Tag Titolo Abstract Articolo
DISTANZIATORE
Lavori pubblici
Sementilli: "Gli interventi termineranno entro il mese di agosto per permettere ai bambini, a settembre, di tornare a scuola"
immagine



Red. Cronaca


ALBANO LAZIALE (RM) - Sono iniziati i lavori di ampliamento della scuola materna di Via Portogallo ad Albano Laziale nella frazione di Cecchina. L’intervento consisterà nella creazione di un’ulteriore aula e nell’adeguamento della struttura, ai fini dell’ottenimento della certificazione di prevenzione antincendio.

 

Sui lavori è intervenuto il Vice Sindaco con delega ai Lavori Pubblici, Maurizio Sementilli, che ha commentato: "Gli interventi termineranno entro il mese di agosto per permettere ai bambini, a settembre, di tornare a scuola. Un intervento che si è reso necessario, alla luce del crescente numero di iscrizioni, che andrà ad alleggerire la scuola materna di Via Romania, all’interno del quartiere PLUS. Possiamo dire di aver mantenuto un altro impegno nei confronti della cittadinanza".

 

Sull’argomento è intervenuto anche il Sindaco Nicola Marini: "Questi lavori fanno parte di più ampia programmazione, che vede la scuola fra le priorità della nostra Amministrazione Comunale. Abbiamo ottenuto più di un milione di euro per ampliare la scuola di Via Torino, sempre a Pavona abbiamo terminato i lavori di efficientamento energetico presso la struttura di Via Pescara. A Cecchina è sorto un intero quartiere pubblico con asilo nido, scuola materna, scuola elementare e una palestra. Mentre su Albano abbiamo ottenuto un finanziamento di sei milioni di euro per la costruzione di un polo scolastico a Piazza Zampetti, senza considerare il lavoro di messa a norma degli edifici presenti, portato avanti in questi anni".

La bagarre politica
Nobilio: "Non era bastato l'incendio di Roncigliano anche dopo quello dell'impianto Eco-X solo chiacchiere senza nemmeno il distintivo"
immagine

 

Red. Politica


ALBANO LAZIALE (RM) – Rimasta senza riscontro la richiesta di accesso agli atti presentata dalla consigliera di opposizione, al Comune di Albano Laziale, Federica Nobilio all’amministrazione comunale per conoscere tutti gli impianti di gestione e trattamento rifiuti ricadenti nel territorio. “Se avevamo dubbi adesso è ufficiale. Al sindaco di Albano e ai suoi dei disastri ambientali che stanno martoriando il territorio non interessa nulla. - Dichiara Nobilio - Non era bastato l'incendio di Roncigliano, - prosegue - anche dopo quello dell'impianto Eco-X solo chiacchiere senza nemmeno il distintivo. Ancora una conferma di quanto al PD stia a cuore l'ambiente: zero assoluto!”. Nobilio fa sapere anche che la richiesta, è stata presentata in altri comuni, con lo scopo di creare una mappatura regionale proprio ai fini della prevenzione e dei controlli di sicurezza necessari ad evitare nuove catastrofi, come quelle appunto di Roncigliano e di Pomezia.


“Un'occasione fondamentale per dare un segnale di reale interesse al territorio e alla salvaguardia ambientale a prescindere dalle appartenenze politiche. – Aggiunge Nobilio - Ma l'occasione – prosegue - è andata persa ancora una volta. A distanza di un mese dalla mia richiesta (dopo aver dovuto intimare il Sindaco e gli uffici a dare riscontro) mi viene risposto che la competenza del recupero e smaltimento dei rifiuti è provinciale. Ringrazio per questa fondamentale informazione che nella migliore delle ipotesi voglio credere sia l'ennesima presa in giro nei confronti di chi cerca di rappresentare gli interessi dei cittadini. Diversamente devo dedurre che questa improbabile amministrazione non sia a conoscenza di quali impianti si trovino sul territorio. E questa ipotesi sarebbe davvero allucinante. A questo si aggiunge che anche della riunione del distretto sull'incendio apprendiamo che non esiste un verbale, ma solo un comunicato stampa... Cari cittadini dormite sonni tranquilli che a suon di comunicati di sicuro il sindaco garantirà la vostra sicurezza!”

