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DISTANZIATORE
La perquisizione
L'ipotesi di posti letto a pagamento riservati a migranti nello stabile di via Curtatone ha determinato l'apertura di un fascicolo
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ROMA - Perquisizione della Digos nel palazzo di via Curtatone a Roma, occupato per quattro anni da migranti e sgomberato dieci giorni fa. Gli investigatori sono in cerca di documentazione utile all'inchiesta su un presunto racket sugli affitti all'interno dell'edificio. Sul posto anche la polizia scientifica per documentare lo stato dei luoghi in cui vivevano gli occupanti.

L'ipotesi di posti letto a pagamento riservati a migranti nello stabile di via Curtatone ha determinato l'apertura di un fascicolo, per il momento contro ignoti, per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Gli accertamenti hanno preso spunto dal ritrovamento, da parte della Digos, di alcune ricevute di pagamento che hanno fatto sospettare l'esistenza di persone, non si esclude legate ai movimenti per la casa, che potrebbero aver speculato sull'occupazione.

Gli accertamenti sono curati dal procuratore aggiunto Francesco Caporale. Lo sgombero dell' immobile adiacente la stazione Termini è avvenuto nell'ambito di un'inchiesta, per occupazione abusiva, del pm Eugenio Albamonte.

A piazzale Clodio sono numerosi i procedimenti aperti, in materia di occupazione. Un fenomeno che ha portato, nei mesi scorsi, anche all'avvio di un procedimento contro ignoti per associazione a delinquere, da parte del pm Tiziana Cugini. Nel mirino soggetti che promuovono e gestiscono tali iniziative.

Cronaca
Sono in corso ulteriori indagini al fine di identificare gli altri tifosi aderenti ai commandi ultras responsabili dei disordini.
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Redazione
Rieti
- Personale della DIGOS  ha denunciato, in stato di libertà, tre tifosi: F.M., reatino, del 1994, G.D., romano, del 1985 e L.A., del 1994, residente a Ladispoli, per aver partecipato ai disordini del 5 gennaio 2014 tra le tifoserie del Rieti e del Ladispoli.

Prima dell’inizio della partita di calcio Rieti – Ladispoli, svoltasi presso lo stadio “Manlio Scopigno” di Rieti il 5 gennaio u.s., infatti, numerosi tifosi del Rieti, alcuni dei quali travisati con sciarpe e passamontagna, si erano recati all’esterno del settore assegnato ai tifosi del Ladispoli nel tentativo di aggredirli.

Durante il tentativo di aggressione, opportunamente controllato dalle Forze di Polizia, alcuni giovani avevano tentato di scavalcare la recinzione ed uno di essi, il reatino F.M. è stato riconosciuto dagli investigatori della D.I.G.O.S. della Questura di Rieti ed è stato denunciato in stato di libertà alla competente A.G. per la violazione dell’art. 5 della Legge 152/1975.

La successiva particolareggiata attività di indagine posta in essere dagli investigatori della D.I.G.O.S. reatina, anche attraverso l’esame delle immagini raccolte dal personale della Polizia Scientifica e dai sistemi di videosorveglianza dello stadio reatino, ha permesso di individuare altri due giovani che, a vario titolo, avevano creato turbative all’ordine ed alla sicurezza pubblica.

Un tifoso del Ladispoli, infatti, identificato per L.A., del 1994, avendo fatto uso di petardi e fumogeni è stato denunciato in stato di libertà e sottoposto a DASPO, mentre un altro giovane, G.D., è stato denunciato alla competente A.G. per aver assistito alla manifestazione con il volto travisato con il solo fine di non farsi identificare.

Le indagini hanno però evidenziato un particolare preoccupante.

Infatti, gli investigatori hanno accertato che G.D. non era un tifoso né del Rieti né del Ladispoli ma, appartenente ad un movimento di estrema destra, era un tifoso dell’Albalonga.

Esaminando gli episodi che hanno visto il realizzarsi di scontri tra tifosi delle squadre del campionato di Eccellenza, gli investigatori hanno così rilevato una sorta di collaborazione tra i commandi ultras di varie tifoserie accertando che, da una parte, i tifosi del Rieti, dell’Albalonga e del Civitavecchia e dall’altra, quelli del Guidonia, di Ladispoli e di Viterbo, non esitano ad assistere alle competizioni delle squadre “partner”, solo per cercare uno scontro con le tifoserie nemiche.

Sono in corso ulteriori indagini al fine di identificare gli altri tifosi aderenti ai commandi ultras responsabili dei disordini.

A carico di tutti i tifosi identificati è stata proposta la misura del divieto di accesso ai luoghi dove si svolgono manifestazioni sportive e per G.D. anche la misura di prevenzione del foglio di via obbligatorio con divieto di ritorno nel territorio reatino.

 

Cronaca
L'operazione è scattata all'alba. Ai domiciliari i due leader dei movimenti.
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Redazione

Roma - Dalle prime ore dell'alba uomini della Digos della Questura di Roma e del Comando Provinciale dell’Arma dei Carabinieri stanno eseguendo 17 misure cautelari emesse dall’Ufficio GIP del Tribunale di Roma su richiesta della locale Procura della Repubblica. I destinatari delle misure cautelari sono esponenti dell’antagonismo capitolino ritenuti responsabili dei gravissimi episodi di violenza commessi il 31 ottobre 2013 in danno di Poliziotti e Carabinieri schierati in via del Tritone per consentire il regolare svolgimento della Conferenza Stato-Regioni.

