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Ambiente & Territorio
Botta e risposta tra il M5S di Genzano e l'Amministrazione comunale
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[ VIDEO DEL SEQUESTRO DELL'AREA EFFETTUATO IL 31 OTTOBRE 2012 ]

 

di Alberto De Marchis

Genzano di Roma - Nel 2012 il nostro quotidiano segnalava, anche grazie all'apporto di alcuni cittadini, con diversi articoli lo stato di degrado e abbandono in cui versava un terreno situato nel territorio di Genzano. Un terreno, collocato in via Perino, con affaccio diretto sul lago di Nemi, in cui erano presenti diversi materiali come contenitori che solitamente vengono utilizzati per solventi e/o vernici e/o solventi chimici, materiale ondulato che ricordava l’eternit (quindi amianto), bombole e chi più ne ha più ne metta..

Segnalavamo anche che qualora questi rifiuti pericolosi e solventi fossero scivolati nel lago avremmo assistito ad un sicuro e notevole danno ambientale.

Oltre a pubblicare gli articoli di denuncia provvedevamo anche ad allertare il Comune, il Corpo Forestale dello Stato, il Parco Regionale dei Castelli Romani, nonché il presidente dei Verdi Lazio Nando Bonessio il quale si attivò immediatamente in Regione.

Il 31 ottobre 2012 l’intera area fu posta sotto sequestro ad opera della Polizia locale di Genzano allora diretta dal Comandante Giulio Bussinello insieme al tenente di giudiziaria Gianfranco Silvestri.

La questione sembrava risolta, ma oggi il M5S di Genzano segnala che nella stessa area sono ancora presenti rifiuti ingombranti e speciali e lancia pesanti accuse all’amministrazione Comunale. “Luoghi pubblici e privati in stato di abbandono, aree pubbliche recintate e diventate "private", tinelli diventati abitazioni, discariche abusive sulle pentime del lago e rifiuti di ogni genere, copertoni, elettrodomestici, calcinacci, eternit.- Dichiarano in una nota dal M5S di Genzano - Intanto il terreno ai lati di via Perino, - prosegue la nota - che dovrebbe essere una strada pedonale e interdetta alle automobili, frana, gli alberi si inclinano pericolosamente e vengono tagliati non si sa da chi. Tutto questo nel silenzio totale dell' Amministrazione, che informata moltissime volte dello stato di degrado ignora totalmente il grido di aiuto dei Cittadini. Un luogo magico, come il Lago di Nemi, violentato da persone senza un minimo di senso civico e di rispetto per le nostre bellezze naturali. – La nota conclude - Non disperate, ora abbiamo l'Isola Ecologica ... e tutto cambiera verso!”

L’amministrazione comunale di Genzano in riscontro alla nota del M5S ha inteso rispondere: “Ci spiace non abbiate preso con il dovuto spirito l'inaugurazione dell'isola ecologica, la sua imminente messa in funzione e il prossimo avvio della raccolta differenziata porta a porta, importantissimi obiettivi raggiunti da questa Amministrazione comunale che voi stessi avete più volte sollecitato. Sulle questioni che ci ponete sappiamo bene che dobbiamo tenere alta l'attenzione e che è necessario intervenire di nuovo, ma non possiamo accettare che si dica che siamo rimasti "in silenzio". Su via del Perino siamo intervenuti più e più volte, anche con l'ausilio delle forze dell'ordine, abbiamo rimosso i rifiuti abbandonati e smaltito l'eternit più volte. Interverremo di nuovo, ma non possiamo essere definiti indifferenti alla problematica.”

Il gruppo consiliare dei Verdi in Regione Lazio, con nota protocollata in data 8 novembre 2012 chiedeva di sapere quali iniziative urgenti si intendono adottare, al fine di bonificare le aree interessate dalle discariche abusive, e se si ritiene opportuno potenziare la vigilanza del Parco.

Il nostro quotidiano resterà vigile sulla questione e verificherà a breve l’evolversi della situazione al fine di poter fornire aggiornamenti su eventuali sviluppi e/o iniziative che verranno poste in essere per risolvere questa circostanza che dopo quasi due anni appare ancora irrisolta.

