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DISTANZIATORE
Urbanistica & Territorio
La nuova legge permetterà ai Comuni non solo di autorizzare ma di avere una idea sullo sviluppo della propria comunità.
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Redazione


Presentata ieri alla Regione Lazio la nuova legge sulla Rigenerazione urbana. La norma, approvata dal Consiglio regionale, chiude una fase drammatica nella quale lo sviluppo urbanistico era sinonimo di distruzione del suolo e di aumento quantitativo.

Dopo 8 anni, finisce l'epoca delle deroghe.
Uno dei primi atti di questa legislatura fu proprio la modifica del Piano casa, con l'abrogazione delle norme che prevedevano l'applicazione del piano in deroga alle leggi nazionali e alla pianificazione regionale sulle aree naturali protette, i parchi e le zone sottoposte a vincoli paesistici. Ora, per la prima volta dal 2009, nel Lazio finisce la stagione delle deroghe in tema di pianificazione urbanistica.

Lo spirito della legge:
una relazione virtuosa tra edilizia e paesaggio. Il modello di sviluppo basato sull'aggressione del suolo ha prodotto bruttezza, disagio sociale, profitto per pochi e pessime condizioni di vita per molti. La nuova legge mostra attenzione alla bioedilizia, alla staticità, all'antisismicità, il tutto con l'obiettivo di non consumare ulteriore suolo e a introdurre il riuso dei materiali frutto delle demolizioni. Un'idea di sviluppo basata sul rispetto del territorio, sulla capacità di produrre lavoro ed economie puntando su innovazione e sostenibilità.

Nuovo protagonismo ai comuni nella pianificazione, per favorire interventi che contribuiscano migliorare la qualità urbana e la vivibilità dei nostri quartieri mediante la realizzazione di nuove opere pubbliche e nuovi servizi per i cittadini.

Ecco i grandi obiettivi della nuova legge:


Qualità, per favorire la qualità urbana con tanti interventi nelle zone più degradate. Come? I comuni potranno individuare gli ambiti territoriali di riqualificazione e recupero edilizio e prevedere premialità per il rinnovo del patrimonio edilizio esistente, per le opere pubbliche e per le cessioni di aree aggiuntive.

Sicurezza e sostenibilità, i consigli comunali potranno inserire negli strumenti urbanistici generali vigenti ampliamenti, a questi scopi, del 20% della volumetria o della superficie utile esistente degli edifici a destinazione residenziale, per un incremento massimo di 70 mq. I comuni, inoltre, potranno accordare sconti sugli oneri di urbanizzazione se gli interventi riguarderanno la prima casa.

Nelle zone colpite dal terremoto, gli ampliamenti, con realizzazione di un corpo edilizio separato, potranno essere autorizzati anche in un altro lotto dello stesso comune, ma non in zona agricola. quanto alla ricostruzione dei comuni, la legge prevede anche disposizioni per la riformulazione degli strumenti urbanistici nei comuni del cratere, oltre a una serie di misure per la prevenzione e la riduzione del rischio.

"La legge sulla 'Rigenerazione urbana e il recupero edilizio' è un pilastro della fase legislativa della nostra Regione. In questi quattro anni stiamo realizzando quelle che io chiamerei una 'rivoluzione gentile' – parole del presidente, Nicola Zingaretti, che ha aggiunto: una rivoluzione del Lazio basata sull'inesistenza di polemiche, di scontri, di voglia di apparire, basata invece, in primo luogo, su una forte solidarietà dell'alleanza di centrosinistra, una grande concretezza degli atti amministrativi e politici".

"La nuova legge è molto differente dal vecchio Piano Casa per tre ragioni:
perché dà strumenti e più poteri ai Comuni, permetterà ai Comuni non solo di autorizzare ma di avere una idea sullo sviluppo della propria comunità. In secondo luogo perché si superano le norme che prevedevano deroghe al normale iter amministrativo"- così Michele Civita, assessore regionale alle Politiche del Territorio.

"Con questa approvazione, si consentirà ai Comuni di progettare la rigenerazione urbana e la riqualificazione del tessuto edilizio esistente in un'ottica di maggiore sicurezza per i cittadini, anche a seguito dei noti tragici eventi sismici che hanno interessato il centro Italia, oltre che di salvaguardia ambientale: si limita, infatti, il consumo del suolo e vengono preservate le aree protette- è il commento di Mauro Buschini, assessore all'ambiente, che ha aggiunto: si introdurranno, inoltre, norme di semplificazione e di snellimento delle procedure al fine di garantire tempi certi nell'attuazione degli interventi. Vanno i più sentiti ringraziamenti al consiglio regionale e a tutti coloro che hanno contribuito all'approvazione di questa importante norma".

