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DISTANZIATORE
Il caso
Anguillara: l'acqua è "buona" ma l'ordinanza resta
18/10/2016 19:57:00
Abbiamo sentito il dottor Giovanni Ronzani Responsabile Asl dei distretti F2-F3-F4 del servizio Igiene degli alimenti e nutrizione SIAN

 

Ivan Galea

 

ANGUILLARA (RM) - Un ritardo nella manutenzione ordinaria e straordinaria degli impianti di dearsenificazione potrebbe essere la causa dell’aumento della percentuale di arsenico nell’acqua di Anguillara. Questa ipotesi arriva dal dottor Giovanni Ronzani Responsabile Asl dei distretti F2-F3-F4 del servizio Igiene degli alimenti e nutrizione SIAN interpellato dal nostro giornale.

 

L’Osservatore d’Italia infatti, rispetto una pubblicazione "frettolosa" dei comunicati - preconfezionati - già pronti da “incollare” e propinare ai lettori, ha cercato di fare chiarezza a distanza di cinque giorni dall’emissione delle ordinanze del sindaco Sabrina Anselmo di divieto di potabilità ad Anguillara Sabazia pr i tre acquedotti.

 

Odinanze che ancora non sono state revocate, nonostante il comunicato stampa odierno diramato dall’amministrazione comunale riportasse in oggetto “Anguillara Sabazia, acqua: parametri rientrati nella norma”. Ma chi dice che i valori dell’acqua sono tornati nella norma nei pozzi di Ponton dell’Elce, Montano e Le Pantane? Qui le ultime analisi effettuate e alle quali sono seguite le ordinanze hanno dichiarato che la concentrazione di arsenico ha sforato il parametro di legge di 10 microgrammi litro.

 

In qualità di responsabile del distretto Ronzani ha confermato che dato il parametro imposto dall’Ue bisogna attenersi scrupolosamente ai 10 microgrammi litro, quindi anche se si sfora di pochissimo, come successo nel caso di Anguillara dove si parla pressappoco di 12/13 microgrammi litro, scatta l’ordinanza di non potabilità e quindi tutte le autorità competenti sono tenute a mettere in atto quanto prevede il caso per tutelare la salute pubblica.

 

Ma torniamo al comunicato dell’amministrazione: chi ha detto che i parametri sono rientrati? Ebbene lo hanno detto dei laboratori privati. In pratica il sindaco ha deciso di far effettuare le analisi dai privati, effettuando l’autocontrollo ai fini di tranquillizzare la cittadinanza, per poi però dover comunque attendere che l’Arpa Lazio effettui le analisi valide per legge, in quanto è l’Arpa Lazio l’organo deputato a fare le analisi in grado di consentire la revoca dell’ordinanza di potabilità tramite prescrizione della Asl.

 

Ma l’Arpa Lazio non viene citata nel comunicato dell’Amministrazione a differenza della Asl che però non effettua i prelievi bensì riceve le analisi dall’Arpa e successivamente comunica all’amministrazione se i valori sono rientrati o meno e se è possibile revocare o meno l’ordinanza. Quindi nonostante l’amministrazione abbia comunicato che secondo i laboratori privati l’acqua si può bere si dovrà comunque attendere e per il momento vige ancora il divieto.

 

Ma una rassicurazione comunque arriva dalla chiacchierata con il dottor Ronzani il quale ha parlato anche in veste di medico e non come responsabile Asl asserendo che nella letteratura scientifica non vi è traccia di casi di malattie o tumori o altro causati dall’assunzione di piccole dosi di arsenico e ha citato invece il caso che ci fu in Bangladesh dove l’arsenico era presente nell’acqua addirittura con 600 microgrammi litro causato soprattutto dall’inquinamento industriale del Paese. Quindi secondo Ronzani piccoli quantitativi di arsenico non possono nuocere alla salute anche se è giusto e doveroso rispettare alla lettera i parametri imposti dall’Europa.


L’ipotesi che le cause possano essere dovute a un ritardo nella manutenzione ordinaria e straordinaria degli impianti idrici e di dearsenificazione non è da escludere. Per esempio se non viene effettuata la manutenzione con il cloro nell’acqua si possono facilmente produrre coliformi, cosa che si è verificata ad Anguillara. E’ possibile che siano subentrate nuove ditte nella gestione della manutenzione dei pozzi e abbiano destabilizzato una situazione di regolarità che permaneva ormai da oltre 5 anni?


Di fatto un passaggio c’è stato per l'impianto di dearsenificazione di Ponton dell’Elce dalla Zilio alla Calligan per 5 centesimi in meno per ogni litro di acqua trattata. Oppure si è trattato di una mancanza imputabile al Comune e della quale non si è avuta spiegazione in onor della sbandierata trasparenza? Si perché nel comunicato si legge ancora “gli operai comunali si sono subito attivati per rimuovere il problema risolvendolo nella giornata di domenica 16 ottobre 2016”.

 

Si parla di rimozione del problema dunque… di che problema si è trattato? Sicuramente di un problema grave visto che ha causato l’alterazione dei valori delle analisi tanto da dover emetter una ordinanza di divieto di bere. Tanto vale parlare chiaro e spiegare i motivi, così s’inganna anche l’attesa delle analisi ufficiali che effettuerà l’Arpa Lazio. 

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