ARTICOLI PRECEDENTI:

   19/10/2012 GENZANO E NEMI: I CITTADINI SI ATTIVANO NELLA "VALLE DEL SILENZIO"


 

Ambiente & Territorio
Un ciclista è caduto ieri durante la pratica del percorso, finendo in mezzo al bosco e procurandosi la rottura di una gamba. Trasportato in elicottero al pronto soccorso.
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Nando Bonessio presidente Verdi Lazio: "1.500 mountain bike e un migliaio di visitatori al seguito, potrebbero compromettere questi micro-ecosistemi con equilibri estremamente precari, per questo siamo rimasti stupiti dalla 'leggerezza' con cui le autorità preposte, Ente Parco in primis, sembra abbiano concesso le autorizzazioni alla manifestazione. Ci rivolgeremo al Comando Provinciale del Corpo Forestale dello Stato e diffonderemo immediatamente le risposte che otterremo. Non siamo assolutamente contro le manifestazioni sportive, ma riteniamo che si sarebbe potuto procedere con più cautela, magari proponendo un percorso diverso ed organizzando al latere della manifestazione una 'visita guidata' a quelle che sono le grandi risorse del territorio di Nemi: la sua natura e le sue vestigia storico-archeologiche.”
Eventi & Manifestazioni
Bonessio: "Noi Verdi saremo alla manifestazione a Pomezia, contro la vivisezione, davanti alla farmaceutica Menarini, che ospita anche la "RTC - Research Toxicology Centre"
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Alberto De Marchis

Pomezia (RM) – Oggi sabato 2 marzo, alle ore 14 di fronte la sede dell’azienda farmaceutica Menarini, che ospita anche la Rtc Research toxicology centre, ci sarà il sit in per protestare contro la pratica della vivisezione. “Noi Verdi saremo alla manifestazione a Pomezia, contro la vivisezione, davanti alla farmaceutica Menarini, che ospita anche la "RTC - Research Toxicology Centre", che avrebbe acquisito da Green Hill, il noto allevamento di beagle destinati alla vivisezione. - afferma il Presidente dei Verdi del Lazio Nando Bonessio - La sperimentazione in vitro è possibile e solo una logica commerciale e appartenente al secolo scorso condanna gli animali a un destino di morte e sofferenza. Si tratta di una pratica che deve essere fermata subito perchè ormai non ha nessuna valenza scientifica”. L’iniziativa è stata organizzata dall’associazione animalista Roma for animals.

Tra le varie associazioni che hanno aderito alla manifestazione c’è l’associazione Memento naturae di Fiumicino. Riccardo Oliva, presidente dell’associazione, ha dichiarato:  “Cercheremo di dare man forte a chi si è impegnato seriamente per organizzare questo presidio e invitiamo chiunque ci conosca, ci legga o semplicemente ci osservi, ad intervenire fisicamente”


 
 

Ambiente & Territorio
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Redazione

Roma - "Ciocchetti, il grande regista del Piano casa regionale, dell'aggressione alle aree protette della nostra regione, svela le carte e parla della necessità di un 'governo d'emergenza' per la Regione Lazio. Ci auguriamo che il Pd proceda velocemente a una presa di distanza da queste dichiarazioni, altrimenti potrebbe significare che il Pd sia pronto ad accettare le politiche sull'edilizia e sui rifiuti, del partito di Ciocchetti". Lo dichiara Nando Bonessio, capolista di Rivoluzione Civile per la Regione Lazio. "E' chiaro che gli unici che vogliono mettere in campo un serio progetto per la tutela del territorio, per il potenziamento del trasporto pubblico, per una gestione virtuosa dei rifiuti, siamo noi di Rivoluzione Civile".

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Ambiente & Territorio
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Redazione

Lazio - "Se si tratta di un reato o meno, l'approssimazione con cui si gestiscono i rifiuti nel Lazio è relativamente importante in questo momento e lo deciderà la magistratura. - afferma Nando Bonessio, candidato capolista di Rivoluzione Civile alla Regione Lazio e Presidente regionale dei Verdi, commentando le notizie di stampa circa le indagini dei Noe sugli impianti Tmb del Lazio - Ciò che è incredibile è il fatto che nessuno si assuma la responsabilità sia per gli errori commessi in passato, sia per quelli che si stanno commettendo ora da parte di tutte le istituzioni preposte, commissario compreso. Quanto abbiamo appreso ci lascia esterrefatti: ne il commissario, ne la Regione conoscono la natura degli impianti del Lazio e per saperlo il ministro all’Ambiente ha dovuto inviare i Carabinieri del NOE. Secondo noi, non è casuale che tutte queste energie da parte delle istituzioni siano spese solo sulla questione Tmb mentre nulla si fa sul recupero della frazione secca. La verità è che non si vuole a nessun costo uscire da questo modello di gestione dei rifiuti, fatto di inceneritori e mega-discariche. Del resto che cosa bisogna aspettarsi da amministrazioni che non hanno fatto nulla se non essere accondiscendenti verso il monopolista della monnezza e da un ministro del "non-ambiente" come Corrado Clini per il quale è la soluzione al problema dei rifiuti è quella di bruciarli negli inceneritori o, adesso, anche nei cementifici?".