Il rapporto
Presentato presso la sede della Federlazio il primo osservatorio sull'edilizia.
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di Marco Staffiero

 

ROMA - Ancora dati allarmanti di una situazione a dir poco tragica. Oggi, presso la sede della Federlazio, sono stati presentati i dati del primo rapporto relativo all’Osservatorio sullo stato di salute dell’edilizia nel Lazio. Il report è stato illustrato dal Presidente della Federlazio Silvio Rossignoli, dal Direttore Generale Luciano Mocci e dal Presidente di Federlazio Edilizia Alessandro Sbordoni. All’incontro è intervenuto, tra gli altri, anche l’Assessore all’Urbanistica e Infrastrutture di Roma Capitale, Luca Montuori. L’Osservatorio Federlazio costituisce una iniziativa unica nel suo genere in quanto, oltre a raccogliere ed elaborare dati di contesto, rilevati da fonti ufficiali, prevede la realizzazione di una indagine rivolta direttamente ad un campione rappresentativo di 130 imprenditori edili del Lazio, intervistati tra il 10 aprile e il 5 maggio 2017. I dati dell’indagine si riferiscono al 2016 con previsioni per il 2017. Obiettivo fondamentale dell’Osservatorio è quello di produrre informazioni significative sull’andamento del settore, utili a tutti quei soggetti economici ed istituzionali impegnati nella programmazione e realizzazione di progetti, iniziative e azioni concrete per supportare e sostenere lo sviluppo del territorio. L’edilizia infatti, nonostante la crisi di questi ultimi anni, con le sue 72.000 imprese e oltre 130 mila addetti, costituisce il 15% dell’universo imprenditoriale e il 6% dell’occupazione totale nella regione e svolge una importante funzione di traino per l’intera economia e il sistema produttivo.
 
Dall’elaborazione Federlazio dei dati di contesto, si evince chiaramente come l’intero settore viva una grave crisi occupazionale e imprenditoriale. In Italia tra il 2012 e il 2016 le imprese attive si sono ridotte di 62.000 unità e i posti di lavoro persi sono stati oltre 300 mila. Nello stesso periodo, nel Lazio la situazione di crisi si evidenzia attraverso la chiusura di 1.196 imprese e di 30 mila occupati in meno. Se, poi, si considera il periodo 2010-2016 i posti di lavoro persi sono stati oltre 60 mila che corrisponde a una variazione percentuale del 32%. In pratica a partire dal 2010 ad oggi nel Lazio l’edilizia ha perso un posto di lavoro ogni tre. Il settore delle costruzioni mostra segnali di sofferenza anche rispetto al resto dell’economia italiana. Una tendenza, purtroppo, che non presenta ancora segnali significativi di ripresa, a differenza di altri comparti che, sia pur lentamente, si sono rimessi in moto. In un quadro tanto negativo emerge però un elemento positivo proveniente dal mercato immobiliare, con un numero di compravendite che nel 2016 in Italia ha superato le 500 mila unità (erano 440 mila nel 2012). Stesso trend per il Lazio che nel 2016 ha fatto registrare una crescita nelle compravendite rispetto al 2012 di ben 6.500 unità. L’indagine svolta da Federlazio, ha riguardato le seguenti tematiche: situazione attuale del mercato e occupazione; andamento attività per segmenti di mercato; fattori che incidono sul mercato; ricorso al credito; prospettive per il 2017.
 
