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DISTANZIATORE
La visita
La grande struttura all'avanguardia al km 11,5 della via Nettunense è quasi pronta
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di Ivan Galea


ARICCIA (RM) - Visita del presidente del Consiglio Paolo Gentilon al cantiere del nuovo ospedale dei Castelli Romani affiancato dal governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, e dal direttore generale della Asl Roma 6, Narciso Mostarda. Un ospedale che negli anni ha visto almeno tre pose della prima pietra e tante passerelle di politici a partire da Esterino Montino per poi proseguire con Renata Polverini. Di fatto è un progetto partito con Storace presidente ma razionallizzato e portato avanti poi dalla giunta di centrosinistra al comune di Ariccia guidata dall'ex sindaco Emilio Cianfanelli presente oggi in occasione di quest'ennesimo passaggio politico che però si è rivelato di estrema importanza perché oggi il Nuovo Ospedale dei Castelli rappresenta una eccellenza del mondo della sanità del lazio ma anche al livello nazionale. La hall dell’ospedale era gremita di persone compresi dirigenti sanitari, medici e istituzioni tra cui sindaci, deputati e senatori. Breve l’intervento di Gentiloni che ha preso atto dei dati positivi sulla sanità forniti da Zingaretti nel precedente intervento: “Rivendico la decisione presa dal Consiglio dei ministri alcuni giorni fa di reintrodurre l’obbligatorietà delle vaccinazioni in età scolastica è la risposta a una domanda di innalzare i livelli di tutela e di protezione. Per i nostri bambini e per le nostre famiglie. E’ quello che dobbiamo fare se vogliamo rispondere all’esigenza che ci viene dai nostri concittadiniHa parlato il sub commissario alla Sanità Bissoniche ha illustrato i dati sul rientro di bilancio

 

La grande struttura all'avanguardia al km 11,5 della via Nettunense è quasi pronta: inquadrata come Dea di primo livello, è in fase di ultimazione. Mancano alcuni lavori per le infrastrutture esterne. Ed è già partito l'inventario dei macchinari. Il taglio del nastro è previsto per gennaio 2018. Il nuovo ospedale servirà un bacino di oltre 560mila persone, si parla di 344 posti letto di cui 286 per la degenza ordinaria e 58 per il day hospital. Di fatti raccoglierà i reparti finora frazionati tra gli ospedali di Genzano, Albano, Ariccia e Rocca Priora, e fornirà assistenza sanitaria anche alla fascia territoriale di Pomezia ed Aprilia. Nell’ospedale ci saranno reparti di eccellenza non esistenti sul territorio, quali emodinamica, neurochirurgia e forse un padiglione di grande interesse per i malati che a tutt'oggi non hanno riferimenti, sulla MSC Multichemiosensibilità.

 

Un discorso risoluto e carico di speranza per il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti che ha ringraziato pubblicamente il presidente Gentiloni e ha speso parole di riconoscenza anche per l'operato della ex governatrice del Lazio Renata Polverini, anchessa presente oggi :"Si può uscire da una condizione di difficoltà e si può candidare il Lazio a essere una Regione che può uscire dalla condizione del commissariamento e verso la normalità”. E poi ha aggiunto: “Io sono contento di essere il presidente che in 5 anni ha stretto la mano a 4 presidenti del consiglio diversi, a 4 sindaci della Capitale diversi garantendo però in Regione stabilità, abbiamo tenuto il timone e la rotta ferma”.

 

A criticare le parole di Zingaretti è il capogruppo regionale di Fratelli d’Italia, Giancarlo Righini: “Della favola che Zingaretti sta propinando alla stampa – ha detto Righini - gli unici a non accorgersi delle mirabolanti politiche per la sanità sono i malati ed i bisognosi di cure del Lazio”. “Liste d'attesa di anni per visite specialistiche – osserva Righini - pronto soccorso di tutti gli ospedali presi d'assalto, posti letto insufficienti, il costo inaccettabile dei ticket: questo è lo specchio della realtà sanitaria pubblica nel Lazio, e mentre Zingaretti continua ad immaginare, i cittadini soffrono servizi sanitari da terzo mondo in strutture fatiscenti. Il quadro organizzativo del sistema sanitario laziale ancora langue e negli anni di governo di Zingaretti non è ancora stato definito, nonostante la Giunta abbia avuto tempo e modo per potervi lavorare”. “C’è di che essere davvero stanchi – conclude Righini – di questa situazione, e lo dico prima di tutto da cittadino utente che da rappresentante istituzionale. Il risanamento si sta facendo sulla pelle dei cittadini con 15 ospedali chiuse e migliaia di posti letto tagliati. Le dichiarazioni e i sopralluoghi a poco tempo dalla data delle elezioni stridono in modo netto a fronte di una condizione drammatica in cui non si riesce a intravedere la luce in fondo al tunnel”.

La rubrica
L’importanza dello sviluppo del gioco nei bambini dai 3 mesi ai 18 mesi
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A cura della Dott.ssa Cristina Monaco

ALBANO LAZIALE (RM) - “I giochi dei bambini non sono giochi e bisogna considerarli come le loro azioni più serie”
(Michel de Montaigne)


Perché è importante giocare? Ma soprattutto, con cosa devo far giocare il mio bambino? Queste sono domande comuni che tanti si pongono quando entrano in relazione con un bambino, soprattutto se molto piccolo.
Con questo articolo propongo un viaggio nello sviluppo del gioco del bambino, analizzando le fasi evolutive e le necessità che lo caratterizzano, ma soprattutto cercherò di focalizzare l’attenzione su quanto il gioco sia collegato e come sostenga il maturarsi delle altre competenze del bambino, come le capacità motorie e il linguaggio. Sostenendo una capacità infatti stiamo garantendo il corretto sviluppo delle altre, e quindi uno sviluppo armonico di tutte le competenze.
Cosa è il Gioco?
Il gioco è parte centrale dello sviluppo psicomotorio del bambino ed assume un diverso significato nel corso della maturazione del senso di Sé, dell’indipendenza, delle abilità sociali e della creatività individuale.
Mediante il gioco il bambino sperimenta il rapporto con le persone, arricchisce la memoria, allena la concentrazione, studia cause ed effetti, riflette sui problemi, impara a controllare le emozioni, conosce la realtà circostante e arricchisce il vocabolario (Sheridan M,1984).
Tutto ciò si traduce nello sviluppo della personalità e nella realizzazione del bambino stesso.
Grazie al gioco il bambino potrà sviluppare una corretta coordinazione motoria e amplierà, grazie all’imitazione e alla sperimentazione, le possibilità di comunicare (giocare con l’altro) ed inserirsi in contesti sociali. Cercherà di creare Relazioni (con l’altro, con se stessi, con gli oggetti) ed esplorare il proprio corpo e le proprie capacità di agire.


