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DISTANZIATORE
Allarme Ambientale
Intanto il Tribunale delle Acque ha rigettato il ricorso Acea
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BRACCIANO (RM) - Perquisizione dei carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico (NOE) di Roma negli uffici di Acea Ato 2 Spa. in piazzale Ostiense per sequestrare documentazione relativa alla captazione di acqua dal bacino del lago di Bracciano.

 

"In tempi di siccità come questi è impensabile perdere il 40% dell'acqua per tubazioni colabrodo". Lo ha detto in audizione in commissione Ambiente al Senato il ministro Gian Luca Galletti, secondo cui "il commissariamento di quei Comuni che ancora non aderiscono agli Enti d'ambito, come sul lago di Bracciano, è necessario e indifferibile". Bracciano, ha sottolineato, "si trova nella più grave emergenza idrica registrata nell'Italia centrale". "E' inaccettabile - ha aggiunto - che dei 300 miliardi di metri cubi d'acqua che in Italia piovono ogni anno, riusciamo a captarne solo l'11%. Uno spreco che un Paese come il nostro, che deve e dovrà fare ancor di più i conti in futuro con problemi di siccità, non si può permettere".

"La pianificazione ambientale non può in alcun modo essere vista in maniera distinta da quella del servizio idrico integrato - ha quindi spiegato Galletti -. Un percorso in cui esistono, inutile nasconderlo, alcune difficoltà". Il ministro, ricordando il lavoro degli Osservatori dedicati a favorire la "gestione ottimale" dell'acqua, ha rilevato che "per fronteggiare la situazione", la siccità, "abbiamo avviato un metodo di tipo 'proattivo', basato sul costante monitoraggio delle variabili idrometeorologiche e delle disponibilità idriche, sul continuo aggiornamento degli scenari, sull'individuazione e sulla predisposizione di misure ed interventi di prevenzione".

Galletti ha poi detto che "il presupposto di tutto questo è la riforma strutturale messa in campo con la nuova governance del settore.
La riforma, attesa da tempo, oltre a riallineare l'Italia con quanto richiesto dall'Europa, ha previsto la riduzione del numero degli Enti: da 7 Autorità di bacino nazionali e 30 Autorità di bacino interregionali e regionali siamo passati a 7 Autorità distrettuali, di cui 2 insulari".

 

Intanto il Tribunale delle Acque ha rigettato il ricorso Acea, a darne notizia è il deputato del Pd Emiliano Minnucci: “Il Tribunale delle Acque ha rigettato il ricorso che Acea aveva presentato contro la decisione della regione Lazio di bloccare i prelevamenti dal lago di Bracciano. Questa notizia - ha detto Minnucci -  ci fa tirare un vero e proprio sospiro di sollievo anche di fronte a quella posizione netta e intransigente adottata da Acea, soprattutto in quest’ultima settimana. Non stiamo parlando di una battaglia tra Acea e Regione Lazio, stiamo parlando di salvaguardare una risorsa ambientale che è andata incontro a un lento deterioramento per via delle continue captazioni delle acque. Acea, anche difronte a questa decisione del Tribunale delle Acque ha il dovere di relegare in un cassetto le polemiche e iniziare a trovare delle soluzioni alternative e consone per limitare il disagio idrico di Roma escludendo ovviamente ogni ipotesi di turnazione che, sulla base dei dati forniti da Piazzale Ostiense, non ha modo di esistere. Questa decisione segna un passo fondamentale per la nostra battaglia a tutela del Lago di Bracciano e non fa altro che sostenere con forza ciò che andiamo dicendo da oltre sette mesi”. 

L'emergenza idrica
L'ordinanza ha validità fino al 31 dicembre 2017
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Redazione

BRACCIANO (RM)
- Con due atti amministrativi, la Regione Lazio ha oggi determinato la sospensione del prelievo dell’acqua dal lago di Bracciano. Questa scelta è scaturita da diversi elementi. Innanzitutto, dal consolidarsi delle condizioni di deperimento del lago e, quindi, per determinare l’avvio di un’azione di salvaguardia relativa agli aspetti ambientali-naturalistici del bacino, con l’obiettivo di recuperare per quanto possibile la sua naturale integrità ecologica. Il decremento negativo del lago è stato dovuto essenzialmente a due fattori: al prelievo per l’approvvigionamento idropotabile e all’evaporazione, particolarmente intensa in relazione alle alte temperature, e aggravata dalla perdurante assenza di precipitazioni nei mesi scorsi.

In questo quadro, quindi, il Direttore regionale delle Risorse idriche ha oggi firmato l’ordinanza che impone ad Acea ATO 2 S.p.a. di azzerare ogni prelievo della risorsa idrica dal bacino del lago di Bracciano, entro e non oltre le ore 24 del giorno 28 luglio prossimo, onde consentire il ripristino del livello naturale delle acque del lago e della loro qualità. Acea ATO 2 S.p.a., inoltre, sarà tenuta a trasmettere alla Direzione regionale i dati giornalieri del livello idrometrico del bacino. L’ordinanza rivolta al gestore intende anche ricondurre nei corretti binari le quote di captazione stabilite. Tale ordinanza ha validità fino al 31 dicembre 2017.

