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DISTANZIATORE
Spunta la lettera
Il vicesindaco parla di scelte sbagliate prese dall'attuale amministrazione Lorenzon che "probabilmente hanno già segnato in maniera definitiva il fallimento di questo mandato elettorale"
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Redazione

 

GENZANO DI ROMA (RM) - I Consiglieri Comunali del Pd di Genzano, dopo l'aspra nota su quello che definiscono caos dei pentastellati, pubblicano la lettera di dimissioni dell'ex vicesindaco di Genzano. "Dopo poco più di un anno - dicono i consiglieri Pd -  il fallimento del Sindaco e della Giunta a 5 stelle è ormai chiaro a tutti". La lettera del 3 agosto 2017 è a dir poco singolare che nulla ha a che fare con il messaggio dell'amministrazione comunale con il quale il sindaco Lorenzon ringraziava "personalmente" Bruno Facciolo per il lavoro svolto. Facciolo, nel corso della lettera scrive: "È il sindaco a chiedermi di dare le dimissioni. Il motivo? Semplicemente non ha più fiducia in me...Non posso negare di essere stato una figura storica, soprattutto negli ultimi mesi quando a mio avviso sono maturate delle scelte completamente sbagliate, che non ho condiviso, e che ho cercato, con la maggioranza dei consiglieri, di ostacolare in ogni modo e che molto probabilmente hanno già segnato in maniera definitiva il fallimento di questo mandato elettorale". Parole che hanno un peso perché provengono da una persona che ha operato a stretto contatto con il sindaco Lorenzon e che adesso parla di "scelte sbagliate". Molte ombre, in queste ore, sembrano offuscare i cieli stellati

Politica in bilico
Si sarebbero dimessi anche gli assessori De Marco e Mastroianni
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ARDEA (RM) - Terremoto politico al Comune di Ardea dove si sono dimessi ben sei consiglieri comunali di maggioranza:  Fabrizio Acquarelli, Francesco Paolo Corso, Nazareno Sperandio, Policarpo Volante, Mauro Iacoangeli, Umberto Tantari. Secondo fonti ufficiose ancora da confermare, oltre alla vicesindaco e assessore all'Ambiente Lucia Estero si sarebbero dimessi anche gli assessori De Marco e Mastroianni. Le dimissioni di massa dei consiglieri hanno provocato la caduta della giunta. 

Protocollate le dimissioni, il documento è stato inviato al Presidente del Consiglio comunale, al segretario comunale e al signor prefetto di Roma. Ecco il testo:

«I sottoscritti consiglieri comunali, analizzata la situazione politica locale, ritengono che sia venuta totalmente meno la possibilità di continuare un comune percorso amministrativo all’interno della maggioranza che ha eletto e sostenuto l’attuale Sindaco».

«Malgrado l’impegno e la pazienza profusa nel tempo troppi punti programmatici sono rimasti inevasi e non può esserci più alcuna possibilità di proseguire un’alleanza anche in vista dei prossimi appuntamenti politici elettorali».

«La spinta propulsiva dei partiti che hanno sostenuto la coalizione attuale è da tempo esaurita ed occorre ritrovare la piena sintonia tra la città e chi la amministra».

«Per queste ragioni i sottoscritti Consiglieri guardano con favore a nuove aggregazioni frutto di passione e impegno civile che sappiano meglio rappresentare i bisogni e le esigenze di tutta la popolazione, al di là degli schieramenti e delle appartenenze».

«Ritengono perciò che vada aperta una fase politica nuova che guardi con ottimismo ad un futuro più produttivo che consenta lo sviluppo economico, sociale e culturale di Ardea, mettendo al centro i problemi del risanamento urbano e ambientale, il nuovo assetto del territorio, le prospettive di sviluppo, i bisogni educativi e culturali, le esigenze sociali dei più svantaggiati».

«Per queste ragioni, allo scopo di contribuire alla costruzione di un nuovo percorso condiviso con altre realtà del territorio, con la presente rassegnano le proprie dimissioni dalla carica di consiglieri comunali di Ardea».

