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DISTANZIATORE
Roma
L'inchiesta
Lo stesso Odevaine, assistito dall'avvocato Luca Petrucci, ascoltato dai pm in sede di dichiarazioni spontanee, ha ricostruito il suo rapport l'uomo delle cooperative sociali
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di Alberto De Marchis

Si comincia a parlare. Luca Odevaine, arrestato nell'ambito dell'inchiesta "Mafia Capitale"; ha ammesso di aver preso del denaro da Salvatore Buzzi. Lo stesso Odevaine, assistito dall'avvocato Luca Petrucci, ascoltato dai pm in sede di dichiarazioni spontanee, ha ricostruito il suo rapporto con Buzzi, l'uomo delle cooperative sociali, ritenuto dagli inquirenti in strettissimi legami con Massimo Carminati. L'ex coordinatore nazionale per l'accoglienza dei richiedenti asilo, ha spiegato ai magistrati di "aver preso soldi da Buzzi per svolgere una sorta di ruolo di 'facilitatore'".

Lo scandalo di mafia capitale. Mafia Capitale, conosciuta anche come Cupola Romana o ancora Clan Carminati, è una delle organizzazioni criminali di stampo mafioso-politico-imprenditoriale che operava a Roma a partire circa dal 2000. Le radici di questa organizzazione si trovano a partire dalle rapine dei Nuclei Armati Rivoluzionari negli anni ottanta e successivamente nella banda della Magliana. Mafia capitale nel 2014 è stata oggetto dell'operazione Mondo di Mezzo, che ha posto fine alla sua attività criminale di tipo mafioso


I precedenti. Nell'aprile 2008, Franco Panzironi aiutava Gianni Alemanno nella sua campagna elettorale per diventare sindaco di Roma, con un apporto di un milione e mezzo di euro. Anche Riccardo Mancini aveva aiutato Gianni Alemanno, finanziandolo nella campagna del 2006 e come tesoriere nella campagna del 2008.
Il 28 aprile 2008, a Roma, Gianni Alemanno, divenuto sindaco, nominava Franco Panzironi a capo dell'AMA Spa, (Azienda Municipale Ambiente per la raccolta dei rifiuti di Roma)[7] e Riccardo Mancini alla guida di EUR Spa (azienda che si occupa della gestione e della valorizzazione del patrimonio mobiliare e immobiliare di sua proprietà all'interno del quartiere romano dell'Esposizione Universale di Roma). Franco Panzironi a capo dell'AMA Spa, è stato insidiato da Massimo Carminati e da Salvatore Buzzi, che hanno imposto negli ingranaggi operativi dell'azienda il direttore generale Giovanni Fiscon e il consigliere Giuseppe Berti.
Anche Riccardo Mancini era stato messo a libro da Massimo Carminati ma era reticente, voleva far da solo, ritardava gli interventi ed è stato picchiato e poi scartato, anche perché è finito in carcere per aver preso, senza la protezione, 80.000 euro da solo, per una commessa di autobus.
Dal 2008, a Roma si rileva l'inefficienza delle società pubbliche, sprechi e disservizi. ATAC, Ama Spa,[10] Eur Spa, società con entroiti milionari dovrebbero essere fiorenti e invece sono in deficit permanente e hanno bisogno di continui sussidi di soldi dei contribuenti, elargiti dai dirigenti di Stato, per continuare a svolgere i servizi.  Nel 2010, a Roma, aveva preso il via un'indagine sul malaffare, per una intuizione del procuratore Pietro Saviotti e ha portato i frutti di un lavoro su scala molto ampia, durata quattro anni.

Il 26 settembre 2011, al largo delle coste di Alghero, la Guardia di finanza intercettava una barca con a bordo circa 500 chili di cocaina che tagliata e venduta al dettaglio avrebbe fruttato oltre 200 milioni di euro. Roberto Grilli, lo skipper finiva in carcere, si sentiva tradito da una cupola romana che controllava il traffico di cocaina e ha incominciato a fare il nome di Riccardo Brugia. Da queste dichiarazioni è partita l’indagine “Mondo di Mezzo”.  Il 12 dicembre 2012 il quotidiano l’Espresso pubblicò un articolo intitolato il Re Di Roma, riferendosi a Massimo Carminati come capo di una potente organizzazione criminale e che già aveva avuto grande clamore nella pubblica opinione. Il 2 dicembre 2013, a Roma, la società Servizi Ambientali Srl. controllata dall'AMA Spa, che gestiva la raccolta dei rifiuti nei piccoli comuni intorno a Roma, è stata dichiarata ufficialmente fallita dal Tribunale di Roma. L'amministratore delegato era stato Stefano Andrini, nominato da Gianni Alemanno e dimessosi per aver firmato un documento falso sulla finta residenza in Belgio del senatore Nicola Di Girolamo. Il 16 marzo 2014, a Roma, l’azienda Ama Servizi Ambientali Srl è andata in bancarotta, infatti nel suo bilancio mancano oltre 5 milioni di euro. Il successore di Andrini è stato Giovanni Fiscon, indagato per lo sversamento di rifiuti tossici in seguito al maltempo di febbraio a Ponte Malnone. Il 15 marzo 2014, a Roma, Daniele Fortini, il nuovo amministratore delegato dell'AMA Spa, con la pagina Amministrazione Trasparente, ha mandato on-line gli stipendi dei quadri e dei dirigenti dell'AMA Spa e i loro curriculum. Nel panorama mafioso romano il figlio Leonardo di Ernesto Diotallevi chiede al padre chi è il capo dei capi di Cosa Nostra a Roma e il padre gli risponde che teoricamente è lui stesso.[26] Prima di lui, Giuseppe Calò, stabilmente insediatosi a Roma sin dal 1973, ove veniva tratto in arresto il 30 marzo 1985. Ma oggi aveva importanza Giovanni De Carlo