Al contempo, l’Assessore alle Infrastrutture, Politiche abitative ed Enti locali, Fabio Refrigeri, ha firmato una missiva indirizzata alla Città metropolitana di Roma Capitale, affinché disponga quanto necessario per intimare, entro gli stessi tempi previsti dall’ordinanza, lo stop ai restanti impianti e dispositivi di captazione, pubblici e privati, che insistono sul Lago di Bracciano.

Il caso
Ecoitaliasolidale: "Se la situazione dovesse ancora una volta peggiorare riprenderemo la protesta”.
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BRACCIANO (RM) - Continua la forte preoccupazione per l'evidente basso livello delle acque del lago di Bracciano. A rinnovare l'allarme sono Piergiorgio Benvenuti e Vanda Soriente, rispettivamente Presidente Nazionale e Responsabile per il Lazio del Movimento Ecologista ECOITALIASOLIDALE. Il loro grido di denuncia arriva dopo le parole pronunciate dal sindaco di Roma Virginia Raggi: “Vorremmo sperare che le captazioni di Acea che interessano il Lago di Bracciano siano ridotte come ha ufficialmente comunicato in questi giorni la sindaca Raggi, in occasione dell'audizione presso la Commissione parlamentare Periferie, comunque proseguiamo a chiedere la sospensione totale perché il Lago sta morendo di sete come abbiamo potuto appurare questa mattina da un nostro sopralluogo”.


“La nostra preoccupazione iniziata sin dai primi mesi dell’anno è del tutto evidente, basti osservare il preoccupante livello idrometrico e gli isolotti che si stanno formando sullo specchio d’acqua, situazione
da indurre ulteriore preoccupazione per l’interessamento della cosiddetta fascia vitale dove si riproduce in equilibrio fauna e flora e che con l’aumento delle temperature esterne si determina una diminuzione di ossigeno sufficiente alla vita dei pesci, con un danno ambientale enorme”.

“Sino ad oggi sia a mezzo stampa che con manifestazioni sul posto insieme ai cittadini e ai nostri iscritti, abbiamo sentito la necessità di attivarci, ben prima quindi che l’emergenza siccità desse il colpo di grazia al lago di Bracciano. Non ci siamo neanche risparmiati gravosi giorni di sciopero della sete del nostro Presidente Benvenuti per cinque lunghi giorni ed a staffetta di tutti i dirigenti apicali dell’Associaszione, ma se la situazione dovesse ancora una volta peggiorare riprenderemo questa forma di protesta”.

“Come Ecoitaliasolidale, chiediamo ancora una volta di conoscere con la massima tempestività e trasparenza ciò che sta subendo in questi giorni il Lago alla luce della presa di posizione della Sindaca di Roma, chiediamo di verificare lo stato di saluto complessivo del Lago e di sospendere completamente le captazioni per non distruggere un patrimonio meraviglioso come il Lago di Bracciano, pronti a nuove iniziative ed a riprendere già da subito lo sciopero della sete”.



 

L'emergenza ambientale
"Superato il limite consentito ad Acea per 36 centimetri"
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BRACCIANO (RM) - Di seguito la nota congiunta dei Sindaci dei Comuni che si affacciano sul Lago di Bracciano, del Presidente del Parco Regionale di Bracciano e Martignano e del Presidente del Consorzio del Lago che ieri hanno inviato all’Autorità Idraulica l’intimazione e la diffida ad adempiere entro e non oltre il termine di 5 giorni dal ricevimento della stessa, per emettere in via d’urgenza l’ordinanza di interruzione delle captazioni, utile a ristabilire le compatibili oscillazioni dei livelli, avvertendo che, decorso inutilmente tale termine, i sottoscritti agiranno in tutte le ulteriori sedi ritenute opportune per far accertare ed emergere in capo ai responsabili, le gravissime responsabilità, inadempienze e i danni irreversibili causati all’equilibrio ecosistemico.

 

Ecco la nota congiunta:

"Dopo gli innumerevoli incontri e attività istituzionali intrapresi insieme alle massime autorità amministrative e governative già dal mese di marzo, nonostante la massima fiducia che stiamo riponendo nell’iniziativa della Regione Lazio attraverso l’operosità concreta dell’Assessore competente in materia Fabio Refrigeri e dell’impegno del Presidente Zingaretti, che già ci hanno riconvocati per aggiornamenti, abbiamo deciso di intraprendere una ulteriore iniziativa ufficiale inviando l’intimazione e la diffida per l’immediata sospensione delle captazioni da parte di ACEA dal nostro lago. L’ennesima iniziativa per scongiurare quello che, già a nostro avviso, è un disastro ambientale e che sta producendo una vera e propria morte lenta del lago con i suoi riflessi negativi sul sistema socio economico e archeologico che lo circonda, è per noi un ulteriore atto dovuto.


