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Il caso sotto indagine perpetua
Nemi: lavatrice nel cuore del Parco dei Castelli Romani in un'area non autorizzata
17/02/2017 12:00:00
Ormai si butta di tutto in via della Radiosa vicino allo stadio a due passi da un pozzo d'acqua


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Redazione

 

NEMI (RM) - A Trento se si abbandona una lavatrice scattano immediatamente le operazioni di indagine e caccia al trasgressore, mentre a Nemi è addirittura sorta una discarica a cielo aperto vicino ad un pozzo che fornisce acqua alla popolazione e dove, dulcis in fundo, è stata buttata anche una lavatrice.

L'episodio di Trento Ieri l'ufficio del Nucleo Operativo Ambientale ha notificato ad un cittadino residente nella zona nord di Trento, una violazione amministrativa di 108 euro, per aver abbandonato una lavatrice sulla pubblica via. Lo scorso 26 gennaio il vigile di quartiere rinveniva una lavatrice abbandonata sul marciapiede nel suo rione di pertinenza. Mediante l'ausilio della videosorveglianza si è potuto accertare che alcune persone verso le ore 4 del mattino avevano abbandonato l'elettrodomestico. Da un'attività di indagine effettuata dal Nucleo Operativo Ambientale e dai vigili di quartiere si è riusciti a dare un nome a chi ha materialmente effettuato l'abbandono e contestargli la relativa violazione. I controlli sul corretto conferimento dei rifiuti, che nell'anno passato hanno portato ad accertare e sanzionare i responsabili di oltre 200 infrazioni ai regolamenti comunali, continuano anche con l'ausilio delle riprese filmate scaricate da impianti fissi e mobili.

 

Succede a Nemi A Nemi ormai si butta di tutto in via della Radiosa vicino allo stadio a due passi da un pozzo d'acqua. Mercoled' scorso è comparsa una lavatrice all'interno dell'area recintata che rimane quasi sempre aperta come ormai testimoniano le decine di scatti effettuati dai giornalisti de L'Osservatore d'Italia dallo scorso mese di giugno.

 

Si tratta di un enorme e scandalosa situazione rispetto alla quale ci viene risposto "le indagini sono in corso". E intanto i rifiuti di ogni genere vengono posati direttamente sul terreno e da questi percolano le sostanze che possono essere tossiche e dannose per l'ambiente. Nessuno si scandalizza a Nemi, sembrerebbe che "occhio non vede e cuore non duole" ma in realtà si è tutti spettattori passivi di un presunto lento inquinamento ambientale che potrebbe avere ripercussioni sulla falda acquifera. Lo spettacolo di "immondizia ormai è indegno" e la lavatrice è stata la cigliegina sulla torta: il Parco Regionale dei Castelli dov'è? Il Comune di Nemi cosa fa? La Forestale dov'è? Tutti gli altri organi di vigilanza e controllo cosa fanno rispetto a questo fenomeno?

Finora non ci risulta che sia accaduto nulla volto a fermare questo scempio che ha tutte le caratteristiche di essere abusivo e illegale: gestione di rifiuti non autorizzata? A noi de L'Osservatore d'Italia sembra proprio così, peccato che le indagini sembrano destinate ad essere molto lunghe... ma poi che nessuno provi a dire: "Questa situazione si sarebbe potuta evitare"

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