Radunata sediziosa, rapina, violenza, resistenza e lesioni aggravate in danno di pubblici ufficiali, danneggiamenti aggravati sono i reati più gravi contestati a vario titolo alle diciassette persone colpite dalle misure cautelari adottate dalla Magistratura romana in esito alle indagini condotte dalle Forze dell’Ordine. I diciassette indagati, tra cui noti attivisti dei movimenti Lotta per la casa, si sono evidenziati per le condotte particolarmente violente realizzate in occasione degli incidenti del 31 ottobre 2013 in via del Tritone, sfociati nel ferimento di numerosi operatori di Polizia. Tra le condotte di maggiore gravità la rapina di uno sfollagente e di uno scudo di protezione in dotazione degli operatori di Polizia. 

 

Cronaca
A finire nella rete degli investigatori della Digos di Frosinone centri di preparazione scolastica operanti in diverse città d’Italia
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Redazione
Frosinone
- Dopo l’operazione “Todos Caballeros” scoperti dalla Digos nuovi casi di truffa ai danni dello stato
A finire nella rete degli investigatori della Digos di Frosinone centri di preparazione scolastica operanti in diverse città d’Italia e rappresentanti legali di alcuni istituti paritari della provincia.
È proprio da questo territorio che le indagini hanno avuto inizio con un epilogo che ha portato alla denuncia di 15 persone per truffa in danno dello Stato.
Una vera e propria organizzazione che aveva messo a punto nei minimi dettagli tutto il meccanismo burocratico necessario al compimento del diploma.
I denunciati, infatti, al fine di consentire agli studenti di poter sostenere l’esame di stato nei propri istituti, più disponibili alla promozione della scuola pubblica, facevano acquisire loro residenze fittizie.
30 gli studenti coinvolti nel raggiro, che non hanno esitato a versare una somma di 7.000 euro in cambio delle facilitazioni per l’ottenimento dell’agognato titolo di studio nell’anno scolastico 2011/2012.
L’operazione oltre alle città di Frosinone e Cassino ha interessato numerosi altri abitati dell’Italia centro-settentrionale tra cui Aosta, Aulla (MS), Cagliari, Chieri (TO), Firenze, Ivrea (TO), La Spezia, Milano, Nuoro, Oristano, Pisa, Roma, Sassari, Torino e Verona.
 

Cronaca
Partita Sora – Ostiamare concluse le indagini della Digos
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Redazione

Sora (FR) - Era il 6 gennaio scorso quando un pullman con a bordo circa quaranta tifosi dell’Ostiamare raggiunge la cittadina sorana per la disputa dell’incontro di calcio con la squadra locale.

L’incontro non era ancora iniziato, ma i sostenitori ospiti decidono arbitrariamente di raggiungere un nutrito gruppo di tifosi sorani raggruppati in via Sferracavallo con l’intento di iniziare una pericolosa provocazione.

Di lì a poco scoppiano gli incidenti: dalle parole si arriva ai fatti. Comincia una fitta sassaiola e lo scontro diventa sempre più aggressivo a causa dell’uso di cinte, bastoni ed aste di bandiere usate per colpire gli avversari.

Immediate le reazioni degli uomini della Digos diretti dal Dott. Cristiano Bertolotti che, dopo un’attenta visione delle immagini realizzate dalla Polizia Scientifica, riescono ad individuare gli autori degli scontri.

Due tifosi del Sora sono stati arrestati in “ flagranza differita “ e contestualmente è stata avviata una mirata attività investigativa che ha consentito di denunciare altri tredici tifosi ritenuti responsabili degli scontri.

In particolare sette tifosi del Sora e sei dell’Ostiamare, tutti proposti per l’adozione dei provvedimenti di DASPO, questa mattina sono stati raggiunti dai poliziotti per l’esecuzione di perquisizioni domiciliari disposte dall’Autorità Giudiziaria di Cassino al fine di individuare ulteriori elementi di prova.

Cronaca
In particolare, furono intonati cori razzisti contro Mario Balotelli e fu esposto uno striscione con la scritta No all'Italia multietnica
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Redazione

Roma - Fecero scalpore gli episodi di razzismo verificatisi in Austria, a Klagenfurt, il 17 ottobre 2010, in occasione della gara di calcio Italia Romania.

In particolare, furono intonati cori razzisti contro Mario Balotelli e fu esposto uno striscione con la scritta No all'Italia multietnica. Nella circostanza  molti ultras aderenti al sodalizio ultras Italia effettuarono saluti romani scandendo questi cori.

Quanto accaduto fu documento da personale della polizia italiana, “spotter” della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione e trasmesso alla DIGOS di Roma per avviare indagini volte alla completa identificazione dei responsabili degli atti di razzismo.

Le indagini della DIGOS, previa autorizzazione a procedere per i reati commessi all’estero del Ministro della Giustizia, sono state coordinate dalla Procura della Repubblica di Roma, ed hanno consentito la denuncia di 17 persone per la “diffusione di idee fondate sulla superiorità, sulla discriminazione e sull’odio razziale o etnico". A due ultras è stato altresì contestato di aver effettuato il cd. “saluto romano”.

Nei confronti degli ultras denunciati   - originari di varie città italiane -   il Pubblico Ministero dr. Luca Tescaroli ha emesso l’Avviso di conclusione delle indagini preliminari, in corso di notifica da parte della DIGOS.

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