Premesso che, come tutti sanno con domanda del 26 settembre 1984, il Comune di Roma chiese all’allora Ministero dei Lavori Pubblici, per la propria azienda comunale oggi ACEA SpA la concessione di derivare dal lago acqua per usi idropotabili per la città di Roma; a fronte di tale richiesta il Ministero del Lavori Pubblici incaricò l’Ufficio Speciale del Genio Civile che scrisse ed invio’ una relazione istruttoria con la quale, tra l’altro: veniva indicato il sistema di posa delle tubazioni di captazione, indicate in m 1500 dalla riva e a 50 metri di profondità, ma soprattutto veniva espressamente affermato e previsto che nel manufatto delle condotte di captazione avrebbero dovuto essere istallate delle saracinesche di apertura e chiusura ed un sifone idraulico che serviva a provvedere a disinnescare automaticamente le condotte non appena il livello dell’acqua del lago scenda sotto la quota minima di metri 161,90 sul livello del mare.
Successivamente con DM del 16 giugno 1990 n.1170 il Ministero del Lavori Pubblici concesse all’azienda Comunale Elettricità Acque – ACEA di derivare dal lago di Bracciano per usi potabili, moduli medi 11 (1.100 al litri al secondo), con un valore massimo, in casi eccezionali, di moduli 50 (ovvero 5.000 litri al secondo), assicurandosi in tali casi, il mantenimento delle escursioni del livello del Lago nell’ambito di quelle naturali, subordinandola all'osservanza delle condizioni contenute nel disciplinare del 16.06.1989 nr. 12234, che faceva proprie tutte le prescrizioni indicate nei vari atti endoprocedimentali dell'autorizzazione.
In considerazione anche del fatto che, con protocollo di intesa sottoscritto nel 2015, denominato SMALL, la Regione Lazio, i tre Comuni del Lago, l’Ente Parco, il Consorzio del Lago, Città Metropolitana, Acea e Hydra Ricerche concordarono le attività comuni finalizzate a monitorare e regolare la quota dei livelli minimi e massimi del lago di Bracciano. In particolare venne assicurata l’attuazione del protocollo da un Comitato di indirizzo e controllo. Venne inoltre designata l’Autorità Idraulica, deputata ad esercitare compiti di Polizia idraulica e di pronto intervento su spiagge lacuali, superfici e pertinenze dei laghi. All’art. 7, ultimo comma, di detto documento venne stabilita e condivisa la quota di riferimento dello sfioro del Lago nel fiume Arrone, in metri 163,04, detta appunto zero idrometrico per il lago di Bracciano.


Con pochi semplici calcoli matematici elaborando i dati, in virtù della lettura eseguibile presso le stadie idrometriche, collocate sui piloni dei pontili, si può rileva ad oggi, una misura negativa di –1,50 metri dallo zero idrometrico. Difatti sottraendo dallo zero idrometrico ovvero da 163,04 metri, il livello minimo raggiungibile concesso per le captazioni prescritto, come abbiamo detto, in 161,90 metri sul livello del mare, si ottiene la misura di -1,14 metri. Sottraendo, inoltre, dalla misura negativa rilevata di -1,50 metri , la misura negativa di -1,14 metri, si ottiene come risultato – 36 cm che costituisce il valore eccedente in negativo della misura consentita. ACEA ha, pertanto, superato il limite ad essa consentito per 36 centimetri.

Va sottolineato che a fronte di tali gravissime violazioni si è verificato tra l’altro un ritiro del lago eccessivo di 10/15 metri, tale da interessare la fascia cosiddetta vitale, ovvero la zona nella quale si riproduce flora e fauna in mutuo equilibrio; l’ossigeno disciolto misurato alla profondità di un metro ed alla temperatura di 26°centigrati è risultato avere un valore strumentale di 2 milligrammi al litro invece che 5 milligrammi al litro. E’ evidente che con la sinergia del riscaldamento dell’acqua questa condizione di ridotta presenza di ossigeno potrà portare ad una moria di pesci. E che tali ulteriori fatti potrebbero configurare anche gravi violazioni delle disposizioni contenute nel nuovo testo unico dell'ambiente disciplinato dal D. Lgs 3 aprile 2006 nr. 152 e sue successive integrazioni e modificazioni. Abbiamo così valutato le violazioni di ACEA alle disposizioni contenute nella concessione e alle norme di legge in materia ambientale e richiamato il ruolo di vigilanza in capo all'autorità idraulica.
Ieri dunque abbiamo inviato all’Autorità Idraulica l’intimazione e la diffida ad adempiere entro e non oltre il termine di 5 giorni dal ricevimento della stessa, per emettere in via d’urgenza l’ordinanza di interruzione delle captazioni, utile a ristabilire le compatibili oscillazioni dei livelli, avvertendo che, decorso inutilmente tale termine, i sottoscritti agiranno in tutte le ulteriori sedi ritenute opportune per far accertare ed emergere in capo ai responsabili, le gravissime responsabilità, inadempienze e i danni irreversibili causati all’equilibrio ecosistemico."

 

Amministrative 2017
Il candidato Sindaco di Insieme per Nemi: "Perché Bertucci non ha detto che il 'bidone' lo pagheremo noi con un aumento in bolletta?
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Riceviamo e pubblichiamo


NEMI (RM)
- "Durante l'inaugurazione elettorale del 'bidone' Acea perché il candidato Sindaco Bertucci non ha detto che tutti noi residenti lo pagheremo con un aumento della bolletta dell'acqua? Sul predetto 'bidone' c'è scritto '' l'acqua del Sindaco'' ma dovrebbe far aggiungere ''che pagate voi mentre io faccio la campagna elettorale''. Aggiungo che con i meravigliosi fontanili che abbiamo a Nemi non vedo di certo il bisogno di una cosa del genere. C'è anche da considerare che non essendo collegato ad una 'tessera residente' chiunque può venire a prendere qui da noi 'l'acqua del Sindaco' intasando maggiormente piazza Roma. Siamo alla follia! '' Lo dichiara in una nota Stefano Tersigni, candidato Sindaco di Nemi con la lista civica 'Insieme per Nemi'.

