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DISTANZIATORE
Nel mirino della magistratura
Due fronti giudiziari roventi che rischiano di finire a processo
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NEMI (RM) - E sono due arrivate a distanza di pochi giorni. Sotto inchiesta per la presunta truffa delle manutenzioni Cotral e sotto inchiesta anche per aver lasciato la gestione del servizio dopolavoro Cotral Metro ai sindacati senza alcuna gara ne controlli. Raddoppia dunque le notifiche di chiusura indagini Giovanni Libanori, attuale consigliere della Città Metropolitana e consigliere di maggioranza con delega al Bilancio del Comune di Nemi. Due fronti giudiziari roventi che rischiano di finire a processo.

 

La cronaca di oggi infatti racconta di 17 indagati dalla Finanza, alcuni ancora con incarichi in Comune e Regione,  che potevano far risparmiare ad Atac e Cotral oltre 14 milioni di euro che potevano restare in cassa se fossero stati indetti regolari bandi.  Questi, tra cui è presente Giovanni Libanori, rispondono in concorso tra loro di abuso di ufficio per violazione del codice degli appalti. Ciò significa che l’associazione Dopolavoro Atac e Cotral, di cui erano responsabili i cda aziendali, ha affidato senza gare e sempre ai soliti noti la gestione delle mense, dei bar, delle barberie e dei distributori automatici di snack e bevande.

 

Per paradosso il tema è lo stesso che il licenziato dirigente Enzo Maccauro mise all’ordine del giorno in Cotral prima di essere mandato via dall’azienda. Maccauro sosteneva infatti che il servizio mense era maldistribuito e che doveva essere rivisto ma proprio questo, secondo quanto asseriva Maccauro all’epoca, fu uno dei maggiori motivi scatenanti il suo allontanamento ai tempi di Surace e Libanori: per nulla ascoltato dai sindacati (ndr che oggi appaiono i principali destinatari di vantaggi di gare senza appalti) e per nulla ascoltato dal cda aziendale che lasciò la situazione mense e dopolavoro completamente intatta e solo dopo un anno e mezzo dall’esplosione dello scandalo all’Atac, in Cotral si prese rimedio alla questione con i ticket mensa.

 

Ancora un caso che vede figli e figliastri, favoriti e intoccabili come quei sindacati Cgil, Cisl e Uil che da una vita hanno dominato gli appalti ora nel mirino della magistratura ma anche della Corte dei Conti.

 

Ad esempio, l’attuale presidente Cotral Colaceci, già assessore provinciale ai Trasporti nella giunta Zingaretti che oggi compare nella lista dei personaggi sotto inchiesta per gli appalti senza gara ai sindacati,  non conciliò con Maccauro per reintegrarlo in Cotral nonostante avesse il parere positivo dell’avvocato penalista in Cotral. All’epoca uscirono anche le intercettazioni che vedevano protagonista Surace che asseriva in sostanza che i licenziamenti di alcuni dirigenti ex Ds, (Cherubini, Maccauro e De Gregorio) sono stati richiesti dalla politica. Surace fu intercettato proprio mentre dialogava con un dirigente licenziato, cioè Cherubini. (Ecco un pezzo delle asserzioni del presidente Cotral: “Ci hanno detto per un orecchio ‘licenziateli quando potete perché ci stanno creando troppi problemi’ io ho capito che non dovevo farlo, perché sono loro che volevano mandarli via, ma si ricompattavano, quindi come vedi uno può pensare ‘forte Maccauro, ma forte un par de palle!’ Allora, io ho accettato questa situazione perché nel frattempo era partita quest’altra,per cui vabbè… dopodiché anziché andare via e magari qualcosa poteva essere trattata andranno via malamente, forse, ma non perché questo lo deciderò io, difatti oggi hanno deciso proprio questo). Ancora una dimostrazione come la politica avrebbe dettato legge nell’azienda.

 

La versione ufficiale, anche dell’assessore Michele Civita, fu che “con Maccauro non si poteva conciliare perché era indagato”. Eppure all’epoca, proprio al servizio di Civita c’era una dirigente apicale sotto processo (ndr Manetti) ma sulla quale non pendeva alcuna condanna. Stessa situazione del Maccauro che però fu licenziato. Inoltre, più tardi, quando il dirigente Ricevuto fu rinviato a giudizio, sempre ai tempi di Maccauro, la Colaceci e Giana lo licenziarono. Un anno dopo il licenziamento di Ricevuto, sempre con Colaceci, furono licenziati cinque dirigenti tra cui Spinetti, Ponzi e Cairoli mentre gli altri due, Pucci e Ferraro, furono poi reintegrati. Il fatto singolare in tutta questa dinamica fu che la causa ufficiale del licenziamento era che all’epoca della nomina di questi dirigenti silurati non furono seguite tutte le regolari procedure di selezione pubblica ma dettaglio trascurato è stato che proprio a quell’epoca Colaceci era assessore ai Trasporti della provincia di Roma, ente proprietario del 12% delle azioni del Cotral. La notifica di informazioni di garanzia e chiusura indagini di questi giorni sulle truffe sulle manutenzioni coinvolge dirigenti apicali del Cotral attuale con la quale Colaceci e Giana hanno lavorato e lavorano quotidianamente oltre che la stragrande maggioranza dei quadri intermedi della manutenzione (ndr. Pucci e De Se Santis)

 

Ovviamente oltre ai dirigenti inquisiti e licenziati Colaceci si è trovata a lavorare con dirigenti le cui assunzioni che si presumono poco trasparenti compaiono in una denuncia dei Cinque Stelle: tra queste  il capo del personale Ronchi e la stessa portavoce di Colaceci, la figlia del sindaco di Formia.

