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DISTANZIATORE
Sicurezza & cittadini
Nel corso degli ultimissimi anni si sono fatte strada organizzazioni criminali di matrice straniera in particolare di etnia nigeriana, albanese, cinese e georgiana
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di Marco Staffiero

 

In un momento di crisi economica l'unica a guadagnarci è la criminalità organizzata. Non è una novità la costante presenza delle mafie nel territorio regionale. I dati resi noti oggi dalla Regione Lazio non lasciano scampo ad equivoci: nel territorio delle cinque province sono 1270 i beni immobili confiscati alle mafie. Dopo Sicilia, Campania, Calabria, Puglia e Lombardia, il Lazio è la sesta regione in Italia per numero di beni confiscati.

Di questi il 65,7% è sotto la gestione dell’Agenzia nazionale dei Beni sequestrati e confiscati (Anbsc), mentre la parte restante è già stata destinata prevalentemente ai comuni. Sono 86 i comuni del Lazio interessati dalla confisca di almeno un immobile, ossia il 28% dei comuni laziali che, per il 90%, si trovano nelle province di Roma, Frosinone e Latina. Nello specifico: 9 in provincia di Rieti, 30 in provincia di Viterbo, 100 in provincia di Frosinone, 410 in provincia di Latina e 721 in provincia di Roma. Mentre i comuni in cui si registra il maggior numero di immobili confiscati sono: 14 a Fiuggi, in provincia di Frosinone, 98 a Cisterna di Latina, 76 a Sabaudia e 71 a Fondi, in provincia di Latina, 12 a Tarquinia, in provincia di Viterbo, 41 a Velletri, in provincia di Roma e 446 beni, nella città di Roma.
 
Sono 523 aziende confiscate nel Lazio che è la terza regione dopo Sicilia e Campania. Di queste: 98, ossia 18,7%, risultano già destinate ad affitto, vendita o liquidazione; 485, ossia 81,3%, in gestione all’amministrazione giudiziaria o Anbsc. Nello specifico: 1 in provincia di Rieti, 4 in provincia di Viterbo, 9 aziende confiscate, di cui 6 in via definitiva, in provincia di Frosinone; 45, di cui 28 in via definitiva, in provincia di Latina, 464, di cui 197 in via definitiva, in provincia di Roma. In linea con la tendenza nazionale la forma giuridica più ricorrente tra le aziende confiscate è quella a responsabilità limitata, che rappresenta il 76% del totale.
 
Mentre riguardo ai settori in cui operano, per la maggior parte si tratta di: attività immobiliari, servizi alle imprese, costruzioni, informatica, commercio, attività di ristorazione e alberghiero. Dei dati allarmanti, sottolineati anche da un recento monitoraggio dell’Osservatorio Tecnico-Scientifico sulla Sicurezza e la Legalità, aggiornato al 19 maggio 2016, che rileva nel Lazio 92 organizzazioni criminali. Un numero in aumento rispetto al 2015, in cui erano stati censiti 88 gruppi operanti sul territorio romano e nel resto della regione. Si tratta perlopiù di “famiglie”, cosche e clan, nonché consorterie autoctone, che hanno operato e operano in associazione fra loro commettendo reati aggravati dal metodo mafioso e con la finalità di agevolare l’organizzazione criminale di cui fanno parte. Sulla Capitale e nel territorio della provincia di Roma, incidono circa 76 clan, 23 invece sono le organizzazioni dedite al narcotraffico, nei diversi quartieri che compongono il territorio capitolino.

Come già ampiamente illustrato, a Roma sono significativamente presenti e con un ampio potenziale criminale, le mafie cosiddette “tradizionali” (‘ndrangheta, camorra e Cosa nostra). Sul territorio non opera soltanto la criminalità di casa, nel corso degli ultimissimi anni si sono fatte strada organizzazioni criminali di matrice straniera in particolare di etnia nigeriana, albanese, cinese e georgiana. Le organizzazioni mafiose nigeriane  hanno da decenni una dimensione transnazionale pur mantenendo i centri di comando in Nigeria, nella Capitale e nelle province di Roma e Viterbo.
Ambiente & Territorio
Uno strumento per incentivare prioritariamente il contenimento e la riduzione della produzione di rifiuti
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Redazione

 

REGIONE LAZIO - Rifiuti, la Regione adotta un provvedimento per promuovere la tariffazione puntuale: uno strumento per incentivare prioritariamente il contenimento e la riduzione della produzione di rifiuti e per potenziare l'invio a riciclare le diverse frazioni di rifiuti tramite la raccolta differenziata. Uno strumento importante per incentivare i cittadini a fare nel miglior modo possibile la raccolta differenziata. L’obiettivo è quello di giungere a un piano tariffario che premierà, con agevolazioni sulle bollette, chi produrrà meno rifiuti. Un metodo che non si basa più sul numero dei componenti dei nuclei familiari e sui metri quadri delle abitazioni ma sulla quantità e sulla correttezza nel conferimento da parte di ciascun utente.
 