Amministrazione e servizi
A partire da lunedì 19 giugno, i cittadini della zona servita potranno richiedere ad ACEA ATO2 gli allacci
immagine



ALBANO LAZIALE (RM) - Sono state completate le operazioni per mettere in funzione l'impianto di sollevamento della fognatura in via dei Ciliegi, zona Cancelliera. A partire da lunedì 19 giugno, i cittadini della zona servita potranno richiedere ad ACEA ATO2 gli allacci. Il Vice Sindaco con delega ai Lavori Pubblici, Maurizio Sementilli, ha commentato: «Si tratta di un intervento importante che siamo riusciti a definire dopo molti anni di ritardi e che serve le utenze di parte di via Cancelliera, via dei Meli, via delle More, via Massimetta e via dei Ciliegi. Con la messa in funzione di questo impianto, la zona di Cancelliera ha un servizio in più». Il Sindaco Nicola Marini ha sottolineato: «Questo intervento si aggiunge all'ampliamento della Scuola di via Pantanelle, con il raddoppio delle aule, e la nuova pubblica illuminazione di via Villafranca e via dei Garofani, tutti interventi che hanno migliorato la zona di Cancelliera in termini di servizi per il cittadino».

La rubrica del Centro Psicologia Castelli Romani
immagine


A cura della Dott.ssa Chiara Marianecci, Logopedista


ALBANO LAZIALE (RM) - Per molti bambini questo Giugno ha rappresentato la chiusura del capitolo “scuola materna”, con appuntamento a Settembre per l’inizio della fatidica “prima elementare”. È capitato in precedenza di riportare indicazioni per supportare la fase prescolare che precede la letto-scrittura, con attività specifiche. In questo caso invece si vuole approfondire maggiormente l’argomento “matematica”, indicando a genitori, nonni, insegnanti e chiunque abbia il piacere di passare de tempo con bambini, attività che possano stimolare i prerequisiti all’apprendimento della matematica. L’obiettivo non è certamente quello di accelerare le tappe di apprendimento, bensì rafforzare le basi per facilitare i bambini in quello che sarà il percorso didattico. Le competenze matematiche infatti sono innate e molto più precoci di quanto si possa immaginare, basti pensare che già a pochi mesi di vita i bambini riescono a riconoscere un cambiamento di numerosità, quindi di quantità. Rispetto all’età prescolare, antecedente cioè all’ingresso in prima elementare, si è visto che un bambino di 5 anni usa il numero arabico con familiarità; tra i 5/6 anni poi la maggior parte dei bambini mostra di aver stabilizzato il conteggio; alla stessa età, inoltre, i bambini riconoscono che i numeri della sequenza sono entità distinte (un bambino di cinque anni sa dirmi se il quattro viene prima o dopo del tre e se è di più o meno grande) e mostrano di saper scegliere il simbolo corrispondente al numero (entro il 9), anche se si riscontrano errori di scrittura come specularità o rotazioni: aspetti questi che in questa fase possono essere ritenuti ancora fisiologici (cruciali negli apprendimenti matematici innati sono le abilità di attenzione visiva spaziale). Naturalmente quanto detto riguarda la maggior parte dei bambini ma esiste la variabilità di sviluppo, che può presentare tappe diverse in modo soggettivo. Dopo aver esaminato aspetti teorici, passiamo adesso al concreto. Attività utili da svolgere per stimolare infatti la cosiddetta “intelligenza numerica” sono:


- Attività di stima: si possono presentare due quantità con immagini o più semplicemente con oggetti; e il bambino, senza ricorrere al conteggio, dovrà riconoscere la quantità maggiore, dicendo dove è di più o di meno.

