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DISTANZIATORE
Politica e polemiche
Il deputato PD Minnucci: "Saccani sconfessa la Raggi"
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Redazione

 

BRACCIANO (RM) - “Le parole di Saccani rilasciate questa mattina nel corso della trasmissione televisiva Uno Mattina testimoniano il grave stato di confusione di una società che, non sapendo più che pesci prendere, tenta in tutti i modi di salvare la faccia nei confronti dei cittadini e delle stesse istituzioni. Saccani sostiene che dal 12 agosto Acea ha interrotto qualsiasi tipo di captazione dal lago di Bracciano e che le attuali condizioni del lago sono da addossare al fenomeno dell’evaporazione e ai 20 allacci abusivi individuati ieri in tutto il territorio lacustre. Dando per buono questo, Saccani ci deve spiegare perché allora la sua società ha impegnato l’intero mese di luglio a contrastare quell’ordinanza regionale che imponeva sin da subito l’interruzione dei prelievi. Ci deve spiegare, ancora, per quale motivo Acea si è appellata al Tribunale delle acque e il motivo dell’immensa soddisfazione manifestata dalla Raggi all’indomani dell’ultima sentenza del TSAP. In quell’occasione, e stiamo parlando di 15 giorni fa, l’energica Sindaca grillina sosteneva di aver garantito l’acqua a un milione e mezzo di romani anche nel mese di settembre. Di fronte questo quadro confuso, fateci capire chi ha ragione: la Raggi, ieri, che garantiva per settembre l’acqua ai romani? O Saccani, oggi, che ha annunciato razionamenti nella capitale? Ripeto: tra una dichiarazione e l’altra sono trascorsi appena 15 giorni. Il problema è che sia a Piazzale Ostiense che in Campidoglio regna una confusione senza precedenti che, se non chiarita subito, rischia di produrre grossi problemi sia per i cittadini che per l’ambiente. A questo punto mi sento di lanciare un consiglio sia a Saccani che alla stessa Virginia Raggi: dimettetevi”. Lo ha riferito il deputato PD, Emiliano Minnucci.

Il caso
Il deputato Pd: "La cosa grave è che tra uno scarica barile e l’altro il nostro bacino sta morendo"
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Redazione

 

BRACCIANO (RM) - “I sequestri operati questa mattina a Bracciano dal NOE sono da accogliere con soddisfazione perché, oltre a garantire il principio della legalità, testimoniano l’alto tasso di attenzione sul tema della crisi idrica. Ora, però, pur condividendo e sostenendo l’attività giudiziaria promossa dalla Procura di Civitavecchia, è fondamentale dare il giusto peso alle cose: far passare questi allacci abusivi come il male assoluto del lago di Bracciano e la causa principale dei paventati disservizi idrici di Roma, è un’assurdità che non possiamo permetterci. Stiamo parlando di piccoli impianti di irrigazione che, tra l’altro, non esercitando un’attività continuativa rappresentano delle vere e proprie quisquilie rispetto al volume dei prelievi fatti da Acea Ato 2. In quest’ottica, dunque, sarebbe opportuno non mettere sullo stesso piano l’azione captativa dei 20 cittadini di Bracciano, che saranno comunque chiamati a rispondere davanti alla Giustizia, con quella perpetrata da Piazzale Ostiense. In estrema sintesi, non possiamo permetterci di vedere la pagliuzza e non vedere la trave. Se il lago di Bracciano si trova in queste condizioni e se Roma rischia di vedersi razionalizzare l’acqua, il responsabile è uno ed uno solo: Acea Ato 2. La cosa grave è che tra uno scarica barile e l’altro il nostro bacino sta morendo e con lui le realtà imprenditoriali operanti nel settore turistico: anche per questo il 9 settembre scenderemo in piazza per una grande manifestazione a tutela del lago di Bracciano che non possiamo veder morire sotto i nostri occhi senza muovere ciglia”. Lo ha riferito il deputato PD, Emiliano Minnucci, commentando i sequestri effettuati questa mattina a Bracciano dagli agenti del NOE.