Roma
Ambiente & Territorio
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di Silvio Rossi

Anguillara / Bracciano / Trevignano (RM) - Le recenti piogge hanno messo a dura prova le infrastrutture realizzate sulle sponde del lago di Bracciano, in tutti e tre i comuni che si affacciano direttamente sullo specchio. Piazza del Molo ad Anguillara, così come la passeggiata di Trevignano, hanno subito danni per colpa del vento, e del livello molto alto delle acque, che con un colpo di vento più forte della norma, raggiungono il livello stradale.

Dopo alcuni anni in cui il livello idrometrico del lago era costantemente alcune decine di centimetri sotto lo zero, tanto da far preoccupare le autorità preposte per un rischio di conservazione del lago, in quanto i prelievi realizzati da ACEA non erano compatibili con la quantità d’acqua che veniva a rifornire il bacino, ci troviamo in questi giorni in una condizione di “sovrabbondanza”, un aumento rispetto allo zero idrometrico dell’ordine di circa un metro e mezzo (fissato a 161,74 metri s.l.m.), una misura che mette a rischio l’esistenza delle strutture ricettive, che si trovano la spiaggia sommersa.

Alcuni anni fa l’Ente Parco ha installato delle aste idrometriche, per permettere un rapido controllo della situazione anche da parte della popolazione, con lo “zero” fissato a 163,04 metri s.l.m., pari al colmo delle chiuse che alimentano l’emissario naturale, il fiume Arrone.

Attualmente il lago è quindi circa venti centimetri oltre la quota considerata “non superabile”. I sindaci del territorio, preoccupati di tale condizione, invocano ACEA, per una soluzione rapida del problema. Soluzione che però non appare semplice, l'alveo dell'Arrone, si è molto alzato per incuria e sporcizia e questo, di fatto, impedisce alle acque di andarsene, di defluire.

Sarebbe inutile ora aprire le chiuse, che in pratica sono sommerse dal lago ma soprattutto dall'Arrone. Per ripristinare il naturale deflusso, si deve scavare per ripristinare l’alveo fino alla mola vecchia, dove si sta costruendo la porta del parco. Un intervento semplice che dovrebbe liberare ma soprattutto riformare l'alveo, scoprire e ripulire le paratie, ora sommerse, che solo a quel punto potrebbero svolgere il loro lavoro.

Nel resto del percorso, l’Arrone viene normalmente pulito, a cura di Arsial (precedentemente dall’Ersal). Forse nel tratto compreso nel territorio di Anguillara Sabazia, l’ente incaricato non ha ricevuto, negli anni passati, le dovute segnalazioni per intervenire, per cui oggi non basta “aprire un rubinetto” per stabilizzare il livello delle acque.

"Lo scorso anno gli effetti dell'innalzamento repentino del livello del lago lo si era potuto percepire in modo particolare solo sul versante sud ovvero ad Anguillara (dove in genere è la tramontana a creare insidie). - Commenta l'assessore all'Ambiente del Comune di Anguillara Enrico Stronati - Quest'anno, - prosegue - con un livello delle acque ancor maggiore rispetto allo scorso anno e complice il vento di libeccio che ha soffiato nei giorni scorsi, anche Trevignano paga un prezzo carissimo. L'ARDIS deve lasciare che le acque defluiscano liberamente dal lago! Il repentino innalzamento del livello delle acque crea danni al patrimonio comunale, mette in ginocchio una delle fonti di sostentamento del territorio (le attività ricettive) già messe a dura prova dalla crisi economica ed infine, non meno importante, crea enormi danni all'eco-sistema lago. Si ripristini il deflusso naturale delle acque e si smetta di modificare artificialmente il livello del lago. Tutto quanto qui riportato è anche contenuto nella lettera che il Sindaco di Amguillara Sabazia Avv. Francesco Pizzorno ha inviato oggi all'ARDIS, Acea Ato2, Regione Lazio, a Sindaci dei Comuni lacustri, al Commissario del Parco Naturale Bracciano-Martignano ed al Presidente del Consorzio di Navigazione. - - Stronati conclude - Occorre una azione forte e congiunta che assicuri che una cosa del genere non si ripeta più in futuro".

