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DISTANZIATORE
Roma
Cronaca
Alla giovane l'uomo ha chiesto di seguirla con la scusa di doverla identificare
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Redazione

Roma - Si è finto poliziotto l'uomo che la scorsa notte ha abusato di una 16enne in un prato nei pressi degli uffici giudiziari di piazzale Clodio. La minorenne, a quanto si è appreso, era in compagnia di alcune amiche quando sarebbe stata avvicinata dall'uomo alla fermata del bus che avrebbe chiesto alle giovani i documenti quindi avrebbe detto alla 16enne di seguirlo per un controllo. Le due amiche, vedendo che la loro compagna non tornava, hanno così allertato i genitori che hanno poi chiamato le forze dell'ordine. La minore, soccorsa poi in via Carlo Mirabello intorno alla mezzanotte, non è di Roma

I fatti. Il gruppo di amiche stava tornando a casa dopo aver assistito allo spettacolo pirotecnico tenutosi nei pressi di Castel Sant'Angelo. L'uomo, appunto qualificatosi per poliziotto ha chiesto alle ragazze i documenti.Alla giovane che ne era in possesso l'uomo ha chiesto di seguirla con la scusa di doverla identificare compiutamente. Poi, giunti a piedi nei pressi del parcheggio di via Casale Strozzi, l'uomo l'ha trascinata con la forza in un parchetto sito nei pressi abusando sessualmente di lei. Nel frattempo una delle amiche, preoccupata appunto per il tempo trascorso, ha telefonato alla madre che, recatasi in breve sul posto, ha avuto modo di scorgere l'uomo che stava riaccompagnando la giovane dove l'aveva prelevata, in via Baffico. Vedendo un adulto insieme alle due ragazze, l'uomo si è subito dato alla fuga. La donna ha chiamato immediatamente il 113 e sono scattate le ricerche. La giovane, abitante fuori Roma, ospite di una delle due amiche, è stata immediatamente trasportata in ospedale, dove i sanitari non hanno riscontrato segni di violenza apparente. Allo stato le indagini sono indirizzate a riscontrare il racconto della ragazza ed individuare il responsabile.

Roma
Emergenza immigrati
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Redazione

Roma - E poi non venissero a raccontare che non siamo in emergenza visto che cresce sì la solidarietà manche le strutture riservate agli immigrati. A luglio aprira' alla stazione Tiburtina il centro di accoglienza Ferrotel. Si tratta di una struttura di 1.120 metri quadri per un totale di 50 camere consegnato in comodato d'uso a Roma Capitale, assessorato Politiche Sociali, da Ferrovie dello Stato. A presentare l'accordo l'assessore al Sociale, Francesca Danese, ad di Rfi, Maurizio Gentile, e il responsabile attivita' sociali Fsi, Fabrizio Torella. "Roma in tre giorni ha visto numeri incredibilmente alti e parliamo delle frontiere chiuse e noi abbiamo immediatamente dato risposte. Non ci siamo accontentati di aprire solo la tendopoli ma Roma aveva bisogno di una struttura per persone che arrivano nella citta'. Si era creata anche molta tensione all'interno della stazione Tiburtina. Noi abbiamo dimostrato che si puo' fare sicurezza sociale e dignita' della persona. Quindi - ha spiegato Danese - abbiamo immediatamente attivato la tendopoli e subito dopo abbiamo fatto una gara di compartecipazione per trovare una soluzione e Ferrotel e' la risposta che fuggono da guerre e che stanziano nella stazione Tiburtina.