Rifiuti
Bonessio: siamo stati noi a ricorrere contro il piano regionale rifiuti. Ora che è stato bocciato vediamo che le azioni di Clini vanno nella direzione delle azioni bocciate in quel piano"
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Redazione

Guidonia (RM) - "Ieri numerosi comitati e cittadini hanno organizzato un presidio, e noi siamo stati al loro fianco, davanti al cementificio Buzzi di Guidonia. Le istituzioni a tutti i livelli, comunale, regionale e nazionale devono comprendere che con la questione incenerimento di rifiuti non è più possibile pensare di avere la disponibilità dei territori. Il documento di valutazione di impatto ambientale che la società Buzzi ha richiesto alla Regione per utilizzare nel ciclo di produzione del cemento prodotti derivanti dall'incenerimento dei rifiuti, sta all'interno della volontà, che è diventata la parola d'ordine di Clini, sulla possibilità che i rifiuti diventino combustibile anche negli altiforni dei cemenitifici.". Lo dichiara Nando Bonessio, capolista di Rivoluzione Civile per la Regione Lazio.

"Noi siamo contro questa operazione e la bontà della nostra azione è garantita dal fatto che siamo stati noi a presentare ricorso contro il piano regionale rifiuti. Ora che questo piano è stato bocciato è assurdo constatare che le azioni di Clini vanno proprio nella direzione delle azioni bocciate in quel piano. Nascondere la cenere sotto il tappeto - conlude Bonessio -, non è la soluzione".

Elezioni regionali
Sanità, discariche, stop alla cementificazione, taglio dei vitalizi tra gli argomenti esposti dal candidato presidente Sandro Ruotolo
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Redazione

Roma - “Fine del commissariamento della sanità del Lazio, basta alle discariche, stop alla cementificazione edilizia, reddito minimo garantito per tutti e taglio immediato degli stipendi e dei vitalizi dei consiglieri regionali. Nel Lazio, unica regione in cui siamo presenti con una nostra lista alle prossime elezioni regionali, Rivoluzione civile parte da questi cinque obiettivi”. Lo ha dichiarato stamane Sandro Ruotolo, candidato presidente della lista Rivoluzione civile, aprendo la conferenza stampa tenuta questa mattina, presso il Congressi Cavour, per presentare la lista dei candidati di Rivoluzione civile per il Consiglio regionale del Lazio alla presenza di Antonio Ingroia. Sono intervenuti i candidati Nando Bonessio, Carmine Fotia, Marco Giustini, Serena Malta, Fabio Nobile, Ezio Paluzzi e Ivano Peduzzi.

“Nel Lazio è emergenza ambientale e sociale. - afferma Nando Bonessio, presidente Verdi Lazio e candidato  Lista Rivoluzione Civile del Lazio - I rifiuti sono fuori controllo, così come il governo del territorio dove assistiamo a una crescita della speculazione edilizia e a uno sciagurato aumento del consumo di suolo, per non parlare dell'inquinamento da traffico nelle città dove è emergenza continua. Le vertenze delle aziende in crisi sono ‘fabbriche’ di precarietà e disoccupazione in cui la Regione svolge un'avvilente ruolo di mera gestione burocratica. Trovare soluzioni a queste crisi è possibile, ma bisogna agire con una rottura netta, coniugando legalità, trasparenza e green economy, pensando al futuro di tutti e non alle lobby d'interesse responsabili di questo sfascio. Questo è il senso della nostra partecipazione a Rivoluzione Civile”.

“Tra festini, parentopoli, tangenti e fondi illeciti la destra ci ha condotti dal Modello Roma al Bordello Roma – afferma il candidato Carmine Fotia della Rete 2018 per Rivoluzione civile. “La voce dell’opposizione è stata flebile e la sua azione indecisa. Mentre la cricca godeva e si arricchiva, aumentavano, in città e in regione, il degrado, la povertà, il disagio. Da giornalista ho condotto battaglie contro la mafia, in difesa della legalità e del lavoro, contro  ogni forma di discriminazione, per uno sport pulito che sia scuola di vita. Ora ho deciso di passare dall’Indignazione all’Impegno: dove altro serve una vera e propria Rivoluzione Civile, se non qui, se non ora?”.