Nel 2016 il saldo delle valutazioni sull’andamento dell’attività aziendale evidenzia un indice negativo di 30 punti che conferma lo stato di estrema difficoltà del settore, già emersa dai dati di contesto. Tale saldo è il risultato della differenza aritmetica tra il 15% delle aziende che hanno registrato un qualche sviluppo del proprio business e dal 45% che, invece, ha visto ancora una volta arretrare i livelli di attività aziendale. Questa condizione risulta più accentuata tra le imprese fino a 5 addetti (saldo -38,1) e tra quelle che operano sul mercato pubblico (-43,2). E' stato poi chiesto agli imprenditori di esprimersi sull’andamento del livello dei prezzi che il mercato riconosce alle attività edilizie nel 2016. Anche in questo caso il saldo, calcolato come differenza tra le percentuali di coloro che hanno ottenuto prezzi migliori (15%) e peggiori (41%) rispetto all’anno precedente, risulta fortemente negativo (-26) evidenziando anche una difficoltà sul fronte della capacità di tenuta dal punto di vista della qualità e del valore delle singole commesse.
A tutto questo si associa anche una forte diminuzione dei livelli occupazionali che nel 2016 ha riguardato il 35% delle imprese intervistate.
 
In particolare i posti di lavoro diminuiti in misura più accentuata sono risultati quelli stabili, a tempo indeterminato (saldo -23,2), confermando la condizione di incertezza del mercato.
Il grafico sugli andamenti dei singoli segmenti di mercato evidenzia come da un lato, la crisi abbia colpito maggiormente le attività relative alle nuove costruzioni, soprattutto dell’edilizia commerciale (saldo -51,5), mentre dall’altro versante, le attività connesse alle ristrutturazioni e alla valorizzazione dell’edilizia privata risultano essere quelle che hanno consentito al settore di contenere le difficoltà (saldo -9,8). Questo grazie, soprattutto, agli effetti positivi degli incentivi fiscali che sono stati confermati anche per il 2017. Tra i fattori che incidono negativamente sull’andamento del business aziendale, al primo posto (voto da 1 a 5) gli imprenditori indicano il “rallentamento e le complicazioni nelle procedure di aggiudicazione dei bandi pubblici” (4,05), seguito da “riduzione dei bandi di gara” (3,66) e “aumento dei vincoli burocratici” (3,61).Sul fronte del Credito, il 46% dichiara di aver richiesto una qualche forma di credito bancario nel 2016. Si tratta di una percentuale più bassa se confrontata quella emergente dall’indagine congiunturale che Federlazio realizza presso le imprese del Lazio, dalla quale risulta che due aziende su tre circa hanno richiesto un credito bancario nel corso del 2016. Solo il 40% degli intervistati è riuscito ad ottenere completamente quanto richiesto alla banca, il 27% solo parzialmente, mentre il 33% sono le richieste “non accolte”. Riguardo i motivi del mancato o parziale accoglimento, oltre i due terzi (63,6%) dichiarano che “la banca non ha ritenuto finanziabile l’iniziativa”.
 
In merito alle previsioni, l’orizzonte medio temporale, in mesi di lavoro assicurato per le imprese, è risultato pari a 10 mesi, che corrisponde allo stesso valore emerso dalle indagini periodicamente realizzate dall’Istat sull’intero territorio nazionale. Interessante notare come questo valore si riduca a 5-7 mesi per le aziende di piccole dimensioni. Riguardo invece alle previsioni sull’andamento delle attività, rispetto al quadro del 2016 le aspettative per il 2017 sembrano in generale in lieve miglioramento, con un saldo complessivo pari a -16 (-30 nel 2016). Nel dettaglio sui singoli segmenti di mercato, le aspettative sono in crescita per gli interventi di recupero urbano (saldo +5,3) e per le ristrutturazioni per l’edilizia privata (saldo +2,4). Segnale fortemente negativo dall’edilizia commerciale (saldo -53,1), considerato con pochissime prospettive per il futuro. “Da tempo volevamo realizzare un Osservatorio sull’Edilizia del Lazio- ha dichiarato il Presidente di Federlazio Edilizia, Alessandro Sbordoni - che fosse in grado di monitorare il reale stato di salute della categoria. Il report derivante dall’attività dell’Osservatorio, verrà realizzato a cadenza annuale affinché possa essere di aiuto ad Istituzioni ed operatori economici che quotidianamente lavorano per lo sviluppo di questo importante comparto.
 