Politica
Dopo un anno una seconda crisi di giunta e questa volta sembrerebbe irrimediabile.
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Red. cronaca

GROTTAFERRATA (RM)
- Si è dimesso il sindaco di Grottaferrata Giampiero Fontana. Una seconda crisi di giunta, quindi, che arriva a distanza di un anno e questa volta sembrerebbe irrimediabile. Pochi giorni fa era stata commissariata Forza Italia, partito di maggioranza. Il coordinatore provinciale del partito aveva infatti nominato il senatore Francesco Aracri commissario locale di Forza Italia a Grottaferrata, commentando che il momento politico locale era "delicato".


L'ormai ex primo cittadino ha voluto rilasciare delle dichiarazioni su Fb in merito alle sue dimissioni: "Esultano coloro che sostengono di aver voltato pagina a Grottaferrata, grazie alla conclusione anticipata della consiliatura in carica. Fiumi di veleni scorrono in libertà sui media sui social e ovunque sia possibile spargere il fiele che covava dentro, pavido, ora fieramente nascosto nel coro degli ostili....Chiedo scusa alla Cittadinanza per non aver potuto portare a termine, e per intero, l'impegno assunto nel giugno 2014. E chiedo altresi scusa all'Amico Assessore Dott.Claudio CONSOLI per non aver distinto, come dovuo, la sua persona e la sua onorabilità, la sua carica ed il suo operato nel momento dell'azzeramento della Giunta, formalizzato lunedì 10 u.s. A lui, ai Consiglieri Alessandro PIZZICANNELLA ed AndreaMECOZZI del Gruppo Fratelli d'Italia rinnovo il ringraziamento per la leale e costante vicinanza mostrata durante il mandato di governo. Grazie anche ai Consiglieri Fabrizio MARCONI, Vincenzo MUCCIACCIO, Giampaolo PETROSINO e Francesco GIUSTO che non si sono prestati al proditorio atto delle dimissioni congiunte con la minoranza, tentando in ogni modo di evitare l'infausto commissariamento dell'amministrazione comunale. A coloro che, invece, balbettano di rapporto fiduciario col Sindaco venuto meno, quale vuota, meschina e politichese giustificazione al tradimento attuato (in primis verso la Città), confermo che l'errore fatale è stata la scelta, rivelatasi quanto mai infelice, di voler condividete con loro il progetto di restituire dignità e decoro a Grottaferrata. Indegna e indecorosa, infatti, è stata la vile azione perpetrata da costoro in danno dei Cittadini, incolpevoli ed ignari delle reali motivazioni che hanno spinto i 4 Consiglieri di maggioranza a determinare le nefaste conseguenze del prossimo commissariamento a Palazzo Consoli. A breve provvederò affinché la Cittadinanza sappia cosa è realmente accaduto e perché".

 

Politica
Silvestroni (FDI-AN): "È ora di chiudere questa triste esperienza"
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Red. Politica

CIVITAVECCHIA (RM) -  Bufera per la giunta stellonauta di Civitavecchia dove l’Assessore all’Urbanistica Massimo Pantanelli ha rassegnato le proprie dimissioni. Il primo cittadino dovrà ora decidere se respingerle o accettarle con conseguente nomina di un nuovo assessore. "Le inefficienze e incapacità del Movimento cinque stelle venute alla luce prima a Parma e oggi, in modo eclatante a Roma, sono una costante ogni qual volta vanno al governo. - dichiara Marco Silvestroni Portavoce provinciale di Fratelli d'Italia - Nell'area metropolitana della Capitale Civitavecchia, dove governano dal maggio 2014 tra litigi, cartelle pazze e irregolarità amministrative, è la città portuale più importante del Lazio e a causa loro in ginocchio. È ora di chiudere questa triste esperienza - prosegue Marco Silvestroni - tornando alle urne nella prossima primavera per dare la possibilità ai cittadini di scegliere, finalmente, una amministrazione che sappia governare. Se esiste tra gli eletti, - conclude il portavoce provinciale del partito della Meloni - in buona fede, nel movimento di Grillo qualcuno con senso di responsabilità prenda atto del fallimento di questa esperienza e ponga fine a questo disastro".

