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DISTANZIATORE
Cronaca
L'evento, sempre più conosciuto a livello nazionale si ripeterà anche quest'anno per le vie del centro cittadino.
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Red. Cronaca


VITERBO
- A.A.A. befane cercasi per l'edizione 2017 della Calza più lunga del mondo del prossimo 5 gennaio. L'iniziativa, promossa dal Centro sociale Pilastro insieme ad ADMO, AVIS, 500 Tuscia Club di Viterbo e Parrocchia Sacro Cuore, realizzata con il Comune di Viterbo – assessorato alla cultura e al turismo e assessorato alle politiche sociali, e sostenuta da Confartigianato Imprese di Viterbo, necessita come sempre delle protagoniste principali.

 

L'evento, sempre più conosciuto a livello nazionale, anche grazie alla trasmissione I Fatti Vostri che più volte ha ospitato in diretta gli organizzatori e, naturalmente l'intera calza, si ripeterà anche quest'anno per le vie del centro cittadino. “Ormai è conosciuta anche come Calza della solidarietà – ha spiegato il presidente del Centro sociale Pilastro Luciano Barozzi -: quest'anno, con il ricavato, andremo a sostenere i bambini di Amatrice colpiti dal terremoto. A proposito di solidarietà, anche quest'anno il supermercato Todis di Viterbo provvederà a fornirci gratuitamente i dolciumi necessari a riempire le calze da distribuire ai bambini. Un gesto particolarmente apprezzato da tutti noi organizzatori. Confermato come sempre il prezioso supporto tecnico da parte del Comando provinciale dei Vigili del Fuoco”. Tutti i dettagli verranno illustrati in occasione della conferenza stampa del prossimo 3 gennaio. Per partecipare alla Calza più lunga del mondo come “befana” e per richiedere informazioni basta recarsi al centro sociale Pilastro, in via Cristofori 8 e fornire le proprie generalità (da lunedì al venerdì, dalle 15,30 alle 18,30, tel. 0761 324148).
 

Cronaca
Intanto il Cap. Tammelleo, comandante della Compagnia Carabinieri che ha sede a Ronciglione, rassicura sull’impegno suo e dei suoi uomini.
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di Roberto Ragone

RONCIGLIONE (VT) - Prese di mira abitazioni e ville fuori del paese di Ronciglione, in provincia di Viterbo. Insomma, quella che era una piaga quasi soltanto estiva, agevolata dal tenere aperte porte e finestre per avere un pò di sollievo dal calore del solleone, continua ancora alle porte dell’inverno. Purtroppo un tipo di crimine che è massimamente pericoloso per il privato cittadino che non dispone di mezzi adeguati per organizzare una difesa passiva della propria abitazione, è sempre sottovalutato da parte di chi invece dovrebbe farsene carico, ed è stato delegato in sede di governo, appunto, alla sicurezza dei padroni di casa.

 

Non parliamo dei furti miliardari che non si fanno certo col piede di porco e cacciavite, ma di quelle incursioni diurne e notturne che spogliano chi ancora deve lottare con la fine del mese, del furto vigliacco di quelle risorse indispensabili alla sopravvivenza. Piccoli tesori di oggetti d’oro raccolti in una vita, ricordi di prime comunioni o di matrimoni, doni fatti in occasione di una ricorrenza particolare, tutto viene a far parte del bottino di malviventi che, in spregio alla società civile, vivono una vita di sopraffazioni e di violenze. Salvo poi, sulla soglia del carcere, ad incontrare i soliti buonisti a prescindere che, fra indulti e amnistie, riducono la pena a qualcosa di ridicolo, tanto da rimetterli prestamente in carreggiata, dopo un breve periodo di riposo. In questo agevolati dai tanti negozi ‘Compro oro’, in realtà, salvo pochi onesti, veri e propri ricettatori autorizzati, che hanno di fatto incrementato con la loro presenza le incursioni di rapina. Ma come sempre il pesce puzza dalla testa.


