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DISTANZIATORE
Il reportage
Cinque squadre dei vigili del fuoco della Capitale sono al lavoro sul posto
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GALLERY IN FONDO ALL'ARTICOLO

 

 

di Silvio Rossi


ANGUILLARA (RM) - Una fuga di gas è con tutta probabilità la causa del crollo di una parte di una villetta a due piani in via di Grotte di Castellana 26 ad Anguillara Sabazia, zona Colle Sabazio, vicino a Roma. L'esplosione è avvenuta intorno alle 8 del mattino. I primi ad intervenire sono stati i carabinieri della compagnia di Bracciano e quelli della stazione di Anguillara. Nel crollo sono rimaste ferite 4 persone di cui di cui una è stata trasportata in eliambulanza all'ospedale Sant'Eugenio. Sono stati già tutti soccorsi. Cinque squadre dei vigili del fuoco della Capitale sono al lavoro sul posto dalle 8 di questa mattina. Intervenuti sul posto anche la Polizia Municipale. La villetta ha riportato grossi danni strutturali soprattutto al piano di sotto. Le ulteriori verifiche determineranno se la casa è agibile

L'emergenza idrica
L'ordinanza ha validità fino al 31 dicembre 2017
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Redazione

BRACCIANO (RM)
- Con due atti amministrativi, la Regione Lazio ha oggi determinato la sospensione del prelievo dell’acqua dal lago di Bracciano. Questa scelta è scaturita da diversi elementi. Innanzitutto, dal consolidarsi delle condizioni di deperimento del lago e, quindi, per determinare l’avvio di un’azione di salvaguardia relativa agli aspetti ambientali-naturalistici del bacino, con l’obiettivo di recuperare per quanto possibile la sua naturale integrità ecologica. Il decremento negativo del lago è stato dovuto essenzialmente a due fattori: al prelievo per l’approvvigionamento idropotabile e all’evaporazione, particolarmente intensa in relazione alle alte temperature, e aggravata dalla perdurante assenza di precipitazioni nei mesi scorsi.

In questo quadro, quindi, il Direttore regionale delle Risorse idriche ha oggi firmato l’ordinanza che impone ad Acea ATO 2 S.p.a. di azzerare ogni prelievo della risorsa idrica dal bacino del lago di Bracciano, entro e non oltre le ore 24 del giorno 28 luglio prossimo, onde consentire il ripristino del livello naturale delle acque del lago e della loro qualità. Acea ATO 2 S.p.a., inoltre, sarà tenuta a trasmettere alla Direzione regionale i dati giornalieri del livello idrometrico del bacino. L’ordinanza rivolta al gestore intende anche ricondurre nei corretti binari le quote di captazione stabilite. Tale ordinanza ha validità fino al 31 dicembre 2017.

Al contempo, l’Assessore alle Infrastrutture, Politiche abitative ed Enti locali, Fabio Refrigeri, ha firmato una missiva indirizzata alla Città metropolitana di Roma Capitale, affinché disponga quanto necessario per intimare, entro gli stessi tempi previsti dall’ordinanza, lo stop ai restanti impianti e dispositivi di captazione, pubblici e privati, che insistono sul Lago di Bracciano.

Il caso
La sindaca: "Come controprova nei prossimi giorni pubblicherò le foto del mio casellario giudiziale e dei carichi pendenti"
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di Ivan Galea

 

ANGUILLARA SABAZIA (RM) - Buste anonime contenenti una sentenza di condanna, pena condonata grazie all'indulto, risalente al 2008 nei confronti dell’attuale sindaco di Anguillara Sabrina Anselmo hanno animato lo scenario politico locale della cittadina alle porte di Roma.

IL FATTO

Anselmo è stata condannata a un anno di reclusione, pena patteggiata e dichiarata estinta per indulto, per aver denunciato “falsamente” lo smarrimento di tre assegni incolpando del reato di cui all’art. 648 cp (ndr ricettazione) i successivi prenditori sapendoli innocenti”. Così è scritto nella sentenza emessa dal Gup del Tribunale di Civitavecchia Giovanni Giorgianni depositata a dicembre del 2008 nei confronti dell’attuale sindaca Cinque Stelle di Anguillara Sabazia Sabrina Anselmo.