Il caso
Il deputato Pd: " il Presidente e il Direttore dell’ISPRA, dunque, hanno il dovere di pubblicare già a partire dalle prossime ore la relazione del sopralluogo effettuato"
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Redazione


BRACCIANO (RM) - “Nel corso dell’incontro del 13 luglio scorso, il Ministro Galletti ha palesato al sottoscritto e ai rappresentanti delle amministrazioni comunali di Bracciano, Anguillara e Trevignano, la volontà di mettere in atto un’indagine conoscitiva da parte dell’ISPRA per valutare le reali condizioni del lago di Bracciano. Alle parole e alla decisione del Ministro ha fatto seguito un sopralluogo tempestivo condotto nei giorni successivi dalle squadre dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale alla presenza, tra l’altro, dei rappresentanti del Parco regionale Bracciano/Martignano. Ora, dopo oltre un mese da quel sopralluogo, è lecito domandarsi che fine abbia fatto la relazione dell’ISPRA che, purtroppo, ancora non è stata diffusa. Cosa grave sarebbe pensare che questo ritardo sia dovuto alle vacanze estive. Cosa ancor più grave sarebbe pensare che questo ritardo sia stato scientemente deciso per motivi che francamente sarebbero comunque ingiustificabili. Se il Presidente e il Direttore dell’ISPRA, dunque, hanno il dovere di pubblicare già a partire dalle prossime ore la relazione del sopralluogo effettuato, il Ministro Galletti ha il dovere di dare seguito a ciò che ci aveva assicurato il 13 luglio garantendo la trasparenza di un atto che è pubblico e che non può essere secretato. I cittadini del lago di Bracciano stanno già pagando un grosso scotto: non prendiamoli anche in giro”. Lo ha detto il deputato PD, Emiliano MInnucci, che oggi ha richiesto la pubblicazione della relazione ISPRA sulle condizione del lago di Bracciano dopo il sopralluogo deciso nel corso della riunione del 13 luglio tra il Ministro Galletti, i rappresentanti delle amministrazioni locali del lago di Bracciano e quelli del Comitato a difesa del bacino.

Emergenza idrica
Saranno recuperati oltre 1.000 litri al secondo
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Redazione

 

BRACCIANO (RM) - "La rete della Capitale, lunga più di 5.000 km, è già stata monitorata per circa il 70%. L'azienda conta di finire il lavoro, riparazioni incluse, per fine anno. Entro l'estate del 2018, grazie ad ulteriori interventi di bonifica della rete e di potenziamento degli impianti, saranno recuperati oltre 1.000 litri al secondo: una quantità importante, che consentirà ad Acea di non dover più captare dal lago di Bracciano". Cosi' Acea in una nota. Da lunedì prossimo, inoltre, partirà una campagna di informazione su come risparmiare l'acqua. Una campagna di sensibilizzazione, su stampa e con affissioni comunali, on air per un mese, fornirà semplici ma importanti consigli per un uso corretto e consapevole dell'acqua.

Ambiente & Territorio
Virginia Raggi: "Abbiamo garantito l’acqua ai cittadini romani"
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Red. Cronaca