- Attività di subitizing: ad esempio con i dadi, con le dita, oppure con immagini o oggetti concreti. Il bambino deve riconoscere il numero corrispondente alla quantità presentata sempre senza ricorrere la conteggio

- Corrispondenza numero-quantità: si presentano più quantità distinte (ad esempio un insieme di tre palline, un altro di quattro e un altro con due) e si richiede al bambino dov’è una quantità specifica (dove sono tre palline).

- Attività di memoria visiva: presentare al bambino una sequenza di oggetti per qualche secondo, lui dovrà riprodurla uguale, ricordando l’ordine e la quantità. In alternativa, si può disegnare una sequenza di simboli su un foglio, farli vedere al bambino per pochi secondi e poi coprirli, lui dovrà riprodurli ricordandosi il giusto ordine.

- Attività di ordine di grandezza: presentare oggetti uguali di dimensione crescente (ad esempio le matriosche, i cubi etc); il bambino dovrà metterli in fila secondo un ordine di grandezza crescente (dal più grande al più piccolo). Quando il bambino ci mostra di essere abile con questi “giochi”, possiamo togliere dalla fila uno di questi oggetti e chiedergli dove dovrebbe inserirlo.

- attività di conteggio con le dita, di oggetti e capacità di associare il concetto che l’ultimo numero detto contiene tutti gli altri.

- conteggio a ritroso (da 10 a 1).

- Naturalmente molto utili sono anche le attività più semplici di scrittura (sfruttando anche i libricini con attività di pregrafismo, tratteggio da ripassare etc) e riconoscimento di numeri (entro il 9 generalmente).

Dott.ssa Chiara Marianecci (logopedista)
3497296063
 

Amministrazione pubblica & cittadini
Hanno partecipato anche i responsabili di Acea Ato 2
immagine

 

Red. Cronaca

ALBANO LAZIALE (RM)
- Mercoledì 14 giugno si è svolta la riunione del Centro Operativo Intercomunale (C.O.I.) di Protezione Civile, alla presenza dei rappresentanti dei comuni di Albano Laziale, Ariccia, Castel Gandolfo, Genzano, Lanuvio. Hanno partecipato anche i responsabili di Acea Ato 2. La riunione ha avuto all’ordine del giorno due punti: 1) Criticità approvvigionamento idrico (nota Acea del 31/5/2017); 2) prevenzione incendi boschivi.


Criticità approvvigionamento idrico: 
Acea ha illustrato lo scenario attuale di criticità a causa della bassa piovosità delle ultime stagioni invernali che ha comportato la diminuzione delle fonti di approvvigionamento idrico dell’intera Regione Lazio.  Per l’intero territorio dei Castelli per evitare problemi, in aggiunta alla attuale fornitura, occorrono ulteriori 190 l/s. Acea Ato 2 ha richiesto alla Regione Lazio il permesso di aumentare le forniture dall’acquedotto Pertuso. Se questo si verificasse, i disagi dovrebbero essere contenuti. Il condizionale è d’obbligo. Se invece questo aumento di portata non ci sarà, potrebbero verificarsi turnazioni tra i comuni e/o riduzioni del flusso idrico. Notizie più precise e aggiornate verranno fornite da Acea nell’arco di una decina di giorni. È stata cura delle Amministrazioni Comunali sottolineare ad Acea l’importanza di riparare le perdite e intervenire sulle condutture, nei punti conosciuti che hanno continue rotture. A questo proposito, Acea ha comunicato di aver potenziato le squadre di intervento. Ogni Comune ha inoltre emesso una specifica ordinanza volta al risparmio idrico. Nel caso del di Albano Laziale sono stati affissi manifesti e le informazioni utili sono reperibili sul sito istituzionale e sui social network. Potranno anche essere chiuse le fontanelle stradali per evitare ogni forma di spreco. Infine, tutti i Comuni facenti parte del C.O.I. scriveranno una lettera alla Regione per chiedere che venga concesso il fabbisogno idrico necessario ad evitare ogni forma di disagio.