Roma
Cuore e scienza
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L' “Heart Team” composto dai cardiologi Francesco Romeo e Gian Paolo Ussia, dal cardiochirurgo Giovanni Ruvolo e dal cardioanestesista Pasquale De Vico

di Cinzia Marchegiani


Roma – Il primo intervento non invasivo con una valvola biologica al cuore che ha salvato un paziente è italiano, anzi romano! Il primato mondiale spetta al Policlinico di Tor Vergata di Roma, dove l’innovativa tecnica è stata sperimentata con successo il 25 marzo c.a., su un paziente ad altissimo rischio, non in condizioni di affrontare un’operazione di tipo classico per la sostituzione della valvola mitralica. Niente apertura del torace e circolazione extracorporea: la nuova valvola è stata inserita per via transcatetere a cuore battente da un “Heart Team” composto dai cardiologi Francesco Romeo e Gian Paolo Ussia, dal cardiochirurgo Giovanni Ruvolo e dal cardioanestesista Pasquale De Vico, dai loro assistenti medici, dal personale infermieristico di emodinamica e di sala operatoria e dai tecnici perfusionisti dell’UOC di Cardiologia e di Cardiologia Interventistica del Policlinico Tor Vergata. Il Comitato Etico, in considerazione della gravità delle condizioni cliniche del paziente e per la mancanza di alternative terapeutiche, ha autorizzato l’intervento per motivi compassionevoli, procedendo all’inserimento della CardiAQ™, questo il nome della valvola biologica transcatetere progettata per la valvola mitrale.

I medici di Tor Vergata hanno utilizzato un approccio “misto” che ha previsto una minitoracotomia laterale per l’accesso al cuore, e l’inserimento a cuore battente della protesi biologica, per la prima volta al mondo senza circolazione extracorporea. Il paziente è stato svegliato dopo poche ore dalla procedura e trasferito dalla Terapia Intensiva Post-Operatoria all’Unita Coronarica di Cardiologia dopo solo 12 ore, in ottime condizioni cliniche. La protesi percutanea per la valvola mitralica è stata realizzata a distanza di otto anni dall’impianto della prima valvola aortica percutanea. Questo ritardo e stato dovuto alla maggiore complessità anatomica della valvola e dei pazienti.

La Cardiologia del Policlinico Tor Vergata diretta da Francesco Romeo, Presidente della Federazione Italiana di Cardiologia e Professore Ordinario di Cardiologia presso l'Università degli Studi di Roma Tor Vergata ha un programma dedicato alla cardiologia interventistica strutturale, oltre che coronarica. Vengono trattate regolarmente la valvulopatia aortica e mitralica con tecniche transcatetere, e questo ha permesso la formazione di un gruppo interdisciplinare affiatato ed efficiente che è valso la scelta del Policlinico di Tor Vergata come centro di riferimento per l’utilizzo di questa innovativa protesi valvolare.

Le eccellenze straordinarie nascono dai geni e dalla bravura dei medici messi in condizioni di mettere in campo le proprie conoscenze e importanti intuizioni. Il primato italiano e mondiale questa volta è romano!

Roma
Il caso
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Redazione

Roma - Straordinaria nascita al Policlinico Umberto I di Roma: una donna, colpita da influenza aviaria riesce a portare avanti la gravidanza in circolazione extracorporea, con esito favorevole per la mamma e il bambino. La bambina, Ludovica, e' nata 45 giorni fa a 30 settimane da una donna colpita dal virus influenzale H1N1. Una situazione clinica molto grave, quella vissuta da Rosa Prioli e dalla sua bambina, e che rappresenta il primo caso in Italia, e il terzo al mondo, di donna in gravidanza affetta da H1N1 (febbre aviaria, ndr), in circolazione extracorporea, con esito favorevole per la mamma e il bambino. Stamani, al Policlinico Umberto I, i medici e i neogenitori, il papa' Guido Guidi e la mamma Rosa, con il dg del Policlinico Domenico Alessio, hanno raccontato le diverse fasi della vicenda nel corso di una conferenza stampa. La bambina, che oggi pesa 2,5 chilogrammi, si trova ancora nel reparto di terapia intensiva neonatale, ma sta bene e migliora di giorno in giorno. "Ringrazio i medici Morelli, Benedetti Panici e De Curtis - ha raccontato la mamma Rosa - sono stati incredibili, mi hanno coccolata e poi quando mi sono risvegliata sono stati ineccepibili, e la bimba sta bene". La donna, gia' incinta, era stata colpita da broncopolmonite e ricoverata prima all'ospedale S. Eugenio di Roma, e poi trasferita all'Umberto I. Qui l'equipe medica ha scoperto l'infezione da H1N1 e ha deciso di usare per la paziente la macchina che permette la circolazione extracorporea. "Siamo riusciti - spiega Pierluigi Benedetti Panici, direttore del dipartimeno di ginecologia e ostetricia dell'Umberto I - a sedare per 20 giorni la paziente e attaccarla all'Ecmo, permettendo ai polmoni di riposare e di portare avanti la gravidanza. Poi si e' deciso di operare con un parto cesareo, che in queste condizioni e' molto critico, ma tutto e' andato bene". La coppia romana ha gia' una bambina di tre anni che ha dovuto separarsi dalla mamma durante il ricovero. "E' stata dura - ha aggiunto la signora Rosa - ma siamo stati uniti. E siamo felici". "Il Policlinico si e' dimostrato un'eccellenza - ha commentato il dg Domenico Alessio - e' un successo di tutte le professionalita' coinvolte, che ci inorgoglisce".

