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DISTANZIATORE
Allarme Ambientale
Intanto il Tribunale delle Acque ha rigettato il ricorso Acea
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BRACCIANO (RM) - Perquisizione dei carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico (NOE) di Roma negli uffici di Acea Ato 2 Spa. in piazzale Ostiense per sequestrare documentazione relativa alla captazione di acqua dal bacino del lago di Bracciano.

 

"In tempi di siccità come questi è impensabile perdere il 40% dell'acqua per tubazioni colabrodo". Lo ha detto in audizione in commissione Ambiente al Senato il ministro Gian Luca Galletti, secondo cui "il commissariamento di quei Comuni che ancora non aderiscono agli Enti d'ambito, come sul lago di Bracciano, è necessario e indifferibile". Bracciano, ha sottolineato, "si trova nella più grave emergenza idrica registrata nell'Italia centrale". "E' inaccettabile - ha aggiunto - che dei 300 miliardi di metri cubi d'acqua che in Italia piovono ogni anno, riusciamo a captarne solo l'11%. Uno spreco che un Paese come il nostro, che deve e dovrà fare ancor di più i conti in futuro con problemi di siccità, non si può permettere".

"La pianificazione ambientale non può in alcun modo essere vista in maniera distinta da quella del servizio idrico integrato - ha quindi spiegato Galletti -. Un percorso in cui esistono, inutile nasconderlo, alcune difficoltà". Il ministro, ricordando il lavoro degli Osservatori dedicati a favorire la "gestione ottimale" dell'acqua, ha rilevato che "per fronteggiare la situazione", la siccità, "abbiamo avviato un metodo di tipo 'proattivo', basato sul costante monitoraggio delle variabili idrometeorologiche e delle disponibilità idriche, sul continuo aggiornamento degli scenari, sull'individuazione e sulla predisposizione di misure ed interventi di prevenzione".

Galletti ha poi detto che "il presupposto di tutto questo è la riforma strutturale messa in campo con la nuova governance del settore.
La riforma, attesa da tempo, oltre a riallineare l'Italia con quanto richiesto dall'Europa, ha previsto la riduzione del numero degli Enti: da 7 Autorità di bacino nazionali e 30 Autorità di bacino interregionali e regionali siamo passati a 7 Autorità distrettuali, di cui 2 insulari".

 

Intanto il Tribunale delle Acque ha rigettato il ricorso Acea, a darne notizia è il deputato del Pd Emiliano Minnucci: “Il Tribunale delle Acque ha rigettato il ricorso che Acea aveva presentato contro la decisione della regione Lazio di bloccare i prelevamenti dal lago di Bracciano. Questa notizia - ha detto Minnucci -  ci fa tirare un vero e proprio sospiro di sollievo anche di fronte a quella posizione netta e intransigente adottata da Acea, soprattutto in quest’ultima settimana. Non stiamo parlando di una battaglia tra Acea e Regione Lazio, stiamo parlando di salvaguardare una risorsa ambientale che è andata incontro a un lento deterioramento per via delle continue captazioni delle acque. Acea, anche difronte a questa decisione del Tribunale delle Acque ha il dovere di relegare in un cassetto le polemiche e iniziare a trovare delle soluzioni alternative e consone per limitare il disagio idrico di Roma escludendo ovviamente ogni ipotesi di turnazione che, sulla base dei dati forniti da Piazzale Ostiense, non ha modo di esistere. Questa decisione segna un passo fondamentale per la nostra battaglia a tutela del Lago di Bracciano e non fa altro che sostenere con forza ciò che andiamo dicendo da oltre sette mesi”. 

I dati
Migliora il lago di Bracciano ma rimangono due punti inquinati
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LAZIO - A Roma si chiude il viaggio di Goletta dei Laghi 2017 con la conferenza stampa di presentazione dei risultati del monitoraggio che i tecnici di Legambiente hanno eseguito sui laghi del Lazio tra il 19 e il 21 luglio e dopo le tappe sui Laghi di Bracciano e Canterno, durante le quali l’associazione ambientalista, insieme ad amministrazioni e cittadini, ha affrontato l’annoso problema della siccità e dell’abbassamento del livello dei laghi.
È il Lago di Bolsena, quello dove Legambiente ha individuato le maggiori criticità, sul più grande lago del Lazio i prelievi sono risultati inquinati in 5 punti su 7 punti campionati: fortemente inquinata l’acqua sulla spiaggia in fondo a Via Cava a Marta (VT), fortemente inquinata alla foce del fosso ponticello in località “gli oppieti” e inquinata nel punto di prelievo a Prati Renari nel comune di San Lorenzo Nuovo (VT), fortemente inquinata alla foce del fosso Cannello in località “la Grata” a Gradoli (VT) e fortemente inquinato il punto presso il fosso in zona San Rocco a “Montefiascone” come già segnalato nei giorni scorsi con un blitz dei volontari. Situazione meno negativa invece sul Lago di Bracciano dove, dei 5 prelievi effettuati, ben 3 sono risultati entro i limiti per presenza batterica, risultato inquinato il punto alla foce del Fosso di Grotta Renara a Bracciano (RM) e la foce del canale tra Via San Pietro e Via della Rena a Trevignano Romano (RM).
Sul Lago del Turano in provincia di Rieti, risulta fortemente inquinato 1 punto su 2 alla foce del canale sotto via Turanense a Colle di Tora (RI), entro i limiti invece la spiaggetta a Castel di Tora (RI).