Tagli orizzontali e indiscriminati alle forze dell’ordine, che impediscono un organico adeguato al controllo del territorio; mezzi obsoleti e insufficienti; addestramento inesistente, turn over ridotto al 30%; leggi che tutelano i delinquenti piuttosto che i difensori dei nostri diritti: insomma, tutto concorre a fare in modo che quello che una volta era il Bel Paese, non sia più tale. Il tutto incorniciato in carceri a dir poco ‘allegre’, come dimostra la recente evasione da Rebibbia di tre pericolosi albanesi: non è per razzismo, o xenofobia, ma la cronaca ci ha insegnato che questa gente che viene da oltre cortina non ha alcun rispetto per la vita umana. Anziani soffocati da un bavaglio troppo stretto, o morti di paura, o ancora massacrati di botte pur avendo ceduto ad ogni richiesta dei banditi…

 

Lo scorso 11 agosto 2016 avevamo evidenziato il fatto che a Ronciglione, sede del Comando di Compagnia dei Carabinieri e Stazione territoriale, soltanto una macchina con una pattuglia formata da due militi è delegata a controllare un territorio vastissimo. E’ chiaro che il pattugliamento notturno è decisamente deficitario, dato che i militari delle caserme di paesi limitrofi ne hanno già abbastanza del loro.


A Ronciglione la banda che opera è presumibilmente composta da quattro o cinque elementi, esperti nel violare porte e finestre, un modus operandi che li fa targare est europeo. Raggiunto telefonicamente, il cap. Tammelleo, comandante della Compagnia Carabinieri che ha sede a Ronciglione, ci ha rassicurati sull’impegno suo e dei suoi uomini. Certo, come già sapevamo, il territorio da controllare è molto vasto, arriva fino a Monte Romano, e i tempi d’intervento ne risentono. Ci ha anche rassicurati sull’efficienza dei mezzi a loro disposizione. “Si è detto che addirittura non avevamo la benzina, bene questo non è vero, i carabinieri non sono mai rimasti senza benzina. Le auto sono efficienti, e soltanto qualche volta abbiamo dovuto mndare fuori anche il piantone.” Furti e intrusioni si sono verificati anche in altri comprensori residenziali, come Colle Lydia, Colle Diana, Fontevivola. “Il territorio che dobbiamo controllare è molto vasto “ ci ha detto il cap. Tammelleo “e loro sanno che non possiamo fargli niente, se non impedire i furti. In realtà hanno imparato a scendere dalla macchina in corsa, macchine rubate che poi vengono abbandonate mentre i ladri fuggono per i noccioleti. Comunque” prosegue il capitano “siamo riusciti ultimamente, anche con la collaborazione dei cittadini, ad impedire l’80% dei furti. Facciamo posti di blocco, pattugliamenti notturni, io stesso stanotte alle 3,30 ero presso il cancello di Villaggio 91.” Ringraziamo il capitano per la sua disponibilità, ma soprattutto per l’impegno che dimostra nel contrasto al crimine, anche da lui definito “molto pericoloso”, anche se fortunatamente fino ad ora non ci sono stati episodi di sangue. Nel frattempo gli abitanti di Poggio Cavaliere  hanno organizzato una rete con What’s App, in modo da poter efficacemente e rapidamente dare l’allarme, in caso di bisogno, anche alle forze dell’ordine. 

 

Cronaca
Si tratta di un 47enne del posto che ora si trova nel carcere di Civitavecchia
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Red. Cronaca

TARQUINIA (VT)
- I carabinieri hanno arrestato un 47enne di Tarquinia  mentre tentava di rapinare una tabaccheria in pieno centro. L’uomo, brandendo un taglierino e travisato dal giubbetto che indossava,  irrompeva nel negozio  per rapinarlo. Una giovane cliente accortasi di ciò  che a breve sarebbe accaduto, urlando fuggiva dalla tabaccheria, mentre il rapinatore cercava di fermarla oltrepassando di nuovo l’uscio  d’entrata. A quel punto la prontezza della titolare le consentiva  di chiudere a chiave l’ingresso del negozio lasciando di sasso il rapinatore  che dopo aver scrollato la porta per aprirla fuggiva a piedi per le vie cittadine.

