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Albano Laziale, aumento Tari: il PD spiega e per Silvestroni (FDI-AN) è tutta fuffa
27/07/2016 21:50:00
Silvestroni: "Non c'entra la disgrazia dell’incendio di Roncigliano, non c’entra la causa per forza maggiore, ma l’inadeguatezza e l’improvvisazione che va avanti da 6 anni"

Red. Politica

ALBANO LAZIALE (RM) - Ad Albano Laziale, dopo che il Consiglio comunale ha approvato l'aumento della Tari per coprire le spese extra derivanti dai maggiori costi per sversare i rifiuti indifferenziati in siti alternativi a Roncigliano. Costi quindi risultati più cari rispetto a quello della discarica chiusa dopo l'incendio dello scorso 30 giugno. Il locale partito Democratico ha ritenuto d'intervenire sul tema, spiegando, attraverso una nota, le motivazioni che hanno portato ad aumentare la tassa sui rifiuti solidi urbani. "Purtroppo, quando si amministra, ci si deve assumere delle responsabilità e si devono prendere delle decisioni, a volte impopolari". Così inizia la nota del PD rivolta alla cittadinanza di Albano Laziale che entra poi nel merito della decisione di aumentare la Tari "Ecco come sono andate le cose: - prosegue la nota del PD di Albano Laziale - ad aprile 2016, in fase di votazione del bilancio di previsione, avevamo informato la cittadinanza sull'ultimo aumento della TARI (+6%) utile all'estensione, completamento e copertura del 100% del servizio di raccolta differenziata 'porta a porta' ad Albano, Cecchina e Pavona. Bisogna sapere che, nei primi tre anni il servizio 'porta a porta' costa di più e solo progressivamente diminuisce. Contestualmente, informavamo che nell'anno 2017 si sarebbe stabilizzata la tassazione senza alcuna variazione e poi, nel corso del 2018, a fronte dei benefici ottenuti dalla raccolta differenziata, si sarebbe proceduto ad una diminuzione progressiva. Tutto questo è confermato. È sopraggiunto però un fatto non previsto ed urgente: l'incendio dell'impianto TMB di Roncigliano il 30 giugno 2016 che ha portato alla chiusura della discarica. Questo evento, oggi al vaglio dell'autorità giudiziaria, oltre ad arrecare un ulteriore e potenziale danno ambientale al nostro territorio, causa un danno alle nostre tasche! Infatti il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, passa da un costo annuo di 7.963.500,00€ a 8.729.000,00€, con un extra costo di 766.000€ dovuto al trasporto e smaltimento in altro sito di discarica. Oltre ad un mancato introito per le casse comunali di un ristoro ambientale stimato a 400.000€ (semestre luglio/dicembre 2016) L'aumento quindi non previsto è pari al 9,58% al quale si aggiungono i tagli alla spesa corrente equivalenti al mancato incasso del ristoro. L'aumento percentuale però, non equivale, come qualcuno dice ad un aumento matematico sulla bolletta nella parte variabile; infatti il calcolo si basa su di un ragionamento ponderale che non incide allo stesso modo su ogni singolo nucleo famigliare. Questo aumento purtroppo non era previsto e non poteva essere evitato... ogni discorso è buono per attaccare, e se fossimo stati all'opposizione, forse anche noi, avremmo usato questi elementi per sacrificare l'agnello... ma non c'erano altre soluzioni nell'immediato. Se ieri, non avessimo fatto questa operazione, si sarebbe usciti fuori patto di stabilità e avremmo visto bloccare tutti i servizi del comune. Molti hanno chiesto perchè non si siano tagliate le spese per feste ed eventi al posto di aumentare la tassa e lo si è detto chiaramente: non si puo' per legge; la variazione di una tassa la si può fare solo aumentando o diminuendo la stessa tassa, senza attingere fondi da altri capitoli. I tagli richiesti li abbiamo fatti: nei 400 mila€ di mancato ristoro ambientale, l'assessorato alla Cultura e gli Organi Istituzionali hanno visto una drastica diminuzione di 125.000,00€, così come in modalità lineare tutti gli altri servizi. Se da una parte questa vicenda ci fa ben sperare nella chiusura della discarica, e noi porteremo avanti questa battaglia fino alla fine, di certo incide negativamente nell’immediato sulle casse del nostro comune e quindi di tutti noi cittadini che vi abitiamo".

Silvestroni (FDI-AN): Il sindaco e il pd parlano di adeguamento ma in realtà l'ultima  delibera  salassa solo i piccoli commercianti e le famiglie, salva come è prassi per il pd solo banche e lobby.  Non ci sta alla spiegazione del Pd il Coordinatore provinciale di Fratelli d'Italia e Consigliere comunale ad Albano Laziale Marco Silvestroni che accusa: "il PD parla di adeguamento, ne parla dal 2012 giustificando il tutto con una raccolta differenziata gestita in modo pessimo. Non parlo di percentuali delle quali non importa a nessuno, ma di cassonetti sparsi davanti ogni portone di buste e bustarelle accanto ad ogni secchietto, di immondizia disseminata su tutto il territorio, che rendendo indecorosa  la città. Dall’anno 2012 al 2013 aumentarono di 0,30 centesimi a metro quadro, il costo della tassa sui rifiuti e fu un salasso per cittadini e commercianti,  portando i costi  complessivi nell’anno 2013 a  € 5.787.940,00 e questo con delibera comunale N. 30 DEL 07.11.2013, dopo vari adeguamenti,  come li chiamano loro,  arriviamo ai giorni nostri con un altro aumento di un 9% nel 2015  e   per riaumentarla del 6% nel 2016  con delibera n. 13 del 26/4/2016 e riadeguarla con aumento del 10%  lunedì 25 luglio, e arrivare ad un costo complessivo nel 2017 stimato di  8.729.000,00€. Ai cittadini questa grande differenziata e una gestione dei rifiuti visionaria in soli 3 anni è costata  3 milioni di euro. Non centra la disgrazia dell’incendio di Roncigliano, non c’entra la causa per forza maggiore, ma l’inadeguatezza e l’improvvisazione che va avanti da 6 anni. La cosa grave, che avendone le possibilità e la discrezionalità, il PD ha deciso di far pagare di più  chi già da anni non arriva a fine mese. Vi proveranno a spiegare che le tariffe le dispone il ministero, non è vero!, il ministero da sempre  dispone dei massimi e dei minimi sulle tariffe in base alla tipologia di attività commerciale e numero di occupanti di una casa , molto flessibili e addirittura nel 2016 per legge   la discrezionalità tra i massimi e minimi può essere del 50%, che decide il consiglio comunale o meglio la maggioranza. Il fallimento della gestione dei rifiuti ad Albano è un fatto".

 

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