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DISTANZIATORE
L'appuntamento
Protocollo d'intesa con la prestigiosa scuola del Paesaggio e Beni architettonici di Roma
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Redazione


CANALE MONTERANO (RM) - Nella cornice storico-folkloristica dell'evento "La rinascita del feudo", manifestazione ambientata presso l'antico abitato di Monterano e fatta di spettacoli teatrali, combattimenti tra cavalieri e giochi popolari, l'Amministrazione Comunale di Canale Monterano, ospitata dalla locale associazione Pro-Loco e in collaborazione con l'Università di Roma "La Sapienza", la Regione Lazio e la Direzione della Riserva Naturale Regionale Monterano, proporrà domenica 21 maggio alle ore 11:30, il dibattito: "Monterano, la rinascita del feudo tra conservazione, tutela e fruizione – presentazione del protocollo di intesa sottoscritto da Comune e Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio. Introdurrà Stefano Ciferri Vice Sindaco e Assessore alla Riserva. Interverranno Daniela Esposito, Direttore dello S.S.B.P.A. - Università La Sapienza di Roma, Facoltà di Architettura, il Sindaco di Canale Monterano Alessandro Bettarelli. Previsti i contributi di Francesco Maria Mantero, Mattia Fiorucci, Fabrizio De Cesaris, Enrico Chiarot, Piera Pellegrino, Flavia Marani, Francesco Stefani, Marcello Piccioni e altri esperti del settore.


“Un’iniziativa che coincide con il riavvio dell’iter per approvare gli strumenti di attuazione della Riserva Naturale Monterano (Piano d’Assetto, Regolamento e Piano di Sviluppo Sociale) dopo anni di immobilismo”, dichiara il Sindaco Alessandro Bettarelli. “Finalmente si torna a parlare della nostra bella Riserva in termini di corretta pianificazione, conservazione e valorizzazione, grazie al protocollo di intesa con un prestigioso istituto universitario tutto con l’intento di proiettare il nostro paese verso quello sviluppo sostenibile da tanto tempo atteso dalla Comunità” afferma il Vice Sindaco Stefano Ciferri.

La prima cittadina contesta quelle che ritiene mistificazioni da parte del comitato in merito alla riunione del 12 maggio 2017
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di Red. Politica


ANGUILLARA (RM) - Risponde per le rime la sindaca Sabrina Anselmo al Comitato di Quartiere (CdQ9) di Anguillara, che in un articolo pubblicato sul nostro giornale ha lamentato la non disponibilità di una sede per effettuare l’assemblea di quartiere (vedi link).

Anselmo: "La disponibilità del Centro Anziani è stata data, ma è stato il Comitato a scegliere provocatoriamente di fare la riunione in strada". La sindaca smentisce quindi il Comitato anche dove afferma che il 5 maggio non avevano avuto riscontro, poiché il 4 stesso la sindaca afferma di aver risposto alla presidente del CdQ9, osservando come non fosse possibile pretendere la presenza degli amministratori, senza aver concordato alcune date congiuntamente.

Secondo quanto ci è stato riferito dalla prima cittadina, non c’erano neanche per una riunione in strada, le autorizzazioni necessarie. Infatti, per una riunione in strada, così come previsto dall’articolo 25 del Testo Unico leggi sulla Pubblica Sicurezza, si deve dare avviso, almeno tre giorni prima, al Questore competente. Nel caso in questione, così come ci hanno riferito sia gli amministratori che la polizia locale di Anguillara, non era stato dato alcun avviso.

 

Abbiamo posto alcune domande alla sindaca:

 

Nell’articolo il Comitato di Quartiere lamenta la mancata risposta alla loro convocazione, come stanno le cose?