 

Nonostante il colpo andato male, l’uomo proseguiva e a Civitavecchia rapinava un Bar Pizzeria facendosi consegnare l’incasso. Nel frattempo  i militari dell’Arma , dopo aver svolto le prime indagini  ed anche con l’aiuto delle testimonianze dei cittadini, riuscivano a farsi un’idea dell’autore.Il dispositivo attuato permetteva di rintracciarlo e bloccarlo con il taglierino, il giubbetto ed il provento della rapina di Civitavecchia. Continuando nelle indagini i carabinieri raccoglievano dalle perquisizioni eseguite  ulteriori ed inconfutabili elementi in relazione ad un furto in abitazione commesso il giorno 1 novembre scorso sempre in Tarquinia e ad un’altra tentata rapina in Tabaccheria avvenuta anch’essa nella serata del 3 novembre  nel centro della cittadina. Il rapinatore seriale arrestato, nella mattinata è stato portato al carcere di Civitavecchia, mentre continuano le indagini per risalire ad eventuali altre rapine commesse in Città.
 

Arma dei carabinieri
I reati ravvisati dagli uomini dell'Arma: sottrazione di minore all'estero, lesioni personali e guida sotto effetto di sostanze stupefacenti
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Red. Cronaca

 

MONTEFIASCONE (VT) - I militari della locale Stazione hanno accertato la responsabilità nel reato di “Sottrazione e trattenimento di minore all’estero” a carico di un soggetto 32/enne di nazionalità ucraina. Lo stesso aveva intrattenuto una relazione sentimentale con una donna di Montefiascone dalla quale è nata una bambina. La coppia decise tre anni fa di trasferirsi in Ucraina; tuttavia dopo la fine del rapporto, la donna è dovuta rientrare in Italia. Da quel momento, circa sei mesi fa, l’ex compagno le ha impedito ogni contatto anche telefonico con la figlia. Per tale motivo la donna ha deciso di richiedere con una denuncia l’intervento delle Istituzioni. Inoltre sempre nel territorio di Montefiascone i militari hanno rintracciato un uomo anziano, 61/enne, invalido, che non era più rientrato a casa creando ansia e preoccupazione da parte dei familiari; lo stesso veniva trovato dai  Carabinieri in servizio di pattuglia mentre percorreva a piedi una strada rurale tra Bolsena e Montefiascone in buone condizioni di salute ma disorientato.


I militari della Stazione di Bagnoregio hanno denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Viterbo due giovani trentenni per il reato di lesioni personali in concorso commesso ai danni di un rumeno di 26 anni.
A causa di una lite all’interno di un bar scaturita per futili motivi, i due aggredivano a pugni il malcapitato che riportava lesioni personali consistenti in “trauma cranico non commotivo e trauma contusivo emicostato destro” con prognosi di 4 giorni.


Ad Acquapendente il personale della Stazione ha deferito all’Autorità Giudiziaria un 27/enne
responsabile del reato di guida sotto l’influenza di sostanze stupefacenti; veniva accertato infatti che lo stesso si era messo alla guida dell’autovettura di sua proprietà avendo prima assunto dell’hashish.
 

Ambiente & Territorio
Trovata una montagna i rifiuti in una delle zone più belle del viterbese.
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Red. Cronaca

VITERBO
- Hanno trovato di tutto gli ambientalisti che durante la mattina di domenica 23 ottobre 2016, hanno pulito la zona dell’Acquarossa a Viterbo.
I volontari delle associazioni Igers Viterbo e Istagramers Lazio, con la preziosa collaborazione di Fare Verde Viterbo, Modavi Fed Viterbo, Opes Provincia di Viterbo e Viterbo Clean Up, hanno trovato una montagna i rifiuti in  una delle zone più belle del viterbese. I volontari hanno raccolto 18 sacchi di rifiuti. Tra l’immondizia spiccano un pneumatico per camion, due televisori, scarti edilizi, una busta piena di riviste porno, un comodino, abiti di stoffa, bottiglie e contenitori in plastica.