Politica
Lasciano Carla Raineri e Marcello Minenna. Nella notte un post su Fb di Raggi: "dopo parere Anac, provvederò a revoca nomina Raineri". Renzi: "Non metto bocca"
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di Angelo Barraco
 
ROMA – La giunta pentastellata capitolina perde figure di prestigio fortemente volute dalla sindaca Raggi. Il capo di gabinetto di Roma Capitale, Carla Raineri e l’assessore al bilancio Marcello Minenna si sono dimessi. Una spaccatura che sicuramente destabilizza l’equilibrio che la prima cittadina aveva fortemente voluto attorno a se con persone di fiducia. La decisione è sicuramente legata alla questione degli stipendi e la volontà dei due di non entrare a far parte del vorticoso turbine di polemiche che ha coinvolto il M5S.
Pensare poi, che le critiche e pressioni sulla sindaca finalizzate al taglio degli stipendi sono arrivate in questi ultimi giorni soprattutto dai vertici del Movimento, Grillo in testa, scatenando una vera e propria guerra intestina. Non si intromette il presidente del consiglio Matteo Renzi che lascia ai pentastellati tutti gli "onori" della cronaca caotica capitolina: "Rispetto il lavoro del sindaco - commenta - ha vinto lei, a lei onori e oneri, non metto bocca sulla squadra, chi vince ha la responsabilità e il dovere di governare".

La vicenda dei maxistipendi ha creato una forte spaccatura all’interno del M5S.  Minenna ha presentato le sue dimissioni lo scorso 31 agosto, mentre a Raineri è stata revocata la nomina a capo di gabinetto di Roma Capitale a seguito del parere dell’Autorità nazionale anticorruzione consequenziale ad una scorretta messa in atto di un articolo del Testo unico degli enti locali.
 
L'annuncio su Facebook  Poco prima delle dimissioni il sindaco Raggi ha postato su Facebook la notizia che Raineri sarebbe stata recovata in seguito al parere espresso dall'Anac: "Trasparenza. È uno dei valori che ci contraddistingue e che perseguiamo. Per questo motivo abbiamo deciso di chiedere un parere all'Anac, l'Autorità Nazionale Anticorruzione, su tutte le nomine fatte finora dalla Giunta. Una richiesta per garantire il massimo della trasparenza: il palazzo deve essere di vetro, tutti i cittadini devono poter vedere cosa accade dentro. Questo è il M5S». E aggiunge: «Sulla base di due pareri contrastanti, ci siamo rivolti all'Anac che, esaminate le carte, ha dichiarato che la nomina della dottoressa Carla Romana Raineri a capo di Gabinetto va rivista in quanto 'la corretta fonte normativa a cui fare riferimento è l'articolo 90 Tuel' e 'l'applicazione, al caso di specie, dell'articolo 110 Tuel è da ritenersi impropria" - sottolinea Raggi - Ne prendiamo atto. Conseguentemente, sarà predisposta l'ordinanza di revoca".

 
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Politica
Silvestroni / Mancini: "Fratelli D’Italia è pronta se Frascati vorrà e avrà uno scatto di orgoglio".
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Red. Politica

FRASCATI (RM) - Alessandro Spalletta ha ufficialmente protocollato in Comune le sue dimissioni dalla carica di sindaco. Il primo cittadino ha ora  20 giorni di tempo per ripensarci e valutare se ci sono le condizioni politiche per ricostituire una maggioranza di governo. A pesare inesorabilmente sulla decisione di Spalletta un assestamento di bilancio che non ha trovato il consenso dei revisori dei Conti e che mette a serio rischio commissariamento il Comune di Frascati. Dopo la sospensione della seduta consiliare dello scorso 26 luglio il Capogruppo  del partito Democratico Gianluigi Peduto aveva dato un ultimatum di 48 ore al sindaco Alessandro Spalletta per rassegnare le dimissioni, altrimenti sarebbe stata sfiducia.

