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DISTANZIATORE
L'evento
È la prima volta che i presepi vengono esposti a Bracciano, dopo che per tre anni la stessa iniziativa è stata realizzata ad Anguillara Sabazia
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di Silvio Rossi


BRACCIANO (RM) - Un successo la mostra dei presepi di San Gregorio Armeno che si è svolta nel week end al centro storico di Bracciano. L’associazione Asso del Lago, assieme all’associazione Corpo di Napoli hanno animato le vie della cittadina. Dopo la paura dovuta alle forti piogge che tra le giornate di giovedì e venerdì hanno fatto temere un week end deserto, il sole novembrino che ha allietato il fine settimana ha contribuito a far giungere in visita numerose persone, di Bracciano, dei paesi limitrofi e moltissime presenze dalla capitale.

È la prima volta che i presepi vengono esposti a Bracciano, dopo che per tre anni la stessa iniziativa è stata realizzata ad Anguillara Sabazia. Uno spostamento di location che ha certamente portato bene all’iniziativa. Bracciano ha un centro storico più vivo, con locali, negozi, ha una naturale propensione al turismo, a differenza di quanto avviene nella vicina cittadina, che appare sia urbanisticamente che a livello di organizzazioni sul territorio più chiusa, legata, probabilmente, a divisioni di rioni che riescono a malapena a portare in strada chi abita a quattro passi dalle iniziative, e spesso non attira nessuno da altre località.

L'evento
Personaggi illustri della politica si sono alternati per dire "No grazie" alla riforma Boschi - Renzi
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di Ivan Galea

 

ALBANO LAZIALE (RM)  - Gremita la Sala Vespignani ad Albano Laziale in occasione del convegno organizzato dal Comitato del “No Grazie” che ha visto, tra l’altro, la presenza di ospiti autorevoli. Un momento importante e utile di approfondimento delle ragioni per le quali votare “NO” all’appuntamento con il Referendum del 4 dicembre.

 

Ad aprire il convegno Angelo Cardullo del Comitato “No grazie di Albano Laziale” e Roberto Cuccioletta portavoce Fdi - An Albano Laziale, promotori dell’evento, moderato dalla giornalista Chiara Rai, che è riuscito a mettere insieme molteplici realtà del territorio e illustri relatori come l’il deputato di Fdi – An Edmondo Cirielli il quale ha parlato ampiamente dei punti focali di questa riforma per smascherarne l’”inadeguatezza”. Cirielli si è anche soffermato sul superamento del “bicameralismo perfetto” che la Riforma Renzi – boschi in realtà non “supera” ma paradossalmente complica anche l’iter legislativo anziché superarlo.

 

Molto diretto e schietto anche l’intervento di Marco Silvestroni, Capogruppo città metropolitana Roma Capitale per Fdi-An che sostanzialmente ha parlato del funzionamento delle elezioni di secondo livello e dell’attuale criticità che attraversa la Città Metropolitana governata dal sindaco di Roma Virginia Raggi: “Difficile se non impossibile– ha detto - fare il sindaco e presiedere ai Consigli metropolitani e allora ecco che l’attività si paralizza”.

 

Incisivo anche l’intervento di Francesco Lollobrigida dirigente nazionale di Fdi -An che concretamente ha parlato delle proposte di Fdi-An rispetto alla riforma Renzi-Boschi: “Una riforma inutile – ha ribadito Lollobrigida - nella quale non viene nemmeno abolito il Senato, il Parlamento ancora una volta rimane sordo rispetto alla richiesta di tutti gli italiani che è l’elezione diretta del capo dello Stato”.

 

Sugli effetti di cambiamento sul territorio è intervenuta Federica Nobilio, referente nazionale comitato Terra Nostra che ha parlato dell’importanza del ruolo di rappresentare i cittadini, ruolo che lei incarna in pieno in quanto consigliere comunale di Albano Laziale. Un accenno essenziale Nobilio lo ha fatto anche riferendosi al fatto che se passasse il si servirebbero più firmeper i disegni di legge di iniziativa popolare: all’ampliamento della partecipazione diretta dei cittadini comporterà l’obbligo di raggiungimento di 150mila firme mentre attualmente ne servono 50mila per i disegni di legge di iniziativa popolare.