Entro i limiti anche le analisi dei 3 prelievi sul Lago Albano, i 2 sul Lago di Vico, i 2 sul Lago del Salto e i 2 sul Lago di Canterno.
“Dalle analisi svolte, emerge un quadro preoccupante sul Lago di Bolsena dove entrano ancora troppi scarichi non depurati in diverse aree del maggior lago vulcanico d’Europa per portata d’acqua – di-chiara Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio – ma anche per il piccolo Lago del Turano segnaliamo una forte criticità individuata che va affrontata con determinazione. Sul Lago di Bracciano, nell’ultimo periodo, c’è stato un miglioramento che si vede dalla diminuzione dei punti critici, qui i comuni devono assolutamente salvaguardare il proprio Lago eliminando gli scarichi non depurati con la stessa forza con la quale stanno difendendo il lago dalle captazioni di Acea, lotta che sosterremo con tutte le nostre forze affinché il prossimo 28 luglio, come determinato dalla Regione, si blocchi la captazione. Come tutti gli anni, segnaliamo con i risultati le situazioni critiche e ci mettiamo a disposizione delle amministrazioni nella risoluzione dei problemi. Dopo un anno particolarmente complicato per gli ecosistemi lacustri, che soprattutto negli ultimi mesi hanno sofferto per la mancanza di piogge e per le captazioni che, come a Bracciano, ne stanno mettendo a dura prova la forza ed il valore ecosistemico, insieme con la ricchezza economico-turistica per le comunità locali, facciamo il punto sulle criticità individuate, senza dare giudizi complessivi sullo stato delle acque ma segnalando le presenza di inquinamento batteriologico di origine fecale, dove c’è bisogno di interventi di ripristino, captazione di reflui non depurati o interruzione di flussi fognari abusivi. Se nei laghi di Canterno, Vico e Albano non rileviamo criticità di origine fecale, bisogna però lavorare e tanto, per eliminare i fattori inquinanti derivati da presenza di alghe tossiche, microrganismi complessi e sfruttamento spregiudicato ai fini della produzione idroelettrica che in questi luoghi sono agli onori delle cronache. Nessuna criticità emerge nel Lago del Salto”.


“Quello che raccontiamo da anni con la Goletta dei Laghi non è solo lo stato di salute dei specchi d’acqua italiani, ma soprattutto la necessità di una visione sistemica a questi ambienti straordinari - dichiara Simone Nuglio responsabile campagna Goletta dei Laghi - L'emergenza siccità che investe i laghi laziali ci dimostra questo in modo ancora più forte e ci fa capire che solo una pianificazione e una gestione integrata e condivisa tra tutti i portatori di interesse, consente di tutelare i preziosi servizi ecosistemici che non riguardano soltanto la risorsa idrica ma anche, ad esempio, le importanti funzioni di regolazione climatica”

Tragedia
Il ragazzo è stato trascinato via dalla corrente
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BRACCIANO - Stava giocando sulla spiaggia di Santo Celso sul lago di Bracciano e si è tuffato nel lago per andare a recuperare un pallone. Il ragazzo, 17 anni, originario dello Sri Lanka, non è tornato più a riva. Il 17enne è stato trascinato via dalla corrente ed è morto annegato. A lanciare l’allarme intorno alle 17 sono stati gli amici che hanno tentato, invano, di salvarlo. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione di Bracciano e il medico legale che ha certificato il decesso del giovane. La salma è stata già riaffidata ai familiari.

L'emergenza idrica
L'ordinanza ha validità fino al 31 dicembre 2017
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Redazione

BRACCIANO (RM)
- Con due atti amministrativi, la Regione Lazio ha oggi determinato la sospensione del prelievo dell’acqua dal lago di Bracciano. Questa scelta è scaturita da diversi elementi. Innanzitutto, dal consolidarsi delle condizioni di deperimento del lago e, quindi, per determinare l’avvio di un’azione di salvaguardia relativa agli aspetti ambientali-naturalistici del bacino, con l’obiettivo di recuperare per quanto possibile la sua naturale integrità ecologica. Il decremento negativo del lago è stato dovuto essenzialmente a due fattori: al prelievo per l’approvvigionamento idropotabile e all’evaporazione, particolarmente intensa in relazione alle alte temperature, e aggravata dalla perdurante assenza di precipitazioni nei mesi scorsi.