Sulle dimissioni del sindao di Frascati e sulla gravosa situazione contabile per cui i revisori dei conti non hanno approvato gli assestamenti di bilancio intervengono il coordinatore provinciale di Fratelli d'Italia Marco Silvestroni e Igino Mancini portavoce FDI-AN per Frascati "Preso il coraggio che era necessario, dopo le confuse posizioni e dichiarazioni assunte, il PD di Frascati si prende la responsabilità di agire, responsabilità che era già tutta e solo sua, quindi affonda il coltello e da un ultimatum di 48 ore per rassegnare le dimissioni a Spalletta.Il suo sindaco prescelto dopo solo due anni protocolla le dimissioni. Non sappiamo se sarà  una fine annunciata e ovviamente ingloriosa quella di Alessandro Spalletta reo di aver reagito finalmente, alle imposizioni del PD. ll suo tentativo di fermare il rovinoso incedere del disastroso bilancio del Comune di Frascati non è stato gradito  ai vertici di via dell'Asilo, gli stessi che negli anni passati sono stati i procreatori delle giunte,sempre guidate da uominidel PD, che si sono resi totalmente responsabili della rovina della politica e delle finanze di Frascati. Un PD gradasso e insufficiente nei metodi e nei risultati. Ci aspettano ora 20 giorni per sapere se Spalletta  riuscirà a trovare le condizioni politiche per ricostruire una maggioranza di governo altrimenti Frascati sarà commissariata fino a nuove elezioni. Ma certamente non cambierà nulla per Frascati e per i Frascatani, se i cittadini continueranno a dare di nuovo fiducia, a questa sganganatissima compagine locale del PD, dato che a menare la danza sono sempre gli stessi uomini, con le solite promesse e gestioni approssimate. Occorre fare ben altro per cambiare. Fratelli D’Italia è pronta se Frascati vorrà e avrà uno scatto di orgoglio".

"Finalmente il Sindaco Spalletta ha dato ascolto a quanti, come NOI con Salvini, gli avevano consigliato questa scelta. - Commenta a caldo Felice Squitieri - Coordinatore romano di Noi con Salvini e Cordinatore di Frascati - Ora faccia dimettere quanti sono stati assunti, segnalati e suggeriti grazie ai suoi buoni uffici e di quelli di una maggioranza che con il PD in testa ha causato questa situazione di ingovernabilità a Frascati. Ed inoltre, faccia i nomi di coloro che hanno tradito il patto elettorale con propri elettori per non finire per essere il capro espiatorio di una farsa grottesca".

Amministrazione pubblica & Cittadini
“La scelta di Marco Muzzupappa non cambia l’impegno politico di IdeaLista in seno al Consiglio comunale e all’interno della maggioranza che sostiene il sindaco Della Penna"
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Red. Cronaca

Cisterna di Latina (LT) - Il vice sindaco Marco Muzzupappa (assessore ai bandi europei, patrimonio, arredo urbano, ecologia e verde pubblico), ha consegnato questa mattina le sue dimissioni nelle mani del sindaco di Cisterna di Latina Eleonora Della Penna.

Il vice sindaco, a margine di un confronto con il primo cittadino, ha voluto rilasciare la seguente dichiarazione: “Sopraggiunti impegni di lavoro – ha affermato Muzzupappa – non mi consentono di continuare a dare il giusto apporto al sindaco e all’attività dell’amministrazione comunale tutta. In un momento delicato, soprattutto dopo l’approvazione del recente bilancio che rilancia una serie di attività e di investimenti nel nostro comune, sono convinto che sia necessario per il bene della città l’impegno di una giunta estremamente presente e di un vice sindaco che riesca a lavorare a tempo pieno per Cisterna e al fianco del nostro sindaco. E’ ovvio – ha aggiunto Muzzupappa - che questa scelta, dettata, voglio sottolinearlo, da impegni di lavoro, non compromette minimamente il mio impegno politico con IdeaLista al fianco del sindaco Della Penna e come parte integrante di questa maggioranza di governo”.

“I ringraziamenti di rito non sono sufficienti per esprimere la mia gratitudine nei confronti di Marco Muzzupappa con il quale ho condiviso, insieme al resto della mia maggioranza, il successo elettorale che ci ha portato al governo della nostra amata Cisterna. - Dichiara
il sindaco di Cisterna di Latina Della Penna - Colgo l’occasione oggi - prosegue il sindaco di Cisterna di Latina - per ringraziarlo per il suo impegno politico e per il sostegno che non è mai mancato nel corso di questi due anni di governo. E voglio ringraziarlo anche oggi, con forza, per avere preso una decisione sicuramente dura ma profondamente altruistica nei confronti della città alla quale Marco non avrebbe potuto più dedicare il tempo che avrebbe voluto. E’ scontato che Muzzupappa continuerà ad avere un ruolo di primo piano nell’attività politica grazie agli amici di IdeaLista che sono parte attiva della nostra maggioranza con lo spirito di collaborazione che li ha sempre contraddistinti”.