BRACCIANO (RM) - Acea può riprendere la captazione al lago di Bracciano con un ritmo di quattrocento litri al secondo. Questo quanto deciso dal Tribunale superiore delle acque pubbliche che dopo aver respinto, lo scorso luglio, un primo ricorso di Acea ora ha dato ragione all’amministrazione capitolina che aveva impugnato l’atto e sospeso il provvedimento emanato lo scorso 28 luglio dalla Regione Lazio riguardo il bacino lacustre che prevedeva la riduzione della portata a duecento litri al secondo fino a fine agosto e lo stop alle captazioni a partire dal primo settembre. Davanti ai giudici la Regione Lazio ha difeso il provvedimento finalizzato alla tutela del lago di Bracciano, mentre l’amministrazione a guida Raggi ha sostenuto che la riduzione delle captazioni avrebbe causato un danno alla salute dei romani. "Nel bilanciamento degli opposti interessi, appare prevalente quello diretto a scongiurare il rischio di compromissione della salute pubblica - si legge nell'ordinanza del tribunale - atteso che si tratta di un danno certo, imminente e irreparabile. Il danno ambientale derivante dalla sola captazione dell'acqua da parte di Acea si appalesa incerto e non imminente".


Vengono quindi meno i limiti imposti dalla Regione e Acea potrà riprendere il prelievo a quattrocento litri al secondo. “Apprendiamo con stupore la sentenza del Tribunale Superiore delle Acque che  consentirà ad Acea di continuare a prelevare 400 litri secondo anche dopo il primo settembre. - Dichiarano in una nota congiunta i Sindaci di Anguillara Sabazia, Trevignano Romano, Bracciano e i Presidenti del Parco Naturale di Bracciano e Martignano e del Consorzio Lago di Bracciano - Il TSAP, - prosegue la nota -ha dato infatti  ragione in parte al Sindaco di Roma Raggi, sospendendo il provvedimento regionale di mitigazione dei danni nella parte in cui prevedeva il prelievo di soli 2 moduli dal 12 agosto e la cessazione totale del prelievo dal 1 settembre. In pratica il Giudice ha autorizzato il prelievo di 4 moduli senza scadenza, ritenendo però che la Regione possa adottare altri provvedimenti se cambia l'attuale situazione. A questo punto ci aspettiamo che la Regione Lazio compia un ulteriore sforzo  adottando un provvedimento forte e decisivo nei confronti di un territorio che non può piu' permettersi un ulteriore proroga negli emungimenti. Il disastro ambientale oramai e ' sotto gli occhi di tutti e con esso un disagio socio economico senza precedenti per le cittadine lacustri che si ritroveranno un territorio lunare sulle proprie coste. Delusi per questa sentenza che comunque rispettiamo ma avverso la quale siamo pronti ad opporci nella sede competente, come amministrazioni faremo reclamo e continueremo a far valere le nostre ragioni in tutte le sedi istituzionali e giudiziarie ricorrendo anche alla giurisdizione Europea. Lo stop alle captazione - conclude la nota - e' l' unica soluzione che consentirà al lago di sopravvivere e chiediamo con forza al  Presidente della Regione Lazio di emanare una nuova ordinanza a tutela del lago e il suo territorio.”

 

"Abbiamo garantito l’acqua ai cittadini romani - scrive Virginia Raggi sul proprio profilo Fb - e scongiurato che a settembre un milione mezzo di persone restassero senza. Il Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche ha infatti accolto il ricorso presentato da Roma Capitale contro l’ordinanza della Regione Lazio che imponeva limiti irragionevoli per le captazioni al Lago di Bracciano.

A settembre quindi nessun rischio razionamento acqua per i romani. È stata sospesa l’efficacia dell’ordinanza regionale che imponeva limiti tra l’altro incoerenti e ingiustificati visti tutti gli interventi portati avanti in questi mesi da Acea sulla rete che hanno ridotto sprechi e generato netti miglioramenti. Con la sospensione del provvedimento l’Acea potrà così continuare a prelevare fino a 400 litri al secondo e dunque garantire un adeguato approvvigionamento idrico alla nostra città. Gli interventi di Acea continueranno fino a non captare più nulla dal lago che rimarrà, quindi, solo un bacino di emergenza, come avrebbe dovuto essere sin dal principio.