“Sono stato l’unico consigliere del Movimento 5 Stelle a Roma negli ultimi cinque anni e sono uscito perché antifascista”- dichiara Marco Giustini, candidato indipendente per Rivoluzione Civile nel Lazio. “La politica non è una professione ma un servizio civico a tempo limitato quindi questo sarà il mio secondo ed ultimo mandato e mi ridurrò lo stipendio a 2500 euro restituendo il resto. Saranno i cittadini a decidere la mia azione quotidiana di consigliere attraverso internet. Continuerò a lavorare per la difesa dei beni comuni e contro il capitalismo liberista, per uno sviluppo fatto di piccole opere utili con i soldi delle grandi opere inutili, per rifiuti zero  e contro discariche ed inceneritori,  per una sanità pubblica e contro la chiusura degli ospedali, per creare e redistribuire la ricchezza con l’economia solidale ed il reddito di cittadinanza universale ed incondizionato”.

"La mia candidatura in Rivoluzione Civile –spiega Serena Malta, giornalista e candidata IdV per Rivoluzione civile del Lazio - è la risposta al femminile conquistata con il lavoro e la fatica, unica politica che conosco e riconosco. In Regione ho il dovere di rappresentare il popolo dei senza casa, dei senza lavoro e del precariato, per difendere e far crescere la cultura e per rivendicare il diritto alla salute e all'assistenza ed oppormi alle logiche della cementificazione che non rispondono ai bisogni della gente e favoriscono le speculazioni. Dopo aver visto lo scadimento politico della precedente consigliatura ho deciso di metterci la faccia affinché quello che è accaduto non accada più".

Per Fabio Nobile, candidato per il PdCI nella Lista Rivoluzione Civile Lazio,“l'obiettivo è porre al centro del nuovo governo regionale le esigenze di chi lavora, stabilmente o in modo precario, di chi il lavoro lo cerca e di chi ha lavorato. Il diritto all'abitare, al lavoro e allo studio, il rilancio della sanità pubblica, l'obiettivo rifiuti zero per liberare il Lazio da discariche e inceneritori, un taglio ai costi della politica con un tetto massimo di stipendio di tremila euro per i consiglieri. Siamo e saremo alternativi perché lavoreremo al servizio di chi vive della propria fatica quotidiana e perché non saremo mai subalterni ai poteri forti”.

“Vogliamo una politica che preveda innanzitutto l’eliminazione degli sprechi e non i tagli indiscriminati ai servizi, alle attività culturali, alle politiche giovanili, all’imprenditoria, allo sviluppo, al trasporto pubblico, che sia in grado di soddisfare i bisogni e di sfatare il connubio  ‘diritto=favore del politico di turno’. Un nuovo modello di gestione della cosa pubblica forte del convincimento della buona amministrazione, nel rispetto delle regole costituzionali del nostro Paese, che porti aria nuova nei palazzi e che coinvolga, nel percorso, le idee di giovani capaci e volenterosi” – dichiara Ezio Paluzzi, responsabile di Movimento Arancione Lazio, candidato della lista Rivoluzione Civile Lazio

"Come candidato del Prc in Rivoluzione Civile, - afferma Ivano Peduzzi, candidato di Rifondazione Comunista nella Lista Rivoluzione Civile Lazio - continuerò a portare in Consiglio le rivendicazioni dei cittadini, contrastando il potere corrotto e i privilegi, come già fatto con il referendum per abrogare i vitalizi. Sosterrò provvedimenti per lo sviluppo occupazionale e il reddito minimo garantito, contro discariche e inceneritori, tagli alla sanità e allo studio. Riproporrò le leggi sull'abitare, salvaguardando l’ambiente dalla speculazione prevista nel piano casa. Con Rc sposteremo le risorse dalle grandi opere alla messa in sicurezza del territorio e rilanceremo il ruolo del consiglio regionale contro il sistema dei commissariamenti e le scelte dei governi liberisti".

"Questa è la nostra rivoluzione civile, la rivoluzione dei cittadini”- ha detto Antonio Ingroia, candidato premier per Rivoluzione Civile. “Dopo i disastri della Giunta Polverini, il Lazio ha bisogno di una rivoluzione civile e pacifica, ma agguerrita: nel nome di trasparenza, pulizia e lavoro. Giorgio Gaber diceva libertà è partecipazione, io direi che democrazia è partecipazione".

Ambiente & Territorio
Bonessio (Verdi): "Il piano era contrario alle direttive comunitarie in materia di discariche e rifiuti, tanto che la Commissione Europea lo aveva già bocciato con un parere motivato."
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La Regione ha sostenuto che il Piano redatto abbia portato alla riduzione della produzione dei rifiuti e al raggiungimento del 65% di raccolta differenziata entro il 2012, il Tar, rispondendo alla Regione, ha invece sostenuto che "i dati ufficiali Ispra, risalenti al Rapporto Rifiuti del 2008 (indicati nel Piano), mostrano una tendenza diversa, denotando una produzione annua di rifiuti regionali in costante aumento".