“La scelta di Marco Muzzupappa non cambia l’impegno politico di IdeaLista in seno al Consiglio comunale e all’interno della maggioranza che sostiene il sindaco Della Penna. - Dichiarano dal gruppo IdeaLista - Nonostante gli impegni personali che lo hanno portato a prendere questa decisione, - proseguono - vogliamo ribadire quanto detto già dal diretto interessato: Muzzupappa continuerà a dare il suo sostegno all’attività del gruppo di IdeaLista e a quelle dell’amministrazione comunale. E’ un fatto importante che va sottolineato soprattutto perché anche grazie a lui e al lavoro fatto dall’intera maggioranza oggi stiamo cercando di dare il nostro contributo alla città. Le sfide imposte da questo bilancio, che stiamo cercando di risanare a fatica, daranno un ulteriore slancio all’impegno dell’amministrazione puntando al ritorno di alcun investimenti importanti nei più disparati settori. Per questo abbiamo bisogno dell’apporto di tutti coloro che hanno condiviso dal primo momento questa straordinaria esperienza politica e per questo ringraziamo Marco per avere ribadito, nonostante i suoi impegni personali, la volontà di continuare a lavorare al nostro fianco”.
 

Politica
L’ombra del commissariamento pesa ora come un macigno
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C.R.

Ardea (RM) - Sono passati pochi giorni da quando il sindaco di Ardea Luca Di Fiori si è dimesso in preda ai mal di pancia di Forza Italia (n.d.r. Di Fiori ha scritto che “Mi sono dimesso perché in maggioranza, e in alcuni gruppi del Consiglio, non si riesce a trovare una sintesi politica. Si litiga per ogni cosa”) e al tira e molla di queste firme per una sfiducia che qualcuno vorrebbe far passare come una barzelletta ma che invece potrebbe arrivare molto presto, anzi probabilmente questo mercoledì 24 febbraio. Un colpo di scena che non lascerebbe il tempo a Di Fiori neppure di ritirare le dimissioni dopo 20 giorni di decantazione.
Fabrizio Acquarelli e Nazareno Sperandio sarebbero dunque pronti a sfiduciare il sindaco insieme agli altri consiglieri. E le nove firme (tre di maggioranza e sei di opposizione) metterebbero così la parola fine al capitolo Di Fiori. Di fatto anche Giordani si troverebbe senza più il seggio all’area metropolitana, questo perché quando si voterà per la provincia, Ardea sarà ancora commissariata e Giordani non potrà dunque ricandidarsi per cinque anni. L’ombra del commissariamento pesa ora come un macigno visto che di fatto prima delle elezioni il Comune di Ardea dovrà restare almeno un anno senza guida politica.

Il caso
Martedì alle 18.30 presso la sala dell’archivio storico comunale in piazza Mazzini 5 la conferenza stampa
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Redazione

Bracciano (RM) - Nella giornata di lunedì 30 novembre 10 consiglieri comunali di maggioranza di Bracciano hanno presentato le dimissioni contestuali dal ruolo ricoperto, come previsto dal decreto legislativo 267/2000 comma 3 articolo 141 capo 2.

Le stesse sono state sottoscritte anche dal sindaco di Bracciano Giuliano Sala. Martedì alle 18.30 presso la sala dell’archivio storico comunale di Bracciano in piazza Mazzini 5 è in programma una conferenza stampa nel corso della quale verranno illustrate le motivazioni della scelta. 

Evidentemente il fatto che la Procura di Civitavecchia stia indagando sulla regolarità di appalti pubblici e presumibilmente su questioni che riguardano la potabilità dell'acqua ha inciso notevolmente rispetto a questo vero e proprio tsunami che ha sconvolto la maggioranza di Giuliano Sala.

Cosa avrà spinto i consiglieri a dimettersi? Qualche giorno fa si è scatenata una vera vera e propria bufera giudiziaria sull'amministrazione comunale di Bracciano: giovedì 26 novembre è scattato il blitz dei carabinieri presso la sede del Comune e presso gli uffici e le abitazioni di 17 persone, tra cui imprenditori locali, indagate dalla Procura di Civitavecchia per reati contro la pubblica amministrazione.