Nel frattempo siamo in prima linea per tutelare il Lago di Bracciano. Su questo tema il nostro impegno è massimo. Infatti sin dal mese di maggio scorso, ben prima della improvvisa emergenza dichiarata dalla Regione, la nuova governance di Acea ha fatto partire un fitto controllo sulla rete per trovare perdite occulte e per riparare le tubature. Ad oggi sono stati controllati più di 3mila km di infrastruttura idrica su 5.400 totali: si sono potuti così recuperare 500 litri al secondo di dispersione. Finalmente si è invertita rotta con un piano investimenti sulle reti.

Stiamo verificando anche le captazioni abusive e i pozzi non autorizzati che nel tempo sembrano essere comparsi intorno al lago: chiediamo la massima collaborazione alla Regione, ai comuni di Anguillara, Trevignano e Bracciano e al Consorzio del lago perché la tutela del bacino è responsabilità di tutti. Noi, come abbiamo dimostrato a giugno scorso puntando i riflettori per primi sulla questione Lago di Bracciano, ci siamo."
 

Dal Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche
Si ritiene che il provvedimento possa essere emesso in tempi brevi
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BRACCIANO (RM) - Questa mattina a Roma, dinnanzi il Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche, si è tenuta l'udienza di discussione dell'istanza cautelare, con la quale Roma Capitale ha chiesto l'annullamento , previa sospensione, dell'ordinanza della Regione Lazio, in data 28 Luglio 2017, in ordine alle captazioni dal Lago di Bracciano. Erano presenti i legali delle parti, nonché personalmente i sindaci di Trevignano e Anguillara e il Vice Sindaco di Bracciano, il direttore del Parco e il rappresentante del Consorzio di Navigazione. La discussione tra i legali è stata approfondita, lunga e dai toni accesi. Il giudice delegato del Tribunale, in composizione monocratica, all'esito dell'udienza, si è riservato di decidere. Si ritiene che il provvedimento possa essere emesso in tempi brevi. Il nostro auspicio ovviamente è che ogni decisione presa sia rivolta alla improcrastinabile salvaguardia del Lago di Bracciano e alla conferma dello stop alle captazioni idriche previsto per il 1mo settembre nonché il mantenimento delle attuali disposte dall'ultima ordinanza emessa dalla Regione Lazio.
Lo comunicano in una nota congiunta i Sindaci di Anguillara Sabazia, Trevignano Romano, Bracciano e i Presidenti del Parco Naturale Regionale di Bracciano e Martignano e del Consorzio Lago di Bracciano.

Davanti al Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche
La sindaca di Roma ha chiesto l’annullamento dell’ordinanza regionale che dispone la riduzione per il mese di agosto e lo stop totale alle captazioni dal lago di Bracciano dal 1° settembre 2017
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Redazione

 

BRACCIANO (RM) - Il Comitato per la Difesa del Bacino Lacuale di Bracciano-Martignano, in vista della camera di consiglio convocata per domani alle 11.30, auspica che il Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche rigetti l’istanza avanzata dalla sindaca di Roma Raggi con la quale si chiede l’annullamento dell’ordinanza regionale che dispone la riduzione per il mese di agosto e lo stop totale alle captazioni dal lago di Bracciano dal 1° settembre 2017.
L'ecosistema del lago di bracciano ha già subito gravissimi danni e, lo ribadiamo, non può essere sacrificato per quelle che riteniamo siano gravissime inadempienze da parte di chi lo ha avuto in concessione e non è stato in grado di tutelarne la natura di riserva idrica d’emergenza per Roma mantenendo allo stesso tempo l’ambiente lacustre, protetto a livello regionale ed europeo, nelle sue condizioni naturali. Una condotta per la quale il Comitato per la Difesa del Bacino Lacuale Bracciano-Martignano ha presentato una querela-denuncia alla Procura della Repubblica di Civitavecchia.
Il lago di Bracciano e i territori che vi si affacciano hanno subito e stanno subendo gravi pregiudizi. Ulteriori captazioni potrebbero essere causa di gravissimi e definitivi danni irreversibili.