La sicurezza sociale passa per il rispetto e la dignita' delle persone". "Noi siamo stati chiamati dal Comune - ha continuato Gentile - durante l'emergenza dei migranti a Roma Tiburtina e abbiamo aderito con entusiasmo alla richiesta di aiuto. Le stazioni sono un punto di aggregazione e di transito quindi il gruppo Fs, prendendo atto di questa situazione, ha coniugato le parole responsabilita' sociale con la solidarieta' intesa come la realizzazione di un sistema strutturato. Si tratta di un sistema per offrire solidarietà. La messa a disposizione di questo Ferrotel fa parte di un progetto piu' ampio sulla solidarieta' e questa era una struttura alberghiera da qualche anno in disuso che vedra' un intervento di manutenzione di cui si fara' carico il Comune. Il contratto di comodato gratuito e' gia' stato sottoscritto con il Comune e restera' fino a quando ce ne saranno le condizioni". "Fs - ha aggiunto Torella - e' impegnatissimo su questo tema nell'interesse della cittadinanza. La gestione corretta di uno spazio socialmente utile fa bene anche al quartiere".

"Immediatamente cominciamo i lavori - ha assicurato Danese - Venerdi' scorso c'e' stata la firma e da domani mattina inizieremo i lavori e consegneremo la struttura entro un mese. Parliamo, secondo quanto definito dall'assessore Pucci, ci vorranno circa 150mila euro per la ristrutturazione ma secondo me anche meno. Domani faremo una valutazione piu' specifica. Siamo in contatto anche con delle realtà che potrebbero fornirci i mobili gratuitamente. Con la chiusura delle frontiere Roma ha visto numeri incredibilmente alti di migranti, non ci siamo accontentati solo della tendopoli, abbiamo dato risposta anche con questa struttura".

Roma
Cronaca
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Redazione

Roma - «Una delegazione di Fratelli d'Italia, guidata dal capogruppo alla Camera dei deputati Fabio Rampelli, si è recata oggi al Cara di Castelnuovo di Porto per incontrare il direttore, gli operatori, gli ospiti e per verificare le condizioni generali del centro, la qualità dei servizi erogati e l' impatto sul territorio». Così una nota del deputato Fdi-An, Fabio Rampelli. «Con la giornata di oggi - ha detto Rampelli - s' inaugura un giro di sopralluoghi in tutti i Centri d'Accoglienza dei Richiedenti Asilo nel territorio italiano. Tra le prossime tappe, i Cara di Bari, Foggia, Crotone e Mineo. Le questioni spinose sono soprattutto quelle normative. La permanenza dei richiedenti asilo è troppo lunga perché prima che si riunisca la commissione e interroghi il potenziale rifugiato passa mediamente un anno e mezzo.

Dopo l'intervista, la commissione impiega ancora del tempo per esprimersi e nel caso in cui emettesse un giudizio negativo i richiedenti asilo possono ricorrere permanendo ancora mesi nel Cara. Ci sono anche persone che commettono reati cui vengono assegnati gli arresti domiciliari presso lo stesso centro, invece di essere gentilmente accompagnate alla frontiera. Insieme condannati in primo grado di giudizio che non vengono rimpatriati». «Questo dimostra - ha concluso Rampelli - che la normativa italiana e la sua materiale applicazione sono fortemente carenti, e tale contraddittorietà è la migliore garanzia affinché il fenomeno non venga gestito con i dovuti rigore ed efficacia».

Roma
Il caso
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A. P. 

Roma - Malore notturno per il sindaco Ignazio Marino. Il primo cittadino della capitale, dopo aver accusato un dolore nella notte, è stato accompagnato dai familiari all'ospedale Gemelli per un controllo. Qui i medici hanno deciso per il ricovero. Al momento, riferiscono dallo staff del sindaco, sono in corso gli accertamenti medici in base ai quali si decidera' sulle dimissioni, che potrebbero avvenire anche in giornata. Il sindaco alle 9,30 di questa mattina avrebbe dovuto presentarsi di fronte ai membri della Commissione d'inchiesta Migranti della Camera