Dal rapporto di quest’anno emergono chiaramente alcuni aspetti che devono essere presi in considerazione in chiave di prospettiva e impegno futuro. Come si è visto, in un quadro generale estremamente negativo, gli imprenditori sembrano fare un certo affidamento sullo sviluppo delle attività di ristrutturazione e riqualificazione del patrimonio immobiliare. Assieme a questo filone emerge anche una aspettativa positiva nei confronti delle attività relative alla riqualificazione urbana, quanto mai necessario oggi nella città di Roma e nelle altre città laziali, che potrebbe generare nuove e ampie opportunità di business. Sul fronte dell’impegno pubblico - ha continuato Sbordoni - non deve assolutamente essere sprecata l’opportunità offerta dal “Piano Casa Italia”, messo in cantiere dal governo, successivamente agli eventi sismici. Di particolare interesse e impatto per il territorio regionale è poi la Legge Regionale sulla rigenerazione urbana (‘Norme per la rigenerazione urbana e per il recupero edilizio’), approvata proprio in queste ore, con la quale la Regione Lazio propone un testo che superi il regime del Piano Casa e anticipi l’entrata in vigore del Testo Unico sull’urbanistica. Si spera inoltre che, sul fronte procedurale, la Pubblica Amministrazione abbia consolidato le procedure connesse al nuovo codice degli appalti e che tale condizione possa riflettersi positivamente sui livelli di efficienza, efficacia e rapidità di aggiudicazione dei bandi pubblici che incide in maniera particolarmente negativa sulle attività delle aziende".
Lavoratori & sindacati
Coppini: “Considerato il reiterato silenzio dei vertici della Cotral, ci sentiamo nuovamente costretti a rivolgerci agli enti deputati al controllo"
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Redazione

COTRAL
- “Difformità sulle rotazioni dei turni del personale viaggiante in merito al mancato recupero del riposo settimanale da effettuare come compensazione entro la terza settimana dal giorno di riposo settimanale ridotto.” Questo l’oggetto dell’esposto contro Cotral, l’azienda regionale di trasporto extraurbano, presentato all’Ispettorato Territoriale del Lavoro della Provincia di Roma dal Sindacato Unitario Lavoratori

“Considerato il reiterato silenzio dei vertici della Cotral, ci sentiamo nuovamente costretti a rivolgerci agli enti deputati al controllo. - Dichiara il Segretario Regionale SULCT Renzo Coppini - Nel caso specifico, - prosegue Coppini - abbiamo sollecitato l’intervento dell’Ispettorato del Lavoro per il mancato rispetto dei riposi degli Autisti”. È quanto dichiara il Segretario Regionale Renzo Coppini. “Questa situazione, aggravata dalle ultime disposizioni aziendali che obbligano i Lavoratori a effettuare prestazioni straordinarie, potrebbe arrecare un danno psico-fisico agli stessi, con conseguenze negative sul servizio erogato agli utenti”.

“La Cotral è sorda – continua il Segretario -, ci ostiniamo a proporre soluzioni, cerchiamo di mantenere un dialogo costruttivo con il management, per il bene sia dei Lavoratori che dei cittadini, ma il rapporto rimane ‘freddo’ e non si riesce a cavare un ragno dal buco, neanche davanti a temi di rilevanza oggettiva e di fronte ai cinque scioperi da noi proclamati, i quali hanno registrato un’ampia adesione”.

“Si decanta il raggiungimento di un bilancio in positivo, tutto da verificare, ma ci si dimentica delle condizioni deprecabili dei dipendenti, afflitti come sono dal taglio del servizio, percorrenze insufficienti, che producono ritardi e soppressioni corse, vetture in parte vecchie e senza aria condizionata, manutenzioni critiche, trasferimenti impropri, promozioni ad personam e chiusure impianti senza concordare nulla con le parti sociali. Problematiche serie, alle quali l’Azienda non dice nulla e si diletta, nel contempo, a snocciolare pompose campagne pubblicitarie, magari con l’obiettivo di distogliere l’attenzione”. 

“La realtà è ben altra cosa – conclude Coppini -, però nessuno la tira fuori, magari per evitare mal di pancia ai vertici della Cotral. Solo notizie liete, che esaltano la governance, sembra essere oramai il diktat, al bando quelle negative che denunciano lo stato effettivo delle cose. Ma noi continueremo, con la Procura della Repubblica, la Corte dei Conti e l’Ispettorato, almeno fino a quando non si ristabilisce la verità”.