Trovo quanto detto dai membri del comitato decisamente mistificatorio. Facciamo chiarezza. Il Comitato ha mandato il 2 maggio una comunicazione indirizzata al Sindaco ed all’assessore Piccioni, con la quale ci metteva al corrente della convocazione dell’assemblea straordinaria e chiedevano entro il 4 maggio la disponibilità del Centro Anziani di Ponton dell’Elce. Tutto ciò avendo stabilito una data precisa, anche il regolamento al quale si appellano, prevede che la domanda venga fatta diversi giorni prima, per permettere agli uffici di verificare la disponibilità. Noi in ogni caso abbiamo fatto il possibile per dare la risposta immediatamente, ma non era certo possibile adattare i nostri impegni ed il lavoro degli uffici alla richiesta del Comitato. Addirittura chiedevano che si desse la disponibilità entro “e non oltre” due giorni. Avrebbero dovuto chiedere preventivamente la disponibilità degli amministratori se avessero apprezzato la loro presenza, i quali non sono sempre a disposizione loro, ma amministrano un territorio vasto ed è prevedibile che possano avere impegni pregressi. Ad esempio, io stessa il giorno fissato per la riunione ero a Blanca per un viaggio istituzionale, fissato con quattro mesi di anticipo.

Ma la disponibilità del Centro Anziani è stata concessa o no?

Certamente, grazie alla disponibilità del Presidente del Centro, che è una persona sempre collaborativa. La riunione non è stata fatta al centro anziani solo per una precisa scelta del comitato che ha cercato, in questo modo, di mettere in cattiva luce l’amministrazione. Mentre ero a Blanca sono stata avvertita che il comitato voleva fare la riunione in strada. A questo punto sia l’assessore Piccioni sia il vicesindaco Sara Galea si sono interessati perché la riunione si svolgesse nel centro anziani. L’assessore ha chiamato personalmente la presidente del Comitato, per comunicargli la disponibilità, ma evidentemente volevano solo alzare il tono della polemica.

Quindi secondo lei la scelta del comitato è stata strumentale?

Sì, e stiamo facendo le verifiche su quanto accaduto. Noi abbiamo risposto, e posso mostrare la mail, che la nostra partecipazione non è mai mancata. Siamo venuti a Ponton dell’Elce anche una volta quando c’era il carnevale e hanno organizzato la riunione la mattina, quando hanno indetto la riunione in concomitanza con un Consiglio Comunale è venuto l’assessore Piccioni, abbiamo sempre cercato di essere collaborativi. Però sarebbe stato normale che, prima di fare la convocazione, ci chiedessero alcune date per la disponibilità, invece no, hanno deciso di fare la riunione ignorando anche la disponibilità del centro anziani stesso.

In effetti, abbiamo avuto notizia che il Presidente del Centro Anziani ha dato la propria disponibilità a fornire le chiavi del centro al comitato, avvisando la presidente dello stesso, ma nessuno è andato a ritirarle.



Secondo quanto affermato dalla sindaca, laddove il Comitato afferma che sono stati “costretti” a riunirsi in strada, ci sarebbe mistificazione dei fatti. Considerato che molte persone a Anguillara erano a conoscenza del viaggio istituzionale nel paese di Blanca, organizzato da quattro mesi, fato vuole proprio nel giorno fissato per l’assemblea, alcuni si chiedono: "Non è che tale richiesta è stata effettuata di proposito in tale data, proprio perché se ne sarebbe conosciuta la risposta, e si sarebbe potutostrumentalizzare la vicenda?"

Burocrazia & Cittadini
Circa 50/60 cittadini insieme al direttivo del Comitato di Quartiere non hanno potuto riunirsi nel locale comunale
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di Ivan Galea


ANGUILLARA (RM) - Costretti ad incontrarsi per strada a causa di una burocrazia farraginosa. Questo quanto accaduto ad una 50ina di persone del quartiere di Ponton dell'Elce ad Anguillara che non hanno potuto usufruire dei locali comunali del Centro  Anziani,  per dibattere su varie questioni e problematiche che affliggono i residenti  del quartiere sabatino come i continui disagi dovuti alla mancanza dell'acqua.