Prevenzione incendi boschivi: 
Il Sindaco di Albano Laziale, Nicola Marini, ha illustrato ai colleghi Sindaci le ordinanze vigenti ad Albano Laziale che, essenzialmente, sono due: una che detta le disposizioni ai privati relativamente allo stato di cura del proprio terreno, anche e soprattutto, se esso confina con strade pubbliche. L’altra ordinanza regola le norme di prevenzione degli incendi boschivi. È stato inoltre proposto a tutti i Comuni un coordinamento congiunto delle Protezioni Civili negli interventi.

Cronaca
Un incubo: seguita costantemente mentre raggiungeva il posto di lavoro o più semplicemente quando andava a fare la spesa
immagine

 

ALBANO LAZIALE (RM) - Già a febbraio scorso era stato allontanato dalla casa familiare con un atto d'urgenza a causa dei continui maltrattamenti a cui sottoponeva i suoi familiari. Incurante della misura cautelare emessa dal Tribunale di Velletri, ignorando qualsiasi prescrizione, continuava ad importunare, minacciare ed ingiuriare la sua ex moglie che ormai viveva nel terrore. Seguita costantemente mentre raggiungeva il posto di lavoro o più semplicemente quando andava a fare la spesa, temendo che la situazione potesse degenerare in maniera drammatica, si è rivolta nuovamente ai poliziotti della Squadra Anticrimine del Commissariato di Polizia di Albano, che, informato il Tribunale di Velletri degli ulteriori elementi acquisiti, hanno ottenuto ordinanza di custodia cautelare nei confronti dello stalker. L’uomo, 50 anni, è stato cosi arrestato, dopo essere stato rintracciato presso un'abitazione di Pavona

Eventi
Marini e Sepio: "Centralità della persona fulcro dell’attività amministrativa"
immagine

 

Redazione


ALBANO LAZIALE (RM)
- “Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo”. Su questa citazione di Ghandi si è basato il convegno sul fenomeno della povertà, che si è tenuto il 26 maggio a Palazzo Savelli. La partecipazione alla manifestazione, curata dall’Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Albano Laziale, è stata ampia. Presenti diversi attori del terzo settore fra associazioni, comitati di quartiere, parrocchie, professionisti e cittadini, che hanno potuto prendere parte al dibattito. L’iniziativa è stata aperta dagli interventi tecnici della Dottoressa Margherita Camarda, Responsabile dei Servizi Sociali del Comune di Albano Laziale, e della Senatrice Anna Maria Parente, che ha spiegato in maniera dettagliata i contenuti del Disegno di Legge sulla povertà di cui è relatrice a Palazzo Madama. A seguire hanno preso la parola il Consigliere comunale Gabriele Sepio e il Sindaco Nicola Marini. Il Consigliere Sepio ha illustrato le politiche messe in atto dal Comune di Albano Laziale: «Oltre a misure di sostegno al reddito, in favore di cittadini in difficoltà socio – economiche, abbiamo incentivato iniziative, come il Job Day, per favorire l’inserimento al mondo del lavoro. Tutto ciò ha reso la nostra città un laboratorio inedito nell’ambito delle politiche sociali e attive del lavoro, a livello regionale. Inoltre, già con il progetto Albano Servizi In Rete e in seguito con Pubblicittà, abbiamo intrapreso un percorso di conciliazione con tutte le associazioni. Cercheremo di coniugare queste ultime per mettere in rete gli interventi ed ottimizzarli». Alle parole di Gabriele Sepio hanno fatto seguito quelle del Sindaco Nicola Marini: «In questi anni agli Enti Locali sono stati richiesti grandi sacrifici economici. Riduzione dei trasferimenti da parte dello Stato e spending review non ci hanno impedito di garantire alle fasce più deboli e a coloro più esposti alle conseguenze della grave crisi economica che abbiamo vissuto, il necessario sostegno. Abbiamo ritenuto giusto supportare i cittadini in difficoltà, a discapito di altri servizi. Ne siamo consapevoli, ma riteniamo che la centralità della persona debba essere il fulcro della nostra attività amministrativa».

