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Il caso
Castel Gandolfo: monta la polemica sul "Castelletto"
18/10/2016 14:20:00
Colacchi: "Questa è la totale confusione in cui versa l’Amministrazione Monachesi. Inadeguatezza e incapacità"

Alberto De Marchis

CASTEL GANDOLFO (RM) - Qualche giorno fa il nostro quotidiano L'Osservatore d'Italia ha intervistato il vicesindaco Cristiano Bavaro il quale, tra le diverse cose dette, ha asserito che il "Castelletto", bene sequestrato alla criminalità organizzata, potrebbe essere affidato ad una associazione che si occupa di violenza contro le donne. Sul caso è voluto intervenire l'ex sindaco di Castel Gandolfo e attuale presidente del Consiglio Comunale Maurizio Colacchi il quale ripercorre l'iter che ha percorso il bene fino a che le chiavi arrivassero nelle mani del Comune.

Ecco la nota di Maurizio Colacchi

Il trasferimento al Patrimonio Indisponibile di questo Comune per essere destinato a finalità istituzionali, dell’immobile sito in via dei Pescatori, 14 comunemente conosciuto come “Castelletto” richiese un lungo e complesso lavoro iniziato nel 2001 e concluso nel 2012. L’assegnazione della struttura in questione fu aggiudicata al Comune di Castel Gandolfo dall’ “Agenzia Nazionale per l’Amministrazione e la Destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata” grazie alle attività che ci eravamo impegnati a svolgere: sede Polizia Locale e Protezione Civile, ricovero mezzi e punto di primo soccorso a favore dei frequentatori del bacino lacustre. La situazione di abbandono e di degrado in cui oggi versa sia la struttura che l’area circostante è sotto gli occhi di tutti. Invece di intervenire e mettere in sicurezza i luoghi si continua a fantasticare e promettere improbabili rimedi. A distanza di oltre 4 anni l’attuale Amministrazione comunale ci comunica per mezzo stampa che: “Il Castelletto, bene confiscato alla criminalità organizzata, sarà probabilmente destinato ad una Associazione contro la violenza sulle donne che ne farà una vera e propria struttura di accoglienza”. Questo stravolge le finalità istituzionali, che ci hanno permesso di battere l’agguerrita concorrenza delle varie Associazioni, per le quali abbiamo ottenuto l’affidamento del bene confiscato. La passata Amministrazione, guidata dal sindaco Colacchi, presentò alla Provincia di Roma un progetto di riqualificazione dell’area e degli edifici del vecchio Mattatoio di Via Gramsci ed ottenne un finanziamento di circa 300.000,00 €. Era finalizzato ad una Casa Famiglia per giovani madri con difficoltà e vittime di soprusi. Un’ ottima idea che conseguì i complimenti del Presidente della Provincia Zingaretti espressi durante l’inaugurazione del giugno 2012 in particolare per la cura e la funzionalità della struttura. La stravaganza è che da oltre 4 anni abbiamo una struttura, l’ex Mattatoio, realizzata per accogliere le donne con difficoltà o che abbiano subito violenze ed è stata consegnata, da circa un anno, come sede alla Protezione Civile e abbiamo un “Castelletto” che deve ospitare la Protezione Civile e lo si vuole destinare ad una Associazione contro la violenza alle donne. Questa è la totale confusione in cui versa l’Amministrazione Monachesi. Inadeguatezza e incapacità.

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