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Il Caso
Nemi, rifiuti e acqua potabile: a.a.a. cercasi tutori della Legge
03/05/2017 10:00:00
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Intanto a Nemi si spendono soldi pubblici per mettere foto trappole sul territorio al fine di scoraggiare la pratica dell'abbandono dei rifiuti

 

di Angelo Parca


NEMI (RM) - Persiste a Nemi la situazione di pesante degrado in via della Radiosa dove esiste un'area recintata con tanto di cancello che viene utilizzata dalla società incaricata dal Comune per la raccolta dei rifiuti per il carico e scarico della spazzatura.

Una situazione, quella dell'area rifiuti, che non può esistere per legge in quanto a circa 60 metri di distanza è presente un pozzo che serve acqua potabile alla popolazione. Una situazione che questo giornale va denunciando dallo scorso mese di luglio, documentando con foto e filmati l'illecita attività di gestione rifiuti in una zona, lo ripetiamo, espressamente tutelata dalla normativa.

Grande preoccupazione, quindi, da parte di molti cittadini, per le sorti di un pozzo d'acqua che rappresenta una delle fonti principali di approvvigionamento d'acqua potabile.

Una situazione che sicuramente avrebbe meritato una maggiore attenzione da parte delle pubbliche istituzioni
che sono a conoscenza, ormai da quasi un anno, di questa area abusiva e mai autorizzata da nessuno a gestire i rifiuti e che è addirittura adibita a parcheggio dei mezzi della Lazio Ambiente.

A mostrare una certa attenzione alla grave problematica dell'acqua di Nemi il Garante Regionale del servizio idrico
che aveva convocato il sindaco di Nemi e il direttore di questo quotidiano per lo scorso 27 Aprile 2017, ma il primo cittadino di Nemi a causa di "sopraggiunti impegni" aveva disdetto l'appuntamento.

Intanto a Nemi si spendono soldi pubblici per mettere foto trappole sul territorio al fine di scoraggiare la pratica dell'abbandono dei rifiuti. Ultimamente sono stati spesi infatti 6.100,00 euro per la Ditta Aquila 13 di Grottaferrata per "il servizio di estrapolazione di immagini, identificazione di eventuali trasgressori e relazionare al fine di contestazione di eventuali illeciti per mesi due con decorrenza 10.04.2017". Un buon deterrente, invece, sarebbe quello di smantellare immediatamente l'area abusiva in modo da rendere un servizio utile ai cittadini, scoraggiando coloro che senza troppi sensi di colpa, visto che la stessa Lazio Ambiente carica e scarica i rifiuti,  lasciano la spazzatura in via della Radiosa.

Per il momento la situazione è quindi immutata rispetto le denunce presentate dal nostro quotidiano a luglio 2016. Continueremo a seguire questo caso fino a quando in via della Radiosa non vedremo smontati definitivamente paletti, rete, cancello e tolti i cassonetti in un'area che deve essere tutelata per legge.          
 

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