 

Alberto De Marchis

Roma - Il Tar del Lazio boccia il Piano di gestione dei rifiuti del Lazio approvato nel suo testo definitivo nel gennaio 2012 dalla Giunta Polverini. Per i giudici, inoltre, la Regione Lazio ha violato le direttive comunitarie e il cosiddetto "principio di precauzione, che dovrebbe caratterizzare le scelte dell'amministrazione ove si presentino eventuali dubbi o perplessità in ordine alle decisioni da assumere nel caso concreto".

“Il piano rifiuti basato su discariche e inceneritori della Regione Lazio, dove si spacciava la tritovagliatura come trattamento ,è stato sonoramente bocciato oggi dal Tar del Lazio, con la sentenza n. 121/2013, grazie al ricorso presentato da Angelo Bonelli Consigliere regionale dei Verdi, da Vas e dal Forum Ambientalista. - afferma il Presidente dei Verdi del Lazio Nando Bonessio - Il piano era contrario alle direttive comunitarie in materia di discariche e rifiuti, tanto che la Commissione Europea lo aveva già bocciato con un parere motivato. Questa è la dimostrazione dell'approssimazione della Giunta Polverini in materia che ha tentato di fare il "gioco delle tre carte" sulla questione rifiuti”.

Esulta il presidente della Provincia di Latina, Armando Cusani, secondo cui così si ferma "il disegno politico di far diventare le province le pattumiere del Lazio. Il piano regionale dei rifiuti - sottolinea Cusani - è tutto da rifare". "Come correttamente affermato dalla Commissione Europea - si legge nella sentenza del Tar - per essere conforme alle direttive, il trattamento dei rifiuti destinati a discarica deve consistere in processi che, oltre a ridurne il volume o la natura pericolosa e a facilitarne il trasporto o recupero, abbiano l'effetto di evitare o ridurre il più possibile le ripercussioni negative sull'ambiente nonchè i rischi per la salute umana". I giudici si soffermati anche sul tema della 'transitorietà' del Piano, per il Tar "è chiaro che il concetto di 'transitorietà' non può essere dilatato fino al punto di consentire l'adozione e l'approvazione di un Piano quale quello  contestato".

La Regione ha sostenuto che il Piano redatto abbia portato alla riduzione della produzione dei rifiuti e al raggiungimento del 65% di raccolta differenziata entro il 2012, il Tar, rispondendo alla Regione, ha invece sostenuto che "i dati ufficiali Ispra, risalenti al Rapporto Rifiuti del 2008 (indicati nel Piano), mostrano una tendenza diversa, denotando una produzione annua di rifiuti regionali in costante aumento".

In conclusione, la Regione Lazio "dovrà istruire adeguatamente il nuovo procedimento e motivare congruamente le proprie scelte, tenendo conto di tutti gli elementi di valutazione a disposizione e anche dei profili evidenziati dalla Provincia di Latina inerenti la delimitazione degli ambiti territoriali ottimali sul territorio regionale, l'esclusione di 5 Comuni dall'ATO Latina e l'inclusione degli stessi nell'ATO Frosinone".

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  03/01/2013 ROMA, VALLE GALERIA: CASA DEL COMMISSARIO ALL'EMERGENZA RIFIUTI CIRCONDATA DALLA SPAZZATURA


 

Emergenza Rifiuti
Il sindaco di Latina Giovanni Di Giorgi: “Le parole di Clini non ci garantiscono. ribadiamo il no ai rifiuti di Roma”
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Bonessio (Verdi): “Da vertice politica obsoleta e inquinante tesa verso incenerimento anche in cementifici”

 

Redazione

Roma - Se gli enti locali si mostreranno inadempienti nei confronti delle indicazioni stabilite dal decreto per risolvere l'emergenza dei rifiuti a Roma nei termini stabiliti dal provvedimento incorreranno in sanzioni. Lo ha spiegato il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, illustrando il decreto. E ha sottolineato che "c'é una responsabilità personale e in solido". In questo caso subentrerà il commissario che sarà Goffredo Sottile, in carica per sei mesi salvo proroga.

Entro il 25 gennaio prossimo i rifiuti urbani prodotti dai comuni di Roma, Fiumicino, Ciampino e dallo Stato della Città del Vaticano dovranno essere trattati negli impianti del Lazio, nei limiti della capacità residua autorizzata dagli stessi, ha detto il ministro Clini, aggiungendo che il Lazio è autosufficiente per la raccolta dei rifiuti.