I comportamenti virtuosi avranno un riconoscimento monetario pressoché immediato, secondo il principio che chi produce meno e ricicla meglio paga di meno,  con la sicurezza, seguendo i principi della trasparenza, che i cittadini paghino solo il numero di conferimenti realmente operati oltre a quelli già inclusi nella parte fissa della tariffa. Nella deliberazione, inoltre, sono individuate le azioni che i Comuni dovranno adottare al fine di realizzare la verifica puntuale della produzione di rifiuti partendo dalle utenze non domestiche e sono previsti sostegni economici per gli stessi Comuni, sia di parte corrente che di parte capitale, nell'ambito della programmazione sulla differenziata.
 
“I regolamenti comunali di gestione dei rifiuti urbani potranno essere aggiornati con le modalità attraverso le quali la nuova tariffazione può essere attuata in relazione alla “quantificazione” dei rifiuti prodotti dalle singole utenze- lo ha detto Mauro Buschini, Assessore Rapporti con il Consiglio, Ambiente e Rifiuti, che ha aggiunto: potranno essere utilizzati, ad esempio, sistemi di identificazione del singolo utente attraverso l’utilizzo di contenitori dedicati (sacchi o bidoni) di varie dimensioni e di etichette a barre, lacci, ecc. con codice a barra rimovibile che permettono l’associazione del numero di scarichi effettuati dall’utente; utilizzo di contenitori dedicati dotati di trasponder o tessera magnetica che permettono la registrazione dei dati identificativi; dotazione ai cittadini di contenitori con codice a barre serigrafato che quantifichino i rifiuti conferiti mediante lettura con pistola laser; utilizzo di sacchi o lacci per contenitori preacquistati che permettano all’utente di quantificare i rifiuti effettivamente conferiti in modo proporzionato al consumo di sacchi e/o lacci effettivamente impiegati e al volume predefinito”- ha detto ancora Buschini.
L'inchiesta
Tra i vertici, secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, ci sarebbe Giovanni Libanori oggi consigliere metropolitano e consigliere al Comune di Nemi
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IL DOSSIER SU COTRAL PUBBLICATO A SETTEMBRE DEL 2014 DAL NOSTRO GIORNALE

 

di Maria Pace

 

ROMA - Nomi insospettabili tra i cinquanta indagati nell’inchiesta sulla truffa nella manutenzione dei bus Cotral le cui indagini sono iniziate nel 2014 a seguito di una denuncia dell’amministratore delegato Vincenzo Surace.

 

Per adesso è finito in manette il 55enne Mauro Valentini, titolare di una ditta di Ladispoli anche se i pm Stefano Fava e Letizia Golfieri avevano chiesto l’arresto per 15 persone. Lo scandalo sta nel fatto che i mezzi hanno circolato con freni rotti e a rischio incendio a causa di lavori mai fatti, ricambi non originali, false attestazioni: un maxi raggiro operato grazie alla complicità tra alcuni operai e dirigenti, e i vertici delle società appaltatrici.

 

E i reati sono gravissimi: dalla truffa aggravata ai danni dello Stato alla frode in pubbliche forniture, dall’abuso d’ufficio al falso, alla turbativa d’asta, al favoreggiamento, con l’aggravante di aver messo a rischio la sicurezza dei trasporti pubblici. Ben 57 episodi illeciti in due anni.

 

Tra i vertici, secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, ci sarebbero Pasqualino Siggillino, responsabile della manutenzione, e Giovanni Libanori - oggi consigliere di maggioranza presso il Comune di Nemi e Consigliere della Città Metropolitana di Roma Capitale - che dal suo posto nel Cda consigliava all’imprenditore Carlo Graziani come sfuggire a una penale da tre milioni di euro per consegne in ritardo.

 

E pensare che Sigillino è stato mandato a casa con una buona uscita di 200 mila euro di soldi pubblici che potevano essere risparmiati perché non erano dovuti. Proprio Sigillino era colui che si occupava dell’affidamento a terzi dei servizi di manutenzione meccanica (manodopera e ricambi) degli autobus appartenenti alla flotta Cotral Spa.

Il Caso
"Dobbiamo rubà nei modi giusti" diceva al telefono l'imprenditore 55enne romano arrestato oggi
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Red. Cronaca


COTRAL - Per anni hanno fatto risultare gli autobus perfettamente funzionanti, ma in realtà la manutenzione non veniva mai effettuata e i mezzi circolavano senza gli standard di sicurezza o subivano continui guasti: è l'accusa che la Guardia di Finanza rivolge ad una cinquantina di persone tra imprenditori e dipendenti del Cotral, l'azienda regionale dei trasporti del Lazio. Nei loro confronti, a vario titolo, è scattata l'iscrizione nel registro degli indagati con l'accusa di attentato alla sicurezza dei trasporti, truffa ai danni dello Stato, frode in pubbliche forniture, abuso d'ufficio e falso.
 