LA DICHIARAZIONE

Il sindaco Anselmo, in un post su Facebook, ha parlato del caso che la riguarda “In queste ore – ha scritto - è stato spedito in forma anonima un documento su un mio procedimento giudiziario condonato del 2008. Come controprova nei prossimi giorni pubblicherò le foto del mio casellario giudiziale e dei carichi pendenti al fine di fare chiarezza.  Le forze che da sempre governano il nostro Comune hanno tolto la maschera utilizzando lo strumento della macchina del fango per screditare l'operato di questa amministrazione.
L'impegno da parte del Sindaco e dell'amministrazione tutta nei confronti dei suoi cittadini proseguirà sino alla fine del mandato con la stessa determinazione e trasparenza sino ad oggi dimostrata!
In queste ore mi sono recata dalle forze dell'ordine per denunciare l'operato diffamatorio di ignoti e dei loro sodali. Consiglio ai cittadini di evitare di ascoltare le prediche sterili che troverete magari domani sulle testate giornalistiche che sono totalmente destituite di ogni fondamento.
Ai vili che non hanno il coraggio di esternarsi personalmente, ma che agiscono attraverso missive carbonare, dico che mi troveranno in Comune a lavorare in maniera più che mai determinata per Anguillara Sabazia !”.

Adesso bisognerà aspettare le reazioni del MoVimento Cinque Stelle che sta valutando la vicenda che la stessa sindaca ha sottoposto ai vertici

Amministrazione e servizi
Gli incassi dei parcheggi verranno utilizzati per i servizi. Il sindaco: "I soldi dei cittadini tornano ai cittadini"
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VALMONTONE - E' trascorso un anno da quando, dopo ben 11 anni di gestione privata, i 1000 posti auto a pagamento esistenti a Valmontone sono stati concessi all'Azienda Speciale partecipata del Comune. In questo modo, l'Amministrazione comunale ha voluto cambiare per fare in modo che i proventi delle strisce blu non fossero più un guadagno cospicuo per un'azienda privata bensì potessero diventare risorse da utilizzare per migliorare la sicurezza e la viabilità su tutto il territorio comunale.
E' per questo che, dopo aver rinnovato la segnaletica stradale ed installato i parcometri, dall'11 luglio 2016 il pagamento della sosta sulle strisce blu viene svolto con gestione diretta dell'Azienda Speciale Servizi Comuni (Assc).
“Nonostate qualcuno, - commenta il sindaco Alberto Latini – per motivi che oggi comprendiamo molto bene, al tempo si oppose in ogni modo a questa scelta del Comune e gridava allo scandalo, oggi, 365 giorni dopo e conti alla mano, possiamo dire con soddisfazione che quella operazione, fortemente voluta dall'Amministrazione comunale, non solo ha garantito gli standard occupazionali precedenti ma ha portato soldi freschi nelle casse comunali. Dei circa 370 mila euro incassati in un anno, infatti, oltre 150 mila euro sono quelli che, tolte le spese di gestione e di personale, restano a disposizione del Comune, e quindi dei cittadini, per migliorie sulle strade e sulla sicurezza. Sono soldi dei cittadini, insomma, che anziché andare ad arricchire qualche imprenditore privato tornano ai cittadini”.
“Come se non bastassero questi – conclude il sindaco – vale la pena ricordare che l'imprenditore privato che c'era prima incassava anche 10 euro per ogni contravvenzione elevata, migliaia di multe l'anno. Basta fare due rapidi calcoli per capire il giro di denari in 11 anni cosa abbia prodotto per il privato e cosa, soprattutto, abbia sottratto alla comunità valmontonese. Noi, ancora una volta, abbiamo dimostrato, con i fatti e con le cifre, che le scelte compiute dall'Amministrazione Latini vanno sempre in direzione del valorizzare il bene comune e non gli interessi privati”.

Roma criminale
Attimi di terrore; i malviventi minacciano clienti e dipendenti
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ROMA - Sono stati intercettati a bordo di un ciclomotore di grossa cilindrata in via di Trigoria dopo aver compiuto una rapina in farmacia. I carabinieri, insospettiti dalla presenza in strada dei due, noti pregiudicati di Pomezia di 53 e 40 anni, hanno effettuato accertamenti ed è emerso che poco prima era stata compiuta una rapina ai danni di una farmacia in zona Trigoria ad opera di due malviventi travisati da casco e passamontagna e armati di coltelli da cucina. I malviventi entrati all’interno della farmacia, sotto minaccia delle armi si erano fatti consegnare il denaro delle casse. Non contenti, i due hanno minacciato i clienti della farmacia, facendosi consegnare i portafogli. La precisa descrizione fornita al numero di emergenza 112 corrispondeva a quella dei due sospetti notati poco prima mentre si allontanavano in direzione Pomezia. Sono subito scattati i controlli presso le abitazioni dei due individui, dove i militari hanno rinvenuto i caschi, gli abiti e i coltelli utilizzati nel corso della rapina. Presso l’abitazione del 53enne, nel corso della perquisizione sono state rinvenute 5 piante di marijuana e, nel garage a lui in uso, è stato trovato e sequestrata la moto di grossa cilindrata, utilizzata per la rapina che è risultata rubata a Roma nei mesi scorsi. I malviventi sono stati arrestati e portati nel carcere di Velletri. Proseguono le verifiche dei carabinieri finalizzate ad accertare la loro eventuale responsabilità in ordine alla commissione di analoghi reati.