Malore notturno per il sindaco Ignazio Marino. Il primo cittadino della capitale, dopo aver accusato un dolore nella notte, e' stato accompagnato dai familiari all'ospedale Gemelli per un controllo. Qui i medici hanno deciso per il ricovero. Al momento, riferiscono dallo staff del sindaco, sono in corso gli accertamenti medici in base ai quali si decidera' sulle dimissioni, che potrebbero avvenire anche in giornata. Il sindaco alle 9,30 di questa mattina avrebbe dovuto presentarsi di fronte ai membri della Commissione d'inchiesta Migranti della Camera

 

Regione Lazio
La classifica
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Redazione

Lazio al quinto posto fra le regioni d'Italia per ecoreati, "subito dopo le 4 regioni a tradizionale insediamento mafioso". È quanto emerso dal rapporto "Ecomafia 2015", presentato oggi da Legambiente, che in relazione al territorio laziale riporta "2.255 ecoreati", il "7,7% del totale nazionale", e "2.022 denunce, 6 arresti e 540 sequestri", in una graduatoria guidata dalla Puglia. E ancora, “nella classifica nazionale della corruzione, il Lazio si piazza invece al quarto posto con 26 inchieste aperte”. Roma e provincia si assestano invece “al 4° posto della classifica nazionale con 1053 ecoreati”. Mentre il totale nazionale è di “29.293 ecoreati”, con un giro d'affari di “22 miliardi di euro”. Inoltre, “sono 561 gli illeciti contro la fauna nel Lazio e 248 gli incendi dolosi, dei quali 67 in provincia di Frosinone e addirittura 150 a Latina”. Regione laziale “al primo posto assoluto sul piano nazionale per le archeomafie, l’insieme di illeciti che riguardano crimini a danno delle opere d’arte e della storia del nostro territorio”, con “148 reati che costituiscono il 17,4% del dato italiano". "Principali protagonisti” per Legambiente “continuano a rimanere il ciclo del cemento e quello dei rifiuti che vedono il Lazio rispettivamente al 4° posto con 545 illeciti per abusivismo edilizio e addirittura in aumento per reati sul ciclo dei rifiuti dove dal 7° del 2014 (con 392 infrazioni) si passa al 4° posto con 486 illeciti. Roma si conferma regina dell’illegalità laziale nel ciclo dei rifiuti dove gli illeciti salgono dai 229 del 2013 ai 255 del 2014; seguono Latina con 140, Frosinone con 37, Viterbo con 28 e Rieti con 26. Non va meglio nel ciclo del cemento, tradizionalmente colpito da infiltrazioni mafiose e dove si conferma al primo posto la capitale con 180 illegalità, seguita a breve distanza da Latina dove gli illeciti accertati sono stati ben 173".

“I dati sulle illegalità nel Lazio continuano ad essere allarmanti e la nostra regione è la quinta in assoluto per tali reati – dichiara Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio – A Roma e nel Lazio si esca dall’era dell’illecito e di Mafia Capitale, da anni denunciamo con i nostri dossier i numeri impressionanti degli ecoreati, adesso le indagini in corso siano l'occasione per creare un nuovo sussulto civile tra cittadini, associazioni e amministratori per aprire un varco indelebile di legalità nel futuro”. "La regione" per Scacchi "deve assolutamente mettere in campo specifici impegni per combattere i reati ambientali, a partire dall'istituzione della consulta regionale Ambiente e Legalità, bisogna infatti proteggere il Lazio dalle mire eco-mafiose per valorizzare al meglio lo straordinario patrimonio naturale, storico-culturale e archeologico del nostro territorio; da quest’anno sarà decisiva per la lotta all’eco-criminalità la legge sugli ecoreati approvata lo scorso maggio che può davvero dare una svolta alla lotta alle ecomafie se tutti, cittadini, istituzioni e associazioni, continueranno a tenere alta la guardia”.

Roma
La lettera
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A.D. M. 

