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Il reportage
Anguillara: addio al viale alberato della residenza Claudia
02/07/2017 11:17:00
Ci vogliono poche ore per abbattere un albero e anni e anni per farlo crescere


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di Emanuel Galea


ANGUILLARA (RM) - Roma non docet è il caso di dire riguardo l’ennesima strage di alberi avvenuta ad Anguillara, questa volta sul viale di ingresso della residenza Claudia dove fino a qualche giorno fa erano presenti dei pini pluriennali su ambo i lati della via. Il problema, per l’ex viale alberato, il manto stradale invaso dalle radici degli alberi che ombreggiavano la passeggiata e che provocavano sobbalzi agli automobilisti in transito col rischio di danni ai mezzi.


Eppure per risolvere il problema si poteva prendere in considerazione quanto messo in atto a Roma usando il fondo ecopass:
“Le radici si propagano in superficie perché nel terreno in basso non trovano né acqua né sali minerali né quant’altro necessario alla loro sopravvivenza.” Ha spiegato l’esperto agronomo Alessandro Giaimi illustrando in che modo agire sulla circonvallazione di Messina dove il manto stradale presenta il problema delle radici degli alberi. “Una volta reperite le risorse – ha proseguito Giaimi - le soluzioni sono due: la più drastica riguarda l’abbattimento degli alberi pericolosi ed ha un costo di circa 350 o 400 euro a pianta; la seconda prevede interventi per la conservazione della pianta, facendo restare sotto terra le radici. È leggermente più costosa, circa 450 o 500 euro a pianta, ma sarebbe di sicuro preferibile, compatibilmente con le risorse economiche. Queste somme, - ha spiegato l’agronomo - comunque, riguardano solo la parte agronomica. Ci sono poi le spese relative allo scavo e al ripristino. Il totale potrebbe lievitare ad un costo di circa 800 euro per l’abbattimento di un albero o di 1000 euro per la sua conservazione.”

E così, nell’indifferenza generale, soprattutto quella dei cosiddetti ambientalisti locali, una decina di pini pluriennali sono stati abbattuti, o meglio sono stati troncati, mozzati,  recisi…  Oggi è sparita un’altra parte di Anguillara. Nessuna domanda per chi ha deciso in solitaria di distruggere quei pochi pini che erano rimasti seminando pezzi di tronchi mozzati che ora spuntano dal suolo o che sono dispersi per terra. Che fine faranno ora questi tronchetti? Il pino, legna da ardere in inverno ha una quotazione di tutto rispetto. Chi libererà il Comune da questo ingombro?


Ci vogliono poche ore per abbattere un albero e anni e anni per farlo crescere. Non è un luogo comune. È solo buon senso, ma sembra che ad Anguillara sia morto tanti anni fa.
 

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