Il ricorso
Oggetto dell'impugnativa è il Decreto del Commissario ad acta e Presidente della Regione Lazio, Zingaretti
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Redazione


COLLEFERRO (RM) - Il prossimo 3 ottobre 2017 il TAR (Tribunale amministrativo regionale) del Lazio si pronuncerà sulla richiesta di annullamento dell’atto regionale che ha disposto nel 2015 l’accorpamento dei reparti materno-infantili dall’Ospedale L. P. Delfino di Colleferro a quello di Palestrina. Il ricorso, promosso dai Sindaci di Colleferro, Anagni, Artena, Carpineto Romano, Gavignano, Gorga, Montelanico, Piglio, Paliano, Segni, Serrone e Valmontone, a cui partecipano Cittadini, Comitato residenti Colleferro, gruppo Consulta le Donne, con il sostegno di Associazioni e Comitati locali è ad oggi l’unica azione contro la Regione Lazio.

Ecco in sintesi le tappe del processo al TAR del Lazio.
Oggetto dell'impugnativa è il Decreto del Commissario ad acta e Presidente della Regione Lazio, Zingaretti, che, con l’Atto aziendale della ASL Roma G e il provvedimento del Direttore generale, De Salazar (1.7.2015, prot. n. 253) ha disposto il trasferimento delle unità di ostetricia/ginecologia e neonatologia/pediatria all’ospedale di Palestrina.

Respinta dal TAR la richiesta di sospendere l’atto regionale di trasferimento, è stato fatto ricorso al Consiglio di Stato (ordinanza n. 1659/2016), che l’ha accolto “ai soli fini della sollecita fissazione del merito da parte del TAR Lazio”, affermando “che, ferma l'efficacia dei provvedimenti impugnati, le esigenze cautelari rappresentate dai Comuni ricorrenti possono essere adeguatamente tutelate dalla sollecita fissazione dell'udienza pubblica per la trattazione del merito avanti al primo giudice (il TAR) per una più approfondita valutazione delle questioni ivi controverse”.

“Siamo forti di una sentenza a nostro favore”, dichiarano i Sindaci del comprensorio, ma di forte ci sono solo parole, perché abbiamo dovuto sollecitare la fissazione dell’udienza. La mancanza di servizi sanitari capaci di garantire il diritto alle cure e alla salute ha peggiorato la delicatezza delle questioni, sia sotto il profilo della salute pubblica, sia del demansionamento delle professionalità sanitarie. Personale ospedaliero e pazienti sono stati lasciati soli a fronteggiare tutte le criticità organizzative e le emergenze gestionali di una struttura che non ha né una dirigenza, né organici sufficiente a garantire l’assistenza. La trascuratezza verso il territorio è evidente nei tanti appelli, caduti nel vuoto, di incontrare il Presidente Zingaretti e il Direttore generale De Salazar. Appelli rivolti dal Comitato libero “A difesa dell’ospedale di Colleferro” – Coordinamento territoriale, dalle altre Associazioni e soprattutto dai Sindaci del comprensorio, i quali, dopo due anni continuano a chiedere di incontrare Zingaretti, mantenendo una discutibile posizione attendista per non dire di totale paralisi! Chiedono ma senza insistere troppo! Verso il Comitato e i Cittadini anche i Sindaci non mostrano disponibilità al confronto e ad una “costruttiva collaborazione”. La promessa “collaborazione con i Comuni ricorrenti, le forze sociali e associative, con tutte le comunità e i cittadini del territorio”, richiamata nell’ordine del giorno approvato dal Consiglio comunale il 18 Febbraio 2016, non ha fatto molta strada! Come l’impegno di indire “una riunione (Conferenza dei Sindaci?) urgente per elaborare un piano d’azione da promuovere dopo l’esito dell’appello al Consiglio di Stato», annunciato dai Sindaci nel comunicato del 6 maggio 2016, riunione che ancora non si è tenuta! E’ una naturale conseguenza allora che la maggioranza del Consiglio comunale il 16 febbraio 2017 respinga l’ordine del giorno a favore l’ospedale di Colleferro! O che il Presidente del Consiglio Comunale, Stendardo (o chi per lui), non dia seguito alle 500 firme raccolte il 4 dicembre 2016, nonostante le assillanti richieste di procedere a norma di Statuto! Senza la lealtà istituzionale delle Amministrazioni – che continuiamo a richiedere - i Cittadini e i loro Comitati non possono affrontare questioni prioritarie per l’Ospedale di Colleferro come il deficit dell’organico, l’indizione di nuovi avvisi pubblici, l’assunzione di personale infermieristico e OSS, le carenze di posti letto, il progetto per la Nuova Ala, l’apertura dei servizi mancanti (Radiologia, Emoteca ed Endoscopia H24, Anatomia Patologica), la nomina di primari per la
chirurgia generale (con relativo laboratorio di analisi), otorinolaringoiatria, ortopedia, medicina e urologia, l’apertura del reparto di Neurologia, la revisione del Nuovo Atto aziendale, i servizi sostitutivi e prestazioni domiciliari da parte dei distretti sanitari."
 