 

Infine i Cinque Stelle hanno denunciato sempre il consiglio di amministrazione per l’uso poco trasparente dei legali consulenti dell’azienda oltre che i licenziamenti e trasferimenti di gran parte del personale anche con distanza di 100 chilometri da un impianto all’altro. In tutta questa storia sembrerebbe che gli unici a pagare un conto salato siano proprio i lavoratori dell’azienda che ormai è nel mirino della magistratura. 

L'inchiesta
Avviso di conclusione delle indagini preliminari sulla vicenda Cotral a 66 indagati da parte della Procura della Repubblica di Roma
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Redazione

 

I sostituti procuratori della Repubblica presso il Tribunale di Roma Maria Letizia Golfieri e Stefano Rocco Fava hanno firmato l’informazione di garanzia e l’avviso delle conclusioni delle indagini preliminari per 66 indagati su presunte truffe che riguardano i servizi di manutenzione dell’azienda di trasporto su gomma del Lazio Cotral. I maggiori capi di imputazione sono truffa e frode nell’esecuzione dell’appalto, truffa e frode nelle tarature periodiche, rivelazioni di segreti d’ufficio e abuso d’ufficio nell’affidamento delle tarature periodiche.

L’attuale capogruppo in Consiglio metropolitano Conservatori Riformisti e consigliere di maggioranza con delega al Bilancio del Comune di Nemi Giovanni Libanori compare nella lista dei 66 indagati. Libanori è accusato insieme a Carlo Amati dei reati pp. e pp. dagli articoli 110-353 comma 3 cp per essersi accordati tra loro e con altre persone non identificate e altre ditte partecipanti in collusione a non fare offerte al di sotto del prezzo concordato preventivamente. E anche l’accordo sempre tra loro, tramite Libanori, allora componente del Cda Cotral, per far prorogare i contratti in essere con le ditte già aggiudicatarie impedendo l’indizione di una nuova gara per l’assegnazione della manutenzione sui cambi automatici degli autobus. Questo è quanto ci è dato sapere alla data del 13 giugno del 2017 riportata nell’avviso di conclusioni indagini.

In pratica il caso riprende a grandi linee la storia delle mancate gare per l’affidamento di servizi di manutenzione che L’Osservatore d’Italia ha denunciato nel nutrito dossier Cotral che risale all’inizio del 2014. I fatti contestati a Libanori e Amati in concorso tra loro risalirebbero al 2013.

Ma la nostra inchiesta è altra storia rispetto ai fatti giudiziari che vanno man mano emergendo. Carlo Amati compare addirittura in un nostro articolo del febbraio 2012 titolato Cotral marcata stretta da Authority e Procura. Qui la dinamica appare sempre quella di favorire la solita ditta di Amati e a scriverlo è proprio Giovanni Pitruzzella, garante per la concorrenza, che all’epoca diede 60 giorni di tempo a Cotral per rivedere il bando per la fornitura di ricambi di carrozzeria e manutenzione degli autobus Fiat Iveco Irisbus.  La formulazione, scriveva l’Antitrust, potrebbe favorire il concessionario esclusivo Iveco per il Lazio, ossia la «Romana Diesel» di Carlo Amati, che da concessionario Fiat controllava già la manutenzione dei bus Atac. L’appalto Cotral finito sotto accusa è stato affidato nel novembre 2012 alla «Romana Diesel» ed è già oggetto stato oggetto di un ricorso al Tar, che pone ai giudici amministrativi le argomentazioni poi accolte dall’Antitrust. Secondo il Garante, la «lettera di invito» alla gara poteva favorire «il concessionario esclusivo per il Lazio, in tal modo finendo per alterare il confronto competitivo in sede di gara». Pitruzzella concluse: “Vantaggi informativi possono derivare dal fatto che Iveco, o il soggetto a essa collegato potrebbe, in sede di gara, utilizzare a proprio favore eventuali informazioni circa possibili, future, modifiche dei prezzi del listino Iveco”.

Dunque una riflessione è pur lecita per chi applica la liberta di espressione, critica e informazione: è possibile affermare che la politica può incidere sull’andamento di un’azienda pubblica? È possibile affermare che il peso di Giovanni Libanori all’interno del Cda Cotral abbia potuto alterare alcune situazioni? A queste domande non è possibile ancora rispondere ma certamente i capi d’accusa contestati non lasciano presagire una situazione cristallina che si è verificata all’interno dell’azienda Cotral. Può un amministratore con queste pesanti accuse continuare a tenere la delega al Bilancio di un Comune? Anche su questo punto la risposta è più di ordine morale: in teoria non è colpevole fino al terzo grado di giudizio ma eticamente potrebbe, quantomeno per dovere morale, rassegnare le dimissioni.
 