Caos pentastellare
Le accuse lanciate dalla sindaca di Anguillara, per il momento ancora pentastellata, potrebbero preludere anche al fatto che Anselmo è in odore di cacciata dal Movimento di Beppe Grillo
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di Ivan Galea


ANGUILLARA (RM) – Stelle contro stelle dopo che la sindaca di Roma ha presentato ricorso al Tar contro l’ultima ordinanza del governatore del Lazio Nicola Zingaretti, che limita ad Acea le captazioni di acqua dal lago di Bracciano per il mese di agosto e lo stop a partire dal prossimo 1 settembre 2017, al fine di evitare un possibile disastro ambientale. Una decisione, quella della Raggi, che non ha incontrato i favori di altre amministrazioni a guida 5 Stelle come quella di Anguillara dove la sindaca Sabrina Anselmo ha usato termini molto duri nei confronti della collega capitolina: “La Sindaca di Roma Virginia Raggi ha presentato ricorso contro l’ordinanza di Zingaretti che blocca i prelievi delle acque del lago dal 1 settembre, continuando ad affermare in maniera scellerata la necessità di continuare a prelevare, nonostante il rischio di disastro ambientale, 500 litri al secondo dal lago per far fronte alle esigenze dei cittadini romani. – Si legge in una nota della Anselmo firmata anche dai sindaci di Trevignano Romano, Bracciano e dai Presidenti del Parco Naturale Regionale di Bracciano e Martignano e del Consorzio Lago di Bracciano - Al contrario di quanto ci vogliono far credere, - prosegue la nota condivisa dalla Anselmo - che la Sindaca sia preoccupata per le condizioni ambientali disastrate in cui versa il lago, appare del tutto evidente nel ricorso che invece la sua unica preoccupazione è il presunto ritorno d’immagine negativo di Roma Capitale. Così facendo si creano quindi cittadini di serie A (i romani) e quelli di serie B (metropolitani) che già in 20 comuni stanno facendo turnazione per il servizio idrico. Il ruolo di Sindaco della Città Metropolitana dovrebbe garantire equità di trattamento in tutti i 121 comuni dell'ex Provincia.”

Incapacità gestionale e disinteresse a prevenire un probabile disastro ambientale: Anselmo lancia accuse pesantissime alla collega pentastellata: “La Raggi in veste di azionista principale di ACEA ATO2 – afferma Anselmo nella nota condivisa - dimentica inoltre che era suo dovere scongiurare tale emergenza attraverso una serie di interventi, di riparazione delle perdite e risparmio idrico, che noi abbiamo richiesto già da novembre 2016 e per i quali non abbiamo ricevuto nessun riscontro. Non saper trovare in oltre sette mesi una soluzione adeguata dimostra oltre a incapacità gestionale anche il disinteresse a prevenire un probabile disastro ambientale. Siamo certi che alla Sindaca, sempre attenta al rispetto delle regole e dell’ambiente, non sia sfuggito che l’ordinanza della Regione Lazio si è resa necessaria per far rispettare una concessione le cui condizioni Acea sta disattendendo, continuando a prelevare nonostante il lago sia sceso di ben 56 cm oltre il livello di blocco previsto da concessione. Per non considerare il gravissimo stato di stress per l’ecosistema a cui è sottoposto il lago a causa del drastico e repentino abbassamento delle acque dovuto principalmente agli emungimenti di Acea. Nell’incontro del 1 agosto presso la Regione Lazio alla presenza degli Assessori alle Infrastrutture Refrigeri e all’Ambiente Buschini, è stata chiesta la certezza del rispetto della riduzione e successivo blocco del prelievo, anche attraverso l’installazione di appositi misuratori al fine di monitorare 24 ore su 24 il livello dell’acqua del Lago e la portata dei prelievi.”