Le perquisizioni sono state ordinate dal sostituto Procuratore della Repubblica presso la Procura di Civitavecchia dr. Lorenzo Del Giudice e sono state effettuate al fine di acquisire la documentazione relativa le varie procedure di affidamento per i lavori pubblici degli ultimi anni al fine di verificarne la correttezza.
Con tutta probabilità nel fascicolo della Procura anche la presunta irregolarità del protocollo.

Lo scorso 9 ottobre su questo quotidiano abbiamo evidenziato come la sequenza degli atti, così come risulta dallo storico dell’Albo Pretorio del Comune di Bracciano per gli anni 2011-2012-2013, denoti la mancanza del numero degli atti per ben due documenti oltre al fatto che non si comprende la logica di inserimento degli atti stessi sull'Albo Pretorio rispetto la numerazione delle pagine. Evidenziavamo quindi il fatto che le pagine dell'Albo Pretorio del Comune di Bracciano non corrisponderebbero alla effettiva consequenzialità delle date, con il risultato di una scarsa chiarezza nel comprenderne la logicità.

 

Operazione martire perfettamente riuscita
La chiamata alle armi di Matteo Renzi è stata preannunciata e Marino sa benissimo che si possono trovare i 25 consiglieri per sciogliere il Comune.
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di Chiara Rai

Roma - Il cappotto in Campidoglio è quello di un lungo viaggio che farà Marino in Australia, meta da lui bramata, perché la sua carriera da sindaco è terminata e al Pd toccherà fare lo “sporco” lavoro di mandarlo a casa perché lui non vuole scrostarsi dalla poltrona. Con 19 consiglieri del Pd non è poi una operazione così difficile quella di arrivare a quota 25.

La scena delle dimissioni continue è una lenta, triste e inesorabile macchietta: Causi ed Esposito hanno elegantemente salutato, Marco Rossi Doria ha preferito tornare a fare il maestro insomma ognuno ha avuto la sua leggerissima giustificazione per lasciare solo con se stesso il marziano nelle sue ultime ore prima della caduta. La chiamata alle armi di Renzi è stata preannunciata e Marino sa benissimo che si possono trovare i 25 consiglieri per sciogliere il Comune. La sua è stata una questione d’onore e soprattutto di convenienza piuttosto che altro perché il fotofinish era noto a tutti, a Ignazio in primis. Però questa dinamica cambia molto agli occhi degli elettori: Marino non li ha traditi esce da marziano martire facendo capire ai romani che il suo stesso partito lo ha cacciato contro la sua volontà che non dimentichiamoci essere stata, qualche giorno fa, di volersi dimettere perché altra strada non c’era per uscire da quell’imbarazzante ennesima pantomima degli scontrini, che poi non è altro che una enorme bolla di sapone soffiata da bravi artigiani della comunicazione al tempo giusto. Il personaggio c’era e allora perché non approfittarne.

Oggi si riempiranno tutti la bocca: “Renzi non vuole quella persona onesta di Marino” e sarà già stato archiviato tutto il resto. E cioè sarà stato già dimenticato che per Roma neppure Marino è stato capace di fare nulla. “Non ne ha avuto il tempo” la risposta del controcoro e allora sì che l’alieno potrà brindare per gli ottimi risultati ottenuti: il premier messo in cattiva luce, il Pd ancora più malvagio e lui neanche a dirlo “poverino”. Peccato però che si brinda con un vino diverso e a mescere e festeggiare, alla fine dei conti, non è Ignazio perché è un rosso paonazzo sfuso. E allora la memoria torna indietro al celebre film di Dino Risi “Stra
ziami, ma di baci saziami”.

Indimenticabili le battute tra Marisa e Marino seduti al tavolo in pizzeria. Marisa dice a Marino: “Quando non c'eri ti pensavo e dicevo "Marino Marino voglio Marino" Il cameriere con il vino in mano: “Mi dispiace signora, abbiamo solo questo Frascati”. Marino al cameriere: “No guardi, lei non può capire”. Il cameriere: “Se lo dice lei”. Lo dimo noi, o mejo, l’ha detto lui “er Matteo de noantri”.

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