In manette è finito il titolare di una società affidataria dell'appalto per la manutenzione e riparazione degli autobus. L'indagine, condotta dai finanzieri del comando provinciale di Roma, è durata due anni ed ha fatto emergere una "reiterata e spudorata" condotta delle società appaltatrici che, con la complicità dei dipendenti del Cotral, hanno certificato la manutenzione, incassando somme per prestazioni mai eseguite. Le indagini sono partite in seguito ad una denuncia presentata dai vertici del Cotral, allarmati dai continui guasti agli autobus che provocavano continui disservizi e disagi ai cittadini del Lazio. La stessa azienda aveva anche avviato un'ispezione interna al termine della quale erano emerse diverse criticità nei rapporti con le ditte appaltatrici.

Problemi che sono stati segnalati e hanno dato il via all'indagine della Guardia di Finanza. Gli accertamenti degli uomini del Nucleo di polizia tributaria hanno portato alla luce un "collaudato sistema di frode" ai danni di Cotral, messo in piedi da dipendenti e società appaltanti. "Dobbiamo rubà nei modi giusti" diceva al telefono l'imprenditore 55enne romano arrestato oggi, proponendo sistemi ancor più raffinati per non farsi scoprire e per continuare a truffare l'azienda. In particolare i finanzieri hanno scoperto che la manutenzione non veniva effettuata, anche se gli organi di controllo aziendali attestavano il contrario, e, in caso di sostituzione di pezzi, al posto di quelli nuovi e originali venivano utilizzati pezzi di ricambio usati e ripuliti. Inoltre, qualora era l'azienda stessa a fornire il pezzo da cambiare, questo veniva preso dalle ditte incaricate della manutenzione e rivenduto, mentre sull'autobus veniva montato un pezzo usato o ripulito. Il tutto, ovviamente, con la complicità dei dipendenti del Cotral. La mancata manutenzione riguardava anche pezzi importanti del bus, come il sistema frenante e le parti meccaniche principali. Il
 
Ma non solo: un controllo su circa 1.400 mezzi, praticamente la quasi totalità dei bus Cotral, ha fatto inoltre emergere che anche i cronotachigrafi digitali non venivano revisionati dall'impresa che aveva vinto l'appalto, che però forniva la necessaria certificazione. Dall'analisi dei sistemi di geolocalizzazione è infatti emerso che nelle date in cui veniva attestata la revisione, i mezzi era in realtà regolarmente in servizio. I finanzieri hanno così sequestrato all'azienda disponibilità finanziarie per circa 91mila euro, l'importo che il Cotral ha pagato per la taratura dei cronotrachigrafi.
Traffico
Secondo una recente indagine del CCM VIIAS oltre 34.500 italiani ogni anno muoiono 'avvelenati' dall'inquinamento atmosferico
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di Marco Staffiero

 
Rimane alto il livello di inquinamento nella capitale.  Saranno in vigore nei prossimi tre giorni  a Roma alcune misure che stabiliscono il divieto di circolazione privata all’interno della Fascia Verde. I rilevamenti hanno evidenziato livelli di inquinamento superiori ai valori limite vigenti e una situazione prevista di criticità nei prossimi giorni. Le limitazioni si applicheranno, il 15 gennaio, alle seguenti tipologie veicolari nella fascia oraria 7.30-20.30: ciclomotori e motoveicoli pre-Euro 1’ ed ‘Euro 1’ a due, tre o quattro ruote, dotati di motore a 2 e 4 tempi; autoveicoli alimentati a benzina ‘pre-Euro 1’, ‘Euro1, ed ‘Euro 2'; autoveicoli alimentati a gasolio ‘pre-Euro 1’, ‘Euro1’ ed ‘Euro2’.
 
Nella giornata del 16 gennaio, fermo restando i provvedimenti permanenti già adottati h24, le limitazioni riguarderanno le seguenti tipologie veicolari nella fascia oraria 7.30-20.30: ciclomotori e motoveicoli ‘PRE-EURO 1’ ed ‘EURO 1’ a due, tre e quattro ruote, dotati di motore a 2 e 4 tempi; autoveicoli alimentati a benzina ‘Euro 2’. Secondo una recente indagine del  CCM VIIAS (Valutazione Integrata dell'Impatto dell'Inquinamento atmosferico sull'Ambiente e sulla Salute) finanziato dal Centro Controllo Malattie (CCM) del Ministero della Salute con la collaborazione di varie Università e centri, oltre 34.500 italiani ogni anno muoiono 'avvelenati' dall'inquinamento atmosferico: è come se 'scomparisse' improvvisamente un'intera città delle dimensioni di Aosta. '
 
Veleni' dell'aria che uccidono soprattutto al Nord, dove si registrano 22.500 decessi annuali, ma che riducono in media di 10 mesi la vita di ogni cittadino. Eppure, il solo rispetto dei limiti di legge salverebbe 11.000 vite l'anno. La nuova mappa dell'inquinamento è ottenuta applicando sofisticati modelli previsionali delle concentrazioni degli inquinanti su tutto il territorio nazionale. Emerge così che il 29% della popolazione italiana vive in luoghi dove la concentrazione degli inquinanti è costantemente sopra la soglia di legge, ma anche che vi sono considerevoli disuguaglianze degli effetti sanitari sul territorio.
 
