbio alcuno: di “RIVOLUZIONE CULTURALE” si sarebbe trattato.
Eh si, e faccio mio, il timore di Laura e di Gemma: “Se così fosse stato saremmo stati sicuramente male, ma se così non è, molto peggio staremo”.
Le vele semi-mobili, poi appostate occhiutamente nei luoghi strategici scelti presso il confine territoriale del Comune; gli striscioni ostentati nella palese e dolosa volontà di violare la legge; il pressing forsennato, reiterato ed asfissiante esercitato sugli elettori con la protervia e l’arroganza di chi a volte, dimentico di ogni pur necessario rispetto, è consapevole che “GUTTA CAVAT LAPIDEM”, nel senso che la goccia, quando cade e batte incessantemente, è capace di scavare anche la roccia e quindi di far penetrare il messaggio messianico nella ”capoccia” dei cittadini, anche di quelli più disattenti e, magari, non disposti ad ascoltare la novella del “verboso messaggiatore”.
È poi l’uovo, le fave, il pecorino, i gadget, le spallette, e qualt’altro, sono apparsi come la metafora facilmente riconoscibile di una sorta di “datio”, cioè di un dare, secondo la tradizione romano-antica della “sportula” piena di cibarie che i potenti predisponevano per i “clientes”, oggi equiparabili a molti cittadini ed elettori.
E poi: fior di presenze illustri, incliti personaggi paludati che, di norma, scendono raramente dall’Olimpo, proprio come usava il mitologico Zeus Tonante, o, nel nostro caso, più modestamente come quel Giove Laziale che, come è noto, abitava a Monte Cavo.
Eppure qui sono stati presenti ed onnipresenti, non senza (ma non poteva non essere d’obbligo) qualche ballerina e svariati nani.
Potevano mancare faccendieri di ogni sorta ed estrazione?
No ci sono stati, e ci sono, anche questi!
Quindi caro direttore, non “RIVOLUZIONE CULTURALE” (…brivido!) ma “RIVOLUZIONE COLTURALE” (doppio brivido con rischio di perdita dei sensi!).
La conferma di questo processo degenerativo in atto è stata fornita ai cittadini dai siparietti da avanspettacolo improvvisati nel corso della riunione del neo-eletto Consiglio Comunale.
Ecco il primo incaglio. Si trattava di stabilire se il punto all’ordine del giorno, riguardante la eleggibilità dei Consiglieri e del Sindaco, fosse una semplice presa d’atto o se, invece, si dovesse votare.
Panico! Il Segretario Comunale, dopo aver, seraficamente ed incomprensibilmente, detto di si ad entrambe le soluzioni, riferiva di aver predisposto una “autocertificazione”, peraltro restata ignota ai consiglieri, e di aver richiesto il “certificato del casellario giudiziario”, come se l’ipotetica causa di ineleggibilità alla carica pubblica fosse soltanto la pendenza di un procedimento penale. Tutti sappiamo che non è così, ma allora perché, come a tutti è sembrato, solo al Segretario Comunale ed al Sindaco tutto ciò era ignoto?
Sta di fatto che il Consiglio non ha votato un bel nulla. Ad un consigliere di opposizione non è stato concesso di prendere la parola, né di mettere a verbale una sua dichiarazione.
Aspettiamo con trepidazione, curiosità, e con una incontenibile ed inevitabile carica di sarcasmo, la pubblicazione del deliberato del Consiglio Comunale. Poi vedremo.
Seconda falla!
Si tratta di eleggere il Presidente del Consiglio Comunale ed il Vice – Presidente.
Quorum previsto dallo Statuto è quello dei due terzi dei sei Consiglieri più il Sindaco.
Quindi: due terzi di 7, è pari a 4,66, che deve essere arrotondato a 5, per eccesso.
Il Consiglio vota: 4 favorevoli e 3 astenuti. FLOP! Panico!
Il Sindaco annulla la votazione (Sic!) e la fa ripetere, ottenendo lo stesso identico risultato. Nonostante l’aberrazione, i lavori del Consiglio vanno avanti con una perla di ritorsione. Il Sindaco non consente l’elezione del Vice-Presidente del Consiglio Comunale, affermando testualmente che “questa carica non è obbligatoria” e che, pertanto, se ne può fare a meno! Con ciò dimenticando il disposto dell’art.14 bis del vigente Statuto Comunale, stracciato e gettato nel cestino, suscitando stupore ed indignazione tra i presenti.
A quel punto mi ha assalito una malinconia profonda ed incontenibile, ed ho immaginato di ascoltare un coro a bocca chiusa, proprio come quello dei soldati austriaci nella manzoniana chiesa di S. Ambrogio, che mormorava, dapprima piano piano e poi sempre più forte, un sostantivo: “Legalità…legalità!”, che si diffondeva  nell’aria e tra tutti i presenti.
Gli Amministratori Pubblici debbono avere il culto della Legalità anche perché, e soprattutto in questo momento storico, la gente ha fame e sete di legalità. Ma i sintomi non sono buoni ed il mattino di questa neo-eletta Consiliatura non è radioso di sole ma carico di nuvole procellose.
Speriamo di cavarcela, caro Direttore!