In questo quadro, quindi, il Direttore regionale delle Risorse idriche ha oggi firmato l’ordinanza che impone ad Acea ATO 2 S.p.a. di azzerare ogni prelievo della risorsa idrica dal bacino del lago di Bracciano, entro e non oltre le ore 24 del giorno 28 luglio prossimo, onde consentire il ripristino del livello naturale delle acque del lago e della loro qualità. Acea ATO 2 S.p.a., inoltre, sarà tenuta a trasmettere alla Direzione regionale i dati giornalieri del livello idrometrico del bacino. L’ordinanza rivolta al gestore intende anche ricondurre nei corretti binari le quote di captazione stabilite. Tale ordinanza ha validità fino al 31 dicembre 2017.

Al contempo, l’Assessore alle Infrastrutture, Politiche abitative ed Enti locali, Fabio Refrigeri, ha firmato una missiva indirizzata alla Città metropolitana di Roma Capitale, affinché disponga quanto necessario per intimare, entro gli stessi tempi previsti dall’ordinanza, lo stop ai restanti impianti e dispositivi di captazione, pubblici e privati, che insistono sul Lago di Bracciano.

Il caso
Ecoitaliasolidale: "Se la situazione dovesse ancora una volta peggiorare riprenderemo la protesta”.
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BRACCIANO (RM) - Continua la forte preoccupazione per l'evidente basso livello delle acque del lago di Bracciano. A rinnovare l'allarme sono Piergiorgio Benvenuti e Vanda Soriente, rispettivamente Presidente Nazionale e Responsabile per il Lazio del Movimento Ecologista ECOITALIASOLIDALE. Il loro grido di denuncia arriva dopo le parole pronunciate dal sindaco di Roma Virginia Raggi: “Vorremmo sperare che le captazioni di Acea che interessano il Lago di Bracciano siano ridotte come ha ufficialmente comunicato in questi giorni la sindaca Raggi, in occasione dell'audizione presso la Commissione parlamentare Periferie, comunque proseguiamo a chiedere la sospensione totale perché il Lago sta morendo di sete come abbiamo potuto appurare questa mattina da un nostro sopralluogo”.


“La nostra preoccupazione iniziata sin dai primi mesi dell’anno è del tutto evidente, basti osservare il preoccupante livello idrometrico e gli isolotti che si stanno formando sullo specchio d’acqua, situazione
da indurre ulteriore preoccupazione per l’interessamento della cosiddetta fascia vitale dove si riproduce in equilibrio fauna e flora e che con l’aumento delle temperature esterne si determina una diminuzione di ossigeno sufficiente alla vita dei pesci, con un danno ambientale enorme”.

“Sino ad oggi sia a mezzo stampa che con manifestazioni sul posto insieme ai cittadini e ai nostri iscritti, abbiamo sentito la necessità di attivarci, ben prima quindi che l’emergenza siccità desse il colpo di grazia al lago di Bracciano. Non ci siamo neanche risparmiati gravosi giorni di sciopero della sete del nostro Presidente Benvenuti per cinque lunghi giorni ed a staffetta di tutti i dirigenti apicali dell’Associaszione, ma se la situazione dovesse ancora una volta peggiorare riprenderemo questa forma di protesta”.

“Come Ecoitaliasolidale, chiediamo ancora una volta di conoscere con la massima tempestività e trasparenza ciò che sta subendo in questi giorni il Lago alla luce della presa di posizione della Sindaca di Roma, chiediamo di verificare lo stato di saluto complessivo del Lago e di sospendere completamente le captazioni per non distruggere un patrimonio meraviglioso come il Lago di Bracciano, pronti a nuove iniziative ed a riprendere già da subito lo sciopero della sete”.



 

L'emergenza ambientale
"Superato il limite consentito ad Acea per 36 centimetri"
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BRACCIANO (RM) - Di seguito la nota congiunta dei Sindaci dei Comuni che si affacciano sul Lago di Bracciano, del Presidente del Parco Regionale di Bracciano e Martignano e del Presidente del Consorzio del Lago che ieri hanno inviato all’Autorità Idraulica l’intimazione e la diffida ad adempiere entro e non oltre il termine di 5 giorni dal ricevimento della stessa, per emettere in via d’urgenza l’ordinanza di interruzione delle captazioni, utile a ristabilire le compatibili oscillazioni dei livelli, avvertendo che, decorso inutilmente tale termine, i sottoscritti agiranno in tutte le ulteriori sedi ritenute opportune per far accertare ed emergere in capo ai responsabili, le gravissime responsabilità, inadempienze e i danni irreversibili causati all’equilibrio ecosistemico.