Come atteso, l'inquinamento colpisce maggiormente il Nord (per il 65% del totale), in generale le aree urbane congestionate dal traffico e le aree industriali.Anche la combustione di biomasse (principalmente legno e pellet) è responsabile della maggiore incidenza di morti e malattie per l'esposizione al particolato. Questi scenari, afferma il Rapporto, mostrano come l'effettivo rispetto dei limiti previsti dalla normativa, e soprattutto l'ulteriore diminuzione del 20% della concentrazione media annuale degli inquinanti, avrebbero ricadute positive sulla salute pubblica e sull'economia: seguendo le statistiche dell'OMS, infatti, 10.000 decessi evitati all'anno corrispondono a circa 30 mld di euro.
Politica e new entry
Felice Squitieri, coordinatore romano di Noi con Salvini ha strutturato capillarmente i responsabili sul territorio
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Red. Politica

 

LAZIO - Nuovo incarico per Simone Carabella, sportivo e impegnato nel sociale, personaggio finito più volte sulle cronache per le sue sfide impossibili."Da sempre - dice Simone -  il mio impegno in politica trova nel termine "Sociale" la sua massima espressione. Tutte le attività che ho svolto in questi anni mi hanno portato vicino ai problemi di quelli che molti definiscono "Ultimi " Ma che per Me sono i primi ( Disabili, Anziani, ragazze Madri, Esodati, Papà divorziati, Vittime di violenza ecc) . Questa Vicinanza mi ha fatto capire l' Enorme divario che c' è tra una classe Politica che ormai sembra vivere su Marte e la Gente Comune che quotidianamente si trova a lottare anche solo per mangiare o dormire al Caldo. Persone abbandonate da una Politica che dovrebbe tutelare i propri Cittadini. Da qui il bisogno assoluto di tornare ad usare la Politica come strumento per migliorare le condizioni della "Gente Comune" e non come mezzo per arricchire i soliti Noti. Per farlo servono competenza, volontà ferrea, integrità morale, intransigenza. Assoluta intransigenza. Questo è il motivo per cui ho deciso di accettare la proposta del Senatore Centinaio e dell'aAmico Campomizzi di diventare Responsabile Sociale del Lazio di Noi Con Salvini, perché questa è L'unica strada per riscrivere la Storia d'Italia.
Una Storia ricca di Valori, Tradizioni e Gloria.Perché Io Amo la Mia Italia. È l'Italia che mi chiama ed Io ho il dovere di rispondere. Un primo passo verso quella che sarà La ricostruzione di una Grande Nazione rispettata in tutto il Mondo e non sbeffeggiata e derisa da Tutti. Torneremo fieri ed Orgogliosi di essere Italiani.Ci Riprenderemo Tutto. W l'Italia!"

 

Intanto nella Capitale il coordinatore NCS Roma Felice Squitieri ha strutturato capillarmente i responsabili sul territorio "per valorizzare la partecipazione dei cittadini alla cosa pubblica". 

Prosegue il lavoro di Felice Squitieri, coordinatore romano di Noi con Salvini, nel disegnare la nuova architettura del Movimento, che porterà ad avere, a pieno organico, un gruppo direttivo composto da 68 membri.

"Ho in mente una struttura fortemente radicata sul territorio che attraverso il più ampio coinvolgimento dei cittadini alla vita pubblica possa essere l'espressione diretta delle battaglie del movimento, ripristinando tra le persone rapporti autentici e concreti. Gli attuali sistemi di partecipazione telematica dei cittadini alla politica si sono rilevati inefficaci proprio per la mancanza di una reale corrispondenza tra la volontà dei cittadini e l'azione politica intrapresa. L'idea è quella di dar vita ad un direttivo che sia composto da figure di riferimento responsabili e realmente impegnate per la crescita del movimento.

Ricalcando l’organizzazione della funzione pubblica del Comune e dei suoi Municipi ho previsto di suddividere Roma in cinque Macro Aree – Nord, Sud, Est, Ovest e Centro, da affidare ad altrettanti Coordinatori di Macro Area che avranno il compito di coadiuvare e sovrintendere i coordinatori e i vice coordinatori dei municipi ricadenti in quell’Area. Tutti i Municipi, a loro volta, verranno frazionati in due parti che saranno affidate ad altrettanti Coordinatori e Vice Coordinatori.

Tutti i Coordinatori e Vice Coordinatori siederanno nel Comitato Romano, nominato dal Coordinatore di Roma Capitale e dal Consiglio direttivo, quest'ultimo composto dai tre Consiglieri Municipali eletti e segnatamente, Enrico Cavallari, Capogruppo NCS al XIII Municipio con delega all’Organizzazione degli Eventi; Andrea Signorini, Capogruppo NCS al II Municipio con delega ai rapporti con le Istituzioni e Fabio Sabbatani Schiuma, Capogruppo NCS al V Municipio con delega all’Organizzazione territoriale ed iniziative politiche. Le funzioni svolte dal Comitato Romano saranno di natura sia operativa che consultiva per lo sviluppo di tematiche di indirizzo che, definite dal laboratorio del Centro Studi, verranno implementate con tavoli di lavoro che coinvolgeranno maggiormente l'ambito cittadino.