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Lettere al giornale
Gemma: "Laura, credimi, se così fosse, siamo messi male! Ma se così non fosse, saremmo messi peggio! "
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Redazione


“L’unico padrone di un giornale dovrebbe essere il lettore” affermava Montanelli. Con questo spirito che anima l’impegno quotidiano de L’osservatore laziale, lasciamo spazio ad una lettera di un cittadino che scrive sotto pseudonimo una lettera rivolta a Laura Borgognoni, residente di Nemi. Laura ha commentato e seguito l’intera campagna elettorale nemese sul social network Facebook. Gemma (l’autrice della lettera) ha voluto commentare insieme a Laura le ultime amministrative nemesi, chiedendo con discrezione e gentilezza accoglienza su L’osservatore laziale. Libera di farlo, sul nostro giornale c’è spazio per chi desidera coscienziosamente far sentire la sua voce. Buona lettura

Riceviamo e pubblichiamo:

Cara Laura,
mi ritrovo a scriverti senza saperne bene neanche il motivo. Ho solo voglia di confrontare con te alcune cose che penso a riguardo delle ultime consultazioni elettorali. So che se una cosa accade, per quanto possa sorprenderci, vuol dire che era possibile. Quando però la sua plausibilità si scontra con la struttura della logica, allora non può fare a meno di accenderci le spie dell’attenzione. Non cerco risposte. Le considero, comunque, ingannevoli e provvisorie proprio come le vittorie, specialmente se raggiunte con ogni mezzo ed ad ogni costo. Scavalcate a loro volta da altre risposte e da altre precarie vittorie. Forse mi pongo domande ma solo per allineare di nuovo i percorsi della plausibilità con quelli della logica. Tento di metter nero su bianco una serie di considerazioni confuse che hanno avuto bisogno di un loro tempo per essere decantate ed, in qualche modo riordinate. Una sorta di processo indiziario che sappia più di letteratura che di storia. Ma andiamo per ordine: partiamo dalla fine. Penso che il risultato delle urne vada sempre accettato. Questo non vuol dire che vada subìto, anzi. Più è in contrasto con i propri principi e le proprie aspettative, più necessita di vigile controllo. Ma questo discorso, se vuoi, potremmo affrontarlo in un successivo momento: ora ci porterebbe fuori tema. Ed allora torniamo all’inizio: la campagna elettorale. Direi, semplificando ed in modo superficiale, che i due gruppi i quali, a rigor di logica, avrebbero dovuto contendersi la vittoria, la abbiano condotta quasi in sordina. Questo non è un voler rimarcare una possibile disattenzione ma solo una, ripeto, superficiale constatazione. Parlare ora nel dettaglio di troppi argomenti avrebbe come risultato di aumentare la confusione di situazioni già confuse. Cerco di focalizzare l’attenzione sul gruppo dell’outsider e sul suo possibile percorso. Credo che la sua campagna elettorale sia cominciata molti mesi prima e che, non penso di dire una cosa nuova, si sia sviluppata nel territorio. Nella strada, nei bar, nelle associazioni, nella scuola, ecc. Il grido di battaglia deve esser stato: “Buttiamo giù i baroni dalle loro torri e prendiamoci il potere!” Una cospirazione carbonara i cui coscritti, in segreto, dovevano formare la leva che avrebbe scardinato gli equilibri. La Storia ci insegna che in momenti di decadente confusione ideologica il coinvolgimento di masse trasversali (perché, nel suo piccolo, di questo si tratta) porta sempre buoni risultati, almeno in termini di voti. Plausibile ed, in un certo senso, encomiabile. Vedremo in seguito dove la plausibilità cozza con la logica e l’encomio con un deprecabile e troppo diffuso modus vivendi. Ora i maligni già riempiono le strade di chiacchiere e di illazioni che quantificano ciò che di ponderabile sia stato dato e promesso ai carbonari (c’è chi parla di un pezzo di pane per i più assecondabili e di due pezzi per i meno) per facilitare al massimo la loro conversione e la loro affiliazione a questa loggetta massonica che li ha visti partecipi con il ruolo di muratori di cazzuola, senza neanche domandarsi quali Architetti e con quali progetti  e quanti Capomastri abbiano ordito la trama di questo impegnativo percorso. Ma a questo in non posso credere, non voglio credere, non devo credere. Sono solo illazioni che comunque non cambiano di una virgola l’evento in sé. Devo attenermi ai fatti , anzi devo già accontentarmi dell’ipotesi dei fatti. Se andiamo dietro alle chiacchiere non ne usciamo più.
