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Il restauro
Roma, fontana nei giardini di viale Tiziano: ricostruita grazie ai mecenati olandesi
14/07/2017 20:11:00
Terminato il restauro, articolato e complesso, condotto per la prima volta da una equipe transnazionale Italia-Olanda


di Gianfranco Nitti

ROMA - A circa un mese dalla presentazione del restauro della Fontana delle Api (9 giugno), è stata restituita (14 luglio) alla pubblica fruizione la fontana nei giardini di Viale Tiziano dopo il complesso intervento di ricostruzione e restauro condotto, per la prima volta, da una equipe “transnazionale”, composta da tecnici italiani e olandesi. Anche il restauro presentato oggi è stato possibile grazie all’atto di mecenatismo della comunità olandese (nello specifico: le Società Koninkjike Woudenberg – Meesters In – Janssen de Jong Groep, oltre a fondi ricevuti da un gruppo di imprenditori di Rotterdam, l’Associazione Salviamo la Barcaccia, che ha raccolto dei fondi da parte di persone private e giuridiche ivi inclusi la città di Rotterdam, il blog/piattaforma crowd funding “Scusa Roma” e il Celeanum Gymnasium) che si è adoperata  per finanziare i lavori di ripristino delle due fontane, per un importo complessivo pari a circa 100.000 euro, come generoso gesto simbolico verso la città di Roma dopo gli atti vandalici compiuti il 19 febbraio 2015 da alcuni hooligans olandesi, in città per la partita di calcio tra A.S. Roma e Feyenoord, alla fontana della Barcaccia.


I lavori alla Fontana di Viale Tiziano, avviati il 13 marzo scorso, con la progettazione e la vigilanza della Sovrintendenza Capitolina, sono stati eseguiti dalla Meesters In (Ameide, Olanda), controllata dalla Società Reale Olandese Koninklijke Woundenberg. Tali società sono specializzate in restauro architettonico e sono altresì note per famosi lavori di restauro nei Paesi Bassi, come quelli del Rijksmuseum ad Amstrerdam ed il Mauritshuis al’Aja.  La collaborazione della CBC Conservazione Beni Culturali coop (Roma) ha costituito l’occasione per un proficuo ed innovativo scambio di competenze tecnico-scientifiche tra Italia e Olanda.
Durante l’inaugurazione la comunità Olandese ha regalato dei fiori nei colori di Roma e delle rose rosse a Roma e il suo popolo come segno di amicizia e riconciliazione.
Erano presenti alla cerimonia di riconsegna del manufatto ai cittadini, allietata dalla banda della Polizia di Stato, il vice sindaco ed assessore alla Cultura, Luca Bergamo, il Sovrintendente Capitolino ai Beni Culturali, Claudio Parisi Presicce, il Ministro dell’Ambasciata olandese in Italia, Joost Klarenbeek, L’ Amministratore Delegato di Koninklijke Woudenberg, Louis Camps, Il Presidente dell’Associazione Salviamo La Barcaccia, Angela Mannaerts.

Il restauro

L’intervento di ripristino della fontana realizzata attorno al 1930-1933, si è articolato in più fasi. Dopo una attenta progettazione preliminare in cui sono stati valutati i danni, prodotti dalla caduta di un pino nel marzo 2015,  e si è studiato come recuperare le parti della fontana non completamente distrutte, i lavori sono stati avviati il 13 marzo 2017. Il cantiere è stato subito messo in sicurezza con la rimozione delle parti pericolanti e dei detriti in malta cementizia, il fusto è stato smontato attraverso l’esecuzione di cinque tagli orizzontali e le parti restaurabili sono state portate in laboratorio per l’avvio del restauro.
Dopo questa delicatissima fase di separazione dei frammenti, le due équipe hanno lavorato ciascuna nella propria sede: a Utrecht la ditta Meesters In ha ricostruito le nuove parti (catino intermedio e fusto centrale) sulla base del  rilievo 3D con materiali analoghi all’originale; a Roma la Cooperativa CBC ha restaurato i pezzi originali, (catino sommitale con fiore), liberandoli da oltre 50 kg di calcare. È stato possibile ricostruire i nuovi pezzi identici per forma e dimensioni agli originali grazie a un complesso lavoro che di nuovo ha visto la collaborazione dei tecnici italiani e olandesi. Durante la fase preliminare erano infatti state eseguite le delicatissime operazioni di misurazione dei frammenti e degli elementi integri, era stato fatto un attento confronto con la fontana seicentesca di Villa Borghese (che è stata il modello di De Vico per questa di Viale Tiziano), e infine si era ottenuta la restituzione grafica tridimensionale del manufatto. Su questa base, attraverso tecnologie a controllo numerico, sono state ricostruite le nuove parti, non prima però di avere inviato alla Sovrintendenza Capitolina i campioni di calcestruzzo preparati perché ne fosse valutata la compatibilità - cromatica, granulometrica e strutturale - con i frammenti originali.
La programmazione delle attività è stata molto complessa e ha richiesto il concorso di diverse competenze: restauratori, storici dell’arte, ingegneri, geometri, esperti di idraulica, giardinieri si sono avvicendati in cantiere per preparare l’area al rientro dei pezzi dai laboratori. Si è quindi provveduto anche al ripristino dell’area di rispetto della fontana: la pavimentazione, le sedute circolari e i bordi della grande vasca sono stati puliti dal calcare, dalle patine biologiche e dalle scritte vandaliche, nonché reintegrate dove necessario. Inoltre è stato rimosso quel che rimaneva del tronco del pino caduto ed è stata riempita la buca lasciata dalle radici.
Particolarmente delicata è stata la realizzazione del progetto della nuova struttura portante della fontana e del nuovo impianto di adduzione dell’acqua, che, per problemi tecnici, non alimentava la fontana già da prima della caduta del pino.
La progettazione strutturale è stata necessariamente perfezionata a seguito dei tagli eseguiti sul fusto, con lo studio del sistema di assemblaggio tra le parti restaurate e quelle nuove e con l’elaborazione del nuovo impianto idrico.
Si sono inoltre eseguiti carotaggi preliminari alla realizzazione dell’armatura di fondazione e alla realizzazione della nuova struttura metallica di sostegno della fontana, nonché all’alloggiamento del nuovo impianto idrico realizzato a cura del Dipartimento Sviluppo Infrastrutture e manutenzione urbana, grazie al quale è stato possibile con ACEA ripristinare l’adduzione idrica, interrotta da anni.


Le operazioni si sono concluse con la delicatissima fase di assemblaggio delle nuove parti e di quelle restaurate che tramite un braccio meccanico sono tutte state infilate sul tubo in acciaio che è sia struttura portante della fontana che alloggiamento delle condutture idriche.

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