Certo è che queste accuse lanciate dalla sindaca di Anguillara, per il momento ancora pentastellata, verso un’altra sindaca pentastellata non solo fanno pensare ad una implosione singolare all’interno dei 5 Stelle ma potrebbero preludere anche al fatto che Anselmo è in odore di cacciata dal Movimento di Beppe Grillo sul caso della condanna per calunnia nascosta al Movimento in fase di candidatura a sindaco alle trascorse amministrative di Anguillara. 

Reazioni pentastellari anche da parte del consigliere M5s al Comune di Bracciano Marco Tellaroli che ha usato una linea di critica nei confronti della sindaca di Roma più diplomatica:
“Il nostro intervento come gruppo 5 stelle, - Tellaroli fa riferimento all’ultimo consiglio comunale di Bracciano - si è basato sulla non condivisione al Ricorso al TAR, dell'amministrazione romana, contro l'ordinanza sullo stop della captazione del lago di Bracciano. Noi viviamo – prosegue il consigliere M5s - e siamo stati eletti in questo territorio e per questo abbiamo il diritto di difenderlo e preservarlo per le future generazioni. Sappiamo bene che un Sindaco cerchi di difendere i propri cittadini, immaginiamo anche le motivazioni, visto che dal 1°settembre, Roma rischia il razionamento, mentre i lavori sulle reti avranno risolto circa 300/400 litri secondo. I vertici di Acea Spa, dovevano cambiarli molto prima! Anche per questi motivi, abbiamo chiesto all'amministrazione braccianese, di approvare la proposta di deliberazione del Forum dell'acqua pubblica, approvata anche dagli altri Comuni del Lago, con oggetto: "azioni atte a salvaguardare il lago di Bracciano- attuazione della legge regionale 5/2014 “Tutela, governo e gestione pubblica delle acque”con approvazione degli ABI regionali e pubblicizzazione di ACEA ATO2. Conferma della mancata acquiescenza al passaggio del Servizio Idrico Integrato al gestore unico Acea Ato2 Spa da parte del Comune di Bracciano."


Intanto il Comitato Difesa Lago Bracciano ha presentato lunedì 7 agosto  una ulteriore integrazione alla denuncia querela depositata il 20 giugno 2017 alla Procura della Repubblica di Civitavecchia
e si è costituito inoltre nel procedimento pendente presso il Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche derivante dal ricorso della prima cittadina capitolina Virginia Raggi avverso l’ordinanza che stabilisce riduzioni per il mese di agosto e lo stop alle captazioni dal lago di Bracciano dal 1° settembre 2017. “Preso atto inoltre del decreto di calamità naturale approvato dal Governo il 7 agosto – scrivono dal Comitato Difesa Lago Bracciano - e del conseguente stanziamento di 19 milioni di euro per il Lazio il Comitato auspica che questi fondi vadano davvero anche a ristoro degli ingenti danni subiti, sotto vari aspetti, dal territorio sabatino e non siano dirottati anche indirettamente a beneficio di quanti hanno gravi responsabilità anche di carattere penale per questo stato di cose.” Il Comitato ha infine ribadito che in questa delicatissima fase è necessario che i controlli sulle captazioni Acea dal lago di Bracciano vengano affidati ad un soggetto terzo, quale ad esempio il Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri alla luce anche del procedimento avviato dalla Procura della Repubblica di Civitavecchia e che vede indagato il presidente pro tempore di Acea Ato 2 Paolo Saccani. Il Comitato ha infine chiesto che da oggi i dati sull’effettivo prelievo dal lago di Bracciano siano resi pubblici.