A supporto dell'attività svolta dalla dirigenza e da tutto il Movimento verranno infine costituiti un Ufficio Stampa e una rete di Coordinatori social web che avranno il compito, interfacciandosi con il Responsabile web regionale, di divulgare in maniera univoca e con azione concordata le informazioni che interessano il Movimento stesso.

Così da oggi parte la nuova operatività sul territorio romano con il conferimento delle prime nomine dei Coordinatori Municipali:



ROMA CENTRO: Coordinatrice d’Area - Sara De Angelis
• I Municipio:
 Coordinatore (ex I): Luigi Servilio;
 Vice Coordinatore (ex I): Valentina Bellini;
 Coordinatore (ex XVII): Stefano Dente;
 Vice Coordinatore (ex XVII): Giancarlo Bertollini;

• II Municipio:
 Coordinatore (ex II): Francesco De Salazar;
 Vice Coordinatore (ex II): Lorenzo Loiacono;
 Coordinatore (ex III): Andrea Liburdi;
 Vice Coordinatore (ex III): Andrea Mancuso;

ROMA EST:
• IV Municipio:
 Coordinatore (area interna): Michele Lunetta;
 Vice Coordinatore (area esterna): Cinzia De Maio;

• V Municipio:
 Coordinatore (ex VI): Antonella Savina;
 Vice Coordinatore (ex VI): un Responsabile di quartiere a turno;
 Coordinatore (ex VII): Gian Benedetto Gasparri;
 Vice Coordinatore (ex VII): un Responsabile di quartiere a turno;

• VI Municipio:
 Coordinatore (area esterna): Fabio Vittori;
 Vice Coordinatore (area esterna): Lorenzo Crapanzano;
 Coordinatore (area interna): Luana Vallone;
 Vice Coordinatore (area esterna): Mario Loriga;

• VII Municipio:
 Coordinatore (ex IX): Daniele De Felice;
 Vice Coordinatore (ex IX): Paola Siena;
 Coordinatore (ex X): Mirko Carbone;

• VIII Municipio:
 Coordinatore (area interna): Diamante Guerra;


ROMA SUD:
• IX Municipio:
 Coordinatore (area interna): Amedeo Zamparelli;
 Vice Coordinatore (area interna):
 Coordinatore (area esterna): Jessica Novelli;
 Vice Coordinatore (area esterna): Alessandro Tosi;

• X Municipio:
 Coordinatore (Ostia): Sara Adriani;
 Vice Coordinatore (Ostia): Cristiano Spatola;
 Coordinatore (Acilia): Pascal Corrado;
 Vice Coordinatore (area esterna): Sergio Pannacci;

ROMA OVEST:
• XI Municipio:
 Coordinatore (area interna): Patrizia Di Giulio;
 Vice Coordinatore (area interna): Ornella Giordano;

• XII Municipio:
 Coordinatore (area interna): Roberto Serrecchia;
 Coordinatore (area esterna): Francesco Antonelli;

• XIII Municipio:
 Coordinatore (area interna): Sergio Serra;
 Coordinatore (area esterna): Nicola Sacchinelli;

ROMA NORD:
• XIV Municipio:
 Coordinatore (area interna): Francesco Bondoli;
 Coordinatore (area esterna): Vincenzo Spavone;

• XV Municipio:
 Coordinatore (area interna): Patrizia Cottone;
 Coordinatore (area esterna): Simone Ariola;

A tutto il gruppo direttivo va il mio saluto e il mio in bocca al lupo per il lavoro che ci aspetta!

Cronaca
Dietro il gesto folle della donna la tensione coniugale
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di Marco Staffiero

 
Un'altra assurda notizia a poche ore dal massacro di Ferrara. E' un continuo di violenze inaudite, che caratterizzano il nostro mondo del cosidetto progresso. Questa volta una donna avrebbe tentato di uccidere la figlia di tre anni, versandole delle benzodiazepine nel biberon. Con questa accusa una donna di 29 anni è stata arrestata per tentato omicidio dai carabinieri in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Roma. A fare scattare le indagini, eseguite dai carabinieri di via in Selci, i referti inviati dalla direzione sanitaria dell'Ospedale Bambino Gesù, con i quali, lo scorso dicembre, erano stati segnalati due episodi di arresto cardiorespiratorio, apparentemente ingiustificati, a carico della bambina, tratta in salvo solamente grazie al tempestivo intervento di medici rianimatori. Dagli approfondimenti investigativi è poi emerso che la donna avrebbe deliberatamente, e senza alcuna prescrizione medica, somministrato alla figlia, ricoverata presso l'ospedale Bambino Gesù, farmaci contenenti benzodiazepine, in grado di procurare l'arresto cardiorespiratorio della piccola.
 
Dietro il gesto folle della donna, secondo la ricostruzione degli inquirenti, la tensione coniugale esistente con il marito e l'intenzione di attirare l'attenzione di quest'ultimo sugli interessi familiari e così rafforzare il loro legame. Già lo scorso 28 dicembre, i carabinieri avevano notificato alla donna un provvedimento di sospensione della potestà genitoriale, adottato dal Tribunale per i Minorenni di Napoli, che aveva disposto per entrambi i genitori il divieto di avvicinamento alla bambina ricoverata e alle due sorelline più piccole, affidate ai servizi sociali partenopei.
 