 

Ecco la nota congiunta:

"Dopo gli innumerevoli incontri e attività istituzionali intrapresi insieme alle massime autorità amministrative e governative già dal mese di marzo, nonostante la massima fiducia che stiamo riponendo nell’iniziativa della Regione Lazio attraverso l’operosità concreta dell’Assessore competente in materia Fabio Refrigeri e dell’impegno del Presidente Zingaretti, che già ci hanno riconvocati per aggiornamenti, abbiamo deciso di intraprendere una ulteriore iniziativa ufficiale inviando l’intimazione e la diffida per l’immediata sospensione delle captazioni da parte di ACEA dal nostro lago. L’ennesima iniziativa per scongiurare quello che, già a nostro avviso, è un disastro ambientale e che sta producendo una vera e propria morte lenta del lago con i suoi riflessi negativi sul sistema socio economico e archeologico che lo circonda, è per noi un ulteriore atto dovuto.


Premesso che, come tutti sanno con domanda del 26 settembre 1984, il Comune di Roma chiese all’allora Ministero dei Lavori Pubblici, per la propria azienda comunale oggi ACEA SpA la concessione di derivare dal lago acqua per usi idropotabili per la città di Roma; a fronte di tale richiesta il Ministero del Lavori Pubblici incaricò l’Ufficio Speciale del Genio Civile che scrisse ed invio’ una relazione istruttoria con la quale, tra l’altro: veniva indicato il sistema di posa delle tubazioni di captazione, indicate in m 1500 dalla riva e a 50 metri di profondità, ma soprattutto veniva espressamente affermato e previsto che nel manufatto delle condotte di captazione avrebbero dovuto essere istallate delle saracinesche di apertura e chiusura ed un sifone idraulico che serviva a provvedere a disinnescare automaticamente le condotte non appena il livello dell’acqua del lago scenda sotto la quota minima di metri 161,90 sul livello del mare.
Successivamente con DM del 16 giugno 1990 n.1170 il Ministero del Lavori Pubblici concesse all’azienda Comunale Elettricità Acque – ACEA di derivare dal lago di Bracciano per usi potabili, moduli medi 11 (1.100 al litri al secondo), con un valore massimo, in casi eccezionali, di moduli 50 (ovvero 5.000 litri al secondo), assicurandosi in tali casi, il mantenimento delle escursioni del livello del Lago nell’ambito di quelle naturali, subordinandola all'osservanza delle condizioni contenute nel disciplinare del 16.06.1989 nr. 12234, che faceva proprie tutte le prescrizioni indicate nei vari atti endoprocedimentali dell'autorizzazione.
In considerazione anche del fatto che, con protocollo di intesa sottoscritto nel 2015, denominato SMALL, la Regione Lazio, i tre Comuni del Lago, l’Ente Parco, il Consorzio del Lago, Città Metropolitana, Acea e Hydra Ricerche concordarono le attività comuni finalizzate a monitorare e regolare la quota dei livelli minimi e massimi del lago di Bracciano. In particolare venne assicurata l’attuazione del protocollo da un Comitato di indirizzo e controllo. Venne inoltre designata l’Autorità Idraulica, deputata ad esercitare compiti di Polizia idraulica e di pronto intervento su spiagge lacuali, superfici e pertinenze dei laghi. All’art. 7, ultimo comma, di detto documento venne stabilita e condivisa la quota di riferimento dello sfioro del Lago nel fiume Arrone, in metri 163,04, detta appunto zero idrometrico per il lago di Bracciano.


Con pochi semplici calcoli matematici elaborando i dati, in virtù della lettura eseguibile presso le stadie idrometriche, collocate sui piloni dei pontili, si può rileva ad oggi, una misura negativa di –1,50 metri dallo zero idrometrico. Difatti sottraendo dallo zero idrometrico ovvero da 163,04 metri, il livello minimo raggiungibile concesso per le captazioni prescritto, come abbiamo detto, in 161,90 metri sul livello del mare, si ottiene la misura di -1,14 metri. Sottraendo, inoltre, dalla misura negativa rilevata di -1,50 metri , la misura negativa di -1,14 metri, si ottiene come risultato – 36 cm che costituisce il valore eccedente in negativo della misura consentita. ACEA ha, pertanto, superato il limite ad essa consentito per 36 centimetri.