Il reportage
Nelle prossime ore porteremo sull’ ”area che non c’è” un succulento dolce con una candelina 'ncopp: un anno di articoli e di esposti
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di Ivan Galea


NEMI (RM) - In Italia alla fine tutto è consentito, persino che della segnaletica stradale renda possibile l’impossibile. Basta un po’ di fantasia e un bravo fornitore di cartelli e ci si può ritrovare addirittura gemellati con una città che sa poco o nulla di noi, soprattutto del presunto gemellaggio.

I segnali sono curiosi, interessanti e non dovremmo darli sempre per scontati. Chi ha notato per esempio quello alla fine di via della Radiosa a Nemi per chi lo guarda dalla via dei Laghi? C’è un bel segnale di divieto di entrata - nb. in via della Radiosa dalla via dei Laghi - mentre invece è accessibile da via dei Corsi, in quanto a senso unico. Fin qui tutto bene, se non fosse per quell’ “eccetto N.U.” che dovrebbe significare eccetto Nettezza Urbana.

 

E perché mai la nettezza urbana può passare contromano in via della Radiosa? Che esigenza c’è? La risposta potrebbe essere, tiriamo a indovinare, sull’ordinanza comunale cui si fa riferimento dietro il segnale che però è orfana di numero. Quest’ultimo particolare non è certo un reato ma sicuramente un dettaglio che sarebbe potuto tornare utile se avessimo trovato qualche straccio di atto sull’albo pretorio online del Comune di Nemi. Ma a quanto pare non siamo bravi a cercare perché non abbiamo trovato nulla, neppure una sbiadita ordinanza che consenta il passaggio contromano in via della Radiosa ai mezzi della nettezza urbana.

Il mistero di questo particolare cartello è presto chiarificato se si è bravi a fare il gioco dell’acqua e del fuoco. Contromano perché c’è lo stadio? ACQUA! Perché c’è un’area recintata dove spesso i mezzi “riposano” con vicino i cassonetti intrisi di rifiuti che percolano sul terreno nel cuore del Parco Regionale dei Castelli Romani e a soli 60 metri da un pozzo? FUOCO

Certo, questa risposta non è contemplata nella segnaletica ma è solo frutto di una coincidenza. Insomma ai mezzi della nettezza urbana è consentito andare contromano e anche, come chiaramente si evince dalle foto, trovare ricovero dentro un’area dove avviene una gestione rifiuti che appare totalmente abusiva e contro la legge. Se non è un paradosso tutto italiano questo, non sapremmo proprio come chiamarlo! I fatti evidenti sono che da un anno i mezzi della Lazio Ambiente proseguono a scaricare rifiuti nei cassonetti posti all’interno dell’area recintata in via della Radiosa per poi ricaricarli e conferirli in discarica.  

Questo articolo finirà nella ormai collezione di altri articoli che denunciano in solitario una situazione che dovrebbe attirare l’attenzione giornalistica, quantomeno degli altri giornali locali che si pregiano di questo status e che non sono solo votati a fare tutto il giorno copia e incolla di comunicati istituzionali calati dall’alto. C’è anche l’inchiesta che richiede più tempo profuso e maggiore volontariato ma permette di guardarsi allo specchio la mattina e considerarsi professionisti al servizio dei propri lettori.

Nelle prossime ore porteremo sull’ ”area che non c’è” un succulento dolce con una candelina 'ncopp: un anno di articoli e di esposti. Saremo i soli a spegnerla perché pare che tutti gli organi competenti deputati ad interessarsi alla questione siano spariti nel nulla. Sì proprio così, un anno fa, era il 14 luglio del 2016, questa redazione iniziava a documentare, con una serie di articoli denuncia correlati da immagini fotografiche e video riprese, questa attività che ancora oggi appare in contrasto con quanto previsto dalla Legge. E sempre un anno fa segnalavamo questo stato di presunta illegalità con vari esposti inviati a mezzo Pec a tutte le Autorità preposte, compreso il Comando di Polizia locale di Nemi. A seguito di questi esposti, è partita un’attività di indagine affidata al Corpo Forestale dello Stato di cui oggi non si conosce ancora l’esito.

Un segnale di interessamento lo aveva dato il Garante Regionale del Servizio Idrico Integrato
che doveva venire a Nemi lo scorso 27 aprile 2017 per verificare personalmente il sito dove avviene la gestione rifiuti non autorizzata. Ma poi a causa di "sopraggiunti impegni" del primo cittadino di Nemi, che era stato convocato dal Garante, l'appuntamento era saltato. L’ultimo messaggio ricevuto dal Garante è stato che ci avrebbe informato in merito alla prossimo appuntamento con il sindaco. Poi sono passati i giorni, l’11 giugno le amministrative e la rielezione del primo cittadino uscente, poi due consigli comunali pianificati uno dietro l’altro e poi lettera morta. Tutti in vacanza tranne i rifiuti che stanno così bene dove si trovano in attesa che sia avviata la tanto annunciata raccolta porta a porta.