Il caso
Comitato Difesa Lago Bracciano: “Ricorso Roma Capitale avverso ordinanza atto gravissimo”.Minnucci: "Una vergogna"
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Redazione


BRACCIANO (RM)
- Roma Capitale non è assolutamente d'accordo con il fatto che venga interrotta la captazione dell'acqua nel lago di Bracciano. Si tratta di un ricorso presentato in via cautelare dalla Raggi contro l’ordinanza emanata dalla Regione Lazio lo scorso venerdì. A spiegare meglio il caso è il Comitato Difesa Lago Bracciano con una nota. Eccola: "Un atto gravissimo del quale daremo contezza all’autorità giudiziaria. Il comitato per la tutela del bacino lacuale di Bracciano e Martignano comunica di aver ricevuto in notifica l’impugnazione da parte di Roma Capitale dell’ordinanza della Regione Lazio che stabilisce, in parziale dietrofront rispetto alla prima ordinanza di interruzione totale originariamente prevista per la mezzanotte del 28 luglio scorso, un regime di progressiva diminuzione della captazioni Acea dal lago di Bracciano fino all’interruzione totale dal 1° settembre.


E’ istituzionalmente gravissimo che Raggi non agisca quale Presidente della Città Metropolitana di Roma o come presidente della conferenza dei Sindaci dell’ATO 2 ma come sindaco di Roma Capitale e quindi nella sua veste di azionista di maggioranza di Acea spa e quindi di Acea Ato 2 spa.

Non accettiamo che il futuro del lago di Bracciano venga sacrificato a logiche di potere e di profitto. La presa di posizione della Raggi, che agisce come sindaco di Ente azionista di maggioranza di Acea, ne è la più chiara dimostrazione.

Riteniamo serie inoltre le responsabilità nella vicenda della Regione Lazio. L’ordinanza del 27 luglio della quale oggi Raggi chiede la sospensione - come correttamente intuito anche dall’ex procuratore Capo della Repubblica di Civitavecchia Gianfranco Amendola in articoli di stampa – appare a nostro giudizio contraddittoria, inutile e potenzialmente pericolosa. Contraddittoria perché la stessa fa leva sulle mai dimostrate necessità di turnazioni che Acea ha usato come minaccia. La necessità di tale turnazione è sconfessata da Acea stessa che comunica alla Regione di avere fonti alternative addirittura superiori a Bracciano ed è stata smentita dalla Regione stessa con l’adozione della prima ordinanza. Inutile perché non prevede alcuna sanzione ad un eventuale inadempimento. Pericolosa perché lascia il controllo ad Acea, il cui vertice è oggi indagato dalla Procura di Civitavecchia. Continueremo la nostra battaglia su ogni fronte istituzionale in difesa dell’ecosistema lago di Bracciano".

Sulla vicenda è intervenuto anche il deputato Pd Emiliano Minnucci "Questa mattina ho appreso che la Sindaca di Roma, attraverso un ricorso al Tribunale delle Acque, si è appellata contro la seconda e ultima ordinanza emanata dal Presidente Zingaretti attraverso la quale è stato scongiurato il razionamento del servizio idrico a Roma e, di conseguenza, confermato il proseguimento delle captazioni a Bracciano fino al prossimo 31 agosto. Per la Raggi i prelievi non solo non devono essere bloccati a fine mese ma devono perdurare nel tempo e senza regole secondo le esigenze esclusive di Acea. Con quest’ultimo atto la Raggi insulta i nostri territori e calpesta quel punto di complicato compromesso che la Regione Lazio era riuscita a individuare. La Raggi dovrebbe ricordarsi che oltre a essere sindaco di Roma è anche Presidente della Città Metropolitana e, in quanto tale, dovrebbe tutelare anche tutti i cittadini dei 120 comuni dell’ex Provincia di Roma. In questo caso, però, Virginia Raggi non ha svolto né il ruolo da Sindaco né tantomeno quello da Presidente: interessandosi completamente agli interessi di Acea, la Raggi ha dimostrato e sta dimostrando di voler tutelare esclusivamente gli interessi di quella società di cui detiene le quote di maggioranza. Una vergogna inaudita che deve essere denunciata da tutti a partire dalle amministrazioni locali del lago di Bracciano e dalla stessa Regione Lazio che, così come sostenuto in questi giorni, deve provvedere immediatamente all’istallazione di un contatore delle captazioni, in modo da rendere trasparente a tutti l’attività svolta da Acea. Già non ci fidavamo prima, figuriamoci adesso dopo quest’ultimo ricorso presentato dalla pseudo Sindaca di Roma”. 