Lo Sviluppo del Gioco

Nei primi due mesi non possiamo parlare di alcuna attività di gioco, poiché i movimenti scaturiscono principalmente da meccanismi riflessi innati.
Successivamente, già dal II mese il bambino esercita dei movimenti che producono piacere (inizia il gioco di tipo “motorio”).
Nei mesi successivi aumenta l’interesse per il proprio corpo e il bambino inizia a "giocare" muovendo di più la testa, le gambe, le braccia e le mani; aumentano le vocalizzazioni e compare il sorriso sociale.
Comincia una graduale partecipazione alle attività relazionali con i familiari, con particolare interesse per le persone e i visi: il bambino in questa fase osserva, ascolta, dà segnali di piacere (sorriso sociale e riso) quando si interagisce con lui. Aumentano le vocalizzazioni ripetitive: i bambini giocano con la capacità di produrre, differenziare e ripetere suoni.


Con cosa Giochiamo a 2-3 mesi?
Il principale interesse per i bambini di questa età sono le PERSONE che si prendono cura di loro (caregivers), i quali costituiscono importanti fonti di interesse, di gioco e di apprendimento, specialmente attraverso il GIOCO di ACCUDIMENTO quotidiano (routines: che comprendono l’allattamento, lo stare in braccio, chiacchierate a quattrocchi, filastrocche, cullare, massaggiare, bagnetto ecc.).
Altro fondamentale strumento ludico diventa il proprio CORPO, tutto da scoprire, in particolare la loro attenzione si focalizza sulle mani che possono guardare, mettere in bocca e succhiare.
Di cosa non hanno particolarmente bisogno in questo momento evolutivo? Di essere lasciati soli con dei giocattoli sonori o particolarmente grandi e pesanti, difficili da maneggiare. In questa fase il bambino non è particolarmente pronto ad usare GIOCATTOLI soprattutto meccanici, né Televisione nè Tablet. I giocattoli possono essere utili esclusivamente se animati o condivisi da mamma e papà in un momento di gioco.
Successivamente, nel periodo che intercorre tra i 3 e i 6 mesi del bambino, entriamo in una fase caratterizzata da un gioco maggiormente “attivo”, grazie a tutte le competenze motorie che il piccolo ha acquisito nell’ultimo periodo (sollevamento della testa dal piano, rotolamento sul pavimento e manipolazione dei piedi in posizione supina). Emerge l’interesse per gli oggetti, che cominciano ad essere afferrati con entrambe le mani e portati alla bocca per esplorarli e che migliorano la capacità di manipolazione degli oggetti (miglioramento della coordinazione occhio mano).
 

Con cosa Giochiamo intorno ai 3-6 Mesi?
Le persone che si prendono cura di del bambino costituiscono ancora il suo principale punto di riferimento, e continuano ad avere un ruolo importante nei momenti di gioco e nelle sue interazioni quotidiane soprattutto perché adesso con le vocalizzazioni si possono creare situazioni di ludiche condivise con loro (interazione VISO A VISO) e dare vita a piccole conversazioni (proto-conversazioni) che saranno importantissime per lo sviluppo del linguaggio. E’ fondamentale il dialogo tra madre e bambino basato sull’alternanza di turno, in una sequenza ben definita di sorrisi e vocalizzi, che andranno a costituire le basi di una conversazione consapevole più matura. Tra i 3 e i 6 mesi i giocattoli piccoli adatti ad essere afferrati, maneggiati e messi in bocca (piccoli, leggeri, con presa facile, lavabili) sono consigliati soprattutto se posti a portata di mano (non distanti o legati) poiché facilitano lo sviluppo dell’esplorazione e della coordinazione occhio-mano.
Grazie alle nuove abilità motorie acquisite in questa fascia di età (scalciare, rotolare, strisciare, talvolta riescono a rimanere seduti autonomamente) viene consigliato di lasciare giocare il bambino sopra una COPERTA o sul pavimento per permettergli di migliorare negli spostamenti e nella manipolazione degli oggetti.
Avvicinandosi il periodo che intercorre tra i 6 e i 10-12 mesi, la centralità dell’interesse del bambino si comincia a spostare gradualmente dalle persone verso l’oggetto e contemporaneamente cominciano i primissimi giochi sociali.
Da cosa è caratterizzata questa fase? Dalla ripetizione di piccoli gesti e dall’imitazione di ciò che il bambino vede e sente accadere intorno a lui. Inoltre adesso le nuove competenze motorie (stare seduti da soli, gattonare, stare in piedi e camminare) facilitano l’arricchimento del gioco del piccolo.
 

A cosa giochiamo tra i 6 e i 12 mesi?
In questo momento evolutivo abbiamo bisogno di giocattoli, ma soprattutto di oggetti di uso quotidiano, semplici e di vario materiale, che si possano esplorare con tutti e cinque i sensi, e che ricordino al bambino come essi vengono usati dalle persone che sono intorno a lui e che egli costantemente osserva, così da poter riproporre il loro corretto utilizzo durante il gioco. Adesso si possono proporre anche dei giocattoli che si muovono o che possono essere tirati mentre il bambino si muove, oppure si possono mostrare dei libretti morbidi da condividere con mamma e papà. I giocattoli "causa-effetto" (sonori, accattivanti) sono molto stimolanti per il bambino in questo momento.
Tutti questi oggetti proposti sono molto importanti per la crescita del bambino ma assumono un ruolo ancora più importante se vengono condivisi con i genitori.
 