Il ministro dell'Ambiente ha quindi sottolineato che il decreto in pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale potra' mostrare i primi risultati entro 60 giorni, da domani (8 gennaio) parte la procedura. ''Il percorso e le misure individuate dal decreto consentono di allineare la gestione dei rifiuti di Roma e del Lazio alle direttive europee e alle leggi nazionali utilizzando al meglio l'impiantistica esistente e programmata nella regione''.

''L'attuazione completa del decreto - ha proseguito il ministro - consentira' di riconsiderare la proroga di Malagrotta e la realizzazione di una discarica provvisoria a Monti dell'Ortaccio, perche' gran parte delle ragioni che hanno portato a queste decisioni saranno superate dai risultati del decreto''.

Clini ha aggiunto che ''secondo il decreto, solo in caso di necessita', e limitatamente alle quantita' che risulteranno dopo il riciclo e la piena utilizzazione degli impianti, potra' essere considerata la possibilita' di individuare aree idonee per discariche''.

Il decreto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, ha spiegato Clini, si basa sulle previsioni della legge di stabilità, che in alcuni articoli prevedono che il ministro dell'Ambiente adotti dei provvedimenti per riportare alla normalità la gestione dei rifiuti di Roma, nel rispetto delle direttive europee e delle norme nazionali, che hanno al centro la raccolta differenziata come metodo principale e il recupero di materia e di energia oltre al piano utilizzo della capacità produttiva degli impianti di trattamento meccanico-biologico del Lazio. In questo modo è stata superata la normativa regionale secondo la quale ogni provincia doveva essere autosufficiente escludendo il trasferimento dai rifiuti da una provincia all'altra.

"Roma ha fatto un bando di gara per trasferire all'estero i rifiuti che non riusciva a trattare negli impianti di altre province - ha ricordato Clini - quando l'ho detto al commissario europeo non ci credeva. Questo decreto non si occupa di discariche ma prevede esclusivamente che i rifiuti di Roma vengano conferiti in impianti meccanico-biologici che non sono utilizzati completamente o che sono in attesa di autorizzazione".

I rifiuti prodotti nella Provincia di Roma sono pari a 1,8 milioni di tonnellate l'anno, quantitativo che si riduce del 30% per la raccolta differenziata, arrivando a 1,3 milioni di tonnellate l'anno. Negli impianti di trattamento meccanico-biologico del Lazio autorizzati c'e una potenzialità residua per 930.000 tonnellate mentre gli impianti in corso di autorizzazione hanno una capacità disponibile di circa 850.000 tonnellate. Questo sta a dimostrare che nel Lazio c'é capacità sufficiente per lo smaltimento dei rifiuti prodotti nella provincia di Roma. Si tratta - ha precisato Clini - di dati ufficiali forniti dalla Regione Lazio e trasmessi il 24 dicembre scorso al ministero dell'Ambiente".

Nel corso della riunione il ministro ha sottolineato che "qualcuno ha contestato questi dati dicendo che non sono corretti. Ma se qualcuno li contestasse, significherebbe che sono falsi e su questo non si scherza. In questo caso procederei immediatamente per il reato di falso, rivolgendomi all'Autorità giudiziarie".

POLVERINI, 8GG PER VERIFICA IMPIANTI, SE NO PREFETTO

"Le amministrazioni hanno otto giorni per verificare la capacità degli impianti, altrimenti interverrà il prefetto con poteri sostitutivi". Lo ha detto la presidente dimissionaria della Regione Lazio, Renata Polverini, al termine del vertice al ministero dell'Ambiente. "Quindi - ha aggiunto - questa è una strada senza ritorno. Oggi si mette in moto il meccanismo che dovrebbe portare alla chiusura definitiva della fase di emergenza". Riguardo invece a quale tipo di rifiuto arriverà a Malagrotta, Polverini ha ricordato che "con il piano Clini dopo i 100 giorni della proroga non arriverà più il tal quale, anche perché è vietato".

ALEMANNO, A ROMA DIFFERENZIATA AL 30%

"Oggi ho certificato che negli ultimi 15 giorni di dicembre Roma ha raggiunto il 30% di raccolta differenziata quotidiana". Lo ha detto il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, al termine del vertice al ministero dell'Ambiente.

