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Il Reportage
Nemi, rifiuti e pozzo dell'acqua: una gestione abusiva di cui tutti se ne fregano
04/01/2017 10:18:00
Gli interrogativi sono talmente tanti che bisognerebbe fare un articolo di sole domande ma questo non è concesso e potrebbe fungere da capro espiatorio rispetto ad una situazione scandalosa


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di Ivan Galea

 

NEMI (RM) - Cancello spalancato alle 5 del pomeriggio del 3 gennaio: materassi buttati e macchinari elettronici lasciati direttamente sul terreno proprio a 60 metri da un pozzo che fornisce acqua a tutta la cittadinanza con il rischio altissimo di contaminazione della falda acquifera. Questo succede a Nemi in via della Radiosa vicino il campo sportivo, in un’area dove l’amministrazione comunale vorrebbe realizzare un’isola ecologica nonostante tutti i vincoli e divieti di legge.


Questa situazione non interessa a nessuno.
L’immondizia continua a percolare la terra e non c’è stata da questa estate un’azione che ha effettivamente frenato questo fenomeno nonostante l’interessamento di alcuni enti sovracomunali. L’unica frase che noi media ci sentiamo ripetere è che “ci sono indagini in corso”: quanto durano queste indagini? E cosa bisogna indagare? Gli interrogativi sono talmente tanti che bisognerebbe fare un articolo di sole domande ma questo non è concesso e potrebbe fungere da capro espiatorio rispetto ad una situazione scandalosa e cristallina.

 

Siamo di fronte ad una gestione rifiuti che si pone in netto contrasto con quanto disposto dalla legge. Esiste infatti un decreto legislativo, il 152/2006 per l'esattezza, che disciplina le norme in materia ambientale, che all'articolo 94, parlando di aree di salvaguardia delle acque superficiali e sotterranee destinate al consumo umano, vieta espressamente la gestione dei rifiuti. E comunque fissa una zona di rispetto, partendo dal pozzo di acqua, di 200 metri.


E davanti al menefreghismo più totale, l’area che dovrebbe essere di difficile accesso è invece alla mercé di tutti, una sorta di discarica abusiva per gli incivili dei Castelli Romani. Oltre all'attività effettuata dagli operatori della Lazio Ambiente, diventa ogni giorno che passa costume da parte di alcuni di depositare sia dentro che fuori l'area circoscritta ogni genere di rifiuto. Dall'organico, all'inorganico fino agli ingombranti. Abbiamo immortalato anche una decina di bottiglie di plastica racchiuse dentro delle buste riportanti l'indirizzo di un'autofficina e con del liquido all'interno che ricordava l'olio esausto dei motori.


Di recente l'Acea ha detto no alla realizzazione dell’isola ecologica di Nemi in via della Radiosa vicino al pozzo che serve acqua potabile alla cittadinanza.
Questa decisione è stata presa nell'ultima Conferenza dei servizi che interessa questo difficile iter di realizzazione di un'isola ecologica (attività di gestione rifiuti). Il Garante del Servizio Idrico Integrato ha inoltre sollecitato l’amministrazione più volte a fornire chiarimenti su questa “gestione dei rifiuti”: ora ci si aspetta una “scesa in campo” rispetto ad una questione che da straordinaria rischia di diventare “ordinaria amministrazione”. Siamo in una zona protetta e vicino un pozzo d’acqua: che si aspetta a tutelare l’ambiente e le persone?

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