Va sottolineato che a fronte di tali gravissime violazioni si è verificato tra l’altro un ritiro del lago eccessivo di 10/15 metri, tale da interessare la fascia cosiddetta vitale, ovvero la zona nella quale si riproduce flora e fauna in mutuo equilibrio; l’ossigeno disciolto misurato alla profondità di un metro ed alla temperatura di 26°centigrati è risultato avere un valore strumentale di 2 milligrammi al litro invece che 5 milligrammi al litro. E’ evidente che con la sinergia del riscaldamento dell’acqua questa condizione di ridotta presenza di ossigeno potrà portare ad una moria di pesci. E che tali ulteriori fatti potrebbero configurare anche gravi violazioni delle disposizioni contenute nel nuovo testo unico dell'ambiente disciplinato dal D. Lgs 3 aprile 2006 nr. 152 e sue successive integrazioni e modificazioni. Abbiamo così valutato le violazioni di ACEA alle disposizioni contenute nella concessione e alle norme di legge in materia ambientale e richiamato il ruolo di vigilanza in capo all'autorità idraulica.
Ieri dunque abbiamo inviato all’Autorità Idraulica l’intimazione e la diffida ad adempiere entro e non oltre il termine di 5 giorni dal ricevimento della stessa, per emettere in via d’urgenza l’ordinanza di interruzione delle captazioni, utile a ristabilire le compatibili oscillazioni dei livelli, avvertendo che, decorso inutilmente tale termine, i sottoscritti agiranno in tutte le ulteriori sedi ritenute opportune per far accertare ed emergere in capo ai responsabili, le gravissime responsabilità, inadempienze e i danni irreversibili causati all’equilibrio ecosistemico."

 

L'emergenza
Tutti gli attori istituzionali si sono impegnati ad una collaborazione efficace in grado di porre entro i primi giorni della prossima settimana un argine netto al deterioramento ambientale
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Redazione


BRACCIANO (RM)
- Valutare un’ulteriore proposta del gestore idrico Acea. Questo quanto deciso all’unanimità, in merito all’emergenza che sta interessando il lago di Bracciano, al tavolo di venerdì scorso tenutosi in Regione Lazio tra l’assessore regionale Fabio Refrigeri, i sindaci dei Comuni dell’area del lago di Bracciano, il direttore del parco di Bracciano, il presidente del Consorzio del lago di Bracciano, il Garante del servizio idrico integrato, il direttore di Ato 2 e il presidente di Acea Ato 2.

Il punto sulla situazione. A partire dalle gravi problematiche ambientali che riguardano il lago, in forte sofferenza per l’abbassamento del livello delle acque conseguente alle scarse piogge dello scorso inverno, e in considerazione del fatto che il sito rappresenta un’importante fonte di captazione di acqua potabile diretta a rifornire la città di Roma ed il suo hinterland, si è stabilito all’unanimità di valutare un’ulteriore proposta del gestore idrico, già impegnato a fronteggiare diffuse problematiche di approvvigionamento. L’obiettivo è quello di mitigare al massimo – sino all’estremo rimedio di sospensione della captazione dal lago – l’incidenza della crisi idrica complessiva sul solo bacino di Bracciano.

Collaborazione di tutte le istituzioni.
L’assessore Refrigeri si è impegnato a svolgere ogni azione necessaria, per condurre tutti gli attori istituzionali ad una collaborazione efficace in grado di porre entro i primi giorni della prossima settimana un argine netto al deterioramento ambientale del lago.

Dura presa di posizione da parte del Comitato Difesa Lago di Bracciano su che parla di “mancate decisioni” e di “doppiogiochismo che agevola i veri manovratori Acea e Comune di Roma” “Ancora un rinvio sulle decisioni atte a scongiurare il disastro ambientale del lago di Bracciano. – Dichiarano dal Comitato Difesa Lago di Bracciano - All’unanimità, - proseguono - sindaci di Anguillara, Bracciano e Trevignano, i presidenti del Parco di Bracciano-Martignano e del Consorzio Lago di Bracciano e i vertici Acea hanno deciso – come comunica una nota della Regione Lazio - “di valutare un’ulteriore proposta del gestore idrico”.
 
Slitta così a data da destinarsi una decisione certa sullo stop alle captazioni Acea dal lago di Bracciano, ipotesi che pure è stata valutata in quella sede.
 
Il deludente esito dell’incontro, di fronte alla grave situazione del lago dove si iniziano a registrare anche morie di pesci, mette in evidenza che lo slogan #tuttidallastessaparte non riflette più l’unità di intenti. Il Comitato ritiene inoltre gravissima l’assenza del Comune di Roma e della Città Metropolitana.
 
Il Comitato denuncia che all'incontro con l'assessore regionale, i comitati e i cittadini sono stati tenuti fuori dalla porta e che malgrado l’iniziativa del “Treno dell'acqua" lanciata tra consensi generalizzati alla manifestazione del 1° luglio alla Marmotta in prossimità degli impianti di captazione Acea, alcuni sindaci hanno preferito presentarsi in Regione con l’auto di rappresentanza lasciando ai cittadini, alle associazioni, ai comitati, il ruolo di comparse.
 