Torniamo allora alla sequenza delle ipotesi. “L’ han giurato, li ho visti in Pontida …”. Ma neanche il giuramento di fedeltà sarebbe stato sufficiente. Come in ogni carboneria che si rispetti doveva esser indispensabile il mantenimento del segreto. Per quanto convinti di riuscire ad attirare sufficienti adepti e con tutti i mezzi, dai due schieramenti maggiori, questi non sarebbero stati bastevoli a superare la possibile santa alleanza dei baroni. In tempi passati, una sorta di alleanza c’era già stata e per motivi simili! I baroni dovevano restare tranquilli e lo sono stati, nelle loro presunzioni contabili. Per cui, mantenere il segreto era il secondo punto. Ma qui la plausibilità si scontra in modo irreversibile con la logica! Va bene il giuramento, va bene la clandestinità ma viviamo in un contesto in cui gli orientamenti sono scientificamente tracciabili. Perché allora i sondaggi davano risultati diametralmente opposti all’esito? Qualunque società demoscopica, anche la meno attendibile e non è questo il caso, tutela i sui report dentro una forbice elastica fatta di piccoli numeri di oscillazione. Qui parliamo di macroscopici errori che sfiorano il venti per cento! Nessun esperto potrebbe ritenere il dato possibile se non attribuibile ad una organizzata, preconfezionata macchinazione. Qui sta il punto focale di tutto. Per cercare di capire occorre necessariamente dare una soluzione a questo interrogativo. Aperta a tutte le logiche risposte, provo ad accennare la mia. Non bastava il giuramento, non bastava la clandestinità. Per tenere tranquilli i baroni sarebbe stato necessario anche mentire. Il terzo giuramento: “Fate credere in ogni occasione che voterete per loro”. Solo questo giustificherebbe la incompatibilità tra le previsioni ed il risultato. Dando poi, come prodotto secondario, un’altra risposta ad un dubbio oggettivo: Come è possibile che alle varie manifestazioni di preparazione al voto, specialmente del centro-destra, avessero partecipato così tante persone da rendere l’attesa quasi tranquillizzante? Solo per scroccare una cena? Non serve giocare con i numeri per capire che una parte consistente di qui partecipanti già sapeva che avrebbe votato in modo diverso da come sembrava dichiarare! Credimi, se nel lato oscuro dei miei sentimenti alloggiasse lo schifo, questo, più di ogni altra cosa, riuscirebbe a sollecitarlo! Ma voglio essere ingenua fino in fondo e dire che così non è stato, che sono solo elucubrazioni che cercano di giustificare una sconfitta. Che il percorso dei vincitori sia stato cristallino, risultato di un duro, capillare, onesto lavoro. Lavoro che sia riuscito ad inculcare in centinaia di persone il germe della ribellione, del nuovo ed il senso di appartenenza ad una setta che voglia ‘ribaltare le carte sul tavolo della storia’. Ma una carboneria, compressa in mesi di clandestinità esplode, nel momento della vittoria, occupando le strade con i propri vessilli ed i propri carrocci! Così non è stato, neanche durante la festa in onore dell’eletto: poche e controllate persone! Perché? Forse vergogna o forse consapevolezza che il risultato era dato per certo, quasi scontato. Solo noi, società demoscopiche e baroni compresi, non lo avevamo capito! Ma torniamo all’ipotesi dei fatti. Proviamo ad analizzare i visibili ed invisibili artefici di questa macchinazione che, comunque la si guardi, contiene qualcosa di machiavellico. E’ forse il frutto di un candidato che ha fatto dei suoi guai uno scudo di vittimismo? Che ha condotto una campagna elettorale sull’onda scialba del rinnovamento? Come se, fino a poco prima, fosse stato all’opposizione! Oppure è il frutto di chi ha seguito il consiglio di tacere, perché ‘meno parla e meglio è’? Rifugiandosi, in piena campagna elettorale, dietro la scalata di nuovi livelli di Bubble Witch Saga? O di chi, dalla media distanza, ribatteva su Facebook ogni accusa, portando la discussione che, strano a dirsi, si era accesa in modo anomalo per quel social network (magari anche per merito nostro) e strutturato, su un livello di personale disputa, buttandola, come si dice, in caciara? Che farciva la sua bacheca con slogan stile anni sessanta zeppi di tanti, troppi, puntini di sospensione? (anche la grafica ortografica ha una sua Etica, punteggiatura compresa!).
Queste sono le menti che hanno organizzato il “delitto perfetto?”
E’ questa la triade che ha scalzato i baroni depredando a piene mani nei loro consolidati bacini elettorali?
Ragazzi, se così fosse, siamo messi male! Ma se così non fosse, saremmo messi peggio!
Come dare torto a chi potrebbe pensare che dietro a questo cerchio magico non possa essercene un altro ben più organizzato e con mire ben più solide? Perché, proprio adesso che i poteri sovra comunali, stringendo i cordoni dei finanziamenti e dando in cambio ai comuni maggiore discrezionalità di movimento, specialmente in ambito urbanistico, abbiamo notato un via vai di affaccendati politicanti e non solo? Come non temere che, se così fosse, questo cerchio esterno alla brancaleonica consistenza della triade, possa stringersi silenziosamente sulle vite e sui territori con la precisione millimetrica di una garrota?