Cronaca
Acea sta attuando le manovre correttive volte a determinare le normali condizioni di fornitura salvo imprevisti
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Red. Cronaca


CASTEL GANDOLFO (RM) - Mancanza di acqua in alcune zone di Castel Gandolfo - Via Spiaggia del Lago, Via Gramsci,Via dei Pescatori, Via dei Cappuccini, Strada Statale 72b Via Miralago, Via Vigna di Corte, Corso della Repubblica, Via Mazzini, P.zza della Libertà, Viale Massimo D' Azeglio, Via Ercolano, Via De Gasperi e limitrofe - a causa di un danno al cavo elettrico che alimenta il centro idrico Sforza Cesarini. Tre autobotti stazioneranno in Via Spiaggia del Lago, Via Gramsci, p.zza della Libertà dove Acea sta attuando le manovre correttive volte a determinare le normali condizioni di fornitura salvo imprevisti.

Il caso
I nuovi amministratori pentastellati: “Appena insediati abbiamo appreso che le fatture di pagamento risultano essere decuplicate"
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Red. Cronaca


ANGUILLARA (RM) - L’amministrazione comunale di Anguillara guidata da Sabrina Anselmo fa tana agli ex amministratori: sulla questione del servizio idrico sono tante le lacune che ha trovato il Movimento Cinque Stelle al governo della città. In questo caso si parla di contratti e bollette dell’acqua. L’amministrazione attuale ha preso in mano la situazione portando a casa un notevole risparmio per le tasche dei cittadini.

 

A spiegarci la situazione è la stessa amministrazione comunale. Il Comune di Anguillara Sabazia, fin dal 1957, dispone di un’utenza idrica fornita prima da Acea e, successivamente, da Acea Ato 2, proveniente dall’acquedotto del Peschiera che serve per la miscelazione con l’acqua comunale al fine di abbattere la presenza di arsenico e fluoruri nel pozzo del Montano, che è uno dei pozzi che attinge un’area molto vasta del comune di Anguillara Sabazia.


“Appena insediati – spiegano dall'amministrazione comunale - abbiamo appreso che le fatture di pagamento che di norma erano attestate intorno ai 13.000,00 Euro a trimestre, dal mese di giugno 2015, risultano essere decuplicate, ed in particolare di 170.061,37 € (fattura 2015/10864 del 17/06/2015), 116.971,03 € (fattura 2015/21581 del 24/08/2015), 238.364,17 € (fattura 2016012000017607 del 21/04/2016) e 117.742,64 € (fattura 2016012000029906 del 23/06/2016) per un totale di € 643.139,21. Allarmati da tale situazione, che avrebbe comportato un sostanziale aumento delle bollette per i cittadini, abbiamo appreso dagli uffici che tali fatture erano state parzialmente contestate e non pagate, senza capire il motivo di tali importi. Da un’analisi approfondita della delegata Silvia Silvestri – proseguono - siamo venuti a conoscenza che la precedente amministrazione, colei che regolarmente aveva richiesto l’ampliamento di portata da 6 litri/s a 14litri/s, aveva omesso di provvedere alla richiesta ed alla ratifica del nuovo contratto di fornitura con le nuove tariffe calmierate in base alla nuova portata”.


Tale omissione, ha di fatto lasciato in vigore il precedente contratto che prevedeva delle tariffe molto alte per l’eccedenza di acqua sopra i 6 litri/s, con contestuale sostanziale aumento delle spese, a seguito dell’imposizione della precedente giunta di immediato aumento di portata sino a 14 litri/s. Nei fatti, tale atto avrebbe comportato, senza l’intervento dell’attuale amministrazione, un sostanziale aumento delle bollette per i cittadini per i servizio idrico. Il Consigliere incaricato Silvia Silvestri, ha prontamente proceduto ad interfacciarsi con i funzionari di Acea Ato 2 e, dopo diversi incontri, è arrivata alla soluzione finale di ratificare un nuovo contratto di fornitura ed ad ottenere l’annullamento di tutte le fatture contestate (quindi tutte quelle da luglio 2015 in poi) con contestuale rimodulazione delle stesse con la nuova tariffa che rientrerà nella fascia più economica , con una erogazione base di 12 lt/sec ovvero 378.432,00 m³/anno.

Pertanto dalla firma del nuovo contratto si passerà da una somma che era arrivata a circa 500.000,00 euro/anno ad una somma annuale di €200.000,00 euro circa, scongiurando così un inevitabile aumento delle bollette per il servizio idrico comunale.
Unico aspetto negativo della vicenda è che il comune di Anguillara Sabazia sarà costretto a pagare comune la somma di €170.061,37 relativo alla prima fattura datata 17/06/2015 che di fatto non venne contestata dagli uffici comunali.

Di fatto quando viene riscontrato un danno economico dovuto a negligenze o ad omissioni dovrebbe intervenire la Procura della Corte dei Conti per appurare eventuali responsabilità riferite alla vicenda. Ci sarà da vedere ora se i nuovi amministratori pentastellati intenderanno seguire anche la via giudiziaria a ulteriore tutela delle tasche dei cittadini. Al momento va dato merito all’Amministrazione Anselmo di aver messo mano a questa annosa questione. 