Il Comitato per la Difesa del Bacino Lacuale Bracciano-Martignano dice basta al doppiogiochismo. Gli incontri alla Regione Lazio servono solo a non disturbare il veri responsabile del disastro: l'Acea.
Si finisca con la finta unità. Se qualche istituzione del territorio si rende conto che la cosiddetta parola d'ordine #tuttidallastessaparte, coniata per creare unità e fare massa critica, è soltanto un capestro per non disturbare i manovratori Acea e Comune di Roma, esca allo scoperto.
Il Comitato per la Difesa del Bacino Lacuale Bracciano-Martignano non si presterà più a questi vecchi giochetti di stantio politicismo locale. Il Comitato continua in piena autonomia la sua battaglia per la difesa vera del lago allo scopo di ottenere:
•         lo stop immediato delle captazioni Acea dal lago di Bracciano;
•         la revisione della concessione del 1990 al Comune di Roma;
•         un mirato ed effettivo monitoraggio dell’ecosistema lacustre danneggiato dall’attuale situazione
•         il controllo partecipato della gestione dell’uso dell’acqua nel territorio come previsto dalla normativa vigente e dalla proposta di legge di iniziativa popolare alla quale stiamo lavorando.”
 

Sicurezza & Cittadini
La Sabazia II a causa dell’abbassamento dei livelli del lago è costretta a manovrare in uno spazio ristretto
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Redazione


BRACCIANO (RM) – Scattato il divieto di balneazione nel lago di Bracciano sul lungolago G. Argenti nella zona del molo denominata idroscalo degli inglesi e nei tratti di costa lacuale del lago ricadenti nel territorio del Comune di Bracciano, in corrispondenza delle foci dei fossi. Questo quanto disposto con due ordinanze comunali emesse mercoledì 5 luglio e firmate dal Vice Sindaco  di Bracciano Gianfranco Rinaldi.

Per quanto riguarda l’idroscalo degli inglesi l’ordinanza comunale fa riferimento ad una nota, pervenuta al Comune dal Consorzio Lago di Bracciano, in cui viene rappresentata una situazione di pericolo per i bagnanti. Questi ultimi, infatti, rischiano di essere travolti dalla motonave Sabazia II che utilizza il molo per l’imbarco dei passeggeri e che a causa dell’abbassamento dei livelli del lago è costretta a manovrare in uno spazio ristretto rischiando ogni volta di travolgere gli incauti nuotatori.

La sentenza
Accolto il ricorso dell'ex sindaco Pd che era stato condannato ad un risarcimento milionario
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di Chiara Rai

 

BRACCIANO (RM) - Il tema è come sempre tutti gli strascichi della “mala gestio” della discarica di Cupinoro a Bracciano. La Corte dei Conti, sezione terza centrale di appello, ha accolto il ricorso dell’ex sindaco Pd Giuliano Sala sul quale era piombata un sentenza di risarcimento per danno erariale di quasi un milione di euro. Il sindaco Sala era stato infatti condannato a risarcire 900.000 euro per il danno erariale alla Società pubblica Bracciano Ambiente SpA. Lo ha stabilito la sentenza del 6 agosto scorso N.367/2015 della sezione regionale della Corte dei Conti del Lazio. Il danno quantificato è stato imputato per “sprechi di denaro pubblico” connessi alla gestione e realizzazione di un impianto per il trattamento del percolato presso la discarica di Cupinoro, di proprietà del Comune e concesso in gestione alla società, unitamente al servizio di discarica dei rifiuti connessi alla inefficienza dell’impianto a causa della insufficiente alimentazione energetica.

Dunque un impianto rivelatosi inefficiente e vanificata la spesa per la sua realizzazione per non parlarlare delle spese extra sostenute per lo smaltimento del percolato causando così un danno al Comune di Bracciano perché socio unico della società. Parliamo degli anni 2011, 2012 e 2013 quando l’impianto del percolato o non è funzionato per nulla o comunque parzialmente. E per la Corte dei Conti che ha emesso la sentenza il responsabile è Giuliano Sala perché il Comune, socio unico, risponderebbe direttamente degli sprechi derivanti dal mancato guadagno su un investimento così grande e sarebbe reo anche di non aver effettuato il controllo analogo.

 

Poi che succede? Giuliano Sala fa ricorso in appello avverso questa sentenza giurisdizionale della Corte dei Conti per la Regione Lazio notificata a settembre del 2015 che di fatto s’impernia sul difetto di prova della sussistenza del danno imputato. Nel ricorso Sala dice sostanzialmente che il Giudice ha sostanzialmente sentenziato su un fatto diverso da quello sottopostogli che si sostanziava in via esclusiva nella imputazione dei costi al convenuto per la realizzazione dell’impianto nonché dei costi extra per lo smaltimento del percolato all’esterno. I costi, ha puntualizzato Sala nel ricorso, non sono stati sostenuti dal Comune (ndr come si capisce nella sentenza) bensì dalla società.

