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Vaccini obbligatori nei nidi, pediatri ed esperti Aifa in audizione alla Regione Lazio
15/02/2017 11:03:00
Maria Corongiu (Fimmg) è favorevole all'obbligatorietà dei vaccini e all'impianto della proposta di legge. Mentre, per Teresa Rongai(Fimp):"Rendere obbligatori i vaccini all'atto dell'iscrizione

 

Giornata di audizioni in commissione Politiche sociali e salute sulla proposta di legge numero 361, di iniziativa della giunta, sull'assolvimento dell'obbligo vaccinale per l'accesso negli asili nido pubblici. Si intende intervenire così sulla legge regionale 59 del 1980 (Norme sugli asili nido) introducendo un articolo aggiuntivo sull'assolvimento delle prescrizioni relative ai quattro vaccini attualmente previsiti per tutti i nuovi nati: antidifteritica, antitetanica, antipoliomielitica e contro l'epatite B. Il primo esperto ad essere ascoltato è stata la dottoressa Maria Corongiu, segretario regionale della Federazione italiana medici di medicina generale (Fimmg), favorevole all'obbligatorietà dei vaccini e all'impianto della proposta di legge. Corongiu ha auspicato interventi "culturali" per spiegare meglio i rischi da non-vaccinazione, nonché per incentivare il ricorso anche alle immunizzazioni "raccomandate", come quello contro il morbillo. "Nel Lazio nel solo mese gennaio 2017 - ha dichiarato - abbiamo registrato 42 casi di morbillo, un quarto dell'intero 2016, e penso sia un dato da mettere in correlazione alla percentuale sempre più bassa di vaccinati per questa patologia, che nel Lazio è attualmente all'84,5%".
 
Di parere discordante, Eugenio Serravalle, pediatra e presidente di Assis, consorzio che promuove "una medicina rinnovata, personalizzata e umanizzata", secondo il quale "è troppo scarsa l'informazione in possesso dei genitori che vaccinano i propri figli". Per Serravalle "non sussistono possibilità di trasmettere in asilo le quattro patologie oggetto delle immunizzazioni obbligatorie, alcune delle quali non presenti in Italia dagli anni Novanta". "Il vero problema - ha aggiunto - è rappresentato semmai da malattie come la pertosse o il morbillo, i cui antidoti restano tuttora facoltativi". Auspicata infine la creazione di una anagrafe vaccinale informatizzata e centralizzata, nonché di vaccini singoli al posto degli attalli trivalenti o esavalenti.
Per l'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) i dirigenti Paolo Foggi e Lorenzo Montrasio hanno posto l'accento sui compiti e sulle procedure in capo alla propria struttura per garantire al massimo chi assume farmaci e vaccini. L'agenzia metterà a disposizione della commissione un documento sugli eventi avversi a seguito di vaccinazioni.
 
L'Aifa si è detta tuttavia non competente rispetto alla scelte di "confezionare" in maniera aggregata o meno gli antidoti attualmente in commercio.Alberto Villani, presidente della Società italiana di pediatria (Sip) e dirigente pediatra all'ospedale Bambino Gesù, ha richiamato l'attenzione sui tanti bambini che, per svariati motivi, non possono vaccinarsi e quindi sono particolarmente esposti a virus e batteri, che sarebbero maggiormente tutelati in caso di approvazione della proposta di legge all'attenzione della commissione. "La poliomelite non è affatto scomparsa e debellata, è presente in quattro grandi nazioni in cui è endemica: territori vasti come l'India con cui l'Italia intrattiene numerosi rapporti - ha tenuto a precisare -. A Roma, lo scorso anno, abbiamo poi avuto delle morti per pertosse, una patologia considerata banale ma per per la quale le immunizzazioni sono in evidente calo su base regionale".
 
Villani si è dichiarato favorevole, pertanto, a tutti i tipi di vaccini, obbligatori e raccomandati, e ha raccomandato alla Regione Lazio di abbinare all'intervento legislativo una adeguata campagna di informazione e di promozione rispetto al tema della prevenzione. Per Teresa Rongai, segretaria regionale della Federazione italiana medici pediatri (Fimp), bisogna prescindere dalle "epidemie mediatiche, come quelle da meningite, per concentrarsi sui dati scientifici che danno in netto aumento rosolia, parotite e morbillo". "Siamo a conoscenza di asili in cui la maggior parte dei bambini non è vaccinata in nessun modo e sono tanti i genitori che si rivolgono a noi pediatri preoccupati di questa circostanza sempre più frequente", ha aggiunto, sposando i contenuti della proposta di legge in discussione, pur ammettendo che "rendere obbligatori i vaccini all'atto dell'iscrizione al nido rappresenta una nostra sconfitta collettiva".
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