L'inchiesta
Spesi 5.164,26 euro di soldi pubblici per nulla. Continua la gestione abusiva dei rifiuti vicino il pozzo d'acqua potabile
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di Ivan Galea


NEMI (RM) - L'Acea  dice NO alla realizzazione dell"isola ecologica di Nemi in via della Radiosa vicino al pozzo che serve acqua potabile alla cittadinanza. Questa la decisione presa nell'ultima conferenza dei servizi che interessa questo difficile iter di realizzazione di un'isola ecologica (attività di gestione rifiuti) proprio a 60 metri da un pozzo che fornisce acqua a tutta la cittadinanza con il rischio altissimo di contaminazione della falda acquifera.  Il progetto preliminare redatto dal Comune di Nemi non soddisfa Acea per numerosi motivi. Intanto è da premettere che Acea ha sollecitato più volte l’amministrazione Comunale a togliere i cassonetti dei rifiuti da via della Radiosa proprio perché la loro ubicazione non è idonea.

Il gestore del servizio idrico ha dato quindi parere sfavorevole alla realizzazione dell’isola ecologica in via della Radiosa
in conferenza dei servizi nonostante il Comune di Nemi avesse specificato che “l’isola ecologica sarà semplicemente un centro rifiuti urbani raccolti in modo differenziato, come previsto per legge, e non ci sarà nessuna gestione del rifiuto”. E proprio su questo punto invece Acea è stata inequivocabile e perentoria perché, leggi alla mano, ha evidenziato che l’art. 183 comma 1 lettera N del D lgs 152/2006 con il termine “gestione” deve intendersi “prelievo dei rifiuti compresa la cernita preliminare alla raccolta, ivi compresa la gestione dei centri di raccolta, ai fini di un loro trasporto nei centri di trattamento”.

In pratica l’Acea ha riportato ad litteram l’articolo di legge che L’Osservatore d’Italia non ha mai trascurato di citare negli articoli redatti fin dallo scorso mese di luglio 2016
e cioè che secondo l’art. 94 comma 4 del D. lgs 3 aprile 2006 n°152 la zona di rispetto è costituita dalla porzione di territorio circostante la zona di tutela assoluta da sottoporre a vincoli e destinazioni d’uso tali da tutelare qualitativamente e quantitativamente la risorsa idrica captata. In particolare nella zona di rispetto è vietata la gestione dei rifiuti. Come abbiamo già scritto non ci sono interpretazioni di sorta o rimedi tali da circumnavigare la legge: la gestione rifiuti vicino a un pozzo (e ricordiamo che intercorrono 60 metri di distanza tra l’area immondizia e il pozzo di approvvigionamento idrico) non può esistere per legge.

Continua la gestione abusiva Ma l’abusiva gestione dei rifiuti in quell’area continua nonostante i solleciti del gestore idrico, la richiesta di chiarimenti inoltrata dal Garante Regionale del Servizio Idrico l'Avvocato Paola Perisi, nonostante le comunicazioni del Parco regionale dei Castelli Romani che invitavano il Comune di Nemi a bonificare il sito. Più volte la situazione di gestione illecita dei rifiuti nel sito a 60 metri dal pozzo d’acqua è stata denunciata dall’associazione Italia Nostra per voce del suo rappresentante locale Vairo Canterani che insiste su quella che secondo lui è l'unica maniera che ha il Comune di Nemi di gestire i rifiuti tutelando l’ambiente, ovvero di consorziarsi con altri Comuni.


Spesi 5.164,26 euro di soldi pubblici per nulla Canterani evidenzia anche una gestione leggera dei soldi pubblici che pesa, soprattutto di questi tempi, sulle tasche dei cittadini, ricordando il fatto che l'amministrazione comunale di Nemi, prima della sciagurata scelta del sito in via della Radiosa a ridosso di un pozzo d'acqua potabile, aveva identificato come luogo per realizzare l'isola ecologica un'area adiacente il cimitero comunale spendendo 2.675,46 euro per la relazione del geologo e 2.488,80 euro per quella dell'Agronomo, per un totale iva inclusa di 5.164,26 euro. Infatti il Comune a corredo del progetto della variante urbanistica per la realizzazione dell'isola ecologica vicino al cimitero comunale aveva conferito all'agronomo  Francesco Abatini l’incarico per la predisposizione di una analisi vegetazionale e al geologo Alessandro Bianchi l’incarico per la predisposizione di una relazione geologica.

 

"Chi sceglie questi siti? - dice Canterani - Ma non bisognava saperlo prima che non erano adatti prima di conferire incarichi a professionisti? Perché spendere inutilmente dei soldi pubblici?"

A Nemi resta quindi, per ora, il problema di una raccolta differenziata che non riesce a decollare e che assiste a delle scelte che fino ad oggi si sono rivelate in netto contrasto con i vincoli che sussistono sul territorio.

 

E fatto ancora più grave è il proseguire di un'attività di gestione rifiuti in via della Radiosa che appare del tutto illegale in quanto effettuata in un'area situata vicino al pozzo di acqua potabile a dispetto di tutte le leggi che vietano una simile attività in presenza di un pozzo d'acqua potabile che serve la popolazione, a dispetto dei vari richiami fatti al Comune da parte degli Enti sovracomunali preposti e a dispetto della prevenzione della salute pubblica. 