Il caso
Ecoitaliasolidale: "Se la situazione dovesse ancora una volta peggiorare riprenderemo la protesta”.
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BRACCIANO (RM) - Continua la forte preoccupazione per l'evidente basso livello delle acque del lago di Bracciano. A rinnovare l'allarme sono Piergiorgio Benvenuti e Vanda Soriente, rispettivamente Presidente Nazionale e Responsabile per il Lazio del Movimento Ecologista ECOITALIASOLIDALE. Il loro grido di denuncia arriva dopo le parole pronunciate dal sindaco di Roma Virginia Raggi: “Vorremmo sperare che le captazioni di Acea che interessano il Lago di Bracciano siano ridotte come ha ufficialmente comunicato in questi giorni la sindaca Raggi, in occasione dell'audizione presso la Commissione parlamentare Periferie, comunque proseguiamo a chiedere la sospensione totale perché il Lago sta morendo di sete come abbiamo potuto appurare questa mattina da un nostro sopralluogo”.


“La nostra preoccupazione iniziata sin dai primi mesi dell’anno è del tutto evidente, basti osservare il preoccupante livello idrometrico e gli isolotti che si stanno formando sullo specchio d’acqua, situazione
da indurre ulteriore preoccupazione per l’interessamento della cosiddetta fascia vitale dove si riproduce in equilibrio fauna e flora e che con l’aumento delle temperature esterne si determina una diminuzione di ossigeno sufficiente alla vita dei pesci, con un danno ambientale enorme”.

“Sino ad oggi sia a mezzo stampa che con manifestazioni sul posto insieme ai cittadini e ai nostri iscritti, abbiamo sentito la necessità di attivarci, ben prima quindi che l’emergenza siccità desse il colpo di grazia al lago di Bracciano. Non ci siamo neanche risparmiati gravosi giorni di sciopero della sete del nostro Presidente Benvenuti per cinque lunghi giorni ed a staffetta di tutti i dirigenti apicali dell’Associaszione, ma se la situazione dovesse ancora una volta peggiorare riprenderemo questa forma di protesta”.

“Come Ecoitaliasolidale, chiediamo ancora una volta di conoscere con la massima tempestività e trasparenza ciò che sta subendo in questi giorni il Lago alla luce della presa di posizione della Sindaca di Roma, chiediamo di verificare lo stato di saluto complessivo del Lago e di sospendere completamente le captazioni per non distruggere un patrimonio meraviglioso come il Lago di Bracciano, pronti a nuove iniziative ed a riprendere già da subito lo sciopero della sete”.



 

I casi
I soccorsi si alternano. Escalation di roghi nella zona
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di Silvio Rossi

 

Gli incendi divampati oggi hanno insistito in una zona già messa a dura prova nei giorni scorsi. Da lunedì è il terzo episodio di una certa entità, nella zona compresa tra i laghi di Bracciano e Martignano.
Già prima di questo week end il parcheggio a servizio del lago di Martignano era stato colpito da un incendio, tanto che il servizio rimasto sospeso, e l’accesso al lago è stato inibito proprio per il pericolo che prendessero di nuovo fuoco le sterpaglie secche e qualche focolaio apparentemente spento.