L'iniziativa
L’incontro venerdì 26 maggio dalle ore 9 presso la Sala Formazione di Palazzo Savelli sarà un momento di confronto con professionisti e stakeholders del settore
immagine

 

ALBANO LAZIALE (RM) - L’Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Albano Laziale ha organizzato un incontro sul fenomeno della povertà, previsto per venerdì 26 maggio dalle ore 9 presso la Sala Formazione di Palazzo Savelli (Piazza Costituente, 1). Ospite dell’iniziativa sarà la Senatrice Anna Maria Parente, relatrice in Senato del Disegno di Legge sulla povertà. Quello della povertà è diventato un fenomeno sempre più complesso e diversificato. Povertà non solo materiale, ma anche di relazione. Due aspetti che si mescolano, creando condizioni di vulnerabilità sociale. L’incontro sarà un momento di confronto con professionisti e stakeholders del settore, utile per essere aggiornati sulle manovre di contrasto al fenomeno adottate sia dal Comune di Albano Laziale, sia dal Governo. Per maggiori informazioni è possibile contattare i recapiti telefonici 0693019541- 537. 

Politica
Nicola Marini: "E’ impensabile ipotizzare di scaricare i rifiuti di Roma sui territori dei Comuni limitrofi"
immagine



ALBANO LAZIALE (RM)
- Dopo le dichiarazioni rilasciate dal Sindaco di Roma durante la trasmissione “Porta a Porta”, in cui Virginia Raggi ha riferito in merito al “progetto” di individuare, al di fuori dei confini comunali, aree dove trattare e stoccare i rifiuti della Capitale, è intervenuto anche il Sindaco di Albano Laziale, Nicola Marini.
“Trovo improprie e inopportune le dichiarazioni del Sindaco Virginia Raggi. E’ impensabile ipotizzare di scaricare i rifiuti di Roma sui territori dei Comuni limitrofi. Non è mia intenzione dare giudizi sulla gestione dei rifiuti della città di Roma, a partire dalla contingente situazione del mancato svuotamento dei cassonetti, ma è bene chiarire che la soluzione non potrà certamente essere quella dichiarata a Porta a Porta. Non è colpa dei Comuni limitrofi se Roma, a distanza di un anno dall’insediamento del nuovo Sindaco, non ha ancora una programmazione realistica della gestione dei rifiuti, né del fatto che tra pochi giorni scadrà la deroga dell’Unione Europea, non rinnovabile, che consente a Roma di inviare i rifiuti all’estero. Ha avuto un anno di tempo per trovare una soluzione. Di sicuro la soluzione, non potrà essere quella di far diventare i territori circostanti la “pattumiera” di Roma. Nel nostro caso, Albano Laziale ha già dato molto, anzi ha già dato troppo. E’ sufficiente ricordare le ordinanze che fummo costretti a subire dell’allora Commissario Straordinario per la Gestione dei Rifiuti, Goffredo Sottile, per non parlare delle conseguenze derivate dai due decreti del Ministro Clini. Disposizioni che obbligarono a trattare i rifiuti provenienti da Roma nel nostro territorio. La città di Albano Laziale da molti anni è sede di un impianto di trattamento meccanico biologico (TMB) e della discarica a servizio dell’impianto, che è prossima all’esaurimento e che ha già dato molti problemi ambientali. Proprio per questi motivi è oggetto di revisione dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA). Non intendiamo, quindi, in nessun modo contribuire, ancora una volta, a risolvere i problemi di Roma Capitale. Ci opporremo con ogni mezzo amministrativo, legale e politico a tutela del nostro territorio”.