L'INCHIESTA DE L'OSSERVATORE D'ITALIA - ARTICOLI PRECEDENTI:

06/10/2016 Nemi, rifiuti e acqua potabile: interviene il Garante del Servizio Idrico Integrato
03/10/2016 Nemi, gestione rifiuti vicino al pozzo dell'acqua: il Parco si è mosso ma non è il solo
29/09/2016 "Cose mai viste": a Nemi c'è un centro immondizia nel cuore del Parco
25/09/2016 Nemi, pozzo e rifiuti: via 4 cassonetti
02/09/2016 Nemi: se non è gestione dei rifiuti, cos'è?
06/08/2016 Nemi: chiudete quella discarica!
30/07/2016 Nemi, acqua potabile, discarica e Isola Ecologica: Osmari puntualizza
23/07/2016 Nemi, isola ecologica: Partecipazione Democratica "dondola" in Consiglio comunale
14/07/2016 NEMI, ECOCENTRO 'I CORSI': "UN PROGETTO IRREALIZZABILE"

Gestore idrico
L'ennesima rottura della conduttura Acea attende l'ennesima riparazione
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di Ivan Galea

 

NEMI (RM) - A Nemi ritorna il “fiume dei Lecci”, così è stato infatti ribattezzato il corso d'acqua che ogni tanto riappare nella zona nord del paese delle fragole. Si tratta in realtà di una copiosa perdita, dovuta all'ennesima rottura delle tubature Acea, che da ieri fuoriesce dal sottosuolo invadendo la strada e generando appunto un vero e proprio fiume di acqua.

 

Ormai sono anni che puntualmente si verificano rotture delle condutture Acea in quel punto e sono anni che i residenti assistono alle riparazioni tampone effettuate dagli incaricati del gestore idrico. Quanto altro tempo occorrerà attendere ora per assistere all'ennesima riparazione? E quanto tempo passerà fino alla prossima rottura? Intanto il contatore gira e Pantalone paga.

La nota
Fontana: "Subito dopo la pausa ferragostana, sarà mio impegno aprire un Tavolo di Lavoro con i colleghi Sindaci"
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Red. Politica
GROTTAFERRATA (RM)
- Il primo cittadino di Grottaferrata, Giampiero Fontana interviene con una lunga nota su quelle che sono le innumerevoli perdite di acqua che si verificano nel territorio cittadino, sulle responsabilità del gestore idrico Acea fino a parlare dell'assemblea dello scorso 27 luglio che si è svolta tra i Sindaci di ACEA Ato2 presieduta dal sindaco di Roma Virginia Raggi.

Ecco la nota del sindaco di Grottaferrata

"In questi giorni, come purtroppo sovente accade, vi sono alcune perdite d’acqua sul territorio del Comune di Grottaferrata. Il disservizio, oltre che fastidioso alla vista, è assolutamente deprecabile per lo spreco della preziosa risorsa idrica. Sia da Consigliere comunale, prima, che da Sindaco, dal giugno 2014, ho condotto un’azione di costante monitoraggio e segnalazione agli Uffici preposti. Oggi, spesso, contatto direttamente ACEA sollecitando gli interventi dovuti.

Non tutti i Cittadini sanno che dal 2002, in virtù di una sciagurata Convenzione siglata tra il Sindaco pro tempore del Comune di Grottaferrata e l’ACEA, il Servizio Idrico Integrato è gestito in assoluta autonomia dall’ACEA Ato2 (dove Ato sta per “Ambito territoriale ottimale 2”, ossia i 120 Comuni della Provincia di Roma, oltre la Capitale). Di fatto, in esito alla Legge n. 36 del 05 novembre 1994 (“Disposizioni in materia di risorse idriche”, più nota come “Legge Galli”), i Comuni hanno “ceduto” le rispettive competenze in materia di gestione delle risorse idriche a soggetti unici, nel caso di Grottaferrata ad ACEA. La Convenzione siglata tra ACEA e il Comune di Grottaferrata ha durata 25nnale e scadrà, pertanto, nel 2027...

Giova porre in evidenza che la Città di Roma Capitale vanta il 51% del potere decisionale nell’Assemblea dei Sindaci dei 121 Comuni, in quanto azionista di maggioranza di ACEA. In altri termini, nulla può essere deciso senza il benestare del Sindaco di Roma e questo già denota l’assoluto squilibrio del modello gestionale, anche e soprattutto in termini di indirizzo e controllo politico.

Grottaferrata, come tutti i Comuni, sino al 2002 aveva i propri “Fontanieri”, ossia i dipendenti comunali che si occupavano delle risorse idriche. Memorabili, tra questi, i compianti Nello CONSOLI e il mitico “GEGÉ” (Cupelli), che facevano ben funzionare il Servizio Idrico e conoscevano palmo a palmo il territorio e la rete di condutture nel sottosuolo.