CON COSA EVITIAMO DI GIOCARE?
Il Box ed il Girello, perché troppo poco stimolanti e limitativi per il bambino in questa fase di crescita; inoltre non sostengono adeguatamente l’acquisizione delle competenze motorie che devono ancora maturare completamente.
Evitiamo di proporre ai nostri bambini troppi giocattoli tutti insieme, perché non permettono un'esplorazione prolungata sul singolo e invogliano a cambiare continuamente gioco, non soffermandosi su alcuno di essi. Bisogna evitare giocattoli che contengono oggetti di piccole dimensioni e piccole parti, perché l’esplorazione orale degli oggetti sta diminuendo ma è ancora presente.
Superando i 12 mesi e la manipolazione funzionale dell’oggetto (usiamo gli oggetti come li usano i grandi, ad esempio il bicchiere per bere), adesso il bambino comincia ad manipolare ed esplorare anche più oggetti insieme: agisce su più oggetti contemporaneamente e cerca di comprenderne funzionamento e relazioni (ad esempio battere, strofinare, sovrapporre due oggetti fra loro).
Aumenta l’interesse per giocattoli complessi che sostengono la manipolazione e le funzioni cognitive (incastri geometrici tridimensionali e costruzioni), per giochi "causa-effetto" (costruire, disfare, indicare e nominare), per libri con azioni familiari (mangiare, dormire, giocare) che può cominciare ad associare al suo vissuto, e per filastrocche che espongono il bambino alla ritmicità.
 

CONCLUSIONI
Ricapitolando, nel primo anno di vita l’attività di gioco del bambino è di tipo prevalentemente motorio, concentrata sulla ricerca di sensazioni piacevoli e sulla conoscenza del mondo che lo circonda (Esplorazione). In particolare in questo periodo attraverso tale attività, il bambino sperimenta un gioco finalizzato alla ricerca di sensazioni che arricchiscano il «SE» che si sta strutturando anche grazie al gioco di interazione con i caregivers.
Successivamente, superando i 18 mesi e avvicinandoci ai 24 mesi il gioco cambia forma, e la centralità d’interesse passa totalmente dalle persone all’utilizzo dell’oggetto.
Precedentemente il bambino utilizzava un oggetto assegnandogli una funzione simbolica, ma l’oggetto doveva essere realisticamente simile alle sembianze dell’oggetto da rappresentare (sostituti simili nella forma o nella funzione, ad esempio un bastoncino può essere usato come un cucchiaio).
Avvicinandosi ai 24 mesi gli oggetti non hanno più bisogno di una connotazione per forma o per funzione al fine di simboleggiare l’oggetto da rappresentare (una chiave può rappresentare ed essere utilizzata come un telefono).
Le madri partecipano al gioco sia dando suggerimenti sia agendo in prima persona attraverso il gioco della finzione, che il bambino può osservare e imitare.
Vengono così poste le fondamenta di un gioco più maturo basato sull’astrazione, il GIOCO SIMBOLICO, che approfondiremo successivamente.


BIBLIOGRAFIA
 Baumgartener E., «il gioco dei bambini», ed. Carocci, Roma,2004
 Brazelton T.B., «Il bambino da 0 a 3 anni», Ed. Fabbri, Milano,2003
 Sheridan M., «il gioco del bambino, Ed. Raffaello Cortina, Milano, 1984
 Sheridan M., «Dalla nascita ai 5 anni», Ed. Raffaello Cortina, Milano, 2009
 Dépliant, « A che gioco giochiamo», Ospedale Pediatrico A. Meyer, centro Brazelton.
 Dépliant, «Giocando si impara», fondazione Pierfranco e Luisa Mariani, Neurologia Infantile, Milano, 2008.

 

Dott.ssa Cristina Monaco - Centro psicologia Castelli Romani

piazza Pia 21 00041 ALBANO LAZIALE



 

Ambiente & Territorio
La coordinatrice per il Lazio del Comitato Terra Nostra - Italiani con Giorgia Meloni interviene sull'incendio della Eco-x di Pomezia
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*di Federica Nobilio

 

CASTELLI ROMANI - Finora ho taciuto nell'attesa di avere un quadro più chiaro sulla reale entità del danno causato dall'incendio della Eco-x di Pomezia. Ma quanto avvenuto impone alcune considerazioni. Siamo di fronte all'ennesimo disastro ambientale. E quel che fa più rabbia è che al solito si tratti di disastri annunciati. Nel raggio di 5km scarsi solo nell'ultimo anno ai Castelli Romani tra l'incendio in discarica e ora questo della Eco-x  (con qualche intermezzo di cisterne di gasolio esplose, vivai carbonizzati e negozi dati alle fiamme) sembra che siamo seduti su una bomba ad orologeria. Quello che sconvolge in tutto ciò è l'assoluta paralisi della politica  (quando non vi sia vera e propria collusione) senza differenza alcuna se si tratti di amministratori del PD o del M5S o di qualche lista civica d'occasione.


Prevenzione ZERO, controlli ZERO. Un impianto di TMB può andare in corto facendo saltare tutto in aria senza che nessuno abbia fatto puntuali verifiche  prima, quando un normale cittadino rischia multe da capogiro se non ha il certificato dell'impianto elettrico a norma dentro casa; una ditta di rifiuti speciali (quali rifiuti???) che esplode misteriosamente rivela, come pare sia stato accertato, che aveva il tetto in amianto, ma nessuno se ne era accorto prima, quando sempre il solito cittadino se non si affretta a smaltire correttamente e a carissimo prezzo il vecchio cassone dell'acqua rischia pure la denuncia penale.

 

Vogliamo parlare del dopo? Per L'ARPA è sempre tutto a posto, la qualità dell'aria è sempre la stessa, insomma "tutto bene Sora la marchesa" però ancora il cittadino di prima se brucia in giardino qualche sterpaglia arrivano i para' per arrestarlo. Un governo centrale e locale sempre forte con i deboli e debole con i forti, assolutamente incapace e privo di volontà di lavorare seriamente sulla prevenzione dei disastri, sulla tutela dell'ambiente, sul benessere dei cittadini. Politici balbettanti e scollegati tra loro. Talmente miopi da non capire che un problema di Pomezia è anche un problema di Albano e viceversa... Politici inutili che spero la storia e la volontà popolare spazzi via quanto prima regalandoci una classe di amministratori competenti e appassionati. Nel frattempo però ci sono danni forse irreparabili. E per l'acqua che è stata avvelenata, per la terra che è stata resa sterile, per l'aria che è stata sottratta a noi e ai nostri figli, non può esistere assoluzione e spero sinceramente che il popolo si stanchi di stare a guardare e si riappropri al piu' presto della sua sovranità.