 

Brillante anche l’intervento di Marica Roma, Referente Movimento Futuro Italia che ha illustrato del rischio concreto di modifica dei principi fondamentali della Costituzione italiana attraverso la riforma costituzionale. Una riforma “non legittima perché prodotta da un Parlamento eletto con una legge elettorale – Porcellum - dichiarata incostituzionale.

 

Un tributo alla questione è arrivato anche da Matteo Mauro Orciuoli capogruppo in consiglio comunale Area Democratica che non ha inteso trascurare la questione dei costi: “Se il problema era ridurre le poltrone e le spese e in considerazione del fatto che, stante il bicameralismo perfetto – ha detto Orciuoli - attualmente Camera e Senato svolgono le stesse identiche funzioni, perché non tagliare la camera con il doppio dei componenti e che costa il doppio circa 1 miliardo a bilancio contro i circa 500 del Senato? Senza contare che è stato dimostrato che il risparmio effettivamente conseguibile non è assolutamente quello sbandierato dai promotori del Si ma molto più esiguo”.

 

A chiudere questo appuntamento per il No Giancarlo Righini Capogruppo Consiglio regionale Fdi – An il quale ha parlato a tutto tondo sia del rapporto tra Stato – Regione e del fatto che la confusione sulle competenze aumenterebbe grazie alla nuova Riforma. “Anziché superare il bicameralismo paritario, la riforma lo rende più confuso – ha ribadito Righini - creando conflitti di competenza tra Stato e Regioni e tra Camera e il nuovo Senato”. E ancora: “Nella storia – è stato ribadito - ci sono state rivoluzioni per ottenere la Carta costituzionale. Nel 1848 in Italia ci fu un cambiamento epocale con lo Statuto Albertino. I cittadini cominciavano ad avere diritti. Nel dopo guerra i Costituenti vollero riaffermare i principi di democrazia e di libertà compressi tra le due guerre in Italia come in molti altri paesi europei. Oggi arriviamo al grande evento. Ma leggendo il testo ci accorgiamo che va nella direzione opposta: anziché allargare la partecipazione e i diritti dei cittadini, questo testo li restringe inesorabilmente e rende più complicato e farraginoso il percorso legislativo. L’articolo 70 recitava in due righe: “La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere”. Oggi, la riforma di Renzi impegna due pagine con 7 tipologie di procedimenti legislativi.

La sentenza
Nel video con l'articolo parlano il fratello della vittima Roberto Maria Pennacchi, la fidanzata Pamela Leoni, un amico di famiglia Simone Carabella e la mamma Isabella
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Redazione

 

VELLETRI (RM) - 30 di anni di carcere per l'albanese che ha ucciso Francesco Maria Pennacchi. Questo l'esito del processo con rito abbreviato a carico di Prifti Lorenc di 43 anni, accusato di omicidio volontario aggravato dai futili motivi, tentato omicidio e porto abusivo di arma.

 

Parliamo dell’atroce omicidio di Francesco Maria Pennacchi il commercialista accoltellato a morte al torace con un fendente lungo 35 cm da un vicino di nazionalità albanese mentre usciva dal suo studio la notte tra il 26 ed il 27 Novembre del 2015 dal quarto piano di un palazzo in via dei Volsci 71 a Velletri. Prifti è stato arrestato la notte stessa dell’omicidio, adesso si trova nel carcere di Velletri dove gli sarà comunicato l0esito della sentenza di oggi.

 

Il processo con rito abbreviato era iniziato lo scorso 20 ottobre. Il Pubblico Ministero Giuseppina Corinaldesi nell'udienza che si è tenuta il 28 ottobre ha descritto minuziosamente il caso e chiesto l'ergastolo per l'assassino di Pennacchi senza le attenuanti generiche che nel caso del rito abbreviato corrisponde a 30 anni.

Lo scorso 11 Novembre ha parlato l'avvocato Giulia Bongiorno per la mamma di Francesco, e l'avvocato Alessandro Priori per Roberto Maria Pennacchi: i legali hanno chiesto anche l'aggravante della premeditazione, il dolo intenzionale volontario e che non gli vengano riconosciute le attenuanti generiche. “Francesco Maria è stato ucciso non durante un atto d’impeto – hanno ribadito i legali - ma intenzionalmente”. Oggi ha parlato davanti al Giudice Isabella De Angelis e l'avvocato di Prifti Marco Fagiolo.