Allarme Ambientale
Intanto il Tribunale delle Acque ha rigettato il ricorso Acea
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BRACCIANO (RM) - Perquisizione dei carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico (NOE) di Roma negli uffici di Acea Ato 2 Spa. in piazzale Ostiense per sequestrare documentazione relativa alla captazione di acqua dal bacino del lago di Bracciano.

 

"In tempi di siccità come questi è impensabile perdere il 40% dell'acqua per tubazioni colabrodo". Lo ha detto in audizione in commissione Ambiente al Senato il ministro Gian Luca Galletti, secondo cui "il commissariamento di quei Comuni che ancora non aderiscono agli Enti d'ambito, come sul lago di Bracciano, è necessario e indifferibile". Bracciano, ha sottolineato, "si trova nella più grave emergenza idrica registrata nell'Italia centrale". "E' inaccettabile - ha aggiunto - che dei 300 miliardi di metri cubi d'acqua che in Italia piovono ogni anno, riusciamo a captarne solo l'11%. Uno spreco che un Paese come il nostro, che deve e dovrà fare ancor di più i conti in futuro con problemi di siccità, non si può permettere".

"La pianificazione ambientale non può in alcun modo essere vista in maniera distinta da quella del servizio idrico integrato - ha quindi spiegato Galletti -. Un percorso in cui esistono, inutile nasconderlo, alcune difficoltà". Il ministro, ricordando il lavoro degli Osservatori dedicati a favorire la "gestione ottimale" dell'acqua, ha rilevato che "per fronteggiare la situazione", la siccità, "abbiamo avviato un metodo di tipo 'proattivo', basato sul costante monitoraggio delle variabili idrometeorologiche e delle disponibilità idriche, sul continuo aggiornamento degli scenari, sull'individuazione e sulla predisposizione di misure ed interventi di prevenzione".

Galletti ha poi detto che "il presupposto di tutto questo è la riforma strutturale messa in campo con la nuova governance del settore.
La riforma, attesa da tempo, oltre a riallineare l'Italia con quanto richiesto dall'Europa, ha previsto la riduzione del numero degli Enti: da 7 Autorità di bacino nazionali e 30 Autorità di bacino interregionali e regionali siamo passati a 7 Autorità distrettuali, di cui 2 insulari".

 

Intanto il Tribunale delle Acque ha rigettato il ricorso Acea, a darne notizia è il deputato del Pd Emiliano Minnucci: “Il Tribunale delle Acque ha rigettato il ricorso che Acea aveva presentato contro la decisione della regione Lazio di bloccare i prelevamenti dal lago di Bracciano. Questa notizia - ha detto Minnucci -  ci fa tirare un vero e proprio sospiro di sollievo anche di fronte a quella posizione netta e intransigente adottata da Acea, soprattutto in quest’ultima settimana. Non stiamo parlando di una battaglia tra Acea e Regione Lazio, stiamo parlando di salvaguardare una risorsa ambientale che è andata incontro a un lento deterioramento per via delle continue captazioni delle acque. Acea, anche difronte a questa decisione del Tribunale delle Acque ha il dovere di relegare in un cassetto le polemiche e iniziare a trovare delle soluzioni alternative e consone per limitare il disagio idrico di Roma escludendo ovviamente ogni ipotesi di turnazione che, sulla base dei dati forniti da Piazzale Ostiense, non ha modo di esistere. Questa decisione segna un passo fondamentale per la nostra battaglia a tutela del Lago di Bracciano e non fa altro che sostenere con forza ciò che andiamo dicendo da oltre sette mesi”. 

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