Eppure, lo scorso 2 maggio, il presidente del Comitato di Quartiere (CdQ9) aveva inviato una pec indirizzata alla sindaca Sabrina Anselmo e all'assessore Andrea Piccioni comunicando, con 10 giorni di anticipo, la convocazione dell'assemblea straordinaria del Comitato di Quartiere per il giorno 12 maggio e chiedendo quindi di poter usufruire della struttura comunale di via degli Ontani, con la specifica di ricevere una risposta entro il 4 maggio al fine di poter ufficializzare la convocazione e la pubblicazione secondo la tempistica prevista dal regolamento dei Comitati di Quartiere.


Il 5 maggio, non avendo ricevuto nessun tipo di riscontro da parte della sindaca e dell'assessore, la presidente del CdQ9 provvedeva quindi a chiedere il permesso di poter usufruire della struttura direttamente al presidente del Centro Anziani che avrebbe riferito ad alcuni residenti di aver a sua volta contattato il consigliere con delega al Centro Anziani Barbara Esposito. E così, sempre il 5 maggio, arriva la risposta della prima cittadina alla richiesta del CdQ9 dove si fa presente che la richiesta va inoltrata con "molti giorni di anticipo" sottolineando "il dovere di favorire, tramite una adeguata organizzazione, la partecipazione del sindaco o/e degli amministratori competenti alle assemblee ed alle riunioni del Comitato. - E che - comunicare, come in questo caso, una riunione con un preavviso di pochi giorni utili e soprattutto senza verificare preventivamente oppure richiedere alcune date disponibili, a maggior ragione quando ad essere coinvolti sono più di un amministratore, mette in condizioni l'amministratore, con tutta probabilità, di dover declinare, suo malgrado".


Il risultato finale è stato che circa 50/60 cittadini insieme al direttivo del Comitato di Quartiere non hanno potuto riunirsi nel locale comunale, anche perché durante il pomeriggio del 12 maggio l'assessore Andrea Piccioni comunica telefonicamente al Presidente del CDQ9  che qualche cittadino ha chiamato i vigili urbani chiedendo se l'assemblea fosse autorizzata.  Così i residenti si sono riuniti in mezzo alla strada. E mentre il grave disservizio dovuto alla mancanza dell'acqua continua ad affliggere i residenti del quartiere di Anguillara il problema sembra essere quello che 10 giorni di preavviso non sono considerati sufficientemente "molti" per indire un'assemblea di quartiere con la presenza degli amministratori, ma ne occorrono non meglio identificati "molti giorni di anticipo".
 

Non si comprende perché bisogna pagare entro il 12 giugno la rata di un servizio che inizia tre mesi dopo
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di Silvio Rossi

 

ANGUILLARA (RM) - In questi giorni, sul portale comunale, è apparso un avviso per l’iscrizione ai servizi mensa e trasporto scolastico, con scadenza dei termini entro il 12 giugno, con allegati i moduli da compilare per accedere a tali servizi. Moduli che, però, nonostante le ripetute segnalazioni, continuano a presentare elementi che sono contrari alla normativa vigente.


Entrando nel merito delle violazioni, entrambi i moduli chiedono che venga allegata obbligatoriamente la fotocopia del documento di identità. Sebbene il problema sia stato sollevato più volte, i responsabili del servizio non hanno mai considerato che la legge 241/90, sulla semplificazione amministrativa, che all’articolo 18 comma 2 recita: “I documenti attestanti atti, fatti, qualità e stati soggettivi, necessari per l'istruttoria del procedimento, sono acquisiti d'ufficio quando sono in possesso dell'amministrazione procedente, ovvero sono detenuti, istituzionalmente, da altre pubbliche amministrazioni. L'amministrazione procedente può richiedere agli interessati i soli elementi necessari per la ricerca dei documenti”.


Cosa significa? Che gli istruttori amministrativi comunali addetti alla lavorazione delle richieste, non possono chiedere “obbligatoriamente” la fotocopia di un documento, che è lo stesso Ente (Comune di Anguillara Sabazia) ad aver rilasciato. Provoca una inutile produzione di inutili documenti utili solamente a far perdere tempo al cittadino, contribuire al disboscamento e far aumentare i costi di archiviazione delle pratiche.”