Roma
L'operazione
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Redazione

Roma - Un vero colpo grosso grazie al quale sono stati recuperati due pezzi di patrimonio artistico e culturale di inestimabile valre. I carabinieri del nucleo tutela patrimonio culturale, attraverso una complessa attività d’indagine coordinate dalla Procura della Repubblica di Roma (Proc. Agg. Giancarlo Capaldo), attraverso l’azione delle 3 Sezioni Operative (Archeologia, Antiquariato, Falsificazione ed Arte Contemporanea), hanno recuperato tre straordinarie opere d’arte: una statua romana, un Picasso, e un olio su tela dell'artista Luca Carlevarijs. La prima, di eccezionale interesse storico ed archeologico, è una statua raffigurante "mitra tauroctono", databile tra il II e il III secolo d.C. Il gruppo scultoreo proviene da scavo clandestino in ragione della presenza di concrezioni terrose e inclusi naturali riscontrati al momento del sequestro. L’eccezionale recupero è il risultato di una più complessa manovra investigativa intrapresa sul monitoraggio e la ricostruzione della catena criminale tuttora attiva nelle aree archeologiche di Roma e dell’Etruria meridionale. La seconda opera recuperata è un Picasso, olio su tela “Violin e boutille de bass”. Infine l'olio su tela del XVII Secolo, dell’artista Luca Carlevarijs (1655-1731),trafugato a Roma nel 1984 da una collezione privata. Nel settembre 2014, a Milano, durante la perquisizione dell’abitazione di un mediatore d’arte, indiziato di ricettazione ed esportazione illecita di un importante dipinto individuato negli Stati Uniti, vennero rinvenute 190 foto di opere pittoriche, tra cui una raffigurante la veduta di Piazza San Marco di Venezia

Roma
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LEGGI ANCHE: CASSIA BIS: LO SCEMPIO CONTINUA CON I "RIFIUTI IN SOSTA"

 

di Simonetta D'Onofrio

Era una delle vergogne di Roma Nord. Via della Merluzza, tratto di strada adiacente alla Cassia bis, poco oltre la località “Le Rughe” è trasformata, da diverso tempo, in una lunga discarica abusiva. I cinquecento metri di strada che vanno dal ponte davanti al Casale della Merluzza fino a poco prima della confluenza sulla statale che unisce Roma a Viterbo sono stati utilizzati da orde d’incivili che, invece di utilizzare i servizi di smaltimento dei rifiuti ingombranti che i comuni mettono a disposizione dei cittadini che ne hanno necessità, preferiscono “abbandonare” senza essere visti frigoriferi, armadi, sacchi contenenti qualsiasi tipo di rifiuto.

Si legge in una nota congiunta del presidente del XV municipio, Daniele Torquati, e il presidente della Commissione Ambiente Marcello Ribera: “Si tratta di un intervento importante, che va a sanare un esempio concreto d’inciviltà, non ricadendo per la prima volta sulle casse comunali e ringraziamo perciò l'Astral e in modo particolare l'Amministratore Unico Antonio Mallamo. Ma il lavoro da svolgere non dovrà terminare con questa bonifica e chiederemo che gli organi competenti su quella strada si attivino per l'installazione di un sistema di videosorveglianza”.

Il problema, infatti, è proprio il possibile ripetersi di situazioni di abbandono rifiuti, favoriti dalla scarsa sorveglianza che ha caratterizzato il tratto in questione, un lungo svincolo che passa dietro a un angolo di macchia, quindi un luogo “ideale” per chi dimostra poco rispetto nei confronti del bene comune.

L’iniziativa ha anticipato "Let's Clean Up Europe", la campagna promossa dalla Commissione Europea contro il “littering” e l'abbandono dei rifiuti, cui partecipa il municipio, che si svolge a maggio. Per quella data ci ripromettiamo di controllare se l’intervento odierno sarà stato risolutivo, oppure se l’inciviltà riuscirà di nuovo ad avere il sopravvento.