*coordinatrice per il Lazio del Comitato Terra Nostra - Italiani con Giorgia Meloni

Ambiente & Territorio
21 comuni sono stati coinvolti dalla nuvola nera per lo più dei Castelli romani
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Red. Cronaca


POMEZIA (RM) - Vigili del Fuoco ancora impegnati a Pomezia, dopo aver lavorato per l'intera nottata, all'interno del capannone dove ieri mattina è scoppiato un incendio all'interno di un capannone di una ditta di smaltimento di rifiuti in plastica e carta su via Pontina. Le fiamme al momento sarebbero basse mentre il fumo è ancora molto denso. Non si registrano feriti nè intossicati. Ieri a causa dell'incendio si è sollevata una densa nube di fumo che ha interessato 21 comuni della zona.


Un'altissima colonna di fumo nero e denso in pochi minuti ieri mattina ha trasformato il paesaggio della frazione Cinque Poderi di Pomezia, comune a sud di Roma.
La nuvola minacciosa ha reso buia la zona, mentre nelle campagne intorno splendeva il sole. Un odore acre e forte bruciava narici ed occhi. A scatenarla è stato un incendio divampato intorno alle 8 nello stabilimento di stoccaggio e smaltimento di rifiuti industriali Eco X al km.33 della via Pontina Vecchia, accompagnato da un grande boato e da una serie di esplosioni.

 

Con il passare delle ore ben 21 comuni sono stati coinvolti dalla nuvola nera: nel pomeriggio la sindaca Raggi, in qualità di primo cittadino della Città metropolitana di Roma, ha invitato, su indicazione della Asl a tenere le finestre chiuse di abitazioni, uffici ed ospedali. Per lo più si tratta di comuni dei Castelli romani, la coltre nera infatti non ha coinvolto la Capitale, né tantomeno la via Pontina, arteria che collega Roma al litorale del Circeo. Provvedimenti che invece ha adottato nell'immediatezza dell'incendio il sindaco di Pomezia Fabio Fucci (M5s) invitando gli abitanti a lavare accuratamente frutta e verdura ed anche chiudendo le scuole ed evacuando le abitazioni nel raggio di 100 metri dall'incendio. Il bar che si trova a poca distanza dallo stabilimento andato a fuoco ha apposto sulla serranda un piccolo cartello con su scritto: "bar chiuso causa nube tossica". Non ci sono stati intossicati, ma il rischio adesso è il problema ambientale, soprattutto, perché intorno a Pomezia sono tantissimi i campi coltivati.


Asl, sospetto amianto, accertamenti
- "Ritenendo possibile la presenza di coperture in cemento amianto sui capannoni dell'impianto, è stato richiesto ad Arpa Lazio di poter estendere le attività di campionamento ambientale al fine di determinare l'eventuale presenza di fibre aerodisperse". Lo ha detto il direttore generale della Asl Roma 6 Narciso Mostarda, sull'incendio di Pomezia. "Contestualmente è stato contattato il Centro Regionale Amianto della Asl di Viterbo - ha aggiunto - per concordare l'analisi dei campioni ed eventuali ulteriori accertamenti da effettuare".


Virginia Raggi,
come sindaco della Città metropolitana, dopo le indicazioni della Asl Roma 6 sulla nube scaturita dall'incendio vicino Pomezia, ha invitato i cittadini di 21 Comuni, "Nettuno, Anzio, Pomezia, Ardea, Velletri, Lavinio, Lanuvio, Genzano, Albano laziale, Ariccia, Nemi, Castel Gandolfo, Marino, Ciampino, Frascati, Grottaferrata, Rocca di Papa, Rocca Priora, Montecompatri, Monte Porzio Catone e Colonna a tenere chiuse le finestre di abitazioni, scuole, uffici, strutture sanitarie e socio-assistenziali"

Abitante, sentito un boato poi esplosioni 
- "Ho sentito un boato incredibile, un'esplosione pazzesca, e poi tante altre in successione", ha raccontato Sabino D'Agnelli, che abita a poche centinaia di metri dalla Eco X, la fabbrica che è andata a fuoco. "Stavo facendo colazione - racconta - quando ho sentito il boato, pochi minuti dopo mi ha chiamato mia figlia dicendo che stava andando a fuoco la ditta".


Rogo colposo,indaga procura Velletri 
- La procura di Velletri ha aperto un'inchiesta sul rogo divampato in un deposito di plastica a Pomezia e procede per incendio colposo. Il procuratore Francesco Prete ha affidato gli accertamenti al sostituto Luigi Paoletti ed il primo atto è stato quello di affidare all'Arpa l'incarico di monitorare l'aria, il suolo, il sottosuolo oltre alle falde acquifere. Gli esiti di questi primi interventi sono previsti nel giro di un paio di giorni e lo stesso tempo sarà necessario per domare i focolai dell'incendio.
La Eco X di Pomezia, dove si è sviluppato l'incendio, è una azienda che tratta materiali di recupero, in particolare carta e plastica. Si trova lungo la via Pontina, in un'area fortemente caratterizzata da insediamenti industriali. A quanto riferisce il sindaco della città Fabio Fucci, che è in costante contatto con i vigili del fuoco e con la polizia locale, l'incendio si sarebbe dapprima sviluppato dal materiale che era accatastato nel piazzale dell'azienda; le fiamme poi si sarebbero propagate anche ai materiali conservati all'interno dei capannoni. Al momento al primo cittadino non sono state comunicate ipotesi sulle cause del rogo.

"Voglio ringraziare i vigili del fuoco che sono intervenuti sul posto.
Si tratta di un incidente molto grave. Gli uffici dell'Arpa, con le centraline, si sono immediatamente attivati e sono sul posto per monitorare la qualità dell'aria, anche studiando il flusso dei venti nelle prossime ore". Lo ha detto il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti. "Oltre dunque all'immediato intervento per spegnere le fiamme - ha aggiunto - è attivo il monitoraggio, e daremo subito i dati".