Questa stortura del sistema non è solo del comune di Anguillara Sabazia, basta fare un giro nei comuni del territorio, per verificare come a chiedere la copia del documento siano in molti, da Bracciano a Trevignano, da Manziana a Oriolo.


Una particolarità invece, da parte del comune di Anguillara, è la richiesta del pagamento della prima rata congiuntamente all’iscrizione, ben tre mesi prima dell’inizio del servizio. Una pratica adottata anni fa dalla giunta di centrodestra, mantenuta nei cinque anni del centrosinistra, che sopravvive anche alla nuova versione Cinque Stelle. Se a Bracciano, Trevignano, Oriolo, la domanda di iscrizione non prevede il pagamento di nessuna quota, che dovrà essere saldata quando verrà effettuato il servizio (Manziana non ha ancora pubblicato il bando, ma da regolamento la scadenza delle domande è prevista il 31 luglio), ad Anguillara deve essere allegato “Pagamento del primo o più mesi”.

Sono trascorsi quattro anni da quando dalle colonne di un giornale il sottoscritto, dopo aver tentato di segnalare personalmente agli uffici competenti, scrisse un articolo sulla non conformità del modulo di iscrizione al servizio di trasporto scolastico e mensa del Comune di Anguillara Sabazia. Un pungolo che avrebbe potuto e dovuto essere ascoltato dall’amministrazione allora in carica, la quale, però, invece di trarre esempio da quanto detto, ha pensato bene di risolvere il problema utilizzando l’arma dell’invettiva nei confronti dell’autore dell’articolo.


Nella precedente occasione chiedemmo inascoltati all’Autorità competente di intervenire per semplificare la vita dei propri cittadini, posticipando l’inutile orpello e adeguando il modulo di domanda alla normativa vigente. Oggi la stessa domanda la facciamo alla sindaca Sabrina Anselmo e al consigliere con delega alla scuola, Massimiliano De Rosa, nella speranza che siano più propensi al miglioramento della macchina comunale nell’interesse dei propri cittadini.

Il caso
L'uomo di 38 anni era impegnato in un addestramento fisico
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Redazione

 

CESANO (RM) - È morto Daniele Ferrante colto da malore alla scuola Fanteria di Cesano. Daniele lottava tra la vita e la morte dallo scorso venerdì quando mentre l'uomo di origini palermitane era impegnato in un addestramento fisico nella Scuola di Fanteria di Cesano, nel territorio del XV Municipio.
L’allievo maresciallo dell’Esercito italiano di 38 anni è morto questa mattina all’ospedale Umberto I di Roma. Cordoglio è stato espresso dal Generale del Corpo d'Armata Danilo Errico, capo di Stato Maggiore dell'Esercito Italiano che esprime "il più profondo cordoglio e sentimenti di vicinanza ai familiari".

Cronaca
Presentata interrogazione sulla gravissima situazione
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BRACCIANO (RM) - Condividiamo appieno le preoccupazione di oltre 2500 cittadini serviti dall’acquedotto Lega che non possono contare ancora sull’acqua potabile nelle proprie case. Constatiamo che malgrado i cronoprogrammi la situazione per moltissimi cittadini resta molto grave. Per capire quanto ancora dovranno attendere ho ritenuto opportuno presentare una interrogazione.

Lo afferma Claudio Gentili, consigliere comunale di Per un’altra Bracciano.

In particolare ho richiesto di conoscere - sottolinea Gentili - quali siano “le esatte tempistiche entro le quali le famiglie residenti nella zona di Vigna di Valle e tutte quelle servite dall’acquedotto Lega potranno finalmente contare sulla erogazione presso le proprie abitazioni di acqua a norma di legge” e se “sia stata corretta la procedura adottata di condizionare il ripristino della potabilità dell’acqua al rilascio di autorizzazioni varie piuttosto che avviare azioni per la soluzione immediata della questione”.