Questa è una storia “difficile”, una storia che non sarebbe dovuta esistere ma che invece c’è e rispetto alla quale è calato un silenzio assurdo. Sembra che tutti si siano voltati dall’altra parte per non vedere quello che succede in via della Radiosa: una gestione dei rifiuti illecita alla luce del sole, talmente tanto ostentata che persino una segnaletica così singolare passa inosservata.

 

Una storia che continueremo a seguire e se necessario porteremo oltre i confini nazionali finché qualcuno avrà la bontà di stabilire se a Nemi in via della Radiosa a 60 metri da un pozzo d’acqua potabile che serve la popolazione è possibile che esista un’area recintata dove quotidianamente i mezzi della nettezza urbana scaricano e caricano rifiuti e dove gli stessi vengono lasciati parcheggiati nel maleodore generale in attesa di un responso istituzionale che ancora non si vede.

ARTICOLI PRECEDENTI:

14/07/2016 NEMI, ECOCENTRO 'I CORSI': "UN PROGETTO IRREALIZZABILE"

06/08/2016 Nemi: chiudete quella discarica!

02/09/2016 Nemi: se non è gestione dei rifiuti, cos'è?

29/09/2016 "Cose mai viste": a Nemi c'è un centro immondizia nel cuore del Parco

03/10/2016 Nemi, gestione rifiuti vicino al pozzo dell'acqua: il Parco si è mosso ma non è il solo

06/10/2016 Nemi, rifiuti e acqua potabile: interviene il Garante del Servizio Idrico Integrato

02/11/2016 Nemi, isola ecologica in via della Radiosa: Acea dice no

04/01/2017 Nemi, rifiuti e pozzo dell'acqua: una gestione abusiva di cui tutti se ne fregano

30/01/2017 Nemi, acqua potabile e rifiuti: in via della Radiosa il tempo passa tra frigoriferi e materassi

17/02/2017 Nemi: lavatrice nel cuore del Parco dei Castelli Romani in un'area non autorizzata

06/04/2017 Nemi, emergenza abbandono rifiuti: il sindaco ci mette una pezza

03/05/2017 Nemi, rifiuti e acqua potabile: a.a.a. cercasi tutori della Legge

06/06/2017 Nemi, rifiuti: via della Radiosa il fallimento della gestione del buon padre di famiglia

28/06/2017 Nemi, soldi pubblici per foto trappole: i risultati?

Il reportage
Narra la leggenda che la dea amava riflettersi nelle acque del lago di Nemi illuminate dai soli raggi lunari
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di Ivan Galea


NEMI (RM)
– Buio assoluto, in tutti i sensi, in via del Perino sul lungolago di Nemi dove invece, affacciandosi dal belvedere della piccola cittadina delle fragole o da quello della dirimpettaia Genzano, si sarebbe dovuta poter scorgere un’illuminazione ispirata, probabilmente, a un gusto hollywoodiano assolutamente fuori luogo, a parere di chi scrive, in virtù della sacralità del posto dove la leggenda narra che la dea Diana Nemorensis amava riflettersi nelle acque del lago di Nemi illuminate dai soli raggi lunari. E senza contare il fatto che queste luci, qualora avessero funzionato nel tempo, sparate dal basso verso l’alto forse potevano risultare poco gradite alla fauna locale, ma evidentemente su quest’ultima considerazione il Parco dei Castelli Romani, organo deputato alla tutela del territorio e delle specie che lo popolano, ha ritenuto che così non fosse.


I lavori per realizzare l'illuminazione di via del Perino sono iniziati alcuni anni fa, divisi in diverse tranche e affidati a privati con gare negoziate che alla fine della giostra sono costati circa 200mila euro che pesano, ora più che mai, come macigni sulle tasche dell’intera collettività che si trova ad assistere all’ennesima rappresentazione dei soldi pubblici che vanno in fumo.

 

E proprio sull’affidamento dei lavori era intervenuta l’Anac di Raffaele Cantone, su sollecitazione della solita stampa non allineata,  evidenziando la circostanza che a una gara avessero partecipato anche due ditte i cui titolari risultavano essere padre e figlia. Condizione, quest’ultima, sulla quale l’ufficio Tecnico del Comune di Nemi si poneva il problema, solo dopo aver affidato i lavori però, se fosse lecita o meno girando il quesito all’Anticorruzione.

 

Ma nonostante le evidenze e i dubbi tutto è andato avanti e oggi la valle del lago insieme ai 200mila euro restano avvolti nelle tenebre.  “Forse questa amministrazione comunale ama il buio. – Commentano dal Meetup Amici 5 Stelle Nemi – Infatti, oltre alle luci in via del Perino – proseguono dal Meetup – nel centro storico è stata smantellata la vecchia illuminazione a vapori di sodio sostituendola con luci al led e trattando i nuovi lampioni come se non fossero elementi dell’arredo urbano. Mancano i vetri ai lampioni – evidenziano i simpatizzanti 5 Stelle di Nemi - che ora proiettano zone d’ombra e addirittura Castello Ruspoli non è più illuminato. Questi amministratori il buio ce l’hanno in testa – proseguono ancora - e ci chiediamo come possa essere stato possibile che 750 persone abbiano deciso di premiare, alle trascorse elezioni dell'11 giugno, 5 anni di malgoverno a guida Bertucci”

 
Una storia, quella dell’illuminazione della valle del lago di Nemi, che alla fine accontenta la fauna locale, qualche gatto che usa i portalampade a terra come cuccia e la dea Diana Nemorensis che potrà continuare a specchiarsi nelle acque del lago di Nemi ancora illuminate dai soli raggi lunari. Meno buona per i cittadini che hanno speso 200mila euro per ritrovarsi con un pugno di mosche in mano.