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Il commento
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Chi è che sceglie il materiale, chi contatta il fornitore? Chi contratta le condizioni, i prezzi? Chi stabilisce se abbonarsi a delle riviste di cui si potrebbe fare facilmente a meno, avendo il mondo del web a disposizione?

 

LEGGI ANCHE: ANGUILLARA: CHI DETERMINA LE DETERMINE OSCILLA TRA IL LEGGITTIMO E L'INOPPORTUNO

 

di Emanuel Galea

Anguillara (RM) - La corruzione è illegale ed inopportuna e, secondo Papa Francesco puzza pure. Ma non è di questo che voglio scrivere oggi.

Ad Anguillara spendere 10mila euro per il mantenimento e la cura dei cani randagi e altri 1500 euro al mese per ricoverare un cane randagio presso la struttura Valle Grande di Roma, sarà anche legale ma potrebbe essere pure inopportuno. Spendere 302 euro più altri 722 euro per l’aggiornamento del dirigente potrebbe essere legale, tanto legale che nessun rilievo è stato mosso. Eppure, a pensarci bene l’atto potrebbe risultare inopportuno. Spendere 1.044 euro per un Corso di tiro a segno nazionale a beneficio di quattro membri del Corpo di Polizia Locale senza meno sarà legale, ma quanto è opportuno? A chi devono sparare? A quelli che stanno smontando e portando via la ringhiera di largo V. Belloni? Non li troveranno mai se non li cercano…

Spendere altri 10mila euro per la sterilizzazione dei cani randagi e di proprietà, anche se poi è intenzione dell’amministrazione di chiedere un contributo alla Regione Lazio, è stato un atto legale, ma si può considerare veramente opportuno?

A questo punto potre chiedere se spendere qualche euro per riaprire il Museo Neolitico possa essere opportuno o meno. Ma non lo faccio. Potevo sollevare l’annosa storia tragi-comica della strada Anguillara /Cesano. Lasciamo perdere. Qualche domanda può sorgere sulla cittadella Socio Sanitaria, un progetto ambizioso, con piscina, vasche, laboratori medici  e non so che cos’altro, invece interrotto a metà. Non si sa se è stato sanato o meno. 

Quello che più indigna di fronte a questa tipologia di spese, per carità tutti legali ma non si sa quanto prioritarie e quanto opportune, è come si può qualificare una Giunta che assiste passiva e non curante, davanti alla Fonte della Mola Antica, chiusa al pubblico, ormai da quasi cinque anni. La chiusura fu motivata da eccedenti limiti di fluoruro, manganese e arsenico. L’università degli Studi de La Sapienza aveva offerto la propria collaborazione per un impianto a osmosi inversa sperimentale. L’offerta è rimasta lettera morta forse perché dagli amministratori non fu ritenuta opportuna. Intanto i supermercati fanno affari anche con le acque e lo stabilimento Acqua Claudia continua ad imbottigliare e vendere normalmente.

Il 24 marzo mi sembrava di aver intravisto una notizia sul portale del Comune di Anguillara relativo la dottoressa Segretario Generale che aveva assunto anche l’incarico per “l’anticorruzione”. La notizia non riesco più a rintracciarla sul sito del Comune di Anguillara ma la cosa è irrilevante. La mia domanda al segretario generale che ha un compito non facile, è: può l’inopportuno diventare illegale? Nella sfera delle sue mansioni, può una cosa opportuna essere cassata per dare la precedenza a un’altra meno opportuna? Nella remotissima ipotesi che ciò potesse avverarsi, come si potrebbe definire quest’atto, illegale o inopportuno?

Cito un esempio per andare sul concreto. Spendere parte delle magre risorse per comprare asfalto freddo per tamponare le centinaia di buche stradali quando si sa, l’asfalto a freddo si usa solo per gli interventi di emergenza in caso di pioggia. Costa molto e non regge più di qualche giorno. Poi si deve intervenire di nuovo. Dove sta il risparmio? Dove l’opportunità?

La nostra critica ovvio non va diretta all’assessore e tanto meno al Sindaco. Loro hanno ben altre gatte da pelare e non lo dico tanto per dire. Loro pensano notte e giorno come possano applicare l’imposta massima consentita per quadrare i conti.

Tempo addietro, e mi dispiace auto citarmi, avevo scritto “Chi determina le determine” Il potere non sta in mano al politico di turno, al sindaco oppure all’assessore. L’attuale inchiesta in corso, “Grandi Opere” insegna che per sette governi chi decideva la spesa era un funzionario di primo grado, un uomo intelligente, capace, abile e che sa il fatto suo, e sembra, stando a quanto si legge, non sdegnava affatto di farlo fruttare.  In quel ministero nessuno si permetteva  mettere in dubbio la sua parola. Si sa il politico che ne capisce di grandi opere?