Prendo atto – aggiunge - di quanto mi è stato segnalato di recente dal Comitato residenti della zona di Vigna di Valle che sottolinea in una nota che “da agosto 2015 a tutt’oggi, ininterrottamente, viene erogata nelle abitazioni di circa 2.500 famiglie acqua non potabile in totale dispregio di tutte le normative nazionali ed europee” e della scarna comunicazione pubblicata sul sito istituzionale del Comune di Bracciano in data 8 maggio 2017 nella quale si afferma che “Continuano i lavori di potabilizzazione dell’acquedotto Lega” che sono stati “Sostituiti gli impianti di rimozione di arsenico e fluoruro, l’Acea sta procedendo con i lavori di allaccio alla fognatura, aspetto tecnico necessario al rispetto della normativa ambientale”.

E’ importante che sulla questione – conclude Gentili - l’amministrazione comunale faccia piena chiarezza e dia finalmente, a circa un anno dall’insediamento, soluzioni concrete.

L'iniziativa
Il sindaco Bruni:"La valenza comprensoriale del progetto arricchisce il territorio di qualcosa che mancava"
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MANZIANA (RM) - E’ stato inaugurato a Manziana lo scorso sabato il primo punto di riferimento comprensoriale per persone con sclerosi multipla. Erano presenti la Consigliera nazionale Aism, Lucia Palmisano il Presidente della sezione Aism di Roma, Giancarlo Silveri, il vicepresidente della sezione di Roma, Bruno Principe, il Sindaco di Trevignano Romano, Claudia Maciucchi, l’Assessore alle politiche sociali di Trevignano Romano, Chiara Morichelli, l’Assessore del Comune di Canale Monterano, Valeria Pasquali, il vice presidente del Comitato Sabatino della Croce Rossa Italiana, Naida Minciacchi, il Presidente dell’Associazione Lagone nuovo, Giovanni Furgiuele, l’Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Manziana, Eleonora Brini e il Sindaco, Bruno Bruni.

“Sono davvero felice di questa importante inaugurazione – commenta il Sindaco Bruno Bruni – La valenza comprensoriale del progetto arricchisce il territorio di qualcosa che mancava e questo ci rende fieri ed orgogliosi. La politica spesso può sembrare lontana dai Cittadini e dai loro problemi – continua il Sindaco Bruni – fortunatamente però questa volta non è stato così. Grazie all’impegno di tutti abbiamo dimostrato, con i fatti e non a parole, la vicinanza delle Istituzioni e contiamo di continuare a lavorare in questa direzione.”

L’Assessore Eleonora Brini sottolinea inoltre un altro aspetto: “Oggi abbiamo confermato anche un altro traguardo raggiunto negli anni: rivalutare uno spazio (i locali di Via Mazzini) che fino al 2011 era inutilizzato, mettendolo a disposizione di realtà associative che arricchiscono il tessuto sociale locale. Grazie a tutti coloro che hanno creduto in questa nostra impostazione del lavoro oggi abbiamo potuto vivere insieme questa emozionante giornata dal forte valore simbolico e sociale.”