Roma - Con l'auspicio che dietro a queste parole ci sia sincera volontà di conversione, scevri da azioni poste in essere per pura utilità. «Il coraggio della conversione e della denuncia. Così il settimanale della diocesi di Nuoro, 'L'Ortobenè, riassume nel numero che uscirà domani mattina in edicola il senso della lettera che Salvatore Buzzi ha inviato al Papa dal carcere di Badu 'e Carros». Lo riferisce l'Agenzia Sir. «L'ex presidente della cooperativa '29 giugnò, aiutato nel suo percorso dal cappellano don Giampaolo Muresu e dal vescovo Mosè Marcia, afferma di aver accolto l'invito del Pontefice ai fautori o complici di corruzione contenuto nella bolla di indizione del Giubileo della Misericordia - si legge - 'Seguendo la via tracciata dalla Misericordiae Vultus - scrive Buzzi - dichiaro la mia totale adesione al Suo invito alla conversione, unita al coraggio della denuncia perché la corruzione impedisce di guardare al futuro con speranza ed è un accanimento nel peccato. Mi auguro e spero di non essere il solò.

Nella lunga missiva Buzzi racconta la sua storia personale, intrecciata a quella delle cooperativa, cresciuta a tal punto da diventare una eccellenza sociale e lavorativa. 'Dal 2010 - denuncia Buzzi in un passo della lettera - iniziammo ad avere richieste varie di utilità da parte di funzionari ed amministratori: facemmo un esposto alla Procura di Roma ma non ci fu seguito, tentammo anche la via della denuncia politica, ma anche questa via non portò risultati. Ed allora io in prima persona cedetti a queste richieste: moralmente giustificavo il mio agire con il classico fine che giustifica i mezzi. Tali richieste si sono poi accentuate con gli anni e con il crescere della cooperativa; io continuavo a giustificare il mio operato con il fatto di creare occupazione per tante persone che altrimenti non avrebbero mai trovato lavoro. Da vittima divenni pian piano complice di un sistema corruttivo cresciuto sempre di più, sia a livello politico che amministrativò. Dal carcere di Nuoro, Buzzi condanna la violenza mediatica di cui si è sentito vittima, in particolare per l'uso di una intercettazione scovata nelle 60mila pagine dell'inchiesta. Quanto all'accusa di essere braccio operativo di un'associazione di stampo mafioso, scrive: 'Sono consapevole di dover affrontare la giustizia terrena e mi adopererò per chiarire le mie colpe e contrastare per quanto è nelle mie possibilità i fenomeni corruttivi; mi difenderò dalla accusa ingiusta di mafià».

Roma
Amministrazione Pubblica & Cittadini
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di Ivan Galea
Nemi (RM)
- Lo spettro di altri debiti pende sulle già malconce casse del Comune di Nemi al quale lo scorso 18 maggio 2015 è stato notificato un decreto ingiuntivo per ben 46mila euro. Un cifra che va ad aggiungersi ad una lunga lista di debiti accumulati dal Comune di Nemi, come quello de ILCESA dove l'Ente è stato condannato dal Tar Lazio a pagare la somma di oltre 300mila euro a titolo di risarcimento alla società Impresa Laziale Costruzioni Edili Stradali Appalti a r.l. per aver “limitato l’utilizzazione edificatoria” alla società attraverso varianti al piano regolatore e che l’amministrazione del sindaco di Nemi Alberto Bertucci ha ritenuto di dover iscrivere immediatamente come debito fuori bilancio.

Il nuovo debito che si intravede all'orizzonte, consisterebbe nel mancato pagamento da parte del Comune di Nemi di parcelle emesse dall'architetto Roberto Pinci a fronte di incarichi professionali relativi la redazione del progetto esecutivo per la riqualificazione del centro storico di Nemi, da piazza Roma, attraverso corso Vittorio Emanuele fino a piazza Umberto I dove si affaccia Castello Ruspoli e per il progetto relativo la realizzazione di un parcheggio sulla via Nemorense.

