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Politica
Anguillara, appello alla sindaca: rivedere il regolamento dei comitati di quartiere
09/10/2016 10:09:00
Una lettera giunta alla redazione de L'Osservatore d'Italia mette in luce incomprensioni e difficoltà che sussistono nei confronti del Comitato di Quartiere n°9

 

di Simonetta D'Onofrio


ANGUILLARA (RM)
- Malgrado tutto, non si arrenderanno mai. È questo in estrema sintesi ciò che si evince dalla denuncia, già anticipata verbalmente a metà settembre, con uno scambio di informazioni riservate che un gruppo nutrito di cittadini, residenti a Colle Sabazio, quartiere periferico di Anguillara Sabazia, ha richiesto di diffondere a mezzo stampa.
Infatti, nero su bianco, la lunga missiva è giunta alla redazione del nostro giornale solo da pochi giorni, per mettere in luce all’intera cittadinanza e in particolare, alla neo amministrazione pentastellata, le gravi incomprensioni e le difficoltà che sussistono nei confronti del Comitato di Quartiere n°9, organismo riconosciuto dall’amministrazione comunale, istituito dall’ex giunta PD (guidata dall’allora sindaco Pizzorno), nato con il solo fine di risolvere le criticità territoriali e favorire la massima partecipazione alla gestione della cosa pubblica.

Cittadini alle urne Ma andiamo con ordine e torniamo indietro di qualche mese. Precisamente al 25 e il 26 giugno, (settimana successiva all’avvenuta elezione della sindaca Anselmo), giorni in cui furono fissate le elezioni per costituire il nuovo direttivo del Comitato di Quartiere 9, che dovrebbe rappresentare, almeno sulla carta, le località Ponton dell'Elce - Colle Sabazio - Albucceto - La Riccia – Trocchetti. Proprio su questo aspetto non sono mancate le polemiche, paventate più volte anche in rete da chi aveva espresso dubbi sul fatto che, ancora non si fosse insediata la neo sindaca, si riteneva fuorviante per i cittadini ritornare alle urne, dopo così poco tempo. Non solo. Nella stessa consultazione e lo stesso giorno i cittadini del comprensorio erano stati chiamati anche per esprimersi sull’apertura di nuove cave. In pratica un'interpretazione singolare della democrazia partecipata.


La lettera inizia così: “Nel quartiere n°9, sono sempre più le voci che lamentano la poca limpidezza con la quale si sono svolte le votazioni del 25 e il 26 giugno 2016 per eleggere il nuovo consiglio direttivo del Comitato di quartiere. In questa rotazione, il Direttivo per essere eletto aveva bisogno di un quorum del 20% degli aventi diritto al voto. Dal momento che tale caratteristica non poteva e non doveva consentire che, nei stessi giorni e nelle stesse sedi si potesse votare contemporaneamente per una petizione popolare e raccogliere le firme per un’inutile e populista richiesta di chiusura delle cave di basalto nella zona, si contesta che il comitato promotore ha, invece, scelto scientemente la medesima data in modo da attirare, con una succulenta esca, il maggior numero di ignari cittadini”. Un comitato promotore formato dalla ex presidente, candidata contemporaneamente per la lista Pizzigallo alle elezioni comunali e alla carica di consigliere del comitato, che aveva lasciato l’incarico alla ex vicepresidente, con un'applicazione piuttosto fantasiosa del regolamento comunale, dato che il direttivo era formalmente decaduto.Nel lungo testo viene evidenziato come nella sede di Colle Sabazio è apparso curioso alla cittadinanza l’elevato voto dato ai probiviri e viene citato come: “sia stata alta l’attenzione dei votanti nei confronti sia dei candidati consiglieri che dei probiviri, un tempo completamente ignorati”.


L'appello al sindaco Il gruppo di cittadini chiede anche alla sindaca Anselmo e all’attuale amministrazione che quanto prima intervenga sul regolamento dei comitati di quartiere, con modifiche radicali e razionali, al pasticcio lasciato in eredità dall’ex giunta Pizzorno. Riportano le criticità che hanno riscontrato finora e commentano così: “Importante è capire come il comitato di quartiere 9 , composto da cinque quartieri, oltre ad essere distanti tra loro, sono già consolidati individualmente ed hanno una propria storia, realtà e problematiche diverse. Queste caratteristiche non consentono loro fare insieme la stessa strada.” Proseguono i cittadini nella lettera che anche se si dovessero tenere nuove elezioni, queste risulterebbero inutili fin quando è in vita “questo nefasto e fallimentare regolamento dei comitati di quartiere. Utile solo, come la recente storia ci insegna, a fare da trampolino di lancio verso le elezioni comunali.” Viene criticato come nell’ultima assemblea generale il punto riguardante la situazione del pozzo di Colle Sabazio, sia stato inserito dal Direttivo, solo per dimostrare il suo interesse globale, tant’è che l’argomento è stato licenziato semplicemente con la comunicazione di un normale intervento di manutenzione.

L'elogio al consigliere Massimo Pierdomenico Oltre al tentativo di far capire come sia importante rivedere complessivamente l’istituto dei comitati di quartiere, nella nota giunta in redazione viene elogiato, il comportamento del neo consigliere pentastellato Massimo Pierdomenico. Citano quanto segue: “con grande solerzia e competenza, è intervenuto sul pozzo risolvendo il problema e ha iniziato concretamente l’iter per una soluzione definitiva. Tutto ciò il quartiere lo aspettava da anni". Infatti, ci tengono a precisare  come sia stato fondamentale l’intervento personale e puntuale di Pierdomenico,  recatosi sul posto affinchè si concludesse positivamente la grave problematica strutturale. Evidenziano il fatto che il territorio abbia bisogno di comportamenti virtuosi simili, una novità politica e amministrativa nel gestire il territorio ben apprezzata. In conclusione, ci dicono, come sia sufficiente rimboccarsi le maniche, piuttosto che concentrare la propria opera esclusivamente sulle chiacchiere.

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