Il caso
Il comitato: "Le captazioni vanno sospese"
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BRACCIANO (RM) - Il lago di Bracciano non è una cisterna ma un ecosistema ricco di biodiversità che va tutelato. La situazione odierna, con un livello di meno un metro e 30 centimetri rispetto allo zero idrometrico, è notevolmente preoccupante, in particolare per la salvaguardia di flora e fauna lacustre. Evidente la sofferenza presso le Pantane di Trevignano e al molo di Bracciano.
Malgrado ciò Acea non accenna a interrompere i prelievi, disattendendo quanto disposto all’epoca del rilascio della concessione al Comune di dall’Ufficio Speciale del Genio Civile per il Tevere e per l’Agro Romano il quale ha indicato la quota di 161, 90 metri s.l.m., come minimo raggiungibile. Questa quota è stata già ampiamente superata: allo stato attuale il livello e 16 centimetri sotto e ciò vuol dire milioni di metri cubi d’acqua. Tra le prescrizioni previste anche un meccanismo di blocco automatico delle captazioni al raggiungimento di tale quota.
E’ evidente che Acea spa considera il lago non più come una riserva idrica di emergenza, come era nelle prescrizioni, bensì come una fonte di approvvigionamento routinaria. Ciò non è più tollerabile.
Il Comitato per la Difesa del Bacino Lacuale Bracciano-Martignano ritiene assolutamente insufficiente il piano Acea presentato ai Comuni rivieraschi a seguito delle riunioni del tavolo tecnico convocato presso la Regione Lazio e chiede, come già fatto con nota del 14 aprile 2017, rimasta senza risposta, inviata alla Regione Lazio (Direzione Risorse Idriche e Difesa del Suolo - Mauro Lasagna, Assessore Rapporti con il Consiglio, Ambiente e Rifiuti Mauro Buschini e Direzione Ambiente E Sistemi Naturali - Vito Consoli), ai sindaci di Bracciano, Anguillara Sabazia Trevignano Romano, al Presidente Parco Bracciano-Martignano, Vittorio Lorenzetti, e al Presidente Consorzio Lago Bracciano, Renato Cozzella, di porre in essere quanto di loro competenza per la verifica dell’esistenza del meccanismo di blocco e per addivenire, a tutela del lago, ad una immediata sospensione delle captazioni.

Lavori pubblici
Avviato il procedimento di risoluzione del contratto di appalto stipulato a ottobre 2014 con la società Appalti e Servizi s.r.l.
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di Ivan Galea

 

ANGUILLARA (RM) - Tutto da rifare per la copertura della piscina “Polo Natatorio Comunale” di Anguillara. L'amministrazione comunale ha infatti avviato il procedimento di risoluzione del contratto di appalto stipulato a ottobre 2014 con la  società Appalti e Servizi s.r.l.


La decisione di risolvere il contratto, da parte dell'amministrazione sabatina, è stata presa in quanto i termini per l'ultimazione dei lavori sono risultati "ampiamente e irrimediabilmente scaduti". "Alla data odierna, - si legge sulla determina comunale - ovvero a circa due anni dalla consegna dei lavori ed a circa dieci mesi oltre il termine di fine lavori, è stato realizzato appena il 17% dei lavori. Non  è  più concepibile  insistere nelle  richieste di ottemperanza  contrattuale, stante le inascoltate richieste indirizzate all'impresa appaltatrice, che ad oggi hanno prodotto solo ed esclusivamente un prolungato  ed  ingiustificato  fermo  totale  delle  attività  di  cantiere,  con  gravi  ripercussioni  sulla collettività e sull'immagine della stessa amministrazione".

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Cronaca
Si tratta di giovani di età compresa tra i 20 e i 18 anni, residenti nella provincia di Roma
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Red. Cronaca


COLLEFERRO (RM) – I Carabinieri di Colleferro hanno dato esecuzione ad un’ordinanza emessa dal Gip del Tribunale di Velletri su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di 5 persone resesi responsabili, a vario titolo, del reato di rapina aggravata in concorso. Una persona è stata sottoposta alla misura degli arresti domiciliari e quattro all’ obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Si tratta di giovani di età compresa tra i 20 e i 18 anni, residenti nella provincia di Roma.

Il provvedimento è scaturito dalle indagini svolte dai Carabinieri della Stazione di Colleferro per risalire agli autori di una rapina avvenuta nel mese di gennaio scorso all’ interno di un esercizio di ristorazione di Colleferro. In particolare i cinque giovani, dopo aver aggredito il barman e colpito il titolare dell’ esercizio pubblico, hanno tentato di impossessarsi dell’ incasso, non riuscendoci solo grazie alle chiamate effettuate dagli avventori al numero di emergenza 112. Prima di darsi alla fuga però sottraevano il telefono cellulare al titolare dell’ esercizio pubblico.

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