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Monnezza e menefreghismo
"Cose mai viste": a Nemi c'è un centro immondizia nel cuore del Parco
29/09/2016 19:02:00
La situazione è sempre più grave ma nessuno finora ha mosso un dito

 

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di Chiara Rai

 

NEMI (RM) - Uno scempio sotto gli occhi di tutti e nulla si muove. È esattamente dal 14 luglio che su queste colonne è stato denunciato per la prima volta il fatto che a circa 50 metri da un pozzo che serve acqua potabile c’è un’area recintata con un cancello quasi sempre aperto dove dimorano rifiuti di ogni genere e che è diventato un vero e proprio punto di conferimento della “monnezza” per i residenti dei Comuni limitrofi.

 

Chi non paga la Tari e non differenzia i rifiuti a casa propria sa che c’è sempre un posto sicuro dove andarli a gettare: in via della Radiosa proprio vicino lo stadio di Nemi, a pochi metri da un pozzo dell’acqua e non distante dal famigerato modulo della protezione Civile in totale stato di abbandono.


Tutte le autorità di garanzia e controllo, le forze dell’ordine, l’ufficio Tecnico e persino la Procura sono state messe al corrente di questa annosa situazione. E nonostante la legge vieti espressamente che vengano gestiti rifiuti in prossimità di un pozzo che serve  acqua alla popolazione, fino a 200 metri di distanza, l’area non è stata ancora sequestrata.

 

Incredibile. Ripetiamo: c’è una legge che vieta che rifiuti vengano gestiti in prossimità dei pozzi dell’acqua e questo scempio a via della Radiosa è ancora lì.


Il paradosso tutto italiano è che adesso c’è la caccia al termine più giusto per disfarsi di questa faccenda in maniera indolore: centro di stoccaggio, isola ecologica ufficiosa, centro smistamento rifiuti, appoggio momentaneo dell’immondizia. Tutti escamotage linguistici per procrastinare una situazione che non può esistere. Forse qualche “arrangione” e benpensante pensa che potrà continuare a fare i suoi comodi se definisce ”centro di stoccaggio” dei cassonetti strabordanti di sudicia immondizia dentro un’area recintata e non autorizzata insieme ad altri rifiuti ammassati.


Il giorno che la Regione darà il via libera ad un’isola ecologica a 50 metri da un pozzo, perché di fatto l’attuale amministrazione ha già inoltrato la richiesta – no, non è uno scherzo - allora smetteremo di parlare di tutela ambientale e di salute pubblica. Pensavamo che la situazione fosse in via di risoluzione, infatti ci eravamo affrettati ad immortalare la diminuzione di cassonetti nell’area. Tutto lasciava pensare che l’area “abusiva” fosse in procinto di essere smantellata. Perché diciamo “abusiva”? Perché in via della Radiosa a Nemi, non dovrebbe esistere un’area del genere nel cuore del Parco dei Castelli Romani: ci sono frigoriferi ormai divenuti rottami, divani, elettrodomestici, ingombranti, biciclette.


C’è di tutto e il Parco dei Castelli Romani nonostante sia stato messo al corrente di questa situazione non muove un dito e sul suo sito internet continua a propinare notizie di salvaguardia ambientale: accordi su valorizzazioni dell’ambiente e dulcis in fundo le visite guidate denominate “cose mai viste”. Vergogna! Proprio così, sono “cose mai viste” in paesi civili dover camminare tra frigoriferi e buste di plastica. E non mi si venga a dire che non è competenza del Parco dei Castelli Romani garantire la salvaguardia ambientale perché allora non si capisce il motivo dell’esistenza di quest’Ente che sensibilizza al rispetto del territorio naturale protetto e sembra chiudere gli occhi, almeno per il momento, di fronte questo scempio più volte denunciato.

 

I residenti non fanno un fiato, forse a loro sta bene mettere a rischio contaminazione l’acqua che esce dai rubinetti delle case. Il Comune è al corrente, i Carabinieri sono al corrente, la Forestale è al corrente, Il Parco è al corrente, la Polizia è al corrente, la Municipale è al corrente, il Noe, la Regione è al corrente ma nulla si muove.

 

Signori e signori benvenuti in Italia, il Paese dove tutto è concesso. Dimenticavamo! Per chi volesse buttare rifiuti senza pagare nulla in via della Radiosa c’è un “centro stoccaggio” spesso aperto, come si può ben vedere dalle foto scattate giovedì 29 settembre 2016. Non perdete tempo è gratis e nel frattempo potete ammirare le bellezze del Parco Regionale dei Castelli Romani: cose mai viste. Ovviamente "l'invito" è una chiara provocazione anche perchè c'e' un'ordinanza "spammata" su tutti i cassonetti di Nemi che ben indica i divieti e le pesanti sanzioni in caso a qualche prode contravventore venisse l'idea di avvicinarsi da noantri.

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