Ambiente
Attraverso gli esiti analitici saranno programmati gli interventi con Ministero, Province e Comuni
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LAZIO - Valle del Sacco, deliberato il monitoraggio delle acque: avverrà tramite il campionamento delle acque ad uso potabile e dei pozzi di emungimento ad uso irriguo e domestico presenti nelle aree perimetrate. Il provvedimento si pone obiettivi chiari: attuare un monitoraggio sull’intera area perimetrata delle acque ad uso potabile, e programmare, attraverso gli esiti analitici, gli interventi urgenti da effettuare, i quali saranno concordati attraverso una collaborazione con il Ministero dell’Ambiente, le Province e le amministrazioni comunali interessate. Saranno le Asl a provvedere ai campionamento secondo le modalità indicate da Arpa Lazio.  Un provvedimento importante che si aggiunge alle azioni già deliberate in questi mesi: la promozione delle attività di fitorisanamento e fitodepurazione per la rimozione puntuale dei livelli di inquinamento; le attività per l’attuazione della bonifica grazie al censimento e alla quantificazione economica degli interventi che saranno discussi, con i comuni, il prossimo 13 luglio in un apposito tavolo; l’istituzione del primo Presidio Sanitario ambientale in Italia per combattere le patologie legate all’inquinamento; il proseguimento delle attività precedentemente programmate sul SIN dalla Presidenza del Consiglio.  “La bonifica della Valle del Sacco, un’area che, dopo essere stata declassificata, è tornata sito di interesse nazionale (Sin) grazie anche al lavoro della Regione, è una sfida complessa che stiamo affrontando. Continueremo a profondere ogni sforzo, al fianco dei tanti cittadini e delle associazione che da anni si mobilitano, per aprire, finalmente, una nuova fase per questo territorio per troppo tempo martoriato”- così Mauro Buschini, assessore all’ambiente.

Carenza d'acqua
Si è determinata una diffusa e generalizzata criticità, connessa alla scarsità di risorsa idrica, dovuta alla mancanza di piogge autunnali
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LAZIO - Si aggrava la crisi idrica nel Lazio. Stamattina – informa la Regione Lazio in una nota – il presidente Nicola Zingaretti ha firmato il decreto sulla dichiarazione dello stato di calamità naturale. Diverse le condizioni – continua la nota – su cui è stato costituito il testo del decreto, a partire da gravosi eventi di natura metereologica verificatisi nel territorio della regione. Si è infatti determinata una diffusa e generalizzata criticità, connessa alla scarsità di risorsa idrica, dovuta alla mancanza di piogge autunnali. Con il mese di giugno, questa criticità ha assunto livelli eccezionali. Diversi comuni hanno trasmesso all’Agenzia Regionale di Protezione Civile richieste di approvvigionamento di acqua ad uso potabile e zootecnico, causa carenza delle relative sorgenti. Al contempo, i gestori del servizio idrico integrato hanno prelevato oltre misura dai siti affidatigli in concessione. La concomitanza di tali elementi ha costituito uno scenario sempre più preoccupante. “Si è registrata – spiega la nota – una variazione negativa del livello delle acque del lago di Bracciano. In ambito agricolo, è cresciuta la rilevanza di danni alle colture, con una distribuzione omogenea sull’intero territorio regionale, mentre gli indicatori hanno rilevato situazioni oggettive di generale depauperamento dei livelli della risorsa idrica potabile disponibile. A ciò si aggiunga che, a causa della siccità, è emersa una comprovata recrudescenza di incendi che, nel solo mese di giugno 2017, ha visto un incremento del 300% rispetto allo stesso periodo del 2016, sull’intero territorio laziale. Nell’ambito dell’Ato 4 e dell’Ato 5, che insieme comprendono i comuni della provincia di Latina e Frosinone ed alcuni comuni della provincia di Roma, si sono quindi registrate situazioni di particolare gravità, evidenze che hanno indotto i presidenti degli stessi Ato a richiedere l’attivazione dello stato di emergenza idrica. Questo scenario – conclude la nota – ha dunque reso indispensabile procedere all’adozione di interventi immediati, urgenti e straordinari, a sostegno della popolazione e delle attività colpite. Da qui la richiesta al competente Dipartimento della Protezione Civile, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, di poter usufruire di conseguenti sostegni finanziari e dell’adozione di urgenti e straordinari provvedimenti dello Stato, finalizzati a fronteggiare adeguatamente la grave situazione emergenziale”.