Con il passaggio ad ACEA della titolarità del Servizio Idrico Integrato (acqua potabile e fognature), l’Amministrazione comunale ha perso qualsiasi possibilità di incidenza, in termini concreti, sulla conduzione del Servizio medesimo. Il motivo è duplice: la Convenzione non prevede, come “colpa grave” a cui ricorrere per impugnare l’atto e tentare la rescissione, le ricorrenti perdite d’acqua dal sottosuolo, né i perduranti ritardi con cui le Ditte subappaltanti di ACEA intervengono in presenza delle perdite medesime.
La Convenzione prevede che l’intervento dovrebbe avere luogo entro le 72 ore successive dalla ricezione della segnalazione del guasto o dell’inefficienza. Tale termine temporale, peraltro già di per sé lungo (3 giorni pieni), non viene praticamente mai rispettato dalle Ditte incaricate. Il motivo sembra risiedere nell’elevato numero di Comuni che ogni singola Ditta subappaltante deve sovrintendere quale area d’intervento designata, ergo vista anche la notevole vetustà delle reti idriche comunali, accade sovente che la medesima Ditta sia chiamata ad intervenire su più Comuni allo stesso tempo. Essendo ciò impossibile, la Centrale Operativa di ACEA, riceve le segnalazioni dai Comuni ed assegna alle stesse un ordine di priorità (probabilmente sulla base della data e dell’ora di arrivo).

Le 72 ore, come detto, non vengono mai rispettate, salvo casi di particolare gravità. Ne consegue che il Sindaco di un Comune, incluso Grottaferrata, può fare ben poco se non sollecitare ad ACEA gli interventi. I Cittadini, giustamente, deprecano le situazioni di perdurante perdita d’acqua, invocando la soluzione al problema e prendendosela con l’Amministrazione comunale, anche se la titolarità del Servizio risale ad ACEA. Nel maggio del 2015 mi sono personalmente recato dal Presidente di ACEA, portando con me un nutrito dossier con tutti i disservizi accumulatisi negli anni sul territorio comunale (oltre ai ritardi nella riparazione delle perdite d’acqua, le difficoltà sui nuovi allacci in fogna, le carenze idriche in talune zone, ed altri inconvenienti per la popolazione).

Riguardo le perdite idriche, concordammo che il Comune di Grottaferrata avrebbe redatto un elenco di zone in cui erano più ricorrenti i guasti, in modo da effettuare interventi di bonifica, ossia la sostituzione di interi tratti della rete idrica. Interventi che, ragionevolmente, avrebbero consentito ad ACEA notevoli risparmi in luogo degli ingenti costi dovuti ai continui (e ripetuti) interventi sulle perdite d’acqua.

Ciò fu fatto e l’elenco venne inviato ad ACEA. Vi fu, dopo alcuni mesi, un intervento su Via Federico Marinetti, effettivamente realizzato per sostituire la tubazione idrica. In quella Via, da allora, le perdite d’acqua, prima frequentissime, non si sono più verificate. Purtroppo, per incuria della Ditta incaricata da ACEA, nel ripristinare il tappetino di asfalto sull’intera strada sono stati chiusi anche i tombini e le caditoie. Il Comune ha aperto una pratica in cui diffida ACEA a intervenire per sistemare l’inconveniente ed ha sollecitato la sistemazione. A parte ciò, come detto in quella strada l’acqua non fuoriesce più (e quella era la Via in cui, nel giugno 2014, le tubature dell’acqua saltate invasero le condutture del gas, creando gravissime problematiche a tutta l’area circostante e non solo…).

Dopo l’intervento su Via Marinetti, ACEA non ha effettuato altri interventi. Ho personalmente sollecitato la presidenza e tutti gli Uffici competenti di ACEA, ma ad oggi nulla. Continueremo a sollecitare.

Venendo all'attualità, ci tengo a che i Cittadini di Grottaferrata sappiano alcune cose. Mercoledì 27 luglio scorso, a Roma, nella Sala dei Prefetti (aula dell’assemblea della Città Metropolitana di Roma Capitale, ex Provincia di Roma), si è svolta l’assemblea dei Sindaci di ACEA Ato2, ora presieduta dalla neo Sindaca di Roma, l’Avv. RAGGI del Movimento Cinque Stelle. A parte alcune clamorose gaffe della neo Sindaca, anche in spregio alla democrazia ed alle norme che regolano lo svolgimento dei lavori di assemblee rappresentative della volontà dei Cittadini, la stessa ha rivendicato a gran voce la scelta di aver chiesto ad ACEA la modifica del Piano delle Tariffe 2016-2020, ottenendo, a suo dire, uno stop agli aumenti della bolletta dell’acqua per il 2016, contrariamente a quanto accordato ad ACEA dall'Autorità dell’Energia.
In effetti, nelle bollette idriche per il corrente anno i Cittadini dell’Ato2 non troveranno aumenti. Ma la realtà nel suo complesso, purtroppo, è ben diversa. E vediamo perché. L’incremento tariffario previsto da ACEA, anche per il 2016, era pari al 4,9%. La Delibera approvata dalla RAGGI e da altri Sindaci (non da me, avendo io votato contro in nome e per conto del Comune di Grottaferrata), costerà una “stangata” posticipata agli utenti dovuta alla compensazione frutto del riconoscimento di un onere finanziario ad ACEA.
In pratica, sui mancati introiti che si determineranno in virtù della dilazione dell’aumento della tariffa, ACEA ha avuto riconosciuto un interesse che sarà poi caricato sugli utenti a partire dalle bollette del 2017, più salate rispetto a quanto era già previsto dagli aumenti concordati. In soldoni, la decisione della RAGGI (ricordo che