 

ARPA LAZIO Dall’analisi dei dati non emergono superamenti dei limiti imposti per la qualità dell’aria ambiente dalla normativa vigente Dopo l'incendio sviluppatosi nella mattinata di ieri presso l’impianto di trattamento rifiuti della Eco X di Pomezia, Arpa Lazio fa sapere che durante le operazioni di validazione dei dati della rete di monitoraggio della qualità dell’aria sono state analizzate con particolare attenzione le concentrazioni misurate presso le stazioni Ciampino, Cinecittà e Fermi, più prossime al sito interessato all’incendio anche in considerazione della direzione dei venti prevalenti nella giornata. Oltre a queste stazioni sono stati considerati anche i dati rilevati dal mezzo mobile, posizionato nel centro abitato di Albano Laziale. Dall’analisi dei dati non emergono superamenti dei limiti imposti per la qualità dell’aria ambiente dalla normativa vigente. Sono inoltre stati analizzati i dati di concentrazione media oraria rilevati dalle medesime postazioni di misura.  Anche quest’ultimi non hanno evidenziato picchi di concentrazione di ossidi di azoto (NOx), di polveri e di benzene. I dati sono in linea con quelli misurati nelle giornate precedenti a quella dell’incendio e coerenti con quelli misurati normalmente in questo periodo dell’anno.
Durante la giornata di ieri 5 maggio 2017 Arpalazio ha provveduto ad installare dei campionatori attivi e passivi nelle immediate vicinanze del sito dell’evento. I risultati del monitoraggio con questi campionatori verranno resi disponibili a tutte le Autorità competenti, non appena verranno completate le determinazioni analitiche di laboratorio, che richiedono alcuni giorni. Dall'Arpa fanno inoltre sapere che è in corso l’elaborazione di una simulazione modellistica dell’evento al fine di valutare le aree di potenziale massima ricaduta degli inquinanti prodotti dall’incendio, sulla base della quale verranno successivamente effettuati campionamenti delle altre matrici ambientali ed alimentari interessate.

Il vento che ieri soffiava verso i Castelli Romani - spiegano vigili urbani al lavoro su luogo dell'incendio - ora ha cambiato direzione e punta sulla direttrice Pomezia-Roma. Secondo alcuni residenti a Pomezia, che hanno parenti a Roma, l'odore acre sarebbe stato avvertito nel quartiere di Roma Sud di Decima. La nuvola oggi ha cambiato forma e colore: ieri nera, oggi grigia e soprattutto molto più bassa.

E' durato soltanto un'ora il temporale che si è abbattuto nella zona.La nuvola, sempre più chiara, spinta dal vento, si dirige sempre verso Pomezia e Roma ma la sua altezza è notevolmente diminuita.

Intanto la sindaca di Roma Virginia Raggi e il Campidoglio, a quanto si apprende, sono in contatto con Arpa, Protezione Civile, Polizia Locale e Polizia Città Metropolitana per monitorare la situazione della nube


 

Il piatto
Cento ospiti hanno degustato il piatto creato dallo chef del Marriott Grand Hotel Flora Raffaele De Mase
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di Angelo Parca

 

ROMA - Cento persone al Marriot Grand Hotel Flora di Roma a via Veneto hanno degustato la pasta Squarciarelli, un piatto creato appositamente dall'executive chef Raffaele De Mase del famoso hotel romano in occasione di un evento che ha fatto da trait d’union tra la famosa via della Dolce vita a Roma e la celebre località Squarciarelli. De Mase ha presentato il piatto Squarciarelli presso il rinomato locale di Lino Ventriglia Black Jack di Grottaferrata, in occasione di OFFICINA STAMPA il web talk del giovedì condotto dalla giornalista Chiara Rai.

 

La pasta Squarciarelli ha un sapore unico e può essere preparata utilizzando sia delle fettucine sia dei fusilli come nel caso dei 100 ospiti che hanno degustato il piatto all’esclusivo Grand Hotel Flora della catena Marriot a Roma. Ormai è un connubio di sapori tra le due via Veneto: a Roma e ai Castelli Romani. Sì perché l'esclusivo locale Black Jack di Lino Ventriglia rimane in viale Vittorio Veneto 2 a Grottaferrata e anche lì è possibile degustare la pasta Squarciarelli.

 

Come preparla? Per la pasta occorrono 400 gr di semola di grano duro, 300 di farina 00, 200 grammi di vino rosso e un pizzico di sale. Per realizzare la crema di melanzane, le verdure intere vanno cotte sulla piastra facendo bruciare la buccia esterna, poi aperte e tolta la polpa che va messa in una pentola con cipolla rossa basilico e olio: “Si fa andare la polpa con questo fondo – continua lo chef – poi si frulla e si aggiunge la ricotta romana salata. Dopodiché si lavora la buccia di limone o arancia caramellata. Si puliscono le arance o i limoni, tolta la parte bianca e si taglia la scorsa sottilissima sbollentandola tre volte in acqua normale e per l’ultima volta passata in un composto di acqua e zucchero: si tratta di uno sciroppo realizzato con 200 grammi di zucchero per ogni litro d’acqua”.
Intanto si cuoce la pasta nel bollitore e poi si ripassa in padella con una riduzione di vino e un pezzettino di burro e si manteca con il parmigiano o per i più affezionati alla cucina di Roma con del pecorino romano: ”L’impiattamento è presto fatto – aggiunge De Mase - la crema di melanzane fa da letto nel piatto e le fettuccine mantecate si poggiano sopra e si spolverano con la ricotta salata romana, le zeppe di arancia o limone caramellate e una guarnizione di basilico”.

Eventi
La dimensione letteraria dei Castelli Romani al centro dell’edizione 2017 di “Castelli di Scrittori”
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Red. Cultura


ALBANO LAZIALE (RM)
- Una scoperta di angoli nascosti di storia locale, ma anche l’espressione di una ricerca documentaristica e bibliografica del territorio. Questo è “Castelli di Scrittori” 2017, che giunge alla sua 5ª edizione. La nota manifestazione di poesia e narrativa organizzata da Rosanna Massi, direttrice della Biblioteca comunale di Frascati, con il coinvolgimento di molte biblioteche dei Castelli Romani, è iniziata il 7 marzo scorso e si concluderà il 24 giugno 2017, data che sarà anticipata da un convegno a cui interverranno bibliotecari, professori universitari e studiosi di storia locale.


Tra le tante “dimensioni” del nostro territorio - paesaggistica, vitivinicola, storica, archeologica, scientifica, religiosa - la scelta è stata quella di fare un focus sulla sua dimensione letteraria, proponendo alcune performances di scrittori contemporanei dei Castelli Romani ma anche presentando grandi autori del passato che hanno soggiornato nei nostri luoghi, senza trascurare anche l’aspetto del mito antico. Il “paesaggio letterario” dei Castelli Romani viene così configurandosi pian piano ricco e diversificato, e grazie alle ricerche dei bibliotecari - chi meglio di loro? - prende forma, partendo da Omero e passando per Alfieri, Belli, Stendhal, Goethe, Gogol', Voss, Frazer, D’Annunzio, Trilussa, Pascarella, Campanile.
 