La rubrica
L’importanza dello sviluppo del gioco nei bambini dai 3 mesi ai 18 mesi
immagine

 

A cura della Dott.ssa Cristina Monaco

ALBANO LAZIALE (RM) - “I giochi dei bambini non sono giochi e bisogna considerarli come le loro azioni più serie”
(Michel de Montaigne)


Perché è importante giocare? Ma soprattutto, con cosa devo far giocare il mio bambino? Queste sono domande comuni che tanti si pongono quando entrano in relazione con un bambino, soprattutto se molto piccolo.
Con questo articolo propongo un viaggio nello sviluppo del gioco del bambino, analizzando le fasi evolutive e le necessità che lo caratterizzano, ma soprattutto cercherò di focalizzare l’attenzione su quanto il gioco sia collegato e come sostenga il maturarsi delle altre competenze del bambino, come le capacità motorie e il linguaggio. Sostenendo una capacità infatti stiamo garantendo il corretto sviluppo delle altre, e quindi uno sviluppo armonico di tutte le competenze.
Cosa è il Gioco?
Il gioco è parte centrale dello sviluppo psicomotorio del bambino ed assume un diverso significato nel corso della maturazione del senso di Sé, dell’indipendenza, delle abilità sociali e della creatività individuale.
Mediante il gioco il bambino sperimenta il rapporto con le persone, arricchisce la memoria, allena la concentrazione, studia cause ed effetti, riflette sui problemi, impara a controllare le emozioni, conosce la realtà circostante e arricchisce il vocabolario (Sheridan M,1984).
Tutto ciò si traduce nello sviluppo della personalità e nella realizzazione del bambino stesso.
Grazie al gioco il bambino potrà sviluppare una corretta coordinazione motoria e amplierà, grazie all’imitazione e alla sperimentazione, le possibilità di comunicare (giocare con l’altro) ed inserirsi in contesti sociali. Cercherà di creare Relazioni (con l’altro, con se stessi, con gli oggetti) ed esplorare il proprio corpo e le proprie capacità di agire.


Lo Sviluppo del Gioco

Nei primi due mesi non possiamo parlare di alcuna attività di gioco, poiché i movimenti scaturiscono principalmente da meccanismi riflessi innati.
Successivamente, già dal II mese il bambino esercita dei movimenti che producono piacere (inizia il gioco di tipo “motorio”).
Nei mesi successivi aumenta l’interesse per il proprio corpo e il bambino inizia a "giocare" muovendo di più la testa, le gambe, le braccia e le mani; aumentano le vocalizzazioni e compare il sorriso sociale.
Comincia una graduale partecipazione alle attività relazionali con i familiari, con particolare interesse per le persone e i visi: il bambino in questa fase osserva, ascolta, dà segnali di piacere (sorriso sociale e riso) quando si interagisce con lui. Aumentano le vocalizzazioni ripetitive: i bambini giocano con la capacità di produrre, differenziare e ripetere suoni.


Con cosa Giochiamo a 2-3 mesi?
Il principale interesse per i bambini di questa età sono le PERSONE che si prendono cura di loro (caregivers), i quali costituiscono importanti fonti di interesse, di gioco e di apprendimento, specialmente attraverso il GIOCO di ACCUDIMENTO quotidiano (routines: che comprendono l’allattamento, lo stare in braccio, chiacchierate a quattrocchi, filastrocche, cullare, massaggiare, bagnetto ecc.).
Altro fondamentale strumento ludico diventa il proprio CORPO, tutto da scoprire, in particolare la loro attenzione si focalizza sulle mani che possono guardare, mettere in bocca e succhiare.
Di cosa non hanno particolarmente bisogno in questo momento evolutivo? Di essere lasciati soli con dei giocattoli sonori o particolarmente grandi e pesanti, difficili da maneggiare. In questa fase il bambino non è particolarmente pronto ad usare GIOCATTOLI soprattutto meccanici, né Televisione nè Tablet. I giocattoli possono essere utili esclusivamente se animati o condivisi da mamma e papà in un momento di gioco.
Successivamente, nel periodo che intercorre tra i 3 e i 6 mesi del bambino, entriamo in una fase caratterizzata da un gioco maggiormente “attivo”, grazie a tutte le competenze motorie che il piccolo ha acquisito nell’ultimo periodo (sollevamento della testa dal piano, rotolamento sul pavimento e manipolazione dei piedi in posizione supina). Emerge l’interesse per gli oggetti, che cominciano ad essere afferrati con entrambe le mani e portati alla bocca per esplorarli e che migliorano la capacità di manipolazione degli oggetti (miglioramento della coordinazione occhio mano).
 