 

Nel video parlano il fratello della vittima Roberto Maria Pennacchi, la fidanzata Pamela Leoni, un amico di famiglia Simone Carabella e la mamma Isabella. I familiari hanno voluto ripercorrere quella tragica notte in cui è stato barbaramente assassinato Francesco.

Una prima battaglia vinta, quindi, da tutti coloro che hanno voluto bene al giovane commercialista ucciso e che hanno auspicato il massimo della pena per l’assassino. 

Il confronto
L’incontro è stato organizzato e promosso da Dario Scarselletta e si è tenuto nella sala dei Piccoli Comuni
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Red. Politica


NEMI (RM) - Confronto costruttivo a Nemi sulle ragioni del “Si” e le ragioni del “No” al referendum. L’incontro è stato organizzato e promosso da Dario Scarselletta e si è tenuto nella sala dei Piccoli Comuni per gentile concessione del sindaco Alberto Bertucci.

 

Presente il consigliere di maggioranza Gianni Ibba. Per il SI sono intervenuti Carmelo Ucchino, scrittore e componente della rete del SI di Albano Laziale e Massimo De Meo Coordinatore nazionale della rete dei SI. Per le ragioni del NO saranno invece presenti Marco Guglielmo Segretario di “Possibile” e Giuliano Calisti, Presidente della sezione Anpi di Genzano. Le persone che hanno partecipato hanno giudicato gli interventi del “no” al referendum di carattere prettamente politico mentre quelli del SI sono stati considerati maggiormente supportati da spiegazioni tecniche.

 

Di fatto i relatori, sia che abbiano evidenziato il carattere politico del voto e sia che abbiano cercato di analizzare i fatti in maniera scevra da dettami di tipo politico, hanno ben espresso da entrambi gli schieramenti le opposte posizioni che il confronto organizzato da Scarzelletta ha inteso mettere in risalto. Anche Nemi dunque, è stata protagonista di dibattiti politici in vista del Referendum.

 

Sicuramente non si respira in paese quel clima di partecipazione che invece ha interessato diversi altri comuni dell’hinterland. Sembrerebbe che sabato ci sia stato un altro dibattito con le ragioni del No, passato un pò in sordina o comunque non con il giusto eco mediatico e di partecipazione che si conviene per questi appuntamenti. Intanto l’appuntamento del 4 dicembre è sempre più vicino e non resta che attendere l’esito per poi analizzare il fenomeno con numeri alla mano. 

Emergenza bombe
Nel 2013 la Regione Lazio determinò di impiegare 165mila euro per bonificare l'arenile del lago Albano da ordigni bellici - Guarda il video
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di Ivan Galea

 

CASTEL GANDOLFO (RM)
- Con il pattino sul Lago Albano di Castel Gandolfo per rendersi conto di persona della situazione bombe sommerse in via dei Pescatori: Marco Silvestroni, Presidente del gruppo consiliare di Fratelli d’Italia Alleanza Nazionale alla Città Metropolitana di Roma Capitale ha appena presentato una istanza urgente al sindaco metropolitano Virginia Raggi e al delegato all'Ambiente affinché la sindaca a Cinque Stelle riferisca in Aula su una situazione che oggettivamente appare preoccupante.

 

Silvestroni ha chiesto a Raggi di comunicare quali azioni intende intraprendere a riguardo
, chiedendo anche di acquisire copia del verbale di esecuzione di fine bonifica da parte della società affidataria dei lavori e copia degli atti di liquidazione da parte della Regione Lazio alla ditta esecutrice della bonifica.


Ma cosa ha scoperto il consigliere metropolitano circumnavigando la costa nel tratto dove si trovano decine e decine di ordigni della seconda guerra mondiale a un metro e mezzo di profondità?
Intanto, come si evince chiaramente dal video girato da L'Osservatore d’Italia, la zona interdetta dove si trovano gli ordigni non è identificabile da alcun bagnante o natante in quanto non vi sono cartelli o boe o quant’altro che delimitino il perimetro della zona “rossa”. Silvestroni si accorge soltanto di alcuni frammenti di reti che ondeggiano tra le canne nel lago: “Evidentemente – dice Silvestroni – quelli sono frammenti dell’ordinanza del Comune datata 2013”.