Di fatto nel 2008 il Comune determinò di formalizzare un contratto di prestito per un finanziamento con la Cassa Depositi e Prestiti al  fine di  procurarsi le  risorse finanziarie  necessarie alla realizzazione, al recupero ed alla  riqualificazione della piazza ed al completamento della copertura "terrazza panoramica" della scuola media per l ’importo di  500mila euro.

La progettazione, la direzione dei lavori ed il coordinamento per la sicurezza delle opere di "recupero e riqualificazione" per questi lavori furono affidate, sempre nel 2008, proprio all'architetto Roberto Pinci. Singolare il fatto che la parcella dell'architetto, di circa 24mila euro, sia pervenuta al Comune lo scorso 17 giugno 2014 ben 6 anni dopo aver ricevuto gli incarichi. Intanto l'amministrazione comunale di Nemi ha ritenuto di costituirsi in giudizio per rappresentare le ragioni dell'Ente affidando l'incarico legale di rappresentanza, in parola, all'avvocato Gianluca Piccinni e deliberando un impegno di spesa di 3.100,00 euro.

E come sempre a pagare è Pantalone. 
 

Frosinone
Soldi pubblici
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Redazione
Sora (FR)
- Stanno procedendo spediti i lavori di recupero di alcuni sentieri per scopi naturalistici ed escursionistici sul territorio sorano. Gli interventi rientrano nell’ambito del P.S.R. (Piano Sviluppo Rurale) POR FESR 2007 – 2013 a cura della Regione Lazio – Comunità Economica Europea.
L’intervento, per un importo complessivo di 100mila euro, è stato finanziato dalla Regione Lazio per  73.570,70 di euro mentre la restante quota è a carico del Comune di Sora.
I lavori, a cura della Ditta MASE.L.N. COSTRUZIONI SRL con sede in ITRI (Lt), sono diretti dall’Ing. Marco Mangili su progetto dell’U.T.C. dell’Ente. I sentieri interessati, individuati a mezza costa dell’area collinare S.Angelo-Portella, sono i seguenti: “Portella” (sviluppo ml 1987), “Vallone delle Noci” (sviluppo ml 1325) e “Colle Sant’Angelo” (sviluppo ml 395).
I lavori prevedono una serie di interventi tra i quali la realizzazione della pavimentazione in pietra locale, la ricarica ed il livellamento del piano pedonale, la ripulitura dalla vegetazione invadente, l’istallazione di bacheche, panchine, tavoli. Si sta procedendo anche alla regimentazione delle acque per preservare in futuro lo stato dell’intervento.
Soddisfazione è espressa dal Sindaco Ernesto Tersigni: “I lavori su questi tre bellissimi sentieri, presenti sul nostro territorio, sono in corso e stanno proseguono nel pieno rispetto del programma. Mi auguro che l’intervento termini al più presto per consentirci di restituire quanto prima ai turisti ed agli amanti del trekking questo prezioso patrimonio naturalistico delle montagne sorane”.
 

Roma
L'inchiesta
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LEGGI ANCHE: GALLICANO NEL LAZIO, CIMITERO IN ODORE PD: 120 MILA LOCULI PER 6 MILA PERSONE. CONSEGNATO IL DOSSIER ALLE AUTORITA'

 

di Cinzia Marchegiani

Gallicano nel Lazio (RM) - Una nebulosa alquanto articolata, tra atti, delibere e consigli comunali che hanno solo alimentato immensi sospetti in merito al progetto cimiteriale del Comune di Gallicano nel Lazio di cui l’Osservatore d’Italia aveva già approfondito la situazione. "L’ecomostro”, così ribattezzato da tutte le associazioni, aveva scatenato il totale disappunto per un’opera maestosa che si intende mettere in cantiere.

Il camposanto da 120 mila loculi troverebbe posto in località Passerano, dove sempre la stessa amministrazione di Gallicano nel Lazio era intenzionata, e forse lo è tutt’ora, a realizzare anche la Centrale a Biogas, che disterebbe, quest'ultima, solo 400 metri dalle abitazioni di Valle Martella a Zagarolo.