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Politica locale
In una nota di Mercante, Berardinelli e Tersigni i complimenti per l'incarico di Bianchi a Nemi


NEMI (RM) - "Abbiamo accolto con favore la volontà di Cesare Bianchi di mettersi a disposizione della sua comunità e del proprio territorio e abbiamo così condiviso la scelta di nominarlo coordinatore di Nemi di 'Noi con Salvini'. Cesare è una persona eccezionale, dalla specchiata moralità e uno stacanovista vero. Siamo certi che porterai avanti il movimento sul territorio di Nemi nel migliore dei modi possibili. Buon lavoro ! Ringraziamo anche l'ex 'Forza Italia' Maurizio Saudelli per aver aderito a 'Noi con Salvini'. " Lo dichiarano in una nota congiunta il coordinatore provinciale di NCS Marco Mercante, il coordinatore dell'area castelli romani di NCS Bruno Berardinelli e Stefano Tersigni Consigliere Comunale di Nemi.

Ambiente & Salute
Tersigni: "I piretroidi che verranno utilizzati possono provocare nel tempo malattie neurodegenerative e alcune forme di cancro"
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Red. Cronaca


NEMI (RM) – L’amministrazione comunale di Nemi fa sapere che Venerdì 7 agosto 2017 alle ore 3 antimeridiane verrà effettuata la derattizzazione e la disinfestazione su tutto il territorio comunale. Dal Comune specificano poi che i trattamenti saranno effettuati con automezzi forniti di attrezzature nebulatrici utilizzando piretroidi in soluzione acquosa, invitando tra l’altro la cittadinanza, nelle ore indicate, a tenere chiuse le finestre, a non stendere i panni all'esterno, a custodire le api e animali domestici.


"Sono assolutamente contrario alla derattizzazione e disinfestazione che si effettuerà venerdì 7 agosto su tutto il territorio di Nemi. - Fa sapere il consigliere di opposizione Stefano Tersigni - L'unica raccomandazione che il Comune ha rivolto ai cittadini – prosegue Tersigni - è quella di tenere chiuse le finestre, non stendere i panni all’esterno e custodire in casa eventuali animali domestici. Alcuni studi svolti dal CNR dimostrano che questi interventi sono altamente nocivi per l'uomo, per gli animali randagi e non sono risolutivi del problema. I 'Piretroidi' che verranno utilizzati – evidenzia il consigliere comunale di opposizione -  possono provocare nel tempo malattie neurodegenerative e alcune forme di cancro. Chiedo, con urgenza, al Sindaco di bloccare questo intervento.”

LEGGI ANCHE: NEMI, DISINFESTAZIONE CON PIRETROIDI: L'APPELLO DE L'OSSERVATORE D'ITALIA ALL'AMMINISTRAZIONE BERTUCCI

Politica
"Ricordiamo al Sindaco che è un diritto l’accesso a tutti gli atti che possano essere d’utilità all’adempimento del mandato di Consigliere Comunale"
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NEMI (RM)
- Riceviamo e pubblichiamo la nota di "2017 Ricomincio da Nemi":

 

"Il nostro Sindaco si dimostra una persona scarsamente incline al dialogo, sicuramente molto soddisfatto laddove le proposte della sua giunta sono accolte con favore ma che non accetta nessuna critica; mal sopporta l’intervento di alcuno, men che meno dell’opposizione, arrivando a condannarla così aspramente da definire l’intervento del Consigliere Cortuso “da stoppare”.


La colpa inammissibile di quest'ultimo è quella di fare alcune importanti considerazioni durante il suo intervento, prima su tutte la richiesta di accesso immediato agli atti relativi allo SPRAR avanzata dal nostro gruppo all’indomani della convocazione del Consiglio, che non ha ancora avuto risposta ma che è fondamentale per conoscere i dettagli dell’adesione a questo progetto. Sottolineiamo che lo SPRAR è stato individuato, tra le premesse della mozione a favore del mantenimento della dotazione organica della scuola di Nemi, come strumento strategico per il mantenimento della sezione della Scuola Secondaria di Primo Grado a Nemi, che in questo momento rischia la sua formazione a causa delle poche iscrizioni per l’anno scolastico 2017/18.

 

Ricordiamo al Sindaco che è un diritto l’accesso a tutti gli atti che possano essere d’utilità all’adempimento del mandato di Consigliere Comunale, per esprimere, tra l’altro, un voto consapevole sulle questioni di competenza del Consiglio Comunale. Vogliamo ribadire ancora una volta, così come abbiamo fatto durante il Consiglio Comunale, che certi atteggiamenti non dimostrano soltanto il mancato rispetto verso i consiglieri di minoranza ma, soprattutto, rivelano qual è la considerazione da parte del Sindaco verso i cittadini che siamo chiamati a rappresentare.