Tutela salute pubblica
Le scuole, nel pieno rispetto delle normative sulla privacy, invieranno gli elenchi degli iscritti alle Azienda sanitaria di competenza
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Redazione

 

Vaccini obbligatori, la documentazione sull’effettiva esecuzione sarà acquisita attraverso un rapporto diretto fra le Scuole e le Asl: è quanto prevede l’accordo stipulato con l’Ufficio scolastico regionale. L’obiettivo è la semplificazione delle procedure a seguito dell'adozione del Dl sull'obbligo di vaccinazione per la popolazione da 0 a 16 anni. L’accordo, a cominciare dalla Asl di Frosinone, verrà esteso in tutto il Lazio.

Evitare e prevenire disagi alle famiglie per un possibile eccesso simultaneo di richieste ai servizi vaccinali. In base a quanto previsto dal documento, le scuole, nel pieno rispetto delle normative sulla privacy,  invieranno gli elenchi degli iscritti alle Azienda sanitaria di competenza.

La Asl valuterà la regolarità della situazione vaccinale di ognuno, attiverà tutte le procedure previste per eventuale recupero del gap vaccinale e invierà i certificati direttamente alla scuole.

Nel Lazio la copertura vaccinale risulta essere superiore alla media nazionale per 13 antigeni su 16:
•    polio,
•    difterite,
•    tetano,
•    pertosse,
•    epatite b,
•    hib,
•    morbillo,
•    parotite,
•    rosolia,
•    menigococco c,
•    pneumococco coniugato,
•    menigococco b,
•    meningococco ACYW coniugato.


Per quanto riguarda il morbillo la Regione proporrà l’offerta attiva del vaccino agli operatori sanitari nell'ambito dei programmi aziendali di tutela della salute.

 

I dati
Per le illegalità nel ciclo dei rifiuti, Lazio al 3° posto con 533 infrazioni e Roma 3° peggior provincia con 199
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Oggi Legambiente ha presentato a Roma il rapporto Ecomafia 2017. Anche nel Lazio, come in tutta Italia, si abbassano il numero di infrazioni complessive ai danni dell’ambiente grazie all’effetto positivo della legge sugli ecoreati nel codice penale, ma la nostra regione si conferma la 5° dopo quelle a tradizionale presenza mafiosa, per numero di reati complessivi, la prima nel centro Italia. Sono infatti nel Lazio 2.241 le infrazioni accertate nel 2016 con 1815 denuncie, 25 arresti, 448 sequestri. Complessivamente i reati ai danni dell’ambiente calcolati nel 2016, 2.241 con questo dossier, sono comunque lievemente in calo rispetto all’anno 2015 quando erano 2.430. Continua a essere il ciclo dei rifiuti a vedere il maggior numero di reati ecomafiosi nella nostra regione, 3° in classifica con 533 infrazioni che hanno portato a 564 denunce, 19 arresti e 180 sequestri; tra le provincie Roma al 3° posto con 199 reati e Frosinone che entra tra le peggiori dieci al 9° posto con 101 infrazioni.
 
“La nostra regione continua ad essere la prima dopo quelle a tradizionale presenza mafiosa, per il numero di reati legati all'ambiente, e a fronte di una lieve flessione, i numeri raccontano comunque di una forte presenza ecomafiosa nel Lazio – dichiara Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio -. Per i reati legati alla malagestione dei rifiuti, il Lazio occupa il terzo posto e anche nella classifica delle province è Roma a raggiungere la terza posizione nazionale, ciò dimostra quanta strada ci sia da fare e quale urgenza le amministrazioni devono avere nell'avviare un ciclo sano e virtuoso dei rifiuti perché ogni giorno senza estensione del porta a porta, centri di riuso sani e impiantistica adeguata, è un giorno in più per le ecomafie”. I reati legati al ciclo del cemento e quindi all’abusivismo edilizio, vedono il Lazio al 4° posto con 375 infrazioni (erano 514 nel 2015), 462 denunce e 162 sequestri, ed è Latina la peggior provincia, al 5° posto nella graduatoria provinciale con 144 infrazioni.
 