L’11 aprile scorso Albano Laziale ha ospitato - in una sala gremita, in cui si sono contate circa 100 presenze - l’incontro su D’Annunzio e Trilussa, moderato dalla bibliotecaria SBCR Annarita Garbini, e a cui sono intervenuti i professori Rino Caputo e Paola Benigni dell’Università Tor Vergata di Roma, e Secondina Marafini del Liceo classico Ugo Foscolo di Albano Laziale.


In che misura e per quali motivi questi due grandi autori sono stati ispirati dai Castelli Romani, e da Albano in particolare? D’Annunzio soggiornò ad Albano nel 1889 dal 2 al 6 aprile, con Barbara Leoni. In compagnia della sua musa e dell'incantevole scenario del Lago - sulle pendici del quale sognò la realizzazione di un teatro -  trovò l'ispirazione per scrivere il romanzo Il trionfo della Morte ed Elegie Romane. Esattamente otto anni dopo, lo scrittore tornò ad Albano con Eleonora Duse, nello stesso mese e nel medesimo Albergo D'Europa. Ne parlano diffusamente Carlo Martini, Vincenzo Misserville, Maria Cristina Vincenti, Aldo Marcovecchio, Tom Antongini in vari numeri della rivista di storia locale «Castelli Romani : vicende-uomini-folclore». Sulla stessa rivista, Mario Dell’Arco parla del soggiorno di Trilussa ad Albano nel 1899, il 26 Ottobre, in occasione del suo ventottesimo compleanno: quella notte dormì all'Hotel d'Europa. Il padre di Trilussa era un cameriere di Albano Laziale, anche se lui se ne vergognava un po’. Secondo Mario Valle, lo scrittore non dimenticò mai la sua Albano, alla quale tornava di tanto in tanto.
 
Il taglio “storico” della rassegna Castelli di Scrittori 2017 si deve alla sua inclusione nella manifestazione “I Castelli Romani. Viaggio nel tempo” che vede impegnate le biblioteche dei Castelli Romani nell’ambito del progetto “Biblioteche in coworking” finanziato dalla Regione Lazio e finalizzato alla promozione e valorizzazione dei sistemi bibliotecari e museali.  
 
«Iniziative e attività legate alla “logica del tempo” per identificare, indagare, conoscere e rivivere la storia del territorio castellano nelle diverse epoche storiche - spiega Giovanni Biallo, coordinatore del progetto -: ore 100 eventi, organizzati dal Consorzio Sistema Bibliotecario dei Castelli Romani in collaborazione con le biblioteche, i Comuni e le associazioni, per rivivere la storia, i miti e la cultura del territorio; eventi aperti a tutti: grandi e piccini, castellani e turisti».
 

La rubrica
Nell’ambito di questo disturbo è stato rilevato che i trattamenti sono molto efficaci e tendono a far scomparire il disturbo
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A cura della Dott.ssa Francesca Bertucci, Psicologa-Psicodiagnosta dell’età evolutiva- Mediatore familiare

 

 

ALBANO LAZIALE (RM) - La balbuzie è un disturbo del linguaggio caratterizzato dalla fluenza interrotta e da involontarie ripetizioni e prolungamenti di suoni, sillabe, parole o frasi, con frequenti pause o blocchi in cui la persona che balbetta non è in grado di esprimere verbalmente un pensiero o un concetto nonostante lo abbia già formulato mentalmente.
Nell’ambito di questo disturbo è stato rilevato che i trattamenti sono molto efficaci e tendono a far scomparire il disturbo, il problema sta nel mantenere tale risultato nel tempo. Infatti, il bambino che presenta la balbuzie, presenta anche altre difficoltà: è testardo, tende ad evitare le difficoltà, invece di affrontarle; ha una bassa autostima; non esprime le emozioni, tende ad avere pensieri negativi; è perfezionista; ha difficoltà nei rapporti interpersonali. 

Quali sono i fattori di rischio?

La storia familiare: sono ad alto rischio i bambini di nuclei familiari che presentano casi di balbuzie;

Il ritardo di inizio del linguaggio, soprattutto nei maschi

La personalità dei genitori: elevati livelli di ansia, moduli comportamentali rigidi e perfezionisti

Aspettative e atteggiamenti svalutativi dei genitori nei confronti del bambino

Il bilinguismo: è opportuno insegnare la nuova lingua al bambino quando ha già acquisito abbastanza bene la prima
Il trattamento


Alla terapia foniatrica è sempre opportuno associare un sostegno psicologico del bambino, alternato a delle sedute con i genitori, se ha più di sei anni, altrimenti si consiglia un sostegno psicologico solo per i genitori, con l’obiettivo di dare indicazione sugli atteggiamenti positivi per prevenire o gestire il disturbo. La terapia con il bambino ha diverse fasi: esercizi di respirazione e applicazione del time-out; terapia assertiva adattata all’età e miglioramento dell’autostima.
Il difficile ruolo del genitore
Il genitore è un essere umano e può avere dei limiti, senza per questo si deve sentire in colpa. Quando una persona diventa genitore, inizia ad assumere un ruolo in cui non dimostra le sue emozioni, essendo un modello per il figlio e, in questo modo gli trasmette implicitamente che le emozioni non esistono e che è sbagliato manifestarle. Invece le emozioni esistono ed è giusto riconoscerle. Tutti possiamo sbagliare ma è importante accettare la persona piuttosto che il suo comportamento e provare a soddisfare i suoi bisogni.

Tra i bisogni più importanti di un bambino ci sono: quello di attenzione, di gratificazione, di accettazione, di amore incondizionato, di contatto fisico, di empatia, di ottenere risultati, di essere ascoltati, di guida e di fiducia. Lo stile educativo deve essere autorevole e non autoritario.
 