Torniamo a parlare di Anguillara. Chi è che sceglie il materiale, chi contatta il fornitore? Chi contratta le condizioni, i prezzi? Chi stabilisce se abbonarsi a delle riviste di cui si potrebbe fare facilmente a meno, avendo il mondo del web a disposizione?

Si vota, si sceglie l’amministrazione che si vuole. Si formula il programma. Cosa cambia? Se la burocrazia non cambia con ogni amministrazione, parlare di cambiamenti è come raccontare favole.

Vogliamo rilanciare la domanda? Io sono convintissimo. Le riforme s’iniziano dal basso, non per niente l’Italia rimane ferma finche non si parlerà seriamente della Pubblica Amministrazione.

 

Fonti di riferimento:

Anguillara (RM): Determine n 263,269,271, 279 e 280 del 09.03.2015; Determina 298 del 10.03.2015; n 314 n del 12.03.2015; n.340 del 13.03.2015; n.293,345 e 346 del 19.03.2015.

Roma
Il Caso
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LEGGI ANCHE: GALLICANO NEL LAZIO: LO STRANO CASO DELL'ACCADEMIA KRONOS ONLUS

 

di Cinzia Marchegiani

Gallicano nel Lazio (RM) – Era partita come una semplice interrogazione dello scorso 2 marzo 2015, a firma del consigliere d'opposizione Mario Galli (capogruppo Progetto Comune–Lista Civica) lo strano caso dello sbianchettamento nel documento con cui l’Accademia Kronos si presentava per accedere all’iscrizione nell’albo delle associazioni del Comune di Gallicano nel Lazio.

I PUNTI DELL’INTERROGAZIONE PRESENTATA:

L’interrogazione a firma del Consigliere Galli aveva sollevato dubbi in merito al certificato di attribuzione del codice fiscale presentato dall’accademia KRONOS Onlus datata 5 dicembre 2014, e quindi risultava successiva alla scadenza fissata al 31 luglio 2014 per l’iscrizione alla consulta delle associazioni di Gallicano nel Lazio. Inoltre, sotto la voce “natura giuridica” era stato riportato: “12 – ASSOCIAZIONI RICONOSCIUTE E COMITATI”. Galli nel verificare il sito dell’AVCP nell’anagrafica della natura giuridica dei soggetti, scopre invece che il codice 12 citato proprio su questo certificato risulta essere attribuito (attribuibile) ad “associazioni NON riconosciute e comitati”. Il giallo insomma diventava più evidente poiché da una lettura attenta del certificato di attribuzione del codice fiscale presentato dall’accademia KRONOS Onlus, la preposizione “NON”, sembra essere stata cancellata con correttore di colore bianco.

In effetti c’erano troppe ombre da dipanare su tutta la procedura sia dell’iscrizione che dell’attribuzione del codice fiscale dell’Accademia Kronos che ad oggi risulta essere iscritta nell’albo delle associazioni del Comune di Gallicano nel Lazio.

GALLI CONTESTA LA RISPOSTA SCRITTA RICEVUTA E DIFFIDA IL COMUNE
Il 16 marzo 2015 arriva la risposta scritta dal consigliere delegato Letizia Guadagnoli ma qualcosa non convince il consigliere Galli, che senza se e senza ma inoltra diffida al Comune di Gallicano nel Lazio dall’affidare qualsivoglia servizio, non solo di guardie ambientali e zoofile, ma di qualsiasi natura, alla citata sezione territoriale Accademia Kronos di Gallicano nel Lazio e dal partecipare la stessa di contributi e/o patrocini diretti e/o indiretti, anche per tramite della Consulta stessa, finché non sarà fatta piena luce e cristallina chiarezza sulla regolarità di iscrizione della suddetta sezione all’albo delle associazioni del comune di Gallicano nel Lazio, trasmettendo una copia della stessa diffida alla Prefettura di Roma, alla Corte dei Conti, alla Procura della Repubblica di Tivoli, alla Tenenza CC di Palestrina, alla locale stazione CC, ala Polizia di Stato, alla Guardia di Finanza ed alla Agenzia delle Entrate per le iniziative di rispettiva competenza che riterranno di dover intraprendere.

GLI ASPETTI NON REGOLARI DELLA POSIZIONE DELL’ACCADEMIA KRONOS CONTESTATI
Il Consigliere Galli non si ritiene affatto soddisfatto dalle rassicurazioni e spiegazioni della risposta, anzi da esse emergono altri particolari. Nel dettaglio il passaggio dove emerge che alla data del 16.07.2014 la sezione territoriale Accademia Kronos di Gallicano nel Lazio, non aveva la citata autonomia finanziaria e patrimoniale, ovvero un specifica attribuzione di codice fiscale, poiché il documento di questa attribuzione del codice fiscale riporta la data del 5.12.2014 quindi molti mesi dopo e dunque nemmeno la sede legale nel comune di Gallicano nel Lazio, requisiti invece richiesti dal citato art. 3, comma 1.
Incalza il Consigliere Galli sulle sequenze temporali: “Ma alla data del 16.07.2014 (non si sa bene da chi) viene presentata la seguente documentazione:
a) atto accademia Kronos di Ronciglione di riconoscimento della sezione Territoriale di Gallicano nel Lazio;
b) nota regione Lazio riconoscimento accademia Kronos di Ronciglione all’albo regionale delle associazioni;
c) decreto Ministero Ambiente iscrizione albo nazionale associazioni, sempre riferito all’accademia Kronos di Ronciglione.”