Sono moltissimi anche i reati ai danni della fauna, per i quali il Lazio è la sesta regione e le infrazioni sono 471, dalle quali sono derivate 410 denunce, 2 arresti e 88 sequestri. Roma è la 3° peggior provincia con 300 infrazioni. Per gli incendi dolosi e colposi, purtroppo sempre più all'ordine del giorno nelle cronache regionali, il Lazio occupa un poco onorevole 4° posto con le sue 436 infrazioni (440 nel 2015), 20 denunce, 3 arresti e 1 sequestro. Sono poi le Archeomafie e quindi i furti e reati ai danni del patrimonio storico-archeologico, che quest’anno fanno raggiungere al Lazio il primo posto assoluto nella classifica tra le Regioni a causa degli 80 furti avvenuti. Triste primato per il Lazio che sale al 1° posto (3° secondo il precedente rapporto) per la corruzione in materia ambientale, tra il 1 gennaio 2010 e il 31 maggio 2017 nella regione sono stati 391 gli arresti, 401 le denunce e 35 i sequestri legati proprio alla corruzione ambientale. “I numeri sull’abusivismo edilizio scendono positivamente nel Lazio ma bisogna aumentare ulteriormente i controlli e le denunce per azzerare questa piaga che ha devastato i territori.
 
Sono rimaste le stesse invece le cifre degli incendi dolosi e colposi, con l’aggravante che questi incendi sono e saranno sempre più devastanti vista l’evidente diminuzione degli eventi piovosi che stiamo vivendo. Il record di archeomafie poi, racconta di un enorme patrimonio storico del Lazio che va messo maggiormente in sicurezza. È invece molto preoccupante che per corruzione in materia ambientale, il Lazio raggiunga un triste primato rispetto allo scorso anno. I Comuni possono e devono fare ancora molto – conclude Scacchi -, nel monitoraggio del territorio e nella denuncia degli illeciti, bene la Regione Lazio per il recente protocollo con la Corte d'Appello di Roma proprio a contrasto degli ecoreati, torniamo a chiederle anche di far ripartire l’Osservatorio Ambiente e Legalità, per dare uno strumento importante in più ai cittadini e alle amministrazioni”. Intanto l'effetto della legge 68/2015 sui reati ambientali nel codice penale, è stata applicata nella nostra regione per 28 infrazioni, coinvolgendo 3 persone giuridiche e 35 persone note denunciate, con 11 sequestri.
Amministrazione pubblica & cittadini
La clausola di salvaguardia” prevede l'esenzione dall’attivazione di “ulteriori forme di accoglienza” per i Comuni che appartengono alla rete Sprar o che hanno manifestato la volontà di aderirvi
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Redazione

“Si stanno moltiplicando in questi giorni i casi di mancato rispetto della clausola di salvaguardia, che prevede la tutela dei Comuni Sprar rispetto a numeri limitati di presenze e all’apertura da parte dei Prefetti di altre forme di accoglienza non concertate con i sindaci. Ci rendiamo conto dell’emergenza, ma il problema non può essere caricato sempre sui Comuni, e sempre sugli stessi”. Lo afferma il delegato Anci all’Immigrazione, Matteo Biffoni.


“Continuiamo a segnalare ogni singola situazione al Ministero, ma le risposte stentano ad arrivare. Si tratta di casi molto gravi e palesi, di Comuni che hanno appena aderito allo Sprar sulla base di precise rassicurazioni che poi vengono disattese, mettendo i sindaci in una posizione difficile nei confronti della cittadinanza. I patti – sottolinea Biffoni – vanno rispettati a maggior ragione a fronte dell’emergenza, in quanto ogni azione contraddittoria in merito alla tenuta dell’accordo, in una fase delicata come quella attuale, incide in maniera negativa non solo sul singolo Comune oggetto della mancata applicazione della clausola, bensì su tutto il territorio nazionale, minando la fiducia dei sindaci. E se i sindaci non si fidano più, ogni strategia di accoglienza diffusa e concordata rischia di venire meno. Il riparto diffuso è possibile, anche a fronte dell’attuale emergenza. E in questo contesto l’adesione allo Sprar deve essere sempre più una garanzia di accoglienza sostenibile ed efficace. Chi non vi aderisce, può rischiare di subire invii massivi”.