Gruppo Consiliare
2017 Ricomincio da Nemi"

Amministrazione pubblica & cittadini
Bertucci ha fatto riferimento all’importanza della presenza del Grembo e dell’adesione allo Sprar come maggiore garanzia di raggiungimento del numero minimo per far continuare a vivere la scuola
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di Chiara Rai


NEMI (RM) - Secondo Consiglio comunale della giunta Bertucci bis il giorno della celebrazione di San Pietro e Paolo con meno partecipazione di pubblico e l’assenza del consigliere Giovanni Libanori.

 

All’ordine del giorno, oltre alla lettura e approvazione dei verbali della precedente seduta, si è votata la concessione della cittadinanza onoraria alla bandiera del Sesto Reggimento Genio Pionieri Battaglione Nemi dell’Esercito Italiano. Nessuno dei rappresentanti del Battaglione Nemi era presente. Comunque l’idea di premiare chi si è messo al servizio della comunità di Amatrice per ben 8 mesi dopo il catastrofico sisma dell’agosto scorso in Italia Centrale è stata ben accolta da tutti, consiglieri di minoranza inclusi. Il sindaco Bertucci ne ha parlato come un evento storico “il primo nella storia” il fatto che venga attribuito un alto riconoscimento a una bandiera dei reparti delle Forze Armate: “Nel sesto Reggimento Genio Pionieri – ha detto Bertucci – ci sono due battaglioni: quello di Nemi e il Trasimeno e nei confronti di entrambi vogliamo esprimere la vicinanza dell’Amministrazione comunale onorandone l’operato”. Bertucci ha ringraziato il comandante colonnello Massimo Tuzza e il maggiore Vincenzo Criscuolo con l’auspicio di un futuro proficuo rapporto di collaborazione sul territorio di Nemi grazie all’ausilio di un’alta esperienza d’ingegneria civile che rappresentano gli uomini del sesto reggimento.


Si è passato poi all’approvazione del piano di emergenza di Protezione civile il cui Coc (Centro Operativo Comunale) precedentemente individuato in Piazza Roma è stato poi riconosciuto come attuabile e fattibile al campo sportivo comunale dove maggiori sembrerebbero le garanzie di praticabilità secondo gli algoritmi individuati dalla Regione Lazio. Le implementazioni al nuovo piano di emergenza della Protezione Civile di cui Nemi era assolutamente carente e la cui approvazione è stata una necessità inderogabile prevede una piattaforma di informazioni che riguardano una mappatura particolareggiata del territorio e puntuale censimento della presenza di persone che hanno difficoltà motorie.


Il consigliere di Ricomincio da Nemi Patrizia Corrieri pur accogliendo con piacere l’approvazione di questo piano e le sue implementazioni ha fatto presente che c’è una scarsa fruibilità del sito internet del Comune di Nemi dove la maggior parte dei documenti allegati agli atti pubblicati non possono essere aperti e quindi non si è potuta approfondire la tematica come giusto doveva essere: “Voteremo a favore di questo punto – ha sottolineato Corrieri – anche se avremmo voluto valutare meglio tutte le implementazioni che in linea generale apprezziamo ma che sarebbero potute essere condivise, non in fase divulgativa ma di stesura, con la cittadinanza magari attraverso un’assemblea pubblica che non c’è stata ma che auspichiamo ci sia in futuro”.


Anche il consigliere di Insieme per Nemi Stefano Tersigni ha votato a favore del punto all’ordine del giorno e colto l’occasione per sollecitare due questioni o meglio porre due domande: ha chiesto se fossero state preventivate delle esercitazioni nelle scuole e ha chiesto se non ritenessero urgente incaricare un tecnico esperto per monitorare e valutare lo stato delle case nel centro storico alcune delle quali appaiono vetuste e bisognose di interventi.


La vicesindaco Edy Palazzi si è limitata a dire che assemblee, corsi e convegni avverranno dopo l’avvenuta approvazione del Piano di Emergenza e il sindaco ha aggiunto che verrà anche effettuata una “tabellazione del territorio con segnaletica verticale già predisposta” e che le esercitazioni nel plesso scolastico vengono già effettuate ma che comunque l’educazione all’emergenza deve essere costante e non è mai abbastanza. Inoltre ha confermato che ci sono delle criticità in alcuni “stabili vetusti” del centro storico e case non abitate e che l’amministrazione approfitterà dell’operazione del Governo che prevede degli investimenti in favore di ristrutturazione di stabili nel centro storico anche per adeguamenti antisismici ecc.


In ultimo si è passati all’approvazione, anche questa avvenuta all’unanimità, di una mozione a favore del mantenimento della dotazione organica della scuola di Nemi.
Una vicenda ormai che si ripete di anno in anno e che prevede quest’azione di consiglio comunale volta, ha detto Bertucci a “sensibilizzare gli enti preposti per ottenere ancora una deroga che era stata concessa inizialmente per tre anni ma che poi è stata rimessa in discussione con la Riforma della buona scuola che è saltata. Ci vogliono almeno un minimo di 18 alunni per le scuole medie e di 14 per le scuole elementari. Nel passato si è scongiurato il deficit ma la situazione è sempre più complicata e ci si ritrova oggi, ha ribadito Bertucci, “con questa spada di Damocle fino a settembre”.