Con cosa Giochiamo intorno ai 3-6 Mesi?
Le persone che si prendono cura di del bambino costituiscono ancora il suo principale punto di riferimento, e continuano ad avere un ruolo importante nei momenti di gioco e nelle sue interazioni quotidiane soprattutto perché adesso con le vocalizzazioni si possono creare situazioni di ludiche condivise con loro (interazione VISO A VISO) e dare vita a piccole conversazioni (proto-conversazioni) che saranno importantissime per lo sviluppo del linguaggio. E’ fondamentale il dialogo tra madre e bambino basato sull’alternanza di turno, in una sequenza ben definita di sorrisi e vocalizzi, che andranno a costituire le basi di una conversazione consapevole più matura. Tra i 3 e i 6 mesi i giocattoli piccoli adatti ad essere afferrati, maneggiati e messi in bocca (piccoli, leggeri, con presa facile, lavabili) sono consigliati soprattutto se posti a portata di mano (non distanti o legati) poiché facilitano lo sviluppo dell’esplorazione e della coordinazione occhio-mano.
Grazie alle nuove abilità motorie acquisite in questa fascia di età (scalciare, rotolare, strisciare, talvolta riescono a rimanere seduti autonomamente) viene consigliato di lasciare giocare il bambino sopra una COPERTA o sul pavimento per permettergli di migliorare negli spostamenti e nella manipolazione degli oggetti.
Avvicinandosi il periodo che intercorre tra i 6 e i 10-12 mesi, la centralità dell’interesse del bambino si comincia a spostare gradualmente dalle persone verso l’oggetto e contemporaneamente cominciano i primissimi giochi sociali.
Da cosa è caratterizzata questa fase? Dalla ripetizione di piccoli gesti e dall’imitazione di ciò che il bambino vede e sente accadere intorno a lui. Inoltre adesso le nuove competenze motorie (stare seduti da soli, gattonare, stare in piedi e camminare) facilitano l’arricchimento del gioco del piccolo.
 

A cosa giochiamo tra i 6 e i 12 mesi?
In questo momento evolutivo abbiamo bisogno di giocattoli, ma soprattutto di oggetti di uso quotidiano, semplici e di vario materiale, che si possano esplorare con tutti e cinque i sensi, e che ricordino al bambino come essi vengono usati dalle persone che sono intorno a lui e che egli costantemente osserva, così da poter riproporre il loro corretto utilizzo durante il gioco. Adesso si possono proporre anche dei giocattoli che si muovono o che possono essere tirati mentre il bambino si muove, oppure si possono mostrare dei libretti morbidi da condividere con mamma e papà. I giocattoli "causa-effetto" (sonori, accattivanti) sono molto stimolanti per il bambino in questo momento.
Tutti questi oggetti proposti sono molto importanti per la crescita del bambino ma assumono un ruolo ancora più importante se vengono condivisi con i genitori.
 