“Ricordiamo che sono ancora almeno due terzi i Comuni che non hanno alcuna forma di accoglienza sul territorio. Siamo con il governo a sostegno di ogni iniziativa a livello europeo, perché l’immobilismo dell’Europa su questo tema è diventato davvero inaccettabile: diciamo basta con le parole, è l’ora dei fatti. Da parte nostra, siamo pronti ad appoggiare anche le decisioni più drastiche. Lo Sprar – conclude – è occasione per i sindaci e per le loro comunità di avere una presenza sostenibile, di qualità, trasparente dal punto di vista amministrativo e gestionale. Serve un segnale chiaro da parte del Governo che stiamo guardando entrambi nella stessa direzione”

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La clausola di salvaguardia: La direttiva del Ministro dell’Interno dell’11 ottobre 2016 – relativa alle regole per l’avvio di un sistema di ripartizione graduale e sostenibile dei richiedenti asilo e rifugiati sul territorio nazionale attraverso lo Sprar – prevede una “clausola di salvaguardia” che rende esenti dall’attivazione di “ulteriori forme di accoglienza” quei Comuni che appartengono alla rete Sprar o che hanno manifestato la volontà di aderirvi. La “clausola di salvaguardia” deve applicarsi nella misura in cui il numero di posti SPRAR soddisfi la quota di posti assegnata (a ciascun Comune) dal Piano Nazionale di ripartizione richiedenti asilo e rifugiati.
È stata quindi attivato l’account clausolasalvaguardia.immigrazione@anci.it  riservata agli Enti Locali che volessero porre domande o avere maggiori informazioni.

 

Leggi
Alla fine dell’incontro sarà possibile rivolgere delle domande sul tema al consigliere Eugenio Patanè
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Red. Cronaca

 

VELLETRI (RM) - Si terrà lunedì 10 luglio ore 18.00 presso la Scuola Sole e Luna, Via Cinque Archi, 161° a Velletri la presentazione della legge sulla Rete dei Cammini del Lazio (LR 2/2017) con l’intervento del Consigliere Regionale Eugenio Patanè. La Regione Lazio è dunque la prima a dotarsi di uno strumento normativo organico che metta a sistema i Cammini, le Vie storiche ed i Sentieri della regione. Con la creazione della Rete dei Cammini del Lazio e del Catasto dei Sentieri si definisce una certezza sui percorsi e sulla loro manutenzione; tutta l'azione di sviluppo, manutenzione e promozione viene svolto da una commissione, presieduta dall'Assessore al Turismo, che vedrà coinvolti organismi come i parchi regionali ed il CAI, ma anche rappresentanti dei territori e delle associazioni espressi da un forum. Importantissime novità, mutuate dal Cammino di Santiago, sono introdotte dalla Legge sulla Rete dei Cammini del Lazio in tema di accoglienza: le Case del Camminatore e l'accoglienza non lucrativa presso abitazioni private. Si tratta di un'innovazione di ampio respiro che dà al sistema dei Cammini, delle Vie storiche, delle Vie consolari e dei Sentieri nuovi e determinanti strumenti di sviluppo.


Durante la conferenza interverranno il consigliere regionale Eugenio Patanè, Fausto Servadio, Sindaco di Velletri, Luigi Galieti, Sindaco di Lanuvio, Eleonora della Penna, Sindaco di Cisterna di Latina, moderatore sarà   l’archeologa Maria Cristina Vincenti. Alla fine dell’incontro sarà possibile rivolgere delle domande sul tema al consigliere Eugenio Patanè.
 

Politica
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Red. Politica

 

Crolla il Pd e affluenza in calo ai ballottaggi in provincia di Roma dove il M5s si afferma a Guidonia e ad Ardea.
A Guidonia Montecelio, passa il turno il pentastellato Michel Barbet con il 51,45% delle preferenze, contro il 48,55% del candidato del centrosinistra, Emanuele Di Silvio.
A Fonte Nuova è stato eletto sindaco Piero Presutti con il 61,83% contro Graziano di Buò (38,17%). Per fare, La Prua, Gente di Fonte Nuova e Fratelli d’Italia.
A Rieti l’affluenza più alta di tutto il Lazio con il 64,14%  e dove è stato eletto sindaco Antonio Cicchetti con il 50,20% contro un Simone Petrangeli appoggiato dal Pd che ottiene un 49,80%.
A Sabaudia il nuovo sindaco è Giada Gervasi con il 77,75% delle preferenze.
Ad Ardea vince il Movimento Cinque Stelle. con Mario Savarese che ottiene il 62,80%
A Ladispoli passa il secondo turno Alessandro Grando, candidato di centrodestra che ha sconfitto al ballottaggio Marco Pierini, (centrosinistra).
A Cerveteri si riconferma il centrosinistra con Alessio Pascucci
A Frascati il nuovo primo cittadino è Roberto Mastrosanti che passa il turno con il 53,62% delle preferenze,
A Grottaferrata passa Luciano Andreotti con il 55,16%
 

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