"Oggi si è parlato anche della necessità di un sito definitivo: è compito del commissario trovarlo entro la provincia di Roma, cioé nell'Ato previsto dal piano rifiuti regionale", ha aggiunto il sindaco di Roma. "Il commissario deve fare quello che non ha fatto la Provincia - ha sottolineato Alemanno - cioé scegliere tra i diversi siti della provincia, compresi ovviamente quelli di Roma, quello meno impattante dal punto di vista ambientale. Questo doveva farlo Zingaretti - ha concluso - invece lo farà Sottile".

COMITATO ZINGARETTI, ALEMANNO E POLVERINI PATETICI

"Il sindaco di Roma Gianni Alemanno e la dimissionaria presidente della Regione Lazio, Renata Polverini sono gli unici responsabili del fallimento del ciclo dei rifiuti a Roma. Come al solito il tragico duo utilizza un patetico scaricabarile per evitare di assumersi le proprie evidenti responsabilità". E' quanto si legge in una nota del Comitato Zingaretti, candidato del Pd alla Regione Lazio. "Ma i cittadini conoscono bene la verità - prosegue il comunicato - e alle prossime elezioni puniranno questa destra arruffona e clientelare che ha guidato il territorio romano e laziale con pessimi risultati in questi ultimi anni".

 

Bonessio (Verdi): “Da vertice politica obsoleta e inquinante tesa verso incenerimento anche in cementifici”

«Da ciò che emerge dal vertice per la questione rifiuti una cosa è chiara: il Ministro Clini sceglie senza alcun dubbio l'incenerimento. - afferma il Presidente dei Verdi del Lazio Nando Bonessio - Tra i compiti del nuovo "supercommissario" c'è il pieno utilizzo di tutti gli impianti Tmb del Lazio, il completamento delle autorizzazioni dei nuovi Tmb, tra cui probabilmente al Colle della Fagiolara e a Paliano, e il conseguente "recupero energetico dei Rifiuti Solidi Urbani" ossia l'incenerimento, magari anche negli altiforni dei cementifici, come del resto ha sempre fortemente sostenuto Clini. Il tutto per "riportare la gestione dei rifiuti del Lazio nell'ambito della normativa comunitaria e nazionale". Si tratta di una politica obsoleta e inquinante, alla quale si attacca in maniera posticcia una parvenza di sostenibilità in quanto si rimanda alla raccolta differenziata come progettato dal piano Conai e Ama che però al IV Municipio di Roma sta fallendo per le scelte inopportune della municipalizzata. Tra i compiti del commissario, tra le altre cose, non c'è nulla per la realizzazione dell'impiantistica necessaria al recupero con trattamento a freddo della differenziata con separazione della frazione organica, unica metodologica che garantirebbe sostenibilità ambientale e tutela della salute dei cittadini. Inutile dire che questo decreto, che sottoporremo a un'analisi accurata per verificarne nei minimi dettagli la legittimità rispetto alla normativa Ue e nazionale, è una resa incondizionata al partito dell'incenerimento, di cui è grande sponsor l'Avv. Cerroni che ha partecipato, ci piacerebbe sapere a quale titolo, al vertice».

 

Il sindaco di Latina Giovanni Di Giorgi: “Le parole di Clini non ci garantiscono. ribadiamo il no ai rifiuti di Roma”  