Il dossier consegnato alle istituzioni. I consiglieri comunali Mario Galli Capogruppo “Progetto Comune”, Fabrizio Betti “Progetto Comune” e Lucia D’Offizi Capogruppo “PDL” del Comune di Gallicano avevano portato a conoscenza delle Autorità, un corposo dossier, inviato esattamente un anno fa - 23 giugno 2014 - chiedendo alla Guardia di Finanza, alle cariche istituzionali dei Governi italiano ed europeo, alle Procure di Tivoli, Roma, Napoli e Lazio, a tutti i gruppi consiliari della Regione Lazio, alla Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio, alla Regione Campania, al Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri Regione Lazio, di Palestrina, Gallicano nel Lazio, oltre alla Questura di Roma, di verificare gli atti che sovrastano questo progetto faraonico.

Verifiche e presunti conflitti d’interesse.
La vicenda della realizzazione di un cimitero comprensoriale nel Comune di Gallicano nel Lazio, ancora risulta alquanto complessa e fotografa una nebulosa e a tratti una pittoresca gestione amministrativa, tanto che sono state presentate due interrogazioni, una al Regione Lazio, l’altra in Parlamento. Il nostro giornale aveva già riportato e messo a conoscenza dell’opinione pubblica la ”particolarità” emersa da questo progetto che si vuole portare a compimento nel comune di Gallicano nel Lazio in un polmone verde a ridosso di Roma, che cementificherebbe 63 ettari di campagna romana.

La singolare coincidenza che emergeva dai documenti resi noti dai consiglieri di opposizione riguardava le notizie ottenute da risultanze di visura camerale, dove il socio di maggioranza di una delle imprese facenti parte dell’ATI proponente il progetto, precisamente la AET srl, risultava essere l’Avv. Gianni Veroni che, all’epoca della citata delibera di Giunta 32/2013, ricopriva la carica di Presidente del Consiglio Comunale di Gallicano nel Lazio, nonché consigliere delegato al reperimento risorse investimenti pubblici/aspetti legali inerenti all’urbanistica e locale segretario del PD.

Interrogazioni Regionale e Parlamentare. Troppe domande sono rimaste ad oggi senza risposta, tanto che sono state presentate due interrogazioni una alla Regione Lazio dello scorso 24 giugno 2015 a firma dei consiglieri del M5S, Denicolò, Porrello e Perilli. Ed un’interrogazione con risposta scritta al Parlamento presentata l’11 giugno 2015 dagli onorevoli Daga, Terzoni, De Rosa, Segoni, Busto, Mannino, Zolezzi, Frusone e Vignaroli indirizzata al Ministro dell'ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, al Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, al Ministro dell'Interno.

L’interrogazione parlamentare ripercorre la storia del progetto del cimitero comprensoriale da 120mila loculi, attraverso un project financing che prevede un investimento iniziale di circa 50 milioni di euro (primo stralcio) per un totale di circa 160 milioni di euro, da realizzare nella tenuta Agro-Patrimoniale di Passerano per una superficie di 60 ettari, che sorgerà sulla tenuta agricola di Passerano sottoposta a vincolo ambientale dalla Regione Lazio, considerata l'ultimo polmone verde alle porte di Roma Est, pezzo di rilevanza storica dell'Agro Romano.