Brutti pensieri, spero solo influenzati da una delusione. Lascio a te e a chi ne sa più di me il tentativo di districare, magari con ragionamenti più oggettivi, questa matassa che, a forza di smucinarla, rischia di diventare un gomitolo di altro genere.

Lascio inoltre, a chiunque lo volesse, formulare le proposte per vigilare ed arginare qualunque possibile sopruso, qualunque tentativo di aggirare la legalità. Evidenziare ogni possibile anomalia, fosse anche uno sbancamento non autorizzato! Una mail non chiarisce né risolve se non come primo passo per una possibile discussione, magari virtuale ma aperta.

Fino ad ora ti ho parlato di fatti ipotetici, quasi un tentativo di stimolare una discussione più o meno pubblica. Adesso veniamo a quelli documentati da testimonianze.

Per fare questo devo, per forza di cose, diventare più leggera ed affidarmi ad un sostenibile sarcasmo. Non credo che nessuno abbia il diritto di giudicare nessuno, specie se prima non lo ha visto all’opera. Se qualcuno però decide di intraprendere una strada che ne fa un personaggio pubblico, allora deve anche accettare di essere giudicato e, se necessario, irriso. A dire il vero l’inizio non è stato dei migliori. Proclamazione: l’eletto si presenta già fasciato ed, oltre alla fascia che deve aver provato a casa non riuscendo di resistere alla tentazione di scattare qualche fotografia a beneficio della storia, ha messo su anche la maschera di cartone del Piccolo Napoleone che gli ha fatto stravolgere subito il protocollo (non tanto nella forma, cosa che potrebbe essere condivisibile ma nella sostanza) azzittendo subito l’opposizione e dando alla riunione un senso sbrigativo e non sottolineato neanche da un applauso nel momento stesso della proclamazione.  Si passava poi all’assegnazione degli incarichi. Abbiamo appreso che l’assessorato alla cultura era competenza di chi aveva da poco finito di condire un commento su Facebook con un                  “… consegnarlo hai genitori …” che, fatta salva la drammaticità della notizia a cui il commento si riferiva, avrebbe giustificato la disaffezione allo studio di un bambino di quarta elementare! Non mi si venga a parlare di refusi perché, prego controllare, non è la prima volta che le è accaduto. Certo in piccolo paese non pretendiamo che l’assessore alla cultura possa essere un Leonardo Sciascia ma almeno che conosca il rudimentale uso della mutina, sarà per questo che le consigliarono di stare muta?  Ma non finiva qui! Le veniva anche assegnata la delega all’urbanistica. Giustificava la sua documentabile competenza con il fatto che anni prima, aveva lavorato per qualche settimana in un cantiere èdile (l’accento sta dove è stato pronunciato)! Come non può, tutto questo, far venire in mente Totò che, avendo fatto il militare a Cuneo, avrebbe potuto accettare, sicuro di meritarlo, il Ministero degli Esteri ?!?  Si passava poi alla elezione del presidente del Consiglio che veniva eletto senza unanimità (come era d’uso) ma senza neanche il quorum necessario. Una ignorante (nel senso di chi ignora) forzatura delle procedure. Un primo inequivocabile segnale di chi crede, maschera napoleonica a parte, gli sia stato concesso il potere di comandare su tutto e su tutti e non il dovere di amministrare! Forse dovranno ripetere l’elezione del presidente e, stavolta il presidente stesso, sarà costretto a rinunciare, per essere eletto, alla sua persole ed ipocrita astensione!