I rifiuti saranno portati in discarica lunedì mattina dagli automezzi messi a disposizione dalla società D.M. Ecologia di Viterbo.
“È un vero peccato – dicono i volontari - che un posto speciale come l’Acquarossa, che prende il nome da una sorgente di acqua ferruginosa che scorre da secoli nella natura, sia abbandonato a sé stesso. L’inciviltà di poche persone, che qui vanno a scaricare immondizia di ogni tipo, rende il posto inospitale. Lanciamo un appello agli Enti Locali - concludono - siamo disponibili ad adottare e rendere fruibile nuovamente questo luogo meraviglioso, affinché torni allo splendore di un tempo.”
 

Cronaca
La ragazza era stata chiusa nella casa di uno straniero e della sua convivente con lo scopo di farla prostituire
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Red. Cronaca

 

ORTE (VT) - Sequestro di persona e favoreggiamento alla prostituzione. Queste le conclusioni delle indagini portate avanti dai Carabinieri di Orte che hanno arrestato un cittadino straniero dopo che aveva adescato e condotto nella propria abitazione una ragazza poco più che ventenne con l'intenzione di costringerla, con la complicità  della convivente, a prostituirsi per un giro di clienti che frequentavano l'abitazione. La ragazza, resasi conto del rischio che stava correndo tentava di fuggire, scoprendo però di essere stata chiusa in casa. Fortunatamente la 20 enne era riuscita ad avvisare i carabinieri, prima che le fosse sequestrato il telefono cellulare dai suoi aguzzini e i militari, dai pochi dati forniti ma  con acume investigativo, riuscivano a identificare il luogo del sequestro e intervenivano prontamente liberando la giovane. 

L'evento
Bordoni: "I combattenti della RSI, oggi come ieri, sono al servizio dell’Italia"
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Red. Cronache

VITERBO
-  Domenica 23 ottobre 2016, alle ore 12.30, presso il Ristorante “Il Borgo”, piazza XX settembre a Bagnaia (Viterbo), si terrà il tradizionale raduno conviviale dell’Unione Nazionale Combattenti della Repubblica Sociale Italiana.

“Negli anni passati abbiamo organizzato il nostro incontro la sera del 28 ottobre – dichiara il presidente dell’UNCRSI di Viterbo, professor Alessandro Bordoni – quest’anno, per agevolare gli iscritti più anziani e quelli che vengono da fuori Viterbo, abbiamo deciso assieme ai camerati di “Continuità Ideale” di vederci a pranzo di domenica 23 ottobre. Il nostro invito, - prosegue Bordoni - come tradizione, é rivolto a tutti gli amici a noi vicini e alle famiglie che, con la loro presenza, vorranno aiutarci a tenere alto lo spirito della Patria e dell’Idea. Siamo convinti – conclude Bordoni – che l’unione di tutti i cittadini possa superare le divergenze e gli interessi di parte per operare, uniti e coesi, in difesa della nostra identità, della nostra cultura e delle nostre millenarie tradizioni. I combattenti della RSI, oggi come ieri, sono al servizio dell’Italia.”

Nel giugno del 1943 gli anglo-americani occupano Pantelleria e Lampedusa e il mese seguente sbarcano in Sicilia, dando il via all’invasione della penisola italiana. L’aviazione alleata colpisce ripetutamente le città e il 19 luglio, per la prima volta, viene bombardata Roma. La crisi del regime fascista culmina con la seduta del Gran Consiglio nella notte tra il 24 e il 25 luglio, quando con l'"ordine del giorno Grandi" Benito Mussolini viene messo in minoranza e invitato a rimettere i poteri nelle mani del Sovrano. Vittorio Emanuele III decide di far arrestare il dittatore e affida l’incarico di formare il nuovo Governo al Maresciallo Pietro Badoglio. L'8 settembre Badoglio comunica via radio la notizia dell'armistizio. Quattro giorni dopo, il 12 settembre,  Mussolini viene liberato da un reparto di paracadutisti tedeschi, guidato dal maggiore  Harald Mors, e portato a Monaco di Baviera ove riceve da Hitler l'invito a ricostituire un governo fascista. Il 18 settembre, dai microfoni di Radio Monaco, annuncia la nascita di un nuovo stato, fascista e repubblicano.