Nel primo pomeriggio di oggi, anche a causa del vento che ha agito da catalizzatore, le fiamme hanno interessato via Cusmano dove si trovano alcune case e un centro per disabili, dalle notizie giunte in redazione, un’ambulanza ha dovuto prestare soccorso a una persona lievemente intossicata, che ha necessitato delle cure dei sanitari.

Al momento, oltre alla zona di Martignano, un nuovo fronte di fuoco si è sviluppato nei pressi di Cesano, borgo della periferia romana distante pochi chilometri in linea d’aria da Anguillara, arrivando a lambire la scuola media. Sembrerebbe che per Cesano le richieste di soccorso siano partite con ritardo.
Gli elicotteri della protezione civile stanno alternando gli interventi, per riuscire a tenere le fiamme sotto controllo. Per il momento sembra che la situazione di Cesano, almeno nella parte più vicina alle case, sia stata fermata, ma non si può abbassare la guardia perché basta una folata di vento per ravvivare le fiamme. Ancora dunque un grosso incendio dopo quello di fine giugno che ha colpito il parco rotonda, oggetto di segnalazioni da parte dei cittadini. Lì infatti è finita in fumo l'area verde dietro la Chiesa di San Sebastiano per la quale anche gli scout a inizio giugno avevano chiesto sfalcio e manutenzione

L'emergenza ambientale
"Superato il limite consentito ad Acea per 36 centimetri"
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BRACCIANO (RM) - Di seguito la nota congiunta dei Sindaci dei Comuni che si affacciano sul Lago di Bracciano, del Presidente del Parco Regionale di Bracciano e Martignano e del Presidente del Consorzio del Lago che ieri hanno inviato all’Autorità Idraulica l’intimazione e la diffida ad adempiere entro e non oltre il termine di 5 giorni dal ricevimento della stessa, per emettere in via d’urgenza l’ordinanza di interruzione delle captazioni, utile a ristabilire le compatibili oscillazioni dei livelli, avvertendo che, decorso inutilmente tale termine, i sottoscritti agiranno in tutte le ulteriori sedi ritenute opportune per far accertare ed emergere in capo ai responsabili, le gravissime responsabilità, inadempienze e i danni irreversibili causati all’equilibrio ecosistemico.

 

Ecco la nota congiunta:

"Dopo gli innumerevoli incontri e attività istituzionali intrapresi insieme alle massime autorità amministrative e governative già dal mese di marzo, nonostante la massima fiducia che stiamo riponendo nell’iniziativa della Regione Lazio attraverso l’operosità concreta dell’Assessore competente in materia Fabio Refrigeri e dell’impegno del Presidente Zingaretti, che già ci hanno riconvocati per aggiornamenti, abbiamo deciso di intraprendere una ulteriore iniziativa ufficiale inviando l’intimazione e la diffida per l’immediata sospensione delle captazioni da parte di ACEA dal nostro lago. L’ennesima iniziativa per scongiurare quello che, già a nostro avviso, è un disastro ambientale e che sta producendo una vera e propria morte lenta del lago con i suoi riflessi negativi sul sistema socio economico e archeologico che lo circonda, è per noi un ulteriore atto dovuto.