Quali sono gli atteggiamenti positivi per prevenire la balbuzie?
• Mostrare disponibilità all’ascolto, non a come lo dice ma a cosa dice
• Utilizzare un linguaggio facile e rallentato, privilegiando un vocabolario elementare e frasi brevi
• Non interrompere, anticipare le frasi o finire il discorso
• Fare uso di pause nel discorso e nella comunicazione
• Commentare singole situazioni o momenti, invece di porre domande frequenti che affaticano il bambino
• Valorizzare le forme di comunicazione non verbale, momenti ludici in cui il bambino può scaricare la tensione verbale
• Evitare di obbligare il bambino a raccontare eventi ad amici e parenti
• Evitare reazioni emotive ai blocchi verbali del bambino, cercando anche di non evidenziare le difficoltà
• Preparare il bambino ad affrontare situazioni nuove, simulando l’evento e tranquillizzandolo per ridurre il livello d’ansia
• Evidenziare e sottolineare i punti di forza, le capacità e le qualità del bambino
• Se il bambino vi sottolinea la sua difficoltà verbale, ricordategli che tutte le persone possono avere difficoltà ed esitazioni verbali, quando sono stanche e particolarmente agitate
In ogni caso, quando si presentano problematiche di questo tipo è importante ricercare il consulto di un logopedista e di uno psicologo dell’età evolutiva, in modo da evitare errori che possano acutizzare il problema.

Centro psicologia Castelli Romani-Dott.ssa Francesca Bertucci
Psicologa-Psicodiagnosta dell’età evolutiva-Mediatore familiare
Cell 3345909764-dott.francescabertucci@cpcr.it
www.psicologafrancescabertucci.com
piazza Pia 21 00041 ALBANO LAZIALE



 

Politica
A rappresentare il comitato cittadino Mariaelena La Banca
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Red. Politica


ROCCA DI PAPA (RM) - Nasce anche a Rocca di Papa (RM) il comitato promotore Terra Nostra - Italiani con Giorgia Meloni. Ad annunciarlo il coordinatore nazionale Diego Petrucci e il coordinatore regionale Federica Nobilio. "A rappresentare Terra Nostra sarà Mariaelena La Banca - dichiara Nobilio - visto il suo trasferimento da Albano, dove abbiamo aperto insieme il comitato locale, a Rocca di Papa" 

 

Salgono così a tre i comitati attivi ai Castelli Romani dopo quello di Albano e Grottaferrata. A Mariaelena, già membro del direttivo nazionale, vanno gli auguri di buon lavoro del coordinatore nazionale Diego Petrucci: "Sono certo che il lavoro che farà sul territorio sarà sempre portato avanti con impegno e grinta"

“Da Febbraio sono tornata a vivere a Rocca di Papa dopo 20 anni passati ad Albano - Racconta La Banca - Già durante le elezioni avevo pensato al trasferimento: ho ritrovato vecchi amici, ne ho conosciuti di nuovi, ho visto un paese che era ben diverso da come lo ricordavo: c'è molto lavoro da fare! Ho creduto nel programma elettorale dell'attuale amministrazione ma dopo 10 mesi dal voto non riesco a vedere quel cambiamento che “semplici cittadini” dovevano portare avanti. Pur apprezzando e stimando ognuno dei consiglieri, degli assessori e il sindaco stesso, sono convinta che non basti l'onestà per fare un bravo amministratore della cosa pubblica. Occorrono capacità e competenze e una squadra che abbia voce in capitolo anche quando la voce è discordante dalla tua. Essere al governo di un paese è essere un punto di riferimento per tutti i cittadini: di destra, di sinistra e 5 stelle non solo di quelli che ti hanno votato”

Soddisfazione anche dalla rappresentante del circolo roccheggiano di FdI-AN Mariangela Cimini con la quale l'esponente di Terra Nostra ha collaborato alle ultime elezioni: “Continueremo a lavorare insieme per quegli ideali che ci uniscono avendo come punto di riferimento una grande leader come Giorgia Meloni”

Cronaca
A finire in manette 3 uomini e 2 donne residenti tra Ariccia ed Albano Laziale
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Red. Cronaca

VELLETRI (RM) – Questa mattina, i Carabinieri della Compagnia di Velletri  hanno eseguito 5 provvedimenti restrittivi, emessi dal GIP, del locale Tribunale, nei confronti di altrettanti soggetti italiani (3 uomini e 2 donne residenti tra Ariccia ed Albano Laziale) ritenuti responsabili di usura, estorsione, violenza sessuale, lesioni personali e spaccio di sostanza stupefacente del tipo cocaina.

Le misure cautelari (3 di custodia cautelare in carcere, 1 degli arresti domiciliari e 1 obbligo di presentazione alla P.G.) scaturiscono da un’articolata attività di indagine condotta dal novembre 2016 al marzo 2017, dal Nucleo Operativo della Compagnia di Velletri e dalla Stazione Carabinieri di Ariccia, coordinati dal Sost. Procuratore dott. Travaglini della Procura veliterna, che ha permesso di disvelare uno spaccato di criminalità operante nell’area dei Castelli Romani, ove decine di persone per sopravvivere alle proprie difficoltà economiche e per far fronte ai bisogni quotidiani, erano costretti a ricorrere a prestiti usurari.

Le indagini, condotte sia con attività tecnica intercettiva ma soprattutto con numerosi servizi di osservazione e pedinamento, hanno consentito di disarticolare un sodalizio criminale definibile di tipo “familiare” (poiché tre degli indagati sono rispettivamente marito, moglie e figlio maggiorenne di un nucleo familiare domiciliato ad Ariccia) operante in un clima di diffusa e pericolosa omertà.

Gli esiti investigativi hanno permesso di accertare:


-     l’erogazione di somme di denaro gravate da elevati tassi d’interesse, anche pari al 240% su base annua;

-     forme di recupero dei crediti caratterizzate da minacce verbali, psicologiche, e metodi estorsivi degenerati anche in violente aggressioni fisiche con gravissime lesioni personali e violenze sessuali;

-     cessioni di sostanza stupefacente del tipo cocaina, con forme di pagamento anche ratealizzato (che andavano ad alimentare il circuito usuraio);

-     l’esistenza di una vera e propria contabilità redatta da uno degli indagati (e sequestrata dai militari operanti), con i conteggi di almeno una parte dei clienti usurati; nello specifico sono stati conteggiati 36 vittime nell’anno 2013 (con introiti pari a 41.700 euro), 46 nell’anno 2014 (con introiti pari a 58.500 euro), 70 nell’anno 2015 (con introiti pari a 93.100 euro),  55 nell’anno 2016 (con introiti pari a 77.450 euro);

-     una prassi consolidata di “scambio di clientela” tra usurai, attuata agli occhi delle vittime come soluzione bonaria per fronteggiare i ritardi nei pagamenti settimanali/mensili;

-     una sottomissione psicologica delle vittime, che nella maggior parte dei casi ricorreva ai prestiti per fronteggiare quodiane esigenze di vita (pagamento di visite mediche, spese scolastiche per i figli, ecc.) ovvero derivanti da difficoltà economiche, anche connesse allo stato di disoccupazione.