Ora per la donna sono scattate le manette a seguito dell'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa nei suoi confronti dal Gip di Roma Ezio Damizia, su richiesta dei pm Maria Monteleone ed Eleonora Fini, con l'accusa di tentato omicidio nei confronti della figlia di poco più di tre anni. A eseguire il provvedimento i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma, in collaborazione con personale del Comando Provinciale di Napoli, che hanno rintracciato la donna nei pressi della sua abitazione a Napoli e l'hanno tradotta, a disposizione dell'Autorità Giudiziaria, presso la Casa Circondariale Femminile di Pozzuoli. Sono delle storie assurde, che pongono diversi interoggativi verso una società che viaggia verso il nulla. Un continuo di follia dove la vita non ha nessun valore. Si uccide per noia, per gioco, per stress o altro ancora. Dai banchi di scuola, alle pubblicità in televisione, dai film, dal continuo stare sempre con il telefonino in mano per non perdere mai la connessione....Un mondo artificiale, con i suoi ritmi folli, che ha perso la sua centralità, il suo valore e il rispetto.
L’obiettivo è quello di conseguire livelli di qualità delle acque che non producano impatti o rischi per la salute umana e per l’ambiente
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Redazione

 

La Regione ha adottato l’aggiornamento del Ptar, il Piano di Tutela delle Acque Regionale: perseguire il mantenimento dell’integrità della risorsa idrica compatibilmente con gli usi della stessa e delle attività socio-economiche delle popolazioni del Lazio  adottando tutte le misure necessarie alla tutela quantitativa e qualitativa del sistema idrico.
 
L’obiettivo è quello di conseguire livelli di qualità delle acque che non producano impatti o rischi per la salute umana e per l’ambiente e di garantire un uso sostenibile a tutela delle future generazioni. In tal senso sono state individuate una serie di misure tra le quali: interventi di ampliamento e di completamento del trattamento delle acque reflue, l'integrazione dei dati delle reti di monitoraggio ecologico, ambientale ed idrologico con le misure dei prelievi idrici e l'avvio di progetti di ricerca e di educazione ambientale per la promozione del risparmio idrico.
 
Il piano adottato è stato realizzato con il supporto dell’ARPA ed è anche frutto del processo di partecipazione attivato dalla Regione a partire dal 2014 e svolto nell’ambito delle fasi di consultazione previste all’interno della Valutazione Ambientale Strategica, durante la quale sono stati coinvolti oltre 40 soggetti competenti in materia ambientale che hanno fornito il loro contributo attraverso osservazioni e suggerimenti che sono stati valutati ed in parte recepiti.
 
"L'aggiornamento del piano di tutela delle acque regionali è finalizzato a migliorare l’attuazione della normativa e integrare le tematiche ambientali in altre politiche settoriali, quali quella agricola e industriale, nelle decisioni in materia di pianificazione locale e di utilizzo del suolo, assicurando una migliore informazione ambientale ai cittadini – parole di Mauro Buschini, assessore Rapporti con il Consiglio, Ambiente e Rifiuti, che ha aggiunto:  l’obiettivo è quello di conseguire livelli di qualità delle acque che non producano impatti o rischi per la salute umana e per l’ambiente e di garantire un uso sostenibile a tutela delle future generazioni”.
 
 
Finanza & Economia
Federconsumatori e Adusbef non prevedono assalti ai negozi, dal momento che solo il 39% delle famiglie farà acquisti
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di Marco Staffiero


ROMA - Negli ultimi anni per la crisi è diventato uno dei momenti più importanti per i commercianti. Partiranno domani 5 gennaio i saldi nel Lazio.  Secondo le stime dell'Ufficio Studi di Confcommercio ogni famiglia spenderà 344 euro per l'acquisto di capi d'abbigliamento, calzature ed accessori per un valore complessivo di 5,3 miliardi di euro.  "Dopo un Natale così così, la speranza passa ora per i saldi. Non saranno però saldi col botto. La nostra stima è che gli italiani spenderanno mediamente come nell'anno precedente", ha detto il presidente di Federazione Moda Italia e vice presidente di Confcommercio, Renato Borghi.  Federconsumatori e Adusbef non prevedono assalti ai negozi, dal momento che solo il 39% delle famiglie farà acquisti, con una spesa media di 179.92 euro a famiglia. Negli utlimi anni sono molti i commercianti, che pur di vendere sono costretti a mettere dei prezzi da saldi anche fuori stagione. 
 
"Anche questa volta - spiega il presidente Valter Giammaria, presidente della Confesercenti di Roma  - abbiamo assistito al caos più completo con tantissime attività che in spregio del rispetto delle regole che lo vietano hanno effettuato 'sconti' nel periodo inibito, non solo per mezzo di messaggi ma anche esponendo platealmente in vetrina percentuali di sconto ad esempio del 30 - 50%". I saldi ormai rappresentano l'ultima spiaggia, per i negozianti, per recuperare le vendite ancora in calo della stagione. Una manna dal cielo per chi ha rinunciato ad acquistare nuovi capi e, magari, posticipato i regali natalizi, in attesa degli sconti. Secondo i dati della Confesercenti i dati economici nella PMI sono inequivocabili: nel 2016 hanno chiuso oltre mille negozi del settore moda tra Roma e Provincia.
 