Galli fa presente che nella nota con cui il consigliere delegato Guadagnoli risponde all’interrogazione, viene inoltre specificato che alla data del 10.09.2014 la sezione Territoriale ha trasmesso su richiesta del comune il Verbale di costituzione della stessa redatto in data 23.06.2014 e lo Statuto accademia Kronos:” e ciò dimostrerebbe che c’è stata una seppur minima istruttoria (non si sa bene da parte di chi), ma c’è stata”– evidenzia lo stesso Galli.

Ma non finisce qui, Galli contesta anche un altro passaggio nella risposta inviatagli che proprio non lo convince. Infatti il consigliere delegato si giustifica della mancata presa posizione nei riguardi dell’accademia Kronos, poiché dopo che il presidente della sezione Territoriale della stessa associazione con mail del 5.12.2014 aveva trasmesso una copia elettronica di un certificato di attribuzione del codice fiscale,  la stessa pratica non doveva essere oggetto di ulteriore verifica sul contenuto e sulla correttezza essendosi ormai completamente concluso il procedimento di iscrizione. Questa affermazione a detta del capogruppo Galli, sembra una contravvenzione alle disposizioni dell’art. 3 comma 2: ”ovvero se l’attribuzione del codice fiscale era la condizione per l’iscrizione all’albo delle associazioni (e personalmente mi ricordo quanto se ne è discusso in sede di commissione consiliare) non si capisce perché, relativamente alla sezione territoriale di Kronos sia divenuto un semplice arricchimento del contenuto minimo dei documenti previsti, da richiedere in alcuni casi con contatti informali e pubblicato senza alcun protocollo di ricezione da parte del comune e trasmesso con semplice mail.” Certificato che risulta, tra l’altro, corretto (col bianchetto NdR) come descritto nella precedente interrogazione citata - conclude la diffida del Consigliere Mario Galli.

In attesa quindi di comprendere la regolarità di questa iscrizione, il Comune di Gallicano incassa dall’affidare qualsivoglia servizio, non solo di guardie ambientali e zoofile, ma di qualsiasi natura, alla citata sezione territoriale Accademia Kronos di Gallicano nel Lazio e dal partecipare la stessa di contributi e/o patrocini diretti e/o indiretti.

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Sicurezza & Cittadini
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LEGGI ANCHE: VELLETRI, VIA DEI LAGHI KM 18,200: DOPO 4 INCIDENTI MORTALI ISTITUZIONI ASSENTI IN TEMA DI SICUREZZA

 

Redazione

Velletri / via dei Laghi - Nel pomeriggio di mercoledì 25 marzo 2015 lungo la via dei Laghi, nell'arco di breve tempo, si sono verificati due incidenti: uno all'altezza del km 18,200, dove nella famigerata curva a gomito è uscita di strada l'ennesima automobile, e l'altro al km15,500 che ha provocato la orribile morte di un professionista, responsabile solamente di transitare lungo la via dei Laghi in un pomeriggio segnato da un tempo inclemente. 

“Vergogna! Tutto ciò rappresenta il totale fallimento della politica italiana,che in nome della spending review,  ha tagliato drasticamente i fondi destinati all'ambiente ed in particolare alla sicurezza stradale. - commenta un cittadino che percorre la via dei Laghi quotidianamente - La via dei Laghi – prosegue il pendolare - è tristemente nota alle cronache nazionali per la sua alta pericolosità, dovuta principalmente alla carreggiata poco ampia e  soprattutto, alla sua elevata tortuosità. Fino a quando gli enti  proprietari della strada, prima Anas, poi Provincia di Roma oggi Roma Città Metropolitana, hanno eseguito la regolare manutenzione delle cunette e delle spallette ed i necessari ripristini del manto stradale, la responsabilità degli incidenti si poteva addebitare alla condotta spericolata o imprudente degli automobilisti. Oggi non è più così!”

Il pendolare fa poi notare un particolare, riguardo l’albero che ha provocato la morte del professionista, che mette in risalto una situazione di incuria e di totale assenza di manutenzione sulla vegetazione presente ai lati della via dei Laghi: “L'albero caduto mercoledì, che ha provocato la morte dell'automobilista, - spiega il pendolare - era parassitato da una enorme pianta di edera, ed era cresciuto libero ed incontrollato su una scarpata.