Inoltre si specifica che la Procura non ha mai prodotto bilanci della società (ndr per dimostrare l’effettiva perdita di efficacia dell’investimento). Non ultimo la società per l’appellante non sarebbe neppure inquadrabile come in house in quanto gestisce la discarica di Cupinoro non solo per il Comune di Bracciano ma anche per diversi altri Comuni. 

Insomma il ricorso di Sala è stato accolto perché il giudice di prime cure non avendo risposto e proceduto nel merito ha prodotto un vizio. Il danno ha riguardato il patrimonio della Bracciano Ambiente e non può richiamare la responsabilità diretta degli amministratori anche perché non è la fattispecie sui cui doveva pronunciarsi la sezione regionale della Corte dei Conti. La mala gestio grava dunque solo sul patrimonio della società stessa soggetta a regole privatistiche e di autonomia rispetto ai soci. 

L'emergenza
I sindaci di Anguillara, Bracciano, Trevignano e i presidenti del Parco di Bracciano e Martignano e del Consorzio di Navigazione chiedono la revisione per lo sfruttamento delle acque
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Redazione


 
BRACCIANO (RM)
- “nella mattinata odierna abbiamo dato mandato legale di presentare unitariamente un esposto alla Procura della Repubblica di Civitavecchia affinché accerti le responsabilità in ordine alla inquietante condizione ambientale in cui si trova l’ecosistema del bacino lacustre di Bracciano a rischio di ulteriori mutamenti e conseguente disastro ambientale. Questa azione sarà utile affinché gli organi competenti possano eseguire gli opportuni accertamenti e valutare la sussistenza di eventuali profili penalmente rilevanti in relazione ai fatti dedotti. Abbiamo dunque ravvisato formalmente la necessità dell'intervento della Pubblica Autorità per la pronta risoluzione della vicenda descritta, qualora fossero rilevate responsabilità specifiche in capo a soggetto/i e/o Enti o comunque effettivi responsabili, per la presenza di condotte che fossero ritenute contrarie alla legge ponendo all’attenzione della procura il serio e concreto rischio di imminente disastro ambientale. Abbiamo dunque chiesto di valutare gli eventuali profili d'illiceità penale degli stessi e, nel caso, individuare i possibili soggetti responsabili al fine di procedere nei loro confronti formulando altresì denuncia-querela, nell'ipotesi in cui dagli accertamenti svolti dalle Autorità competenti dovessero emergere fattispecie di reato per i quali la legge richiede la procedibilità a querela di parte” Lo dichiarano in un comunicato congiunto i Sindaci di Anguillara Sabazia, Trevignano Romano, Bracciano, Presidenti del Parco Naturale di Bracciano e Martignano e Consorzio di Navigazione nella quale si legge:
“L’attuale situazione non può consentire alcun indugio da parte delle Amministrazioni che rappresentiamo in difesa dei nostri territori, dei beni comuni e dei cittadini e questo atto di natura legale, parallelo all’intenso lavoro che stiamo svolgendo con tutti gli Enti sovraordinati, le Associazioni e i Comitati per reperire soluzioni concrete è opportuno perché la tutela del lago sul quale si fonda la nostra storia, il nostro ecosistema, la nostra società e la nostra economia non può continuare a subire colpi mortali” la nota dei Sindaci e dei Presidenti del Parco Naturale di Bracciano e Martignano e del Consorzio di Navigazione prosegue “oltre agli interventi urgenti e straordinari che ACEA Ato2 ci ha comunicato di aver messo in programma riteniamo necessario e improrogabile la revisione dell’anacronistica concessione del 1990 con la quale si decise che il Lago di Bracciano potesse essere sfruttato come riserva idrica strategica del Comune di Roma. Infatti, mentre la concessione vigente e sottoscritta nel lontano 1990 prevedeva la captazione ad uso idropotabile per servire Roma Capitale di moduli medi 11 (litri/sec. 1100) con un valore massimo, in casi eccezionali, di mod. 50, assicurandosi in tali casi, il mantenimento delle escursioni del livello del lago nell’ambito di quelle naturali, oggi la questione è mutata notevolmente. Difatti oggi A.C.E.A. Ato2 assicura, anche grazie alle acque del lago di Bracciano, l’acqua a 74 comuni invece che al solo Ente Roma Capitale, come previsto dalla convenzione del 1990, le captazioni sono superiori ai 1100 litri/sec medi previsti e che si sta prelevando molto di più per la crisi idrica in atto nella Regione Lazio. Siamo quindi in regime di eccezionalità, come stabilito dalla convenzione ma non si stanno mantenendo le escursioni del livello del lago nell’ambito di quelle naturali. Si deve prendere formalmente atto che l’equilibrio ecosistemico è a rischio e che soprattutto l’escursione del livello del lago non è nell’ambito di un’escursione di livello naturale, ma che al contrario siamo di fronte ad un abbassamento del tutto eccezionale ed eccessivamente repentino, con caratteristiche uniche su cui A.C.E.A Ato2 sta influendo sensibilmente e concretamente, captando grandi quantità di acqua che abbassano ogni giorno drasticamente i livelli del lago di Bracciano. A.C.E.A Ato2 sta prelevando acqua e prevede di prelevarne ancora, sebbene l’Ufficio Speciale del Genio Civile per il Tevere e per l’Agro Romano, valutando il progetto e la concessione del 1990, abbia disposto nel parere vincolante tra le prescrizioni che “… su tali condotte verranno inserite le saracinesche di apertura e chiusura ed un sifone idraulico che provveda a disinnescare automaticamente le condotte non appena il livello dell’acqua scende sotto la quota minima di m 161,9”. Attualmente il livello del lago è a 161,8 metri, ma la captazione non è stata disinnescata”
nel comunicato, in conclusione si legge che: “se la siccità e l’aumento delle temperature sono fattori che non possono essere controllati e gestiti a livello locale dagli scriventi, la captazione delle acque ad uso idropotabile è un fattore che può essere regolato e che è regolamentato da una concessione che allo stato attuale dei fatti sembra essere disattesa nelle sue linee di controllo e di tutela ecosistemica. Proseguiamo uniti e compatti in questa che definiamo una battaglia di civiltà e a tal proposito, al fine di rendere partecipi tutti i cittadini singoli e associati, tutti dalla stessa parte nella protesta e nella proposta, stiamo definendo verosimilmente per la mattinata del 1 luglio una iniziativa di mobilitazione popolare”