 

Bertucci ha fatto riferimento all’importanza della presenza del Grembo e dell’adesione allo Sprar come maggiore garanzia di raggiungimento del numero minimo per far continuare a vivere la scuola di Nemi e quindi prevedere soprattutto grazie allo Sprar un aumento del numero degli iscritti. Il sindaco ha poi ribadito l’importanza di ottenere una deroga definitiva anche con l’inserimento di Nemi come comune montano date le rispondenze di caratteristiche del territorio. Questo scongiurerebbe quest’affannosa e difficoltosa ricerca di iscritti entro settembre per scongiurare, anno dopo anno, la chiusura della scuola a Nemi.


Il consigliere di Ricomincio da Nemi Carlo Cortuso ha evidenziato come la presenza della scuola rappresenti un presidio democratico e civile fondamentale per una comunità e che la sua assenza rappresenterebbe una grossa frattura: “Uno dei problemi però – ha detto Cortuso – è che non si è fatto abbastanza per sensibilizzare le famiglie al concetto che una comunità si deve riconoscere intorno alla scuola. Ogni anno si ripresenta questa problematica divenuta ciclica. È mancata l’iniziativa per scongiurare la perdita di un bene così prezioso. Si, c’è stato un tentativo di assemblea ma bisognava insistere. Ora l’emergenza ci impone un atto di responsabilità ma non possiamo non evidenziare queste mancanze”. Riguardo lo Sprar ha sottolineato Cortuso che come gruppo hanno presentato una richiesta di accesso agli atti per capire i particolari di questa adesione, i numeri, il tipo di progettualità per avere perlomeno coscienza di quello di cui si sta parlando: “Abbiamo una difficoltà oggettiva di poter lavorare in questo modo – ha aggiunto Cortuso – non abbiamo avuto risposte e questo dimostra il poco rispetto che viene portato ai consiglieri ma di riflesso è il poco rispetto per la cittadinanza che rappresentiamo. Non si può essere sempre così estemporanei”.

 

Bertucci ha subito bollato l’intervento di Cortuso come fuori luogo per il fatto che si reclama una risposta all’accesso agli atti a distanza di 48 ore (ndr la richiesta è stata presentata in data 26 giugno 2017): “Si tratta di un intervento – ha detto il sindaco – che necessariamente andava stoppato. L’amministrazione ha fatto tanto per la scuola e non so se l’opposizione ha fatto altrettanto. Con i cittadini abbiamo fatto opera di convincimento anche attraverso incontri con i docenti, le famiglie. Non è consentito l’intervento di Cortuso per mancanza di fotografia della realtà dei fatti”.


Tersigni ha fatto una riflessione: chiedersi i motivi che hanno portato a questa situazione e migrazione degli iscritti verso altre scuole. “Probabilmente c’è stata scarsa attenzione o tempestività di azione anche rispetto a problematiche di diversa natura come quella igienica. A queste carenze si potrebbe far fronte con una maggiore capacità di ascolto. Poi – ha aggiunto Tersigni, è la seconda volta che sento parlare di Sprar e ribadisco la mia contrarietà perché lo ritengo un ricatto di stato. Quindi non auspico, come invece ha fatto il sindaco, che la situazione di carenza di iscritti nella scuola possa essere risolta con l’arrivo degli immigrati”.

 

Dopo l’intervento di Tersigni, Bertucci si è ancora più acceso tornando sempre sul solito cliché di “fatti falsi” diffusi da alcuni giornali che perpetuano “nelle azioni sterili e negative”. “Questo gruppo di residenti – ha detto Bertucci - che hanno fatto e scritto critiche sono i primi ad aver portato i loro figli via dalla scuola di Nemi sperando in una nefasta conclusione della situazione di vedere finita la scuola”. I fatti di cronaca a cui si riferisce Bertucci sono un chiaro riferimento alla nostra testata giornalistica che in passato ha raccolto le lamentele di docenti, genitori e studenti e che si è basata su verbali sanitari e operazioni di pulizia straordinaria effettuate in fretta e furia dall’amministrazione nel plesso scolastico. Adesso ci manca che si metta a dire che la foto di un gatto sopra al cibo della mensa è un fotomontaggio e che le denunce sporte e/o paventate da alcuni genitori sono frutto dell’immaginazione dei cronisti de L’Osservatore Laziale.

 

Spiace assistere sempre al solito teatrino di un sindaco che si abbassa a chiamare in causa con epiteti di bassa lega un organo di informazione che fa soltanto il suo lavoro: critica e cronaca come la Costituzione della Repubblica italiana sancisce. Eppure questo sindaco non si stanca mai di nominare quello che per lui sembra essere divenuta una ossessione che lo segue ovunque e in ogni luogo. Il suo è uno sfogo continuo contro “quel giornale che dice falsità e fa azioni sterili e negative”. Eppure la diagnosi è una sola: volontà di mettere il bavaglio rispetto a chi fa il suo lavoro senza attaccare l’asino dove vuole il padrone.