Il 23 settembre, al suo rientro in Italia, il duce proclama ufficialmente la nascita del nuovo Stato.
L'Italia è di fatto divisa in due: la parte meridionale controllata dagli alleati sotto la luogotenenza del Re, e quella settentrionale – in cui prende vita la Resistenza - nelle mani dei tedeschi, con Mussolini a capo del governo. Il 29 settembre, alla "Rocca delle caminate", residenza privata di Mussolini, si tiene la prima riunione del governo fascista. Il duce nomina ministro della guerra il Maresciallo Rodolfo Graziani, con l'incarico di ricostituire un nuovo esercito repubblicano. Il 1° ottobre lo stesso Graziani, nel corso di una  manifestazione al teatro Adriano di Roma, lancia un appello ad aderire a tutti gli ufficiali e militari italiani. Ma il reclutamento non avrà mai le proporzioni sperate, e per far rispettare la leva obbligatoria Graziani sarà costretto ad emettere un bando in cui si minaccia la pena di morte per chi non si presenta entro i termini.  Ai primi di novembre la sede del nuovo governo viene stabilita a Salò, sul lago di Garda.

Il 14 novembre, con il congresso di Verona e l'approvazione della "carta sociale", nasce ufficialmente la Repubblica Sociale Italiana. Due mesi dopo, alcuni dei firmatari dell' "ordine del giorno Grandi"  vengono giudicati nel "Processo di Verona" (8 gennaio 1944) e quasi tutti condannati a morte per tradimento: tra essi Galeazzo Ciano, ex ministro degli esteri e genero di Mussolini, ed Emilio de Bono. Gli Alleati risalgono la penisola e in giugno viene liberata Roma. Il movimento partigiano ottiene importanti successi in tutto il Centro-Nord. Tedeschi e fascisti reagiscono rabbiosamente con i rastrellamenti, in cui vengono impiegati i militi della Guardia Nazionale Repubblicana e poi le Brigate Nere, che collaborano con le SS anche nella caccia agli ebrei. Nel dicembre del 1944 Mussolini tiene il suo ultimo discorso al teatro lirico di Milano. La linea Gotica cede e si apre anche il fronte orientale, dove avanzano le armate jugoslave di Tito. La stagione della Repubblica Sociale Italiana termina nell'aprile del '45, quando i tedeschi si arrendono, Milano Genova e Torino vengono liberate dai partigiani e Mussolini tenta la fuga, ma viene catturato a Dongo e giustiziato.
 

Eventi
La location sarà sempre Viterbo, con la Sala Polivalente della Sacra Famiglia
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Red. Spettacoli


VITERBO - Torna a Viterbo il Mini Festival, concorso canoro per bambini e ragazzi che quest'anno assisterà allla sua 19 ima edizione. Il Festival può essere considerato un pò il fratello maggiore di tutti gli altri concorsi similari che, negli ultimi anni, stanno proliferando in tutta Italia.

Quest’anno si cambia la formula: sempre due serate di semi finale più la finale, il tutto quindi si svolgerà in tre giornate consecutive: il 2, 3 e 4 dicembre 2016. La location sarà sempre Viterbo, con la Sala Polivalente della Sacra Famiglia, già “testata” per eventi del genere.


Come sempre, l’organizzazione è a cura dell’Associazione “Omniarts”, con il patrocinio  del Comune di Viterbo. Anche stavolta, inoltre, il Mini Festival diventerà promotore di solidarietà, in quanto farà parte delle manifestazioni promosse da “Viterbo con Amore” e rafforzerà la sua collaborazione pluriennale con il “Tuscia in jazz festival”. Circa 40 bambini e ragazzi, d’età compresa tra i 6 ed i 20 anni e provenienti da Viterbo, da paesi della provincia ed oltre, hanno partecipato alla passata edizione, i cui vincitori sono stati:

Cat. 6-11 anni: Beatrice Zoco (10 anni, Roma), con il brano “Promise this” (C. Cole);
Cat. 12-15 anni: Beatrice Piciollo (14 anni, Bagnoregio), con il brano “Mama knows best” (Jessie J);
Cat. 16-20 anni: Federico Giordano Orsini (17 anni, Roma), con il brano “New York state of mind” (B. Joel).

Per informazioni e iscrizioni minifestivaldiviterbo@gmail.com o telefonare ai numeri 327/2211332 – 328/7188646; le audizioni si terranno a metà novembre.