 

Emiliano Minnucci (PD) “Lo avevamo detto e lo abbiamo fatto: insieme alla Presidente Villani del Comitato per la Salvaguardia del Lago di Bracciano e accompagnato dagli avvocati Falconi e Calvigioni, questa mattina ho fatto visita alla Procura della Repubblica per depositare una denuncia nei confronti di Acea relativamente alla situazione del Lago di Bracciano. Dopo gli appelli di questi ultimi mesi, caratterizzati peraltro da manifestazioni dei cittadini e interrogazioni parlamentari, quello di questa mattina è indubbiamente un atto dovuto nei confronti del nostro territorio e delle nostre comunità che non possono certo arrendersi all’idea di vedere morire un bacino naturale a causa dell’indifferenza della società di piazzale Ostiense. Alterazione dell’intero ecosistema lacustre, riduzione delle capacità autodepurative del sistema, scomparsa delle specie animali, accentuazione dei fenomeni erosivi e depressione del contributo alla portata del fiume Arrone che ha generato peraltro un progressivo aumento delle concentrazioni di arsenico nelle acque: sono queste le maggiori conseguenze dell’abbassamento del livello del Lago di Bracciano provocato, ribadiamolo, non solo dalla scarsità delle precipitazioni ma anche dai continui prelievi di Acea che, da quanto riferito in questi giorni dal Presidente Saccani alle stesse amministrazioni locali, verranno anche aumentati al fine di far fronte alla carenza idrica degli acquedotti attualmente in uso. Acea non può considerare il Lago di Bracciano una riserva idrica da utilizzare in maniera spasmodica e senza considerare la condizione delle sue acque. Acea, anche in virtù del protocollo d’intesa del 2015 e della Direttiva Quadro sulle Acque, ha il dovere di osservare le prescrizioni emanate a norma di legge dalle Autorità competenti prestando grande attenzione alla tutela e alla salvaguardia del territorio. In questo quadro, bene anche l’iniziativa promossa dalle Amministrazioni Comunali di Anguillara, Bracciano e Trevignano che, unitamente alla nostra denuncia, questa mattina a Civitavecchia hanno presentato un esposto chiedendo l’intervento dell’Autorità giudiziaria. Ora, con la denuncia odierna, la palla passa alla Procura della Repubblica che, mi auguro, prenda subito in esame la situazione tanto da valutare eventuali profili di illiceità penali e individuare i soggetti responsabili”. È quanto riferito dal deputato PD, Emiliano Minnucci, che oggi a Civitavecchia è stato ricevuto dal Procuratore della Repubblica, Andrea Vardaro, in merito all’abbassamento del livello delle acque del Lago di Bracciano.

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