Soldi Pubblici
Il tutto per una spesa complessiva di 6.100,00 euro IVA di legge compresa
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di Ivan Galea

NEMI (RM)
- Quello dell’abbandono dei rifiuti a Nemi è ormai un fenomeno all’ordine del giorno che continua ad affliggere il territorio comunale. Una vera e propria piaga verso la quale l’amministrazione comunale ha cercato di porre rimedio, lo scorso mese di aprile, facendo attivare in via sperimentale, per la durata di 2 mesi decorrenti dal 10 aprile, un sistema di video sorveglianza attraverso l’installazione di apparecchiature “foto trappola”, nelle zone del territorio comunale ritenute a maggior rischio, affidando quindi alla ditta Aquila 13 di Grottaferrata il servizio di estrapolazione di immagini e identificazione di eventuali trasgressori e relazionamento al fine di contestazione di eventuali illeciti e demandando l'attività sanzionatoria al Comando di Polizia Locale. Il tutto per una spesa complessiva di 6.100,00 euro IVA di legge compresa.

Ad oggi, trascorsi abbondantemente i due mesi di questa attività sperimentale di videosorveglianza, alcuni siti, come per esempio quello di via della Radiosa, presentano le stesse criticità evidenziate innumerevoli volte su questo quotidiano sin dallo scorso anno e verso le quali sono stati presentati diversi esposti, con ampia documentazione video-fotografica allegata, alle varie Forze dell’Ordine. In attesa quindi che chi di competenza concluda le indagini relative l’attività di gestione rifiuti svolta presso l’area recintata di via della Radiosa, espressamente vietata dalla Legge per la presenza, a pochi metri del pozzo d’acqua dei Corsi che serve la popolazione, l’auspicio è quindi quello che l’amministrazione comunale di Nemi voglia informare la comunità dei risultati raggiunti con questo servizio sperimentale di videosorveglianza per il quale sono stati impiegati 6.100,00 euro di soldi pubblici.
 

La stanza di Virbio
Tre concetti sono stati formulati dal primo cittadino
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di Virbio

 

NEMI (RM) - Caro Direttore, quando si dice: “La Cabala!” (per chi ci crede).  Pensa che l’insediamento del nuovo Consiglio Comunale di Nemi si è svolto il 23 del corrente mese di giugno.Una botta di vita per Nemi e per la collettività cittadina! Tutto si è svolto a puntino con il confermato Sindaco, “gran mattatore”, nella calura del meriggio estivo. C’è voluta tanta buona volontà ed autentico spirito di sacrificio per i presenti. Nel fluorilegio degli scontatissimi argomenti, trattati dal neo-eletto con lo stesso entusiasmo di chi è addetto a lavori forzati, tuttavia tre concetti (si fa per dire!) sono stati formulati dal primo cittadino, scuotendo i presenti dal più che giustificato torpore.


Primo concetto: Il Sindaco, guardando nel vuoto, ha rappresentato ai presenti che nessuna autorizzazione era stata rilasciata a coloro che avevano richiesto di riprendere i lavori del Consiglio e di scattare delle foto.

La perla: “questo ulteriore servizio di informazione, - gongola il Sindaco - non serve in quanto c’è l’addetto stampa del Comune che metterà a disposizione foto e resoconto della seduta”. Mannaggia! Ma non vi sembra di sentire “puzza” di Corea del Nord o di Gulag sovietico? E’ esagerato? Forse, ma il timore è che qualcuno comincia con il prenderti un dito per poi inglobare anche tutto il braccio.

Secondo concetto: Risulta a tutti che il confermato primo cittadino e che la sua squadra hanno da anni “vomitato contumelie” nei confronti del vigente P.R.G., pensato e voluto dalla prima Giunta Biaggi. Eppure, miracolo!  Nel rispondere alle affermazioni del Consigliere di opposizione Cortuso, l’ineffabile riconfermato nella carica ha affermato che “il P.R.G. di Nemi è fatto bene !” Quando è che mente? Al solito, non è dato saperlo, né capirlo.


Terzo concetto:
Come in ogni festa di paese che si rispetti, si finisce con i fuochi. Alla fine della seduta, al momento del commiato con i presenti stremati, il neo-eletto Sindaco, con voce stentorea affermava: “Grazie di essere stati presenti, un caro saluto ai cittadini  e non”. Evidentemente costui crede di avere il potere di decidere tra “buoni e cattivi”, intendendo per BUONI i cittadini e per CATTIVI i NON (cittadini). Proprio come si faceva alle elementari con il compianto maestro BOVE. Il capoclasse, nella momentanea assenza del maestro, indicava alla lavagna, appunto i BUONI e i CATTIVI. Questo spartiacque etico fa pensare, caro direttore, a Mosè quando divide le acque del mare. Con la stessa autorevolezza il neo-eletto Sindaco individua, premiandoli  con il sorriso, i Buoni cittadini e, nel contempo, strapazza i NON cittadini che non possono assurgere agli altari dell’apprezzamento di stima da parte di cotanto genio!


Grazie soprattutto all’Illuminismo siamo tutti cittadini, e, tra l’altro, ci autoidentifichiamo con le azioni e con le affermazioni in ben educati e non; in ignoranti e non... e compagnia cantante.   

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