il Comune di Roma ha il 51% dei voti in assemblea, quindi fa e disfa a suo piacimento, in barba agli altri 120 Comuni della Provincia…), comporterà un aumento tariffario, nel periodo 2017-2020, di oltre 5 milioni di euro, rispetto agli aumenti che ACEA, con il placet dell’Autorità garante, aveva programmato nel quinquennio. Di questi 5 milioni dovranno farsi carico, loro malgrado e in quota-parte, anche i Cittadini di Grottaferrata…
Nel mio intervento, prima del voto contrario alla Delibera, ho ricordato alla RAGGI che nel febbraio scorso, durante un’assemblea dei Sindaci che non aveva raggiunto il quorum proprio per la mancanza di Roma Capitale (allora governata dal Prefetto TRONCA), i primi cittadini di circa l’80’% dei 121 Comuni dell’Ato2, presenti in Aula, avevano votato un Ordine del Giorno volto a sollecitare la soluzione delle innumerevoli problematiche derivanti, in tutti i Comuni della Provincia di Roma, dalla (mala)gestione in capo ad ACEA del Servizio Idrico Integrato. Il sottoscritto Sindaco di Grottaferrata aveva fatto inserire in quel documento la richiesta di costituire un Gruppo di Lavoro, un Tavolo Tecnico o un similare Organismo, composto dai Sindaci, finalizzato a valutare la possibilità di modificare l’attuale Convenzione ACEA-Comuni, per riequilibrare lo strapotere di Roma Capitale forte del suo 51% in Assemblea, oltre a rivedere alcuni punti critici, come l’impossibilità di rescindere la Convenzione per colpa grave in caso di inadempienza di ACEA sugli interventi di manutenzione o di riparazione, o sui mancati investimenti ed altre ulteriori inefficienze.
Ho altresì chiesto alla RAGGI di prevedere che le penali pagate ad ACEA dalle Ditte subappaltanti, a fronte dei ritardi negli interventi sui guasti segnalati, siano destinate ai Comuni interessati. Vediamo se vorrà tenere conto di ciò. Seppure ridotti, gli importi delle penali potrebbero costituire un minimo ristoro per le amministrazioni comunali.


Inoltre, insieme al Sindaco di Lariano, l’amico CALICIOTTI, abbiamo sottoscritto e presentato un emendamento alla Delibera sul Piano Tariffario nel quale chiedevamo di prevedere nessun aumento nell'intero quinquennio 2016-2020, rimodulando in diminuzione gli investimenti previsti a fronte degli stessi aumenti.
La RAGGI ha dichiarato l’impossibilità di emendare la Delibera a mente del Regolamento. Ho chiesto quale fosse l’articolo del Regolamento che impediva di emendare una Delibera. Il Segretario Generale della Città Metropolitana, a supporto dell’Assemblea dei Sindaci, ha dichiarato che non esistevano impedimenti a emendare Delibere da parte dei Sindaci, ovviamente subordinando ciò alla volontà a maggioranza degli stessi.
Ciononostante, la neo Sindaca ha ritenuto di non accogliere, né di porre in discussione (e votazione) tale emendamento, mettendo ai voti la Delibera cosí come da lei proposta, in spregio alla volontà di altri Sindaci democraticamente eletti…
A mio avviso, gli aumenti concessi ad ACEA, sono assolutamente ingiustificati. Semmai dovrebbe essere ACEA a ridurre le bollette visti i pesantissimi disservizi che caratterizzano il Servizio Idrico Integrato nell’Ato2: fatiscenza della rete idrica e continue perdite d’acqua, ritardi negli interventi sui guasti, ritardi negli allacci in fogna o negli allacci di nuove utenze idriche, mancati investimenti su gran parte dei territori, come quello di Grottaferrata (mal)gestito da ACEA da ben 14 anni…

Da ultimo, desidero che i Cittadini sappiano un’altra cosa: nei giorni scorsi, l’Ufficio Tecnico ha predisposto, per la mia firma, la consueta Ordinanza sindacale per contenere il consumo dell’acqua durante il periodo estivo. Ho restituito la bozza di Ordinanza, dichiarando che non avevo nessuna intenzione di firmarla, se non altro per non cadere nel ridicolo ed evitare che i grottaferratesi potessero sentirsi presi in giro… Con tutte le perdite che, purtroppo, continuano a verificarsi, quale senso avrebbe avuto un’Ordinanza che richiamava al risparmio dell’acqua? Quest’anno niente Ordinanza. Almeno quello, per quanto potrà servire…
Concludo scusandomi con tutta la Cittadinanza per quanto continua ad accadere, seppure per responsabilità di ACEA e benché con minore frequenza rispetto al passato grazie alla nostra costante attenzione.

Subito dopo la pausa ferragostana, sarà mio impegno aprire un Tavolo di Lavoro con i colleghi Sindaci che vorranno partecipare, al fine di studiare tutte le soluzioni possibili (anche e soprattutto in termini legali), per porre fine allo scempio del disservizio idrico di ACEA ed ottenere ciò che ai Cittadini è dovuto, atteso che l’acqua è, indiscutibilmente, il bene primario per eccellenza.
Giampiero FONTANA
(Sindaco di Grottaferrata)"

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