“E pensare che dall’altro lato della legalità, sempre nella città di Roma, opera un esercito di abusivi - se ne stimano 20 mila di cui 8 mila solo nel cuore cittadino, - che sottraggono miliardi di euro alle casse dello Stato e ovviamente dei negozi”, dice Giammaria, che invita ad una decisa inversione di tendenza.“Bisogna dare fiato alle famiglie e alle imprese. A dimostrazione delle sofferenze del settore bisogna considerare che, dal 2008 al 2016, le quote di spesa dedicata dalle famiglie di Roma e del Lazio all’abbigliamento e alle calzature si è ridotta quasi del 25%. Stimiamo, difatti, che la spesa a famiglia a Roma e nel Lazio si attesterà in media intorno ai 250/300 Euro, anche perché il saldo invernale è l’occasione per l’acquisto di capi “importanti” quali ad esempio cappotti, piumini, giacconi etc.
 
E poi una critica alla data anticipata: “Le vendite di fine stagione o saldi invernali rappresentano, ancora, per il nostro settore un importante occasione di recupero e per questo riteniamo che ad esse debba essere ridato il loro originario significato. Averne di continuo anticipato la data di inizio ha di fatto completamente snaturato questo tipo di vendita speciale a danno sia delle piccole e medie imprese del dettaglio che conseguentemente del consumatore determinando una confusione totale sulle varie forme di vendite straordinarie. I saldi debbono tornare ad essere delle reali vendite di fine stagione da effettuarsi nei periodi originariamente previsti, posticipandone, quindi, l’attuale data di avvio”. Infine un appello al sindaco Virginia Raggi: “E' necessario che la Pubblica Amministrazione si impegni a far rispettare le regole, perché non è possibile continuare come oggi dove si assiste alla completa inosservanza delle stesse a cominciare da quelle previste per le vendite di fine stagione”.

Il decalogo dei saldi
Le regole dei saldi scritte da Confesercenti:
La vendita di fine stagione (saldo) non ha obbligo di comunicazione al Comune.
Le condizioni favorevoli di acquisto prospettate al consumatore attraverso il messaggio pubblicitario debbono essere reali ed effettive. I prodotti esposti per la vendita nelle vetrine esterne o all’ingresso del locale e nelle immediate adiacenze dell’esercizio e su aree pubbliche o sui banchi di vendita, ovunque collocati, devono indicare in modo chiaro e ben leggibile il prezzo di vendita al pubblico, mediante l’uso di un cartello o con altre idonee modalità; quando siano esposti insieme prodotti identici dello stesso valore è sufficiente l’uso di un unico cartello. Negli esercizi di vendita e nei reparti di tali esercizi organizzati con il sistema di vendita del libero servizio l’obbligo di indicazione del prezzo deve essere osservato per tutte le merci esposte al pubblico.
 
I dati da esporre nei cartellini sono: a) il prezzo originario; b) la percentuale di sconto; c) il prezzo finale di vendita. Alle vendite di fine stagione non si applicano le normative relative alle vendite sottocosto: l’esercente, dunque, è libero di vendere i prodotti anche a prezzo inferiore a quello di acquisto. Il commerciante continuerà ad accettare i pagamenti con carta di credito e pos secondo i termini delle relative convenzioni. In caso di mancata conformità del bene al contratto (difetti o mancata corrispondenza rispetto alle caratteristiche descritte prima della vendita) il cliente ha diritto, ai sensi del D.LGD. n.° 24/2002: a) al ripristino, senza spese, della conformità del bene mediante riparazione o sostituzione (a scelta, salvo che il rimedio richiesto sia oggettivamente impossibile o eccessivamente oneroso rispetto all’altro);
b) ad una riduzione adeguata del prezzo o alla risoluzione del contratto (se la riparazione e la sostituzione sono impossibili o eccessivamente onerose; se il venditore non ha provveduto alla riparazione o alla sostituzione entro un congruo termine; se la sostituzione o la riparazione precedentemente effettuata hanno arrecato notevoli inconvenienti al consumatore). L’impegno a non oscurare completamente le vetrine. L’impegno alla massima disponibilità e cortesia nei confronti del cliente per eventuali cambi non dettati dall’obbligo di Legge. Non esiste difatti il cosiddetto diritto al “ripensamento” negli acquisti effettuati in forma diretta. Ciò vale, come è noto, solo nei casi di vendita “a distanza” eseguita al di fuori dei locali commerciali (ad esempio on line)".
Regione Lazio
Il piano nasce da un confronto continuo e costruttivo con enti locali, Ufficio Scolastico Regionale, sindacati, istituzioni scolastiche, comitati di studenti e famiglie
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Redazione

 

Approvato il piano di dimensionamento scolastico  2017/2018. L’obiettivo è garantire a tutti gli studenti un ulteriore incremento dell’offerta formativa nel Lazio anche a partire dalle caratteristiche e dalle specificità dei territori. Il piano nasce da un confronto continuo e costruttivo con enti locali, Ufficio Scolastico Regionale, sindacati, istituzioni scolastiche, comitati di studenti e famiglie.
 