I firmatari fanno emergere come mal si comprende l'opportunità di stravolgere la naturale vocazione agricola e zootecnica di un territorio costruendo un cimitero di 120 mila loculi per un paese che conta, a malapena, 6 mila abitanti. Ma non solo, perché nell’interrogazione viene sollevato il passaggio cruciale (riportato anche dal nostro giornale) che a proporre la colata di cemento che sottrarrà 60 ettari di verde ai mille della tenuta di Passerano è un'associazione temporanea d'impresa (Ati) nella quale figura anche l'AET Srl di cui diviene socio di maggioranza il 19 marzo 2013 Giovanni Veroni, all'epoca Presidente del Consiglio comunale di Gallicano nel Lazio, che ha proposto al Comune di costruire con capitale privato, il mega cimitero in cambio di una concessione trentennale, con l'obiettivo di recuperare l'investimento attraverso i ricavi di gestione, come scritto nel bando di gara, "derivanti dalle future vendite", in sostanza la cessione dei loculi.

I ministri interrogati vengono messi a conoscenza, qualora non lo fossero, di questa oscura vicenda, e viene chiesto loro se non ritengano opportuno assumere iniziative al fine di valutare che il progetto di cui in premessa non sia in contrasto con la presenza di vincoli di carattere ambientale, paesaggistico, idrogeologico e per la tutela dei beni di interesse culturale, anche alla luce dello straordinario valore del Castello di Passerano, una fortezza del XIV secolo appartenuta a famiglie patrizie romane, ma dell'area archeologica di Gabi, con il tempio di Giunone Gabina, nonché di altri ritrovamenti archeologici e studi che rendono la zona particolarmente ricca di storia. Inoltre nel testo si chiede anche se sia stato acquisito nel procedimento di approvazione del progetto di project financing il parere delle amministrazioni preposte alla tutela ambientale, paesaggistica, territoriale e della salute dei cittadini così come previsto dalla legge n. 241 del 1990.
In fondo nel Dossier spedito dai consiglieri di opposizione del Consiglio comunale di Gallicano nel Lazio chiedevano di svelare il mistero….. “per il quale l’attuale maggioranza - in continuità con la precedente, essendo sempre gli stessi identici amministratori a decidere - ha nel realizzare un progetto che andrebbe a stravolgere irrimediabilmente un territorio tutelato da vincoli cogenti, che va contro gli esiti di un Consiglio comunale straordinario aperto, che viene assunto con procedure amministrative poco chiare e trasparenti e che determina una movimentazione di denaro e capitali non in linea con le disponibilità di una piccola comunità di 6 mila abitanti, quale è il comune di Gallicano nel Lazio (il progetto, una volta completato, comporterebbe la realizzazione di 120.000 loculi cimiteriali, su un’area espropriata di oltre 60 ettari, per un valore complessivo dell’investimento di 160 milioni di euro)".


Si attendono dunque risposte dalle Istituzioni su una vicenda che resta ancora avvolta da un assurdo silenzio istituzionale. A tal proposito l'Osservatore d'Italia invierà il presente articolo all'Autorità Anticorruzione per vedere se almeno questo organo deputato all'analisi degli appalti e alla verifica del loro corretto iter riesca a sciogliere quella che sembra essere una ingrovigliata matassa.


Roma
Incendi metropolitani
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di Cinzia Marchegiani

Torre Gaia (RM)
– Siamo in periferia di Roma, verso le ore 13:00 un rogo in un campo ha fatto innalzare una grande nube nera, densa tanto che i cittadini romani hanno subito postato in rete le foto della grande colonna di fumo che si è innalzata davanti ai loro occhi, odore acre e forte. Gli abitanti si sono subito allarmati soprattutto per la difficoltà nel respirare e ovviamente per le conseguenze della propria salute. Colonne di fumo nero che macchiano il cielo d’estate, sembra un romanzo ma spesso è l’inciviltà che i romani devono pagare sulla propria pelle, in questo caso l’origine del rogo, per ora, è sconosciuta, ma è l’ennesimo che ormai i romani sono abituati a denunciare. Sembra che vicino ci sia anche una stazione dei Vigili del fuoco, ma dopo un’ora il fumo è ricominciato ad sputare ancora più forte. Alcuni romani postano le foto anche all’altezza del Centro Commerciale “Le Torri”, altri confermano che la nube nera si vede anche dal raccordo anulare.

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