L'intero percorso della via dei Laghi è costellato di alberi come quello caduto. Anzi molti sono posizionati pericolosamente in bilico sulle spallette e presentano metà del ciocco completamente scoperto”. 

Il pendolare lancia quindi un nuovo allarme, dopo quello purtroppo lanciato lo scorso martedì 24 marzo 2015 che oggi appare come una tragica premonizione: “Temo che l'albero caduto, in assenza di drastici interventi, sia il primo di una lunga serie. Avevo concluso la segnalazione alle Istituzioni di martedì scorso, in cui evidenziavo lo stato di degrado e di abbandono del manto stradale e del guard rail, con la frase che cosa aspettano: ci vuole un altro morto? 

Ebbene si, me ne dispiace moltissimo, c'è stato.  Le Istituzioni devono assolutamente porre rimedio a questa situazione. Ora basta!!!” conclude il pendolare che si autodefinisce prima furioso, ora oltremodo basito, dispiaciuto e graziato.

Latina
Cronaca
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Redazione

Latina - I militari del comando provinciale Latina hanno condotto un'operazione a contrasto dei traffici illeciti di sostanze steroidi e anabolizzanti utilizzate nelle palestre, nocive alla salute. I finanzieri della compagnia di Latina, dopo aver sequestrato circa 3.500 tra fiale e pasticche di sostanze steroidi anabolizzanti tra cui il nandrolone illegalmente detenute, che avrebbero consentito di ottenere, una volta divise, circa 5.000 dosi di sostanza dopante, (pari ad un valore commerciale di circa 500.000 euro sul mercato illegale) nonchè 60.000 euro in contanti provento dell'attività illecita, oggi hanno eseguito quattro misure di custodia cautelare in carcere su disposizione della procura della Repubblica di Roma - direzione distrettuale antimafia Lasperanza Carlo.

Le indagini svolte, anche mediante intercettazioni telefoniche e telematiche, hanno rilevato l'esistenza di un'organizzazione dedita all'importazione ed alla commercializzazione di sostanze medicali di provenienza estera di natura anabolizzante o psicotropa, queste ultime soggette alla disciplina di cui al dpr nr.309/1990 - testo unico sugli stupefacenti. L'importazione delle sostanze steroidi anabolizzanti avveniva attraverso una società di trasporto di soggetti di nazionalità romena che importava le sostanze vietate dalla Moldavia e dalla Romania direttamente in Italia per poi collocarle sul mercato nazionale mediante una rete di distribuzione locale.

Tra i distributori italiani è stata individuata l'organizzazione facente capo ad un uomo di Cisterna di Latina, D.L.N 34enne titolare di una palestra, insieme ad altre tre persone, B.A. 25enne di Latina, P.R. di 36 anni di Cisterna di Latina ed S.A.S.A. di 32 anni originario di Quartu Sant'Elena (CA). L'ordinativo delle sostanze anabolizzanti avveniva attraverso un consolidato sistema di comunicazioni tra gli arrestati e i loro clienti, basato sullo scambio di richieste di dopanti attraverso i messaggi inviati sui diversi profili dei social network, quali facebook, o tramite l'applicazione di messaggistica whatsapp. La consegna delle medesime sostanze, invece, avveniva tramite una ditta di spedizione nazionale. In particolare lo stesso D.L.N. ricevuto l'ordinativo degli anabolizzanti, contattava direttamente l'operatore della ditta di spedizione al quale consegnava il pacco con le sostanze dopanti avendo cura di effettuare tali operazioni sempre in posti diversi ed all'aperto per meglio occultare l'attività illegale. La particolare pericolosità sociale che ha caratterizzato l'associazione composta dai quattro arrestati deriva anche dal fatto che rivendevano agli sportivi sostanze dopanti destinate ad un uso animale attraverso false ricette mediche a firma di medici generici e veterinari completamente ignari. In particolare, la falsificazione delle ricette mediche avveniva tramite l'indicazione di farmaci anabolizzanti destinati oltre che a persone anziane anche a cavalli, bovini ed altri animali (quali ormoni della crescita) e una volta acquistati dall'organizzazione presso farmacie in realtà venivano destinati all'uso da parte dei frequentatori delle palestre. I quattro arrestati, infatti, sono tutti bodybuilder, quali allenatori di numerosi ragazzi dediti alla cultura fisica i quali ricevevano consigli sulle diete da seguire e sulle sostanze da assumere per aumentare la massa muscolare, con notevolissimi rischi per la salute. I soggetti sono stati tratti in arresto per associazione a delinquere finalizzata all'importazione, al commercio abusivo di farmaci anabolizzanti, al traffico di sostanze stupefacenti di cui agli artt. 416 cp, art. 9 legge 376/2000, art. 74 del dpr. 309/90, art. 147 d lgs 219/2006 oltre la ricettazione art. 648 cp per aver acquistato e destinato al commercio farmaci illegalmente introdotti nel territorio dello Stato.

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