Tra le principali novità previste:

Per la città di Roma:
all’Itis Galilei (Municipio Roma I) vengono attivati l’indirizzo grafica e comunicazione e l’articolazione informatica;
all’IIS via De Mattias (Municipio Roma VII) approvato l’Istituto tecnico – settore tecnologico – indirizzo grafica e comunicazione;
all’Istituto Giorgi (Municipio Roma V) è prevista l’attivazione dell’indirizzo informatica e telecomunicazioni – articolazione informatica;
al Liceo Machiavelli, nella sede di San Lorenzo (Municipio Roma II), arriva l’opzione economico-sociale;
all’IPSSAR Tor Carbone (Municipio Roma VIII) viene attivato il percorso di II livello indirizzo servizi per l’enogastronomia e l’ospitalità alberghiera;
all’IIS via dei Papareschi (Municipio Roma XI), il liceo scienze umane - opzione economico sociale;
all’IIS Giulio Verne - via di Saponara (Municipio Roma X), l’articolazione relazioni internazionali per il marketing.

Nel territorio della Città Metropolitana di Roma Capitale:
A Civitavecchia sono previsti tre interventi:
all’IIS Calamatta prevista l’attivazione dell’articolazione artigianato per il percorso di II livello ad indirizzo produzioni industriali e artigianali, oltre all’opzione produzioni tessili sartoriali;
al Galilei arriva il liceo musicale;
all’IIS Stendhal viene approvato il percorso di II livello indirizzo servizi per l’enogastronomia e l’ospitalità.     

E ancora: 
all’IIS Da Vinci di Fiumicino viene attivato il liceo delle scienze umane;
ad Anzio arriva la sezione distaccata dell’Istituto tecnico Nautico De Pinedo Colonna;
all’IIS Pascal di Pomezia avrà il liceo internazionale opzione italo-inglese;
a Velletri previsto il percorso di II livello indirizzo agraria, agroalimentare e agroindustria per l’IIS Battisti;
a Frascati l’indirizzo turismo per l’Istituto Buonarroti.
all’IIS via Pedemontana di Palestrina vengono poi attivati il percorso di II livello indirizzo servizi per l’enogastronomia e l’ospitalità alberghiera;
all’IIS via delle Scienze di Colleferro il liceo linguistico;
all’IIS via Gramsci di Valmontone 3 nuove attivazioni: liceo scienze umane - opzione economico sociale (sede di Segni); manutenzione dei mezzi di trasporto e opzione apparati, impianti e servizi tecnici industriali e civili;
all’IIS Paciolo di Bracciano arriva il percorso di II livello indirizzo amministrazione, finanza e marketing.
 
Per quanto riguarda le altre province:
In provincia di Frosinone:
a Frosinone arriva l’articolazione viticultura ed enologia presso l’IIS Angeloni;
a Ferentino l’opzione scienze applicate all’IIS Filetico.
 In provincia di Latina:
in provincia di Latina vengono attivati il percorso di II livello indirizzo turismo presso l’Istituto Omnicomprensivo di Castelforte (ITC Tallini);
l’articolazione energia all’IIS Campus dei Licei Ramadù di Cisterna di Latina; l’indirizzo chimica, materiali, e biotecnologie presso l’ITIS Pacinotti di Fondi; l’articolazione informatica all’Istituto Omnicomprensivo di Giulio Cesare (Istituto Tecnico) di Sabaudia.

In provincia di Viterbo:
previsto l’Istituto professionale - settore servizi - indirizzo servizi per l’agricoltura e lo sviluppo rurale presso l’Istituto Omnicomprensivo Fratelli Agosti di Bagnoregio;
l’attivazione dell’indirizzo agraria, agroalimentare e agroindustria all’ISS Midossi di Civita Castellana;
del liceo linguistico presso l’IIS Dalla Chiesa di Montefiascone e dell’opzione scienze applicate all’IIS Cardarelli di Tarquinia.
In provincia di Rieti:
la Regione Lazio ha accolto la richiesta del Presidente della Provincia, proveniente dai Sindaci dei comuni colpiti dal terremoto, di esentare l’intero territorio dalla presentazione del piano di dimensionamento scolastico per l’anno 2017/2018.
“Si tratta di un piano che, in continuità con quanto fatto gli anni precedenti, nasce da un confronto continuo e costruttivo con enti locali, Ufficio Scolastico Regionale, sindacati, istituzioni scolastiche, comitati di studenti e famiglie –parole del vicepresidente, Massimiliano Smeriglio, che ha aggiunto: ci eravamo posti come obiettivo l’incremento dell’offerta formativa nel Lazio coerentemente con le specificità dei territori. Un risultato che crediamo di aver centrato anche per il prossimo anno scolastico, prevedendo un ampliamento delle opportunità formative per innovare e potenziare il territorio regionale”- ha detto ancora Smeriglio.
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