Premesso che, come tutti sanno con domanda del 26 settembre 1984, il Comune di Roma chiese all’allora Ministero dei Lavori Pubblici, per la propria azienda comunale oggi ACEA SpA la concessione di derivare dal lago acqua per usi idropotabili per la città di Roma; a fronte di tale richiesta il Ministero del Lavori Pubblici incaricò l’Ufficio Speciale del Genio Civile che scrisse ed invio’ una relazione istruttoria con la quale, tra l’altro: veniva indicato il sistema di posa delle tubazioni di captazione, indicate in m 1500 dalla riva e a 50 metri di profondità, ma soprattutto veniva espressamente affermato e previsto che nel manufatto delle condotte di captazione avrebbero dovuto essere istallate delle saracinesche di apertura e chiusura ed un sifone idraulico che serviva a provvedere a disinnescare automaticamente le condotte non appena il livello dell’acqua del lago scenda sotto la quota minima di metri 161,90 sul livello del mare.
Successivamente con DM del 16 giugno 1990 n.1170 il Ministero del Lavori Pubblici concesse all’azienda Comunale Elettricità Acque – ACEA di derivare dal lago di Bracciano per usi potabili, moduli medi 11 (1.100 al litri al secondo), con un valore massimo, in casi eccezionali, di moduli 50 (ovvero 5.000 litri al secondo), assicurandosi in tali casi, il mantenimento delle escursioni del livello del Lago nell’ambito di quelle naturali, subordinandola all'osservanza delle condizioni contenute nel disciplinare del 16.06.1989 nr. 12234, che faceva proprie tutte le prescrizioni indicate nei vari atti endoprocedimentali dell'autorizzazione.
In considerazione anche del fatto che, con protocollo di intesa sottoscritto nel 2015, denominato SMALL, la Regione Lazio, i tre Comuni del Lago, l’Ente Parco, il Consorzio del Lago, Città Metropolitana, Acea e Hydra Ricerche concordarono le attività comuni finalizzate a monitorare e regolare la quota dei livelli minimi e massimi del lago di Bracciano. In particolare venne assicurata l’attuazione del protocollo da un Comitato di indirizzo e controllo. Venne inoltre designata l’Autorità Idraulica, deputata ad esercitare compiti di Polizia idraulica e di pronto intervento su spiagge lacuali, superfici e pertinenze dei laghi. All’art. 7, ultimo comma, di detto documento venne stabilita e condivisa la quota di riferimento dello sfioro del Lago nel fiume Arrone, in metri 163,04, detta appunto zero idrometrico per il lago di Bracciano.


Con pochi semplici calcoli matematici elaborando i dati, in virtù della lettura eseguibile presso le stadie idrometriche, collocate sui piloni dei pontili, si può rileva ad oggi, una misura negativa di –1,50 metri dallo zero idrometrico. Difatti sottraendo dallo zero idrometrico ovvero da 163,04 metri, il livello minimo raggiungibile concesso per le captazioni prescritto, come abbiamo detto, in 161,90 metri sul livello del mare, si ottiene la misura di -1,14 metri. Sottraendo, inoltre, dalla misura negativa rilevata di -1,50 metri , la misura negativa di -1,14 metri, si ottiene come risultato – 36 cm che costituisce il valore eccedente in negativo della misura consentita. ACEA ha, pertanto, superato il limite ad essa consentito per 36 centimetri.

Va sottolineato che a fronte di tali gravissime violazioni si è verificato tra l’altro un ritiro del lago eccessivo di 10/15 metri, tale da interessare la fascia cosiddetta vitale, ovvero la zona nella quale si riproduce flora e fauna in mutuo equilibrio; l’ossigeno disciolto misurato alla profondità di un metro ed alla temperatura di 26°centigrati è risultato avere un valore strumentale di 2 milligrammi al litro invece che 5 milligrammi al litro. E’ evidente che con la sinergia del riscaldamento dell’acqua questa condizione di ridotta presenza di ossigeno potrà portare ad una moria di pesci. E che tali ulteriori fatti potrebbero configurare anche gravi violazioni delle disposizioni contenute nel nuovo testo unico dell'ambiente disciplinato dal D. Lgs 3 aprile 2006 nr. 152 e sue successive integrazioni e modificazioni. Abbiamo così valutato le violazioni di ACEA alle disposizioni contenute nella concessione e alle norme di legge in materia ambientale e richiamato il ruolo di vigilanza in capo all'autorità idraulica.
Ieri dunque abbiamo inviato all’Autorità Idraulica l’intimazione e la diffida ad adempiere entro e non oltre il termine di 5 giorni dal ricevimento della stessa, per emettere in via d’urgenza l’ordinanza di interruzione delle captazioni, utile a ristabilire le compatibili oscillazioni dei livelli, avvertendo che, decorso inutilmente tale termine, i sottoscritti agiranno in tutte le ulteriori sedi ritenute opportune per far accertare ed emergere in capo ai responsabili, le gravissime responsabilità, inadempienze e i danni irreversibili causati all’equilibrio ecosistemico."

 

Fiamme
Sul posto il 118, un canadair, tre elicotteri e cinque squadre di vigili del fuoco, più volontari della protezione civile
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ANGUILLARA (RM) - Grosso incendio di sterpaglie è divampato ad Anguillara non lontano da una comunità per disabili. Sul posto il 118, un canadair, tre elicotteri e cinque squadre di vigili del fuoco, più volontari della protezione civile. La struttura è stata evacuata e la situazione appare grave. Due disabili sono stati trasportati all'ospedale di Bracciano per lo spavento e per intossicazione di lieve entità. Al momento non risultano feriti. La via Cusmano è stata chiusa perché é stata raggiunta dalle fiamme

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