CON COSA EVITIAMO DI GIOCARE?
Il Box ed il Girello, perché troppo poco stimolanti e limitativi per il bambino in questa fase di crescita; inoltre non sostengono adeguatamente l’acquisizione delle competenze motorie che devono ancora maturare completamente.
Evitiamo di proporre ai nostri bambini troppi giocattoli tutti insieme, perché non permettono un'esplorazione prolungata sul singolo e invogliano a cambiare continuamente gioco, non soffermandosi su alcuno di essi. Bisogna evitare giocattoli che contengono oggetti di piccole dimensioni e piccole parti, perché l’esplorazione orale degli oggetti sta diminuendo ma è ancora presente.
Superando i 12 mesi e la manipolazione funzionale dell’oggetto (usiamo gli oggetti come li usano i grandi, ad esempio il bicchiere per bere), adesso il bambino comincia ad manipolare ed esplorare anche più oggetti insieme: agisce su più oggetti contemporaneamente e cerca di comprenderne funzionamento e relazioni (ad esempio battere, strofinare, sovrapporre due oggetti fra loro).
Aumenta l’interesse per giocattoli complessi che sostengono la manipolazione e le funzioni cognitive (incastri geometrici tridimensionali e costruzioni), per giochi "causa-effetto" (costruire, disfare, indicare e nominare), per libri con azioni familiari (mangiare, dormire, giocare) che può cominciare ad associare al suo vissuto, e per filastrocche che espongono il bambino alla ritmicità.
 

CONCLUSIONI
Ricapitolando, nel primo anno di vita l’attività di gioco del bambino è di tipo prevalentemente motorio, concentrata sulla ricerca di sensazioni piacevoli e sulla conoscenza del mondo che lo circonda (Esplorazione). In particolare in questo periodo attraverso tale attività, il bambino sperimenta un gioco finalizzato alla ricerca di sensazioni che arricchiscano il «SE» che si sta strutturando anche grazie al gioco di interazione con i caregivers.
Successivamente, superando i 18 mesi e avvicinandoci ai 24 mesi il gioco cambia forma, e la centralità d’interesse passa totalmente dalle persone all’utilizzo dell’oggetto.
Precedentemente il bambino utilizzava un oggetto assegnandogli una funzione simbolica, ma l’oggetto doveva essere realisticamente simile alle sembianze dell’oggetto da rappresentare (sostituti simili nella forma o nella funzione, ad esempio un bastoncino può essere usato come un cucchiaio).
Avvicinandosi ai 24 mesi gli oggetti non hanno più bisogno di una connotazione per forma o per funzione al fine di simboleggiare l’oggetto da rappresentare (una chiave può rappresentare ed essere utilizzata come un telefono).
Le madri partecipano al gioco sia dando suggerimenti sia agendo in prima persona attraverso il gioco della finzione, che il bambino può osservare e imitare.
Vengono così poste le fondamenta di un gioco più maturo basato sull’astrazione, il GIOCO SIMBOLICO, che approfondiremo successivamente.


BIBLIOGRAFIA
 Baumgartener E., «il gioco dei bambini», ed. Carocci, Roma,2004
 Brazelton T.B., «Il bambino da 0 a 3 anni», Ed. Fabbri, Milano,2003
 Sheridan M., «il gioco del bambino, Ed. Raffaello Cortina, Milano, 1984
 Sheridan M., «Dalla nascita ai 5 anni», Ed. Raffaello Cortina, Milano, 2009
 Dépliant, « A che gioco giochiamo», Ospedale Pediatrico A. Meyer, centro Brazelton.
 Dépliant, «Giocando si impara», fondazione Pierfranco e Luisa Mariani, Neurologia Infantile, Milano, 2008.

 

Dott.ssa Cristina Monaco - Centro psicologia Castelli Romani

piazza Pia 21 00041 ALBANO LAZIALE



 

Inizio
<< 10 precedenti
Pubblicitá
SEPARATORE 5PX DISTANZIATORE
Tag cloud
Seguici su
Rss
L'Osservatore d'Italia Aut. Tribunale di Velletri (RM) 2/2012 del 16/01/2012 / Iscrizione Registro ROC 24189 DEL 07/02/2014 Editore: L'osservatore d'Italia Srls - Tel. 345-7934445 oppure 340-6878120 - PEC osservatoreitalia@pec.it Direttore responsabile: Chiara Rai - Cell. 345-7934445 (email: direttore@osservatorelaziale.it)
questo sito è stato realizzato con il CMS Journalist | About | Contact