Se tutto questo non fosse tragico assumerebbe i contorni surreali e grotteschi di una esilarante commedia degli equivoci. Ma forse è proprio così: è tutto un banale e difficilmente recuperabile equivoco.

E se questo è solo l’inizio …

Laura, credimi, se così fosse, siamo messi male! Ma se così non fosse, saremmo messi peggio!

Un saluto, Gemma

 P.s.  Leggo su Facebook una tua condivisione su una frase attribuita a Che Guevara: Un popolo ignorante è più facile da ingannare! Come non sottoscriverla? Ma credimi è molto più pericoloso un politico ignorante. Pericoloso per sé, perché di facile manipolazione e per gli altri che la manipolazione dovranno subirla. Dare il potere a chi  non ha l’equilibrio intellettuale di meritarlo non è solo uno schiaffo alla meritocrazia ma è mettere in un posto di comando, dove si maneggiano soldi pubblici, un burattino che seguirà sempre la rotta decisa dai suoi invisibili burattinai!"

 

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Elezioni amministrative 2012
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Redazione

Riceviamo e pubblichiamo da Giovanni Libanori

Gentile direttore,
…ad urne chiuse …a scrutinio effettuato ….ed a risultato quasi proclamato,
Le chiedo dello spazio per esplicitare i miei personali ringraziamenti agli elettori di Nemi.
La campagna elettorale appena conclusa è stata dura e senza sconto alcuno….il Suo giornale è il più accreditato testimone di quanto accaduto.
La riflessione che però scaturisce dal …replay degli ultimi eventi mi induce ad evidenziare il grande senso di equilibrio del corpo elettorale di Nemi il quale non si è lasciato distrarre dai toni molto spesso eccessivi e sproporzionati rispetto alle reali consistenze dei fatti – originati da tutte le parti in competizione – ed ha probabilmente optato per la discontinuità amministrativa nella guida del proprio paese preferendo, al contrario, scommettere sul futuro….o meglio su un diverso futuro.
Bene, con Bertucci Sindaco accettiamo la scommessa di amministrare in maniera nettamente diversa dal recente passato nell’esclusivo interesse del paese nel quale viviamo noi e nel quale vivranno i nostri figli.
Opereremo alla luce del sole e raccogliendo gli inviti ed i suggerimenti di tutti coloro che penseranno di averne, con senso di responsabilità, rispetto delle istituzioni e considerandoci amministratori di tutti i nemesi.
Grazie ancora a tutti per la fiducia accordataci. Da qui partiremo insieme per costruire un paese migliore.
Giovanni Libanori ….
 

Elezioni amministrative 2012
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A Nemi vince con la lista “Uniti per Nemi” Udc Alberto Bertucci con 478 voti, a seguire Stefania Osmari con la lista “Partecipazione Democratica” Pd/Fds/Idv, “Nemi per sempre” 354 voti, Cinzia Cocchi con la lista “Insieme per Nemi” Pdl 301 voti e Beatrice Faina con la lista “Pensiero Civico” Sel con 102 voti.

Elezioni amministrative 2012
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Redazione

Il comizio di chiusura della campagna elettorale di "Pensiero Civico" Sel.

Buona visione

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