In effetti in quell’area è stata fatta solo una bonifica parziale degli esplosivi a giugno del 2013
quando la direzione regionale del Suolo e difesa del territorio affidò i lavori di somma urgenza per la bonifica da ordigni a una ditta impegnando circa 165 mila euro: “A quanto pare – aggiunge Silvestroni – c’è una zona bonificata e l’altra no e allora la domanda sorge spontanea: perché non è stata completata questa bonifica?”.

 

L'ordinanza di interdizione del sindaco di Castel Gandolfo
Nel 2013 i ritrovamenti delle bombe in spiaggia già rappresentavano una vera e propria emergenza tanto che il sindaco di Castel Gandolfo Milvia Monachesi emise una ordinanza di interdizione al transito dei pedoni per più di un chilometro di spiaggia a partire dalla località “porticciolo”.

 

Politica
A illustrare le ragioni del Si il costituzionalista, scrittore e politico Stefano Ceccanti, e quelle del No, sostenute dal giornalista e politico Vincenzo Vita
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di Ivan Galea


CASTEL GANDOLFO (RM) - Successo di presenze per il confronto sul referendum che si è tenuto a Castel Gandolfo nella sala comunale Pertini. A illustrare le ragioni del Si il costituzionalista, scrittore e politico Stefano Ceccanti, e quelle del No, sostenute dal giornalista e politico Vincenzo Vita. Entrambi hanno ricoperto la carica di senatore nelle fila del Pd ma poi Vita ha deciso di intraprendere un’altra strada e lasciare il Partito Democratico.

 

“La transizione è (quasi) finita” è il titolo del libro che Ceccanti ha scritto e che per porta in giro in questo tour elettorale per promuovere il suo SI al Referendum. Tanti i temi toccati attraverso le domande rivolte dalla giornalista Chiara Rai. Tra questi ad esempio la necessità o meno di superare il bicameralismo perfetto che ha incontrato l’accordo tra i due relatori. Soltanto che per Ceccanti va superato con la riforma oggetto del voto del prossimo 4 dicembre in quanto è fermamente convinto che questo “capolavoro dell’emendamento Finocchiaro” inerente la riforma del Senato che, a quanto se ne dica, è rappresentativo dei territori: “In tutti i sistemi costituzionali europei la seconda Camera – ha ribadito Ceccanti - per il fatto di essere rappresentativa di altri governi e di altre istituzioni territoriali, è già un contrappeso al governo nazionale”. Dunque per Ceccanti si tratta di un Senato rappresentante delle istituzioni territoriali che non dà e non revoca la fiducia al Governo: “Il presidente del Consiglio non avrà tutti questi superpoteri che si crede, infatti il Senato può rappresentare con le sue funzioni di controllo e valutazione dell’operato del Governo, un vero contrappeso”. Per di più è stata introdotta la possibilità del controllo preventivo della Corte sulla legge elettorale. Sono state alzate le maggioranze per eleggere il Presidente della Repubblica e dato al Senato la possibilità di eleggere due componenti alla Corte costituzionale. “Grazie al capolavoro di Finocchiaro – ha concluso Ceccanti - sono stati rafforzati gli strumenti di democrazia diretta. Quindi ritenere che se passasse la riforma ci sarebbe uno sbilanciamento è totalmente strumentale e infondato”.

Vincenzo Vita ha detto chiaramente che sì, il bicameralismo perfetto va superato ma non come lo intende l’attuale Riforma e poi non è colpa del bicameralismo perfetto se i governi che si sono susseguiti finora hanno avuto poca stabilità bensì è un fattore politico: “Perché a questo punto – ha detto Vita – non prevedere un monocameralismo? Meglio, a questo punto, che il Senato sia abolito del tutto. In questo modo, invece, il Senato è ridotto, ma non abolito. Il bicameralismo rimane per una serie di materie che possono innescare gravi conflitti ”. Forse una provocazione, o forse no. Fatto sta che Vita ritiene che l’attuale riforma non risolva questo punto anzi l’attuale riforma spacca l’Italia: ”La democrazia sarebbe a serio rischio se passasse il Sì perché per cinque anni avremmo una forza politica che governa senza contrappesi e il potere si allontana sempre di più dai cittadini”. Il confronto ha toccato poi altri diversi punti dove le due autorità competenti in materia hanno spiegato le loro ragioni. Il sindaco di Castel Gandolfo Milvia Monachesi ha ringraziato i relatori intervenuti e si è detta molto soddisfatta dell’andamento del confronto: pacato e utile alle persone che hanno partecipato all’evento. Presente anche il vicesindaco Cristiano Bavaro e altri componenti della squadra Monachesi.
 