 
Al vertice del sodalizio vi era un 42enne, di Ariccia, con diversi precedenti, già destinatario della misura di prevenzione della sorveglianza speciale, il quale:

-     è ritenuto responsabile altresì di violenza sessuale continuata nei confronti di una donna annoverata tra le vittime di usura nonché lesioni personali in danno di un uomo (anch’egli vittima di usura), a cui avrebbe fratturato sei costole (reati per i quali è stato sottoposto a OCC in carcere);

-     si avvaleva della moglie 44/enne (sottoposta ad OCC in carcere) e del figlio 18/enne (sottoposto all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria), nonché degli altri due indagati una donna 57/enne (anch’ella ritenuta responsabile di usura e sottoposta ad OCC in carcere) e di un 31/enne (sottoposto alla misura degli arresti domiciliari).

Gli arrestati sono stati associati presso le case circondariali di Velletri e Roma Rebibbia a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Ospiti a Officina Stampa
Dalle App all'Unesco passando per Enjoy: tre presidenti per un solo obiettivo
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di Ivan Galea

 

CASTELLI ROMANI - Si è parlato di rilancio del turismo dell’area dei Castelli Romani nell’ultima puntata di Officina Stampa dove il presidente del Parco Regionale dei Castelli Romani Sandro Caracci ha anche annunciato una novità in esclusiva: “Come Parco - ha detto - stiamo costruendo la candidatura a Geoparco. Ci sono solo 11 geoparchi in tutta Italia e l’Unesco li ha riconosciuti come patrimonio dell’Umanità. Noi puntiamo ad essere il prossimo!”. Caracci ha spiegato che un Geoparco riconosciuto a livello internazionale è un territorio che possiede un patrimonio geologico particolare ed una strategia di sviluppo sostenibile. Deve avere confini ben definiti e sufficiente estensione per consentire uno sviluppo economico efficace del comprensorio. Inoltre, deve comprendere un certo numero di siti geologici di particolare importanza in termini di qualità scientifica, rarità, rilevanza estetica o valore educativo. La maggior parte dei siti presenti nel territorio di un Geoparco deve appartenere al patrimonio geologico, ma il loro interesse può anche essere archeologico, naturalistico, storico o culturale.


I siti di un Geoparco devono esse collegati in rete e beneficiare di misure di protezione e gestione. Altra importante notizia lanciata durante la trasmissione Officina Stampa è stata che per la prima volta nel territorio dei castelli Romani si avranno oltre 400 iniziative organizzate sul territorio senza accavallarsi tra di loro. Questo è il primo grande frutto del protocollo d’intesa che il Parco Regionale dei Castelli Romani ha sottoscritto con il Sistema Bibliotecario dei Castelli Romani e la XI Comunità Montana dei Castelli Romani e Prenestini. Infatti nella puntata del 6 aprile sono stati presenti oltre a Sandro Caracci anche il presidente del Consorzio Bibliotecario dei Castelli Romani Massimo Prinzi e il presidente della Comunità Montana dei Castelli Romani e Prenestini e sindaco di Rocca Priora Damiano Pucci. Questi rappresentanti dei tre enti sovra comunali più importanti sul territorio dei Castelli Romani sono riusciti a concretizzare un progetto condiviso divalorizzazione turistica del territorio. “Un’idea ambiziosa – hanno detto i tre ospiti della trasmissione condotta da Chiara Rai - rimasta per anni nel cassetto, a causa delle tante difficoltà incontrate sul percorso. Eppure a volte anche le imprese più complicate diventano possibili, quando si incontrano persone che hanno a cuore gli interessi della collettività”.

 

Tanta strada c’è ancora da fare per abbattere completamente i campanili: “La richiesta, non solo da parte degli operatori del territorio, di un sistema organico di promozione e valorizzazione turistica – hanno sottolineato – è diventata nel tempo sempre più decisa. Dopo aver sperimentato la sostanziale inutilità di azioni isolate ed estemporanee, si èfatta spazio la convinzione che da soli non si va troppo lontano, ma soprattutto non si riescono a valorizzare appieno le potenzialità che un territorio come quello dei Castelli Romani possono esprimere in ambiti turistici sempre più competitivi e globalizzati”.
Ed in effetti in varie occasioni i tre enti stanno dimostrando di riuscire a fare rete e condividere idee ed esperienze al fine di valorizzare il territorio, si pensi al progetto Enjoy frutto della collaborazione tra questi tre enti dove per la prima volta nella storia del territorio, i Castelli Romani aprono gratuitamente musei, monumenti e biblioteche. Iluoghi di maggior interesse dei Castelli si aprono, di domenica, ai visitatori e concorrono, in maniera coordinata, alla promozione dell'intero territorio ospitando l'evento di lancio di Enjoy Castelli Romani 2017, del quale verrà distribuito il calendario completo, con tutti gli appuntamenti da fine aprile a ottobre per vivere i nostri luoghi in tutta la bella stagione.


Massimo Prinzi ha poi evidenziato un altro risultato raggiunto: Booking.com da luglio 2016 considera i Castelli Romani come DESTINAZIONE e questo è un grande frutto del lavoro condiviso tra i tre Enti. Tra l’altro il Sistema Bibliotecario, prima di siglare il famoso protocollo con gli altri due Enti ha ottenuto una apposita delega dai Comuni dei Castelli Romani che ha permesso così al nuovo organismo di avere un peso rilevante anche sul futuro scenario turistico regionale.

#OfficinaStampa puntata del 6 aprile 2017 - Dal minuto 4':33'' il Presidente del Parco dei Castelli Romani Sandro Caracci, Il Presidente del Sistema Bibliotecario dei Castelli Romani Massimo Prinzi e il Presidente della Comunità Montana dei Castelli Romani e Prenestini Damiano Pucci.

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