 

Il Commento
Cotanto amor di patria va premiato. Forse nei prossimi libri di storia delle elementari vedremo i loro ritratti fra Enrico Toti e Pietro Micca.
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di Roberto Ragone



Non avevamo dubbi. Pur di vincere, Renzi arruola anche i santi, forse perché non sa più a quale votarsi. In questo caso si trattava di Sant’Ubaldo, per una manifestazione a favore del SI’ al referendum che avrebbe dovuto svolgersi nella storica basilica di Gubbio, con il placet della Diocesi e che è saltata per le proteste dei cittadini e trasferita in un albergo sempre di proprietà della Diocesi.

 

Questo dei comitati per il SI’, annunciati da Renzi in TV nel numero di diecimila, è un argomento che sta venendo all’attenzione del pubblico anche nei piccoli centri come Ronciglione, in provincia di Viterbo, dove  è stato allestito un incontro per spiegare al colto e all’inclita il motivo per cui tutti dovremmo votare SI’. Tutto si è svolto secondo le previsioni, e abbiamo scoperto che gli oratori viaggiano a proprie spese e non sono per nulla sponsorizzati dal Presidente del Consiglio, persona il cui nome evitano accuratamente di pronunciare durante lo svolgimento della conferenza.

 

È legittimo domandarsi da dove traggano il denaro per la spesa al supermercato, visto che il loro tempo è devoluto ‘gratis ed amore’ alla Causa. Oppure tutto ciò non corrisponde a realtà e i collaboratori parlamentari perché di questi si è trattato – vengono regolarmente retribuiti nell’ambito delle proprie mansioni legittime. Oppure si vuol dare l’impressione che Renzi sia lontano dal problema referendum, completamente avulso da esso e non coinvolto nella sua riuscita o nel suo fallimento. Mentre il primo slogan era: “Se perdo vado a  casa.” Ora lo slogan è: “Per cacciarmi dovete fare un congresso e vincerlo.”
A prescindere dalle scelte pur legittime di un Presidente del Consiglio che puntualmente ci ammannisce il contrario di ciò che è. E che puntualmente viene smentito dagli organi ufficiali. Colpisce il fatto che i personaggi che vanno in giro per l’Italia a propagandare il SI’ non ricevano neanche un rimborso carburante, magari secondo le tariffe ACI. Eroismo? Generosità? Bontà d’animo?


Cotanto amor di patria va premiato. Forse nei prossimi libri di storia delle elementari vedremo i loro ritratti fra Enrico Toti e Pietro Micca.


[ESTRATTO DALL'ARTICOLO DE L'OSSERVATORE D'ITALIA VIRTUAL PAPER - PER LEGGERE L'ARTICOLO COMPLETO CLICCARE QUI PER APRIRE L'EDIZIONE DI OGGI DEL GIORNALE E ANDARE A PAG. 2]

La precisazione
Il legale sottolinea il fatto di aver accompagnato a Ronciglione la moglie e il dr. De Meo a proprie spese
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Red. Cronaca

 

RONCIGLIONE (VT) - In merito all'articolo intitolato “Referendum riforma costituzionale: il marketing all’americana by Jim Messina sbarca a Ronciglione” a firma Roberto Ragone pubblicato il 19 settembre 2016 su questo quotidiano e relativamente a quanto riportato nello stesso, ovvero: “Ma l’autista che ha accompagnato i relatori a Ronciglione, insieme all’auto che lui guidava, qualcuno l’avrà pur pagato, ed è legittimo pensare che Renzi o chi per lui abbia provveduto, cioè questi Circoli godano di finanziamenti statali”.


L'Avvocato Vincenzo Colarocco ha inteso precisare che:  Ebbene ‘l’autista’ sono io ed ho accompagnato mia moglie, la dott.ssa Valentina Tonti, assieme al dott. De Meo con la mia auto senza rimborso alcuno da parte di Renzi “o chi per lui” a Ronciglione: il tutto a mie spese. Peraltro, nessun rimborso viene elargito in favore di mia moglie, la quale per mero spirito civile divulga tecnicamente nel merito la riforma costituzionale.
 

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