Cronaca
Quella che appare come una cascata da vita a un vero e proprio fiume che invade la strada
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di Ivan Galea

 

NEMI (RM) - Enorme perdita d'acqua a Nemi in via Parco dei Lecci dove ormai da due giorni quella che appare come una cascata da vita a un vero e proprio fiume che invade la strada creando non poche difficoltà per i passanti e per coloro che devono accedere alle rispettive abitazioni. I residenti della zona alta di Nemi si ritrovano quindi a fare i conti con i rubinetti a secco o se va bene con un filo d'acqua a causa dell'enorme abbassamento di pressione. Ormai non si contano più i guasti alle condutture idriche della zona nord del paese delle fragoline che risultano essere ormai datate e quindi suscettibili a guasti. Probabilmente una sostituzione delle tubature obsolete, anziché interventi tampone, risolverebbe definitivamente il problema e potrebbe rappresentare un risparmio, a medio/lungo, termine per il gestore idrico.
 

Politica
L'incontro sulle ragioni del SI e del NO è stato organizzato dai ragazzi di Gens Albana Giovani
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di Ivan Galea


ALBANO LAZIALE (RM) - Una sala strapiena a Palazzo Savelli per l'evento "Referendiamoci" organizzato da Gens Albana Giovani. Questo gruppo di ragazzi, del territorio dei Castelli Romani, ha centrato un importante obiettivo: informare in maniera corretta quante più persone possibili sulle ragioni del SI e su quelle del NO per il prossimo referendum del 4 dicembre. E lo hanno fatto attraverso un confronto tra due persone competenti in materia il dr Gabriele Sepio consigliere Delegato alle Politiche Sociali presso l’Assessorato Politiche Sociali del Comune di Albano a favore del SI e l’avvocato Roberto Di Lauro a favore del NO. Presente anche il primo cittadino di Albano Laziale Nicola Marini il quale fin da subito ha accolto i giovani di Gens Albana mettendo loro a disposizione la sala comunale.


Tanti gli amici, istituzioni e cittadini presenti
ai quali ha dato il benvenuto, subito dopo l'introduzione della giornalista e moderatrice Chiara Rai, la presidente dell'associazione Gens Albana Cinthia Vercelloni. Quest'ultima ha voluto ricordare, riscuotendo condivisione e apprezzamento in sala, l'importante figura storica di Tina Anselmi scomparsa recentemente: la prima donna ministro della storia della Repubblica italiana impegnata in politica fin da giovane. Anselmi che insieme a Nilde Jotti fu esempio di lotta alle diversità, soprattutto in quella che era una società dove le donne ricoprivano un ruolo marginale.


Diverse le domande che l'ala giovanile di Gens Albana ha posto ai due relatori:
dal superamento del bicameralismo perfetto alle modifiche del titolo V della Costituzione passando per l'abolizione delle province e del CNEL per poi soffermarsi sulle modifiche significative del Senato della Repubblica e sulle prospettive post referendum in merito all'attuale sistema elettorale.


Il confronto tra Di Sepio e Di Lauro si è svolto pressoché in maniera civile e costruttiva anche se, tra i due, non sono mancate le così dette frecciatine di carattere politico, anche perché, inutile negarlo, questo referendum è diventato una questione di appartenza politica dove il SI rappresenta la fedeltà al governo Renzi mentre il NO tutto il contrario. Però proprio i giovani di Gens Albana hanno inteso sottolineare l'importanza di arrivare al voto del 4 dicembre scevri dalle ideologie politiche ma affatto digiuni da quelli che sono i punti fondamentali della riforma costituzionale. Ottima riuscita, quindi, per il debutto dei ragazzi di Gens Albana Giovani che hanno promesso altri appuntamenti e altre numerose occasioni di confronto su tematiche di interesse pubblico.
 