“Le parole con cui il ministro Clini ha illustrato oggi pomeriggio (7 gennaio) il suo decreto non ci hanno né rassicurati né soddisfatti. Non consentiremo che i rifiuti della capitale possano essere indiscriminatamente riversati sulla nostra discarica e continueremo la nostra azione con ogni mezzo, compreso l’eventuale blocco della discarica stessa”. Lo afferma il sindaco di Latina, Giovanni Di Giorgi, a margine della riunione in cui oggi pomeriggio il ministro dell’ambiente, Corrado Clini, ha illustrato a operatori e istituzioni i contenuti del decreto sull’emergenza rifiuti.
Per il Comune di Latina era presente all’incontro il vice sindaco e assessore all’ambiente, Fabrizio Cirilli, su delega del sindaco, accompagnato dal dirigente comunale del settore. Per quanto riguarda la parte del provvedimento che interessa il territorio di Latina,  il vice sindaco Cirilli ha contestato al ministro due aspetti essenziali. In un punto del decreto, lo stesso prevede che entro otto giorni dalla sua emanazione il Commissario ai rifiuti provveda, previa diffida degli amministratori, all’attuazione dell’utilizzo delle capacità residue degli impianti di pre-trattamento dei rifiuti, prima che gli stessi siano conferiti in discarica. Su questo aspetto il vice sindaco Cirilli ha contestato al ministro il fatto che l’utilizzo degli impianti di pre-trattamento, che per la provincia di Latina è solo la RIDA di Aprilia, non fornisce garanzie che, una volta pre-trattati, i rifiuti tornino a Roma, anzi solleva forti dubbi sul fatto che gli stessi siano lasciati in discarica a Latina. “Su mandato e in sintonia con il sindaco Di Giorgi ho espresso le nostre posizioni. Il ministro Clini – afferma Cirilli- verbalmente ha assicurato che i rifiuti pre-trattati non resteranno a Latina ma non ha spiegato in base a quale meccanismo ciò dovrebbe accadere. E’ chiaro, che se i rifiuti tornassero a Roma si configurerebbe anche un danno erariale per un doppio trasporto. Ho fatto anche notare che già la provincia di Latina è in emergenza pre-trattamento perché  se tutti i comuni pontini si mettessero in regola, come ha fatto Latina, con il pre-trattamento presso RIDA, questo impianto sarebbe esaurito nelle sue capacità”.
Circa un secondo punto del decreto, quello in cui si prevede l’obbligo di chiudere entro 15 gironi in via ordinaria e non commissariale, tutte le istruttorie in atto relative a nuovi impianti, Cirilli ha commentato: “Su questo aspetto riteniamo che la norma urbanistica appena approvata dal Consiglio comunale di Latina possa rappresentare un argine efficace perché essa ha pieno titolo in quanto il decreto prevede la chiusura delle istruttorie non in via commissariale ma ordinaria e così le problematiche sollevate in quella delibera non possono essere ignorate”. “Nessuno si vuole sottrarre al principio di solidarietà – conclude il sindaco Di Giorgi – ma non si può penalizzare la comunità di Latina, chi, come noi, a prezzo di sacrifici, nei mesi scorsi si è messo in regola con il conferimento. Non lo possiamo accettare”.          

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  03/01/2013 ROMA, VALLE GALERIA: CASA DEL COMMISSARIO ALL'EMERGENZA RIFIUTI CIRCONDATA DALLA SPAZZATURA





 

Ambiente & Territorio
Bonessio, Libralato (Verdi): Necessario ripristino legalità.
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Redazione

Sperlonga (LT) - "A Sperlonga continua da sei anni l'occupazione abusiva di una superficie dello specchio d'acqua del lago Lungo. - affermano il Presidente dei Verdi del Lazio, Nando Bonessio e il Portavoce dei Verdi di Latina, Giorgio Libralato - La concessione per l'uso dello specchio d'acqua per la coltivazione delle cozze, che è di competenza regionale e non comunale, è scaduta a luglio 2007 e non è stata più rinnovata. Secondo l'Assessorato Urbanistica regionale non poteva mai essere concessa perché il lago era già gravato da diritti civici di pesca a favore dei cittadini di Sperlonga con due sentenze del 1938 e del 1956 e la concessione ad altri diversi soggetti avrebbe leso tali diritti preesistenti. I diritti civici sono inalienabili e imprescrittibili ed è necessario il ripristino della legalità. La superficie di acqua occupata è passata, pure abusivamente senza autorizzazione, dagli iniziali 10.000 mq. a 15.000 mq. Anche le costruzioni realizzate sulla sponda asservite alla manipolazione delle cozze restano abusive perché fanno parte della stessa concessione non più rinnovata e non rinnovabile. Trattandosi di occupazione abusiva della superficie del lago e delle sue sponde non avviene nemmeno il pagamento del canone della concessione quindi con danno erariale. Il fatto è che le norme prevedono in caso di occupazione abusiva il pagamento di una indennità di occupazione pari a tre volte il canone, che non risulta essere stata mai richiesta dalla Regione alla ditta abusiva. Il sito è zona SIC (sito di interesse comunitario) e zona di tutela paesistica "integrale" prevista nel Piano Territoriale Paesistico (PTP). Pertanto le sponde non possono essere toccate. Invece il Comune di Sperlonga e la Provincia di Latina parlano di "riqualificazione" con un protocollo congiunto senza accennare minimamente al rispetto della normativa. Si fa riferimento a "monitoraggio e sistemazione delle sponde" per rimuovere rifiuti abbandonati nel sito con uno stanziamento di 14.500 euro pubblici stanziati il 20 dicembre 2012 dalla Provincia di Latina. Inoltre, sul Lago Lungo, ne hanno parlato varie trasmissioni e anche “Lineablu” su Raiuno, si pratica anche lo sci nautico anch'esso vietato dalla normativa regionale, statale ed europea. Non abbiamo notizie, per esempio della rimozione delle palafitte dei cacciatori, come del ripristino della strada realizzata lungo le sponde del Lago di cui il dirigente comunale ordinava sospensione dei lavori e la rimozione con ripristino dei luoghi".

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