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I dati
Rogo Pomezia, ecco la conferma: l'amianto c'è
09/05/2017 14:54:00
L’ONA stima che solo in Italia, nel 2016, sono decedute più di 6mila persone

 

di Marco Staffiero

 
POMEZIA (RM) - Un'altra storia tutta italiana. Tra scambio di accuse tra le parti politiche e continui voltafaccia la siuazione a Pomezia rimane drammatica. Proprio oggi intanto è arrivata la conferma definitiva della presenza di amianto  sulla copertura del capannone di stoccaggio rifiuti Eco X.  Il procuratore di Velletri Francesco Prete, che indaga per l'ipotesi di incendio colposo sul rogo fa sapere in una nota che la Asl ha comunicato "i primi e parziali esiti delle analisi su campioni, ovvero frammenti di lastre ondulate della copertura interna ed esterna al capannone, repertati sul sito" e dalle prime verifiche "ha rilevato la presenza di amianto sul materiale campionato, pur non essendo ancora in condizione di misurare l'entità di tale sostanza nociva e, di conseguenza, il grado di inquinamento eventualmente generato dal cemento amianto".
 
"Tale risultanza - sottolinea il procuratore - verrà portata a conoscenza delle competenti autorità amministrative già oggi. L'Arpa sta svolgendo verifiche sulla presenza nell'aria di particolato, di diossina e di idrocarburi. Sono pertanto in evoluzione i piani di monitoraggio di Asl e di Arpa al fine di valutare l'impatto delle emissioni nell'aria e sul suolo e si prevede che nella giornata di venerdì 12 maggio possano pervenire alcuni dati significativi". Senza allarmismi, ma è doveroso da parte delle istituzioni tutelare la vita e la salute dei cittadini. L’amianto provoca patologie fibrotiche (asbestosi, placche pleuriche, ispessimenti pleurici) e cancerogene (mesotelioma, tumore polmonare, cancri degli altri organi delle vie aeree e gastrointestinali) con tempi di latenza che possono arrivare fino a 40 anni. Non sussiste una soglia al di sotto della quale il rischio si annulla e anche poche fibre possono essere sufficienti per provocare il mesotelioma e altre gravi patologie.
 
L’ONA stima che solo in Italia, nel 2016, sono decedute più di 6.000 persone per esposizione ad amianto. Cosa ci stiamo respirando?, cosa mangeremo e quante ciminiere sono presenti nel Lazio e non solo pronte ad esplodere facendo ingerire veleno ai cittadini? Troppo spesso qualunquismo, superficialità, mancanza di professionalità e chiusura ideologica hanno bloccato la strada ad un seria e diretta politica di salvaguardia ambientale. La nutura è vita dobbiamo amarla e rispettarla. Quando dovremmo uscire con la maschera antigas sarà troppo tardi.
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