Il caso
Equi Diritti scende in campo: "Ora la politica risolva i problemi!"
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di Chiara Rai


VELLETRI - C’è un protocollo d’intesa firmato da Regione Lazio e Procura di Velletri che mette a disposizione dei Comuni circa 5 milioni di euro l’anno per le demolizioni degli immobili abusivi le cui sentenze sono passate in giudicato.

Da quando sono iniziate le demolizioni, sono sempre di più le persone che manifestano per tutelare i loro diritti, come successo anche la mattina di mercoledì di fronte il Tribunale di Velletri. Di situazioni “irregolari” nel territorio castellano ce ne sono tantissime ma non tutte sono emerse nella famigerata lista di “abusivi” stilata per ciascun Comune e in base alla quale si procede con le acquisizioni. A Rocca di Papa ad esempio ci sono oltre 4 mila abusivi ma solo per circa 200 abitazioni sono state previste acquisizioni.

Equi Diritti al momento raccoglie le voci di residenti di almeno 31 Comuni. Il problema è a monte ma di controverso superamento: i piani regolatori di molti Comuni sono vecchi e inoltre ci sono centinaia di richieste in sanatoria avanzate dai cittadini con l’ultimo condono a cui la Regione ha risposto con parere negativo perché gran parte delle abitazioni in oggetto ricadono su territori vincolati. Contro le acquisizioni pendono molti ricorsi al Tar di cui svariati danno ragione ai cittadini

Per Cristina Milani presidente di Equi Diritti, Comitato spontaneo contro le demolizioni e acquisizioni non si tratta di “abusivi” ma di persone con “irregolarità”, pronti a pagare e a sanare ma impossibilitati a farlo perché è una situazione “che deve risolvere la politica” ed è per questo che il Comitato andrà avanti affinché non si trovi una soluzione “equa” per tutti coloro che si trovano con immobili che presentano difformità risolvibili. Si tratta di situazioni che per alcuni si trascinano da 40 anni e per altri da oltre un ventennio. Il prossimo obbiettivo è protestare in Regione per farsi ascoltare “perché il problema riguarda tutta la collettività”. Infatti, le risorse che mette a disposizione la Regione vengono erogate a titolo di prestito senza interessi ma in questo modo i Comuni , spiega Milani, si troveranno a costituire un debito fuori bilancio che dovranno pagare gli stessi cittadini i quali si ritroveranno a sborsare dei soldi per demolire la casa del proprio vicino. Dunque i Comuni s’indebitano per effettuare queste demolizioni e la conseguenza potrebbe sfociare nel rischio di tagli su altri servizi ai cittadini per fare cassa. La protesta in Tribunale si è svolta in maniera pacifica. Nutrita la partecipazione. A garantire sicurezza e ordine i Carabinieri della compagnia di Velletri diretta dal Capitano Giambattista Fumarola. Presente anche la Polizia di Stato e la Municipale. 

L'intervista
Ufficializzata la carica di sindaco per Sabrina Anselmo che è già al lavoro con tutta la sua squadra per attuare le linee programmatiche
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di Silvio Rossi
Anguillara (RM)
- Sabrina Anselmo torna davanti alle videocamere de L'Osservatore d’Italia e questa volta lo fa da primo cittadino di Anguillara Sabazia, dopo che la scorsa domenica ha vinto il ballottaggio contro la coalizione di centrodestra rappresentata dall'ex sindaco di Anguillara Antonio Pizzigallo che ha sfiorato la vittoria al primo turno ottenendo un 48% circa di consensi.

Nella giornata di martedì 21 giugno, coincisa con l'ingresso dell'estate, è giunta la proclamazione ufficiale dei risultati espressi domenica scorsa nelle urne e la Anselmo è stata proclamata ufficialmente sindaco di Anguillara. Un risultato quasi inaspettato, data la grande differenza che separava i due contendenti dopo il primo turno. E ora a Sabrina Anselmo e alla sua squadra pentastellata spetterà il compito di riuscire a consolidare quella fiducia concessa dai quasi cinquemila elettori.
 
Abbiamo posto qualche domanda alla neo prima cittadina di Anguillara in merito a diverse tematiche come quali saranno le prime azioni che verranno intraprese per far fronte alle varie criticità che affliggono la cittadina lacustre, al regolamento dei comitati di quartiere, e… Buona visione!

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